Sfila a Londra la moda underground di Ashley Williams

Impertinente, eclettica ed originale la collezione autunno/inverno 2017-2018 di Ashley Williams, protagonista della London Fashion Week. Sulle passerelle londinesi sulle note di Under the Ivy di Kate Bush sfila una parata di cowgirls, in bilico tra note Eighties e introversione. La stilista propone una collezione ricca di sfaccettature, che si ispira sia alla party girl più scatenata, protagonista della movida, sia alla ragazza che alla vita notturna preferisce la tranquillità domestica e che non disdegna una serata trascorsa a guardare Netflix. Largo a tute dalle note workwear, decorate con slogan audaci declinati in nuance fluo: si va dal verde limone al grigio di slogan come “Gimme Five” o “Misery”, ispirato a Stephen King. Ashley Williams si ispira allo Street style per accostamenti audaci ed istrionici, che guardano anche al passato e alle subculture, in primis quella dei paninari, protagonisti della Milano da bere. Non mancano influenze spiccatamente americane, in particolare il West e i rodei, accanto a note preppy, in un melting pot ispirazionale dal grande impatto scenografico. Tripudio di gonne tartan e pantaloni ampi tagliati al ginocchio; il kilt assume nuova vita e viene declinato in colori audaci come il giallo. Non mancano frange e cappelli da cowboy, tra orecchini di diamanti e minidress. Largo anche a stampe in stile hawaiano per camicie e due pezzi. Note preppy impreziosiscono certe giacche in stile college, indossate con kilt declinato anche negli accessori, come le borse. Stampe tartan anche su minidress e blazer; i jeans si riappropriano della vita alta, per volumi che strizzano l’occhio agli Eighties. Bluse con maniche a sbuffo oversize dal piglio teatrale vengono impreziosite da stampe floreali in bianco e nero, mentre tute sportive in jersey si indossano con cappottini giallo canarino. Completano il quadro giubbotti da cowboy e maglioni decorati con grafismi optical. Una collezione ricca di simbolismi e riferimenti stilistici che rischia però di cadere nel mero overdressing.