Il divo contemporaneo di Jeffrey Rudes

Una collezione di capispalla e sofisticata sartorialità pregna di citazioni rock’n’roll, quella presentata da Jeffrey Rüdes alla settimana della moda uomo parigina. Lo stilista sembra davvero riflettere sulle inclinazioni dell’uomo a cui si rivolge, cercando di studiarne il gusto per poi trasfigurarlo nelle sue collezioni. Per l’autunno/inverno 2017-2018 Rüdes immagina un bohémien californiano, in bilico tra sontuosa eleganza anni hollywoodiana e grunge anni Novanta: la vita di Los Angeles e i fasti di Hollywood divengono location ideale di una collezione che si rivolge ad un divo contemporaneo. La quarta collezione disegnata dallo stilista è stata presentata in un appartamento privato in cui ha vissuto anche mademoiselle Coco Chanel durante gli anni Venti: caminetti in marmo, pavimenti preziosi e dipinti antichi divengono il set ideale per una collezione all’insegna dello stile. Il designer, che ha scelto di trasferire la sua collezione da New York a Parigi, nel tentativo di ampliare i contatti con buyer e stampa europea, ha ammesso di amare l’eleganza dell’appartamento scelto come location della presentazione della sua collezione, e non disdegna l’ipotesi di farne il suo showroom in futuro. La camicia in seta, pezzo forte del suo repertorio, diviene anche qui protagonista assoluta: la ritroviamo declinata in gessati inediti o in stampe artistiche dal piglio rétro. Non mancano inoltre trench classici, per un omaggio allo stile parisien, o cappotti dalle costruzioni ardite. Largo anche a maglioni dipinti a mano con alberi di palme, motivo iconico del brand, che si arricchisce qui di spunti inediti che omaggiano la California, patria spirituale dell’uomo immaginato da Rüdes per la prossima stagione invernale. Un gentleman contemporaneo che non lesina in smoking e suggestioni pop, tra tocchi sporty ed eleganza effortlessy-chic. “Quasi formale”, ha commentato lo stilista, che disegna fianco a fianco con il direttore creativo Lorenzo Marchese. Una collezione caratterizzata da grande portabilità dei capi, dai cappotti alle giacche biker, dai blazer doppiopetto alle camicie in crepe de chine caratterizzate da stampe astratte.
“Chi non vorrebbe assomigliare a Keith Richards?”, ha commentato lo stilista, mostrando una camicia in seta porpora da indossare con un paio di skinny jeans scuri. Non mancano infine i capi pensati per la sera, a partire da una giacca in seta nera e un’altra in lamé e velluto. Per divi contemporanei.