Artigianale e cult la nuova Dreamy Bag

Simbolo per eccellenza dell’estate, The Mall Luxury Outlets Collection presenta la sua ultima novità: l’esclusiva shopper intrecciata. Un accessorio chic e ricercato, che con la sua allure d’altri tempi si riconferma indispensabile alleato di stile per la bella stagione.  

La pratica bag, proposta in un modello spazioso e funzionale, è impreziosita da manici a contrasto, declinati in quattro dei colori must-have del momento — dal bianco all’azzurro, dall’arancione al fucsia.  

Perfette da sfoggiare sia al mare che in città, le borse in rafia firmate The Mall Luxury Outlets non saranno solo fedeli compagne di vacanza, ma anche pezzi urbani boho-chic con cui arricchire e rinfrescare ogni outfit. Per un tocco moda che sa coniugare eleganza, spirito metropolitano e artigianalità.  

La collezione è in vendita presso le Welcome Lounge di The Mall Firenze e The Mall Sanremo. 

Premio Ermanno Casoli 2022

La Fondazione Ermanno Casoli annuncia il vincitore del Premio Ermanno Casoli 2022: l’importante riconoscimento nel campo dell’arte contemporanea in Italia è stato assegnato all’artista Eugenio Tibaldi (Alba, 1977) che realizzerà MARSHY, un progetto site specific per EMC FIME di Castelfidardo (An), azienda del gruppo Elica, e vedrà coinvolti non solo i dipendenti della divisione motori ma anche tutto il mondo Elica, che ha una piattaforma produttiva articolata in sette siti tra Italia, Polonia, Messico e Cina, e che annovera oltre 3.200 lavoratori. L’opera sarà inaugurata nell’autunno 2022.  

Il Premio Ermanno Casoli è concepito come una commissione che la Fondazione affida, di edizione in edizione, a un artista per realizzare un’opera d’arte permanente in un’azienda del gruppo, con la partecipazione attiva delle persone che ci lavorano. Il Premio viene attribuito a quegli artisti che nella loro ricerca mostrano una particolare sensibilità e attenzione ai temi sociali e politici, in cui la relazione e la condivisione del lavoro diventano elementi essenziali della progettazione, prevedendo un periodo più o meno lungo di residenza nelle aziende coinvolte. 

“Da sempre attratto dalle dinamiche e dalle estetiche marginali, dal complesso rapporto fra economia e paesaggio contemporaneo – spiega Marcello Smarrelli, curatore del Premio – Eugenio Tibaldi, per il progetto MARSHY, porta avanti una ricerca che verte sul concetto e sul ruolo dello scarto nell’economia e nella realtà quotidiana. Il difetto e il conseguente tentativo di miglioramento sono visti dall’artista come parte dell’evoluzione, in una tensione volta al controllo, all’efficienza e alla precisione. Nei progetti che realizza in diverse parti del mondo, teorizza un senso del margine inteso più come condizione mentale che geografica. Attraverso questa pratica l’artista attiva una dinamica processuale che, applicata alla ricerca artistica, fa emergere forme di estetica alternativa alle pratiche tradizionali”. 

“Arte e impresa hanno in comune molto più di quanto pensiamo: entrambi inventano ogni giorno il futuro – ha dichiarato Francesco Casoli, Presidente di Elica –  Da sempre Elica, attraverso la Fondazione Ermanno Casoli, intitolata a mio padre, introduce l’arte in azienda, in stretta sinergia con i dipendenti, perché crediamo fortemente che l’espressione artistica offra uno stimolo unico a sviluppare il pensiero laterale, la curiosità, la passione per il bello: tutti valori fondativi per noi e per EMC FIME, controllata dal Gruppo Elica. Siamo entusiasti del progetto di Eugenio Tibaldi, vincitore del Premio Ermanno Casoli, con il quale siamo davvero onorati di collaborare”.

Pan Pet Care, a line of good for the planet

Pan Pet Care è l’alternativa green di prodotti per animali domestici.

Lanciata da Francesca Pan – amante di cani fin da bambina, e con molti anni di esperienza in cosmetica sostenibile, PR e marketing – con la missione di fornire una routine di bio pet cosmesi.

Le formulazioni dei loro prodotti sono il risultato di anni di ricerca veterinaria e hanno ottenuto prestigiose certificazioni che ne attestano la qualità premium e gli effetti benefici a lungo termine.

Ogni prodotto è realizzato in piccoli lotti in Italia, utilizzando solo i migliori ingredienti naturali ricchi di sostanze nutritive, garantendo così ai nostri amici a quattro zampe tutta la cura di cui hanno bisogno, attraverso una routine minimalista che li mantiene sani, belli e puliti senza danneggiare il pianeta.

Francesca ha deciso di creare questa linea pensando al pet lover contemporaneo, che sceglie di comprare meno, ma più efficacemente.

Il packaging tutto in alluminio, poi, è perfetto per essere tenuto in borsa quando porti a passeggio il cane, nel trasportino quando prendi un aereo o in auto. Può essere riciclato, ricaricato e riutilizzato.

Rimanendo fedele alla sua scelta green, Francesca ha deciso di non imballare i suoi prodotti in scatole di cartone, perché crede fortemente nel produrre solo ciò che è indispensabile.

Nuovo appuntamento con il Green Month di Gin Canaïma

Canaïma, il gin dell’Amazzonia, da sempre impegnato nella salvaguardia dell’ambiente ha dato vita al suo primo Green Month, un mese di attività legate ai temi della sostenibilità e dell’ecologia. Cinque settimane in cui il brand racconta il forte legame e il costante impegno nella tutela della sua terra d’origine, del pianeta e delle persone che lo popolano attraverso l’arte della mixology. Con una drink list dedicata da provare nei migliori locali di tutta Italia, il Green Month di Canaïma porta l’attenzione su tre ricorrenze che celebrano la vita e il rispetto della natura: il 20 maggio, Giornata mondiale delle api, il 5 giugno, Giornata mondiale dell’ambiente e il 22 giugno, Giornata mondiale delle foreste pluviali.

Inaugurato il 20 maggio in occasione della giornata mondiale delle api e celebrata con il cocktail bee kind, il Green Month di Canaïma prosegue ponendo l’attenzione sulla giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno con il signature cocktail Sogno Amazzonico.

Una giornata che coinvolge ogni parte nel mondo attraverso iniziative volte a responsabilizzare ed educare al rispetto dell’ambiente, a comprendere i rischi ai quali viene continuamente esposto e a prendere consapevolezza di quali siano le azioni che concretamente concorrono alla salvaguardia ambientale. Con il suo Sogno Amazzonico, che unisce al sapore inconfondibile di Gin Canaïma, estratto di melone, sciroppo di miele e lime fresco, il brand celebra uno dei temi che da sempre fa parte dei suoi valori fondanti.

Il Green Month è un’occasione unica per gustare il gin dell’Amazzonia e sostenerlo attivamente nel suo impegno ambientale poiché al termine delle cinque settimane, Canaïma devolverà il corrispettivo delle consumazioni alla riforestazione dell’Amazzonia, progetto che il brand porta avanti dal 2019 e che prevede di ricollocare nella sua terra d’origine circa 7000 piante entro il 2023.

La mappa dei locali aderenti e la drink list sono disponibili al sito: https://landing.compagniadeicaraibi.com/bee-kind

Gin di una terra meravigliosa che ospita più di 400 tribù ancestrali ognuna con la propria lingua, cultura e territorio. Un’eredità culturale e ambientale quella dell’Amazzonia, che viene tramandata di generazione in generazione e che Canaïma supporta attraverso la collaborazione con associazioni che si impegnano a migliorare la qualità di vita delle popolazioni indigene e la conservazione del proprio ecosistema come Fondazione Tierra Viva, che promuove iniziative come formazione all’imprenditoria e prevenzione in ambito salute, Saving the Amazon che sostiene le comunità indigene dell’Amazzonia colombiana piantando alberi e creando imprese ecologiche a supporto della loro sussistenza e FUCAMUVA, fondazione colombiana che si adopera per promuovere il sostegno e l’empowerment delle imprenditrici e artigiane della regione di Vaupés. Canaïma lavora in collaborazione con la fondazione nello sviluppo dei materiali di visibilità del marchio dall’inizio del 2021. A queste associazioni Canaïma devolve il 10% delle vendite. 

L’unicità di Canaïma è da ricercare nelle botaniche selezionate che il clima e le particolari condizioni del suolo amazzone sono in grado di offrire. Un mix esotico di 19 botaniche, alcune amazzoniche come la noce di acagiù, açaï, moriche (o uva di palma), túpiro, seje e copoazú (o cacao bianco), raccolte a mano in collaborazione con la popolazione indigena e trattate individualmente per l’estrazione degli aromi, la macerazione e la distillazione in piccoli lotti. I singoli distillati vengono successivamente miscelati in proporzioni diverse dal master distiller. Aromi intensi fruttati e floreali si combinano ai caratteri umidi e vegetali della foresta dando vita a un sapore complesso con predominanza di aromi erbacei, citrici e note tropicali. Il risultato è un gin con un profilo unico, frutto di una terra rimasta incontaminata.

Tutto di una bottiglia di Gin Canaïma è espressione di un brand estremamente rispettoso dei temi legati alla sostenibilità: l’etichetta è realizzata con carta riciclata, biodegradabile e riciclabile, il tappo è in sughero naturale e legno di faggio e la bottiglia contiene vetro riciclato.

Realtà e immagine al Pangea Photo Festival

Sull’Appennino Reggiano un gruppo informale di ragazzi e ragazze organizza la seconda edizione dell’iniziativa culturale dedicata a tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del Pianeta.

Con un evento organizzato in collaborazione con l’associazione Effetto Notte,  sabato 18 giugno alle ore 18 alla Pineta di Casina (RE) – dove è esposta per la prima volta in Italia la mostra “Outside the binary” di Linda Bournane Egelberth – si inaugura la seconda edizione del Pangea Photo Festival, il primo festival di fotografia dedicato a tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta.

Il Pangea Photo Festival è un’iniziativa nata per volere di un gruppo informale di ragazze e ragazzi nati, cresciuti e residenti sull’Appennino Reggiano, per portare attenzione, nel proprio territorio, attraverso la fotografia d’autore e di reportage, su temi legati all’attualità globale: cambiamento climatico, conflitti, migrazione, relazione uomo/natura e uomo/potere, temi che troppo spesso passano inosservati nelle nostre vite, ma che hanno un forte impatto sul nostro presente e sul nostro futuro.

Il festival di fotografia è nato infatti per riflettere sulle tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del Pianeta ed è organizzato insieme al Comune di Castelnovo ne’ Monti e con il sostegno della locale Azienda Speciale Consortile Teatro Appennino, che lo ha inserito quest’anno nel contesto della quinta edizione de L’Uomo Che Cammina, evento dedicato al rapporto tra l’uomo, l’ambiente naturale e la dimensione del sacro, nato a Castelnovo ne’ Monti, in provincia di Reggio Emilia.

La seconda edizione del festival ospita fino al 18 settembre cinque reportage, di cui due inediti in Italia, open air visitabili 24/7, di autrici e autori nazionali e internazionali in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Reggiano come la Pietra di Bismantova, citata da Dante nel Purgatorio. Le mostre sono completamente gratuite aperte e fruibili 24/7 e sono allestite in diverse sedi outdoor in contesti significativi a livello paesaggistico o sociale nel Comune di Castelnovo ne’ Monti, e quest’anno anche in quello di Casina.

Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a portare avanti il nostro progetto – dicono gli ideatori – un’iniziativa di carattere culturale con la finalità sociale di divulgazione di contenuti e storie attraverso le arti visive e di portare in un territorio considerato lontano – l’Appennino – tematiche centrali, con l’obiettivo di stimolare un dibattito, sia pubblico che personale”.

Le fotografe e i fotografi coinvolti affrontano grandi tematiche dell’attualità globale che accendono domande su come questi temi impattino sulle comunità locali e sulla vita di ciascuno di noi.

Le mostre fotografiche, allestite a cielo aperto, che interagiscono con la natura circostante, sono:

  • a Ginepreto “Drowning in plastic” di James Whitlow Delano, documentarista americano con base a Tokyo, curata da Marta Cannoni e Livia Corbò dell’agenzia Photo Op
  • alla Pineta di Monte Bagnolo “Burning dreams” di Carolina Rapezzi, fotografa italiana con base a Londra che si occupa di questioni sociali, umanitarie ed ambientali tra Europa e Africa occidentale;
  • alla Pineta di Casina, per la prima volta in Italia, “Outside the binary” di Linda Bournane Engelberth, fotografa documentarista focalizzata sull’identità umana, sulle identità di genere e sulle comunità rurali;
  • ai Giardini di via Monzani a Castelnovo il reportage, vincitore del premio World Press Photo 2018 (3° classificato nella sezione General News), “Lives in limbo” di Francesco Pistilli, fotoreporter e videomaker Abruzzese che si occupa di reportage e ritratto editoriale dai contenuti politici, sociali e ambientali;
  • lungo la salita alla Pietra di Bismantova, vicino a Castelnovo ne’ Monti, sui muri che dal piazzale Dante conducono all’Eremo di Bismantova, la mostra inedita in Italia “God’s Honey” di Nadia Shira Cohen, freelance già stinger per Associated Press, poi per Sipa Press e VII Photo Agency.

Il tema alla base del NonFestival L’Uomo Che Cammina è il rapporto tra l’uomo, l’ambiente naturale e la dimensione del sacro e per questa quinta edizione, in particolare, ci concentreremo sugli aspetti della wilderness, la smisurata grandezza della natura che soverchia la piccolezza dell’uomo. Una grandezza che però oggi viene messa a rischio dai comportamenti umani, che incidono profondamente non solo sull’ambiente, ma anche sul rapporto tra le società, le élite benestanti e le masse spesso sfruttate” sottolinea Emanuele Ferrari, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Castelnovo ne’ Monti, che ha creduto fin da subito nell’iniziativa proposta dagli organizzatori, che conclude: “Pertanto ringrazio i giovani organizzatori del Pangea Photo Festival per la loro sensibilità e il loro impegno”.

Finanziato dal Comune di Castelnovo ne’ Monti, all’interno della rassegna L’Uomo Che Cammina, e dagli sponsor privati Energee3 e Thedotcompany e con il sostegno di Coop Alleanza 3.0, il festival prevede un interessante programma che sarà reso disponibile nei prossimi giorni e sarà consultabile sul sito www.pangeaphotofestival.it, sul sito del Comune di Castelnovo nè Monti e sui profili Facebook e Instagram:

https://www.facebook.com/pangeaphotofestival
https://www.instagram.com/pangeaphotofestival/

Qui il video, girato in occasione della prima edizione del festival, con le scenografiche immagini della Pietra di Bismantova, un luogo magico, sconosciuto ai più: https://www.youtube.com/watch?v=3srm6-7ENCo

Air up: ecco il new normal dell’idratazione giornaliera

Arriva in Italia la start up che ridefinisce il concetto di gusto giocando col cervello

Un’intuizione, l’idea e il coraggio di metterla in atto: per air up, start-up tedesca che è irrotta come una bomba nel segmento beverage, la storia inizia in modo semplice e squisitamente fuori dagli schemi.

L’intuizione è questa: è difficile cambiare le proprie abitudini, specialmente quando farlo significa rinunciare a qualcosa che ci piace. Ma se da un lato la paura di perdere qualcosa di bello rischia di farci fossilizzare su abitudini francamente sbagliate, dall’altro può spingerci a trovare nuove soluzioni.

Per air up questo significa basarsi sul “think new”: lo status quo in cui viviamo non deve essere immaginato come un limite, ma come un punto di partenza che spinga ogni giorno a porsi domande, mettendo tutto in discussione pur di trovare la risposta alle importanti sfide a cui nostra realtà ci sta mettendo oggi di fronte. Una situazione che sta imponendo a ritmo sempre maggiore la necessità di scelte coraggiose che, tuttavia, non devono per forza essere difficili.

Anzi.

A volte basta ripensare a qualcosa che si conosce già, osservandolo sotto un nuovo punto di vista: air up ha scelto di concentrarsi sul modo con cui consumiamo l’acqua, prendendo di mira un aspetto spesso tralasciato. Il gusto.

Ad alcune persone, infatti, l’acqua non piace. Potrebbe sembrare un problema secondario e, invece, è il punto di partenza per una rivoluzione. Perché idratarsi è importante e farlo in maniera salutare, evitando zuccheri aggiunti e additivi chimici, lo è ancora di più.

Così un problema diventa solo un’idea che aspetta di essere pensata: nasce così air up system, una borraccia riutilizzabile che coniuga la salute del mondo e quella del corpo senza rinunciare all’importanza del piacere. O forse sarebbe meglio parlare di gusto: ogni borraccia si associa a un Pod aromatico che sfrutta la pressione sul beccuccio per rilasciare molecole nell’aria che accompagna l’acqua all’interno della bocca. Fin qui tutto regolare: ma arriva il colpo di scena.

Quello che noi chiamiamo comunemente gusto non è altro che la raffinata integrazione di stimoli chimici ed elettrici da parte nella nostra corteccia cerebrale: questi stimoli arrivano prevalentemente dalle cellule olfattive retronasali contenute nella cavità orale che captano le molecole contenute nell’aria, mandando l’informazione al cervello, il quale la codifica come sapore.

Non serve aggiungere zucchero all’acqua per renderla buona: basta un profumo che riesca a soddisfare tutti. Il consumatore che non rinuncia al suo piccolo sfizio, il corpo che si idrata senza riempirsi di zuccheri e il pianeta che improvvisamente non deve più dedicarsi a produzioni dannose e vede ridotta la produzione di bottiglie di plastica.

Una soluzione creativa a un problema complesso: questa è la ricetta per gestire in maniera efficace le sfide della nostra era.

Ora, un anno e mezzo più tardi, air up ha conquistato il cuore di più di un milione consumatori che insieme hanno contribuito al risparmio di 2.600 tonnellate di zucchero un risultato eccezionale a cui si accompagna un parallelo successo finanziario.

Air up è classificata tra le 25 start-up contraddistinte per la crescita più rapida in Germania nel 2020 e tra le 10 piccole-medie imprese più innovative nel 2021, ha raggiunto un fatturato di oltre 20 milioni di euro e continua ad assicurarsi somme importanti in termini di finanziamenti che sottolineano la fiducia risposta nel successo di questa idea così fuori dagli schemi. Nel 2020 air up ha ottenuto 20 milioni di euro di finanziamenti, la maggior parte dei quali è arrivata nel corso di un round di finanziamento di Serie A a cui hanno partecipato, tra gli altri, Five Seasons Ventures e PepsiCo.

A questo round di investimento, se ne aggiunge un secondo grazie al quale, air up accresce il suo capitale di oltre 40 milioni.

Lena Jüngst, co-fondatrice di air up, è orgogliosa della rinnovata fiducia che gli investitori continuano a dimostrare nel suo progetto. “Sapevamo che la nostra idea aveva potenziale, ma non avremmo mai immaginato un successo di queste dimensioni. Col nostro prodotto abbiamo evidentemente colpito un nervo scoperto e ora riusciamo a malapena a star dietro all’incredibile richiesta. Siamo lieti di dimostrare che con l’idea giusta e una dose salutare dipragmatismo si possono davvero cambiare le cose.

Tutto questo sottolinea l’importanza della nostra visione d’azienda: rivoluzionare il mondo del beverage e provare che la salute e la sostenibilità possono essere economicamente attraenti!”.

Concetti sottolineati anche dalle parole di Niccolò Manzoni, Managing Partner di Five Seasons Ventures, sin da subito uno dei principali sostenitori della visione di air up: “In Five Seasons Ventures puntiamo a sostenere i futuri leader nel campo del Food Tech: il team di air up continua sistematicamente a mostrare la visione, l’ambizione e le capacità esecutive necessarie per essere considerato tale. In un periodo di tempo così breve air up è cresciuta in maniera eccezionale in un market in cui i bisogni dei consumatori sono ben chiari: più idratazione, la fine delle bottiglie diplastica usa e getta e la riduzione del consumo di drink poco salutari. L’ultimo aumento di capitale permetterà all’azienda di espandersi su scala globale, rendendo l’idratazione scent-based il nuovo status quo”.

Il team, che ormai è arrivato ad oltre 300 dipendenti, ha già raggiunto con successo i mercati di Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito, Lussemburgo, Svezia e Italia, dove punta a rendere sempre più condivisa la scelta di un lifestyle salutare e sostenibile, ma pieno di piacere.

Da qui in poi, il percorso è chiaro: creare una continuità tra azioni e valori attraverso una profonda capacità di comprendere i bisogni, i desideri e le aspirazioni umane, mettendo tutto in discussione con l’obiettivo di migliorare se stessi e il mondo in cui si vive.

BLAZÉ MILANO, collezione Resort 2023

Glamour anni Settanta.

Memorie degli house party chic e rilassanti ritratti da Slim Aarons nelle sue leggendarie fotografie risuonano nella collezione BLAZE’ Resort 2023.

Sexy e scintillante, la proposta mescola alla perfezione l’iconica attitudine sartoriale e dai tratti maschili del brand con una nuova atmosfera femminile e sensuale, che ricorda l’inimitabile look di Amanda Lear.

Per chi ama osare, il bolero Gliss è presentato in una versione lilla con paillettes, abbinato ai pantaloni Sorraia coordinati e al nuovo bra top Clyde con scollo a cuore.

Un omaggio alle opere di Dalì, bottoni metallici di grande effetto danno un tocco speciale al blazer Chiller nero, mentre viene rievocata un’autentica atmosfera Seventies con il completo tre pezzi, composto da un blazer Everyday, una camicia Berber e un paio di pantaloni Paso, tutti realizzati in suede.

Per un tocco extra di seduzione, l’abito e la gonna Konik, realizzati in diversi materiali, da un tessuto lucido alla seta leopardata, sono caratterizzati da motivi a nodo iper femminili. La loro languida fluidità ritorna anche nel nuovo kimono Whistler, impreziosito da una stampa esotica di palme anni Settanta che rimanda a un’atmosfera party-glam.

La silhouette avvitata dell’Anyway blazer ispira l’abito Anyway, mentre la jumpsuit Clyde è ricoperta da una cascata di paillettes nere, oppure combina un tessuto nero con il velluto beige.

Effetti sparkling definiscono anche i nuovi capi di maglieria, che includono la polo e i leggings Hannover, realizzati in lurex brillante.

La proposta denim si arricchisce con l’introduzione di una nuova variante di colore beige, ma anche con nuovi entusiasmanti modelli, tra cui la mini gonna svasata Lusitano impreziosita sul davanti da una fila di bottoni metallici e una versione oversize del giubbotto Shire.

Pitti Immagine Uomo 102

LATOA PRESENTA IN ANTEPRIMA A PITTI LA COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 2023

LatoA, progetto che nasce dalla voglia e dalla necessità di esprimersi da parte di un collettivo stilistico autonomo ed anonimo, continua a dare forma e voce alla propria creatività presentando così il suo terzo drop SS23. 

L’ispirazione della nuova collezione richiama sapientemente un mood degli anni ’80 e ’90 presentando un’ampia selezione di t-shirteria in cotone con stampe con riferimenti iconici senza tempo: giochi di plastica e bambole siliconiche si alternano a collage variopinti di foto di città simboliche come New York o Berlino, metropoli con culture underground e culle di grandi artisti e musicisti.

Non manca l’omaggio ai maestri della pellicola Kodak e così foto emblematiche e rappresentative degli anni ’80 e ’90.  Il collettivo stilistico utilizza infine foto in bianco e nero che ritraggono icone della moda, stilisti celebri, rimaneggiate con colorati tratti e filtri. Una collezione prodotta in edizione limitata, in cui tutte le fasi di progettazione, lavorazione, assemblaggio e packaging sono realizzate in Italia.

RE-FRESHSS23

Terra, Mare, Aria. È da questi elementi che soffia il “RE-FRESH” di Doria 1905 e pervade la collezione PE23.

Mare, Bauxite e Nuvola si susseguono, intervallati da nuance naturali, Frumento, Olivo, Lavanda, Tufo, Brughiera, in un gioco di colori a tratti positivo/negativo, che passa per i cappelli iconici, arrivando fino alle grandi novità del Brand.

Una vera e propria celebrazione degli angoli più selvaggi delle terre nelle quali Doria è nata. Un percorso creativo che parte dalla reinterpretazione dell’Heritage per arrivare a rinnovare e “rinfrescare” i prodotti che sono segno distintivo della Maison.

Intrecci bicolore rubano sfumature da terra e mare e si rincorrono sui fili di paglia, nei tessuti, nelle cinte, intessute in esclusiva in Grecia, secondo un’antica tradizione che spesso si ritrova nelle lavorazioni artigianali della Grècia Salentina.

Intrecci di giunco, tradizione antica, si arricchiscono di un décor unico e irripetibile, canapa e sfridi di tessuto di recupero creano inedite trame, per dare ai materiali una seconda vita.

Doria 1905, sensibile alla sostenibilità delle produzioni, ha intrapreso un percorso virtuoso di recupero delle rimanenze di produzione delle collezioni, materiali di qualità che rischierebbero di restare inutilizzati. Promuove la salvaguardia dell’ambiente e l’etica della produzione a partire dalla scelta delle materie prime, possibilmente Made in Italy, talvolta di provenienza esclusiva del luogo d’origine di uno specifico prodotto.

L’alleggerimento delle forme e la costruzione dei prodotti, nel segno di un percorso intrapreso ormai da tempo, svelano pratici e moderni capi analizzati e destrutturati per interpretare una micro-linea dedicata ai momenti di svago sportivo, visiere, caps, bucket in canvas stampato e spugna in puro stile tennis ’80 (sport musa di Doria) e la loro “denim version” che strizza l’occhio allo street-sportswear.

Un ritratto impressionista en plein air affidato agli occhi e alle scelte raffinate e “selvagge” dei fotografi Flavio & Frank e del videomaker Gabriele Surdo.

Una ventata di freschezza che si respira a pieni polmoni, come il vento di Levante, come l’aroma dei campi estivi, il profumo pungente del mare e l’acre sentore della terra rossa umida.

Outsider, un po’ dandy, un po’ rock, sfrontato, sofisticato e globetrotter, in breve too-Doria, così come chi ama e indossa “Doria1905”

IXOS

IXOS rilancia sulla new generation. Il brand che fa capo al gruppo Malloni cresce ed evolve la sua identità lanciando lo special projectIXOS X, al debutto il 15 giugno durante Pitti Uomo 102°. In questa cornice, le protagoniste assolute della collezione che verranno presentate durante la kermesse fiorentina sono le nuove sneakers XD, calzature dalle tonalità vitaminiche che traggono ispirazione dallo streetwear di una Los Angeles anni ‘90/’00 e dall’urban culture.

Anche nei capi della linea, la griffe si propone di allargare i propri orizzonti creativi puntando ai gusti delle nuove generazioni, grazie non solo alla scelta di slogan impressi sui look, che bene evidenziano lo spirito contemporaneo del «Do the undone», ma anche al nuovo logo che fa riferimento alla pop-art. Novità assoluta e svolta innovativa del marchio sarà l’introduzione di capsule realizzate con artisti nazionali.

CUOIO DI TOSCANA

Cuoio di Toscana si scalda a suon di musica a Firenze, durante una nuova edizione di Pitti Uomo, con la live performance di Michele Bravi, che festeggia e celebra il lancio della nuova suola verde del marchio. Il giovane cantautore, vincitore della settima edizione di X Factor, ha interpretato ieri sera, 14 giugno, tre dei suoi brani più noti ed amati dal pubblico, durante l’evento in programma dalle 18.30 presso l’hotel The Place, in piazza Santa Maria Novella.

Anche Michele Bravi ha indossato la nuova iconica calzatura di Cuoio di Toscana: un mocassino intrecciato svelato per la prima volta proprio a Firenze, distinto dall’iconica suola verde simbolo dei valori di etica e sostenibilità, della sapienza manifatturiera e del GREEN commitment del marchio del consorzio. Presente anche il presidente Antonio Quirici, che ha presentato tra le altre novità, lo short movie “An Icon is Born” dedicato alla celebrazione dell’impegno di Cuoio di Toscana, dall’impostazione del processo produttivo fino alla gestione della filiera e delle sue eccellenze, e il debutto della frangranza custom made, Cuoio di Toscana Fragrance by Parfumeide.

CYCLE JEANS COLLEZIONE P/E 2023

La collezione P/E 23 di Cycle rappresenta la sintesi dell’approccio contemporaneo del brand al mondo del luxury denim, espresso dai volumi e della selezione delle tele, applicate in maniera quasi totalitaria.

Una collezione di jeans come sempre interamente prodotta in Italia attraverso una filiera di artigiani rinomati e tessutai di primo livello, con una proposta bilanciata e mai scontata.

Nella collezione uomo P/E 23 di Cycle, la parola chiave è “100% denim addicted”, ad interpretare l’inesauribile entusiasmo nel lavorare la tela in tutte le sue caratteristiche nobilitandola, maltrattandola, decolorandola, con creatività e contemporaneità.

L’arte dello stingere, danneggiare e rammendare, con tecniche artigianali tutte italiane, si esprime in una capsule ispirata ai toni del mare, creando effetti di macchia ad acquerello su pantaloni e giacche.

Dal bianco sempre presente, allo snow bleach rammendato, passando per tutti vari toni dell’indaco, la collezione dei jeans Cycle si arricchisce di un raw formal sartoriale con blazer e chinos.

Per il Summer denim, Cycle utilizza tele più leggere e confortevoli a 10oz, mescolando cotone Lyocell e Modal per imprimere una mano più fluida e performante.

Ai best-seller skinny fit, si aggiungono sempre più modellature dai volumi ampi e tessuti più sostenibili e meno impattanti a livello ecologico.

Dal punto di vista delle tecnologie, la novità assoluta è rappresentata dall’inserimento del denim earth color technology utilizzata

per ricreare le sfumature del rosa antico, sviluppato utilizzando scarti provenienti dall’agricoltura.

A completare l’offerta, la Trucker Jacket in blue suede e la Denim Shirt e Overshirt, insieme ad una serie di t-shirt e baseball hat con la grafica del celebre logo.

Nella collezione donna predomina la tela denim, la parola che la caratterizza è “Denim on Denim”: un approccio deciso che contraddistingue tutti i capi, studiati per essere matchabili tra di loro, anche con un sorprendente mix dei toni del blu.

Il pacchetto vintage/heritage, caposaldo di ogni collezione Cycle Jeans, con i suoi richiami alla “true denim life experience”, si distingue questa stagione dallo sviluppo di modellistiche inedite. Il blazer, i bermuda (con e senza spacco), la gonna-pantalone e il top: sono i capi di spicco di questa parte di collezione, tutti semplicemente rinse washed per un effetto basico ma assolutamente autentico, volto ad esaltare la figura femminile.

Focus sulle balze, applicate in fondo ad alcuni modelli boyfriend o sulla giacca di ispirazione kimono, sempre con dettagli curati e cuciture a contrasto per un touch contemporaneo.

Il tema vintage/heritage mette in luce tutta l’expertise di Cycle nei finissaggi: lavaggi, rotture, macchie piazzate, effetti bleach.

Le tele si fanno più fluide e leggere, e tra i modelli torna la vita bassa, sia per gli skinny e slim, che per i jeans baggy.

La collezione si completa con la parte dei total black, e black on white, con volumi molto fittati e tele nero totale, abbinate a camicie e top bianco flash.

CARLO PIGNATELLI SARTORIALE SS23

Un re-made fatto per restare nel tempo, oltre le tendenze, in una fusione armonica che connette artigianato e design.
 
Una finestra sulla filosofia creativa del brand che si apre su capi rielaborati attraverso una miscellanea colta di stili e di attrazione tra elementi opposti per dare vita a un concetto di eleganza declinata su toni neutri e non colori.
 
L’attitudine è fluida e rilassata. Le proporzioni sono sinuose nella misura in cui assecondano la crasi tra i filati elaborati attraverso le nuove tecnologie, che conservano il know how del brand, e quelli naturali e nobili, rispettosi dell’ambiente. 
 
Ogni capo è unico, customizzato con stampe materiche o graffiato da punti luce, emanazione di un’estetica
che trasforma ogni creazione in opera d’arte.

MILANO DESIGN WEEK: VASILIKI KOUZINA PRESENTA IL PROGETTO “IL TEMPO: LE SUE PAROLE PER TERRA”

Dal 6 giugno al 26 settembre le sale del ristorante greco ospitano una collettiva di artisti che indagano il concetto di chronos attraverso le loro opere di argilla 

In occasione della Design Week, Vasiliki Kouzina, ristorante di cucina greca con fantasticherie mediterranee e balcaniche, inaugura la mostra “Il tempo: le sue parole per terra”. Dal 6 giugno al 26 settembre, il ristorante di via Clusone diviene tempio del chronos – il tempo inteso come evoluzione e flusso – e funge da palcoscenico per una collettiva di ceramiche di artisti italiani. Nel contesto della mostra, inoltre, martedì 28 giugno lo chef Gikas Xenakis – collaboratore dell’insegna sin dall’apertura nel 2018, nominato miglior chef greco 2020 secondo la guida Gault & Millau – sarà in cucina per proporre un menù speciale creato ad hoc.

Si dice che il tempo “scorre”, che si muove come un fiume lento, volente o nolente, che ci porta con sé e alla fine ci lava sulle sue sponde mentre lui continua il suo viaggio. Il tempo passa, andando avanti. O forse no?”, si interroga la proprietaria Vasiliki Pierrakea. “I poeti dicono che il tempo inciampa, si avvicina insidiosamente o rallenta, che a volte si ferma. Quando ci svegliamo da un sogno intenso ci rendiamo vagamente conto che il senso del tempo che abbiamo non è altro che un’illusione”. È in questa illusione, e per onorare un chronos sdoppiato – un tempo universale e immutabile e un tempo umano corruttibile -, che Vasiliki Kouzina si presta a dare forma al tempo nella sua interezza, reale e mentale, tramite l’arte più antica, simbolo della storia greca e umana, quella della ceramica.

Nel corso dei secoli innumerevoli artisti si sono “sporcati le mani” con l’argilla per tramandare racconti, gesta eroiche e segreti. Tra gli autori della selezione di vasi esposti negli spazi del ristorante spiccano: Nina Salsotto Cassina (@unurgent.argilla) in collaborazione con Clara Holt (@clara.holt.ceramics), Roberto Aponte (@roberto_aponte), Isabella Secchi (@bota_fogo) in collaborazione con Sara Banfi (@sara_b_milano), Luca Lanzoni e Elena Pelosi (#madeinfornace), Jacopo Lupi (@jacopolupi), Linda Calugi (@amorawstudio) e Luisa Bertoldo (@esperia_by_bagniluisa).

Ogni opera racconta in maniera personale e autentica una storia diversa tramite un linguaggio unico e antico.

Per celebrare il tempo, il 28 giugno è in programma una cena speciale, realizzata dal pluripremiato chef Gikas Xenakis. Direttamente dalla Grecia, chef Gikas torna ai fornelli di Vasiliki Kouzina con un menù appositamente ideato per trasportare gli ospiti in un viaggio spazio-temporale verso la terra ellenica e ripercorrere la storia della penisola con piatti contemporanei, ma ancorati alla tradizione.

Per visitare la mostra, in programma dal 6 giugno al 26 settembre, e partecipare alla cena del 28 giugno, è possibile prenotare il proprio tavolo scrivendo un’email a vasiliki@vasilikikouzina.com, telefonando allo 02.94381405 oppure inviando un messaggio via WhatsApp al 338.3615018.

DO YOU SEA? Il progetto della giovane fotografa Selen Botto

La plastica recuperata sulle spiagge diventa opera d’arte.

Do you sea? è il titolo del progetto della giovane fotografa italo-turca Selen Botto, classe 1992: fotografie artistiche nelle quali i particolari vengono sostituiti dai detriti raccolti sulle spiagge.

Con Do you sea? l’autrice mette in evidenza le gravi conseguenze generate dalle azioni degli esseri umani sulla costa del mar Mediterraneo. Dopo aver raccolto plastica e microplastica sulla riva e aver scattato fotografie durante lunghe passeggiate sulle sue spiagge, Botto utilizza i rifiuti raccolti per sovrapporli agli scatti che stampa su carta e generare così nuove scene. Il risultato sono immagini dirette ed esplicite alterate dalla presenza di detriti di plastica erosi dal mare. Fotografie che, dal mondo dell’arte, forniscono uno sguardo critico sul nostro rapporto con il territorio, con il consumo e le sue conseguenze. Lei le definisce come “una tragicommedia nella quale siamo tutti attrici e attori”. Un insieme di immagini che non fanno metafore e catturano una vera catastrofe in maniera ludica e non senza una certa ironia.

Do you Sea? è nato nel 2020 e per l’8 giugno, World Oceans Day, è in corso un crowdfunding sulla piattaforma Verkami – https://vkm.is/doyousea-it  – che trasformerà il progetto in un fotolibro, realizzato in collaborazione con Adrián Beltrán, Mati Martí e Jorge Alamar. 

Ovre.design e Cerasarda presentano il progetto Elementa

Dal 6 al 13 giugno 2022 Negli spazi di INTERNI Design Re-Generationpresso l’Università degli Studi di Milano

Sarà una installazione da vivere e da scoprire attraverso un gioco di riflessi che svela i simboli e il linguaggio della materia, quella presentata da ovre.design con Cerasarda e Gruppo Romani in occasione della Milano Design Week.
Il progetto ‘Elementa’ ideato dallo studio di architettura di Giulia Delpiano, architetto, e Corrado Conti, interior designer – con sede a Reggio Emilia – si propone di indagare il rapporto con gli elementi naturali per presentare attraverso l’interpretazione del concept ispiratore la nuova collezione della divisione Atelier di Cerasarda, Ceramica della Costa Smeralda.
Sui sentieri che conducono l’uomo alla conoscenza della natura nasce la consapevolezza che non esiste esperienza senza osservazione, così come non esiste materia senza la consapevolezza della sua presenza.
A sua volta, solo la consapevolezza può generare rispetto e la visione di un universo in cui le forze e le tensioni che agiscono e continuamente si rigenerano, si traducono in materia altra, artigianale, fragile, unica, autentica e, finalmente, reale.
C’è tutta la complessità delle infinite realtà possibili alla base del progetto Elementa, il quale si svela a poco a poco mentre indaga la dimensione spazio-temporale, che trova la propria definizione solo nella misura in cui l’uomo entra in relazione con la realtà in cui vive.

I QUATTRO ELEMENTI E L’INSTALLAZIONE
Il primo approccio alla ricerca dell’equilibrio con ciò che siamo e con l’universo dei sensi è l’interazione con i quattro elementi primigeni: acqua, terra, fuoco e aria.
La scelta dell’arte ceramica per lo studio ovre.design è l’espressione artefatta di questo rapporto, l’approccio sensoriale che coinvolge tutti gli elementi attraverso la lettura che ne dà l’uomo.
L’installazione realizzata dal contract Intro è un percorso dal macro al micro, dall’universo con le sue costellazioni al mosaico ceramico, attraverso quattro elementi fisici che accolgono elementi decorativi disegnati da ovre.design e prodotti dai sapienti artigiani di Cerasarda.
Ciascuno dei quattro stand della installazione è caratterizzato da un colore e da un decoro – rigorosamente fatto a mano – e mette al centro un elemento della natura, il cui simbolo luminoso si svela solo quando il visitatore lo vede riflesso nello specchio.
Ognuno dei quattro elementi è rappresentato da vasi ceramici riflessi, i cui coperchi sono sormontati ciascuno da un segno zodiacale – di acqua, di fuoco, di terra e di aria – che si fanno custodi protettivi dei dodici vasi decorati con volti di segno arcaico potente.
Il progetto Elementa vuole ricordarci che siamo noi – intesi come esseri umani – i soli fautori della nostra realtà fisica ed esistenziale e riesce a rendere più che mai evidente ed esplicito questo messaggio attraverso il linguaggio antico e senza tempo della ceramica.