Grazie a un know-how eccezionale acquisito di generazione in generazione, Pyrenex utilizza dal 1859 piume d’anatra e piumini selezionati tra le migliori forniture del sud-ovest della Francia.
Grazie al suo patrimonio artigianale e alle conoscenze tecniche delle sue migliori maestranze, da oltre 160 anni nella sua sede di Saint-Sever, l’azienda ha plasmato il suo carattere unico, sviluppando forti valori di condivisione e solidarietà. Il marchio è ora impegnato a offrire ai propri clienti collezioni sostenibili che rispettano le persone e l’ambiente. PYRENEX desidera creare uno stile di vita e crede nel “less is more” ed è per questo che progetta prodotti pensati per durare nel tempo e che non seguono trend di passaggio. Pyrenex è orgogliosa di annunciare di aver ricevuto il marchio Living Heritage Enterprise assegnato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze francese. Un riconoscimento che premia l’eccellenza del know-how francese e il lavoro dei dipendenti e collaboratori che contribuiscono giorno dopo giorno alle dinamiche di Pyrenex. Ad oggi sono state etichettate solo 1.500 aziende francesi su 3 milioni, ovvero una società ogni 2.000.
Pyrenex suddivide la propria proposta FW 22 23 in quattro capsule, ognuna che racchiude caratteristiche peculiari del brand. L’identità di Pyrenex è rappresentata dai prodotti classici e senza tempo della gamma HERITAGE. Questa collezione comprende i modelli Authentic e Mythic che combinano tecnologie all’avanguardia per scongiurare il freddo con linee rassicuranti e casual. L’alpinismo è al centro della storia di Pyrenex, infatti la creazione del marchio è stata ispirata proprio dalle montagne dei Pirenei e dai racconti delle intrepide scalate di Louis Audoubert. La gamma MOUNTAGNE offre quindi tutte le qualità tecniche di cui gli alpinisti hanno bisogno. La collezione URBAIN fonde le ultime tendenze con il dna del marchio e offre tagli più audaci e moderni, ma non trascura l’eccellenza tecnica offrendo una protezione ottimale contro il freddo. Infine, SAINT-SEVER è la linea 100% Made in Saint-Sever: tutti i prodotti di questa gamma sono fabbricati presso l’omonima sede, nel sud-ovest della Francia, e sono imbottiti con l’esclusivo piumino Legend, sviluppato grazie all’eccezionale know-how di Pyrenex.
Sta emergendo una nuova estetica, ispirata dalla natura, dal rispetto per l’ambiente e per una produzione locale. Pertanto, Pyrenex va oltre nel suo impegno sviluppando modelli con una percentuale maggiore di elementi riciclati. Questa stagione FW 22 23 Pyrenex sceglie di arricchire la capsule di capi MADE IN FRANCE ampliando la collezione Saint-Sever 1859. Il rapporto con la città e la natura si sta evolvendo, le silhouette dei capi Pyrenex si stanno adattando di conseguenza a nuove aspirazioni tra comfort e tecnicità. La gamma colori si amplia e affianca ai toni essenziali e continuativi la profondità dei toni della natura attraverso nuances dense di cieli viola, rocce di grafite, cieli tempestosi, petrolio dei laghi ghiacciati e verde abete intenso. Il tocco femminile della collezione è garantito dalle tonalità tenui di beige, blu ghiacciaio, bianco neve e rosa tenue. Mentre prende forma un nuovo chic, sia casual che sofisticato, per adattarsi al meglio alla nuova mobilità, il brand di Saint-Sever invita a scoprire la collaborazione che offre una sinergia tra il know-how intergenerazionale di Pyrenex e il guardaroba libero e urbano della maison Roseanna.
Roseanna X Pyrenex è una collaborazione tra due marchi impegnati che si completano a vicenda e hanno lavorato insieme per immaginare una speciale capsule di capi. La collezione è il risultato della sinergia per un guardaroba femminile urbano, unico, libero e audace, mutuato dal DNA di Roseanna dal 2007 e dal know-how storico di Pyrenex dal 1859.
EISENBERG presenta la linea START! 7 prodotti unisex complementari che rispondono ai bisogni di chiunque sia esposto ai danni dell’ambiente urbano, compresi i più giovani.
Innovazione high-tech, principi attivi mirati e prodotti naturali al 100% tra cui estratti di Portulaca Oleracea e Semi di Moringa sono stati formulati in sinergia per dare vita a una linea che protegge il viso dall’inquinamento interno ed esterno e dalla massima azione protettiva, antiossidante e anti-inquinamento.
Concepita come una linea di 7 prodotti complementari e facili di utilizzo, permette una prima esperienza del Brand e la scoperta dei risultati e della qualità delle formule EISENBERG.
START risponde ai bisogni di chiunque sia esposto ai danni dell’ambiente urbano, compresi i più giovani. Per lottare contre le aggressioni quotidiane come lo stress, la stanchezza, l’inquinamento cittadino, uno stile di vita sbilanciato, la ricerca EISENBERG ha associato innovazione high-tech a principi attivi mirati 100% naturali di alta performance. Le formule START offrono un’azione protettiva, antiossidante e antinquinamento, rispettando la pelle: sono testate dermatologicamente, senza oli minerali, senza ftalati, senza parabeni e senza coloranti. Una pelle sana, senza gli ingredienti indesiderati!
La skincare routine prevede 2 step: detersione e idratazione per una pelle sana e luminosa.
La fase di detersione con START CLEAN si compone di 4 prodotti: Eau Micellaire Pur, Mousse Aerienne Visage, Masque Nettoyant Equilibrant e SOS Boutons per per contrastare le aggressioni dell’ambiente urbano giorno dopo giorno. Per eliminare tutte le impurità e struccare velocemente e delicatamente. Per restringere i pori, correggere le imperfezioni, eliminare i brufoli e preparare la pelle a ricevere i trattamenti successivi.
La fase di idratazione con START HYDRA con Soin Oil-Free Equilibrant, Defense Anti-Pollution e Masque Hydra Defense.
La disidratazione dipende da diversi fattori esterni: aria condizionata, riscaldamento, stile di vita, stress, stanchezza, inquinamento. Un’idratazione adeguata alla propria pelle in modo facile ed efficace.
Dal 30 Giugno al 4 Luglio, il Lago di Como celebra l’arte della mixology e del food pairing con una drink list di 50 cocktail, tra versioni classiche e alcol-free, serviti nei luoghi più affascinanti del triangolo lariano.
Dal cuore della città murata a scenografici grandi hotel, passando per suggestivi vicoli e bucolici scorci, dal 30 Giugno al 4 Luglio il Lago di Como è pronto a trasformarsi in un palcoscenico di assoluta bellezza per ospitare la Como Lake Cocktail Week, l’evento di riferimento nel settore Food & Beverage patrocinato dal comune comasco per riscoprire l’arte della mixology d’autore. Il Gruppo Moët Hennessy Italia ha scelto di partecipare alla terza edizione della kermesse per raccontare l’arte della miscelazione e regalare un’experience multisensoriale attraverso l’intramontabile Belvedere Vodka.
“Quella della miscelazione d’autore è un’arte raffinata che necessita dei migliori prodotti reperibili sul mercato e che si fonda sull’incredibile esperienza di chi, da dietro un bancone, decide di dar vita a qualcosa di unico per stupire i palati dei suoi consumatori” commenta Flavia Di Giustino – Senior Brand Manager del Portafoglio Distillati di Moët Hennessy Italia. “L’estrema qualità dei nostri prodotti, unitamente alle meravigliose storie e all’heritage che ognuno di essi rappresenta, rende gli Spirits di Moët Hennessy perfetti per la terza edizione della Como Lake Cocktail Week. Saremo infatti partner attivi con Belvedere Vodka, Eminente e Volcán De Mi Tierra.”
La cerimonia di apertura della terza edizione della Como Lake Cocktail Week dal titolo “Lake it Easy” sarà celebrata il 29 Giugno con una serata magica in cui immergersi nella mixology experience pieds dans l’eau (e dans le sable!) nella suggestiva cornice del nuovo MOR Lake Como, luxury beach club a pochi passi da Tremezzo. Per l’occasione Belvedere Vodka si presenterà sotto forma di Walking on Sunshine, un drink fresco e profumato ideato dalla Brand Ambassador Elena Airaghi per stupire anche i palati più esigenti. La serata di apertura vuole essere “un’ode alla miscelazione di qualità in cui far scoprire agli ospiti l’arte del bere responsabile e di qualità, celebrando la storia della città e delle sponde del lago” dichiara Annalisa Testa, giornalista e fondatrice della Como Lake Cocktail Week.
A dare il via alla Como Lake Cocktail Week (una super novità di questa terza edizione) sarà la competition prevista lunedì 27 giugno per eleggere il Best Cocktail on the Lake durante la quale i bartender della Como Lake Cocktail Week si sfideranno e porteranno al cospetto di una giuria di esperti del settore il proprio Signature Cocktail, valutato sotto il profilo tecnico, estetico e sensoriale.
Belvedere Vodka, la vodka polacca super premium e numero uno al mondo, regina della notte e del glamour, perfetta sinergia tra carattere e purezza e dal gusto meravigliosamente stratificato, sarà protagonista di due cocktail d’autore in gara.
Il primo, dal titolo AMORE & GELOSIA, sarà realizzato da Marco Nobile del Grand Hotel Tremezzo e sarà a base di Belvedere Vodka Lake Bartezek infusa ai semi di tonka, Sciroppo di orzata, Succo di limone fresco, Liquore melograno Briottet, Top di Franciacorta e Cetriolo Fresco.
Il secondo dal titolo IL SOGNO, con base di Belvedere Pure, Italicus Rosolio di bergamotto, Bitter infuso al rosmarino, Supasawa mixer, Marmellata di mirtilli e Sciroppo di vaniglia verrà invece presentato dal bartender Ernest Nimako del Posta Design Hotel di Como.
Un calendario fitto di eventi quello che coinvolgerà Belvedere Vodka, dove l’opera d’arte sarà declinata in chiave cocktail abbinata a un piatto, un finger food, un canapè dolce o salato realizzato dallo chef. Di seguito gli appuntamenti da non perdere della CLCW in cui degustare la rinomata vodka polacca.
Giovedì 30 giugno
Queen B Party: the Ladies Night Out
Belvedere Vodka, la regina dei Party, sarà pronta far ballare all the Ladies in una dance night dedicata alla mixology femminile, con una dinner experience studiata per esaltare i cocktail preparati da Elena Airaghi, Brand Ambassador di Belvedere Vodka Italia, e Yasmine Montesano, Bar Manager di Carlo al Naviglio.
Ad aprire le danze ci sarà NADIA, un drink a base Belvedere Vodka, Aurum, succo di lime, santoreggia bitters, sciroppo di cedro, sciroppo di zafferano e liquore alla camomilla. Seguirà That’s What she Said, Signature di Yasmine Montesano realizzato con Belvedere Vodka, sakè, cordiale al tè, matcha e aloe vera, sciroppo germogli di pisello e wasabi e cetriolo. Infine, Elena Airaghi presenterà il suo Lady Grey, a base di Belvedere Vodka, liquore al bergamotto, tè Earl Grey, succo di limone e sciroppo zuccherato.
A partire dalle 19.00, Una Finestra Sul Lago, Carate Urio.
Venerdì 1 luglio
House of Gucci. Come nel film con Lady Gaga: moda, passione, potere… e Martini!
Un aperitivo 80s, ispirato alle scene ambientate sul Lago di Como del film di Ridley Scott sul ritmo della colonna sonora di House of Gucci. Si balla sorseggiando i signature cocktails a base Belvedere Vodka del Posta Design Hotel.
Dalle 19.00 alle 22.00, Posta Design Hotel
Sabato 2 luglio
Top of the Lake: Welcome to the St. Moritz Cocktail Week!
Sulla Flowers Pool del Grand Hotel Tremezzo si brinderà ufficialmente al matrimonio tra St. Moritz e la Como Lake Cocktail Week con i signature cocktail a base Belvedere Vodka. A febbraio 2023, infatti, per la prima volta la Cocktail Week accenderà le luci dei migliori cocktail bar della più elegante Alpine destination al mondo.
Evento privato, su invito. Dalle 19.30 alle 21.00, Grand Hotel Tremezzo
La collezione Harmont & Blaine evolve il suo approccio contemporary casual attraverso la ricerca costante sui materiali, sulle forme e sulle personalizzazioni grafiche e cromatiche che da sempre distinguono i look caratterizzati dal bassotto iconico. Calandosi nei diversi stili e scenari della quotidianità, il guardaroba segue e si adatta ad ogni tipo di esperienza work & leisure viaggiando attraverso i campi sportivi, le sabbie del deserto e le atmosfere chic dei resort mediterranei di fine anni ’60. Le proposte uomo e donna si muovono in continuità interpretando i temi e le ispirazioni della stagione in un’immagine coerente e riconoscibile, basata sul messaggio Feel Good Everyday Style e sulla sinergia fondamentale tra comfort, creatività e qualità italiana.
SPORTING CLUB
L’inizio della stagione scopre l’energia vibrante di un social sporting club frequentato dai tennisti Harmont & Blaine, con un sottile richiamo agli anni ’90 espresso nelle stampe e nella scelta dei colori propri delle uniformi atletiche come il rosso, il giallo e il verde, cui si aggiunge il glicine per l’offerta femminile.
Le felpe e la maglieria si modulano su pesi densi e compatti in lana e cotone, abbinati ai piumini eco-down e alle giacche impermeabili in nylon con costruzioni sfoderate e termonastrate. Motivi di righe, color-block e grafiche in tema movimentano i look completati da pantaloni in denim, jogger e bermuda.
DESERT OASIS
Le nuance delle spezie e del deserto proiettano la collezione verso i suk di Marrakech e le sabbie del Sahara, introducendo una palette calda e solare che gioca con il verde salvia, il beige, il rosso paprika e l’arancione curcuma, spezzati dal blu per l’uomo e dal rosa per la donna. I volumi easy-layering si fanno più fluidi e leggeri, in tessuti di lino e lino/cotone trattati anche con aspetti vintage. L’immagine rilassata si compone di capispalla essenziali come i bomber e le giacche antivento, le camicie a righe o con fantasie naturali, le maglie vanisé o in colori sfumati. I look femminili si arricchiscono di disegni foliage ispirati alle oasi e composizioni di geometrie modulari che vocano le maioliche e l’artigianato locale.
VINTAGE RESORT
Lo stile chic e sofisticato delle estati italiane di fine anni ’60, tra Sorrento e Capri, accompagna l’arrivo della stagione piena attraverso i toni del bianco e le sfumature del mediterraneo, dall’azzurro all’acquamarina, su tessuti freschi e comodi come il lino, le garze di cotone e i jersey finissimi.
Righe mariniere per lui e motivi di corde nautiche per lei si alternano ai color block e alle sfumature acquarellate. I pantaloni svelano tagli ampi e rilassati in cotone e denim. L’idea del comfort emerge nei coordinati maschili con le felpe embossed sui bermuda, e negli abiti femminili tagliati in tessuti camiceria e texture effetto stuoia.
Le sneaker sono l’accessorio must-have della stagione, dai modelli in pelle tinta unita ai mix multicolor con il nylon fino alle nuove cromie delle varianti eco in pelle vegana. L’uomo Harmont & Baline indossa morbidi mocassini in camoscio nei diversi toni della palette stagionale, mentre le slide impresse con il bassotto Blaine sono declinate anche in modalità unisex.
Harmont & Blaine SpA
Harmont & Blaine è l’azienda italiana, contraddistinta dal noto marchio del Bassotto, che produce e distribuisce abbigliamento smart upper-casual di fascia alta destinata al segmento premium del mercato. Con oltre 600 dipendenti diretti e più di 1.000 di indotto, Harmont & Blaine S.p.A. ha la sua sede principale a Napoli. Harmont & Blaine e il suo bassotto iconico Blaine hanno raggiunto una solida espansione internazionale grazie a un’identità precisa e a un’immagine di total look estremamente riconoscibile. Harmont & Blaine nel 2022, ha lanciato il nuovo brand statement feel good everyday style, emblema delle vibrazioni giocose e positive dell’Italian style e dell’inconfondibile appeal Mediterraneo.
Harmont&Blaine ha una rete distributiva di 81 negozi monomarca, 469 boutique multimarca e 75 corner e shop-in-shop,
attraverso 46 paesi nel mondo. A ottobre 2014 l’Azienda ha aperto il capitale sociale al fondo di investimento Clessidra.
Il progetto DRIP-LAB nasce dalla collaborazione tra Another 1 – piattaforma la cui mission è quella di combinare la dimensione fisica e quella digital – e quattro tra i più noti artisti europei di graffiti: ZOOW24, Trane, Schiche e Shek.
DRIP-LAB è un laboratorio creativo multidisciplinare la cui mission è quella di dare nuova vita alla scena dell’arte dei graffiti, sia in strada che nella blockchain, sfruttando la potenza della tecnologia Web3.
In DRIP-LAB è dunque protagonista l’arte dei graffiti che, attraverso le collezioni NFT dei writer permette ai collezionisti di possedere, scambiare e godere dell’opera. L’esperienza è quindi phygital, avviene nel mondo digitale, ma anche in quello fisico possedendo una sezione del wall in tessuto Olmetex che racchiude una tecnologia NFC (Near- field Communication).
Per il primo step del progetto, ha visto i quattro writers portare il loro stile creativo su un gigantesco WALL – 100 metri totali – nell’HQ dell’azienda di tessuti tecnici Olmetex.
Il risultato sono due incredibili murales, ognuno con una propria storia. Grazie al linguaggio phygital, il muro scomposto in 1470 NFT approderà direttamente nel mondo virtuale.
L’esperienza rimane attiva e ZOOW24 oggi dà vita e 3 personaggi PFP.
Sono mostruosi e sono i protagonisti di uno speciale film d’animazione, progetto di punta di Drip-Lab e Antother 1. E’ dal WALL #1 di ZOOW24 e TRANE, che diviso in 4 sezioni e frazionato in 1023 NFT unici, prendono vita i rispettivi personaggi PFP, Pizza Monster e Cigarette Pack. E’ proprio la sezione del wall dalla quel provengono a determinare i tratti distintivi e non replicabili di Pizza Monster e Cigarette Pack.
Allo stesso modo, il WALL #2 di Schiche e Shek è diviso in 3 sezioni ed è frazionato in 426 NFT, ed è da li che nasce personaggio PFP Spray Can, anche lui “condizionato” dalla porzione di muro: colore e sfumature apparterranno ad uno soltanto.
A partire dal 28 di giugno sarà possibile accedere all’esclusiva white list per aggiudicarsi uno dei 1449 NFT: www.drip-lab.com
Astra Make-Up è sul mercato da più di 30 anni e propone il binomio vincente tra moda e sicurezza del prodotti cosmetici. L’azienda cresce e si sviluppa sul filo di esperienza e passione, coniugando creatività, innovazione e un amore tutto italiano per i prodotti cosmetici.
Colori, texture e formule che afferrano il dinamismo dei trend del momento e l’iconicità dei must-have indispensabili nel beauty case di ogni donna sono alla base del brand che invita le consumatrici a sentirsi sé stesse, uniche, libere. Al centro dell’operatività di Astra Make-up risiede la qualità dei prodotti offerti alle consumatrici.
A seguito della pandemia da Covid19 le priorità dei consumatori beauty sono cambiate. La maggior parte di essi dedica oggi più tempo alla cura di sé. La parola self-care diventa ancora più centrale nelle giornate di tutti noi.
Sempre più studi affermano che prendersi cura di sé produce benefici sia sul nostro corpo che sulla nostra mente, abbassando i livelli di adrenalina e del cortisolo.
La beauty routine diventa così un efficace metodo per combattere ansia e stress, per questo Astra ha deciso di creare la sua prima linea Skin Care e trasformare la routine della cura della pelle in un percorso sensoriale e piacevole.
Ecco alcuni prodotti della nuova linea:
Astra continua il suo percorso nell’inclusività, siglando il suo impegno nel garantire prodotti di altissima qualità alla portata di tutti, per ogni tipo di pelle nella convinzione che ognuno di essi sia unico, meraviglioso e insostituibile.
Le gamme di due prodotti best sellers si arricchiscono di nuove shade per adattarsi a più incarnati possibili: BE YOU è il loro motto, l’inclusività il loro manifesto.
I nuovi prodotti makeup per la stagione estiva:
COLLEZIONE C’EST GLOW (ASTRA MAKEUP)
COLLEZIONE NAILS (ASTRA PURE BEAUTY- ASTRA PROFESSIONAL)
L’estate finalmente è alle porte e con la nuova collezione di costumi di So What possiamo sbizzarrirci tra stampe e tinte unite.
So Whatlancia una linea di Beachwear realizzata nel rispetto degli standard di sostenibilità ambientale e sociale, capi dalla taglia XXS alla 3XL, tutti prodotti su misura e su richiesta.
Una scelta etica che punta a eliminare gli sprechi e a evitare la sovrapproduzione.
In quest’ottica, tutti gli scarti di tessuto vengono riciclati e riutilizzati garantendo così uno spreco zero.
Punto di forza del brand è l’impegno concreto per l’ambiente che si traduce in proposte di capi riciclati realizzati con bottiglie di plastica usate e l’utilizzo di coloranti a base d’acqua, vegani, biodegradabili, non tossici e certificati OEKO TEX, per creare stampe e colori esclusivi e di tendenza.
Le fantasie dei costumi sono infinite, floreali, astratte, psichedeliche e geometriche. Per le amanti del pezzo intero abbiamo la possibilità di vestire dalla XXS alla 3XL, tessuti comodi e resistenti perfetti per durare nel tempo.
Per chi preferisce il costume a due pezzi, all’interno della collezione So What è possibile scegliere tra i differenti tipi di slip e top per un fitting confortevole.
È possibile acquistare il coordinato oppure giocare con un mix & match tra fantasie e tinte unite.
Oltre alle stampe multicolor, So What pensa anche a chi ama le tinta unite, sobrie ed eleganti. Le tonalità vanno dalla più dalle tonalità più tenui come i nude oppure ai colori più decisi come blu elettrico o verde acido.
A due anni di distanza dall’ultima edizione, torna dall’1 al 3 luglio Terraforma, il visionario festival che esplora lo spazio inter-dimensionale fra l’elettronica sperimentale, le forme più avanzate dell’arte contemporanea, le evoluzioni teoriche dell’architettura e i nuovi orizzonti della sostenibilità ambientale. Giunto alla sua VII edizione, prodotto da Threes Productions in collaborazione con la Fondazione Augusto Rancilio, il festival anche quest’anno si svolgerà nei giardini e nel parco della settecentesca e maestosa Villa Arconati – FAR alle porte di Milano, che durante il festival si trasforma in un luogo sospeso oltre lo spazio e il tempo per accogliere gli artisti più interessanti della scena internazionale e una comunità globale in continua evoluzione. Per realizzare una vera simbiosi temporanea fra arte, vita e natura e produrre interpretazioni differenti del presente così come nuovi immaginari per il futuro.
Le sonorità granulari degli inglesi Autechre e l’afro-trance dell’ivoriana Crystalmess, l’imprevedibile sound dell’olandese Dj Marcelle/Another Nice Mess e il dancefloor infuocato dell’angolano Dj Nigga Fox ma anche la diva fluida e apolide Lafawndah insieme al sound artist Sebasten Forrester e alla percussionista Valentina Magaletti, presente al festival anche nella sua versione solista.Poi:l’inedita joint venture fra l’africana MC Yallah e il francese Debmaster, il crossover alternativo dei londinesi Moin e il duo radicale formato dal milanese Nicola Ratti e il giapponese MA; i ritmi carnevaleschi dei brasiliani Teto Preto e la performance celebrativa del progetto Voices from the Lake; l’hackeraggio audiovideo del duo finlandese Amnesia Scanner ela britannica Higher Intelligence Agency. E ancora:il nome cardine della scena romanaDj Red, il pioniere della techno tedesca Mark Ernestus Ndagga Rhythm Forces in compagnia di ben 12 musicisti senegalesi, il boss dell’etichetta Acting Press Plo Man e il progetto strumentale Common People. E, come se non bastasse:il “Quinto Mondo” contemporaneo del dj italo-ghanese Aaron Dunkies, l’arpa meditativa del francese Ange Halliwell, l’iconico dj set della canadese DJ FATi, la neonata e già band di culto EXPAT, il mix di techno, sound-system e dance di Piezo, l’etereo set della sound artist Sofie Birch e un ulteriore progetto a solo di Valentina Magaletti, oltre alla presenza degli storici resident del festival Paquita Gordon e Donato Dozzy. Questo il programma completo dell’edizione 2022 di uno dei festival più ricercati e sofisticati del panorama internazionale.
No Talks – No Panels – No Screenings – No Lectures – No Workshops – No Meetings – No Streamings | FOR ONCE, WE JUST DANCE. È la chiave di lettura di una nuova edizione che vuole concentrarsi sull’essenza più radicale e originaria del festival: l’esperienza dello stare insieme attraverso la musica e la danza, legando il senso del ritmo alle frequenze naturali dell’ambiente. Dopo aver progressivamente concentrato, nelle edizioni precedenti, azioni artistiche e speculazioni teoriche in un unico ambiente esperienziale – il festival –, Terraforma ha interpretato la sospensione pandemica come occasione per ripensare la propria natura e le proprie dinamiche. Negli ultimi due anni Terraforma è così esploso in una vera e propria costellazione di progetti e processi disseminati, anche geograficamente, in grado di generare una molteplicità di nuovi sensi e nuovi sguardi e movimenti diversi di unione e scambio. Come il workshop Protocolli di Terraformazione e il nuovo format Simposio, concentrato sui temi dell’architettura sostenibile, dei cambiamenti climatici e sulle innovazioni nel campo dell’agricoltura; la pubblicazione internazionale Terraforma Journal a cadenza semestrale, dedicata all’approfondimento teorico della relazione fra suono, arte, ecologia e cultura contemporanea; e l’incursione al museo MACRO di Roma con Il Pianeta come Festival XL, una ventiquattro ore no stop di performance sonore, proiezioni, talk e collegamenti tra arte, ecologia e politica ispirata alla visione del grande architetto e designer Ettore Sottsass
Completamente incentrato sul pensiero ecologico anche il sistema di partnership costruito da Terraforma per il 2022. A partire dal partner principale Bottega Veneta, con cui il festival condivide la curatela artistica, oltre che la cura concreta e la manutenzione, del Labirinto di Villa Arconati – FAR.
Come ogni anno, il programma del Vaia Stage è realizzato invece con il sostegno di Carhartt ma la novità di questa settima edizione è la realizzazione del nuovo palco Vaia, progettato e disegnato dallo studio Space Caviar. Il palco prende il nome dalla tempesta Vaia, l’evento meteorologico estremo che nel 2018 ha colpito il nord-est italiano, precisamente il Triveneto, abbattendo 42 milioni di alberi. In aiuto alle comunità locali, il Vaia Stage sarà realizzato utilizzando il legno degli alberi caduti, allo scopo di supportare lo smaltimento della materia residuale.
TheOrganics by Red Bull, inoltre, quest’anno sosterrà la realizzazione del progetto di light design, firmato da Anonima Luci, nel bersò di Villa Arconati, illuminando così il percorso boschivo che conduce al vero cuore del festival e offrendo subito al pubblico una prima esperienza sensoriale.
Etica SGR, storico sustainability partner del festival, sosterrà infine Terraforma nel raggiungimento della certificazione Ecoevents, il marchio che affianca chi adotta criteri di salvaguardia ambientale e pratiche di efficientamento mentre E-vai, mobility partner dal 2019, metterà a disposizione le auto elettriche, permettendo al pubblico e allo staff di muoversi liberamente nelle aree attorno a Villa Arconati e di raggiungere la città di Milano e i suoi aeroporti con facilità e soprattutto in modo green.
Programma
Il festival si apre subito in grande stile, il 1° luglio, con la live performance sul palco A della conturbante Lafawndah, definita da molti come la Björk persiana. Nata in Iran, sangue egiziano nelle vene, cresciuta fra Teheran e Parigi, emigrata poi a New York transitando da Messico e Guadalupa per stabilirsi infine a Londra, Yasmin Dubois (così all’anagrafe) è una vera diva fluida e apolide la cui arte travalica i confini musicali, inglobando nel proprio universo espressivo il cinema, la letteratura, l’arte visiva. Lafawndah è pronta a sedurre il pubblico di Terraforma con la sua miscela di ardore carnale, freddezza concettuale, movenze art-pop elettroacustico e tribal ambient che caratterizza il suo ultimo album, The Fith Season: una “quinta stagione” che è quella segnata dai drammatici cambiamenti climatici in atto.
Subito dopo ci si sposta in un ambiente straordinario che non sarà un semplice scenario ma un vero co-protagonista della performance successiva, multimediale, immersiva e site specific: nei meandri del Labirinto di Villa Arconati – FAR gli Amnesia Scanner daranno vita al progetto AS Unplugged, una performance ambientata in un “bosco misterioso” realizzata in collaborazione con Freeka Tet – digital artist la cui pratica ruota attorno all’utilizzo creativo dei codici con un approccio da vera hacker – e con il supporto di Bottega Veneta.
Si torna poi al palco A per gli headliner del festival, un nome di culto che ha cambiato la storia e l’evoluzione della musica contemporanea, gli inglesi Autechre, pionieri del suono targato Warp Records. I complessi schemi ritmici uniti alle melodie rarefatte fanno del loro live un’esperienza fisica e cerebrale davvero senza eguali. Sul palco B, invece, a seguire, il set di Voices from the Lake, il progetto di Donato Dozzy e Neel, per celebrare il decimo anniversario dell’omonimo album, un tripudio di techno, minimalismo e ambient, fra astrazione sublunare, aperture eteree e dub notturno.
La prima giornata del festival si chiude a notte fonda con l’incendiaria performance dell’artista multidisciplinare franco-ivorianaCrystalmess. Guidata da un’energia radicale e da un afro-futurismo fantasmatico, il suo approccio personale alla club music è rigoroso, globale e diasporico. Techno melodica, afro-trance, dancehall abrasiva ed elettronica sperimentale si incontrano nei suoi set e nelle sue produzioni per dare vita a percorsi poliritmici ed eclettici.
Il giorno seguente, sabato 2 luglio, ci si sveglia di buon mattino per una sana sessione di yoga ma soprattutto per il live sul palco A, nientemeno che alle ore 10, del francese Ange Halliwell, la cui ricerca sonora è incentrata fraregistrazioni di suoni naturali e rielaborazione elettronica, un confronto che trova la sintesi in quell’arpa ipnotica e meditativa che ha reso il suo debut album The Wheel of Time una vera rivelazione. Proprio sull’incontro simbiotico fra Natura e Tecnologia insistono, in modo particolare, sia il dj set di Sofie Birch che quello di DJ FATi, entrambi sul palco B. Fra sonorità sintetiche prodotte da avanzati software e suoni naturali, la sound artist danese presenterà un set fatto di melodie della natura e avvolto in un’atmosfera di luce quasi spirituale. Con sonorità diverse ma su un sentiero simile viaggia invece Phoebé Guillemot, che con il suo progetto solista conosciuto come RAMZi ha addirittura creato un personaggio immaginario che è un vero spirito della foresta, custode di un ecosistema parallelo che emerge dall’interazione di natura e tecnologia, nostalgia e futurismo. A Terraforma Guillemot si presenta con il suo alias DJ FATi per un iconico dj set. Fra queste due performance si inserisce in scaletta quella di un improbabile quanto ispirato duo artstico, quello formato dal poliedrico e sperimentale sound designer Nicola Ratti e dal cantante/performer hip hop MA, che arriva dritto dalla scena underground di Tokyo. Gli astratti giochi di parole e i rituali vocali di MA incontrano i paesaggi sonori ultraterreni di Ratti, fatti di reiterazioni ed espansioni, risultato di un dialogo costante fra suono, spazio e architettura.
Addentrandosi nella luce pomeridiana, si prosegue fra palco A e palco B con gli Expat, band già di culto nonostante si sia formata da pochi mesi grazie all’incontro fra Mykki Blanco e Samuel Acevvedo. Ad oggi non hanno pubblicato né registrato alcun disco, solo esibizioni live che hanno l’intensità e la radicalità del teatro contemporaneo e che hanno registrato una sequenza di sold out in tutta Europa. Le ipnotiche trame musicali di Piezo – dj e sound artist di base a Milano artefice di un crossover che tiene insieme la techno di gusto britannico, i ritmi del Quarto Mondo e un sound design davvero radicale – accompagneranno la comunità di Terraforma verso il tramonto sul palco B mentre sul palco A la stessa cosa faranno i Moin, trio di base a Londra compostoda Tom Halstead, Joe Andrews e Valentina Magaletti, alfieri di un originale mix di alt rock, post-punk, art-rock, doom metal e sfumature elettroniche.
Quando la sera prende il sopravvento, è il momento di addentrarsi nuovamente nel Labirinto di Villa Arconati – FAR per prendere parte a una “cerimonia iniziatica”, quella di Higher Intelligence Agency, agenzia fondata negli anni ’90 a Birmingham da Bobby Bird, un vero innovatore dell’IDM (Intelligence Dance Music). Al festival HIA promette un viaggio onirico fra le sonorità dei primi album e quelle degli ultimi lavori.
Fra palco A e B si prosegue invece con altre quattro performance. Lorenzo Senni, di casa a Terraforma, presenterà in anteprima il nuovo progetto strumentale Common People, nato dalla collaborazione con Francesco Fantini e l’islandese Jófríður Ákadóttir, che spazia dai suoni di stampo shoegaze all’hardcore anni ’90, passando per la musica elettronica più eterea. La geografia sonora cambia con il live della performer kenyota MC Yallah e il producer francese Debmaster, un’accoppiata dagli effetti esplosivi che di recente ha entusiasmato il pubblico dell’Unsound Festival in Polonia con una miscela di suoni inebriante e potente.
Influenzata da movimenti artistici d’avanguardia e dalla commedia dell’assurdo dei Monty Python, dal forte sperimentalismo della dub, dal post-punk e dai più recenti sviluppi della dance, la dj e producer olandese Dj Marcelle si appresta invece a farsi beffe delle aspettative del pubblico con un set euforico e fantasioso fatto di suoni ambientali e rumori avantgarde, techno, free jazz, hip hop, new African dance, dubstep, dancehall reggae e molte altre sonorità meno classificabili. Attesissima, infine, la super eclettica – anche questa! – maratona sonora firmata da Plo Man, dj canadese di base a Berlino titolare della label Acting Press, che traghetterà la seconda giornata del festival verso l’alba domenicale.
La consueta sessione di yoga mattutina non basterà da sola a trasportare in un’altra dimensione spazio-temporale la giornata conclusiva, domenica 3 luglio, di Terraforma 2022. A garantire il buon risultato della missione ci penserà la nuova live performance della compositrice, batterista e percussionista Valentina Magaletti (nei giorni precedenti sul palco conLafawndah e i Moin), pronta a trascinerà il pubblico del palco A nel vortice percussivo del suo set, a solo e in acustico, che segnerà indiscutibilmente la Sunday Morning del Festival. A seguire, sul palco B, le vibes of roots che contraddistinguono le sonorità di Aaron Dunkies, dj nato a Verona, di origini ghanesi e oggi di base a Milano, esponente del collettivo Akwaaba World. Cresciuto e formatosi nel circuito delle chiese protestanti al ritmo di gospel, soul e black spiritual, Dunkies sarà uno dei protagonisti della domenica mattina di Terraforma, con sonorità che richiamano la propria cultura d’origine ma anche la disco e l’hip-hop.
Dopo Dunkies, la consolle passa nelle mani di Paquita Gordon, di casa nei club e nei festival di mezzo mondo ma soprattutto a Terraforma, dove si è esibita in ogni edizione. La ricerca musicale di Paquita si concentra sugli aspetti tribali del suono, partendo dalle sue origini e seguendo queste radici fino alle loro declinazioni più contemporanee, aprendo un varco sulla dimensione rituale e collettiva dell’esperienza musicale. La staffetta continua con un’altra presenza storica del Festival, Donato Dozzy, già in cartellone con il progetto Voices from the Lake. Dozzy, con oltre trenta anni di prestigiosa carriera internazionale alle spalle, è uno degli artisti più acclamati nei club di tutto il mondo.
Arriva per la prima volta, invece, a Terraforma uno dei pionieri della techno teutonica, Mark Ernestus che insieme a dodici musicisti senegalesi di sabar (strumento tradizionale delle popolazioni Wolof) sarà l’artefice di una vera e propria sbornia musicale collettiva, fra improvvise accelerazioni techno e bruschi rallentamenti di matrice dub.
Afro-house, batida, timbriche aliene e toni jazz si fondono con elegante sensualità nel successivo set al tramonto di Rogério Brandão aka Dj Nigga Fox ovvero colui che ha contribuito a lanciare e diffondere nel mondo il verbo della nuova elettronica lusitana. Cambiando palco, dal Portogallo si vola in Brasile con l’esplosivo live dei Teto Preto, formazione cresciuta in seno ai movimenti trans-femministi e LGBT che ha rivoluzionato la scena musicale di San Paolo. Teto Preto è un collettivo artistico trasversale in cui convergono diverse forme espressive, dalla musica al teatro, dalla danza alla moda. Tra ritmi da carnevale del futuro e attitudine punk, i loro visionari live attraversano quella molteplicità di generi e stili in grado di rappresentare la diversità umana. La settima edizione di Terraforma si chiude tornando nel suggestivo Labirinto con il punto di riferimento della techno romana, Simona Calvani aka Dj Red, resident del GOA club ed esponente di spicco di Ultrabeat, che farà ballare tutti con un set spaziale, in collaborazione con Kuboraum, generatore di paesaggi sonori ora oscuri, ora eterei.
Al via in tutta Italia dal 25 giugno al 18 settembre 2022 la terza edizione diUna Boccata d’Arte, il progetto d’arte contemporanea di Fondazione Elpis realizzato in collaborazione con Galleria Continua e la partecipazione di Threes Productions, che promuove installazioni, mostre e performance di 20 artisti in20 borghi, uno per ogni regione, valorizzando l’incontro tra arte e patrimonio storico, artistico e paesaggistico.
Per tutta l’estate, da nord a sud, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, la terza edizione di Una Boccata d’Arte presenta gli interventi di 20 artiste e artisti di differenti età, culture e provenienze geografiche: Antonio Della Guardia a Morgex (AO) in Valle d’Aosta; Natália Trejbalová a Neive (CN) in Piemonte; Alice Ronchi a Montemarcello (SP) in Liguria; Alina Kleytman a Cigognola (PV) in Lombardia; Giulia Mangoni a San Lorenzo Dorsino (TN) in Trentino-Alto Adige; Lucia Cantò a Malamocco (VE) in Veneto; Riccardo Benassi a Pesariis (UD) in Friuli-Venezia Giulia; Diana Policarpo a Montegridolfo (RN) in Emilia-Romagna; Serhiy Horobets a Sorano (GR) in Toscana; Luis López-Chávez a Panicale (PG) in Umbria; Eva Marisaldi a San Costanzo (PU) nelle Marche; Dessislava Madanska a Fumone (FR) nel Lazio; Victor Fotso Nyie a Rocca San Giovanni (CH) in Abruzzo; Tommaso Spazzini Villa a Castropignano (CB) in Molise; Fabrizio Bellomo ad Albori (SA) in Campania; Simone Bacco a Spinazzola (BT) in Puglia; Hanne Lippard a Grottole (MT) in Basilicata; Anna Zvyagintseva a San Donato di Ninea (CS) in Calabria; Isaac Chong Wai a Castiglione di Sicilia (CT) in Sicilia; Ludovica Carbotta ad Aggius (SS) in Sardegna.
Progetto corale e originale, nato nel 2020 in piena pandemia, Una Boccata d’Arte si configura come uno speciale itinerario culturale che invita il pubblico a scoprire ogni anno 20 nuovi borghi italiani,ricchi di tradizioni secolari e bellezze paesaggistiche. Grazie alla loro dimensione raccolta, i borghi diventano il luogo privilegiato per dar vita a un incontro autentico e ravvicinato con l’arte contemporanea, reso unicodal sorprendente dialogo che si genera fra territorio, opere d’arte, abitanti e visitatori. Le installazioni realizzate contribuiscono alla crescita del turismo rivolto alle aree interne, lontane dai principali flussi turistici e dai circuiti dell’arte, e invitano a riscoprire, con uno sguardo nuovo, storie e angoli di bellezza in tutta Italia.
“Una Boccata d’Arte è un progetto diffuso, di respiro nazionale e di partecipazione collettiva alla bellezza e alla cultura che, dalla sua nascita in piena pandemia, ha saputo progressivamente consolidare la propria vocazione iniziale di incoraggiamento alle comunità locali e al mondo dell’arte, fino a riunire oggi una vera e propria rete di artisti, curatori, associazioni e realtà locali che si ingrandisce anno dopo anno” spiega Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis. “Un dialogo che dall’Italia apre sempre più lo sguardo anche all’attuale situazione internazionale, con il coinvolgimento di numerosi artisti stranieri per questa terza edizione in avvio”.
Racconta Maurizio Rigillo, Direttore di Galleria Continua: “I borghi e gli artisti costituiscono il nucleo centrale del progetto, che deriva da un’attenta osservazione della storia e del paesaggio dei primi e della ricerca e del lavoro dei secondi. Il tempo di un sopralluogo, una breve residenza degli artisti per la prima volta nei borghi si sviluppa in un proficuo dialogo, dando vita a interventi e progetti artistici fortemente legati al territorio che li ospita. E proprio i valori dell’incontro e del dialogo ci hanno in particolare portato a ricercare e coinvolgere tre artisti ucraini, che per diversità di esperienze personali e di linguaggio, hanno arricchito con i loro progetti e la loro testimonianza, la terza edizione di Una Boccata d’Arte”.
Selezionati per il loro talento e la loro ricerca tra voci emergenti e nomi più affermati, gli artisti sono stati invitati a progettare 20 interventi site-specific ispirati alla storia e all’identità dei borghi. Dopo un breve periodo di residenza, affiancati in ogni fase progettuale da un coordinatore locale, hanno dato vita a venti progetti che abbracciano le diverse forme d’arte, dalla pittura alla scultura fino alla fotografia, al video, al suono e alla performance, frutto del dialogo e dell’incontro con la comunità, le maestranze e gli artigiani locali.
Partendo dal Nord Italia, nel borgo di Morgex in Valle d’Aosta l’installazione “Ai camminatori di storie” di Antonio Della Guardia è composta da sette bastoni da passeggio che si rifanno alla tradizione locale di intaglio del legno e invitano chi li utilizza a intraprendere comportamenti performativi; a Neive in Piemonte “Pic nic sul ciglio della strada” di Natália Trejbalová è un’installazione che intreccia la fantascienza con la ricchezza del sottosuolo e la biodiversità del territorio, creando un parallelismo tra alieni e funghi; con “Endless Shine of Human Violence” Alina Kleytman porta a Cigognola in Lombardia alcune macerie e oggetti di uso quotidiano raccolti in Ucraina dopo i bombardamenti, rivisitati in un’installazione che attiva un dialogo con il Monumento ai caduti delle due Guerre Mondiali; con “Caro Montemarcello” Alice Ronchi ha coinvolto gli abitanti di Montemarcello in Liguria nel racconto del senso di comunità e amore che pervade il borgo, attraverso una performance partecipativa e una scritta in acciaio posizionata sul portale delle mura difensive; nel borgo di San Lorenzo Dorsino in Trentino-Alto Adige “Il Salmerino Viandante” di Giulia Mangoni è un percorso diffuso composto da dieci sculture in bronzo e un dipinto dedicati al Salmerino, pesce simbolo del territorio alpino, aprendo una riflessione sul cambiamento climatico e la preservazione della biodiversità; a Malamocco in Veneto “Restrizione emotiva” di Lucia Cantò è un’installazione diffusa composta da dodici sculture, ognuna delle quali raccoglie una frase pronunciata dagli abitanti del borgo; “Così per dire” di Riccardo Benassi a Pesariis in Friuli Venezia Giulia è una performance incorporea composta da un monologo proiettato sulla facciata di una scuola abbandonata attraverso un laser bianco che si sincronizza quotidianamente come un orologio – simbolo del borgo – ai cicli di luce diurna della valle.
Proseguendo in centro Italia, a Montegridolfo in Emilia Romagna “Hyperbolic Dreams” di DianaPolicarpo è un invito a compiere passeggiate botaniche in compagnia di una guida turistica locale e l’ausilio di tracce sonore progettate per la meditazione, insieme a una scultura che accoglie il visitatore all’ingresso del borgo; “Il dolce dolore” di Serhiy Horobets a Sorano in Toscana è una mostra diffusa di fotografia e scultura nella quale è protagonista un busto femminile deformato, metafora delle ferite del tempo, della globalizzazione, della guerra; a Panicale in Umbria “Nadine in Panicale” di Luis López-Chávez è un progetto di quattro dipinti che portano in questo contesto una sintesi dell’architettura e la società di Cuba e due video basati sulle esperienze e le amicizie sorte all’interno del borgo durante la sua residenza; “Per vari motivi” di Eva Marisaldi è un intervento diffuso nel borgo di San Costanzo nelle Marche, dove luoghi simbolici come il teatro e il forno comunale ospitano installazioni video, sonore e luminose in un percorso tracciato a terra con disegni a gessetto; a Fumone nel Lazio “INTANGIBLE” di Dessislava Madanska è un’esperienza percettiva che racconta il borgo attraverso tre sculture viventi ispirate alla nebbia, al campanile e alla cava di calcare locale; con l’installazione “Il pomeriggio della vita” Tommaso Spazzini Villa ridona nuova vita al Castello d’Evoli di Castropignano in Molise, permeando i suoi spazi con disegni, suoni e luci; “Tesori e Meraviglie” di Victor Fotso Nyie a Rocca San Giovanni in Abruzzo è un intervento diffuso di sculture e installazioni in ceramica che nascono dal passato medievale del borgo e dal ritrovamento di un carapace sulle sue spiagge.
Nel Sud Italia e nelle isole, ad Albori in Campania l’opera “Albori è destinata a scomparire?” di Fabrizio Bellomo fa riaffiorare memorie e storie del borgo grazie a un intervento corale che coinvolge gli abitanti e gli artigiani della ceramica; “Maratona” di Simone Bacco a Spinazzola in Puglia è una performance collettiva, una vera e propria competizione agonistica, aperta a residenti e visitatori caratterizzata dall’impossibilità di vincere (il perimetro del borgo è di soli 700 metri); a Grottole in Basilicata “Ruin” di Hanne Lippard è un’installazione sonora site-specific in dialogo con la Chiesa Diruta, monumento-rovina caratterizzato da una cupola ellittica che unisce il cielo alla terra; “To the rocks that hold roofs and to the plants that grow through stones” di Anna Zvyagintseva a San Donato di Ninea in Calabria è una grande bandiera stampata a mano dall’artista e cucita sulla spontaneità della natura e dell’architettura sandonatese, un omaggio alla resistenza privo di significati politici; nel borgo di Castiglione di Sicilia in Sicilia “Post-Mythical Accidents” di Isaac Chong Wai è una mostra diffusa di cinque installazioni che intrecciano realtà, mito, religione e magia; “Paphos” di Ludovica Carbotta ad Aggius in Sardegna è una installazione architettonica di natura partecipativa, assemblata con materiali naturali e artificiali come legno, sughero, lana e materiali di recupero, soggetta a una progressiva evoluzione nel tempo.
Una Boccata d’Arte si riconferma un’esperienza espositiva unica che porta il pubblico a intraprendere un viaggio straordinario alla scoperta dell’arte contemporanea e del patrimonio più autentico del nostro Paese, un vero e proprio museo a cielo aperto che anno dopo anno offre una inedita esperienza culturale rivolta a tutti, non solo agli addetti ai lavori ma soprattutto a turisti, curiosi e appassionati.
Estetica minimal in chiave contemporanea che si fa lifestyle nella firma identitaria di Calvin Klein che, nei 40 anni della sua storia, è diventata epitome di un’autentica filosofia tutto tondo. L’iconica label americana ha fatto dell’essenzialità la cifra stilistica del suo approccio alla moda come alla vita che si è espressa, nel tempo, in creazioni all’avanguardia per forme e contenuti.
Una visione che oggi viene portata in primo piano anche nella collezione di orologi per lui caratterizzata da un design elegante e moderno, la cui mano strutturata e al limite del geometrico bandisce ogni eccesso di decoro per catturare l’attenzione con la semplicità di carattere e di modi che diventa puro statement.
Moderno, lineare, contemporaneo: è questo il segreto del segnatempo firmato Calvin Klein che esplora le direttive del brand e le racchiude in un capolavoro di precisione, il cronografo della Gauge Collection. Un orologio, senza tempo, con il suo cinturino in acciaio bicolor e il quadrante a contrasto nero dal diametro di 44 mm, che si fa portavoce di un mood essenziale e super versatile che lo rende il partener ideale per Lui, da indossare tutti i giorni in qualsiasi momento della giornata.
L’orologio Gauge esplora tre varianti di colore: per uno stile più classico la versione silver con il quadrante blu, per un uomo più consapevole in bicolor silver e gold con quadrante nero, infine in total black per il lui che ama osare e non passare mai inosservato.
Timeless, elegante e sofisticata è la linea Automatic For Him pensata per l’uomo che non rinuncia ad essere all’avanguardia in qualsiasi momento della giornata: un segnatempo proposto con quadrante blu su cinturino in pelle testa di moro, e con quadrante nero su cinturino in maglia color silver entrambi con dettaglio scheletrato con meccanismo a vista.
Un orologio per due. Creato per lei, pensato per lui.
No gender: disegnato al maschile ma con dettagli très femminili, all’insegna dell’avanguardia e dell’inclusività. Perché lo stile è uno solo, ed è quello che riesce a fondere, in maniera armonica, le caratteristiche chiave dei due generi esprimendo, semplicemente, un modo di vivere capace di riflettere il reale.
È questo il segreto della collezione Iconic Mesh di Calvin Klein, main collection della campagna Adv, un vero e proprio best seller, una proposta di orologi no gender in cui l’iconica label americana ha racchiuso l’essenza dei suoi codici stilistici raffinati e capaci di abbracciare la diversità con una creatività audace e all’avanguardia. In cui la differenza la fa un tributo all’essenzialità contemporanea che è da sempre la firma seduttiva del marchio. Una visione forte a cui concorrono, ugualmente, pulizia delle forme, attenzione al colore, approccio geometrico fusi in una sintesi armonica con l’estetica riconoscibile di Calvin Klein.
Il risultato si porta, naturalmente, al polso grazie ai modelli second skin, la cui luminosità amplifica senza soluzione di continuità una raffinatezza discreta in cui sono i particolari a fare la differenza. Sottili e leggerissimi, brillanti grazie all’acciaio del cinturino in maglia e del quadrante a due lancette su cui spicca il logo CK che completa, senza urlarla, la bellezza stessa dell’accessorio. Disponibile con due casse – 35mm o 40 mm- e in sei varianti di colore, l’orologio mixa il design classico con un tocco moderno ed è dedicato a tutti, senza distinzione di genere.
Classico, elegante e unico: lo stile acquista declinazioni inedite per un accessorio iconico, come si evince dal bracciale in maglia d’acciaio (anche nella variante bicolor), che gioca con un mood androgino che lo rende un must have. Si tratta dell’orologio della linea Iconic Bracelet, che presenta una C sul quadrante, capace di sedurre con un solo sguardo e proposto in due varianti di colore: acciaio e oro, e gold rosè.
Disaronno, il liquore simbolo del lifestyle italiano nel mondo, presenta il nuovo cocktail dell’estate 2022: Disaronno Velvet Batida. Fresco e rigorosamente low-alcol, realizzato con Disaronno Velvet, acqua di cocco e ghiaccio tritato, Disaronno Velvet Batida è l’ultimo arrivato nella prestigiosa famiglia dei signature cocktail del brand.
Il nuovo “must drink” della stagione, racchiude – nel gusto e nell’estetica – un ideale di eleganza, originalità e leggerezza, in linea con quella “New Dolce Vita” cui s’ispira il liquore alla crema Disaronno Velvet. La cremosità, le note vellutate e il basso contenuto alcolico di Disaronno Velvet vengono qui declinati nella loro versione più dissetante, esaltata dall’acqua di cocco che ne accentua la freschezza, sublimando ogni sentore aromatico.
Disaronno Velvet Batida è il perfetto coronamento di un momento di relax in spiaggia al tramonto, o in terrazza al termine di una rovente giornata estiva: un’esperienza che sorprende i sensi, da vivere dentro e fuori casa, da soli o in compagnia, per godere di un autentico istante di Dolce Vita, ovunque ci si trovi.
“Disaronno Velvet è l’espressione dell’innovazione costante a cui ci rivolgiamo: con la sua delicata e fresca cremosità, il basso contenuto alcolico e le note aromatiche inconfondibili di Disaronno Originale, è una referenza unica nel suo genere, capace di incuriosire un pubblico ampio e trasversale, che include anche le nuove generazioni. Disaronno Velvet Batida è stato pensato proprio per quei consumatori, sempre più attenti e consapevoli, che cercano un nuovo concetto di mixology, all’insegna del gusto, della leggerezza e del low-alcol, affinché il drink sia un autentico momento di relax, freschezza e piacere”, Claudio Giuliano, Marketing Manager Illva Saronno.