PRESENCE, PERPETUAL

PHOTOGRAPHY FABIO MUNIS, CRISTIAN MARTINELLI
ART DIRECTION DAVE RODRIQUEZ
STYLING PIERMATTIA AIELLO
CASTING CARLO SAVOLDI
MAKE-UP FABIANA DADDATO
HAIR MARCO PATTI
TALENT GIULIA ANDREA
LOCATION TOUCH STUDIO

Polly’s Fitting Room

PFR – Polly’s Fitting Room, founded by Anna Paola Vergani, is Italy’s first fashion career guidance platform. With a 60k online community and physical workshops (“A Touch of Fashion” and “A Touch of Styling”), PFR connects young talents with industry professionals through their ONLIFE empowerment community.

For SNOB’s 2026 print edition, Editor-in-Chief Miriam De Nicolò served as Special Guest at an “A Touch of Styling” masterclass, where this fashion editorial was produced by industry professionals, assisted by parti- cipants—giving them hands-on experience of a live professional shoot.

Dress and shoes JordanLuca – Socks Marco Rambaldi – Ring Ilenia Corti
Faux-Fur Aniye By – Top with gloves Aniye Records – Silver Balloon courtesy of GUITAR

The Macallan rinnova l’immagine dei suoi intramontabili whisky

The Macallan rinnova l’immagine dei suoi intramontabili whisky

La distilleria più famosa al mondo ha appena festeggiato i duecento anni di un’epopea iniziata nello Speyside scozzese. E ora guarda verso il futuro cambiando il suo vestito: elegante e dinamico senza dimenticare come nascono i suoi iconici Scotch Whisky.

Guidata dalla visione creativa del celebre designer statunitense David Carson, The Macallan veste di nuovo alcuni tra i suoi storici whisky, e lo fa attraverso simboli che raccontano i primi due secoli di una distilleria mitica, che ora si proietta con forza verso il futuro. Il restyling grafico riguarda le “Timeless Collections”, e cioè le serie Double Cask e Sherry Oak, e incarna la capacità e la dedizione di The Macallan nella creazione di Single Malt Scotch Whisky ineguagliabili.

Questi nuovi abiti esprimono una visione lungimirante che celebra la maestria e la creatività della distilleria, frutto di una consolidata esperienza. Pur presentando un’identità visiva rinnovata, i whisky restano invece fedeli all’inconfondibile gusto che ha reso The Macallan celebre: armoniosi, decisi e raffinati. E il claim della campagna di lancio ben riassume questa impostazione: “You know me so well”.

David Carson, che è considerato il padre della “grunge typography” e che ha già collaborato a più riprese con il brand,ha tratto ispirazione dai pilastri produttivi di Macallan, integrandoli nelle etichette e dando così vita alla nuova e suggestiva visione delle Timeless Collections. Secondo il celebre artista “come nel whisky, anche nel design tutto sta nell’equilibrio. E con The Macallan ho voluto creare un’identità visiva che onorasse la sua prestigiosa storia, ma che al contempo ne riflettesse lo spirito pionieristico. Ogni dettaglio, dall’etichetta alla forma della bottiglia, è un tributo alla maestria che contraddistingue ogni sorso”.

E così l’iconico tetto erboso e ondulato della distilleria ha ispirato la silhouette sinuosa della nuova bottiglia e del nuovo logo, creando un legame diretto tra il packaging e la Macallan Estate. Altro elemento fondamentale è l’etichetta triangolare posizionata appena sotto il collo della bottiglia a evocare il “Triangolo dello Sherry” in Andalusia, regione celebre per la produzione del famoso vino fortificato e patria delle eccezionali botti stagionate che conferiscono colore e sapore naturale ai Whisky.

A proposito di colore, il rosso è il colore dominante, un richiamo alla pigmentazione naturale che i whisky sviluppano durante l’invecchiamento, ma anche un tratto costante nella storia secolare della distilleria. Il colore della scritta The Macallan è stato sviluppato assieme al Pantone Colour Institute e registrato come “The Macallan Red”. A fare da contrasto il colore bianco, elegante citazione dell’Albariza, il tipico suolo calcareo dominante nell’area di Jerez, dove crescono le uve che diventeranno vino Sherry.

Cambiano anche gli astucci, con il “wave pattern” che li caratterizza immaginato da Carson come citazione del fiume Spey, che attraverso in tutta la regione e ha sostenuto per secoli la produzione di whisky. Infine la retroetichetta, rifugio sicuro per la curiosità dei whisky lovers più esigenti: qui nuovi simboli identificano il tipo di botte, evidenziando l’influenza aromatica delle botti di quercia americana ed europea, mentre un codice QR univoco conduce a ulteriori approfondimenti per un coinvolgimento totale.

 

Due Collezioni, un’unica firma

Il connubio fra Sherry e quercia resta il nucleo di ogni espressione di Macallan, plasmando il gusto del whisky in modo esemplare. Inoltre gli anni di invecchiamento, sempre indicati in etichetta, intervengono come un ulteriore elemento di complessità, moltiplicando le nuances organolettiche delle due collezioni:

Double Cask Collection

I whisky della serie Double Cask nascono da una perfetta combinazione di botti in quercia europea e americana, stagionate con vino Sherry nelle bodegas di Jerez de la Frontera. La Double Cask Collection è un tributo alle eccezionali botti di The Macallan e alla loro straordinaria storia: un viaggio lungo 200 anni e migliaia di chilometri, dalle foreste di due continenti alle vigne dell’Andalusia. I whisky sono tre: 12, 15 e 18 anni e sono caratterizzati da un profilo morbido e cremoso con note di frutta gialla matura e toffee provenienti dal rovere americano, arricchite da spezie delicate e frutta secca donate dalla quercia europea. 

Sherry Oak Collection

I due whisky delle Sherry Oak Collection, un 12 e un 18 anni, sono invecchiati esclusivamente in botti di quercia europea che hanno contenuto in precedenza Sherry. Con naturali sfumature color mogano, questi whisky rappresentano l’apice dello ‘stile Macallan’, impreziositi da intrecci di frutta secca e frutta rossa, e sorretti da un’intensa speziatura legnosa. Una collezione che esprime in pieno la profondità e la raffinatezza dell’Heritage di The Macallan.

Il ristorante di Prada a Shangai, nato dalla collaborazione con Wong Kar Wai

Mi Shang Prada Rong Zhai entra nella Guida Michelin Shanghai, Jiangsu e Zhejiang 2026
Un traguardo di grande prestigio a un anno dall’apertura

A solo un anno dalla sua apertura, Mi Shang Prada Rong Zhai raggiunge un importante riconoscimento entrando nella nuova edizione della Guida Michelin dedicata a Shanghai, Jiangsu e Zhejiang 2026. Un risultato di grande rilievo, che vede il ristorante tra gli indirizzi segnalati nella città di Shanghai.

Primo ristorante fine dining aperto da Prada in Asia, Mi Shang Prada Rong Zhai nasce in collaborazione con il regista Wong Kar Wai, dando vita a un progetto che unisce visione cinematografica, patrimonio culturale e alta gastronomia in un contesto unico.

Questo traguardo rappresenta una conferma significativa della visione e dell’impegno che guidano Mi Shang Prada Rong Zhai: un progetto di fine dining capace di fondere con eleganza e profondità la cultura gastronomica cinese con quella italiana, in un dialogo contemporaneo e raffinato.

Determinante in questo percorso e stato il contributo dello chef Riccardo La Perna, entrato a far parte del team nel luglio dello scorso anno. La sua visione culinaria e la sua sensibilità hanno segnato un passo fondamentale nello sviluppo dell’identità del ristorante, contribuendo a definire una proposta gastronomica distintiva e riconoscibile.

«Entrare nella Guida Michelin a cosi breve distanza dall’apertura e per noi motivo di grande orgoglio» commenta Riccardo La Perna. «E’ il risultato di un lavoro di squadra intenso e appassionato, e rappresenta uno stimolo a continuare a esplorare nuove possibilita espressive, valorizzando l’incontro tra cultura cinese e italiana con rispetto, creativita e visione contemporanea.»

L’inclusione nella Guida Michelin rappresenta non solo un riconoscimento del lavoro svolto fino ad oggi, ma anche uno stimolo a proseguire con determinazione nel percorso intrapreso. Mi Shang Prada Rong Zhai continuerà a evolvere come destinazione di riferimento per il fine dining internazionale, mantenendo al centro la ricerca, la qualità e il dialogo culturale tra Oriente e Occidente. Un milestone importante che segna l’inizio di una nuova fase, all’insegna dell’eccellenza e della continua innovazione.

SNOB celebra l’ultimo numero East/West al Museo Bagatti Valsecchi

SNOB EXCLUSIVE EVENT — 7 APRILE 2026 
Milano celebra l’incontro tra Oriente e Occidente: grande successo per la serata di presentazione del nuovo numero di SNOB Magazine al Museo Bagatti Valsecchi

Si è conclusa con una partecipazione straordinaria la serata con cui SNOB Magazine ha presentato il l’ultimo nuovo numero cartaceo dedicato al tema Oriente e Occidente, lunedì 7 aprile 2026 negli ambienti del Museo Bagatti Valsecchi, nel cuore del Quadrilatero della Moda di Milano.

Una serata su invito strettamente personale, che ha riunito tra le sale di una delle case museo meglio conservate d’Europa un pubblico selezionato di professionisti, partner, protagonisti del mondo della cultura, del lusso e dell’impresa. La cornice — un palazzo ispirato alle dimore cinquecentesche lombarde, aperto al pubblico dal 1994 — ha offerto a SNOB la scenografia più coerente con la propria identità.

Ad aprire la serata, Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile di SNOB Magazine, con un discorso che ha attraversato l’anima del numero e il senso stesso del progetto editoriale. De Nicolò ha voluto rivolgere il primo e più importante ringraziamento a tutti coloro che rendono possibile ogni numero cartaceo: giornalisti, fotografi, make-up artist, stylist, set designer, art director, modelle e assistenti. Un gesto tutt’altro che formale, in un momento storico in cui l’editoria indipendente attraversa una delle sue stagioni più difficili: testate storiche che chiudono, case editrici che liquidano i collaboratori, redazioni che si svuotano. In questo contesto, SNOB sceglie la cultura non come semplice prodotto da ottimizzare, ma come patrimonio da proteggere. “Senza queste persone questo numero non esisterebbe”, ha dichiarato De Nicolò.  “Richiede lavoro, visione, dedizione collettiva. Ed è per questo che merita di essere celebrato.”

De Nicolò ha poi sottolineato come questo numero rappresenti un’evoluzione significativa per la rivista: cambio di formato, ampliamento delle pagine, e una nobilitazione delle cover — velvet touch con lamina oro e lamina silver— che trasforma ogni copia in un oggetto da collezione. Una delle due cover è un’opera unica dell’artista contemporaneo Marco Gallotta, italiano residente a New York, la cui arte del paper cut — tecnica tipicamente orientale — è stata commissionata da SNOB in esclusiva assoluta per tradurre in immagine il dialogo tra le due culture al cuore del numero.

Sul palco: le voci del numero

La serata ha dato spazio anche alle protagoniste delle pagine. Enrica Acuto Jacobacci, Presidentessa di Jacobacci & Partners — studio legale di riferimento internazionale nel campo della proprietà intellettuale — ha preso la parola per condividere una riflessione sul valore del marchio, sulla sua tutela e sulla relazione profonda tra identità, creatività e protezione giuridica.

Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera, ha invece raccontato la partnership con SNOB nata all’interno di Fiere Parma, dove la rivista ha costruito un vero hub culturale con talk e approfondimenti sul Made in Italy. Una collaborazione che, come annunciato nel corso della serata, è destinata a continuare e crescere.

Il percorso sensoriale della serata

L’evento è stato concepito come un percorso sensoriale coerente con il numero, costruito grazie a partner di altissimo profilo.

Finger’s Garden — la realtà fondata nel 2004 dallo chef Roberto Okabe, nato in Brasile da genitori giapponesi e formatosi tra Tokyo e San Paolo — ha curato la food experience con una selezione di finger sushi che racconta vent’anni di dialogo tra culture gastronomiche. Una presenza che non poteva essere più perfetta per una serata dedicata all’incontro tra Oriente e Occidente.

Il benvenuto è stato affidato a una flûte di Champagne A. Robert, maison récoltant-manipulant della Vallée de la Marne dal 1722, selezionata da Fine Spirits, che ha accompagnato la serata con una carta di distillati d’eccezione: dal Song Cai Dry Gin vietnamita al Tamdhu 12 Speyside, dal The Hearach delle Ebridi Esterne ai due whisky giapponesi Mars Komagatake e Mars Tsunuki, fino al Vermouth 9diDANTE Inferno ispirato ai nove gironi danteschi e al Terza Bitter in batch limitati da 6.666 bottiglie.

La drink list è stata firmata da The Spirit Milano — il membership club di Porta Romana fondato nel 2017 — nella persona del Bar Manager Ivan Francesco Filippelli, formatosi tra i più autorevoli indirizzi della mixology londinese, dal 69 Colebrooke Row di Tony Conigliaro all’Hotel Café Royal. I cocktail della serata hanno dialogato con i profumi alimentari WDRINK, vaporizzati direttamente sui drink per aggiungere una dimensione olfattiva inedita all’esperienza della miscelazione.

Per gli appassionati, una degustazione guidata di whisky — condotta da Jacopo Grosser — ha messo a confronto quattro etichette scozzesi e giapponesi in un dialogo sensoriale tra due grandi tradizioni della distillazione mondiale.

Il cigar pairing è stato affidato ai sigari Oliva, una delle maison cigariere più rispettate al mondo, con una selezione guidata dall’esperto Pier Serravezza tra il Flor de Oliva Original e il Flor de Oliva Maduro.

La selezione vinicola ha visto protagoniste due cantine di territorio: Vinchio Vaglio dal Monferrato, con la Barbera d’Asti e le bollicine dell’Alta Langa, e Antica Hirpinia dall’Irpinia, con il Fiano di Avellino e il Coda di Volpe — due espressioni di una terra vulcanica tra le più vocate del Sud Italia.

La colonna sonora della serata è stata affidata al gruppo di Gianluca Militello, con un repertorio swing che ha accompagnato gli ospiti tra le sale rinascimentali del Palazzo con un’atmosfera d’altri tempi.

Al termine della serata, ogni ospite ha ricevuto una bag brandizzata con il numero cartaceo East-West di SNOB Magazine.


SNOB Magazine è un osservatorio culturale contemporaneo, distribuito in formato cartaceo nei migliori bookstore selezionati in Europa, USA e Asia, negli aeroporti, rivenditori diretti Hoepli, Mondadori e Feltrinelli, negli hotel cinque stelle. Il suo posizionamento è unico: coffee table book da collezione e strumento di approfondimento per un pubblico ultra-high-net-worth.


Contatti stampa: SNOB Magazine — info@snobnonpertutti.it www.snobnonpertutti.it | @snob_magazine

“An education”, una lezione di vita

Jenny ha sedici anni, fuma Sobranie di nascosto dai genitori – quelle sigarette russe con il filtro dorato che per decenni ho cercato in ogni tabaccheria d’Europa, e trovato solo dopo i quaranta. Le accende come fanno le ragazze che ascoltano Juliette Gréco, camminano sotto la pioggia senza ombrello e infilando qualche parola francese nella conversazione come chi sa già dove vuole arrivare.

Jenny sa esattamente quel che fa, non rappresenta il cliché della bambolina sedotta e abbandonata, non è una mera vittima, piuttosto un’intelligenza sottile e inesperta, in cerca di forma. Oxford l’aspetta, i libri la aspettano, ma David – trentenne affascinante, bugiardo gentile, Peter Pan con una Jaguar rossa — le offre qualcosa che la fa vibrare: cene eleganti, night club, Parigi, regali, baci appassionati, la frivolezza e la leggerezza come estetica di vita.

Poi tutto crolla, la menzogna si rivela intera: David le chiede di sposarlo ma ha già una moglie, un figlio, una doppia vita continua. E sparisce codardo, senza affrontare i genitori che aveva sedotto con la promessa di un futuro roseo alla loro figlioletta.

Jenny riprende gli studi, bussa alla porta dell’unica persona che aveva cercato di avvertirla, la sua insegnante, e lí dentro impara la seconda grande lezione della sua vita: in quella casa graziosa ricca di libri e di poster dei suoi pittori preferiti- la libertà di una donna che ha scelto se stessa, libera dal pregiudizio.

An Education 2009
Regia di Lone Scherfig

SNOB EXCLUSIVE EVENT 7 APRILE 2026 – IL NUOVO NUMERO ORIENTE/OCCIDENTE AL MUSEO BAGATTI VALSECCHI


SNOB EXCLUSIVE EVENT

Il nuovo numero cartaceo di SNOB Magazine presentato a Milano

7 aprile 2026 — ore 19.00 / 23.00 Museo Palazzo Bagatti Valsecchi, Via Gesù 5, Milano


SNOB Magazine annuncia il proprio Exclusive Event per la presentazione dell’ultimo numero cartaceo della rivista: una serata su invito strettamente personale, che si terrà lunedì 7 aprile 2026 dalle ore 19.00 alle 23.00, negli ambienti del Museo Bagatti Valsecchi, nel cuore del Quadrilatero della Moda di Milano.


UNA CORNICE D’ECCEZIONE
Museo Bagatti Valsecchi, Milano

Pochi luoghi a Milano incarnano con altrettanta coerenza il senso di ciò che SNOB custodisce e racconta. Il Museo Bagatti Valsecchi è una casa museo frutto di una straordinaria vicenda collezionistica di fine Ottocento, che ha come protagonisti i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi: a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo, i due fratelli si dedicarono alla ristrutturazione della dimora di famiglia — un palazzo tra via Gesù e via Santo Spirito — con l’intento di creare una dimora ispirata alle abitazioni del Cinquecento lombardo. 

Museo Bagatti Valsecchi, aperto al pubblico dal 1994, è oggi una delle case museo meglio conservate d’Europa e tra le prime grandi espressioni del design milanese. 
Scegliere questo spazio per presentare un numero dedicato all’incontro tra Oriente e Occidente è una scelta di affinità elettive.


IL NUMERO: UN NUOVO FORMATO, UN’OPERA UNICA

L’edizione East-West di SNOB Magazine segna un’evoluzione significativa nella storia della rivista. Il nuovo formato si distingue per una nobilitazione esclusiva su carta Velvet Touch con lamina oro e lamina silver, che trasforma ogni copia in un oggetto da collezione, coerentemente con la vocazione di SNOB quale coffee table book di riferimento per il proprio target ultra-high-net-worth.

Una delle due cover è un’opera unica firmata dall’artista contemporaneo Marco Gallotta, commissionata da SNOB Magazine in esclusiva assoluta. Gallotta, italiano residente a New York la cui arte del paper cut è tipicamente orientale, ha creato questo lavoro espressamente per il numero East-West, esplorando la connessione tra le due culture, i ponti invisibili tra Oriente e Occidente. Si tratta della seconda commissione artistica nella storia di SNOB: la prima fu realizzata da Max Papeschi nel 2024, in un’opera poi stampata in lenticolare e venduta all’asta di beneficenza della Fondazione De Marchi, alla quale SNOB partecipò con l’intera collezione cartacea.

Il numero ospita inoltre servizi inediti sul Giappone e approfondimenti sul Made in Italy di eccellenza, in un dialogo editoriale tra le due sponde del mondo che è oggi più urgente che mai.


LA SERATA: SPONSOR E PARTNER

La serata è costruita come un percorso sensoriale coerente con l’anima del numero.

FINGER’S GARDEN — FOOD EXPERIENCE
Nel 2004, lo chef Roberto Okabe — nato in Brasile da genitori giapponesi, formatosi tra Tokyo e San Paolo — fondò Finger’s insieme al calciatore Clarence Seedorf, portando per la prima volta in Italia il sushi fusion. Da allora Finger’s fonde alta cucina, arte, design e le delicate atmosfere della cultura nipponica, in un progetto che ha ridefinito la ristorazione giapponese creativa a Milano, approdando nel tempo anche a Porto Cervo e Roma.
Per l’evento East-West, Finger’s Garden porta una selezione di fingers che racconta vent’anni di questa storia: un percorso gastronomico che è, esso stesso, un dialogo tra culture.

BEVERAGE- FINE SPIRITS
La serata si apre con il welcome drink: una flûte di Champagne A. Robert, maison récoltant-manipulant radicata nella Vallée de la Marne dal 1722. Da trecento anni la famiglia Robert coltiva le stesse 68 parcelle tra la Vallée de la Marne e la Côte des Blancs, con una filosofia che unisce terra, uomini e tempo in un equilibrio di rara precisione, il benvenuto della serata.

Nel corso della serata Fine Spirits porta in carta una selezione che attraversa geografie e stili: il Song Cai Dry Gin dal Vietnam, primo gin mai distillato nel Paese; la Tequila Arette Blanco, dalla famiglia Orendain a Jalisco dal 1900; il Tamdhu 12 Speyside, maturato esclusivamente in pregiate botti ex-Sherry Oloroso; The Hearach, primo single malt della distilleria di Harris, isola delle Ebridi Esterne incorniciata tra Oceano Atlantico e Mare del Nord; il Vermouth 9diDANTE Inferno, Vermouth di Torino Superiore ispirato ai nove gironi della Divina Commedia con 27 botaniche; il Terza Bitter, aperitivo italiano da miscelazione prodotto in batch limitati da 6.666 bottiglie; e i due whisky giapponesi Mars Komagatake e Mars Tsunuki — espressioni identificative delle due distillerie giapponesi di Mars.

DRINK LIST – THE SPIRIT MILANO
Il servizio e il concept cocktail della serata è affidato a The Spirit, il membership club E cocktail bar nato nel 2017 nel cuore di Porta Romana. Un ambiente raccolto, sofisticato, quasi nascosto, dove l’esperienza nasce dalla combinazione tra atmosfera, servizio e qualità della proposta.
Ivan Francesco Filippelli, Bar Manager con una formazione costruita tra i più autorevoli indirizzi della mixology londinese — dal 69 Colebrooke Row di Tony Conigliaro all’Hotel Café Royal, secondo hotel al mondo ad avere un cocktail book dopo il Savoy, propone una visione che non si accontenta del classico, con una miscelazione colta e imprevedibile, capace di muoversi tra le due sponde del numero — Oriente e Occidente — con la leggerezza di chi conosce le regole della mixology contemporanea.

WHISKY TASTING PREMIUM 
Una degustazione privata di whisky d’eccellenza: una selezione di Scotch whisky e whisky giapponesi guidata da Jacopo Grosser, a costruire un dialogo sensoriale tra due culture della distillazione — quella scozzese, madre di tutto, e quella giapponese, che l’ha studiata, assorbita e reinventata con una precisione tutta orientale. Quattro whisky, due mondi, una sola domanda: quale sarà il vostro preferito?

La selezione:
The Hearach — Isle of Harris, Scozia
 
Tamdhu 12 — Speyside, Scozia
Mars Komagatake Single Malt — Alpi giapponesi 
Mars Tsunuki Edition 2022 — Kagoshima, Giappone 

SIGARI OLIVA — CIGAR PAIRING
La serata si completa con un pairing di sigari Oliva, una delle maison cigariere più rispettate al mondo. La selezione include:

  • Flor de Oliva Original — Robusto
  • Flor de Oliva Maduro — Robusto

La degustazione sarà gestita dall’esperto Pier Serravezza, che guiderà gli ospiti attraverso le caratteristiche organolettiche di questi due blend: due espressioni dello stesso tabacco — uno naturale, uno con foglia Maduro fermentata più a lungo.

WDRINK — PROFUMI ALIMENTARI
La drink list della serata integra i profumi alimentari WDRINK, un sistema sensoriale che ridefinisce l’esperienza della miscelazione. I profumi vengono utilizzati in doppia modalità: nella composizione stessa dei cocktail — dove aggiungono una nota olfattiva invisibile ma percepita — e come elemento libero durante la serata vaporizzato direttamente sui drink a piacimento.

Tra le applicazioni in carta, il profumo di ulivo leccino entra come vaporizzazione nel Mixed West— un tocco mediterraneo e terroso che dialoga con le note affumicate del Tamdhu 12; il risultato è un cocktail che si annusa e si respira, una dimensione sensoriale inedita che trasforma il bicchiere in un’esperienza di percezione totale – dove l’arte del profumo nobilita la cerimonia del bere.

WINE SELECTION
La serata sarà accompagnata da una selezione vinicola curata in abbinamento all’esperienza gastronomica.

VINCHIO VAGLIO — Piemonte. Dal cuore del Monferrato, una cantina che dal 1959 interpreta la Barbera d’Asti nelle sue tante possibili espressioni: il Sorì dei Mori Barbera d’Asti DOCG 2024, rosso profumato e fresco in bocca, si adatta alla perfezione con qualunque piatto valorizzandone le qualità. Non possono mancare le bollicine dell’Alta Langa, metodo classico piemontese, la risposta elegante e territoriale alla grande bollicina italiana.

ANTICA HIRPINIA — Campania. Dall’Irpinia, terra vulcanica e antica tra le più vocate del Sud Italia, arrivano due espressioni di massima territorialità: il Fiano di Avellino DOC 2024, bianco di grande profondità e persistenza aromatica che contraddice l’opinione generalizzata che i bianchi si debbano bere entro l’anno e il Coda di Volpe Irpinia DOC 2024, anch’esso vitigno autoctono campano dalla personalità discreta e radicata.

MUSICA LIVE — Swing 
La colonna sonora della serata è affidata al gruppo di Gianluca Militello, con un repertorio swing che porta gli ospiti in un’atmosfera d’altri tempi, perfettamente in risonanza con gli ambienti rinascimentali del Palazzo.

CLOSING GIFT
Al termine della serata, ogni ospite riceverà una bag brandizzata contenente il numero cartaceo East-West di SNOB Magazine.


SNOB MAGAZINE

SNOB è un osservatorio culturale del lusso contemporaneo, distribuito in formato cartaceo nei migliori bookstores selezionati in Europa, Usa e Asia. Il suo posizionamento è unico, come coffe table book da collezione e di approfondimento.

Gres effetto marmo in grandi lastre: le 5 tendenze di design per pavimenti e rivestimenti 2026

Gres effetto marmo in grandi lastre: le 5 tendenze di design per pavimenti e rivestimenti 2026

L’architettura d’interni attraversa una fase di riscoperta della materia, in cui il lusso si sposta verso superfici capaci di unire prestigio estetico e funzionalità reale. In questo panorama, l’impatto visivo dei materiali lapidei orienta le scelte progettuali per residenze e spazi commerciali di alto profilo, ma con una consapevolezza nuova. La sfida attuale non riguarda solo la resa estetica, quanto la capacità di integrare elementi che garantiscano continuità visiva e una gestione quotidiana priva di complicazioni. 

Optare per un rivestimento effetto marmo in formato XXL rappresenta una risposta concreta a queste esigenze: una soluzione che supera i limiti della pietra di cava per trasformare gli ambienti in scenografie abitative di grande respiro, dove il design incontra la resistenza della ceramica evoluta.

Caratteristiche costruttive e vantaggi del grande formato

L’affermazione del gres porcellanato effetto marmo in grandi lastre è il punto d’arrivo di un’evoluzione industriale che ha permesso di superare i tre metri di altezza. Queste superfici si distinguono per un realismo grafico che riproduce con profondità digitale le venature e le inclusioni minerali tipiche delle rocce pregiate. 

Al di là dell’aspetto visivo, il vantaggio risiede nelle proprietà fisiche: a differenza del marmo naturale, il gres non è poroso, resiste agli urti e non subisce l’azione degli acidi, risultando idoneo anche per zone umide o piani di lavoro. Inoltre, lo spessore ridotto consente la posa su pavimenti preesistenti, ottimizzando i tempi di cantiere, riducendo i detriti e garantendo una stabilità che non teme l’usura del calpestio intenso.

Grazie alla sua capacità di adattarsi a numerosi stili, ecco alcune delle tendenze di design per pavimenti e rivestimenti più interessanti del 2026.

La tendenza dei marmi colorati e delle venature calde

Per il 2026, si osserva un allontanamento dai bianchi freddi a favore di tonalità calde e avvolgenti. Il gres porcellanato effetto marmo viene declinato in varianti crema, terra di Siena e rosa cipria, con venature ambrate che scaldano l’ambiente.

Questa tendenza risponde al bisogno di creare spazi accoglienti, dove il lusso coincida con il comfort materico. Il consiglio è di abbinare queste superfici a dettagli in ottone e a tessuti come il velluto, per esaltare la profondità delle venature e creare un’atmosfera intima nel living o nella zona notte, evitando contrasti cromatici eccessivamente stridenti.

Il fascino del “total look” e della continuità spaziale

Una tendenza forte è l’applicazione integrale del materiale su più superfici per eliminare le interruzioni visive. Grazie al grande formato, è possibile rivestire con lo stesso materiale pavimento, pareti e persino arredi complessi come tavoli, lavabi e quinte scenografiche. Questa continuità conferisce monumentalità agli interni, rendendoli visivamente molto ampi e armoniosi

Per un risultato eccellente, si suggerisce la posaa macchia aperta“, dove le venature si specchiano creando disegni geometrici naturali, trasformando una semplice parete divisoria in un’opera d’arte minerale di eccezionale valore decorativo.

Marmi scuri e finiture “velvet” per ambienti teatrali

Il 2026 segna il ritorno dei marmi dai colori profondi, come il nero Marquinia e il verde bosco, proposti con finiturevelvet” o satinate. Queste superfici offrono una sensazione setosa e una riflettenza morbida che non abbaglia, ideale per creare ambienti scenografici dal gusto ricercato

Si tratta di una scelta di carattere per il bagno o zone di rappresentanza. Il consiglio è di curare l’illuminazione con luci radenti a LED, che mettano in risalto la texture della lastra senza creare riflessi fastidiosi che potrebbero distrarre dalla bellezza intrinseca della materia ceramica.

Il connubio tra marmo e natura: il design biofilico

Il marmo viene sempre più integrato in progetti biofilici per connettere l’uomo agli elementi naturali. La tendenza prevede l’accostamento di grandi lastre a pareti verdi verticali o ampie vetrate

La naturalezza del disegno ceramico si sposa con piante e materiali grezzi come il legno massello e la pietra a spacco. Per questo trend, è preferibile scegliere marmi con venature grigio-verdi o tonalità neutre che richiamino la roccia viva, favorendo una sensazione di pace e rigenerazione psicofisica all’interno delle mura domestiche.

Personalizzazione e arredi integrati in gres

L’ultima tendenza riguarda la versatilità del gres, che diventa materia prima per l’arredamento su misura. Così nascono cucine con top e ante in grandi lastre coordinate al pavimento, ma anche tavoli scultorei che riprendono lo stesso disegno della superficie calpestabile. 

Questa integrazione permette una personalizzazione totale del progetto architettonico. Il consiglio è di rivolgersi a trasformatori specializzati per lavorazioni millimetriche, garantendo giunzioni invisibili e bordi rifiniti a regola d’arte che esaltino la qualità estetica del prodotto finale, assicurando al contempo la massima facilità di pulizia superficiale.



(immagini Pinterest)

Anne Macchiatto FW2026: “IMPRINT” l’impronta indelebile della donna contemporanea

Ma Liang è molto più di un ingegnere tessile: è un visionario che ha trasformato la tradizione in futuro.
Laureato alla prestigiosa Dalian Polytechnic University, ha saputo unire rigore tecnico e creatività,
interpretando le macchine per la produzione di abbigliamento come organismi vivi, capaci di evolversi
insieme a chi li utilizza. Con la sua genialità, ha rivoluzionato l’azienda di famiglia, progettando
macchinari innovativi che riducono gli sprechi, migliorano la sicurezza e integrano tecnologie
all’avanguardia come cuciture laser su seta e cachemire
, ricami complessi e camerini virtuali.

Il suo brand, Anne Macchiatto, un nome che significa “segno di felicità” e che porta il nome della figlia
amata, incarna l’eleganza sostenibile e l’alta moda che celebra la femminilità con grazia e audacia. Ogni
capo è un’opera d’arte, frutto di maestria artigianale e tecnologia, pensata per trasformare ogni momento in un ricordo indelebile.

Ma Liang non è solo un innovatore, ma un leader riconosciuto a livello internazionale, che con la sua visione porta la moda cinese a dialogare con il mondo, facendo di Milano la sua casa creativa.
In questo contesto si inserisce CHINA SELECT, fondato nel 2023 e primo progetto IP internazionale
promosso dalla China Fashion Designers Association
. Con la moda come veicolo espressivo, il progetto mira a far percepire al mercato internazionale una visione più multidimensionale del design,
dell’artigianato, dell’estetica e della cultura cinese, promuovendo al contempo lo scambio e la cooperazione nel panorama della moda.

La nuova collezione Anne Macchiatto per l’Autunno/Inverno 2026 è un inno alla forza e alla dolcezza della donna che lascia un segno nel tempo.

“IMPRINT” è il cuore pulsante di questa stagione, un viaggio emozionale dove i punti di cucitura diventano incisioni di vita e i tessuti custodiscono gli echi di crescita, passione e determinazione.

Sulla passerella della Milano Fashion Week, Anne Macchiatto fonde l’artigianalità orientale con l’eleganza minimalista italiana, creando silhouette scultoree e inclusive, dove spalle decise e gonne stratificate raccontano storie di carattere e movimento. I tessuti preziosi – raso, tulle, pizzo, lana e seta – danzano tra luci e ombre, avvolgendo la donna in un abbraccio di calore e leggerezza.


La palette cromatica gioca con toni neutri e accenti luminosi: verde profondo, oro champagne, nero velato e marrone intenso si intrecciano con tocchi di argento-diamante, rosa cipria e azzurro ghiaccio, come stelle che illuminano ogni passo. I dettagli artigianali – ricami manuali, perline tridimensionali, pieghe scolpite e frange fluide – sono la firma di un’eleganza autentica, che celebra la bellezza femminile senza eccessi.

Il capo finale, un capolavoro di oltre 2.100 ore di lavorazione, unisce la tradizione milanese e l’estetica
orientale, riproducendo lo stemma Visconti con ricami e perle naturali, simbolo di un ponte culturale che guarda al futuro.


“IMPRINT” non è solo una collezione haute couture, ma un manifesto di empowerment: un invito a ogni
donna a lasciare la propria impronta nel mondo, con grazia, forza e passione. Disponibile da maggio 2026 nelle boutique Anne Macchiatto, nei department store selezionati e online, questa collezione segna l’inizio di una nuova era per la moda internazionale, dove l’artigianalità e l’innovazione si fondono in un racconto vibrante e senza tempo.

Lucio c’è. Il talk esclusivo su Lucio Dalla a cura di SNOB magazine, a Mercanteinfiera

Lucio c’è. E ci ha parlato ancora.

Il talk esclusivo “Lucio c’è” con Marcello Balestra, a cura di SNOB magazine e moderato da Miriam De Nicolò – Direttore Responsabile, a Mercanteinfiera 2026

L’apertura: le parole di Ilaria Dazzi, Brand Manager Mercanteinfiera

Sabato 14 marzo 2026, alle 14.30, il palco di Mercanteinfiera si è trasformato in un luogo di memoria viva. Ad aprire l’incontro è stata Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera, che ha voluto sottolineare la natura profonda di questo appuntamento: un talk «molto desiderato, costruito grazie alla collaborazione con SNOB e con Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile del magazine, che ci segue già dallo scorso anno e con cui stiamo costruendo progetti culturali su diversi fronti settoriali».

Ha ricordato come quest’anno Mercanteinfiera avesse già aperto uno spazio importante alla musica — con la mostra dedicata al Festival di Sanremo, dove tra gli scatti compariva anche un’immagine di Lucio — e ha invitato il pubblico, al termine del talk, a vivere l’esperienza della mostra fotografica “Lucio Dalla. Vita e musica”, a cura di Miriam De Nicolò, «Una mostra che accompagna le fotografie con le canzoni di Dalla da ascoltare in cuffia, ritratti noti e alcuni scatti inediti, sulle note delle vostre melodie preferite».
Tante le dediche a Dalla, sono rimaste sul quaderno dei ricordi di chi ha lasciato ritornelli, le strofe indimenticabili, i pensieri all’artista che manca, ma che è sempre presente.




Il talk: Miriam De Nicolò dialoga con Marcello Balestra, storico collaboratore, amico intimo di Lucio Dalla e autore del libro “Lucio c’è – la vita e la musica”.

Miriam De Nicolò, Direttore Responsabile di SNOB Magazine, ha aperto il dialogo con Marcello Balestra — storico collaboratore, talent scout, editore e amico intimo di Lucio Dalla per oltre trent’anni — portando in sala un libro, “Lucio c’è – la vita e la musica”, e la domanda: quando hai sentito il bisogno di raccontare tutto questo?

La risposta di Balestra ha sorpreso anche lui stesso: «Un giorno mi hanno detto: sali sul palco, Marcello, che ci racconti qualche episodio. Mi sono trovato davanti a un pubblico che ascoltava le sue canzoni. E ho capito che la gente voleva altri racconti, voleva sentire Lucio ancora vicino». Da lì è nata «la sensazione di un racconto che da dentro è uscito fuori, e che ha preso poi la forma di un libro».

L’incontro alle Isole Tremiti: tutto nasce da un conto da pagare

Balestra aveva 14 anni quando Lucio Dalla si presentò davanti a lui in un albergo delle Isole Tremiti. Era estate, primi anni Ottanta, Marcello era dietro al bancone della reception — giovane, preciso, in giacca — quando un uomo con «una canotta gialla, tanti peli sulle spalle, una barba bella folta, occhiali da sole» si avvicinò e disse: “Dovrei pagare il conto“. Dopo averlo saldato, Lucio chiese di essere accompagnato alla marina col pulmino dell’albergo; Marcello rispose che non poteva perchè non aveva la patente, e Lucio, guardandolo dal basso verso l’alto, disse: «Scusa, uno alto come te non ha la patente? Io ne ho una — tu dovresti averne almeno due!». Da quell’incontro, Marcello Balestra ha vissuto la sua seconda vita. «Quest’inverno vieni con me a Bologna — ti porto alla Fonoprint e ti farò vedere dove nascono i dischi».
«Lucio ha fatto così, ha scelto per me. Sapeva già, che il mio sogno era la musica».

Roma, 1984: “Marcello sarà il mio editore per tutta la vita”

A 17 anni, in Piazza Navona, in una “Roma che basta annusarla e ti aiuta a comporre i testi“, Lucio Dalla pronunciò una frase che avrebbe cambiato per sempre la vita di Balestra. Erano appena usciti dalla RCA, la grande casa discografica, e Lucio stava raccontando come era nata La Sera dei Miracoli. Quando tornò Renzo Cremonini con le sigarette, a tonnellate, Lucio si girò e disse: «Io sono l’artista, Renzo è il mio produttore artistico, e Marcello sarà il mio editore per tutta la vita».
«Non sapevo neanche cosa significasse fare l’editore», ha ricordato Balestra tra le risate del pubblico. «Però l’ha fatto. Così, senza che io lo avessi chiesto».

In autostrada a 200 all’ora, con un piede fuori dal finestrino

Uno degli episodi più esilaranti del pomeriggio è stato il racconto di Lucio alla guida. Estate 1982, appena dopo la finale dei Mondiali vista insieme a San Domino. Lucio aveva detto a Marcello: “Ti riporto io in Romagna“. Da Termoli su una Jeep Cherokee rossa, Lucio cominciò ad accelerare. «Non mi preoccupava la velocità — ma il fatto che non mettesse i piedi sui pedali. Aveva una mano sul volante, un piede fuori dal finestrino e l’altro sotto il sedere». Quando superarono i 200 in galleria, un’altra macchina li affiancò: i passeggeri riconobbero Dalla e cominciarono a salutarlo. «E Lucio, con l’unica mano che aveva sul volante, li salutò».
«L’unica speranza era quella di rimanere sulle pagine dei giornali insieme a Lucio. Perché se muore lui, quello famoso, c’era anche un altro — ero io».

Le spine, la solitudine e la musica come via d’uscita

Nel chiedere a Balestra di raccontare il Lucio più intimo — quello che camminava nelle città, che osservava il mondo, che rifletteva ad alta voce, che amava parlare con la gente nei bar, con i cani, seduto sul sagrato di una chiesa, i ricordi:

«Lucio diceva: io sono alto poco, ho tanti peli, non ho tanti capelli, non sarò il più bello — ma tutti questi ostacoli hanno creato in me l’opportunità per superare dei piccoli muri». La sua metafora preferita era quella dell’autostrada: «Se vai sempre dritto, a un certo punto finisce la strada. Cos’hai visto? Dove ti sei fermato? Cos’hai vissuto?». Sulla musica, Lucio era ancora più radicale: «Non sopportava i fan della musica in generale. Diceva: cosa vuol dire essere fan della musica? È come essere fan dell’aria. La cosa bella è quando tu diventi musica — e trovi una via d’uscita». Sulla solitudine, invece, era categorico: «Ha sempre detto: siamo noi soli. Io, tu, lui, loro. Poi c’è un’energia che ci porta da qualche parte — ma siamo noi a dover guidare la nostra vita».

Per oltre un’ora, il palco di Mercanteinfiera ha ospitato qualcosa di raro: non una semplice intervista, non una celebrazione ridondante, ma una conversazione vera, che dopo il dietro le quinte di una vita, ha portato balestra a raccontare al pubblico la ragnatela di storie, di gesti, di silenzi e di risate che Lucio Dalla aveva tessuto attorno a chi amava.

A tenere i fili del dialogo è stata Miriam De Nicolò, «ascolto Lucio Dalla da sempre, fin dall’infanzia, e le sue canzoni hanno fatto da colonna sonora a diversi momenti più importanti della mia vita, parole che ancora oggi riescono ad emozionarmi con la stessa intensità. Ci sono artisti che appartengono al loro tempo, e poi c’è Lucio Dalla, che attraversa generazioni e ne esce sempre, più vivo che mai».

L’incontro è stato preceduto e affiancato dalla mostra fotografica “Lucio Dalla: Vita e Musica”, curata da Miriam De Nicolò, con scatti di Renzo Chiesa, Lucio Garofalo e Aldo Castoldi — presenti in prima fila a ricevere il ringraziamento speciale dalla sala.

«Le occasioni per parlare di Lucio sono occasioni per parlare di noi, delle persone, della vita.
Lucio non è mio. È di tutti.»

— Marcello Balestra




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(Foto Danny Torres)


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Due appuntamenti a Mercanteinfiera per celebrare Lucio Dalla:
una mostra fotografica e un talk esclusivo con chi lo ha vissuto da vicino per oltre trent’anni.

Ci sono artisti che appartengono a un’epoca. E poi c’è Lucio Dalla che appartiene al tempo. Nato il 4 marzo 1943 a Bologna, Dalla ha costruito nel corso di una carriera straordinaria un universo poetico senza eguali nella canzone italiana: capace di passare dall’ironia alla malinconia, dal jazz alla ballata mediterranea, dal dialogo con la strada al dialogo con l’assoluto.

SNOB Magazine — custode dell’eccellenza italiana — ha scelto Mercanteinfiera 2026 come palcoscenico di questo omaggio doppio: una mostra fotografica che cattura l’uomo oltre il mito, e un talk che apre per la prima volta le porte di un Lucio inedito, intimo, sorprendente.

PRIMO APPUNTAMENTO
MOSTRA FOTOGRAFICA

« Lucio Dalla: Vita e Musica »

Scatti d’autore — più alcuni inediti — firmati da Renzo Chiesa, Lucio Garofalo, Aldo Castoldi: non una galleria celebrativa, ma un racconto per immagini che restituisce le mille facce di un artista totale. L’istrionico performer dei palchi italiani. Il poeta malinconico che trovava nel silenzio i versi più potenti. L’uomo capace di trasformare ogni gesto — anche il più quotidiano — in teatro.

La mostra è curata da Miriam De Nicolò, Direttore Responsabile di SNOB Magazine, con la collaborazione di Fiere di Parma. Un’esposizione collaterale che si inserisce nel cuore di Mercanteinfiera, l’evento più importante a livello europeo dedicato al collezionismo, antiquariato e modernariato.

📅  7 – 15 marzo 2026

📍  Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393A – Parma

🖼️  Ingresso incluso nel biglietto Mercanteinfiera

📷  Photo Credits: Renzo Chiesa, Lucio Garofalo, Aldo Castoldi

SECONDO APPUNTAMENTO
TALK ESCLUSIVO

« Lucio c’è »

Cosa significa condividere trent’anni della propria vita con un genio? Cosa rimane, quando la voce si spegne, di tutto quello che si è vissuto insieme?

Il 14 marzo 2026, alle ore 14.30, salirà sul palco di Mercanteinfiera Marcello Balestra, storico collaboratore, manager e amico intimo di Lucio Dalla per oltre trent’anni. Balestra è l’autore di “Lucio c’è”, un libro che non è una biografia e non è un memoir: è qualcosa di più raro e prezioso, la testimonianza di una presenza — quella presenza straripante, instancabile, geniale — che non smette di essere reale neanche dopo.

Nel corso del talk, Balestra condividerà storie mai raccontate prima: il Lucio notturno, curioso, capace di reinventarsi ogni giorno; il compositore che lavorava all’alba; l’amico che sapeva sempre quando stare in silenzio e quando riempire la stanza. Un ritratto umano, intimo, ricco di aneddoti e storie mai sentite prima.

A moderare l’incontro sarà Miriam De Nicolò, Direttore Responsabile di SNOB Magazine, in un dialogo pensato per andare oltre l’omaggio: un’occasione di riflessione sulla sua opera che continua ad interrogarci, a emozionare, e a sorprenderci.

📅  Sabato 14 marzo 2026, ore 14.30

📍  Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393A – Parma

🎙️  Ospite: Marcello Balestra

📖  Presentazione del libro: “Lucio c’è”

🗣️  Modera: Miriam De Nicolò – SNOB Magazine

Due appuntamenti, un’unica visione

La mostra fotografica e il talk non sono due eventi paralleli, ma un cerchio d’insieme. Le fotografie che raccontano Dalla mostrano il corpo di Lucio nello spazio — sul palco, nella luce, nel movimento, con la sua ironia e la sua instancabile voglia di giocare. Le parole di Marcello Balestra ne restituiscono l’anima nel tempo — nei ricordi, nelle risate, nel silenzio che lasciava. Insieme compongono un ritratto a tutto tondo che nessun disco, nessun documentario, nessuna antologia ha mai tentato di costruire.



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SNOB Magazine porta questo progetto a Mercanteinfiera perché crede che la cultura non sia un ornamento del commercio, ma il suo cuore pulsante. E perché Lucio Dalla — con la sua capacità di trovare poesia nell’ordinario, bellezza nel quotidiano, grandezza nel piccolo — è il simbolo perfetto di tutto ciò che SNOB vuole custodire.

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Per informazioni e accrediti stampa: contattare la redazione a info@snobnonpertutti.it

(foto di copertina su gentile concessione di Renzo Chiesa)