Una passione per i fumetti e per i travestimenti, Himorta, la cosplayer più seguita d’Europa con oltre 1 milione di follower su Instagram, presenta il suo primo fumetto “La carta di fuoco” edito da Mondadori Electa.
La storia è quella di Antonella, famosa cosplayer che una mattina riceve, tra gli innumerevoli regali dei suoi fan, una carta stropicciata con un biglietto allegato: “Fanne buon uso”, firmato: “Il fan”. E’ una carta da gioco con una fiamma disegnata sopra. Una cosa di poco conto, di cui si dimentica in fretta. Almeno fino quando, la sera, mentre racconta il fatto a un’amica, succede qualcosa di imprevisto, qualcosa che in breve porterà Antonella a indossare un costume mai visto prima, a fare i conti con dei poteri spaventosi e le responsabilità che ne derivano.”
Nel fumetto Antonella Arpa, alias Himorta, interpreta se stessa e racconta un mondo oggi in grande espansione, quello dei travestimenti, un sogno che è divenuto realtà, il mondo fantasy che si intreccia con la vita vera:
“Sono orgogliosa di poter presentare questo fumetto – dichiara Himorta – per me è un sogno che finalmente si realizza, un’emozione unica e un regalo che voglio dedicare prima di tutto ai mei fan. Non avrei mai pensato un giorno di diventare la protagonista di un fumetto, questo mi riempie il cuore di immensa gioia. Nel corso negli ultimi 6 anni ho interpretato innumerevoli personaggi ma in “la carta del fuoco” per la prima volta sono veramente me stessa. Oltre alla supereroina troverete molto di me e delle mie passioni quotidiane, dai miei adorati e inseparabili cani sino alla passione per il mondo dello sport, gli eventi e la musica”
Himorta è riuscita a conquistare l’affetto del grande pubblico di tv e social vestendo i panni di oltre 200 personaggi tra videogames, manga, serie tv, cartoni animati e personaggi cinematografici e dei fumetti. Dal 2016 è la Manga di Avanti un altro, game show in onda su Canale 5 condotto da Paolo Bonolis, dove interroga i concorrenti proprio sul mondo fumettistico.
Grande amante dei manga, sei anni fa Antonella decide di rendere omaggio ad una delle sue opere giapponesi preferite: One Piece. Veste i panni di Ace Pugno di Fuoco e si innamora perdutamente del mondo cosplay tanto da diventarne in breve tempo un’icona di stile e originalità. Eproprio il mercato dei fumetti e dei manga, che Himorta ama e rappresenta, è cresciuto, e non solo in Italia, nell’ultimo anno di oltre il 100% ed è diventato capace di esprimere ed occupare i posti più importanti tra i bestseller dell’intero panorama librario.
Dall’unione creativa tra Lidia Muro e Bistra Pisancheva nasce il progetto “The Eastern Side Of Riviera”, la speciale capsule di borse pieghevoli realizzate artigianalmente in pelle upcycled e materiali naturali.
La partnership che unisce le competenze stilistiche avant-garde della designer spagnola Lidia Muro alla maestria della lavorazione del pizzo della bulgara Bistra Pisancheva è nata grazieal network di WORTH Partnership Project che le ha selezionate e premiate nel marzo 2020: l’unico progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di COSME in cui designer, PMI, produttori e fornitori di tecnologia lavorano insieme per sviluppare idee innovative e business-oriented.
“The Eastern Side Of Riviera” unisce l’estetica accattivante di accessori senza tempo all’indubbia praticità della borsa richiudibile.
Tutte le componenti in tulle di fibre naturali lavorate come pizzo sono realizzate a mano a Sofia, Bulgaria, e trasformate in stupende creazioni di pelle presso l’atelier di Lidia in Ubrique, Spagna, dagli esperti artigiani con cui collabora.
Nasce così una capsule di accessori, tra cui i modelli must-have delle collezioni Lidia Muro quali Bucket, Barco e Bomboniera, proposti in una palette cromatica che coinvolge vibranti tonalità pastello, come il rosa, l’azzurro ed il giallo, unitamente a versioni più classiche e passepartout come il beige ed il bianco.
Sostenibilità ed etica sono ancora una volta caratteristiche imprescindibili che si tramutano in questo progetto nella scelta di utilizzare esclusivamente pelle upcycled e materiali naturali per valorizzare al meglio l’artigianato delle speciali lavorazioni handmade che impreziosiscono i modelli. Tutti i fili utilizzati sono naturali (canapa, lino, rafia, juta, sisal) e le pelli provengono da stock premium altrimenti inutilizzati.
“Ho conosciuto Bistra Pisancheva un anno fa grazie a WPP e sono rimasta sbalordita dalle sue proposte così diverse dalla tradizionale lavorazione del pizzo”commenta Lidia Muro. “Una vera artista che si esprimeva liberamente sperimentando materiali e forme: il partner perfetto per sperimentare con me nuovi materiali nelle mie creazioni!”.
Lidia Muro lavora nel campo del design e nel tessile da quindici anni. Ha studiato a Madrid, Parigi ed in una delle scuole più prestigiose, la Central Saint Martin’s School of Art and Design di Londra. Lidia Muro onora la cultura e il patrimonio attraverso i prodotti che crea. In qualità di responsabile Tessile e Accessori dell’Istituto Europeo di Design e grazie alla formazione presso brand di target alto come Stella McCartney, Givenchy e, anche Céline, Lidia ha deciso di voler tradurre non solo le conoscenze che aveva ottenuto in questi anni, ma anche l’estetica e l’arte contemporanea dei primi anni ’30 che l’avevano ispirata in creazioni di pelletteria di alta qualità che dureranno nel guardaroba per sempre. Con un gusto per l’estetica e la cultura, l’amore di Lidia l’ha portata in tutto il mondo: dall’Uzbekistan al Giappone, dal Perù al Senegal, abbracciando lo spirito del patrimonio che tanto ama.
About Bistra Pisancheva:
Bistra è esperta di merletti a tombolo ed è appassionata di questa tecnica altamente sperimentale. Lavora costantemente con nuovi filati, nodi, forme, superfici, scaglie, ecc. È anche un’antropologa, interessata alla diversità del pizzo.
Ogni lunedì sera in diretta Instagram sulla pagina @lovever.shop
Studi scientifici condotti dall’Università di Harvard dimostrano che le chiacchiere tra amiche sono un vero toccasana per il cervello e per l’umore. Ed è esattamente con questo spirito che nasce #DonneDaCoprifuoco, il nuovo format online lanciato da Lovever, il concept store (torinese) dedicato all’amore, un’oasi protetta dove non esistono tabù, giudizi e preconcetti ma solo libertà, naturalezza e rispetto.
Tra il negozio fisico e quello online, da quasi 10 anni Lovever è un punto di riferimento per tantissime donne, ragazze e signore ma anche per molti uomini che vogliono capire i desideri e l’amore nelle sue infinite sfumature, da quelle più sexy, ammiccanti e giocose a quelle più sussurrate, delicate e intime.
Dopo mesi di lockdown, coprifuoco e ancora lockdown, tutti abbiamo imparato quanto sia prezioso il tempo che sappiamo regalarci. Ogni lunedì alle 21.30, 20 minuti di chiacchiere tra Elisa, la padrona di casa, e un’ospite, con la possibilità per tutte le amiche collegate di interagire con una domanda, un commento o anche solo con un emoticon…
Elisa Sevino
Il concetto dal quale si parte ogni lunedì è che ciascuna donna deve sentirsi libera di essere se stessa, senza limitazioni e condizionamenti, al di là delle mode. E più si impara ad amarsi per ciò che si è, più si è capaci di amare.
#DonneDaCoprifuoco è un viaggio leggero e spensierato nell’universo femminile. Serata dopo serata, ogni ospite porta il suo punto di vista legato al tema del benessere della donna: fisico, psicologico, famigliare, sessuale…
Nei primi appuntamenti di #DonneDaCoprifuoco si parlerà della differenza tra complimenti e molestie con le ragazze di #BreakTheSilence, di carico mentale con la giornalistaGiovanna Gallo, di equilibrio e piacere con la sex coach Elisa Caltabiano, di corpo e movimento con l’insegnante di pilates Elena Vanni Umile, dell’importanza di ritagliarsi i propri spazi, mentali e fisici, con la psicoterapeutaGiorgia Pistono e di fare rete tra donne con l’interior designer Elisabetta Marangoni.
Diletta Tonatto
Con le vere amiche si può parlare di tutto, sempre, l’importante è stare bene – o meglio – insieme. Un’amica è quello che non riesci a dire, anche se vorresti. È il consiglio del quale avevi bisogno, la risata che aggiusta tutto. E mai come in questo periodo “strano” ritagliarsi 20 minuti per sé può essere divertente, rilassante, persino illuminante!
Stimm, l’azienda di abbigliamento dei fratelli Casagrande, ha da poco inaugurato il nuovo Concept Store in Piazza dei Martiri a Belluno.
Fiore all’occhiello di un importante piano di restyling del centro storico della citta,̀ il progetto è anche prova di lungimiranza e coraggio imprenditoriale.
Millecinquecento metri quadri su tre piani nel Palazzo Navasa-Colle, in pieno centro a Belluno: uno spazio esclusivo, una vetrina di prestigio, ma soprattutto un prezioso contributo alla valorizzazione del cuore storico della città.
I locali che ospitano l’ultimo punto vendita Stimm nel settecentesco edificio occupano le aree del caveau, il piano terra e il salone della precedente sede della Banca d’Italia. Questa superficie è parte del recupero, ma anche fulcro, di un piano immobiliare di ampia portata, del valore di circa 40 milioni di euro, realizzato dalla Filù srl della famiglia Chemello e da F&C Project partecipata da Chemello e Francavilla, manager storici di Luxottica. Una iniziativa sostenuta con entusiasmo anche dalle Istituzioni locali per il rilancio della città, importante polo turistico e commerciale, nonché porta di accesso alle Dolomiti patrimonio Unesco dal 2009.
Il dialogo aperto con i fratelli Casagrande da Roberto Chemello e Luigi Francavilla, finalizzato alla collaborazione con Stimm, si è fondato sin dal principio non solo su una profonda condivisione di valori etici, ma soprattutto su una ambiziosa visione dei nuovi modelli di retail, come infatti dichiara lo stesso Chemello:
“Fin dalle prime riunioni con i fratelli Casagrande, i titolari di STIMM, è nato un grande feeling per la visione della cultura imprenditoriale. Dal nostro incontro è nato un punto vendita straordinario per la sua collocazione, straordinario per le dimensioni, straordinario per gli arredi, straordinario per i concetti e le filosofie che ne hanno reso possibile la realizzazione.”
Antonio Mastrorocco Art Designer bolognese, ha realizzato il nuovo concept store di STIMM a Belluno secondo i dettami dell’upcycling, dove ogni reparto ha una propria caratterizzazione, funzionale alle merceologie esposte e dove lo spazio diventa esaltazione di eleganza e contemporaneità. In una armoniosa contaminazione di stili, frutto di sapiente ricerca e selezione di manufatti originali, arredi di uso industriale e d’antiquariato sono stati riconvertiti all’uso espositivo con originali modifiche che ne hanno trasformato la funzione d’uso, dando loro una nuova vita.
Il progetto STIMM di Belluno rappresenta unione di intenti, intraprendenza, coraggio, innovazione – soprattutto in un periodo di grande incertezza – valori che emergono dalle parole stesse di Denis Casagrande il quale, insieme al fratello Roni, rappresenta la seconda generazione alla guida dell’azienda:
“Roni ed io abbiamo accettato una sfida così impegnativa senza esitazione in quanto sin dal primo incontro con Chemello e Francavilla abbiamo condiviso una vera passione per l’atmosfera che i palazzi d’epoca sanno evocare, insieme all’impegno nel restituire dinamismo e vitalità al centro storico di Belluno. Stimm, in fase di espansione, cercava una location di prestigio architettonico dove confrontarsi con uno spazio denso di cultura e storia secolare.”
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About: STIMM – Shopping Therapy In My Mind
Sei store dislocati nel Nord Est per un totale di oltre 7.000 mq. di superfici, uno shop online ed un outlet, un private label di grande successo e una importante strategia di espansione: l’azienda dei fratelli Denis e Roni Casagrande è un punto di riferimento nel settore del retail multimarca per la sua capacità di interpretare ed anticipare gusti e tendenze con un approccio innovativo e visionario.
Shopping Therapy è il mantra di Stimm: shopping come terapia, un momento rigenerante all’interno di un contesto unico, questo è il messaggio di fondo, ironico e disinvolto. I concept store di Stimm, unici e diversi l’uno dall’altro, sono realizzati seguendo il principio guida dell’upcycling – ossia il riuso adattivo di arredi vintage industriali – uno stile, un valore forte in cui l’azienda ha sempre creduto. Comune denominatore degli store Stimm è un’accurata selezione di prodotti per un’offerta trasversale che permette di cogliere tutte le ultime tendenze con un flusso continuo nella struttura degli articoli selezionati. In perfetta sintonia con il mood delle Capitali europee d’avanguardia, lo spazio Stimm diventa un vero hub di stili, il volto di un’azienda attenta alla sostenibilità, fortemente innovatrice e con una visione internazionale. Entrare all’interno di un negozio Stimm, quindi, non significa solo “risolvere una necessità” ma piuttosto “vivere un’esperienza” che ispira, coinvolge e valorizza la persona in un contesto dedicato allo shopping.
L’Art Designer Antonio Mastrorocco inizia il suo percorso professionale occupandosi di Communication Design. E’ Founder e Creative Director dal 1987 al 1999 di studio A.G.O. (Alcuni Giovani Occidentali) e dal 2000 al 2007 di Futurenet. Nel 2008 inaugura un atelier per la realizzazione di oggetti di Art Design con l’impiego di materiali e tecniche del riuso adattivo.
Nel 2007 incontra Denis Casagrande, il quale nutre da sempre la passione per l’Art Design, e da questo incontro scaturiscono la consapevolezza ed il desiderio di ricreare i nuovi spazi commerciali STIMM in totale modalità upcycling.
Per STIMM la scelta del riuso adattivo ha due motivazioni:
– l’upcycling offre una grande varietà di forme e cromie perché parte dalla selezione di strutture o materiali esistenti, stimola la creatività nel cercare per ogni singolo oggetto soluzioni sempre nuove e irripetibili;
– l’upcycling è una risposta reale e concreta ai temi di sostenibilità ambientale. STIMM ha inaugurato questo percorso quasi 15 anni fa, molto prima che diventasse di moda essere green.
La fotografa Sofía Fernández Stenström presenta dal 18 febbraio al 10 aprile 2021 la sua prima mostra alla galleria Victor Lope Arte Contemporaneo di Barcellona, città scelta dall’artista da alcuni anni per vivere e lavorare.
Nata a Stoccolma nel 1974, Sofía Fernández Stenström ha trascorso la sua infanzia tra Svezia e Spagna, dualità che ha fatto nascere il suo interesse per la fotografia come esigenza di comunicare contrasti e ricerca di identità. Dopo aver studiato arte a Londra ed essere diventata mamma ha iniziato a sviluppare un suo proprio stile fotografico esplorando il proprio corpo e catturandone la risposta emotiva. Il contrasto tra il freddo esterno e il caldo interno rappresentato dai due Paesi a cui è legata è evidente nelle sue opere e, parafrasando il regista svedese Ingmar Bergman, le sue foto vanno “dritte alle nostre emozioni, nel profondo della stanza buia dell’anima”.
Femminilità, nudo e natura sono elementi ricorrenti nel suo lavoro, con l’intento di esprimere una carica emotiva di intimità attraverso il personaggio ritratto che si fonde in ambienti onirici, Più che scenari, la natura e la casa si presentano come primitive , habitat della vita, come qualcosa di più di un semplice spazio in cui le relazioni personali si manifestano nel loro ambiente più organico. Dall’esplorazione di temi come la malinconia, la disperazione e la fragilità dei rapporti umani, l’artista attraverso il suo obiettivo cerca di invitare lo spettatore a riconoscersi emotivamente nei volti e nei corpi dei personaggi ritratti.
“La fotografia deve essere sentita, non letta o spiegata” è l’idea su cui Sofía basa il suo lavoro: un atto intimo tra lei e la modella, dove entrambe sono aperte l’una all’altra e le loro emozioni si riflettono. Nel processo per poter entrare, le maschere vengono rimosse e gli strati di pelle vengono delicatamente sfogliati. Di conseguenza, le immagini hanno una forte femminilità e nascondono la connessione astratta tra l’una e l’altra. Un’unione sottile che si spezza al tocco.
Sofia ha realizzato diverse mostre nel corso della sua carriera in Spagna, Svezia e Italia. Il suo lavoro è stato pubblicato su riviste, tra le altre, come Vogue Italia, La Mono Magazine, MiND # 9, Jute Fashion Magazine.
LA GALLERIA
Victor Lope Arte Contemporáneo è una galleria d’arte fondata a Barcellona nel 2009. La sua è lanciare e consolidare la carriera di artisti noti ed emergenti che hanno un approccio unico all’arte contemporanea, al fine di valorizzarli a livello globale nel mercato dell’arte europeo e internazionale. Situata nella zona delle gallerie di Barcellona, Victor Lope Arte Contemporáneo dispone di due sale espositive per un totale di 130 metri quadrati. La Galleria organizza una decina di mostre all’anno, alcune curate da esperti, e partecipa anche a varie fiere internazionali e al Barcelona Gallery Weekend. La galleria Víctor Lope è anche membro del consiglio dell’associazione delle gallerie Art Barcelona e del Consortium of Contemporary Art Galleries.
HARMONT&BLAINE FESTEGGIA IL GIORNO DI SAN VALENTINO
CON UNA NUOVA T-SHIRT ‘ARTISTICA’ ISPIRATA ALL’AMORE
Harmont&Blaine celebra la festa degli innamorati lanciando una nuova t-shirt in edizione limitata realizzata in collaborazione con Jay C. Lohmann.
La personalizzazione della t-shirt trae ispirazione dalla serie Casual Conversations, nuovo spazio creativo ed espressivo che il marchio ha appena inaugurato con l’artista americano invitandolo a ‘giocare’ con il bassotto iconico Blaine.
Per l’Episodio 1 della serie, Lohmann ha disegnato una gallery di 14 bassotti cartoonesque in cui ogni cagnolino rappresenta un mood o un’emozione speciale che lo rende quasi umano e ancora più adorabile.
Tra questi compare anche il “Blaine in Love”, con il muso circondato da cuoricini, raffigurato sulle nuove t-shirt unisex con un’originale stampa a colori sul jersey bianco.
La t-shirt di San Valentino è solo il primo modello della fantasiosa “Blaine T-Shirt Series by Jay C. Lohmann” che nel corso dell’anno, mese dopo mese, svelerà una nuova illustrazione del bassotto Blaine disegnata dall’artista per Harmont & Blaine.
Le t-shirt sono disponibili in esclusiva presso una selezione di boutique Harmont & Blaine e su harmontblaine.com.
LA SERIE “CASUAL CONVERSATIONS”
Casual Conversations svela una serie originale di collaborazioni e sinergie vibranti in cui non manca mai il tempo per fare “due chiacchiere” tra amici all’insegna del talento e della creatività.
Episodio 1
In conversation with Jay C. Lohmann
Il primo capitolo della serie Casual Conversations vede l’artista americano Jay C. Lohmann interpretare e reinventare il bassotto iconico di Harmont & Blaine tramite la sua particolare tecnica pittorica.
Formatosi in Italia come pittore affreschista e noto per la sua profonda comprensione del colore, della materia e dello spazio, Jay ha disegnato una gallery colorata di 14 bassotti in cui ogni cagnolino rappresenta un mood o un’emozione specifica che lo rende audace, divertente, giocoso e perfino attorcigliato su sé stesso. Blaine è felice, è innamorato, è appassionato e a volte rimane senza fiato. Può indossare un collare punk con le borchie, ama mandare baci e battere il cinque con la zampa, si sente in estasi o annoiato.
Uno dopo l’altro, i 14 bassotti formano una gang unica di amici adorabili e irresistibili, dall’ aspetto cartoon ma con un tocco umano autentico.
Le illustrazioni create da Jay C. Lohmann per Harmont & Blaine si trasformano anche in una serie di sticker brandizzati disponibili in esclusiva su Instagram.
Harmont & Blaine SpA
Harmont & Blaine è l’azienda italiana, contraddistinta dal noto marchio del Bassotto, che produce e distribuisce abbigliamento smart upper-casual di fascia alta destinata al segmento premium del mercato. Con un fatturato 2019 di 93,8 milioni di euro, oltre 600 dipendenti diretti e più di 1.000 di indotto, Harmont & Blaine S.p.A. ha la sua sede principale a Napoli. Il marchio è fortemente riconosciuto in Italia e all’estero per la sua capacità di interpretare il Mediterranean lifestyle, con collezioni caratterizzate dall’elevata qualità e dalla costante ricerca di colori, forme e nuovi materiali che rispondano alle richieste di un consumatore internazionale sempre più attento ed esigente. Harmont & Blaine può contare su una rete distributiva di 99 negozi monomarca, 464 boutique multimarca e 58 department store con corner e shop-in-shop attraverso 34 paesi nel mondo. A ottobre 2014 l’Azienda ha aperto il capitale sociale al fondo di investimento Clessidra.
Jay Lohmann, artista dalle mille sfaccettature, nasce negli Stati Uniti e vive e lavora fra Milano e New York.
Le sue opere d’arte rappresentano la risposta alle domande che nascono nel suo io più profondo e che si risolvono immergendosi nell’atto creativo. In un mondo spesso superficiale e caotico, dove tutto dura il tempo di un flash, la rassicurazione di qualcosa di concreto proviene proprio dal processo creativo e dalle relazioni interpersonali che ne scaturiscono.
La tanto attesa Capsule Collection AC Milan, nata dalla partnership con il blasonato e plurititolato Club di cui Harmont&Blaine è Official Style Partner, debutta ufficialmente oggi in selezionati store e online.
La collezione è composta da capi essenziali nel guardaroba di un uomo, che sapientemente unisce l’anima più elegante con un’attitudine disinvolta e sportiva. Entrano in gioco pezzi facilmente declinabili in più occasioni, indossati anche dalla squadra per le trasferte e i viaggi: la camicia biancaslim in cotone stretch con collo alla francese è impreziosita dal bassotto rosso sul lato cuore, così come il dolcevita nero in pura lana merino, classico e al tempo stesso dal twist contemporaneo; i pantaloni chino, dalla perfetta vestibilità in cotone comfort accompagnano con stile il globetrotter urbano nei diversi momenti della giornata, risultando sempre impeccabile; il blazer travel monopetto due bottoni in tessuto tecnico traspirante aggiunge quel tocco effortless chic a qualsiasi outfit e strizza l’occhiolino alla cravatta regimental in pura seta con ricamo logo Milan.
Perfette per il tempo libero, le polo dalla vestibilità slim – inconfondibile segno di stile Harmont&Blaine: a manica lunga in piqué di cotone bianco o a manica corta in piqué di cotone nero, quest’ultima riporta un ricamo con la data di fondazione del Milan sul sottocollo.
L’outerwear è studiato con attenzione: dalla giacca bomber nera in tessuto tecnico con zip e tasche a contrasto fino al parka nero con gilet interno removibile, realizzato in tessuto anti vento e impermeabile e imbottitura in piumino ecologico. Entrambi i modelli sono caratterizzati dal logo Harmont&Blaine su una spalla e dallo stemma del Milan rimovibile sull’altra.
Completano il look in maniera originale le calze in cotone con fantasia a rombi e stemma del Milan. Infine, non poteva mancare nella collezione la mascotte a quattrozampe Harmont&Blaine, vestita per l’occasione con la divisa rossonera.
Ogni dettaglio è definito minuziosamente: la palette cromatica enfatizza gli emblematici colori della squadra – il rosso fuoco e il nero intenso, a cui vengono accostati il bianco e il rosso scuro. I materiali scelti sono pensati per offrire perfetta vestibilità ed elevati livelli di comfort, grazie ai tessuti antipiega.
In occasione dell’asta benefica che si è tenuta lo scorso dicembre su CharityStars per annunciare in esclusiva la Capsule Collection AC Milan, i ricavati sono stati devoluti al progetto “In gioco per il futuro”, promosso da Fondazione Milan, che mira a sostenere trenta minori della città di Napoli a rischio di dispersione scolastica e in conflitto con la legge attraverso la pratica sportiva e attività di laboratorio. Fondazione Milan è da sempre impegnata nel promuovere iniziative di sviluppo sociale a supporto delle comunità locali socialmente emarginate che si trovano in circostanze difficili attraverso il potere benefico dello sport. Harmont&Blaine ha contribuito in maniera fattiva all’asta, impegnandosi a raddoppiare i proventi, per essere ancora più vicino ai beneficiari del progetto.
La Capsule Collection AC Milan di Harmont&Blaine consacra la partnership con un’eccellenza calcistica che si fa portavoce dello stile italiano nel mondo, trasmettendo la passione e l’eticità che accomuna queste due realtà.
La collezione sarà disponibile in selezionate boutique Harmont&Blaine (Arese, Bari, Bergamo Orio al Serio, Genova, Milano, Malpensa, Napoli, Palermo, Roma, Torino), presso Casa Milan, il Milan Store di Milano e online su harmontblaine.com e ACMilan.com
Harmont & Blaine SpA
Harmont & Blaine è l’azienda italiana, contraddistinta dal noto marchio del Bassotto, che produce e distribuisce abbigliamento smart upper-casual di fascia alta destinata al segmento premium del mercato. Con un fatturato 2019 di 93,8 milioni di euro, oltre 600 dipendenti diretti e più di 1.000 di indotto, Harmont & Blaine S.p.A. ha la sua sede principale a Napoli. Il marchio è fortemente riconosciuto in Italia e all’estero per la sua capacità di interpretare il Mediterranean lifestyle, con collezioni caratterizzate dall’elevata qualità e dalla costante ricerca di colori, forme e nuovi materiali che rispondano alle richieste di un consumatore internazionale sempre più attento ed esigente. Harmont & Blaine può contare su una rete distributiva di 99 negozi monomarca, 464 boutique multimarca e 58 department store con corner e shop-in-shop attraverso 34 paesi nel mondo. A ottobre 2014 l’Azienda ha aperto il capitale sociale al fondo di investimento Clessidra. www.harmontblaine.com
VINTED LANCIA IN ITALIA LA SUA PIATTAFORMA PER LA MODA SECOND HAND
Dopo il grande successo in altri 12 Paesi, Vinted lancia in Italia la sua piattaforma e app di moda second hand, che consente ai suoi membri di scambiare facilmente e in modo efficace i loro vestiti e accessori «pre-loved».
Vinted, la più grande piattaforma online C2C europea dedicata alla moda second hand, viene lanciata oggi in Italia. Con una community in espansione di 34 milioni di membri che condividono la stessa passione per stili unici e attenti al consumo responsabile, Vinted offre ora ai consumatori in Italia un’app facile e gratuita che facilita le interazioni tra i membri e l’opportunità di vendere e comprare vestiti e accessori che hanno amato e che non usano più, dando così loro una seconda vita.
Secondo una ricerca condotta da Vinted lo scorso anno circa un terzo degli italiani ha acquistato capi second hand, e circa la metà degli acquisti di seconda mano è stata effettuata online. Per la metà di coloro che acquistano articoli di seconda mano, un fattore importante è la possibilità di risparmiare. Il desiderio di dare una seconda vita ai propri capi è un elemento chiave per due su cinque intervistati che vendono abiti e per circa il 31% delle persone coinvolte nella ricerca sono fondamentali le motivazioni legate alla sostenibilità (es. ridurre gli sprechi).
Da oggi sia per guadagnare qualche soldo extra facendo spazio nei propri armadi o adottare un approccio più responsabile al consumo fashion, i membri in Italia potranno registrarsi gratuitamente, iniziare a far spazio nei propri guardaroba, caricare facilmente gli articoli in modo da poterli vendere senza costi aggiuntivi. A loro verrà riconosciuto il 100% del prezzo del capo venduto. Gli acquirenti avranno la possibilità di scoprire l’app, impostare le loro preferenze per scoprire capi fashion e andare a caccia di vere e proprie chicche a prezzi competitivi. In linea con l’offerta di Vinted in tutta Europa, saranno disponibili anche la Protezione acquisti per chi compra (pari al 5% del prezzo dell’articolo più una commissione fissa di 0,70 euro), varie modalità di spedizione a prezzi vantaggiosi, assistenza clienti e un sistema che integra metodi di pagamento verificati e transazioni protette.
Gli utenti italiani avranno anche accesso a un ampio catalogo di pezzi dei membri Vinted in Francia, mercato che attualmente conta 12,5 milioni di utenti. Per entrambi i Paesi sarà possibile questa opzione che consentirà una selezione più ampia di articoli da scoprire sin dall’inizio: vestiti, accessori e scarpe per adulti o bambini, nonché tessuti per la casa, libri e articoli decorativi.
“Il lancio in Italia è un passo entusiasmante per noi, in quanto è un mercato di primo piano nel settore moda con un potenziale significativo per la vendita e l’acquisto di articoli pre-loved”, afferma Thomas Plantenga, CEO di Vinted. “L’app Vinted include tutti i servizi necessari dalla ricerca all’elenco, per discutere, comprare e vendere in un ambiente sicuro, e consente ai nostri membri di reinventare i loro stili, cambiare le loro abitudini di acquisto e guadagnare, riducendo il loro impatto. Questo significa per noi rendere la moda second hand la prima scelta in tutto il mondo”.
“Questo è un momento difficile per molte persone in Italia e nel mondo, essendo tutti coinvolti dalla pandemia COVID19. Piuttosto che mettere in pausa il nostro lancio, previsto da tempo, abbiamo deciso di continuare perché crediamo che il nostro prodotto possa portare valore alle persone in Italia durante questo periodo. Negli altri nostri mercati, abbiamo riscontrato un desiderio di fare spazio, guadagnare per articoli pre-loved e impegnarsi in attività che hanno a cuore la sostenibilità, il che significa che la nostra piattaforma è ritenuta particolarmente interessante. Ci impegniamo a consentire ai nostri utenti di continuare ad acquistare e vendere i loro capi fintanto che si possa garantire loro di poterlo fare in sicurezza secondo le linee guida del governo, e crediamo che questa valga in Italia quanto nei nostri mercati già consolidati”.
Fondata in Lituania nel 2008 e già disponibile in Francia, Germania, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Lituania, Lussemburgo, Regno Unito e Stati Uniti, Vinted arriva in Italia per tener fede alla mission dell’azienda: contribuire a diffondere la moda circolare in tutta Europa.
Vinted è ora disponibile in Italia su Vinted.it e facilmente accessibile da mobile tramite l’App store sia per Android che per iOS. Ulteriori informazioni riguardo l’app Vinted sono disponibili nel centro assistenza https://www.vinted.it/help
About Vinted
Vinted è il più grande marketplace internazionale online C2C in Europa dedicato alla moda di seconda mano, con un numero in crescita di oltre 34 milioni di utenti in 12 mercati: Francia, Germania, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Lituania, Lussemburgo, Regno Unito e Stati Uniti. Fondata nel 2008 in Lituania da Milda Mitkute e Justas Janauskas, affiancati nel 2011 dal primo investitore e ora COO Mantas Mikuckas, la società, guidata dal CEO Thomas Plantenga, è supportata da cinque importanti società di venture capital: Lightspeed Venture Partners, Accel, Insight Venture Partners, Burda Principal Investments e Sprints Capital. Con la missione di rendere il second hand la scelta numero uno al mondo, Vinted aiuta i suoi iscritti a vendere e acquistare vestiti e accessori di seconda mano, rendendo lo shopping un’esperienza mobile e social attraverso le interazioni tra gli utenti della community. La start-up europea ha sede a Vilnius, uffici a Berlino, Utrecht e Praga e oltre 500 dipendenti.
ilano, novembre 2020. GIGLIO.COMlancia il suo primo short-movie, on air attraverso una programmazione televisiva e sul canale YouTube.
Al centro della narrazione, un’estetica che racchiude i valori Made in Mediterraneo che contraddistinguono la luxury e-destination, ovvero il fascino e la costante ricerca di bellezza dove capisaldi come inclusività, leggerezza e gioia di vivere rappresentano la vera essenza del brand.
La leggerezza mediterranea si rivela in tutto il fascino di luoghi autentici, ambientazioni spontanee e suggestive di una natura rigogliosa che ne racchiude la vera ricchezza e il lusso. Si susseguono scene di vita di ragazzi e ragazze, esploratori di una bellezza unconventional, compagni di una storia che attraversa lo stile, con spirito libero e indipendente.
Luxury destination globale e allo stesso tempo unica, che trova nei codici estetici e culturali mediterranei i suoi valori: “Vogliamo ispirare la ricerca della bellezza, con leggerezza e semplicità… ed essere dei buoni compagni di viaggio per i nostri clienti!” – ha dichiarato Giuseppe Giglio, CEO di GIGLIO.COM – “Questo short-movie rappresenta il nostro manifesto di stile indipendente e mediterraneo.”
Il breve cortometraggio sarà on air nei canali tv e digital con una reach stimata di 10 milioni di visualizzazioni. Contemporaneamente avverrà la distribuzione a livello internazionale su YouTube, con l’obiettivo di raggiungere fino a 15 milioni di visualizzazioni.
Milano, Fabbrica del Vapore. Un percorso attorno alla vita di Frida Kahlo, uno dei personaggi femminili più emblematici del ‘900, regina dell’arte messicana, raccontata dai curatori Arèvalo, Matiz, Ancheita e Rosso, nei suoi demoni, le sue ossessioni, i suoi flussi mentali che, nero su bianco, attraverso le lettere e il suo diario o attraverso i colori dei suoi quadri, sono arrivati fino a noi, in cui descrive il rapporto tormentato col marito Diego Rivera e l’agonia che, nell’ irrefrenabile attaccamento alla vita e alla mexicanidad, muta in colori vivaci, arabeschi, motivi floreali e animali della giungla, elementi ripresi dall’artigianato indigeno. Casa Azul, la sua magione a Coyoacán, riprodotta fedelmente con il grande letto a baldacchino, con lo specchio utilizzato per potersi ritrarre anche quando era costretta a letto dalla malattia e dove morì il 13 luglio del 1954. Con quadri e fotografie, libri, mobili e le stampelle personali. Il suo studio con lo scrittoio e la scrivania con tutte le boccette usate, piene dei colori e di pennelli, il diario di Frida, la sedia rossa impagliata, la sedia a rotelle e il grande cavalletto.
La sua arte a cui fa da sfondo la rivoluzione messicana, un periodo storico che la fa entrare in contatto con figure intellettuali dell’epoca legati al partito comunista come il rivoluzionario russo Lev Trotsky e il poeta André Breton.
I suoi quadri, per dirlo con le parole di Diego “Comunicavano una vitale sensualità a cui si aggiungeva uno spirito d’osservazione spietato, ma sensibile… Era chiaro che quella ragazza era una vera artista”. Dentro quelle immagini i temi a lei più cari, tra cui la musica, la morte, l’iconografia cristiana e il martirio.
Una sezione che ci attrae profondamente alla sua magnetica personalità, ben rappresentata nei ritratti realizzati dal celebre fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza, che con la sua inseparabile Rolleiflex, ha creato immagini iconiche di Frida, con una prospettiva esclusiva e ravvicinata, non a molti concessa, atta a cogliere con spontaneità le sfumature espressive dell’amica.
Una vita a cui è rimasta così attaccata da pensare che in realtà non abbia mai lasciato questa terra, ogni qualvolta si entra a contatto con la sua opera.
Foto e produzione di Miriam De Nicolo’ @miriam_denicolo Fashion Editor e produzione Rosamaria Coniglio @rosamaria_coniglio Artwork MariaAngela Lombardi @_mariaalombardi_ Hairstyling Angelo Rosauliana @angelorosauliana MakeUp Valeria Iovino @valeriaiovino_pro using Armani Beauty Model Giorgia Cappellotto @calamarata Agency Pop Models @pop_models_milano
Si ringraziano Navigare Srl e la Fabbrica del Vapore Citazioni tratte dal libro di Pino Cacucci “Viva la Vida!” edito da Feltrinelli
Frida era “Una bomba avvolta in nastri di seta”. Così la definì Andrè Breton. Ribelle in ogni gesto e sovversiva in ogni pensiero, convulsamente bella di una bellezza a molti incomprensibile. Frida, dalla voce profonda e la risata dirompente, Frida dagli occhi perforanti, eternamente vivi, che non si sono mai chiusi, che sono rimasti fissi su di noi che la guardiamo negli autoritratti.
Camicia in pizzo TPN, Gilet Reamerei Anelli Radà
Diego Rivera aveva 36 anni e Frida Kahlo solo 15 quando si incontrarono per la prima volta, mentre lui lavorava nell’anfiteatro Bolivar. Di quel primo incontro con Frida, Diego ricorda: «…aveva una dignità e una sicurezza di sé del tutto inusuali e negli occhi le brillava uno strano fuoco». In una delle lettere a Diego (1935) in cui Frida parla della loro relazione, si può leggere: «Perché dovrei essere così sciocca e permalosa da non capire che tutte queste lettere, avventure con donne, insegnanti di “inglese”, modelle gitane, assistenti di “buona volontà”, le allieve interessate “all’arte della pittura” e le inviate plenipotenziarie da luoghi lontani, sono soltanto avventure? In fondo tu ed io ci amiamo profondamente e per questo siamo in grado di sopportare innumerevoli avventure, porte sbattute, imprecazioni, insulti, reclami internazionali – eppure ciameremo sempre». Diego confessò che il suo amore per Frida era stata la cosa migliore che gli fosse mai capitata.
Collana scultura etnica fatta a mano in conchiglie e semi Ladiosa Atelier Milano @Ladiosa_atelier
La spina dorsale spezzata in tre, due costole, la spalla e la gamba sinistra frantumate, una devastazione eccessiva e indecente. Eppure, con l’ostinazione di cui soltanto lei era capace, Frida afferrò la vita e se la tenne dentro, ritrovando di lì a poco persino la forza per ridere in faccia alla Pelona, con quelle sue carcajadas, gli scrosci di risate che le dirompevano dal petto e la illuminavano come un fuoco d’artificio messicano.
Abito in tulle con ricami in velluto di Tiziano Guardini, maxi sciarpe in lana Made in Italy di Fiorio
La sensualità di Frida è leggendaria in mille testimonianze di uomini e donne, una sensualità impulsiva e mai studiata. Fatta di puro istinto e immune da pose e finzioni calcolate, ma ad affascinare chi la frequentava era anche la sua ironia solare. Ironia che poteva essere caustica, a volte spietata come la natura messicana.
Frida non voleva vivere, bensì viveva a dispetto della sorte, con la quotidiana coscienza di consumarsi in fretta, come una fiammata che arde più splendente della brace lenta.
Chemisier vichy Tiziano Guardini, collana e bracciale in carta, fatti a mano, in pezzi unici, di Ana Hagopian presso Ladiosa Atelier Milano @Ladiosa_atelier anelli di Radà
Eppure era tutto così intenso, così convolgente! Ci portavamo dentro un mondo nuovo, un nuovo concetto di società, un modo diverso di concepire le politica! L’arte era politica! I muralisti lottavano contro il concetto di opera da relegare nelle collezioni private o nei musei. Affrescavano muri dei palazzi pubblici perché tutti potessero fruirne. Io, io non lo so. Io dipingo me stessa, il mio dolore. Il mio lottare e sconfiggere la Pelona ogni giorno, ogni ora, ogni istante.
Sì Sposaitalia Collezioni: unveiling della nuova campagna.
Inizia dall’immagine il nuovo corso di Sì Sposaitalia Collezioni che intende potenziare il suo ruolo di interlocutore unico e privilegiato in questa importante fase di transizione – accelerata dalla recente emergenza globale che sta cambiando le dinamiche della società e dei mercati internazionali, incluso il momento del matrimonio.
Il concept della nuova visione richiama le celebri opere dell’arte classica, frutto di grande creatività, altissima qualità della materia prima, esclusività delle forme. E sinonimo di una bellezza atemporale e trasversale, che appartiene oggi a tutte le culture e rappresenta un simbolo universale di eccellenza.
La campagna si sviluppa su tre soggetti, che verranno presentati nell’arco delle tre prossime edizioni. La prima, svelata già nel corso del 2020, mette al centro una statua di Dioniso in marmo bianco, dove il legame tra manifattura del passato e presente è rappresentato dal drappeggio dell’abito da sposa in primo piano. Una tecnica che è anche nelle vesti del celebre dio inventore della vite e simbolo della joie de vivre, tanto evocata nel giorno del Sì.
I valori di Sì Sposaitalia Collezioni sono infatti comuni a quelli di tutte le maison partner che ne hanno permesso negli anni il successo, eleggendo la kermesse a cuore gravitazionale della moda bridal di eccellenza, made-in-Italy e internazionale.
Un cortocircuito tra ieri e oggi sintetizzato nella campagna visiva di Sì Sposaitalia Collezioni: fil rouge la bellezza che nasce dal passato e si rinnova, confermandosi sempre contemporanea. Così come deve essere una buona strategia, fondata su solide basi ma flessibile e capace di guardare, con intuito e determinazione, al futuro.
La manifestazione si terrà a Fieramilanocity dal 9 al 12 aprile 2021. Per maggiori info: www.sposaitaliacollezioni.it