Imprenditoria, intelligenza artificiale e il ritorno del networking reale

Imprenditoria, intelligenza artificiale e il ritorno del networking reale

Intervista a Christian Gaston Illan
di Alessandra Chianese

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale accelera processi, contenuti e decisioni, il vero discrimine tra chi subirà il cambiamento e chi lo guiderà non sarà la tecnologia in sé, ma la capacità di restare umani, credibili e connessi nel mondo reale.

Christian Gaston Illan, imprenditore e co-owner di Beesness Magazine, da anni osserva e interpreta l’evoluzione del business, del networking e dei media con uno sguardo trasversale che unisce strategia, relazione e visione. In questa intervista racconta come l’IA stia ridisegnando le regole del gioco e perché, paradossalmente, il futuro sarà sempre più fisico, diretto e selettivo.

1. Christian, oggi si parla molto di intelligenza artificiale applicata all’imprenditoria. Dal tuo punto di vista, qual è il vero impatto che stiamo vivendo?

L’impatto reale dell’intelligenza artificiale non è solo tecnologico, è culturale. L’IA sta abbattendo le barriere d’ingresso: oggi chiunque può produrre contenuti, presentazioni, analisi, perfino strategie. Questo livella la superficie, ma al tempo stesso rende molto più evidente chi ha una visione e chi no.

Nel breve periodo vedremo efficienza, nel medio periodo una saturazione enorme. Nel lungo periodo emergerà una selezione naturale: resteranno credibili solo le persone che sapranno usare l’IA come amplificatore del proprio pensiero, non come sostituto.

2. Molti temono che l’IA possa “disumanizzare” il business. Tu sembri sostenere il contrario. Perché?

Perché ogni tecnologia spinge sempre nella direzione opposta al suo eccesso. Più i processi diventano automatici, più il valore umano diventa raro.

La fiducia, l’intuizione, la lettura del contesto, la relazione costruita nel tempo non sono replicabili da un algoritmo. L’IA può simulare, ma non può vivere le conseguenze delle decisioni. Chi farà impresa dovrà essere ancora più presente, più coerente, più riconoscibile. In questo senso, l’IA non elimina l’elemento umano: lo rende centrale.

3. Secondo le tue stime, i social network cambieranno radicalmente. In che modo?

I social network saranno sempre più popolati da contenuti generati dall’intelligenza artificiale: post, reel, commenti, perfino interazioni simulate. Questo produrrà una grande quantità di rumore.

Di conseguenza, il valore percepito dei social diminuirà come strumento di relazione profonda. Diventeranno vetrine, non luoghi di fiducia. Le persone impareranno a distinguere ciò che è costruito da ciò che è reale, e inizieranno a cercare conferme altrove.

4. Ed è qui che entra in gioco il networking reale?

Esattamente. Il networking tornerà ad essere fisico, diretto, selettivo. Non di massa, ma di qualità.

In un mondo dove tutti possono apparire competenti online, conterà chi riesce a esserlo dal vivo. Uno sguardo, una stretta di mano, una conversazione non mediata non sono replicabili. Il futuro del networking non sarà “più grande”, sarà “più vero”.

5. Che ruolo avranno eventi, incontri e comunità nel nuovo scenario imprenditoriale?

Un ruolo strategico. Gli eventi non saranno più semplici occasioni sociali, ma veri e propri ecosistemi di valore. Chi saprà creare contesti credibili, curati e coerenti attirerà persone di livello.
Le comunità diventeranno filtri: non tutti entreranno, non tutti resteranno. Questo aumenterà il valore delle relazioni e renderà il networking uno strumento di crescita reale, non solo di visibilità.

6. Come deve cambiare la mentalità dell’imprenditore per affrontare questo futuro?

L’imprenditore dovrà smettere di inseguire tutto e iniziare a scegliere. Scegliere dove essere, con chi parlare, cosa rappresentare.

La reputazione diventerà più importante dell’esposizione. La coerenza più importante della velocità. E soprattutto, sarà fondamentale sviluppare una visione che tenga insieme tecnologia e umanità, senza delegare all’IA il pensiero critico.

7. Se dovessi sintetizzare la tua visione in una frase, quale sarebbe?

L’intelligenza artificiale moltiplicherà i contenuti, ma solo l’intelligenza umana costruirà valore. Chi saprà restare reale in un mondo sempre più artificiale avrà un vantaggio competitivo enorme.