La donna Futura e Romantica di Greta Boldini

Greta Boldini fa emergere sulle passerelle di Altaroma, una donna che combatte a suon di sentimenti i mali del mondo, e lo fa con garbo e delicatezza.


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Una visione romantica e futuristica, un grido di speranza per tutte le donne.



In questo modo Greta Boldini, ha voluto rappresentare attraverso la sua collezione fall/winter 18-19, le donne del mondo sulle passerelle di Altaroma. All’interno degli spazi del Coin Excelsior, sito in Via Cola di Rienzo, le modelle hanno affascinato i presenti fasciate da abiti colorati e di un’estrema eleganza mista a contemporaneità.


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Il brand fondato a Roma nel 2011 con alla guida artistica Alexander Flagella ha cercato di trasmettere la parte più emozionale e significativa delle fragilità di ogni donna. La collezione “Her”, è nata dall’ispirazione del titolo di un film di Spike Jonze, che racconta con estrema delicatezza un tema attuale e doloroso: la depressione.


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La cura dunque è l’amore, non c’è spazio per l’odio, per le delusioni, le sconfitte, il futuro si lega inevitabilmente a un passato nostalgico ma romantico, fatto di sfumature colorate ma anche di ribellione.


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La vera rivoluzione è vivere, seppur in modo intimo, la propria visione di vita, la libertà, l’equilibrio, saper scegliere liberamente cosa dire e fare, essere felici, vivere sfrontatamente questi sentimenti è la vera ribellione, la salvezza, la vita! Greta Boldini attraverso le sue creazioni, vuole sottolineare questo concetto, spogliando la couture per trasformarla in quotidianità accessibile, per possedere un guardaroba confortevole, dinamico, colorato, di tendenza.


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Una collezione che affonda le radici in un passato romantico e importante. Le donne che hanno ispirato questo mood, sono la giovane al pianoforte o Madame Lacroix protagoniste del dipinto di Giovanni Boldini, o la Kristen dei Cigarettes after Sex, ma anche donne che credono nelle emozioni, nella forza della poesia, nella bellezza, nei sentimenti veri e sinceri.


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Una donna che non è lontana dal nostro essere, perché sono le donne di tutto il mondo, siamo noi!


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Photo credit: LG – web

Il “Paradiso” imperfetto di Davide Grillo

L’Eden e la sua imperfezione, donne angeliche che divengono guerriere in terra, questo è il paradiso imperfetto di Davide Grillo per Altaroma 2018


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Davide Grillo


La sua è stata una passerella colorata, avvolta da soffici nuvole, avvincente e talentuosa, che ha catturato gli spettatori da subito!
Davide Grillo, giovane talento classe ’93, finalista di “Who Is On Next” 2017, ha presentato ad Altaroma la collezione “Eden”, un “Paradiso Imperfetto” in cui risiede la bellezza dell’imperfezione.


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Chi dice che l’Eden sia un posto perfetto?
Secondo Davide Grillo è l’imperfezione la chiave della bellezza, un Eden in cui gli abiti nascono dall’amore per l’arte: i giochi di luci e ombre dei quadri di Mark Rothko, i delicati scarabocchi di Cy Twombly, il ‘500 con i floreali perfetti di Caterina De Medici, e lo stile punk degli anni ’80 fatto di proporzioni e volumi esagerati.


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Da qui l’idea di un Paradiso Imperfetto, rappresentato da donne dalla figura angelica avvolte dai toni colorati di un arcobaleno, che si posano sulla terra, divenendo realistiche una volta perse le loro magiche e imponenti ali auree.
Come un giardino trafitto dai raggi del sole, i colori esplodono in una vivacità quasi irrealistica: giallo sole, oro metallizzato, sfumature di rose rosse, e colori rubino che s’intersecano con pelli di serpente.


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Gli spettatori sono stati avvolti da un turbinio di bellezza, emozioni, e maestosità, proprio come un’esplosione di colori in un giardino fiorito, quando a conclusione la passerella si è colorata di Rosso, accompagnata dalle note dell’omonimo brano iconico degli anni ’80, della grande Raffaella Carrà.


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Davide Grillo è riuscito a lasciare in questa edizione invernale di Altaroma, un segno netto che resterà impresso nella storia della moda.
Sentiremo parlare ancora per molto tempo di questo splendido talento!


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Photo credit: LG – Web

Libertà e speranza per la donna di “Soocha” ad Altaroma

Una storia che racconta sofferenza e dolore, ma anche rinascita e libertà, questa è la collezione di Soocha presentata a Altaroma.


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SooJung Cha


Una collezione che ha il profumo della speranza, di conquista, di rinascita, un grido di libertà!
“Atti Umani/Human Acts”, è la nuova collezione del brand Soocha, nato dall’estro creativo di SooJung Cha, e presentata ad Altaroma nel corso della seconda giornata di moda.
Per la collezione A/I 2018/19, Soocha s’ispira al secondo capitolo dell’omonimo romanzo della scrittrice coreana Han Kang, portando in passerella outfit che raccontano un pezzo di storia, brutale ma al tempo stesso ricca di speranza, la repressione militare che subì la Corea del Nord nei tumultuosi anni ’80.


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Anni che videro il paese in una ripresa lenta e difficile, senza però perdere mai la speranza di un mondo migliore, questo è il messaggio che SooJung Cha ha voluto portare ad Altaroma, un invito per non farla mai morire.
Atti umani/Human Acts è una collezione fatta di verticalità e leggerezza, lane classiche e leggere si amalgamano a fluttuanti organze e twill di cotone, la morbidezza della seta s’interseca in un gioco di patchwork colorati misti a tessuti imbottiti e stampe personalizzate.


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Proprio i patchwork sono il punto chiave della collezione, rappresentano un elemento fondamentale poiché racconta la vita e il vestiario tipico di tutti i giorni che i coreani indossavano in quegli anni. Gli outfit dallo stile maschile e femminile, si mischiano per rappresentare una donna fuori dalle convenzioni, che racconta un percorso duro ma non invalicabile, e dove le tendenze urbane si sposano con i dettagli femminili, creando un gioco di contrasti armoniosi.


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I giubbotti militari nascono a nuova vita con sete, e stampe; e poi ancora, balze, raso, scialli imbottiti, twill di seta stampati.


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Non è un compito facile, raccontare una storia difficile ma fatta di speranza, attraverso una collezione, Soocha c’è riuscita, perché come afferma SooJung Cha: “La speranza davvero non muore mai. E a volte come una pianta ostinata, si ostina a vivere e a crescere anche nel più inospitale dei terreni.”.


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Photo credit: LG – web

La donna forte e romantica di “Marianna Cimini”

Una donna che sa quello che vuole scavalcando i classici canoni estetici, “Oltre il dipinto” è la nuova collezione di Marianna Cimini presentata a Altaroma.


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Marianna Cimini


Una femminilità che ha il sapore di “Romanticismo contemporaneo”, una figura di donna energica ma delicata al tempo stesso.
Marianna Cimini immagina così la donna che ha portato sulle passerelle di Altaroma, una figura ispirata al dipinto di Claude Monet, “La Femme à L’ombrelle”, è bastata una luce riflessa sulla tela per far nascere “Oltre il Dipinto”, una collezione che profuma di arte pura.


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Finalista nella categoria prêt-à-porter di “Who Is On Next?” 2014, Marianna Cimini non ha deluso le aspettative dei presenti, ammirati dalle splendide creazioni indossate da modelle che calcavano la passerella con passo deciso e sicuro di sé.


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“Oltre il dipinto” parla di una donna che nonostante le costrizioni impostale, è consapevole di poterli superare, una trasfigurazione che va oltre i canoni estetici classici, e che attraverso i colori brillanti, i volumi romantici, gli outfit over o scivolati, i maxi cappotti, i macro pixel o i fiori stampati, vuole portare alla luce una nuova figura di donna forte e romantica al tempo stesso.


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Il grigio delle rapide pennellate di Monet, si trasforma in bagliori vivaci attraverso dettagli in pelliccia, o le macro pailettes applicate su abiti boxy e top.
“Suzanne” si è svestita da crinolina e corsetti, per indossare una nuova figura di donna con: gonne pencil, pea coat in doppia crêpe di lana, completi giacca-pantalone dal taglio maschile, abiti coulisse reversibili in nylon waterproof, gonne midi e trench in vernice, senza dimenticare l’eleganza e la fluidità dei lunghi abiti in seta.


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Marianna Cimini ha riscritto un nuovo pezzo della storia della moda ma anche dell’arte, dando nuova vita e speranza a una donna che vuole andare Oltre il Dipinto!


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Altaroma – Le “Vie della Seta” di Filippo Laterza

“Opera Orientale” è la prima collezione di Filippo Laterza presentata a Altaroma.


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Filippo Laterza


La collezione di Filippo Laterza per l’edizione di Altaroma 2018, si veste di tradizione, cultura e stile orientale, senza tralasciare però la minuziosa arte dell’alta artigianalità, osservare le sue splendide creazioni regala un effetto surreale, come a sentirsi trasportati dentro a un quadro.
Letteralmente estasiati!


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Classe 1995, Filippo Laterza, facendo tesoro dell’esperienza acquisita nelle precedenti edizioni di Altaroma, in alcuni progetti di cui ha fatto parte, a sostegno dei giovani designer, sfila per la prima volta con la sua collezione di haute Couture SS18 “Opera Orientale”, un ipotetico viaggio immaginario lungo le “Vie della Seta”.


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“Opera Orientale” rappresenta un passaggio fra Oriente e Occidente, passando per culture e tradizioni, diversi stili e differenti visioni dell’arte, un mix di costumi e culture in cui l’innovazione si sposa con la naturalezza e l’artificio. La collezione di Filippo Laterza nasce da un percorso di esperienze personali che il designer ha vissuto, tra i quali spiccano la pittura del cuore “Liampu” dei protagonisti dell’Opera di Pechino (trasportata su abiti, cappe e gonne), o il viaggio intrapreso nel Regno Unito.


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In particolar modo la visita fatta al Castello di Cardiff e Highgrove Garden, luoghi che hanno influenzato il designer nella scelta dei tessuti, in cui i motivi “Principi di Galles” si fondono con le poetiche “rose inglesi” e i fiori del giardino inglese.


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Non solo tessuti pregiati, ma anche ricami preziosi realizzati unicamente in Italia da mani esperte sulle splendide creazioni di Filippo Laterza: i broccati, il fil coupè, il macramè, la seta, jacquard e lurex double-face. Nasce così un modo diverso di interpretare l’abito: la minuziosa sartorialità e l’eleganza anglosassone si contrastano per creare cromatismi fluidi, tagli, volumi e forme rivisitate, in cui orientalità e modernità, si sposano con la mitologia per divenire un ponte tra passato, presente e futuro.


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