La Vale di Radio Deejay scrive un libro “Le posizioni dell’amore”

E’ dai ringraziamenti, che in genere si leggono e compaiono alla fine, che potrebbe iniziare la storia di questo libro, è dai ringraziamenti che potremmo arrivare alla morale di questa folle storia, da quel “Grazie Filippo di Sant’Angelo in Vado, che per primo mi baciò nell’estate del 1992 anche se in realtà, mi rivelo’ subito dopo, voleva limonare con un’altra che però non c’è stata. Filippo è giusto che tu sappia che anche tu eri la mia seconda scelta.

E così, Valentina Ricci, voce del programma radiofonico seguitissimo dal pubblico italiano “Pinocchio”, insieme a La Pina e Diego, scrive un libro, “Le posizioni dell’amore”, il romanzo della sua vita, delle sue buffe cadute, quelle reali e quelle morali, delle sue avventure, quelle oniriche e quelle sessuali, un racconto da leggere tutto d’un fiato perché è come una lunga conversazione con l’amica del cuore, quella che si confida con te senza riserve e senza pudori. Ed è per questo che l’amiamo.

Valentina Ricci mette in piazza il suo diario di vita, le sue sfighe (ah ma che liberazione ammettere apertamente le proprie sventure), i suoi pensieri più segreti, le conversazioni più sconce con gli amici del cuore (soprannominati “Le schifose”), i silenzi della sua casetta di Milano, quando in via Sempione Valentina si trasferisce per fare l’editor freelance.

Travolgente e dannamente ironica, vi sembrerà di conoscere Valentina da una vita attraverso questo libro, vivrete con lei le sue sbronze, le sue serate attardandosi col bianco fresco sempre versato nel calice, i suoi spritz a tutte le ore, rimedi post sbornia, le chat di gruppo, le Tinderate, lo slang con gli amici che parlano di uomini come fossero degli agenti immobiliari:

Andrea etichettato come Completamente ristrutturato, piano alto, classe energetica A+++; attico triesposto con portineria e ascensore“, metafore che scommetto diventeranno virali per tutti quelli che passeranno in lettura “Le posizioni dell’amore”.

E poi vogliamo metterli i “quando ti sposi?” dei genitori? Valentina passa in rassegna tutti gli ostacoli che una donna sui trenta deve scavalcare quando è ancora single e i pasticci in amore non tardano ad arrivare. Fino a quando decide che “Sticazzi”, e che la vita vera è libertà, è seguire la propria natura, è pensare prima a se’ stessi che agli altri, che non è egoismo ma sano amor proprio, che i trucchetti non servono a niente nella coppia, che “essere unici” è più sexy di un push up per le tette.

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Un romanzo leggero, divertente, irriverente, che è un po’ la storia di tutte noi, le rivincite in amore, i due di picche, i pianti in solitaria, ma dove viene esaltata sempre, costantemente, l’importanza dell’amicizia. Gli amici sempre presenti al fianco di una Vale pasticciona, delusa o arrabbiata, quelli che ti portano la boccia di vino per festeggiare ma anche per dimenticare, quelli che si presentano in tuta a casa tua con vodka e patatine che in tv danno “l’Isola dei famosi”, quelli che sanno sempre come stai perché vivono i tuoi umori e perchè te lo chiedono, che non è mica scontato.
E allora Valentina è una donna fortunata, nonostante le lotte, nonostante la sventatezza, nonostante la ricerca incessante di “quello giusto” che la portasse all’altare, che pare anche averlo trovato ora il fidanzato e chissà, chissà quali sono ora le sue “posizioni dell’amore”…

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E’ morto Peter Lindbergh, il maestro dell’arte fotografica contemporaea

Ci ha lasciati il più grande maestro dell’arte fotografica contemporanea: Peter Lindbergh, 74 anni.

Capirne il vuoto, capirà solo chi comprende cos’è la fotografia, con pensiero intelligente, oltre la sagoma di una bella donna o una bella spiaggia, che quella è superficie, la vera comprensione è quella dell’uomo, dell’essere umano, quella che spingeva Lindbergh verso un’attrice, abituata a vestire i panni dell’attrice, quindi a recitare, a “fingere” in qualche modo, ecco la spinta di lasciarle invece vestire i suoi panni abituali, un jeans ed una t-shirt bianca, indumenti neutri che mettessero invece in risalto l’aspetto più importante: l’espressione. Ebbene, questa espressione, quella immortalata da Peter Lindbergh che ha firmato servizi di moda per i più autorevoli magazine del settore, aveva dei solchi, delle rughe, delle imperfezioni, perché Lindbergh voleva dire la verità, per scelta, per ribellione, per onestà intellettuale, come una Fallaci della fotografia.

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Uma Thurman


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Nicole Kidman


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Julienne Moore


E tutto quello che leggeremo, dai lunghi articoli ossequiosi agli ancor più lunghi post di addio sui social network scritti da account le cui mani e i cui occhi nulla sanno di fotografia, saranno righe di frasi reticenti, dozzinali, scontate e di una banalità imbarazzante, se non irritante, per lo più destinate alle belle donne che Lindbergh ha fotografato e bla bla bla. Quello che si deve ricordare è invece qualcosa di più grandioso, più maestoso di una bella donna che sa posare, è il fatto che Lindbergh abbia inventato un genere di fotografia, quello che molti dopo di lui hanno tentato di emulare, quello “dirty” che piace tanto, con quell’effetto granuloso della pellicola, quei mossi studiati, l’assenza di post produzione, Lindbergh ha messo nella “piazza della moda” la verità, quando fino ad allora andava il costruito, l’artefatto, la ricerca della perfezione, il finto, l’imbellettato, la menzogna, il sogno. Era tutto uno sfoggio di colori e di abiti sfarzosi, magnifici, pomposi, smaccati, per copertine patinate, nell’intento di raccontare la vita lussuosa delle celebrities che necessariamente, agli occhi del pubblico, dovevano galleggiare su quell’aura di sogno irraggiungibile. Prima che arrivasse il bianco e nero di Lindbergh. Bam! Solo bianco e nero, solo semplicità, solo una camicia bianca e dei capelli pettinati dal vento, ridotto il make up e ben evidenti nei e quella pelle lucida che i ritoccatori levano con un colpo di spugna. Lindbergh segna la svolta nei magazine di moda, le star si affidano a lui perchè abbraccia la loro immagine come un padre, con affetto e con lo sguardo di chi ti dice “sei bella al naturale”.

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Peter Lindbergh e Penelope Cruz


Jessica Chastain, Penelope Cruz, Nicole Kidman, Rooney Mara, Helen Mirren, Julianne Moore, Lupita Nyong’o, Charlotte Rampling, Lea Seydoux, Uma Thurman, Alicia Vikander, Kate Winslet, Robin Wright, Zhang Ziyi, sono loro le 14 attrici di fama internazionale scelte da Peter Lindbergh per posare sul Calendario Pirelli 2017, che prima aveva accolto solo nudi. E’ lui a riordinare le idee e le regole optando su Premi Oscar e caratteristiche di personalità. Lindbergh sceglie la testa, senza distinzione di età, la più giovane di loro era la Vikander, 28 anni e la maggiore Helen Mirren, 71.

40 scatti per un Calendario che è già storia, una serie intitolata “Emotional“, perché la bellezza della donna sta nelle emozioni che prova e in quelle che suscita, e noi abbiamo la fortuna di vederle immortalate da un vero maestro del sentimento.

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Penelope Cruz


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Kate Winslet

Foss Marai, l’azienda vinicola leader nella produzione dello spumante e la sua forza

La chiamano «viticoltura eroica» e Carlo Biasotto, fondatore dell’azienda vinicola Foss Marai, la racconta così:

«Eravamo bambini e i nostri genitori ci ordinavano di andare a cogliere l’uva: quello era il momento del pianto, perché sapevamo quanto duro e pericoloso fosse il lavoro».
Terreno con pendenza di 45 gradi, impossibilità dei terrazzamenti, necessità di intervenire a mano limitando l’ausilio dei macchinari che rischierebbero di ribaltarsi: ecco perché il lavoro dei viticoltori nel Valdobbiadene viene detto «eroico». Tanto suggestivo è il paesaggio, con le colline che intrecciano infinite sfumature di colore, dal verde trifoglio al verde felce, quanto difficile è il domarlo da parte dell’uomo.




È nell’area Conegliano-Valdobbiadene, oggi diventata Patrimonio Unesco, che nascono i vini Foss Marai, grazie al rispetto del “disciplinare dei vini di origine controllata e garantita Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” atto alla piena tutela del prosecco, vino simbolo del Made in Italy di qualità, senza forzare le piante e il sistema di coltivazione.

Oggi la famiglia Biasotto, formata da Carlo e Adriana con i figli Andrea, Cristiana ed Umberto, continua la tradizione di rispetto del territorio che è nel DNA dell’azienda, nata nel 1986. È un modello agricolo dove il segreto è il saper fare, la competenza artigianale, la precisione e la cura con cui vengono gestiti processi selettivi e produttivi complessi, spesso lunghi perché basati sul lavoro manuale, e per questo dispendiosi: ogni compromesso rovinerebbe la qualità dell’esito.
Nell’utilizzo dei lieviti autoctoni e indigeni del prosecco, in particolare della zona del DOCG, la zona delle colline, sta il loro punto di forza. Una selezione accurata viene fatta dallo stato esterno dell’uva, la «pruina», una cera che ricopre gli acini; ce ne è una moltitudine di tipi, e grazie alla collaborazione con l’Università di Piacenza si è giunti alla cernita dei lieviti idonei a portare a termine la fermentazione alcolica: sia per i vini base, risultato della trasformazione primaria da mosto a vino, sia per la fermentazione in autoclave. Grazie a questi lieviti viene garantita l’unicità, la tipicità e la varietà dell’uva, e si è in grado di mantenere l’aroma originario che invece con utilizzo di lieviti commerciali si perderebbe, dando prevalenza agli aromi fermentativi anziché varietali.




In piccole fiale da chimico si mantengono i lieviti madre; ogni tre/quattro mesi va rinnovata la parte marrone di mosto aga e va presa una piccola porzione di lievito (la parte bianca), poi reinoculata in una nuova fiala; ad una temperatura di 35/37 gradi si attende la crescita per una settimana fino a quando la colonia di lievito è in buona salute, per poi porre la fiala in frigorifero per la conservazione, costantemente monitorata.
La meticolosità del processo è necessaria per controllare che non ci sia alcuna interferenza di batteri, dato che nel prosecco è importante mantenere freschezza e vivacità. Fiore all’occhiello di Foss Marai, in questo passaggio, sono gli strumenti tecnologici innovativi utilizzati: dalle macchine con laser infrarossi agli strumenti “enzimatici” per l’esame di alcol e zuccheri.



Se altri produttori utilizzano lieviti commerciali, selezionati perlopiù da multinazionali, spesso olandesi, Foss Marai sceglie e lavora in casa i propri lieviti da 20 anni, con una produzione di 20.000 bottiglie al giorno, per un totale di 2 milioni all’anno circa. Il risultato è un timbro particolare e unico, e in annate non particolarmente favorevoli si riesce, proprio grazie ai 30 lieviti autoctoni, a dare lo stesso risultato di annate più felici, con gli stessi aromi e profumi, riducendo al minimo gli scarti tra una vendemmia e l’altra.

Molte sono le riflessioni che sorgono conoscendo la storia di questa famiglia, che ha messo l’amore per il proprio territorio prima di tutto, che ha fatto diventare «lavoro» la vita stessa. Jean Giono, scrittore francese nato da una famiglia di origine piemontese, riassumerebbe il pensiero in una frase, presa dal suo saggio «Lettera ai contadini sulla povertà e sulla pace», scritto nel 1938:

«Non si può sapere qual è il vero lavoro del contadino: se è arare, seminare, falciare oppure se è nello stesso tempo mangiare e bere alimenti freschi, fare figli e respirare liberamente, poiché tutte queste cose sono intimamente unite, e quando egli fa una cosa completa l’altra. È tutto lavoro, e niente è lavoro nel senso sociale del termine. È la sua vita.»

Vistaterra, il Castello dei sogni

Quante volte abbiamo sognato di alloggiare in un Castello, visitare le torri che svettano il cielo in cui le fanciulle delle favole sognano il Principe Azzurro? Quante volte abbiamo sperato di vivere almeno una notte negli infiniti saloni affrescati, dove un tempo si riunivano le dame di corte in età da marito, agghindate a festa con le ruote delle gonne che ondeggiavano maliziosamente tra un baciamano e un giro di valzer?! Sgranate gli occhi perché oggi tutto questo è possibile, in un luogo unico e magico, è il caso di dirlo, e si trova a Parella: il Castello VISTATERRA.




Quante prestigiose potenze hanno calpestato questo luogo, non possiamo contarle, ma dal 1200 il Vistaterra ha subìto una serie di evoluzioni che caratterizzano il luogo e lo fregiano di un passato ricco di storia e di tradizione; conti, duchi e marchese hanno qui dimorato, dove un tempo li attendevano carrozze e cavalli, oggi riposano le bici a pedalate assistita pronte per essere impugnate in una visita all’aria aperta che vi risparmieranno sudore e fatica. Perché tutto qui è eco-sostenibile e a impatto zero.

Oltre ai 12 ettari intorno al Castello che comprendono l’antico vigneto nel quale oggi viene coltivato l’Erbaluce di Caluso DOCG, Vistaterra ospita un meraviglioso bambuseto, un luogo di relax dedicato alla meditazione, allo yoga, dove poter camminare a piedi scalzi e respirare all’aria aperta. L’Erbaluce, vitigno tipico del Canavese, può essere acquistato nell’Enoteca del Castello, ex cantine storiche, insieme ad altre 350 etichette selezionate tra le eccellenze del territorio, un percorso enologico didattico in cui conoscere i luoghi e le proprietà del terriccio dove le uve vengono cresciute e trasformate; un’offerta arricchita dai prodotti km zero delle boutique “la corte dei mercanti“, situata al centro del Castello, negozi dove farsi coccolare e consigliare, che propongono prodotti per la cosmesi e per la cura del corpo “lista verde”, fatti solo di ingredienti naturali, produzioni artigianali locali come la pentola “vasaia”, le pentole di rame e le teiere in ghisa e set di bicchieri fatti a mano, la cui imperfezione li rende bellissimi; il miglior cioccolato piemontese, i Cachet dal cuore di grappa distillata in Canavese, le Giuraje, i Tastini ispirati ad Adriano Olivetti, tutte eccellenze certificate che sottolineano la filosofia “green” di Vistaterra.




Il vero lustro del castello sono le camere, distinte in Deluxe e Suite. Le prime, tutte doppie dall’ampia metratura (40 mq.), hanno pavimenti in rovere lavorato a mano, letto king size o twin bed, schermo piatto LCD, e arredi moderni e di design dai toni caldi; l’ampia sala da bagno ha il doppio lavandino dai rubinetti dorati, piano in marmo, doccia arredata con mosaici gold e pavimento stile 3D black and white. La suite gode di un panorama mozzafiato sul romantico borgo di Colleretto Giacosa, sul parco Vistaterra e sulla Serra di Ivrea. La luce arriva dalle grandi finestre e l’entrata offre un’ampio ingresso con guardaroba; il salotto dispone di un ampio divano capitonnè, zona pranzo, poltrone con tavolino, ricchi chandelier di Murano che pendono dai soffitti a cassonetto, letto doppio king size e una metratura di 80 mq. Ma a rendere la Suite ancora più preziosa sono gli affreschi, ritrovati durante i lavori di restauro, risalenti al ‘600 e raffiguranti carnosi girali d’acanto che incorniciano figure femminili dal color oro, paesaggi sul gusto Paul Bril, rare testimonianze del gusto raffinato di Margherita Villa, prima moglie del reggente Alessio II. L’elegante sala da bagno è arricchita da una vasca in rame su sfondo di mosaico dorato; mancano i piedini di leone e sarebbe stata perfetta; tutta la linea cortesia è eco-friendly, formulazioni al 100% vegane e saponi fatti a mano; l’accappatoio è l’elemento dipendenza: non vorrete toglierlo nemmeno per cena, la sua morbidezza è come una droga. Alle pareti opere d’arte di Anna Russo, bassorilievi a graffio su cemento e acrilici su tela, parole di famosi romanzi o di personaggi illustri, da Calvino a Pavese, da Collodi a Kundera.




Omaggio al grande imprenditore italiano Adriano Olivetti, fondatore della prima fabbrica italiana di macchine per scrivere, il “Caffè Alla lettera“, lo spazio moderno dove tornano parole e lettere, come quelle scritte sui tavoli/tasto neri, adornati dalle sedie in velluto blu, il luogo dedicato all’aperitivo con un Vermouth Carlo Alberto Riserva Rosso, o ad una cucina sana e veloce creata dallo stesso chef del ristorante “Alessio I”, Massimo Mascia, un ambiente raffinato nelle sale affrescate dagli stemmi delle famiglie nobili che lo hanno vissuto in passato, dotato di cucina a vista per uno showcooking ad alte temperature.




Alloggiare al Vistaterra è un’esperienza, di grande bellezza perché si assapora la storia, dove non ci si annoia perché offre infinite attività esterne, dal giro in carrozza al parapendio, dal golf al soft rafting per i più avventurosi. Una volta attraversato il ponte levatoio, ci si può perdere con gioia, fare shopping nelle boutiques, passeggiare per il parco accanto al profumo della lavanda fresca, sorseggiare un Erbaluce conversando con la propria metà, e lasciarsi coccolare dalla dolcezza e dalla gentilezza di tutto lo staff, sempre pronto ad esaudire ogni desiderio, sempre accorto e disponibile. Vistaterra è il Castello da cui non vorresti più far ritorno, è il tuo “heimat”.





Vistaterra.it
Via Francesco Carandini, 40, 10010, Parella, Torino (TO)



( foto @Miriam De Nicolo’)

BEST OF PITTI UOMO 96

IL MEGLIO DAGLI EVENTI DEL PITTI UOMO 96

MSGM

MSGM celebra i suoi 10 anni di show in occasione di Pitti Uomo 96 nell’affascinante location di Firenze, il Forum Nelson Mandela, in un’atmosfera onirica e surreale alla Refn, i cui colori ricordano moltissimo il suo ultimo capolavoro “The Neon Demon”, per l’appunto incentrato sul tema della moda.

Al centro dell’immenso palazzetto dello sport, una piscina virtuale dal blu intenso attorno a cui sfilano modelli dal mood estivo, capelli bagnati come le camicie nell’uscita finale, come appena usciti da un tuffo rinfrescante in cui le idee emergono positive. Positivo il messaggio sulle stampe, immagini e scritte dell’artista Norbert Bisky (collaborazione che sottolinea il legame del design con l’arte) che trasforma una giacca in un foglio bianco su cui lancia frasi/inno al cambiamento, all’amore, alla verità.

Speciale presenza per la prima volta in passerella, Leonardo Tano, testimonial della linea di intimo di MSGM, figlio dell’internazionale Rocco Siffredi che non necessita di presentazioni.



Marco De Vincenzo

Una serra invernale in cui le piantine vengono personalmente curate dai modelli che sfilano e che le reggono tra le mani, guanti da giardinaggio inclusi, impreziositi da tessuti e applicazioni.

La location esclusiva è il Tepidarium Del Roster, una serra in ferro battuto fine Ottocento, carica della magia di quella in cui “Bernard & Doris”, interpretati da Ralph Fiennes e Susan Sarandon, coltivavano con amore orchidee e un futuro di amicizia e lealtà.

La collezione primavera-estate 2020 di Marco De Vincenzo riconferma il suo legame ai tessuti, un mix di grande equilibrio in cui utilizza lurex, denim, voile, gessati, quadri, fresco lana, macramè, lame’, pelle, vinile, un uomo dalla vita altissima come i risvolti, che predilige i colori neutri della terra; e una donna (pre-collezione femminile) che alterna il comfort del taglio maschile per il giorno, i maxi volumi delle giacche e dei pantaloni con le pinces, agli abiti da cocktail in lurex dai scintillanti bagliori argentati, pronte per un Bellini e un giro in pista da ballo alla rainbow Room di New York.



Luisaviaroma 90th Anniversary

La performance live di Lenny Kravitz chiude la grande sfilata di LuisaViaRoma che festeggia il 90mo anniversario con uno show curato da Carine Roitfeld, icona, visionaria e fondatrice del Fashion Book.

Il panorama più bello di Firenze, Piazzale Michelangelo, si è trasformato in una passerella per 5000 persone che hanno assistito alla fotografia degli abiti più belli venduti nella boutique fiorentina.

Un cast eccezionale tra cui compaiono Bella e Gigi Hadid, Irina Shayk, Mariacarla Boscono, Vittoria Ceretti, Natasha Poly, Halima Aden, Alek Wek, Alessandra Ambrosio, Paris Jackson, che hanno indossato le opere d’arte dei grandi couturier dalla collezioni Fall Winter 2019.

Il luxury brand del beachwear: Clara AEstas Summer Collection 19

Clara AEstas collezione Estate 2019

Esiste un brand di luxury beachwear? Sì, e si chiama Clara AEstas, dedicato alle donne romantiche ed eleganti che non vogliono rinunciare allo stile nemmeno al mare.

Il sofisticato concept del brand è d’impostazione Haute Couture, e reinterpreta i sogni delle donne che desiderano “vestire” anche in spiaggia, indossare bikini che le facciano sentire belle e dallo stile ricercato, contemporaneo e di tendenza, ma con un tocco classico.

E il risultato è una collezione unica che prende ispirazione dall’Art Nouveau, quel meraviglioso movimento artistico che influenza le arti pittoriche, architettoniche, applicate, con il suo stile “floreale” e decorativo.

Clara Aestas
sx Alfons Mucha – dx Clara AEstas S19


Le due giovani designer al timone di Clara AEstas, Elena e Floriana, sono ambiziose perché in un prodotto racchiudono l’artigianalità del Made in Italy, la preziosità del dettaglio, l’unicità del modello.

La collezione Spring Summer 2019 utilizza delicati tessuti colori pastello con nobili inserti in pizzo e seta, applicati a contrasto su profili e scollature che seguono le sinuose forme della donna.

Dagli interi scollati e sgambati, ai due pezzi elaborati dal tocco greek, Clara AEstas aggiunge anche l’abito mare, in voile dai drappeggi delicati e dalle tonalità sfumate e tenui, gli “Angel dress” in seta con fiocco in vita, e il macramè declinato in bianco o in nero per una serata accompagnata dalle note di Chavela Vargas.


Clara Aestas
sx Clara Aestas SS19 – dx Alfons Mucha 1897


Qui alcuni indossati Clara AEstas:




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CON I BIKINI CLARA AESTAS SEI ELEGANTE ANCHE IN SPIAGGIA

HUGE UNDERGROUND BUSINESS – FALL WINTER 19/20

Per chi è alla ricerca dell’avventura, il Texas è la terra perfetta: parchi nazionali, spiagge infinite, la provincia americana più vera, il vecchio west, i deserti lunari on the road, i paesaggi più selvaggi.

Inoltre il Texas è sede del più famoso festival musicale degli Stati Uniti, il “Live Music Capital of the World” che si svolge a marzo ad Austin e attira più di trecentomila visitatori di tutto il mondo.

Una terra immensa – è il secondo stato più grande degli USA dopo l’Alaska – portavoce di usanze che resistono ancora oggi, da tempi immemori, con orgoglio e giudizio.

Se nel resto del mondo si crede che i texani si vestano notte e dì da cowboy, la realtà locale vi darà ragione, perché l’atmosfera e i colori ispirano una cavalcata all’aria aperta o attività nel ranch.

Catturati dallo spirito country anche il giovane duo italiano composto da Alessandro e Jamilia, creatori di una collezione contemporanea dalle note texane.


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La collezione Fall Winter 2019/20 si compone di felpe e t-shirt manica lunga con lavaggi a sabbia, effetto “vissuto”, dai colori caldi e brumosi della terra, come i pantaloni e le giacche, che regalano un tocco da “american farmer” orgoglioso della propria terra.

Il concetto del “lavoratore” è caro alla coppia di giovani talenti, che inserisce in collezione divise colorate e multi-tasche, maxi camicie quadrettate e giacconi multiuso dalle diverse lunghezze. E l’immagine che ci figuriamo è quella di un impavido e onesto personaggio alla Cordell Walker, interpretato da Chuck Norris nella serie di grandissimo successo “Walker Texas ranger”.


Ma se l’immensità di questo stato, così ospitale, ricco di scene musicali, musei, deserti, e panorami mozzafiato, ispira da sempre il settore moda per il suo stile, tra camperos indossati in inverno con il jeans e in estate dalle donne con gli shorts e il cappello da cowboy – copricapo tipico dell’abbigliamento dei lavoratori nelle fattorie e nei ranch, in genere nei classici colori del marrone, del bianco e del nero – dall’altro lato, come ogni rovescio di medaglia, è zona di frequenti avvistamenti extraterrestri.

Sono circa 200 infatti gli oggetti non identificati tra Texas, California e Colorado.
E come non inserire un outfit anche per questi strani ospiti, che ormai fanno parte non più del nostro immaginario, ma di storie, racconti, documenti, ritrovamenti e, la giovane coppia lavorativa di HUGE UNDERGROUND BUSINESS come un gesto di accoglienza e benvenuto, dedica loro i pezzi cult della collezione.

Tute silver come navigatori spaziali, giacche a vento con dettagli iridescenti, maxi mantelli regali argentati, pettorine e buste tono su tono. Cosa ci vorranno dire? Gli extraterrestri, sono forse tra noi?


“Relais Del Nazionale” nel Vernante, originalità ed eccellenza

Esiste un elemento in natura che mette tutti d’accordo, che regala un’atmosfera calda e familiare; questo elemento è il legno.

Esiste una natura che coinvolge, attira ed entusiasma, ed è quella passionale.

Qui tutto è legno e passione, e da questi due ingredienti nasce una struttura unica nel suo genere: Il Relais Del Nazionale sito nel Vernante, comune della provincia di Cuneo, facente parte di quel luogo magico e storico delle Alpi del Mare.

La famiglia Macario, nata e cresciuta in questo luogo da generazioni, porta avanti l’amore per il territorio e per le tradizioni da 150 anni; il Relais Del Nazionale, ristrutturazione deliziosa di quattro lunghi anni dediti alla ricerca del dettaglio, è un Hotel de Charme in cui poter assaporare la vera atmosfera montana, unita ad un accogliente momento di relax nella spa privata.



Otto sono le camere a tema, frutto dell’ingegno di Franco Ballarè, grande architetto di Limone Piemonte, totalmente attorniate dalla sensazione materna del legno, alternate alla pietra con grande armonia ed equilibrio. Lo sport e i mestieri di montagna sono i grandi protagonisti, “cacciatore”, “pastore”, “sciatore”, i nomi delle camere, e il cliente si sente subito parte del maestoso mondo montano.

Come un elegante e distinto signore, Il Relais Del Nazionale si distingue per i dettagli: grandi bauli in legno con chiave in ogni camera, quelli che ricordano i vecchi tesori della nonna che custodivano il corredo matrimoniale o l’abito da sposa da “passare” alla nipote; materassi oversize su strutture di legno che sono grandi slitte, slitte che troviamo in ogni misura e in ogni angolo dell’albergo, usate come portavasi, portagiornali, simpatici attaccapanni, tavoli nella hall. Il portachiavi della camera è in legno intarsiato, la porta di ingresso alla spa è un’intera cornice di legno antico, i prodotti cortesia da bagno provengono dall’Officina cosmetica Aulina, a pochi passi dal Castello Reale di Racconigi, prodotti naturali provenienti da preziose ricette della tradizione cosmetica, e vengono ricaricati negli appositi contenitori per evitare gli sprechi.



Distante anni luce dalla solita caotica cittadina, la Spa del Relais Del Nazionale è un’oasi di benessere e di pace: la grande vasca idromassaggio si affaccia sul parco, un’immensa area verde attraversata dal fiume Vermenagna, godersi il panorama sulle sdraio bevendo una calda tisana alla salvia è un piacere non solo fisico ma spirituale, una ricarica di energia positiva di cui tutti noi avremmo bisogno e da cui dovremmo attingere più spesso.
Due saune al suo interno, una Finlandese e un bagno profumato all’abete e agli aromi di montagna, un bagno turco, una doccia cromoterapica rivitalizzante, una mini piscina Jacuzzi e una panca pediluvio con sassi di montagna massaggianti.

Questo quattro stelle supera di gran lunga il servizio di un classico quattro stelle, per originalità, bellezza, accoglienza e l’evidente amore e l’enorme investimento nei dettagli che non ha competitors nel suo genere.

Ma le sorprese non finiscono in questa valle incantata, la famiglia Macario ci delizia con le prelibatezze del territorio nel Ristorante Nazionale, dirimpetto al Relais, e non esagero affatto quando dico e sottolineo che meriterebbe la stella Michelin.

Il fil rouge rimane il legno, il grande camino al centro ci scalda e ci coccola e veniamo accolti da Cristian, maître del ristorante che, dietro consiglio dello chef, ci racconta un menu degustazione, un LunaPark dei sapori.
Iniziando con un aperitivo Belle Epoque, Vermouth di Torino, si passa ai loro cracker al burro, polpettine di salsiccia di Bra cruda, bignè al parmigiano, sardine in saor, il pane fatto in casa su cui spalmare uno spumoso burro montato leggermente salato. In accostamento alla battuta di salmerino con le sue uova, tipico pesce delle Alpi, salsa allo yogurt e prezzemolo, un bianco delle Langhe – Le Coccinelle -. Con il risotto mantecato con Parmiggiano Reggiano 48 mesi da vacche rosse e fondo bruno di verdure, un Dominio de Anza, un rosso equilibrato, espressivo e dai sapori fruttati; nel terzo piatto, un quadro astratto con punte di colore rosso dato dai gamberi, una scelta delle “nate povere per diventare ricche”: le interiora.
Vasta la scelta di formaggi: due carrelli di prodotti tra cui compaiono i ricchi formaggi fienati delle Langhe, un Castelmagno di montagna e dei formaggi al peperoncino, da abbinare al miele o al mosto. Per rinfrescare la bocca, una gelatina di pompelmo rosso, olio al mandarino e oliva secca; come dessert un gelato allo yogurt di latte di capra con fragole fresche e polvere di cioccolato, abbinato ad una Geisha, birra del territorio, interessante scoperta che sta tra due monti, da una parte l’autentico amaro di una birra scura, e dall’altra il dolce retrogusto di un passito. Assolutamente da riprovare. Eccellente la pâtisserie, con tenere gelatine al mandarino, gianduiotti e gelèe di albicocca.



Raffinati i portaposate di porcellana provenienti dall’America, simili a pietra bianca plasmata come creta, bicchieri in cristallo dalla Germania, ciocchi di legno che si trasformano in caratteristici porta-cracker, il personale qualificato e competente comunica con i tavoli della sala in francese, inglese e tedesco, il mâitre Cristian racconta la costante ricerca delle materie prime locali, l’affinamento delle tecniche per soddisfare una clientela sempre più esigente ed attenta. Il risultato è un servizio da Stella Michelin, non capisco perché non sia ancora arrivata. Ma sono sicura che festeggerò il loro successo molto presto.

RELAIS DEL NAZIONALE
Via Cavour, 60 – 12019 VERNANTE, CUNEO (CN)
ilnazionale.com

Il meglio del Fuorisalone 2019

IL MEGLIO DEL FUORISALONE 2019

E’ l’evento più atteso dagli amanti del design, dagli addetti al settore, dai curiosi, da chi vuole prendere spunti e catturare idee per la propria casa, la MILANO DESIGN WEEK attira da sempre migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Evento nato nei primi anni ’80 dalla mente di aziende operanti nel settore del design e dell’arredamento, negli ultimi anni la Milano Design Week si arricchisce di eventi collaterali che includono anche altri rami, tra cui l’automotive, l’arte, la moda, la gastronomia, la tecnologia.

L’edizione del 2019 stupisce con le sue infinite proposte, qui il nostro BEST OF, con i luoghi da vedere, tra antichi palazzi in genere chiusi al pubblico, gli eventi da non perdere, le installazioni più interessanti.


LIFE IN VOGUE 2019- THE INTERIOR’S CUT

Gli uffici della redazione di Vogue Italia smantellati per la design week per ospitare 8 creativi di fama internazionale che hanno reinterpretato le stanze di lavoro con oggetti e arredo di design.

david/nicolas, Massimiliano Locatelli, Pierre Marie, Ana Kraš, Rafael de Cárdenas / Architecture at large, Jonathan Anderson, storagemilano e Studio Proba hanno accettato la sfida lanciata dal direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti, lavorando ad un progetto davvero speciale, in cui ogni ambiente assorbe energia e personalità proprie. Dalla parete minimal del direttore creativo somigliante ad un quadro di Miro‘, realizzata da Ana Kraš, fino alla più elegante dai toni dorati, la “newsroom office” ideata da Storagemilano, che nasconde un’angolo segreto dedicato al relax, in cui potersi sdraiare, come in mezzo ad una giungla, e godersi i suoni della natura, il canto degli uccelli, il profumo delle piante.

quando: Dal 9 al 12 aprile – dalle 10 alle 20 (il 9 aprile dalle 12 alle 20)

dove:  in Piazzale Cadorna 5/7



CANADA GOOSE – evento

Canada Goose si avvale della collaborazione di due importanti artisti, il sound designer Kouichi Okamoto e l’esperta calligrafa Aoi Yamaguchi per raccontare la Nomad Capsule Collection. Una limited edition di giacche da pioggia che protegge l’esploratore più impavido dalle imprevedibili sorprese atmosferiche; quattro capi uomo e donna studiati in collaborazione con GORE-TEX, i modelli Nomad Jacket – Rain Shell e la Nomad HyBridge Lite Jacket combinano la profonda esperienza di Canada Goose con i materiali innovativi di GORE.

La capsule è stata lanciata inizialmente in Giappone, dove la pioggia è elemento guida e grande fonte di ispirazione, come rappresenta lo speciale wall in cui, durante l’evento, era possibile gettare dell’acqua per veder nascere delle scritte japan, in cui lo sfondo musicale a tema raccontava i suoni della pioggia e degli elementi naturali nella loro forma più pura.

La collezione Canada Goose è disponibile in limited edition ed esclusiva italiana a partire dall’8 aprile a Milano presso Antonioli e a livello internazionale nei flagship store di Canada Goose, online e presso i partner selezionati del brand.



LUISA BECCARIA

Nella meravigliosa boutique di Via Formentini 1 in zona Brera, Luisa Beccaria aggiunge un posto alla sua tavola imbandita, ricca di fiori, di bicchieri di cristallo, di tovaglie in lino colorate, immersa tra le piante come in una casa di campagna, l’atmosfera che si respira in questo luogo è davvero magica.
Non solo abiti ma oggetti per la casa, accessori, sandali, fermagli, cerchietti, se entrerete farete fatica ad andarvene.

quando: 8-14 aprile dalle 10.00 alle 19.00
dove: Via Formentini 1 – Brera



GABRIELLA CRESPI DA DIMOREGALLERY

Forse l’ambiente più suggestivo della design week 2019, con una serie di stanze tra le più instagrammabili e perfette per un set di moda in stile boudoir. Montagne di sabbia in luogo di tappeti, tavoli/scultura che riflettono la luce, lampade dorate come grandi funghi tropicali, camere da letto in stile savana, con pareti animalier e letti in bamboo e candelabri i cui bracci si allargano in grandi e preziose conchiglie di mare.

dove: Dimoregallery, via Solferino 11
quando: da martedì 9 a domenica 14 dalle 11.00 alle 20.00



ELLE DECOR AT WORK

Una successione di ambienti pensati per il worker, animati da installazioni digitali interattive che coinvolgono il visitatore in una realtà immaginifica orientata al luogo di lavoro del futuro.

Molto interessante l’area “The exchange” in cui indossando un visore VR, ci si può immergere in uno spazio di lavoro virtuale, come in una skype call, con il collega posto dall’altra parte del mondo.

Indossando i visori si entra in una realtà condivisa, con schermi di appunti e scambiandosi documenti e file. Il vostro collega è un avatar blu che vi sorride, direi meglio della realtà!

dove: Palazzo Bovara Corso Venezia 51
quando: dall’8 al 18 aprile ingresso gratuito


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Elle décor


LOUIS VUITTON – OBJECTS NOMADES
Nella splendida cornice di Palazzo Serbelloni, l’esposizione Objects Nomades di Louis Vuitton si apre con una tendenza modaiola, il fluo negli arredi per foglie tropicali e divani dalle forme di un fiore.

Suggestiva la visione di centinaia di lampade di carta ispirate alle lanterne Bell Lamp di Edward Barber & Jay Osgerby, quasi fossero delle piccole e bianche lanterne di carta cinesi che, allontanandosi verso l’alto, portano via un desiderio per riportarlo, esaudito, sulla terraferma.

dove: Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, Milano
quando: dal 9 al 14 Aprile



LEONARDO HORSE PROJECT

13 cavalli di design intorno alla maestosa statua equestre disegnata da Leonardo, che per la serata è diventato schermo su cui proiettare un video-mapping sulla storia della scultura, dai disegni del grande artista fino appunto al Leonardo Horse Project.
Uno spettacolo straordinario che ha permesso agli ospiti di interagire coi cavalli e vivere in un’esperienza immersiva la storia del Cavallo di Leonardo

Da maggio i cavalli di design lasceranno l’Ippodromo e prenderanno casa in 13 angoli della città di Milano, dove rimarranno fino ad ottobre.

Il lighting dell’evento e il cavallo di Marcel Wanders è stato sponsorizzato da Grandi Architetture & Partners

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il cavallo di Marcel Wanders


dove: Ippodromo Snai San Siro
quando: fino a fine aprile

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LIVING OBJECTS DI ARTEMEST E TED

Per fortuna c’è ancora chi vive casa come uno spazio in cui sognare e dedica la zona notte ad un film cult della storia del cinema: “Ieri, oggi, domani” del maestro Vittorio De Sica.

La romantica stanza rosa in cui Sofia Loren si sfilava le calze in un sensualissimo spogliarello rimasto nell’immaginario collettivo, ispira il progetto di cooperazione tra Artemest e Ted interior.

Una splendida villa anni ’30 che si fa teatro di vita e leggenda, in cui performer hanno animato lo spazio con giochi e balletti; il contesto domestico da sogno, decoro e illuminazione di designer provenienti da tutta Italia, un’immagine di vita contemporanea ma assai legata alla tradizione, il gusto retrò e il design più contemporaneo.

dove: via Giovanni Randaccio 5, Milano
quando: dal 9 al 14 aprile, dalle ore 11.00 alle 20.00

AMAZON HOUSE IN A BOX – MILANO DESIGN WEEK

AMAZON HOUSE IN A BOX

Amazon presenta soluzioni d’arredo per la casa per ogni stile e budget, e ne rende l’acquisto più comodo e divertente.

Amazon, in collaborazione con lo Studio AMA Albera Monti Architetti, apre le porte della propria sede per mostrare ai visitatori una selezione di prodotti che include articoli di design a prezzi accessibili, marchi di fascia alta e soluzioni innovative per la casa intelligente. Il progetto “House in a Box” presenterà inoltre vari servizi di Amazon che rendono l’esperienza d’acquisto intuitiva, veloce e divertente: dalla ricerca degli articoli in grado di soddisfare le esigenze di tutti i clienti, alla scelta di quelli desiderati, fino alla consegna a casa propria.

L’esposizione, curata dallo Studio AMA Albera Monti Architetti, includerà due appartamenti in stile contemporaneo, allestiti con una selezione di arredi disponibile su Amazon.it. All’interno dello showroom sarà possibile lasciarsi ispirare da un’ampia varietà di prodotti con diverse caratteristiche, inclusi articoli delle nuove collezioni di Amazon, Alkove e Movian, che portano un tocco di stile nelle case dei clienti, insieme ai prodotti di artigianato Made in Italy. I visitatori avranno inoltre la possibilità di vedere Alexa in azione, mentre interagisce con diversi prodotti di domotica. Tutti gli articoli presenti nell’esposizione sono disponibili nello speciale store dedicato alla Design Week: Amazon.it/Designweek.


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L’esposizione sarà allestita all’interno della nuova sede di Amazon a Milano, in Viale Monte Grappa 3. L’11 aprile, dalle 15:00 alle 20:00, e il 12 e 13 aprile, dalle 10:00 alle 20:00, lo showroom sarà aperto al pubblico, che avrà la possibilità di esplorare gli spazi. I visitatori potranno scoprire maggiori informazioni sui prodotti direttamente su Amazon.it, semplicemente inquadrando lo SmileCode associato ad ogni articolo esposto. Il pubblico avrà inoltre l’opportunità di scattare le proprie fotografie all’interno di un percorso che presenterà alcune illusioni ottiche. Per i clienti che desiderano avere un’esperienza personalizzata dell’esposizione, saranno organizzate visite guidate ogni mezz’ora.

I visitatori potranno anche sperimentare nuove funzionalità dedicate all’acquisto di arredi: Amazon Augmented Reality, che consente di visualizzare i prodotti direttamente nella propria casa, Amazon 360 Spin, che permette una visione a 360 gradi dei prodotti, e Discover, la funzionalità che consente ai clienti di filtrare gli articoli in base alle proprie preferenze di stile e fornisce raccomandazioni personalizzate tra una selezione di migliaia di prodotti.


“Siamo lieti di partecipare alla Milano Design Week 2019, uno dei più importanti eventi internazionali nel settore del design e dell’arredamento sia per gli esperti del settore sia per un pubblico più ampio a livello nazionale e internazionale,” afferma Mariangela Marseglia, Country Manager Amazon.it e Amazon.es. “Per l’occasione, accoglieremo visitatori e clienti negli uffici della nostra sede direzionale, dando loro la possibilità di provare in prima persona diversi prodotti interessanti e di scoprire opzioni di consegna e soluzioni disponibili su Amazon.it. Speriamo che i nostri clienti possano cogliere questa occasione quale fonte d’ispirazione per arredare le proprie case secondo qualsiasi budget e stile.”

“Abbiamo accolto con entusiasmo questa proposta da parte di Amazon e siamo felici di offrire la nostra esperienza nel campo del design”, afferma Nicolas Monti dello studio AMA Albera Monti Architetti. “Gli spazi di presentazione proposti sono pensati per ispirare i clienti e aiutarli a scoprire la vasta gamma di prodotti disponibili su Amazon.it, a visualizzarli nelle loro case e a ordinarli secondo le proprie necessità” afferma Giuseppe Albera di AMA Albera Monti Architetti.


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Su Amazon.it i clienti possono sempre trovare un’ampia selezione di mobili e accessori per la casa, sia di marchi più conosciuti sia di brand più di nicchia, disponibili in un’ampia varietà di dimensioni, colori, finiture e prezzi, nonché soluzioni per la domotica, tra cui proposte per l’illuminazione, dispositivi Echo e prodotti integrati con Alexa. La comodità e la velocità della consegna sono aspetti fondamentali nell’esperienza d’acquisto dei prodotti d’arredo: Amazon ha recentemente aggiunto una nuova funzionalità per la consegna di articoli di grandi dimensioni, che consente ai clienti Amazon a Milano di pianificare l’orario e il giorno di consegna in base alle proprie esigenze e ricevere i prodotti nella stanza che preferiscono. Questo servizio sarà presto esteso ai clienti di tutta Italia.

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House in a Box è stata allestita grazie alla collaborazione di diversi marchi come Huawei, Lavazza, Alessi, Argoclima, Baldiflex, Bticino, Candy Hoover Group, Ecovacs, Moleskine, Moulinex, Rowenta, Philips Hue, Samsung.

Lavazza porta all’”House in a box” Amazon l’eccellenza del suo sistema domestico A Modo Mio con Deséa, un prodotto in cui si concentrano alta tecnologia e design premium, capace di personalizzare la coffee & milk experience in un solo tocco, e Tiny, la macchina dallo stile pop pensata per i più giovani. Ad accompagnarle, due iconiche miscele in capsula dai profumi e gli aromi unici: Qualità Oro e Qualità Rossa.

Huawei sarà presente all’”House in a Box” con una selezione dei propri prodotti chiave: HUAWEI P30 e HUAWEI P30 Pro, i nuovi smartphone eleganti e performanti che stanno riscrivendo le regole della fotografia; il nuovo notebook HUAWEI Matebook 13 che, grazie ad un design esclusivo ed attraente, è perfetto per i giovani professionisti. Il wearable HUAWEI Watch GT Active, un’estensione dello smartphone che aiuta i clienti ad ottenere di più dai propri dispositivi, perfetto per gli esploratori urbani.

IL BEST OF “MIA PHOTO FAIR” MILANO

Si è appena conclusa la IX edizione di MIA PHOTO FAIR, la Fiera Internazionale dedicata alla fotografia d’arte in Italia che si svolge presso il The Mall di Milano, nel quartiere di Porta Nuova.
Quest’anno il comitato scientifico ha selezionato 85 gallerie per un terzo provenienti dall’estero, in cui fotografi contemporanei e classici si incontrano (sulle pareti) per essere venduti al miglior offerente, un modo anche per spingere il mondo del collezionismo fotografico. Per questo motivo è stato creato un percorso in cui, Fabio Novembre, noto architetto e designer italiano e appassionato collezionista di foto d’autore, ha selezionato alcune delle opere esposte al MIA Photo Fair, tra cui spiccano, così come per l’intera Fiera, molti nudi femminili.

Come le immagini di Stefania Romano della galleria Fine-Art Images, che propone degli eleganti bianconeri in cui i soggetti sono donne rivelate e raccontate solo attraverso il loro corpo, la loro nudità, la verità svelata e a volte sussurrata da giochi di velo sul corpo e chiaro scuri alla Jeanloup Sieff.

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Stefania Romano


Davvero molto affascinanti le immagini di bambini del fotografo francese Alain Laboile, che molto generosamente ci conduce nella sua quotidianità, fotografando i sei figli nella vecchia casa di campagna vicino a Bordeaux. Sono immagini evocative, dove la libertà e la mancanza di sovrastrutture, ci fa avere nostalgia dell’infanzia. Sono bambini che giocano, che corrono nudi e si sporcano di terra, corpi senza pose, perché la posa non rientra nei loro bisogni, sono volti onesti, che ridono o piangono senza timore del giudizio. Nella loro semplicità, racchiudono tutta la complessità della bellezza, del desiderio, la complessità del ricordo, della nostalgia e della malinconia, del tempo che passa e che non torna più, anche se la fotografia nasce, per definizione, per rendere il momento, immortale.
Ricorda molto la poetica Sally Mann.

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Alain Laboile


Restando in tema “infanzia”, Mattia Zoppellaro ci porta con sé in un viaggio durato quattro anni, tra gli “Irish travellers” nella “Appleby Fair”, un raduno di nomadi che si ritrova per lo scambio commerciale di cavalli. Un popolo di zingari che per l’occasione, alla Fiera più antica e grande d’Europa che si svolge in Gallows Hill, si agghinda a festa, con pellicce, trucchi vistosi e orecchini, bambini compresi. Mattia Zoppellaro ha la capacità di cogliere, in questi giovani volti, la natura, il carattere, la dolcezza o la rabbia, la strafottenza di chi è nato e cresciuto per la strada e la docilità di chi si arrende al suo destino, con consapevolezza. Troviamo infinite sfumature nella immagini di Zoppellaro, lo immaginiamo aggirarsi silenzioso tra un popolo difficile, chiuso e così particolarmente tradizionalista, alla ricerca di quel volto che racconti il “diverso”. Come non paragonarlo alla curiosa Diane Arbus e alla sua instancabile e amorevole voglia di scoprire gli emarginati, i relitti della società, i diversi per l’appunto.



La saudade non viene solo cantata nelle canzoni, riesce a spiegarcela anche Sofia Uslenghi, nuovo talento fotografico di origini siciliane, che sovrappone immagini satelittari della sua terra, ad autoritratti.

La nostalgia di casa, la mancanza degli affetti, le notti passate a cercare su Google Map quella via percorsa per andare a scuola, la strada in cui abitavamo, il parco punto di ritrovo con gli amici, e l’illusione che quel trasporto digitale può regalarci, diventano fotografia, con i colori acidi di Sarah Moon e la composizione a triangolo di un Klimt. Sofia Uslenghi si “sovrappone” all’immagine della sua terra dall’alto, ferma in una posa onirica, quasi volesse abbracciarla.


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Sofia Uslenghi


Ma all’interno del MIA PHOTO FAIR, un progetto davvero speciale viene condotto dall’irriverente Settimio Benedusi, fotografo che ha sempre fatto parlare di sé per il suo carattere diretto e per la sua schiettezza nel raccontare la fotografia, oggi.

Con il nome di “RICORDI”, il progetto vuole far tornare in auge il ritratto fotografico. Quanti di noi ancora stampano le fotografie? Quante immagini, invece, finiscono nel dimenticatoio, tra le altre centinaia, in una memoria remota del nostro cellulare, negli hard disk accatastati in qualche cassetto? Quanti hanno il desiderio di esporre l’antico ritratto di famiglia, dove non solo il numero dei componenti, ma il cuore degli stessi viene messo in mostra tra le mura domestiche? Settimio Benedusi sta urlando un ritorno al passato, caldo, vero, amorevole desiderio di immortalare il RICORDO, di stringersi ancora, seriamente, in una fotografia, una sessione fotografica vera e propria all’interno del MIA PHOTO FAIR, che è abbracciarsi col proprio fratello, con la propria madre, ritrarsi con l’amico fedele, stretti per sempre, in un ricordo, e non in un selfie pronto per essere dimenticato.


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Settimio Benedusi


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