Quella rosa bianca di Philosophy by Lorenzo Serafini – Milano Fashion Week 18

COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2018/19 DI PHILOSOPHY BY LORENZO SERAFINI
MILANO FASHION WEEK 2018

Ricordo un mio viaggio a New York, era un pomeriggio di settembre e passeggiavo per la Fifth Avenue, indossavo delle scarpe ovviamente, mentre le donne newyorkesi, sfacciatamente borghesi, giravano per le strade con degli abiti leggeri dalle code che strisciavano terra, adatti forse ad un cocktail o ad un party in piscina, sicuramente di marca, sicuramente pagati a caro prezzo, ma ahimè abbinati a delle sciattosissime infradito di plastica.
Perché? E’ la domanda che mi sono posta lungo tutti questi anni, e l’unica spiegazione che sia riuscita a darmi, non senza un certo fastidio, è che loro possono! E’ il gesto snob di chi se ne frega, di chi può vestirsi come gli pare, con due dollari di infradito e duemila sulle spalle.

E’ una noncuranza tipica di alcuni ceti, è un mixare poco ragionato, spesse volte si ottiene quel quadro disturbante che ho appena ricordato, altre volte si hanno risultati stupefacenti, come quando due esseri di differenti continenti si uniscono in matrimonio e danno vita a delle bellezze assai rare. Ed è il caso del mixing di Philosophy by Lorenzo Serafini.

Sempre attratto da un tipo di bellezza americana, dalla piccola Brooke Shields di Laguna Blu alla musa di quest’ultima collezione Margaux Hemingway, Lorenzo Serafini  si ispira per la sfilata milanese Autunno Inverno 2018/19.

Una bellezza alla Emmanuelle Seigner, misteriosa, oscura, la figura imponente dallo sguardo profondo e dalle sopracciglia che lo incorniciano, dall’aspetto guerriero, ma profondamente sensibile.

Le tute in pelle hanno il colore del pan pepato, l’acconciatura collegiale di chi deve sempre essere in ordine o sono punizioni, quelle severe, i merletti, i pizzi, le rouches da brava ragazza, iper femminili, simboli allegri un po’ frivoli eppure così casti.








L’abito con la gonna a tulipano è di un turchese vellutato che ricorda il Manto della Madonna, non quello marino che attraversi da Genova alla Sardegna, dalle sfumature infinite, ma quello custodito in una grotta per turisti in Calabria, quello consumato dalle mani delle più fanatiche religiose.

Le maniche dei mini dress sono ampie in stile vittoriano, di un rosa baby e i collant sono arricchiti da piccoli swarovski luminosissimi.





La rosa, quella rosa bianca onnipresente, quasi fosse lo stemma di una casata, la ritroviamo sulle cinture,  sui fiocchi bianchi o neri dei colletti, la rosa bianca, quel simbolo di estrema purezza e di sentimenti platonici, di amori aulici e devoti… ci aspettiamo una prossima collezione di forza e colore perché in genere, dopo la calma, arriva sempre la tempesta.

Sfoglia l’intera collezione Autunno Inverno 2018/19 di Philosophy by Lorenzo Serafini:




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Cavalieri mascherati e dame in paillettes, le donne multiformi di Alberta Ferretti FW 18/19

ALBERTA FERRETTI COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2018-19

Le immagino cavalcare dei maestosi purosangue inglesi, dal manto baio oscuro e dal galoppo elegante ma nervoso. Sono donne dal carattere forte e deciso quelle di Alberta Ferretti, che ogni collezione calca l’importanza del sesso cui è nata, la tenacia della natura femminile, l’indole combattiva nelle forme flessuose e morbide che la nascondono.

Le cappe e i possenti mantelli ben si prestano agli inverni rigidi, i cappelli da cowboy coprono lo sguardo come un cavaliere mascherato, il nero viene illuminato con dei bagliori dorati.










Protagonista assoluto il cappotto, in varie declinazioni, morbido in pelle, comodo oversize, a mantella dai colli avvolgenti, colorato o con inserti in pelliccia. E’ il cappotto che si nota nella stagione Autunno Inverno 2018/19, prima di ogni altro elemento. Gli accessori creano il perfetto equilibrio, quell’armonia fatta anche di contrasti, che Alberta Ferretti studia alla perfezione: il colore dei guanti, le altezze degli stivali, le misure dei cappelli, le forme delle collane e delle cinture.






Grintosa di giorno, la donna Alberta Ferretti FW 2018/19 mostra tutta la sua femminilità negli outfit serali: gli abiti si fanno scintillanti, le paillettes si colorano d’oro e d’argento, i gioielli sono piccole sculture, le cinture metalliche e il lurex si accende anche sui maglioni black dalle maxi spalline. Tutto sottolinea le forme della donna, che finalmente riprende le sue sembianze dopo anni in cui “le tendenze” hanno cercato di destrutturarla e imbruttirla. Grazie Alberta!






Guarda la collezione Alberta Ferretti Autunno Inverno 2018/19:



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Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy tornano a brillare sulla passerella di Moschino

MOSCHINO COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2018/19

Marilyn è stata uccisa o si è davvero suicidata? La sua energia, quella voglia di vivere da “bellissima bambina” come la soprannomino’ Truman Capote, anche lui avrebbe pensato ad un omicidio, lui che l’osservava mentre si mangiucchiava le dita e l’ascoltava “parlare sporco“, lui che le asciugava le lacrime quando quel giorno a Manhattan lei si disperava “Chissà cosa dirà la gente di me, se mi ricorderanno…Truman Capote, l’autore che in “Ritratti e osservazioni” avrebbe poi raccontato le debolezze di una star, le insicurezze mai superate, il bisogno costante di mostrarsi perfetta, truccata, habillè, lei, con quel viso che madre natura le aveva sfortunatamente dato, avrebbe ricorso alla chirurgia per eliminare la forma del naso “a maialino”, così si vedeva Marilyn, la bellissima Marilyn Monroe, la diva di Hollywood, l’eterno sex symbol.

E tra le donne che sfilano in questa settimana della moda milanese, c’è quella Marilyn. Come sarebbe se fosse in vita? Jeremy Scott prova a raccontarcelo, omaggia il suo nome e la sua figura iconica, regala a chi non ha accettato la sua morte, ancora quel po’ di magia, attraverso gli abiti che oggi l’attrice indosserebbe. E certo, sarebbero rosa, di quel rosa shocking, sarebbero glitterati e carichi di luce, come i diamanti, i suoi migliori amici.


Moschino FW 2018 – Marilyn Monroe


Ma la Hollywood dei ’50/’60 ci ha regalato un’altra icona, meno esuberante, decisamente sobria, perfettamente elegante: Jacqueline Kennedy Onassis, la first lady statunitense detta Jackie.

Pur non desiderandolo, le due donne erano in qualche modo legate; durante l’anno della carica kennedyana, si parlo’ della relazione extraconiugale che Marilyn aveva con l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America John F. Kennedy. Nello stesso periodo, si vociferava di un flirting tra la diva dai capelli platino e Anton Szandor Artur LaVey, il fondatore della chiesa satanica. Fu lui, dicono, a lanciare una maledizione su Kennedy per gelosia; ma le voci complottiste non portano da nessuna parte e non danno risposte.

Dalla sua, Jackie, ha regalato la maestà che al popolo americano era sempre mancato.
Il suo stile crea tendenze e detta legge, mai uno scivolone, paragonate a lei, le first lady successive sono ancora scolarette.

Jacqueline Kennedy – Moschino FW 2018


Era troppo perfetta” dice oggi Jeremy Scott, designer del brand Moschino, “un’extraterrestre“, una natura proveniente da un’altra galassia. Così la immagina: blu come un Avatar, ma dai capelli perfettamente acconciati, con i riccioli all’insu’ e il cappellino da brava ragazza, i guanti abbinati alla borsetta e gli abiti di un fluo ultraterreno.

Sono stelle cadute tra noi, brillano anche se non possiamo vederle, i loro nomi sfileranno ancora, sulle passerelle, nei libri, negli archivi di moda, tra le donne della storia.

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Da una parte c’è chi osa con lo show di teste mozzate e draghetti surreali, dall’altra rimane chi fa forza del proprio nome sulla sobrietà, sui capi must che hanno fatto storia, come il capospalla over Trussardi, il blazer sartoriale, il pantalone dalla linea perfetta.

E’ un inverno freddissimo in casa Trussardi, che vuole giacconi oversize sia in montagna che in città, la maglieria è di altissima qualità, le pellicce vengono stampate, il tartan si fa macro e la pelle nera viene arricchita da tagli di colore o da lampo per un effetto streetwear.



Volutamente senza tempo, nessuna distinzione tra daywear e casualwear, gli elementi Trussardi hanno le sfumature della luce, quella fredda di montagna e quella calda della golden-hour; e il soggetto montagna ritorna protagonista sulle t-shirt e sulle ampie silhouette importanti, che regalano un’aura di solennità ma che soprattutto proteggono dalle fredde passeggiate innevate.


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Il culto del saper fare italiano e un certo romanticismo japan, raccontano la collezione Autunno Inverno 2018 di Trussardi, che ha deciso di sfilare durante la settimana della moda milanese unendo l’uomo e la donna.

Gli accessori spaziano dai maxi marsupi unisex e zaini in tessuto tecnico. Shopping extralarge in pelle stampata o personalizzate con logo a ricamo e dettagli in pelliccia, tracolle intercambiabili, scarpe maschili iconiche e iper-tradizionali con linguetta e due fibbie laterali; per la donna stivali mezzo polpaccio e tronchetti con tacco medio nei toni del beige, blu notte e black.

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Cos’hanno in comune Freud e la collezione Daizy Shely SS18?

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Il padre della psicanalisi Sigmund Freud, in uno dei suoi scritti rivela questa frase:

Non siamo mai così esposti alla sofferenza, come nel momento in cui amiamo”.

Veritiera lo è per tutti, per chi nel rapporto d’amore si butta senza paracadute, senza freni, senza maschere. Si diventa vulnerabili.



Daizy Shely
, la designer israeliana, si ispira a questa pulsione tra Eros e Thanatos per costruire una collezione giocata sui contrasti, su luci ed ombre, sugli equilibri instabili.

L’immaginario dei nostri desideri inventa la persona amata, la vita porterà a quel momento in cui bisognerà fare i conti con la realtà e sarà l’esasperazione della sensazione di ansia, di fine, di morte, di distacco, contrapposta alle euforie emotive del sentimento, di attrazione, di forza, tenerezza, dialogo, fedeltà e fiducia.

Nei colori della collezione Primavera Estate 2018 Daizy Shely, nella scelta delle forme e delle strutture, dei tessuti, delle linee femminili, si intuisce la trasformazione che avviene nella donna in questa fase complicata a cui tutte ci affacciamo.

Le stampe degli abiti rappresentano dei Cupido fluttuanti in cerca di armonia, e sono frutto della collaborazione con l’artista Umberto Chiodi.

Tessuti informali e maschili come il denim si abbinano ai più delicati pizzi macramè e crépon, muliebri, femminili.
Dolce in turchese, sensuale negli abiti a sirena, la donna Daizy Shely non rinuncia al suo ruolo nemmeno quando indossa il trench, trasformato in abito, che lascia libere spalle e décolleté.

E’ il suo modo di raccontarsi, multiforme, multisfaccettata come un prisma, e carica di luce nonostante i continui conflitti tra oscurità e felicità.

I colori must sono il verde acido, il rosso corallo, il giallo limone, il turchese.

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Eleganza british e qualche accenno di colore metropolitano, Daks London all’appuntamento moda più importante dell’anno, la Milan Fashion Week, non sbaglia un tiro.

L’uomo e la donna Daks si incontrano durante un viaggio (il brand ha deciso di unificare le sfilate womenswear e menswear a partire dalla stagione Autunno/Inverno 2018/19), a bordo del lussuoso British Steam Train.

A differenza del lungo tragitto sull’Orient Express, non ci sarà nessun assassinio, non ci sarà nessun Poirot sulle tracce di criminali, ma ci saranno molti colpi di scena. Perché la collezione Daks F/W 2018/19 si rivela nuova, moderna, frizzante, ma conservando lo stile raffinato e di gran gusto che la contraddistingue.


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Sono figure ironiche e irriverenti, l’uomo e la donna Daks condividono gli stessi gusti in fatto di estetica e bellezza, entrambe le collezioni sono complementari, si incontrano dal punto di vista materico, cromatico e tessile.

Il lunch sul British Steam Train si fa in gonna per la donna, una gonna a pieghe o a portafoglio, decisamente a vita alta per enfatizzare la figura e i fianchi. Le calze e i collant sono colorati, le borsette a mano, il cinturino delle scarpe alla caviglia, i cappelli sono maxi e si alternano a turbanti che riprendono i tessuti delle giacche e delle camicie.

L’uomo opta per la maglieria in lana merinos e shetland, i dettagli sono frizzanti nei colori del verde, del ruggine, del burgundy, del rosso fino al giallo ocra e sono colori base per le stampe floreali che ricordano le antiche tappezzerie del luxury British Steam.

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Per la sera la coppia Daks si tinge di neri, velluti i pantaloni di lui e le giacche di lei, le rouches e i volant adornano i capi femminili, i fiori fanno capolino sui rovere dei blazer, in tessuto ovviamente, le cinture sono piccole catene in oro vecchio ed entrambi indossano i guanti, che completano il look.

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Il cyberspazio di Frankie Morello – collezione FW 2018/19

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La seduzione passa attraverso canali verbali ma anche non verbali, e la moda sfrutta i secondi, attraverso l’uso dei tessuti, la scelta dei colori, la selezione delle fantasie. Il raso, la seta, ricordano una seconda pelle, la sensazione al tatto è quella di un corpo, non a caso sono tessuti che vengono utilizzati per lingerie o abiti da sera. Traspare dalla collezione Frankie Morello Fall Winter 2018/19 una seduzione sfingea; Nicholas Poggioli, direttore artistico del brand, è senza dubbio un animale notturno.

Il viaggio è astrale, un percorso nello spazio, l’immensità dei blu, la profondità dei neri, sono la scelta must-have della collezione Frankie Morello Autunno Inverno 2018/19. Gli scenari sono mistici, applicazioni gold e swarovski che ricordano le costellazioni, simboli misteriosi come geroglifici egizi, la scrittura è parte integrante del capo, che vorrebbe svelare ma lo fa a bocca chiusa ed occhi scoperti.



Sono le luci della notte che aiutano l’evoluzione dell’uomo Frankie Morello, è solo attraverso il silenzio, la segretezza, la meditazione, la clandestinità, la solitudine, che accresce il livello spirituale, quello che lo porta alla meta di se stesso.

“Spiritualità” il lavoro di Frankie Morello che propone neri illuminati da borchie o impreziositi da ricami oro, neri trasparenti per la donna, che rivelano il corpo, pelle, blu velvet, calze a rete illuminate da applicazioni swarovski, giacche e pantaloni specchiati come protagonisti di un cyberspazio.

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Gli uomini vestono le maglie della battaglia, ricordano le “cotte di maglia” medievali, sul capo spuntoni a riccio o copricapo dallo stile punk; le donne illuminano la’ dove camminano, portano ai piedi scarpe e stivali dai dettagli fluo e ciglia fosforescenti, così come il make up.




La vastità del cyberspazio Frankie Morello, è metafora dell’obiettivo umano: non c’è limite ai sogni, non c’è limite al realizzabile. E’ come se dicesse “Spingiti oltre, ed oltre ancora”. E’ la fotografia biografica di un designer che firma, da quest’anno, la direzione artistica sia uomo che donna del brand. Ad majora.

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Il mondo sadomaso di Robert Mapplethorpe rivive nella sfilata Moschino FW 18/19

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Era bello, furbo, si accompagnava a star e a uomini di grande talento, era un perfezionista, era il gay ambiguo, era ed è tutt’oggi uno dei più grandi fotografi a cui non servono etichette: Robert Mapplethorpe. E’ alle sue immagini che ho pensato, già alla prima uscita della sfilata Moschino Autunno Inverno 2018/19: il leather, il sadomaso, il trash, l’ossessione della sessualità.

Moschino ricopre i modelli di quell’erotismo ambivalente, equivoco, li sostiene con i maxi stivali fibbiati in pelle nera o con gli overknee in PVC. Si butta nella mischia dei locali gay fine anni ’70, con taccuino alla mano e ci disegna una collezione fetish, poi chiede ai modelli di indossarla e sfilare, così come faceva Mapplethorpe con gli incontri notturni, quelli che invitava a casa sua per una sessione fotografica, ancora euforici, ancora sotto effetto di stupefacenti, ancora oscuri, prima che le luci dell’alba rovinassero l’atmosfera e quella sua aria dark e misteriosa.



sfilata Moschino – dx scatto di Robert Mapplethorpe


Quello che Mapplethorpe rappresentava, era la parola trasmutata in immagine, il fotografo arricchiva una letteratura visuale sottoponendo ai raggi X, agli occhi di tutti, cosa succedeva nel mondo omosessuale. Che il soggetto avesse o meno il volto coperto da maschere in lattice, così come propone Moschino per la Fall Winter 2018/19, raccontava sostanzialmente a chi/che cosa appartenesse il loro “io”. E’ il modo di esprimersi attraverso ciò che si sceglie di indossare, è espressione di sé, è “la nostra casa, i nostri mobili, il nostro abbigliamento, i libri che leggiamo, gli amici che scegliamo…tutte queste cose sono profondamente significative!” –  come ricorda Henry James in “Ritratto di signora“.

sx foto R.Mapplethorpe – dx sfilata Moschino


Chi cerca di “categorizzare” questa sfilata o la visione policroma di Moschino, è in fallo, perché sarebbe come ridicolizzare chi trova solo sesso nelle macchie bianche e nere di Rorschach. L’arte va interpretata, la morale cambia, la bellezza evolve e la moda si adegua in continuo ritorno, ciclicamente. Ciò che era Mapplethorpe, oggi è Moschino. Ciò che era creazione, oggi è ricreazione, e allora appunti, vecchie foto, materiali di archivio, documenti, interviste, una serata particulier, diventa collezione attraverso la mise en scène di un grande creativo, qual è Jeremy Scott.




sx scatto di R.Mapplethorpe – dx collezione Moschino FW18/19




Le bretelle, tagliate ed elasticizzate, sorreggono giacche tagliate a metà, camicie uomo e bustier, i parka sono indossati sopra catsuit e bodysuit in PVC, altri modelli sorretti da spille da balia, i tagli dei cappotti maschili rivelano slip in PVC, pezzi che ricordano gli scatti di Robert Mapplethorpe che hanno fatto storia.


La narrazione di Jeremy Scott per la pre-collezione donna è confessione di una visione cattolica: un diavolo tentatore. Possiede corna e sex appeal, come in uno di quei famosi self portrait dei più diabolici tra i fotografi, un satiro, un fauno, un Pan, che nelle sue lettere confessava “la vera gioia del sesso è tirar fuori il lato diabolico del partner“.



self portrait di Robert Mapplethorpe – dx Moschino donna


La donna Moschino veste abiti maschili, indossa lingerie sopra lo smoking gessato, abbina frac cortissimi con code lunghe in stile surrealista.

Citazione importante gli abiti in silk chiffon stampato e plissettato, le cui stampe riproducono le Polaroid erotiche dell’italiano Carlo Mollino.



sx sfilata Moschino FW 18/19 – dx foto di R.Mapplethorpe


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Gender-free la collezione Sulvam Autunno Inverno 2018/19

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Chi è chi? La proposta Autunno Inverno 2018/19 di Sulvam è un omaggio alla libertà. I ruoli si invertono, si mescolano per non riconoscersi, uomo e donna non hanno sesso, lei indossa i panni di lui e viceversa; i tessuti, i tagli, le forme, la struttura, tutto si sovverte e conferisce alla collezione un’aria unisex.

Presente per la seconda volta in calendario alla Milano Moda Uomo, il brand Sulvam fondato da Teppei Fujita nel 2014, vanta il supporto di Camera della Moda.
Il designer, dopo essersi diplomato al Bunka Fashion, collabora per lungo tempo con la Maison Yohji Yamamoto e si guadagna in breve tempo il consenso internazionale. Vince il premio “Tokyo Fashion Award” nel 2014 e il premio VOGUEWho is on Next? Dubai” nel 2015, con il suo stile personale e l’impronta trendy e contemporanea.

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Attento ai cambiamenti sociali, il brand Sulvam è voce di un popolo che si sta trasformando, che muta in continuazione e diventerà totally gender-free – questa l’idea visionaria di Teppei Fujita che interpreta la bellezza in forma di libertà.

E’ la donna che indossa i panni dell’uomo, e l’uomo che si adagia in quelli teneri della donna, dalle camicie pink ai maxi-abiti, dalle giacche taglio vivo alle shopper in pelo.

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Sono i fiori il filo conduttore della nuova collezione Primavera Estate 2018 di Intimissimi.
I fiori e la natura in rapporto con l’arte, una visione che soggiace a un rapporto di regole quali l‘armonia, la grazia, la leggerezza.

L’estetica è protagonista, unita ad una scelta di tessuti che esaltano la femminilità, pizzi, raso, seta, merletti.  L’applicazione di fiori e boccioli su tessuti see through, sono un omaggio al celebre dipinto “La Primavera” di Sandro Botticelli, 1482, oggi conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze. La scena del quadro è perfettamente bilanciata nella presenza dei nove personaggi, una composizione ritmica e simmetrica attorno al nucleo dell’opera: la donna. La stessa rispondenza cui si incentra tutta la collezione Primavera Estate 2018 Intimissimi.

La palette cromatica va dai tenui rosa, ai cipria e ai malva, passando per colori neutri come il talco fino ad arrivare ai blu.


Capo must fuori e dentro casa, il kimono è la nuova tendenza che trae ispirazione dalle atmosfere orientali; Intimissimi intende omaggiare per questa Primavera Estate 2018 l’opera lirica di Giacomo Puccini: Madama Butterfly. Una geisha illusa dall’amore di un ufficiale di Marina degli USA, si ucciderà per non essere stata ricambiata dall’oggetto del suo desiderio. La geisha è la donna a cui il brand si orienta e al suo mondo estetico, fatto di kimono decorati con flower print macro, ricami alla chinoiserie, facili da indossare anche in occasioni nightwear.
La palette passa da accenti corallo, dai colori forti delle foreste verdi e arriva all’azzurro avio.



Le scenografie scelte da Intimissimi per la stagione del Sole, attraversano le più belle mete italiane: Verona,  Portofino, Amalfi, per poi arrivare al caldo Marocco.

Giulietta e Romeo e il romantico periodo di San Valentino, raccontano l’eleganza che si svela piano; la sensualità è raccontata nei capi attraverso giochi di trasparenze, laccetti e raffinati accostamenti nero-blu.

Dalla Liguria, esattamente da Portofino, arrivano gli accostamenti di tessuti jacquard, pizzi, stampe marine, ricami crochet e pizzo sangallo.

Romantic Ballet trae spunto dal mondo della danza classica, i capi sono caratterizzati da delicati intrecci, armoniose stampe floreali e romantici pizzi bicolor. La palette esplora tutte le sfumature del rosa, dal nude fino al viola, fino ad accostarsi alle tonalità polverose del verde e del blu.



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Si può perfezionare la bellezza? Si può arrivare, con mezzi, a quell’ideale di bellezza, che è poi l’insieme di armonia, grazia, eleganza ed equilibrio?

Oggi il brand ANNAGIULIA FIRENZE ci racconta e ci mostra la fattibilità di questa bellezza, con la nuova collezione Spring Summer 2018.

Brand nato nel mondo della lingerie, oggi ANNAGIULIA FIRENZE, sempre coerente con la sua linea, esplora l’universo classico, quello del balletto, dove tutto appare “leggero”, ma il cui profilo nasconde forza e fatica.

sx ANNAGIULIA FIRENZE SS2018 – dx Degas “Ballerina in posa per il fotografo”


Sono donne etoile, indossano chiffon e creponne in pura seta, tutu’ outwear, plissetature e puro lino in stile bohémienne. Coltivano la propria femminilità con dedizione e non lasciano nulla al caso, nulla di scontato, ogni gesto, ogni dettaglio, così per il giorno come per la notte, avvolte in chemisier di pizzo o baby-doll ton sur ton. Bellissime sempre, e mai impreparate, come sottolineava Marilyn Monroe, che a letto portava solo due gocce di Chanel n.5



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sx una foto di Sally Man – dx ANNAGIULIA FIRENZE SS2018


Dolcezza in chiave moderna si riflette nella collezione Primavera Estate 2018 di ANNAGIULIA FIRENZE, nei tagli e silhouette linge-inspired, nei colori delicati che vanno dal bianco candido al rosa confetto, in quelli tenui pastello del giallo limone e del verde mela, fino ai più decisi rosso ciliegia e blu elettrico.

E’ una velata sensualità che le accarezza, appena accennata, inconsapevole, come quella che traspare dalle fotografie di Sally Mann.

La lingerie ANNAGIULIA FIRENZE copre senza nascondere, veste con eleganza anche la notte, e personalizza lo stile della donne che l’indossa.


sx ANNAGIULIA FIRENZE SS18 – dx una scena da “Il lago dei cigni”


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