Neoclassic Modernism Fashion Editorial

NEOCLASSIC MODERNISM FASHION EDITORIAL




Photo & Styling Miriam De Nicolo’

Model Corinne Piccolo

Make Up/ Hair Elis Ferranti

Assistant Mua Francesca Vinciguerra

Thanks to: Mario Dice, Barbieri & Ridet, Studio Re, Taala, S2BPRESS, Bruno Carlo



sx Abito in seta nero e velluto rosa con rouches Greta Boldini – dx Abito in organza grigio Salvatore Vignola, coroncina fiori Taala


sx Abito lungo bianco con cappa in macramè Mario Dice, coroncina fiori Taala – dx Abito nero in pizzo Piccione Piccione, pochette in velluto Benedetta Bruzziches


sx Abito in macramè e organza e collana di perle Mario Dice – dx Abito in organza Salvatore Vignola, coroncina fiori Taala


sx Abito in macramè con ricamo Mario Dice, coroncina fiori Taala – dx Abito in velluto e seta Greta Boldini


sx Abito in seta color ocra incrociato Greta Boldini, pochette velluto Benedetta Bruzziches, stivale alto con ricami China Lamperti – dx Abito macramè e organza e collana di perle Mario Dice


sx Abito macramè e organza e collana di perle Mario Dice – dx gonna in seta/cotone popeline con inserti macramè e top in crepe de chine Mario Dice, guanti in pizzo Bruno Carlo, borsa velluto Benedetta Bruzziches


sx Abito in seta nero e velluto rosa con rouches Greta Boldini -dx Abito in seta color ocra incrociato Greta Boldini, pochette velluto Benedetta Bruzziches


sx abito lungo tulle grigio con paillettes Greta Boldini, coroncina fiori Taala, pochette pelliccia verde scuro Benedetta Bruzziches – dx abito organza Salvatore Vignola, coroncina Taala


sx Abito nero in pizzo Piccione Piccione, pochette in velluto Benedetta Bruzziches – dx Abito lungo bianco con cappa in macramè Mario Dice, coroncina fiori Taala

Lo spot Ikea che ironizza sul food porn di Instagram

Let’s relax – lo spot Ikea già virale che ironizza sull’uso spasmodico di Instagram

Quanti di noi, davanti ad un piatto preparato con le nostre mani o ad un manicaretto speciale in un ristorante stellato, non è spinto dal desiderio di fare una fotografia, per poi pubblicarla su Instagram? Nessuno lo ammette, eppure è così.

Arriva la gioia dei colori per gli occhi, e degli aromi per l’olfatto, ma prima di addentare: STOP! Clic! E pensa alla didascalia, e riprendi in mano il menu per non sbagliare, e gli hashtag, e pubblica e il piatto si raffredda.

Questo è l’iter dei giorni nostri, ma cosa sarebbe successo se ci fossimo trovati nel ‘700? Lo racconta in maniera divertente IKEA con l’ultima pubblicità che sta diventando virale.

Siamo alla tavolata di un nobile nella Francia del XXVIII secolo, la figlia cerca di addentare una mela quando il padre la ferma. Alt! Prima è necessario immortalare la scena ed ecco che appare un pittore, che cerca in fretta e furia di ultimare il quadro. Una volta concluso è il momento di sapere quanti like riceverà e allora tutti in carrozza con i cavalli alla massima potenza a mostrare per le case il dipinto. Nell’intimità di un letto, durante un duello di pistole, in piazza, durante un ballo, qualcuno alza il pollice, qualcun altro accenna smorfie, ma alla fine, tornati a casa, si può iniziare a mangiare.

E’ solo cibo. Non è una gara. LET’S RELAX – Questa l’ultima pubblicità Ikea su YouTube che invita la famiglia a rilassarsi e a condividere i momenti di gioia, lasciando da parte cellulari e social network. Messaggi che puntano sempre sull’emotività con la leggerezza dell’ironia; insomma il reparto marketing Ikea non sbaglia un colpo!

Qui il video Ikea – Let’s relax




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THE READER – A VOCE ALTA – COSA È PIÙ FORTE? IL SENSO DI COLPA O LA VERGOGNA?

Sinead O’Connor “Sono sola, l’unica persona a tenermi in vita è il mio psichiatra”!

L’immagine indelebile è quella di una ragazza rasata, dal viso perfetto, grandi occhi dolci e umidi e un’interpretazione da hit mondiale, qual è il singolo “Nothing Compares 2 You“.
Oggi quella testa ha lo stesso taglio, ma gli occhi sono più tristi, l’arcata della bocca all’ingiù e le parole delle canzoni hanno lasciato il posto alla disperazione; stiamo parlando di Sinead O’Connor che in questi giorni sta lanciando un segnale di aiuto.

Dalle sue pagine social, quelle di Facebook, la cantante irlandese urla al mondo la sua malattia, quella che le ha cambiato la vita, costringendola ora alla solitudine.
Affetta da disturbo bipolare, Sinead O’Connor non è nuova avere problemi con la famiglia e con l’affidamento dei figli, ultimo il bambino di 13 anni, una famiglia che sembra averla abbandonata a se stessa, marito compreso, “solo il mio psichiatra è presente ora, la persona più dolce al mondo, è lui che mi tiene in vita” – questa la confessione della cantante.

Il video lanciato su Facebook ha uno scopo: “far sapere a tutti cosa significa; le malattie mentali sono come le droghe, sono uno stigma, all’improvviso tutte le persone che dovrebbero amarti e prendersi cura di te ti trattano male“; oltre a poter essere un aiuto a far comprendere alle persone vicine ai malati, quanta sofferenza porta uno stato psicologico come quello del bipolarismo.

Qui il video:


Oggi la cantante danese vive in completa solitudine in un motel Travelodge in New Jersey, dove scrive canzoni.
La situazione clinica della cantante sembra molto peggiorata dall’uscita del circuito musicale e dopo l’abbandono dei manager.
Attraverso i social network, Sinead O’Connor aveva, nel 2015, lanciato un messaggio prima del tentato suicidio, dove dichiarava di aver assunto una massiccia dose di stupefacenti. “L’unico modo che hanno i miei familiari per sapere come sto e dove mi trovo, altrimenti per loro potrei anche essere morta“.

Nel 2016 invece sparisce dopo aver fatto un giro in bicicletta, mentre si trovava nei pressi di Chicago; un altro allarme di suicidio, per poi essere ritrovata sana e salva. Ma è evidente che queste “sparizioni” sono un segnale, una disperata richiesta di aiuto da parte di chi non sa più come affrontare il dolore e farlo tacere.

Vorrei non essere così sola al mondo” – dichiara “dovrei meritarmi qualcosa o qualcuno dopo tutti questi anni, e dopo aver dato così tanto. Sono scioccata da quanto sia rimasta sola“.

Un intervento chirurgico al fegato ha messo a dura prova le forze della O’Connor, che non le permette di respirare bene e le procura continui dolori, le ripetute minacce di suicidio e il totale abbandono della famiglia, non lasciano buone speranze per la vita di questa cantante che ci ha regalato forti emozioni e che, come nessuno, merita tanta sofferenza.

Sto facendo questo video perché ci sono milioni di persone come me. Dobbiamo prenderci cura di noi. E non voglio morire, non morirò, anche se non è possibile che le persone vivano così“.

L’ottava nota – se la prendi, sei destinato a perderla

Ci dimentichiamo troppo spesso di essere stati bambini, abbiamo rimosso le prime ingiustizie subìte, i rimproveri umilianti, le sofferenze riversate inconsapevolmente su di noi da parte dei nostri genitori. Ma chi bambino ancora lo è, sa di possedere quella sensibilità intelligente che percepisce ciò che invece gli adulti credono lui ignori, chi è ancora nell’età della fantasia assorbe come una spugna, la luce ma anche le scorie del mare aperto, la vita.

Stet ha 12 anni, una madre alcolizzata che accudisce tra la scuola, con gravi disagi e problemi comportamentali ovviamente, e la casa in condizioni precarie, svegliandola puntualmente al suo ritorno, preparandole un bagno caldo, porgendole pastiglie e svuotando prontamente tutte le bottiglie di alcolici che gli capitano a tiro. Stet fa da madre a sua madre, fino a quando questa muore in un incidente in auto e il ragazzo si ritrova in balìa della decisione del suo padre biologico, mai conosciuto prima.

Dietro consiglio di una insegnante, il padre, per nascondere il figlio alla sua famiglia, lo manda in un prestigioso istituto in quanto padrone di un grande talento vocale. Il carattere ribelle e istintivo del ragazzo troverà non poche antipatie nella scuola, soprattutto da parte dei compagni, ma questo si sa, è il prezzo del “diverso”, del nuovo arrivato, lo scenario identico a se stesso anche nei branchi adulti.

Il maestro Carvelle, l’anziano capo del coro delle voci bianche, dapprima scettico, si avvicina presto al ragazzo, infondendogli fiducia e amore per la musica, riconoscendosi in lui alla sua età; è il rapporto che si instaura tra queste due figure l’impronta più profonda del film, e dalle domande che Stet si pone quando, crescendo, la sua voce cambia: “Che senso hanno tutte queste lezioni, se poi alla fine perderò la mia voce?
Le lezioni stesse” sarà la risposta.
Qui insegnamo la vita, non a fare carriera” spiegherà il Maestro durante la conversazione con un altro docente.

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E’ un film che parla di disciplina, di ordine, regole e volontà. L’intento degli insegnanti non è quello di creare delle super star, ma uomini che in futuro si alzeranno la mattina presto per compiere i propri doveri, che svolgeranno con amore e con passione, nel rispetto degli altri e soprattutto per se stessi.

Molte critiche si indignano per la mancanza di azione, ma cosa volevano? Più litigi, più cattiveria tra i compagni? Più disordine e caos? Professori più severi nelle punizioni?
Hanno capito che non è necessario urlare per farsi ascoltare?

L’ottava nota, un film di Francois Girard – 2014

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8 DONNE E UN MISTERO

The reader – A voce alta – Cosa è più forte? Il senso di colpa o la vergogna?

Michael è un ragazzo timido, riservato e di buone maniere. Ha 15 anni.
Hanna è una donna mascolina, all’apparenza severa, ligia al dovere, lavora come controllore sulle linee tramviarie di Neustadt. Ha 36 anni
Michael sceso dall’autobus durante una giornata fredda e piovosa sta male a causa di un attacco di scarlattina e Hanna lo aiuta a riprendersi per poi riaccompagnarlo a casa. Il ragazzo tornerà a ringraziare la signora, dietro consiglio della madre, con in dono un mazzo di fiori, per poi ritornare una seconda volta ed essere iniziato alla sessualità da Hanna. La prima parte del film si concentra sullo strano equilibrio del loro rapporto: Michael, prima di poter fare l’amore con Hanna, deve leggerle delle pagine di romanzo, da “La signora con il cagnolino” di Anton Checov fino a “L’Odissea”, il poema di Omero, libri che “il ragazzo” (così lei ama chiamarlo) studia tra i banchi di scuola.

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Michael, attraverso la sessualità condivisa, diventa uomo, acquisisce la sicurezza che gli mancava, scopre in quella donna un’anima fragile, capace di commuoversi ascoltando il canto muliebre di un coro in una chiesa o per il sottile piacere della letteratura. In cambio la misteriosa donna, che lascia al suo nuovo compagno la scelta delle portate così come le pagine di un libro, gli chiede di accontentare la sua sete di sapere, ma con il suono della sua voce.
La sensualità della prima parte del film, che può sembrare uno stralcio de “Il laureato” ma in ambientazione povera (siamo nella Germania Ovest del 1958) in realtà si trasforma in dramma, perchè il tema centrale diventa l’Olocausto.
Hanna scompare senza lasciare tracce né lettere né spiegazioni, lasciando Michael addolorato, nel momento in cui aveva intuito d’amarla. Sette anni dopo Michael, che studia legge, si trova a osservare un processo per crimini di guerra nazisti e rimane sconvolto nel constatare che tra gli imputati c’è Hanna, accusata di aver lasciato bruciare vive 300 donne ebree chiuse in una chiesa, lì per proteggersi da un bombardamento, e così destinata a trascorrere il resto della sua vita in carcere. Questa è una lettura che Michael non avrebbe mai voluto sentire e che soprattutto mette in discussione, per lo spettatore, la figura amorevole e caritatevole di Hanna.

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Ma Hanna non è l’unica responsabile; le altre imputate l’accusano invece di essere la sola ad aver redatto il documento-rapporto per i suoi superiori; menzogna che stona con una realtà cui solo ora Michael si accorge: Hanna è analfabeta! E per la vergogna, quando il giudice le chiede di scrivere qualcosa su un foglio per decifrare la calligrafia, si dichiara colpevole.
A questo punto il ragazzo potrebbe impiegare la sua testimonianza per salvarla, invece tace, assecondando il volere della donna che si è condannata a morte. Perchè sceglie il silenzio? Per rispetto? Per evitarle l’umiliazione e la vergogna? La stessa che l’aveva costretta a rifiutare la promozione a impiegata d’ufficio per poi arruolarsi come sorvegliante nelle SS. O per consevare il ruolo sociale che in questi anni si è cucito su misura?
Durante gli anni di prigionia, l’uomo le invia delle cassette dove registra la lettura di innumerevoli volumi, grazie ai quali Hanna imparerà a leggere da autodidatta. Quando una responsabile del carcere contatterà l’uomo per avvisare che la donna è prossima all’uscita, Michael incontrerà Hanna per la prima volta dopo lungo tempo e le chiederà se ha avuto modo di riflettere sul suo passato e che cosa ha imparato.
Ho imparato a leggere” risponderà con durezza la donna, senza peraltro provare compassione o dispiacere per i crimini commessi come carceriera nel periodo nazista. Questo atteggiamento allontanerà Michael, addolorato e incredulo che, solo una settimana dopo, pronto per aiutare Hanna alla nuova vita, viene informato del suo suicidio. E cosa significa questo suicidio? Senso di colpa o vergogna?

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The Reader – A voce alta – è un film del 2008 diretto da Stephen Daldry, adattamento cinematografico del romanzo di Bernhard Schlink del 1995

Malibu collezione Primavera Estate 2018

Ma chi sono questi ragazzi? Surfer, fan di 2Pac, seguaci di un club gotico?

Bandane portate come il rapper tra i più influenti di tutti i tempi, Tupac Shakur, annodato alla fronte come un omaggio, cargo shorts tecnici abbinati a felpe brandizzate oppure a giacche dalle proporzioni over.

Le camicie in twill di seta nascondono le tasche e scoprono il corpo con l’utilizzo di vinili trasparenti effetto lente. Il surfer la sera abbandona i fiori per indossare candele effetto gothic e raccontare davanti ai falo’ storie di magia e fantasmi.

Musica, storia e sport si mescolano nella collezione Primavera Estate 2018 di Malibu che ha stretto una collaborazione con Meltin Pot per i pezzi essenziali in denim.

Proporzioni e ruoli si invertono: l’uomo indossa mini giacche in jeans che scoprono l’ombelico e le donne si danno un tono con le maxi scultoree giacche uomo. Può piacere o meno, ma come diceva il rapper 2Pac:

Sono 100% originale ed è ciò che mi ha portato fino a qui“.

Guarda la collezione Malibu SS2018:

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Sulvam collezione primavera estate 2018

Istinto e creatività, Sulvam è il brand che rappresenta la contemporaneità e la decostruzione.

Teppe Fujita, designer ed ex produttore di modelli per Yohji Yamamoto, celebra con le sue creazioni, l’imperfezione.

Le cuciture degli abiti sono solo degli accenni, i tagli si fanno più evidenti, il navy è in contrasto con l’avorio e il rosa viene indossato con disinvoltura per questa collezione Primavera Estate 2018.

Le t-shirt assumono un ruolo preponderante e si mettono in mostra sopra le camicie, i ruoli si invertono, i tagli sono vivi e i tessuti sfilacciati, c’è una totale cura della noncuranza.

Classe 1984, il giapponese Teppei Fujita fonda il brand Sulvam nel 2014 dopo essersi diplomato al Bunka Fashion College e dopo una lunga collaborazione presso la maison Yohji Yamamoto; il suo stile fa tesoro della lezione del grande maestro, sviluppando un tailoring reinterpretato in chiave moderna e contemporanea con una particolare attenzione alle silhouette innovative e di tendenza.

Collezione Sulvam SS 2018:



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Tutti i travestimenti delle donne di Salvatore Vignola – collezione FW 17/18

Da sempre muse dei grandi uomini, le donne sono state e continuano ad essere fonte di ispirazione per artisti, pittori, registi, scultori e poeti. A loro sono dedicate le righe sofferenti di amori non ricambiati, a loro i romanzi che descrivono le grandi passioni, a loro immagine e somiglianza le perfette forme bronzee di veneri inarrivabili.

Sono diverse e pure tutte accomunate dal grande dono che la natura le ha insignite, quell’atteggiamento materno che noi tutti riconosciamo ma che non riusciamo a definire totalmente, lo abbiamo però impresso nella memoria come un odore, una sensazione familiare, come un profumo estivo o una folata di vento che arriva dal mare.

E’ a queste donne, ed in particolar modo a sua madre, che Salvatore Vignola, giovane designer italiano, ha dedicato la collezione autunno inverno 2017/18.







Ogni capo è narrazione di forza, volontà, storia, possiamo trovarvi una Giovanna D’Arco o una più leziosa Marchesa Casati, con le sue pomposità, i suoi vezzi e il suo fedele black.

Sono donne che arrivano da ogni angolo di mondo, indossano pantaloni a zampa, rimando dei ’70 o i gessati con taglio, che li rende più trendy; si copre di voile e tulle come una romantica donna rinascimentale oppure broccati dorati come una dama reale; le donne di Salvatore Vignola amano la trasformazione e non temono il cambiamento.









Daks London, gentiluomo inglese in regata

Niente di più contagioso del sorriso, questo lo sa bene anche Filippo Scufficreative director del brand Daks London che ha letteralmente trasportato il pubblico presente in sfilata, tra gli ammalianti sorrisi dei men in passerella, a quell’epoca dove la bellezza è bon ton, eleganza, cavalleria, classe, cultura, al periodo della “Social Season“.

Quel periodo dell’anno dove i membri di una élite sociale sono soliti tenere balli per debuttanti, cene, grandi eventi di carità; i figli, raggiunta l’età matura, a seguito di una adeguata educazione, fanno il loro ingresso in società; le donne sono pronte a mostrare quanto hanno appreso in fatto di grazia e buone maniere e un particolare evento sciorina gentiluomini in giacca e cravatta: la Henley Royal Regatta!

E’ a questa disciplina di canottaggio e al suo tocco elegant-chic che Daks London si ispira per la collezione Spring Summer 2018.

La Henley Royal Regatta è definita la regata più nota del mondo, una delle preferite nell’agenda sociale di coloro che amano gli inglesi. Sulle rive del fiume Tamigi, eleganti gentiluomini inglesi vivono un’autentica esperienza di vita britannica dietro un rigoroso dress code: il blazer deve avere i colori del club di canottaggio, è bene indossare il berretto, è vietato l’uso di telefoni cellulari in quanto l’atmosfera dovrebbe ricordare un “party inglese del periodo edoardiano“, sono ammesse le battute spiritose a cui le donne ricambiano con un sorriso solo perché a farle sono uomini belli da morire o perché si è già al terzo bicchiere di Pimm’s.

Guarda la collezione DAKS LONDON SPRING SUMMER 2018



Rivivere il passato con uno smalto nuovo e brillante è una caratteristica del brand Daks London, che anche con questa proposta stagionale da’ speranza alla moda maschile di tornare a risorgere con raffinatezza, con un gusto garbato, bandendo i pantaloni stracciati o le over size degli anni ’80 che hanno sfilato durante la Milano Moda Uomo.

Daks si circonda di una atmosfera retrò, dei canoisti d’occasione in giacche stemmate, in pantaloni morbidi dalla vita alta e maglia rigorosamente indossata con camicia “club collar”, il collo tondo tipico del “preppy style”.

Il profumo è quello delle campagne inglesi, delle primavere di pic-nic alla “Brideshead revisited“, tra un sorso di champagne e un giro sul Tamigi, nelle tiepide ore in cui l’allumeuse che si arriccia la ciocca con le dita si abbandona.

Da sempre la distinzione è forza in casa DAKS, soprattutto quando si parla di ricerca tessuti: pied de poule, lo spinato e rigature, varie window check e il famoso House Check, che rappresenta l’heritage del brand, cotone e naturalmente il lino irlandese. Non mancano nei dettagli borse, cinture e il tipico cappello da regata con il nastro colorato, che tanto mi rimanda a Venezia, a quello indossato da Tadzio, quel giovane fanciullo che fece gioire e patire l’autore Gustav “von” Aschenbach, quel Narciso dal sorriso ammaliante che trascinò lo spirito di Gustav dal barbiere per tingersi capelli e baffetti, gli stessi (finti) proposti in sfilata da Daks London.

Guarda la collezione DAKS LONDON SPRING SUMMER 2018 – Atmosfera



 

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Nelle tribù africane la pittura corporea rappresenta la massima espressione artistica dell’io. Ci si “maschera” quando si va a caccia, ci si colora il viso per festeggiare un evento, per “chiamare la pioggia“, per cacciare gli spiriti. In Niger le tribù nomadi del Sahel gareggiano con le labbra annerite di carbone e il viso coperto di ocra, per contendersi i favori delle fanciulle in età da marito; è un rito seduttivo dove vincono i colori e le complessità dei disegni.

Il marchio di moda Frankie Morello ha affascinato il pubblico della Milano Moda Uomo con una collezione che è omaggio all’ambiguità delle maschere, una celebrazione al mistero, ed esaltazione di una realtà immaginifica.



La collezione Primavera Estate 2018 di Frankie Morello disegna uno spazio dove umanoidi Avatar si mescolano con soggetti che sembrano arrivare da una realtà tribale, indossano grosse collane di legno, pietra, ossi e sugheri. E’ un uomo che si sposta dai fondali marini, camminandoci sopra come un Cristo e come Christo ha permesso recentemente con la sua opera “The Floating Piers“, la passerella gialla galleggiante sul Lago d’Iseo.
E’ un man in black tra gli extraterrestri, un agente segreto che veste materiali tecnologici quali cavi e fili elettrici accostati a ricami handmade a filo, classica stringata in cuoio o sneakers in pelle e canvas con stampe.



Una collezione-metamorfosi dalla preponderanza di neri, blu elettrici, denim, contaminazioni rock e geometriche; una visione, quella di Nicholas Poggioli, direttore artistico di Frankie Morello, che apre le acque alla maniera di Mosè, dentro puoi vederci il nulla o il tutto, il mistero della vita, della fede, dell’esistenza di esseri superiori; natura e tradizione sono un tutt’uno, l’astrattismo diventa concreto e l’impossibile diviene possibile.

Guarda la collezione Primavera Estate 2018 di Frankie Morello:



 

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Tutto il meglio dalle sfilate alla Montecarlo Fashion Week 2017

Si è appena conclusa la quinta edizione della Montecarlo Fashion Week, l’evento glamour tanto atteso con un parterre di nomi internazionali del panorama della moda: Naomi Campbell, premiata alla MCFW Ceremony Fashion Awards, Chiara Boni, designer del brand La Petite Robe riceve il Made in Italy Fashion Award e Nima Benati, la giovane fotografa italiana insignita come nuovo talento emergente.

Le sfilate, iniziate il 2 giugno in concomitanza con la Festa della Repubblica, si aprono con la pre-collezione Spring/Summer 2018 di Chiara Boni.

La Petite Robe di Chiara Boni

Boutique in Europa, Medio Oriente, Russia e Canada, il brand La Petite Robe di Chiara Boni è la risposta a chi vuole conciliare eleganza e comodità, per chi pensava fosse impossibile la designer fiorentina, attraverso l’uso sapiente della manifattura, capacità, esperienza che la contraddistingue, ha ideato abiti dalla forma a sirena utilizzando un tessuto stretch che avvolge il corpo esaltandone la sinuosità e la femminilità.

Una capsule collection Beachwear, anticipazione della Primavera Estate 2018, dove dominano i bianchi e i neri, jumpsuites con giocose maniche a sbuffo e baschine, il tocco trendy è dato da speciali turbanti, del medesimo tessuto, arricchiti da fiori stilizzati.

La moda Chiara Boni veste perfettamente ogni forma femminile, per una donna in carriera, valigia alla mano, che non vuole rinunciare ad avere l’abito da gran soirée sempre con sé.

(foto Saverio Chiappalone)

Beach & Cashmere Monaco di Federica Nardoni Spinetta

Una collezione grintosa con richiami fifties dalle gonne a ruota alle camicette allacciate in vita, una Olivia Newton-John di carattere dalla scarpetta rossa tacco a spillo. La collezione, nata dalla collaborazione tra Federica Nardoni Spinetta e Rosanna Trinchese, si arricchisce, oltre ai bikini, di miniabiti, accessori come borse dalle tracolle stellate, jeans boyish style e maxi collane.

Josephine Bonair

Mistica la collezione a partire dai colori, viola e turchese intenso, porpora e gold. L’ambientazione è quella fantastica tra un paesaggio orientale dove le donne indossano kimono abbinati a calze silver alla caviglia, e quella più fiabesca di una principessa dal lungo strascico in voile rosa e corpetto azzurro. Paricolare attenzione ai dettagli, dalle borsette con tracolla fiorata, alle calze in velo e lurex. La chicca: il corpetto dorato con ritratto di Maria Antonietta.



Luca Taiana

Alternativo il marchio Luca Taiana, che prende il nome dal suo creatore, una collection di capi in denim stretch dalle forme costruite impreziosite da lamine e glitter, i volumi sono ampi, i tessuti trasparenti, come i bomber e le camicie sportif.
Il tocco romantico che lo contraddistingue, arriva con il pizzo sangallo sui maxi cuissard e zainetti.
Quella di Luca Taiana è una donna che osa.

Istituto Marangoni Paris

L’Istituto Marangoni di Parigi sfila per la seconda volta alla Montecarlo Fashion Week; quattro sono i talenti che rappresentano la creatività francese: Sainiya He, Ophélie Berton, Hèléne Lennon, Fatima Danielsson. Quattro culture diverse provenienti da Cina, Francia e Svizzera, che raccontano la loro visione della moda con un’impronta al luxury del tutto italiana.

Fatima Danielsson propone maxi giacche strutturate, camicie dalle maniche e dai colli over, seguendo una tendenza di stagione che ha già sfilato sulle passerelle milanesi. Da tenere d’occhio.



Edda Berg

Sotto la voce melodica di Emma Morton, voce finalista del programma X Factor, giovane e fresca la collezione di Edda Berg dal tema floreale; di paglia le borse a mano tonde, i secchielli e gli zaini, le fasce colorate incorniciano il viso, la vestibilità degli abiti è fluida e non costringe il corpo, balze e pizzi per gli abiti da sera, ricami a fiori per le gonne che sembrano dei prati sbocciati di primavera.

Annalisa Queen

E’ il contrasto il tema dominante della collezione di Annalisa Queen: colori invernali mixati a tessuti dalla fluidità estiva, l’artificiale pitone ecologico avvolge il naturale sughero, elemento chiave della capsule; le tonalità più fredde si accostano a quelle calde dell’arancio. Le linee sono essenziali, declinate in mood daily fino all’abito cocktail; il total look comprende accessori come borse e bracciali, dello stesso tessuto di cui sono fatti gli abiti.

Royal Beachwear

Dopo la presentazione a Milano, il brand Royal Beachwear espone anche alla Montecarlo Fashion Week una capsule di costumi luxury dedicati al mondo maschile. Quattro le varianti: un omaggio a Santorini per il costume dalle linee bianche e blu, stemmi blasonati per la fantasia di Elba, azzurro mediterraneo per ricordare le acque cangianti di Capri e infine bordeaux acceso, dedica al lusso patinato di Montecarlo. I dettagli della linea fanno la differenza sulle altre collezioni di costumi, capo di vendita in netta crescita, con finalini personalizzati, logo ricamato e taschini con bottone. Teniamo d’occhio il duo creatore Daniele Motta Locatelli e Manuel Chisso perché sono già intenzionati ad una capsule total look uomo e perché no, al mondo infinito della donna.



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