Doria 1905 a Pitti Immagine Uomo 91

BACK TO CLASSIC
17-18 FALL-WINTER COLLECTION


Ritorno alle origini della storica azienda salentina: un elegante omaggio alle radici sartoriali, autentiche e preziose, una sintesi della passione artigiana attraverso i grandi classici

La collezione Doria 1905 trae linfa creativa dalla rivisitazione del suo importante passato e dallo studio gli archivi storici dell¹azienda.

Il grande ritorno al classico si sviluppa attorno ai grandi capisaldi e alle lavorazioni che hanno reso lo storico marchio una vera e propria icona della sartorialità del berretto e del cappello in tessuto. I capi sembrano appena usciti dal laboratorio di un cappellaio, che però pone uno sguardo attento ai codici della moda contemporanea.
Come vuole la tradizione artigiana, ogni forma di berretto è realizzabile in diversi tessuti per interpretare ogni stile.

Tradizione e ricerca vivono in armonia con la passione artigiana di Casa Doria 1905, rappresentano gli ingredienti di ogni capo, studiato e realizzato con cura in ogni dettaglio dalle sapienti mani degli artigiani, in grado di combinare raffinatezze sartoriali e tecniche innovative. La filiera produttiva si sofferma con cura in ogni fase, dal taglio in sbieco in alcuni particolari complementi, alla cura dello stiro sulle antiche forma di legno, dalla ricercatezza delle fodere che riportano il crest stampato all¹originale scudetto Doria 1905, alla spazzolatura finale, rigorosamente manuale e su legno, riservata ad ogni copricapo.

Ogni fase della lavorazione fa di ogni cappello DORIA 1905 un¹icona del “Fatto a Mano” rigorosamente ed esclusivamente Made in Italy.

Il tema del Viaggio, che ha caratterizzato le collezioni delle scorse stagioni questa volta si ripiega su sé stesso e crea come contenuto dominante il mood del classico, facendo rivivere lo spirito elegante degli Anni Venti dell’azienda.
L’ispirazione si traduce in tessuti caldi dalle disegnature tradizionali declinate in un gusto disinvolto, grandi chevron ton-sur-ton per caps tascabili, Prince-of-Wales che giocano con righe colorate dal gusto retrò e inaspettati loden in disegni tartan dedicati a un gentleman d’antan.
I colori sono caldi ma intesi, gli accostamenti cromatici raffinati e lavorazioni ricercate, illuminano la collezione. Come sempre anche la palette cromatica della collezione rende omaggio al territorio salentino, alle sue fragranze e ai suoi sapori: Mostarda, Zafferano, Negroamaro, Malvasia, Fondente, Tufo, Fumo, Notte, Marino, Cipria, Oliva e Bosco, colorano i cappelli e gli accessori per creare una collezione raffinata, unica e preziosa.

112 anni di passione artigiana, sodalizio tra genio imprenditoriale e raffinata sartorialità

BENSIMON COLLECTION A PITTI IMMAGINE UOMO 91

LA LEGGENDARIA TENNIS PARIGINA DANZA A PITTI IMMAGINE UOMO 91

Si aprono le danze anche per Bensimon che si sta preparando alla prossima edizione di Pitti Immagine Uomo in programma dal 10 al 13 gennaio 2017 a Firenze.

Pitti Dance Off, il tema guida della manifestazione, sarà per BENSIMON uno straordinario palcoscenico dove poter esibire il concetto dell’art de vivre che ruota attorno al marchio.
Molto più che una semplice sneaker, la famosa tennis Bensimon è il risultato di un sensibile ed eclettico dialogo con il mondo dell’arte, della letteratura e dei viaggi: glamour e funzionale, semplice e sofisticata, umile ma già leggendaria, ultra francese ma anche ultra internazionale, la tennis Bensimon rappresenta l’arte di vivere semplice e autentica.


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Da anni la tennis Bensimon è l’emblema dello stile parigino nel mondo, un oggetto di culto e passione che riassume l’espressione artistica del suo creatore Serge Bensimon. Un uomo eclettico che ha costruito il marchio attorno al piacere della scoperta, dell’apertura e dei viaggi. Un uomo curioso, appassionato, pacato e osservatore che ha fatto dei proprio incontri un prezioso tesoro.

Come il più recente incontro con Aspesi, il brand di abbigliamento dallo spirito “non convenzionale e intenzionalmente non pubblicizzato” che si è distinto per le forme ricercate dei suoi capi basici e contemporanei.
Aspesi, come Bensimon, è l’emblema di un marchio senza tempo, essenziale e chic che rappresenta prima di tutto un senso innato del bello e del gusto per l’essenziale.
In occasione di Pitti Uomo 91 gli store di Aspesi a Firenze in via Porta Rossa esporranno le mitiche tennis nei classici colori BASIC.


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ROY ROGER’S COLLEZIONE UOMO FW 2017-18

ROY ROGER’S COLLEZIONE UOMO FW 2017-18
L’INCONTRO TRA MONDI DIVERSI


Sono gli accostamenti insoliti – del denim con tessuti e fantasie appartenenti ad altri mondi – il leit motiv della prossima collezione Roy Roger’s FW 2017-18 uomo che rinnova l’interpretazione del capo vintage, trasformandolo in un look raffinato-contemporaneo.

Nella Sezione Denim, nuove proposte per le linee Superior, ispirata a modelli e tessuti dall’Archivio storico Roy Roger’s ma reinterpretati in chiave moderna; Deluxe, che ha dettagli tecnici più grintosi; e per la capsule RR’S dove i particolari diventano lo stile.

Superior

Questa stagione i dettagli della linea Superior si ispirano ai disegni floreali dei tessuti-tappeto dall’Archivio Roy Roger’s, acquistati in occasione di viaggi-ricerca in terre straniere. Riprodotti da un’azienda francese specializzata in tessuti jacquard di pregio, le nuove fantasie diventano i dettagli interni ed esterni dei pantaloni. Vengono usate per salpe ricamate in pelle nei jeans mentre, nella nuova proposta di chino – realizzato in un denim speciale, irregolare nelle fibre come i tessuti da lavoro anni ’50 – anche per dettagli come la bottoniera e i ricami delle tasche interne. E nella ricerca di una nuova identità, i pantaloni chino mostrano punte di colore nei travetti, nelle asole, nel piping a  quadri, posto sul fianco sinistro del pantalone; e hanno una maxi etichetta con grafiche coloniali, all’interno della tasca destra.

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Deluxe

Il denim incontra sperimentazioni e dettagli tecnici nella linea Deluxe. Cosi i jeans, pur sottoposti a processi classici per lavaggi, rotture e rammendi, hanno dettagli all’avanguardia per termosaldature, laserature e nei tagli essenziali. La palette colore prevede una gamma scura e dark con una predominanza di blue-black che esalta l’incontro tra i due mondi.
RR’S
La capsule RR’S miscela tessuti estranei al mondo denim – come disegni di carte da parati inglesi o tessuti da cravatta provenienti dalla più storica azienda inglese, leader nel settore – con bottoni e fili che riprendono le cromie dei tessuti utilizzati.
I lavaggi sono soft ed eleganti, perfetti da portare con giacca e scarpa classica.
Tra le novità il denim in misto cashmere cimosato, realizzato in Italia in esclusiva per Roy Roger’s.

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L’ispirazione militare è uno dei temi guida dei Capospalla sportivi. Cosi il peacot, realizzato jacquard in lana con disegno camouflage, è chiuso da bottoni gommati con il simbolo della marina militare; i parka in cotone, hanno patch termosaldate ispirate alle uniformi della seconda Guerra Mondiale; i nuovi bomber, in raso-nylon bordeaux o nero, mostrano patch militari ricamati in tono.
Si traducono in un linguaggio contemporaneo, le giacche e i cappotti dalla linea classica nei loro tessuti.maglia; i capospalla in pelle, grazie a nuove sperimentazioni di lavorazioni e lavaggi; il barracuda imbottito in ovatta ed le altre proposte con il cappuccio in felpa.


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Completa la collezione Roy Roger’s FW 2017-18, la linea di Maglieria made in Toscana con una proposta di modelli classici re-interpretati nei punti e nell’ampia scelta di colori. Hanno dettagli in denim e saranno vendute all’interno di piccolo tubo in color cartone.

ROY ROGER’S MENSWEAR COLLECTION FW 2017-18
THE ENCOUNTER OF DIVERSE WORLDS

Original combinations of denim with fabrics and prints belonging to different worlds are the leitmotif of the Roy Roger’s men’s FW 2017.18 collection, restyling the interpretation of the vintage garment, transforming it into a sophisticated-contemporary look.

The Denim section features new proposals for the Superior ranges, inspired by models and fabrics from the Roy Roger’s Historic Archives reinterpreted in a modern key; for the Deluxe showcasing the gutsiest technical details, and for the RR’S, where it is the details that make the style.

Superior
This season the details of the Superior range are inspired by the floral designs of the carpet-fabrics from the Roy Roger’s Archives, purchased during research missions in foreign countries.
Reproduced by a French company specialised in precious Jacquard fabrics, the new prints become the internal and external details of the pants.
In the jeans they may be in the leather labels; in the new chinos – made from a special irregular-yarn denim like the workwear fabrics of the 1950s – they are used for the button flap and the embroideries of the inside chambray pockets. In quest of a new identity, the chino pants reveal glimpses of colour in the end stitches of the buttonholes and in the checked piping on the left hand side of the pants; they also have an extra-large label with colonial graphics inside the right pocket.
Deluxe
Denim encounters experimentation and technical details in the Deluxe range. Thus, although the washes, rips and darns are classic, the jeans also feature avant-garde touches in the heat-sealing and laser treatments and the essential cuts. The range of the colour palette is dark with a predominance of blue-black setting off the encounter of the two worlds.
RR’S
The RR’S capsule meshes fabrics extraneous to the world of denim – such as the designs of English wallpaper or tie fabrics from the very oldest English manufacturer, a market leader – with buttons and threads that echo the colours of the fabrics used. The washes are soft and elegant, perfect for wearing with jackets and classic shoes.
One of the novelties is the selvedge denim in mixed cashmere, made in Italy exclusively for Roy Roger’s.

Military inspiration is one of the guiding themes of the casual Outerwear range. So we have the reefer jacket in camouflage design Jacquard trimmed with rubberised buttons bearing the symbol of the Navy; the cotton parkas have heat-sealed patches inspired by the uniforms of the Second World War; the new bomber jackets in claret or black nylon satin have military patches with self-shade embroidery.
The coats and jackets of the classic range are translated into a contemporary language through the use of knit fabrics, and the leather outerwear through the experimentation of new processes and washes, in addition to the cotton-padded Baracuta jacket and the other proposals with plush hoods.

The Roy Roger’s FW 17.18 collection is rounded off by the range of Made in Tuscany Knitwear proposing classical models restyled in terms of the stitches used and the wide choice of colours. They feature details in denim and will be sold packed inside small cardboard-coloured tubes.

Anna, modella del mese dicembre

ANNA, MODELLA DEL MESE DICEMBRE

Model: Anna Hegedus – @2morrowimage

Photography & Styling Miriam De Nicolo’

Make up Manuel Montanari

Hair Mattia Flora

Thanks to Probeat Agency Milan

sx abito in suede brown Springfield (Amazon) – dx giacca ecopelle Pimkie, scarpe New Rock




giacca in pelle e slip in pizzo Pimkie




guanti in pelle Bruno Carlo, abito in suede brown Springfield (Amazon)




camicia denim Wrangler, jeans Cheap Monday, cuffie Skullcandy, stivali in suede ruggine Vanessa Bruno (Amazon).




sx gilet denim MCS – dx giacca ecopelle, completo in pizzo Pimkie




giacca zippata verde militare Henry Cotton’s, pantalone beige in maglia effetto righe Nenette




sx giacca in ecopelle e reggiseno Pimkie – dx abito in suede brown Springfield Amazon, pantaloni a righe Wood Wood (Amazon), guanti in pelle Bruno Carlo




abito/t-shirt Vans, collana Double U Frank




sx abito suede Springfield (Amazon) – dx abito/t-shirt Vans, collana Double U Frenk

Cosa vedere a Roma – mete da non perdere nella capitale

Tutto quello che i turisti non dicono ma i romani sì.

Roma caput mundi, Roma città dei sogni, dove ancora molti giovani arrivano con le tasche piene di aspettative, Roma teatro aperto dove tutti sono attori, veri o mancati.

Le strade di Roma sono un via vai di preti, li vedi passeggiare in fila silenziosi, scene felliniane che trasformano la città in un film in bianco e nero, sono ipnotici e regalano a Roma una magia che non trovi in nessun altro luogo del mondo.

Chi ci abita questo non lo sa, non sa dell’incanto che lascia a chi Roma la respira solo per qualche giorno, loro no, sminuiscono, drammatizzano, si lamentano, perchè vivono tutti i disagi, reali, di una città trascurata dall’uomo, ecco Roma è un po’ come una donna bellissima innamorata di uno stronzo. Ma in fondo, i romani stessi, la amano, non possono farne a meno, non possono allontanarsi, ne sono dipendenti e rimangono lì, trascinati dal tempo, dai fatti, imbevuti dell’energia che il mondo porta, con le loro curiosità, le loro domande.

Ci si sente a casa, ma senza le comodità di casa, l’efficienza dei trasporti è insufficiente bisogna ammetterlo, autobus che non segnalano le fermate (io come faccio a sapere dove dovrò scendere se non lo trovo scritto da nessuna parte? “Lei pretende troppo signo’, nun vorrà abituasse troppo bbene?!” Mi risponde una signora). E come puoi arrabbiarti quando regna il buonumore? Vivono in uno stato di rassegnazione pacifica, autisti a parte, obbligati ad ore di coda tutti i santi giorni. E lì le parolacce volano; ma anche questo fa parte del folclore romano!

La gioia più grande però è passeggiare per Roma e sapere che intorno a te hai oltre tre millenni di storia, e sapere che da quelle mura, tutta la civiltà europea ne è stata influenzata, fa venire i brividi.

La capitale d’Italia è anche capitale della cultura, della lingua, dell’arte e della letteratura, della filosofia e della religione, è il centro d’espressione del patrimonio artistico e storico dell’intero mondo occidentale, nonché Patrimonio UNESCO.

Vediamo insieme alcune delle mete dell’Urbe, dai musei alle piazze fino a qualche consiglio su dove cenare o passare una serata in compagnia.


FONTANA DEI QUATTRO FIUMI


La fontana si trova al centro di Piazza Navona ed è stata progettata realizzata dall’architetto Gian Lorenzo Bernini tra il 1648 e il 1651. La scultura rappresenta i fiumi dei quattro continenti: Nilo, Gange, Danubio e Rio della Plata; molto suggestiva di notte, con la piazza illuminata che risalta i rilievi barocchi e l’incredibile espressività delle statue.



PANTHEON

Il più bel resto dell’età romana, che ci appare esattamente come lo vedevano i romani. Il Pantheon, fondato tra il 25 e il 27 a.C. da Agrippa, è rimasto intatto attraverso i secoli e fu tempio dedicato ai 12 Dei e al sovrano vivente.
Secondo uno studio architettonico il Pantheon risulterebbe come una sfera perfetta perchè la sua altezza è uguale al suo diametro: 43 m e 44 cm per 43 m e 44 cm., un perfetto disegno di pietra fatto di equilibrio e stabilità. Attraverso l’oculus, l’unica finestra a forma di cerchio, passa la luce, il calore, ma anche l’acqua! Ottimo come osservatorio astrologico, nelle notti di pioggia dev’esser stato meno piacevole.

Pantheon
Pantheon


PIAZZA DEL POPOLO

La più celebre piazza di Roma ha come ciliegina un grande obelisco alto 24 metri, Obelisco Flaminio, portato lì da Augusto ma costruito ai tempi dei faraoni Ramesse II e Merenptah, stiamo parlando dei 1232-1220 a.C. e la meraviglia di averlo di fronte a te, bevendo un cappuccino a Bar Canova, è la stessa meraviglia nel veder passare i taxi accanto, da proibire a mio parere, è come aggiungere un chiodo in pelle alla mise di una cortigiana. Suggestiva la piazza vista dalla Terrazza del Pincio, di notte.

Piazza del Popolo vista dalla terrazza del Pincio
Piazza del Popolo vista dalla terrazza del Pincio


GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA



La Galleria Nazionale d’Arte Moderna
si trova in viale delle Belle Arti 131 nelle vicinanze della Galleria Borghese, a cui si arriva in 15/20 minuti a piedi circa; la scalinata per accedervi le dona un fascino da “tempio dell’arte”.

Sono presenti mostre permanenti e itineranti e numerosi progetti come quello del “Museum Beauty Contest “: un concorso di bellezza rivolto ai visitatori della galleria, i cui protagonisti sono i soggetti delle opere d’arte presenti in mostra, ritratti di signora inizi ‘900 o sculture di dei del VII secolo a.C. Molto divertente!

Assolutamente da non perdere, troviamo rappresentanti dell’Ottocento francese come Courbet e il suo inquieto mare, avanguardisti come Balla, i De Chirico e i suoi inconfondibili tagli trasversali di luce netta, le eleganti signore alle corse al Bois de Boulogne nel trittico De Nittis, le figure snelle di Boldini, la voluttuosa Bagnante di Francesco Hayez 1844, la rossa Gorgone e gli Eroi 1890, delle sculture di Boccioni, le foto surrealiste di Man Ray, le mistiche tentazioni viste da Domenico Morelli, un ritratto ancora senz’anima di Modigliani e la scultura di Canova che subito riporta al Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, custodita nella cappella di Sansevero a Napoli, per la leggerezza marmorea del velo posato sul corpo di Ercole.



Se vi capita di essere corteggiate da un romano, state certe che per stupirvi vi porterà alla piazza sede della Villa del Priorato di Malta, invitandovi a guardare attraverso il buco della serratura del portone d’ingresso dove si può vedere, in lontananza, la Cupola di San Pietro. Effetto assicurato!

Un altro giochetto ottico d’impatto ha come pratogonista sempre il Cupolone visto da via Nicolò Piccolomini, nei pressi della collina del Gianicolo. Percorrendo la via dove la cupola di San Pietro è perfettamente centrata alla strada rettilinea, la si vedrà rimpicciolirsi in maniera esponenziale; al contrario, percorrendo la strada in senso inverso, se siete in auto ad esempio voltandovi, la vedrete ingrandirsi tanto da decifrarne i dettagli. Qual è la spiegazione logica? Forse un urbanista un po’ pazzerello!

TRASTEVERE

Il rione più caratteristico a Roma è senza dubbio Trastevere, posizione strategica anche se si vuole alloggiare per pochi giorni e per le donne che non rinunciano al tacco nemmeno sotto minaccia dei sampietrini! Comodo perchè la sera, se non siete muniti di auto e quindi non potete spostarvi, offre ristoranti, locali, bar e caffetterie per tutti i gusti.

In un labirinto di viottoli, tra turisti e trasteverini (considerati un popolo a sé dai romani, distinti per la loro fierezza, schiettezza e bizzarrìa) trovate “Ombre Rosse” dove sarà facile incontare uno dei tanti “personaggi trasteverini”, dai capelli bianchi e barba lunga, ingioiellato fino al collo, con tanto di mantella regale e libro esoterico sotto il braccio, mentre canta qualche nenia ai passanti curiosi. Un Leonardo matto dei giorni nostri. E questo vi assicuro è il bello di Roma, la gente!

Nessun altro locale dove sentirsi un vero romano dopo qualche calice di vino, “Grazia & Graziella” – e poi lasciamo alla vostra fantasia finire la frase…- è tappa fissa per un drink in compagnia o per un classico tonnarello cacio e pepe in un ambiente familiare con personale simpatico, e sei subito “a casa”. Verrete accolti da Angelo che in inverno vi offrirà, ebbene sì, un vin brulè bollente. Ci si ritorna sempre volentieri!

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VILLA DORIA PAMPHILI

Villa Doria Pamphili è il parco più grande di Roma e una delle ville meglio conservate della città. 184 ettari di superficie nobile dove oggi adolescenti, ragazzi, nonni e cani si sbaciucchiano appassionatamente. Il paesaggio è meraviglioso in primavera e in estate e ricorda i prati verdeggianti di Monet.

uno scorcio del parco di Villa Pamphili
uno scorcio del parco di Villa Pamphili


MERCATO DI PORTA PORTESE

Onestamente è stato una delusione, mi aspettavo il folclore tipico romano, le filastrocche con le rime, il caos di chi “te vo’ venne a robba sua”, il cibo di strada, invece si trovano solo ammassi di bancarelle bengalesi e indiane, come in qualsiasi altro mercato.

MERCATO DI CAMPO DE’ FIORI

Al centro della piazza di Campo de’ Fiori, tra ristoranti che servono würstel e omelette alle nove del mattino e cappuccini alle cinque del pomeriggio, si estende il mercato di alimenti, dove poter assaggiare le marmellate, i pomodorini secchi, i liquori cremosi. Non è particolarmente grande ma è molto caratteristico e nelle vicinanze si trovano le storiche vie che prendono il nome degli artigiani che un tempo lì vi hanno lavorato: via dei Giubbonari, via dei Cappellari, via dei Baullari.

CAFFE’ SANT’EUSTACHIO

Se amate il caffè, da veri italiani, portate a casa lo speciale Caffè Sant’Eustachio, uno dei migliori d’Italia. Il bar nasce nel 1938 e conserva ancora l’apparecchio per la torrefazione a legna; si trova a due passi dal Pantheon e della miscela aromatica e profumata non potrete più fare a meno!


GINGER SAPORI E SALUTE


In via Borgognona 43-46 si trova “Ginger, sapori e salute“, punto di riferimento per chi è alla ricerca di una dieta sana. Speciali gli smoothie a colazione, Ginger propone prodotti di agricolutura biologica e sostenibile, con una vasta scelta di piatti vegani e vegetariani. Atmosfera luminosa ottima per un pranzo, forse un po’ meno per una cena.

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LA CIAMBELLA

Se volete provare piatti tipici della cucina romana, ma rivisitati in chiave moderna, questo è il posto giusto! La Ciambella Bar à Vin con Cucina si trova in via Arco della Ciambella 20 ed è gestito da due adorabili donne, una chef in cucina e Mirka ai tavoli. Ottima la trippa in vasetto con pecorino e menta e gli spaghettoni Mancini (con pomodori pachino e pecorino), provenienti da un’azienda che, unico caso in Italia, coltiva il grano e lo produce. Ambiente sobrio, qualità dei prodotti ottima e servizio eccellente; quando l’amore per la cucina e la passione per il proprio lavoro si incontrano, il risultato non può che esser buono!



LA MUCCA ASSASSINA

Dulcis in fundo, per concludere in bellezza il vostro soggiorno a Roma, non potete non vedere uno spaccato dell’Italia, in uno dei locali più gettonati nell’ambiente LGBT: Il Muccassassina.
Il locale nasce nei primi anni ‘90 come serata per l’autofinanziamento del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, associazione di volontariato che si occupa dei diritti civili delle persone glbt, di lotta all’AIDS e all’omofobia. All’inizio le serate si svolgevano
all’interno dei padiglioni dell’ex Mattatoio di Testaccio a Roma, è da qui che prende il nome il party e il logo: una mucca che impugna una falce per vendicare le sue compagne macellate.
Oggi è un vero e proprio fenomeno di costume, con serate a tema e dove suonano dj di fama internazionale. E’ disposta su tre livelli e offre musica pop, R’n ‘B, commerciale, house, techno house, ma la vera vita del Muccassassina la trovate all’ultimo, dove si svolgono gli spettacoli sul palco con i fisici più belli d’Italia, e dove ciascuno è libero di amare chi gli pare. Divertimento assicurato!


(in copertina uno scorcio di Villa Pamphili
foto M.D.N.)

In risposta al GRANDE BOH sull’arte

Poco tempo fa sono stata invitata alla press preview della mostra tenutasi a Palazzo Reale dell’artista Vanessa Beecroft, ne parlo qui, uscita poi da quelle stanze colma di dubbi sulla qualità e sul senso di quelle Polaroid, lì a raccontare cosa?!?

Il direttore di Style, il magazine di moda maschile del Corriere della Sera, Alessandro Calascibetta, leggendo la mia recensione, mi ha invitato a sfogliare il numero di Dicembre incentrato proprio sull’arte e sulla sua comprensione.
A fondo pagina “IL GRANDE BOH”, un interessante articolo di Andrea Rossi, che si interroga “E’ l’habitat che fa l’opera d’arte? No. È il mercato che fa l’opera d’arte? Si, senza dubbio“.

Ecco, se le Polaroid della Beecroft (ripeto artista che stimo e seguo da tempo) si fossero trovate non a Palazzo Reale ma al bar di zio Peppe, avrebbero avuto lo stesso valore? Io credo che, per il signore che prende il cappuccino al bar di zio Peppe, lo stesso signore che conosce le installazioni della Beecroft, UNA di quelle immagini possa avere lo stesso significato; ma zia Pina che guarda la D’Urso la domenica pomeriggio, si fermerebbe solo per esclamare un “cus a l’è quel culo infangato lì? Guarda che costuma’



E ad ogni modo anche il conoscitore dell’intera opera Beecroft, qualche domanda se l’è posta: 36 Polaroid di backstage cosa raccontano della complessità artistica 1993-2016 con dei soli primi piani di volti pittati?

Rossi sottolinea che “è il mercato a fare l’opera d’arte” e con questa affermazione è vicino al mio pensiero quindi.

Ricordiamoci che l’arte non è scienza, ma è per definizione qualcosa di “astratto” rispetto alla scienza e alla matematica. L’arte è ambigua per natura. Certo io posso dire che un’opera di Warhol è bella (cosa che negherò tutta la vita- apprezzo l’intelligenza di Warhol ma non la sua arte) e un altro invece può dire che è una cagata pazzesca. La definizione di “bello” è qualcosa che ha a che vedere col proprio gusto, bagaglio culturale, periodo storico, luogo etc…
Ogni opera d’arte viene percepita individualmente. Non ci sarebbero orde di turisti ammassati a fotografare la Gioconda, se non se ne fosse parlato tanto. Quindi è assolutamente vero che è il mercato a fare l’opera d’arte.
Lo stesso vale nella moda. Chi acquisterebbe una Fendi senza tutta quella pubblicità? Come arriverebbe al cliente, se nessuno vedesse le adv sui giornali, le campagne in TV, gli spot, alle masse arriva tramite questi mezzi, quindi più investi, più possibilità hai che la ragazzina che sfoglia Vogue possa vederla sulle pagine patinate o che la brava mogliettina durante l’ora di cena possa vederla in TV e chiederla prontamente al marito cornuto per Natale!

Anche in ARTE esiste una specie di piramide:

L’ARTISTA è spinto a creare, in genere, per una necessità, una “chiamata” interiore;

Lo scopo del MERCATO è vendere e creare quindi una serie di favolette più o meno interessanti, più o meno divertenti, più o meno scandalose o provocatorie, a mo’ di Bibbia;

E NOI, noi SPETTATORI, siamo quelli che l’arte la mangiano, con gli occhi, la vedono, col cuore, la sentono, con la testa.



(in copertina un’opera di Maurizio Cattelan, Love, 2011)

Stella Jean e il suo messaggio “popolare” – calcio e moda

STELLA JEAN COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 2017

Da sempre impegnata su una moda improntata al sociale e intenta a sensibilizzare anche le masse modaiole, Stella Jean non smette di stupire col suo linguaggio “popolare”.

E per questa collezione primavera estate 2017 utilizza come tema il calcio.
Quello che si gioca per le strade di tutto il mondo, nei cortili di scuola, quello che unisce grandi e piccini in un gioco e una passione comune, quello che non ha età, cultura, razza o religione, ma che è solo fede di socializzazione.

E’ una scelta stilistica che vede in collezione un wardrobe fatto di maglie intarsiate con la fascia da capitano e polo vintage-soccer abbinate a gonne iperfemminili.

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Non solo calcio, ma arte per la stagione primavera estate 2017 Stella Jean, un rimando ai paesaggi esotici hawaiani e alla pittura di Préfete Duffaut, un decorativismo carico di colore e contemporaneità.

Look sportivi, chemisier dalle linee fluide ma anche volumi rubati ai ’40, sperimentazione di un mix & match fatto di atmosfere esotiche e costruzioni borghesi.


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Il dettaglio maschile si sposa al gusto femminile con abiti lunghi e camicie in seta, polo sportive rigate e shorts plissettati, gonne in organza e tailleur e tute in crepe de chine.
Ironiche le stampe con ricami di galli e pannocchie, senza tralasciare mai l’importanza dell’artigianalità e della qualità dei capi Stella Jean.

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Guarda qui l’intera collezione Stella Jean SS2017:



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MILANO MODA UOMO: LA SFILATA DI STELLA JEAN

I MIGLIORI BACKSTAGE DI MILANO MODA DONNA: STELLA JEAN

Le favole raccontate sulle borse di Annalisa Caricato

Sembrano appositamente create per far sorridere, le borse Annalisa Caricato sono come una giornata di sole dopo un lungo inverno.

Come dei fogli bianchi, Annalisa Caricato ci racconta, attraverso i prodotti, le sue origini e i ricordi d’infanzia, le distese dei prati fioriti e la vegetazione pugliese, gli animali con cui giocava e le farfalle colorate che ammirava da bambina.

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Ciascuna bag è un libro nuovo con una nuova fiaba da guardare, dove si sprigionano i colori e tutta la vivacità della fantasia.

La designer cuce personalmente e a mano ogni patta che verrà poi applicata e rifinita nelle botteghe artigiane italiane, grazie alle ultime tecnologie.

I paesaggi popolati da gatti e animali circensi della designer, sono frutto di una sapiente ricerca qualitativa e artistica, che fa del made in Italy la sua forza.

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Non solo borse, Annalisa Caricato vuole cucire a ciascuno una personalità che emerga senza parole, ma attraverso lo stile, come un’ombra di Peter Pan; è così che collega la t-shirt alla minibag. Una maglia con stampa serigrafica curata nei minimi dettagli, che come un filo di Arianna riconduce alla storia.

Grande novità sul mercato delle borse, in continua espansione, dove ironia, qualità, ricercatezza e creatività parlano del brand tutto italiano Annalisa Caricato.

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Pinko firma una capsule collection con Coca-Cola

E’ dalle strade che gli stilisti di tutto il mondo prendono ispirazione per le loro collezioni, e Pinko si rifà proprio alle strade colorate di Cuba per la collezione primavera estate 2017.

La cultura urbana si mescola alla scena hip-hop internazionale e alle sue icone, una collezione che guarda agli anni ’80 e ’90 nei colori e nella visione di una femminilità rock, trasgressiva e alternativa.

Le palette colori è fredda e gioca sui fluo dei gialli, sugli accesi rossi, ingentilendoli con il rosa bon ton, e mixa fantasie tropicali con un richiamo a Cuba e alle notti folli e ballerine.

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La chiave dello streetstwear è mescolare capi di diverso stile e genere, ma sempre con quell’allure sexy che contraddistingue la donna Pinko. E allora l’animalier si abbina alle fantasie tropicali, l’abito romantico in voile ad un bomber colorato, la longuette classica ad una maxi felpa.

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Grande partnership con Coca-Cola per questa collezione primavera estate 2017 con cui Pinko crea una capsule collection di felpe, t-shirt e borse firmate da entrambi i pop-brand.

La cultura pop rivive sui prodotti di un brand che è voce delle masse, che rappresenta la sottocultura modaiola dei giovani, che è concetto, idea e opinione del womenswear.

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Vanessa Beecroft espone a Palazzo Reale in occasione del PhotoVogueFestival

In occasione della prima edizione del PHOTO VOGUE FESTIVAL, inaugura la mostra “Polaroids 1993.2016” di Vanessa Beecroft, esposta presso la prestigiosa sede di Palazzo Reale Milano dal 24 al 29 novembre 2016.


Cos’è il PHOTO VOGUE FESTIVAL?


Vogue Italia è un magazine di moda al passo coi tempi, da sempre indìce e si fa portavoce di mostre, talks ed eventi socio-culturali che promuovono la fotografia e l’arte dell’immagine. Quest’anno, sotto la direzione della Senior Photo Editor Alessia Glaviano e presieduta dal direttore Franca Sozzani, ha voluto dedicare un festival interamente improntato sulla fotografia di moda.

Tra i vari eventi che si svolgeranno a Milano dal 22 al 26 novembre, di grande spicco compare il nome dell’artista internazionale Vanessa Beecroft.

Chi è Vanessa Beecroft?

Vanessa Beecroft è un’artista e performer di fama internazionale, che espone le proprie opere nei musei più importanti del mondo; è stata inoltre selezionata dalla Biennale di Venezia dove ha presentato un giardino segreto di marmo: donne dalle diverse forme e fattezze posavano per l’occhio voyerista dello spettatore, in fila per spiare da una piccola fessura la nudità di corpi statuari. Ne parlo qui.

E proprio sui corpi femminili si posa lo sguardo indagatore dell’artista, nella sua multisfaccettata attività che ingloba scultura, performance e fotografia, indagando sulla visione del soggetto femminile in quanto “oggetto di desiderio”, sulla percezione che di esso hanno le masse, i mass media e ribaltando l’immagine da un punto di vista muliebre.

Data l’importanza di questa ricerca, che vede coinvolta Vanesse Beecroft dal ’93 ad oggi, e data la stima indubbia sull’artista, ci si chiede la “ragione” di questa mostra. Le polaroid esposte sono 36 in totale (ricordo il titolo Polaroid 1993.2016) e paiono rappresentare una sorta di backstage e di blows up delle varie performance che l’hanno vista coinvolta.

Il messaggio non è molto chiaro, il punctum inesistente, una lista di primi piani dai volti dorati, coperti da veli, sederi infangati come fossero statue, ma manca di contenuto. Non c’è una storia, non una sequenza logica, a parte la rilevanza di un nome come quello della Beecroft e di uno spazio come Palazzo Reale, pare si sia fatta un’improvvisazione vacua.

Il Photo Vogue Festival è anche altro e per gli interessati, segnaliamo qui una serie di appuntamenti:

THE FEMALE GAZE – mostra tutta al femminile, dedicata alle fotografe che rivoluzionano e hanno rivoluzionato il modo di rappresentare il corpo e la sessualità femminile.
Dove e quando poterla visitare? Presso BASE Milano (via Bergognone 34) dal 22 al 26 novembre.

PHOTOVOGUE/ inFASHION – esposizione dedicata ai fotografi selezionati da Vogue.it presi dalla sezione PhotoVogue, lo scouting per scovare i nuovi talenti, visitabile presso la stessa sede.

Alcune immagini dalla mostra Polaroid di Vanessa Beecroft:

Paesaggio lunare per la campagna SS 2017 di Eleventy

Il successo è composto da una serie di fattori, tutti perfettamente collegati tra loro come pezzi di un puzzle. Ogni elemento compone un team, e ciascuno di essi è portatore di un pregio, un valore, che vicino all’altro si ramifica, cresce, e vince!

E questa è la stessa filosofia adottata da Eleventy, brand di abbigliamento italiano, che punta la sua forza su una moda che non è solo estetica e bellezza, ma che parla anche di cultura, responsabilità e made in Italy.

La voce culturale per la presentazione della collezione primavera estate 2017 è quella di Alessandro Cecchi Paone, giornalista e conduttore televisivo, conosciuto al grande pubblico, intervenuto alla presentazione SS 2017 presso l’hotel Four Seasons di Milano, che sottolinea quanto sia importante, per un settore in crescita come quello della moda, valorizzare le eccellenze del nostro territorio.

A questo proposito cade la scelta per girare il video della campagna primavera estate 2017: le cave di Marmo delle Cervaiole. Una location surreale, motivo di orgoglio del nostro paese, un luogo da cui si ricava  uno dei marmi più pregiati al mondo, un marmo dalle venature grigie che, non a caso, richiama gli stessi colori tanto cari al brand Eleventy
Un panorama lunare, chiaro e pulito come lo sono le linee Eleventy, da sempre creatore di un prodotto elegante ma sportivo, originale ma comodo, un mix di dettagli che lo rendono unico e riconoscibile nell’immenso mercato della moda.


Guarda le foto della collezione Eleventy SS 2017 Donna scattate da Stefano Guindani:



La scelta di Eleventy di ambientare il servizio della collezione alle Cave di marmo delle Cervaiole è legata alla volontà di promuovere luoghi e specializzazioni appartenenti a settori tradizionali del Paese, che esprimono il valore Italia all’estero.

La nostra crescita è data dall’essere una realtà che, basata su un network di microimprese artigiane, trasmette quel saper fare italiano, che ci distingue agli occhi di altri paesi. Da qui nasce il progetto di una campagna che, ogni volta, ci vedrà uniti a eccellenze di comparti diversi, apprezzati nel mondo per storia, cultura, creatività, innovazione, nell’ottica di creare relazioni tra l’insieme dei settori che rappresentano il made in Italy“, spiegano Marco Baldassari e Paolo Zuntini, fondatori del gruppo Eleventy.


Qui il video della campagna SS 2017 Eleventy, girato alla Cava Cervaiole di Henraux:



La collezione Uomo Eleventy SS 2017 – fotografo Stefano Guindani:




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