BIONIKE e WORLDRISE, INSIEME PER UN FUTURO MIGLIORE: DALLA CURA DELLA PELLE ALLA CURA DEL PIANETA

BioNike lancia il progetto “Un mare di stelle” a sostegno dell’associazione ONLUS Worldrise, per tutelare l’habitat marino, sviluppando progetti di conservazione e valorizzazione del Mar Mediterraneo e della sua biodiversità.

BioNike, brand leader della dermocosmesi, crede in uno sviluppo sostenibile e si impegna a contribuire a un futuro migliore. Per questo, per il rilancio della sua fotoprotezione all’avanguardia BioNike Defence Sun, ha scelto di sostenere l’associazione ONLUS Worldrise. “Un mare di stelle”, questo il nome dell’iniziativa, è un progetto di tutela dell’habitat marino che ha l’obiettivo di contribuire alla riforestazione oceanica e di realizzare azioni di difesa per proteggere la biodiversità e garantire la salvaguardia della salute del Mar Mediterraneo.

“Il mare è uno scrigno che racchiude la più grande biodiversità del pianeta, ospitando dagli animali più piccoli a quelli più grandi, creando e trasformando nuove vite, nuove specie, nuovi ambienti ogni giorno, in un perfetto equilibrio. Il mare è vita; noi dipendiamo dal mare e il mare dipende da noi” racconta Monica Previati, biologa marina di Worldrise.

Il progetto “Un mare di stelle”, fortemente voluto da BioNike, prevede la tutela e la pulizia delle coste italiane per l’anno 2022 al fine di salvaguardare le foreste di gorgonie e le loro ospiti, le stelle marine. Due sono gli obiettivi del progetto: in primo luogo, verranno avviate operazioni di identificazione e geolocalizzazione fotografica di cinque diverse specie di stelle marine.

Le stelle marine sono delle vere e proprie sentinelle della salute del mare, eppure diversi aspetti della loro ecologia sono ancora poco conosciuti e spesso, data la loro bellezza, molte specie sono colpite dalla pesca per soli scopi ornamentali. Per questo BioNike si impegna a salvaguardarle affinché queste creature meravigliose possano ripopolare i nostri mari: amare il mare significa immergersi senza lasciare traccia ed accarezzare le costellazioni marine, ma, solo con gli occhi, come facciamo nella magia delle notti stellate.

In secondo luogo, sono previste attività di monitoraggio e recupero di rifiuti e reti fantasma (ovvero le reti perse che continuano a pescare, danneggiando il fondale)

Dalla Ricerca BioNike nasce la nuova linea DEFENCE SUN, la fotoprotezione all’avanguardia creata per difendere la pelle al sole nel rispetto dell’ambiente.

FOTOPROTEZIONE ALL’AVANGUARDIA

Da sempre i solari BioNike garantiscono protezione nel rispetto della pelle anche sensibile e intollerante con formule Nickel tested, senza conservanti, senza profumo e senza glutine.
Con la TRIPLA FOTOPROTEZIONE i solari DEFENCE SUN offrono alla pelle difesa all’avanguardia: dai raggi UVA-UVB, dai radicali liberi generati da raggi IR e dai danni biologici a lungo termine.

RISPETTO DELL’AMBIENTE MARINO

Da oggi i nuovi solari BioNike garantiscono anche una maggior tutela dell’ambiente marino grazie a formule ecocompatibili e packaging riciclato.

Per perseguire questa mission, è stato fondamentale operare su più aspetti – i filtri UV, le formule, il packaging – oltre a sostenere un progetto di responsabilità sociale legato all’ambiente marino.

I FILTRI SOLARI della linea DEFENCE SUN sono rigorosamente selezionati per la COMPATIBILITÀ CUTANEA e per l’ELEVATO RISPETTO della BIODIVERSITÀ MARINA:

• senza OCTINOXATE, OXYBENZONE* e OCTOCRILENE filtri talvolta responsabili di intolleranza cutanea e poco compatibili con l’ecosistema marino

• senza filtri minerali in forma di nano-particelle che causano bio-accumulo con effetti dannosi sull’ecosistema marino.

*Escluse le referenze DEFENCE SUN: Stick SPF50+, Spray (bombola) SPF50+, Spray (bombola) SPF 30, Baby&Kid Spray (bombola) SPF50+
Oltre che selezionati, nelle formule DEFENCE SUN i FILTRI UV sono in numero e in concentrazione ottimizzata: 3 filtri nelle formule corpo e 4 filtri nelle formule viso e con SPF BOOSTER, polimero in grado di amplificare l’efficacia filtrante consentendo una riduzione della concentrazione efficace (a parità di SPF fino al 30% di filtri in meno).

Le FORMULE dei solari DEFENCE SUN sono TESTATE COMPATIBILI CON L’ECOSISTEMA MARINO.

Il test condotto da un prestigioso Istituto di Ricerca indipendente, specializzato in studi di ecotossicologia, su 3 specie rappresentative della biodiversità marina del mar Mediterraneo e appartenenti a diversi livelli trofici funzionali (fitoplancton, zooplancton), dimostra per i solari DEFENCE SUN assenza di tossicità per l’ambiente acquatico.

La riduzione dell’impatto ambientale si estende anche all’uso di PACKAGING RICICLATO e RICICLABILE:

• Flaconi in PET (Polietiliene tereftalato) 100% riciclato
• Bombole in alluminio 100% riciclato
• Tubi costituiti da materiale riciclato al 40%
• Astucci senza plastifica in carta FSC (Forest Stewardship Council): organizzazione internazionale

che attesta la provenienza da foreste gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Inoltre, i prodotti DEFENCE SUN sfruttano PACKAGING INNOVATIVI per contribuire alla RIDUZIONE DI SPRECHI:
• Bombole a tecnologia “Bag on Valve” con propellente inerte Eco-Friendly
• Packaging Inviolabili con ridotta possibilità di dispersione del prodotto nell’ambiente

• Packaging “No Waste”: residuo di prodotto nel flacone inferiore al 2% Il risultato?

Riduciamo sensibilmente l’impatto ambientale*:

  • – 96% di plastica vergine
  • – 46% emissioni di CO2
    *Dati calcolati sulla base della produzione annua dei prodotti BioNike Defence Sun.

Simone Guidarelli presenta “Les Jardins Imaginaires” al Fuorisalone 2022

Un viaggio green e immaginifico tra walldesign, elementi d’arredo, tappeti e architetture luminose, un’esperienza immersiva tra i nuovi pattern della Simone Guidarelli Home

Spazio e tempo fluiscono attraverso dimensioni interconnesse e cambiamenti profondi, attratto dal vortice di innovazione e personalizzazione nello scenario ricreato, Simone Guidarelli presenta un’esperienza immersiva in cui la sua nuova collezione “Les Jardins Imaginaires” rompe i confini e rappresenta la bellezza e la varietà di una realtà parallela attraverso le diverse collaborazioni. A partire dalla consolidata partnership tra Simone Guidarelli con Officinarkitettura e Matrix International, per finire con l’introduzione di Melogranoblu, Bedding Atelier, DSV Carpets e Antica Fabbrica Passamanerie Massia Vittorio 1843 il tutto prende vita nelle stanze di una location di prestigio come Il Salotto di Milano, in Corso Venezia 7.

Un percorso intimo e sensoriale è quello si articola tra convivialità e interiorità: “Les Jardins Imaginaires” è quello spazio sereno in cui fuggire dalla realtà e reinventarsi, grazie alle stanze all over create da Simone Guidarelli, per sentirsi circondati dalla bellezza.

Le porte si spalancano sulla “La stanza del Re”, caratterizzata dalla carta da parati Eco Renaissance della collezione “Les Jardins Imaginaires” di Simone Guidarelli in collaborazione con Officinarkitettura, realtà emiliana specializzata in progetti e produzioni di wallcovering e rivestimenti, che ha decorato la location con un prodotto Made in Italy in cellulosa, PVC free, traspirante, estremamente dettagliato nella resa dei pattern selezionati. Simone Guidarelli esorta gli ospiti ad accomodarsi sul sontuoso letto a baldacchino realizzato da Bedding Atelier con preziose passamanerie ad opera di Antica Fabbrica Passamanerie Massia Vittorio 1843, dove l’atmosfera è creata dalle lampade sospese ai lati di Melogranoblu, azienda bergamasca di illuminazione per interni in grado di fornire vere e proprie scenografie di luce realizzate a mano. Il rivestimento selezionato per entrare nella Simone Guidarelli Home ricorda uno scorcio di un giardino all’italiana, con i decori che rimandano alle armonie dei cancelli dei palazzi rinascimentali, un luogo di piacere e svago in cui intravedere i tipici pesci rossi che si muovono sinuosi nelle fontane. La finezza del disegno si ritrova anche nel tappeto annodato a mano di DSV Carpets, realizzato in vello di lana del New Zeland e seta pura, trama ed ordito in cotone con nodo tibetano 100 Line.

Il secondo ambiente è un soggiorno ispirato alla condivisione: qui la carta da parati green Exotic Jungle ci trasporta in una giungla, tra anemoni e piante rigogliose, scimmiette curiose e colibrì adagiati sulle palme. Declinata negli stessi pattern per i pouf realizzati da Simone Guidarelli e il tavolo di Matrix International, azienda toscana d’arredo contemporaneo che si è occupata anche del divano, delle poltrone e dei coffee table della zona giorno, per i quali si è preferita la stampa Big Friendly Giant della Safari Collection dove sontuosi elefanti e eleganti ibiscus rimandano a una vita raffinata e romantica. 

Tutto è pervaso da suggestioni naturali ed esuberanti, perfettamente in linea con lo stile delle collezioni di Simone Guidarelli, anche nella soluzione luminosa proposta da Melogranoblu per accendere l’accoglienza nel relax e a tavola, dove le luci sospese riprendono nella forma i frutti della carta da parati. Anche qui l’ambiente è reso confortevole dal tappeto di DSV Carpets, intrecciato a mano sempre nel pattern Big Friendly Giant.

L’ultima “La stanza dei sogni” rappresenta una sorta di chiusura del viaggio, un momento introspettivo: un piccolo gioiellino rivestito dalla carta The Hortensia Dream dove eleganti giraffe su sfondo corallo fanno capolino da lussureggianti ortensie blu e bianche. Un ambiente reso unico dalle emozioni di luce di Melogranoblu con una creazione sospesa che scende dal soffitto in vetro soffiato lavorato a mano e metallizzato. In questo spazio Simone Guidarelli offre ai suoi ospiti una situazione zen in cui riflettere e sognare, prendendo posto su dei comodi pouf lasciando libero lo sguardo di vagare tra le piccole olive metallizzate sospese al soffitto che scendono fino a terra e che riflettono i bagliori della splendida carta da parati.

La presentazione del nuovo progetto di Simone Guidarelli avrà luogo il 7 giugno e sarà seguita da un cocktail party esclusivo su invito con i signature drinks a cura di Compagnia dei Caraibi sulla terrazza de Il Salotto di Milano.

Si amplia la portata del progetto luxury experience della Simone Guidarelli Home, dove il design si mixa al mondo dell’arte per l’attenta ricerca, la cura dei dettagli e l’utilizzo di materiali pregiati sotto il segno del più alto e raffinato Made in Italy.

Grundig e Beko, l’innovazione tecnologica al servizio della sostenibilità ambientale.

HALL 13 | STAND L05-M12: queste le coordinate della partecipazione di Grundig e Beko alla 23° edizione di EuroCucina, all’interno del padiglione destinato a FTK – Technology for the Kitchen, l’evento collaterale del Salone del Mobile dedicato alle cucine di ultima generazione, intese come luogo dove design, funzionalità e tecnologia si incontrano. Un palcoscenico privilegiato per presentare al pubblico l’impegno concreto dei brand alla sostenibilità attraverso un innovativo progetto di allestimento che si fa portavoce di un virtuoso modello di economia circolare.

“Sustainability on stage” è il nome dello stand, a cura dell’architetto Martino Berghinz, all’insegna del claim “Una visione per un futuro migliore”: l’occasione per i due brand per portare in scena la loro mission distintiva che fa di un approccio più consapevole non solo un modello di business, ma uno stile di vita da tutti condivisibile.

In 1000 metri quadri di spazio espositivo, i brand appartenenti alla casa madre Arçelik raccontano la loro filosofia ispirata alla sostenibilità proponendo feature tecniche all’avanguardia che si trasformano in benefici tangibili e che confermano ancora una volta la volontà di volgere lo sguardo verso un orizzonte di continua evoluzione. Un orizzonte naturalmente e necessariamente responsabile, perché tecnologia ed estetica per esser al servizio dell’uomo devono essere anche a servizio dell’ambiente.

La scelta materica sullo stand è stata guidata da un principio di riutilizzo e non spreco: i materiali sono infatti riciclabili e già riciclati; complessivamente oltre il 90% dell’intero allestimento potrà esser destinato a nuova vita.

L’involucro tessile esterno plissettato – tessuto composto da poliestere ignifugo, di cui il 36% riciclato – rappresenta la cifra stilistica dello stand stesso, una struttura architettonica, proiettata verso l’alto come un vero e proprio palcoscenico.

Sono due le macroaree a ospitare e raccontare le nuove collezioni dei brand – Beyond per Beko e Prologue per Grundig – anche attraverso due Immersive Rooms, dedicate al racconto delle tecnologie più rappresentative in materia di sostenibilità, che coinvolgeranno il visitatore in un’esperienza virtuale e multisensoriale.  

Grundig accende i riflettori sulla tecnologia FiberCatcher, il primo e innovativo filtro integrato nella nuova gamma di lavatrici che raccoglie e trattiene il 95% delle microfibre prodotte dai cicli di lavaggio, che altrimenti andrebbero a inquinare l’ecosistema marino e, di conseguenza, il sistema alimentare. Per Beko, protagonista dell’installazione è la tecnologia HarvestFresh, la soluzione ideata per i frigoriferi di ultima generazione per conservare al meglio i contenuti vitaminici e nutrizionali di frutta e verdura.

Grundig e Beko, per l’occasione, hanno attivato due collaborazioni di rilievo ad esaltare l’applicazione di un modello di economia circolare completo nella progettazione dello stand.  

L’impegno per un futuro migliore non si ferma infatti alle giornate della manifestazione: l’intera operazione fieristica prevede una valorizzazione dei materiali utilizzati per l’allestimento e massima attenzione allo spreco materico.

Per il totale riutilizzo del tendaggio in tessuto a fine fiera, è stato stretto un accordo con Humana People to People Italia Onlus, associazione umanitaria di cooperazione internazionale, presente in 45 paesi del mondo. Humana convertirà il tessuto in nuovi capi di vestiario: grazie al coinvolgimento del mondo accademico creativo, verrà realizzata una Capsule Collection, oltre che gadget e nuovi articoli di packaging; i ricavati della vendita verranno quindi devoluti ai progetti dell’organizzazione e di Food for Soul – l’associazione culturale no-profit cui il brand Grundig è partner sin dalle sue origini nel 2016.

Un impatto zero concreto e certificato: zeroCO2 – realtà specializzata in progetti di riforestazione ad alto impatto sociale – realizzerà una approfondita analisi del LCA (Life Cycle Assestment) dell’intera partecipazione fieristica, e relativa operazione di compensazione con un progetto di piantumazione sociale che oltre a compensare CO2, darà sostegno a famiglie contadine locali attraverso la donazione delle specie fruttifere piantate per contribuire al loro benessere economico e alimentare.

A integrazione e completamento dell’impegno dei brand in questa strutturata operazione di esposizione sostenibile, durante tutti i giorni della manifestazione, lo stand ospiterà in un’area talk dedicata, momenti di dialogo e confronto tra ospiti ed esperti per raccontare la sostenibilità. In primis quella dell’azienda, con un talk esclusivo in data giovedì 9 giugno con la partecipazione del CEO Arçelik, Hakan Bulgurlu, e dello Chef Massimo Bottura, Brand Ambassador Grundig.

IED AVANT DEFILE’ 2022, CHI SFILERA’ ALLA MILANO FASHION WEEK

Sono otto i diplomandi di IED Moda Milano le cui collezioni di tesi (sette in totale) si sono distinte tra le 19 proposte alla due giorni IED Avant Défilé 2022, esposizione che da qualche anno l’Istituto Europeo di Design promuove per favorire una prima importante apertura all’esterno dei progetti dei suoi studenti.

Luca De Prà, Lorenzo Attanasio, Lorenzo Pezzotta, Cecilia Marcedas Ruppert con Ana Laura Espinosa, Marinela Djurdj, Davide Gabriele, Michelle Furlanetto, i nuovi talenti che sfileranno alla Milano Fashion Week.


Circa 200 visitatori, tra docenti professionisti, rappresentanti di aziende ed enti del settore, hanno visitato la speciale fiera del talento creativo ed espresso le proprie preferenze, decretando così le sette collezioni più meritevoli di sfilare al graduate fashion show 2022 di IED Milano: si tratta di Body meets body meets body, evento in programma domenica 19 giugno (Magazzini Generali, ore 21) nel contesto di Milano Moda Uomo.

Oltre ai selezionati, tra i Fashion Designer, Shoes & Accessories Designer e Jewelry Designer partecipanti a IED Avant Défilé 2022 c’erano anche:

Manfredi Montalto (collezione Il salotto), che nelle sue creazioni utilizza, come tessuto, i tappeti di seconda mano e trae ispirazione dalla casa della nonna in Sicilia

Alara Tas (Remove Before Flight), che cerca di parlare tramite i disegni, le sue creazioni sono totalmente ispirate dai militari, un grido artistico per dire no alla guerra

Elisabetta Saponaro (Aritmo), che ha usato i tessuti di avanzo (buttati o non usati nello stock delle aziende) e ha deciso di disegnare dei capi adattabili fino a 3 taglie diverse per ridurre consumi e sprechi.

I TALENTI SELEZIONATI

Sette collezioni moda uomo, donna o genderless, accomunate da un’ampia ricerca personale e da una comune metodologia progettuale, ma diversissime nell’espressione materica e concettuale della visione dell’individuo, delle sue dinamiche interne, delle sue forme. Eccole.

Luca De Prà – DIVIDIT 

Il sarto modella le forme sul corpo, e ne offre così una visione personale. Ispirandosi a Il visconte dimezzato di Italo Calvino e reinterpretandolo, la collezione mette in evidenza le forme del corpo maschile in un modo classico e sottolinea come tali forme possano essere alterate in modo da ottenere una figura idealizzata, che rappresenti la “bellezza”.

Si percepisce già la sua maison dal profumo maschile che aveva spruzzato sul suo biglietto da visita.

I capi partono da archetipi dell’abbigliamento classico maschile e dalle relative e specifiche occasioni d’uso (cappotti formali, giacche dal taglio sartoriale e camicie dal collo inamidato) per arrivare a evoluzioni inattese, come gonne e abiti con crinolina: nuove forme elaborate dal taglio del cartamodello che vanno a mettere in evidenza particolari punti del corpo – vita, spalla, collo.

Luca lavora tutto a mano, realizzando le sue creazioni su misura, proprio come si faceva una volta, dettaglio che ci permette di apprezzare ancora di più lo stilista.

Ogni cucitura e particolare è studiato per permettere all’abito di essere alterato rimanendo comunque riconoscibile, anche quando i volumi vengono esasperati.

Lorenzo Attanasio – Collateral Beauty

Una costruzione di volumi dinamici, malleabili, indirizzata a creare due dimensioni per l’utilizzatore, una concettuale, l’altra fisica. Sul primo piano c’è l’intento di evidenziare l’innervision, la visione interiore che si estetizza nelle linee, nelle curve che costruiscono un’estetica dinamica, sempre mutevole. Sul secondo piano c’è il concetto di abito casa, con un insieme di costruzioni relaxed fit: l’abito accoglie l’individuo che porta avanti il processo di ricostruzione dell’io; il volume lo fa sentire al sicuro e a proprio agio, proteggendone l’interiorità.

Stampe blu ispirate dalle onde e dall’oceano, lavorazioni, manipolazioni, tessuti garantiscono un’alta performance di utilizzo dei capi, con caratteristiche water repellent, anti goccia, antiabrasione, heat control. Arricchiscono gli outfit elaborazioni manuali con l’utilizzo di polveri naturali, ghiaccio, trame iridescenti, resinature e motivi grafici in pittura acquerello e olio (a richiamare la fluidità interiore) successivamente digitalizzati.

Il progetto guarda al movimento Move to Zero, per uno sviluppo sostenibile legato al 3D e al completo annullamento degli scarti, e prevede una particolare user experience nel metaverso (Phrion), con la creazione di uno show-room digitale in cui sperimentare i capi tramite avatar: il fit che interessa maggiormente potrà essere acquistato in formato Nft, per ricevere poi la copia fisica del capo a casa in meno di 48 ore.

Lorenzo Pezzotta – ATLAS 

Distensione, cristallizzazione e materia sono le parole chiave della collezione, il cui sviluppo verte sulla scelta di fibre dalla spiccata tangibilità: lino, seta e cotone, rielaborate grazie a processi di manipolazione e tinture in capo con pigmenti naturali. Gli outfit assumono di fatto una natura sperimentale e destrutturata andando a trascendere il tempo e definendosi archetipo di libertà. L’intento è quello di offrire un atlante visuale di una condizione intangibile, tradotta in segni semplici e comprensibili nell’immaginario collettivo.  L’osservatore è qui immerso nella condizione stessa e fatto interrogare sullo stato odierno del proprio “Essere”.

Cecilia Marcedas Ruppert e Ana Laura Espinosa – The House is vile

L’amore per la maglieria e per la versatilità della lana vergine in una collezione che diventa ode all’antica pratica artigiana, attraverso la lente distorta delle fantasticherie dark e dell’esagerazione. Per quanto delicata, morbida e malleabile, la maglieria tiene in sé la memoria tangibile di un ciclo di tensioni. Partendo da una fibra animale trasformata in anelli e nodi da una danza manuale, il lavoro a maglia domestico diventa qui una pratica di movimento e allungamento, di deformazione e disgusto. Il corpo diventa una sorta di vaso che mostra una danza macabra di fibre e filati: essi si uniscono e diventano un tutt’uno con chi li indossa, condividendo una malvagia energia testurizzata.

Cosa succede tra il nostro corpo e la nostra mente quando cerchiamo di riconciliare l’esistenza mortale con manifestazioni fisiche e psicologiche che sfidano le idee di “normale” e “naturale”?  L’obiettivo è creare abiti che riflettano il grottesco e il perverso con forme inorganiche, un uso giocoso del colore e rappresentazioni inquietanti del corpo, per danzare con tutto ciò che è orribile.

Marinela Djurdj – Fuori tempo fuori luogo

Il luogo, le tradizioni, la cultura di origine diventano la base su cui costruire una personale contemporaneità. La collezione si ispira all’abito popolare della Romania: i ricami, i volumi, le manipolazioni tradizionali vengono trasportati su una linea di capi per una moderna donna in carriera. La trasposizione si traduce in messaggio di riscatto femminile, quello di una donna proiettata all’indipendenza, che riesce ad affrancarsi da una situazione prettamente popolare e rurale. Lo si nota nei dettagli di ciascun outfit, ricercato nel colore, sofisticato nei ricami artigianali e nelle manipolazioni e passamanerie tono su tono. La modernità dei materiali utilizzati (tessuti tecnici ottenuti da pastiche riciclate) contrasta armoniosamente con i rimandi alla tradizione popolare, viva nei ricami e nelle manipolazioni in filati di maglia.

Davide Gabriele – ZENERATION

Cosa indosserebbero i giovani nati a partire dal ’95? Un’indagine sulla Generazione Z – al contempo attrice e testimone di una ricerca costante e interminabile di autenticità – è il punto di partenza della collezione, che riflette sulla fluidità e sul métissage della realtà contemporanea, in cui valori e certezze consolidate vengono messe in discussione per privilegiare le situazioni di frangia, metamorfosi e confine, a livello fisico, sociale ed estetico.

La proposta di collezione risponde con denimwear di riuso, smontati, rimontati ed elaborati in capo; maglierie da filati naturali di cui si sfrutta l’elasticità per creare forme adattabili a vari tipi di corporatura; voluminosi outerwear tecnici, con materiali innovativi quali l’ultra light nylon e il microripstop termosensibile. Giacche e giubbotti si formano da una serie di pannelli rettangolari modulabili che si muovono attorno al corpo tramite trapuntature, anelli vela e moschettoni, a creare forme ampie e avvolgenti. Come dei bozzoli.

Michelle Furlanetto – Tangibili ricordi

La memoria, l’insegnamento dei nonni sull’arte del rammendo, del riutilizzo e dell’esaltazione del difetto sono il punto di partenza per una collezione di design circolare, sviluppata a partire da capi inutilizzati, tessuti e filati destinati allo scarto.

Protagonista è il concetto di restauro: quello dei beni culturali, di cui le tecniche sul piano grafico si applicano ai capi, tramite l’uso di stampe e manipolazioni; quello tessile, fondamentale nello sviluppo sartoriale poiché posto alla base del processo creativo. Gli outfit si sviluppano a livello cromatico in toni caldi ottenuti tramite un processo di tintura naturale, utilizzando estratti di rape rosse, pigmenti di robbia, mallo di noce, orzo e caffè. Gli accessori seguono lo stesso processo: sono selezionati da capi esistenti e trasformati, grazie all’uso del pirografo, in oggetti che acquistano valore.

Sara Behbud

Lifestyle siciliano per i costumi firmati Pier Sicilia

La tradizione dell’artigianato siciliano è il trampolino di lancio della nuova collezione Pier Sicilia.

Realizzata da piccoli laboratori sartoriali dell’isola, pensata da Pierfrancesco Virlinzi, è somma pregiata di fantasie e materiali. Attinge all’allure Seventies, e collega la sapienza artigianale a prospettive contemporanee.

Ciò che la rende diversa è la perfezione di una pinces, la preziosità di un dettaglio come il bottone oro logato, l’elaborazione delle cuciture, il gusto del colore, la fascinazione di un pattern, l’ossessiva sintonia fra praticità e bellezza.

MARCELLO
Stampa esclusiva ispirata all’arte astratta per il modello Marcello. Ampie pennellate per righe asimmetriche, che sfuggono dal rigore e donano dinamismo e distintività. L’accostamento dei colori è ispirato alla Sicilia, terra vibrante di contrasti forti. Le tinte vengono portate all’eccesso, nuances sature, intense, sfacciate, irrealmente autentiche dall’impatto grafico immediato.
Tagli impeccabili e maestria artigianale offrono una vestibilità perfetta, che esalta il corpo regalando libertà di movimento. Elastici in vita, piccole pinces interne, taschino con patta chiusa da bottone oro cucito a mano.

LUCHINO
Il sapore del pantaloncino da tennis anni ’70 rivive nel modello Luchino. La disinvoltura della tasca americana e degli spacchetti laterali dialoga con l’eleganza della lunghezza e la ricercatezza dei bottoni in madreperla.
Le grafiche zebrate zoomano verso l’astrazione e la scelta di abbinamenti colore irreali traghettano il costume da bagno a una sofisticata dimensione contemporanea.

Un costume tagliato come un pantaloncino, da indossare sempre, mossi da una rinnovata voglia di convivialità.

ALBERTO

La dichiarata vocazione sportiva sottolineata dalla coulisse e dagli spacchetti laterali arrotondati, si tinge di raffinatezza grazie al decoro jacquard. La tasca a filetto sul retro snellisce la figura, mentre i tagli orizzontali e le doppie cuciture valorizzano la silhouette e ci ricordano l’anima del brand, il suo inconfondibile equilibrio di sogno e concretezza, magia e pragmatismo.

Il tessuto ha un’eccellente resistenza ad acqua, sole, cloro oltre a una rapida asciugatura.

UGO

Dedicato a chi ricerca un fit asciutto il modello UGO. Minimale, pulito, corto, avvolge ed esalta il corpo con charme. Ossimoro voluto la scelta del pattern oversize: il classico quadretto esce dagli schemi e si espande a scacchiera.

La mano sartoriale è riconoscibile nei dettagli del taschino con patella, della abbottonatura e della zip nascosta.

Modena: addio ad Adriano Grosoli, ultimo ‘big’ del Balsamico

E’ scomparso a 93 anni il decano dei capitani d’impresa.

L’imprenditore di Spilamberto era l’unico rimasto in vita dei quattro imprenditori modenesi che nella seconda metà del Novecento hanno creato il mito dell’oro nero.

Quando l’aceto balsamico di Modena era solo un “affare di famiglia”, lui e altri tre imprenditori riuscirono a trasformare l’oro nero della food valley emiliana in un’eccellenza del made in Italy.

A 93 anni è scomparso Adriano Grosoli, titolare dell’Aceto Balsamico del Duca, al termine di una breve malattia: era l’ultimo rimasto in vita del quartetto di imprenditori che negli anni Sessanta guidò il passaggio dell’aceto balsamico dalle cantine domestiche al mondo dell’industria, portandone il nome sui mercati esteri attraverso fiere in Europa e negli Stati Uniti, con intraprendenza e spirito pionieristico. 

La figlia Mariangela Grosoli, presidente dell’azienda e del Consorzio dell’aceto balsamico di Modena IGP, commenta così: “Ci ha lasciati il nostro Adriano, un grande papà e un tenero nonno. Il suo esempio di amore per la famiglia, di passione per il lavoro, di stima e rispetto per i suoi collaboratori ci accompagnerà per sempre”.

 La storia di Adriano Grosoli testimonia l’epopea stessa dell’oro nero di Modena: al di là delle produzioni familiari destinate a un consumo casalingo, fino alla metà degli anni Ottanta l’intera produzione del balsamico era infatti appannaggio di pochissimi.

Dalla cittadina di Spilamberto, alle porte di Modena, il titolare dell’Aceto del Duca aveva da pochi anni passato il timone dell’azienda di famiglia alla figlia Mariangela, che è anche presidente del consorzio di tutela dell’IGP.

Il suo è un esempio di imprenditoria d’altri tempi: classe ’29, Adriano Grosoli viene chiamato a causa della guerra a occuparsi dell’attività di famiglia, iniziata nel 1891 dal nonno Adriano e insignita della medaglia d’oro all’Expo di Genova nel 1927, che comprendeva principalmente la lavorazione del maiale, la gestione della trattoria a San Donnino (Modena) e della bottega di prodotti tipici modenesi, in primis il balsamico. 

È proprio su questo prodotto – fino a quel momento legato a una dimensione esclusivamente familiare – che decide di puntare, in concomitanza con l’apertura dei primi supermercati nazionali. Nel 1965, in occasione del riassetto normativo del settore aceti, è tra i promotori della richiesta di riconoscimento e regolamentazione del prodotto: avvia le procedure per ottenere la licenza ministeriale per la produzione di Aceto Balsamico di Modena e inizi che otterrà nel 1974, poi nel 1993 è tra i fondatori del consorzio.

E mentre promuove l’oro nero anche all’estero, con frequenti trasferte oltreoceano, esporta il suo amore per la città e la sua storia (finanziando il restauro del dipinto di Velazquez raffigurante Francesco I d’Este), la passione anche per le altre specialità modenesi e lo stile di vita emiliano.

CADA_VERI, performance live di Angelo Orazio Pregoni

CADA_VERI

Performance live 26 Aprile 2022 – Milano

Premessa: delitto, castigo e frigidità.

La vera sconfitta del popolo ucraino non sarebbe quella di perdere la guerra, piuttosto sarebbe quella di non essere compreso da noi europei.

Ribellarsi combattendo a quello stato che invade, e vuole sfruttare esseri umani (il gas, il carbone, i porti, le risorse) calpestando ogni impronta della loro dignità culturale e quindi anche la dignità di tutti i popoli, non è solo eroico o patriottico, è anche altruistico. È un esempio vitale di autodeterminazione. 

E se vi piace l’idea di emanciparvi dalla presunta servitù atlantista non fatelo negando a chi vuole la libertà il rispetto che merita.

Se dividete il mondo in servi e padroni non sarà assecondandovi a un altro padrone che sarete meno servi. La ragione di tutto questo male è qui: la guerra è criminale, chi invade è criminale, chi fa stragi di civili è criminale. 

Non possiamo essere indifferenti al male, frigidi e insensibili: supponendo e valutando e congiurando mentre la guerra distrugge, nonostante le nostre vili mimetiche che chiamiamo “pace” invece che “resa”… 

E donne e bambini muoiono e sapete perché muoiono? Perché sono vivi!

Almeno comprendiamo il loro sacrificio. 

Almeno comprendiamo il loro destino.

Cito Dostoevsky, “usato” 

impropriamente in questi giorni come una bandiera di parte invece che come un pensiero umano e universale:

“A tutto si abitua quel vigliacco che è l’uomo.” 

Io non mi abituo.

Svolgimento: come affondano le risposte.

Qualcuno disse:

“Andate e moltiplicatevi.”

Copulazione libera.

Qualcuno comprese:

“Invadete e stuprate.”

Coproduzione coatta.

Qualcuno predicò:

“Sia fatta la pace.”

Tortora.

Qualcuno intese:

“Uccideteli tutti.”

Tortura.

E poi ci sei tu,

e cerchi di spiegarmi

la lingua del mare.

Noi due imbalsamati in poltrona,

siamo due vasi rotti,

non più capienti.

E ti sforzi ancora

di tradurre le onde e le loro voci!

Noi due che, da lontano,

sembriamo mosche ronzanti,

sporche di merda.

Ti voglio dire una cosa,

ogni pace è misteriosa,

e nessuno di preciso conosce

quanta libertà potrà vivere.

Concedimi dunque un dio minuscolo,

fallibile e indeciso.

Lì, immobile, 

osserva illeso ogni carneficina, mutilato come le vittime 

della propria dignità.

Questo dio minuscolo,

non è nemmeno capace 

di seppellirci in silenzio

eppure, chiede a te e a me

di agire, di andare avanti…

che ci coprirà le spalle?

Temo che il dio minuscolo,

per parlare di pace,

abbia bisogno di morti visibili,

e per vergognarsi dell’odio

si conceda il divano, come noi…

Vaso rotto

o mosca ronzante, 

il nostro dio minuscolo

vive le circostanze,

azzardando ipotesi 

su cosa raccontano

le onde del mare: piene di voci

e di pianti e rimpianti.

Ah, sai? 

Muoiono ancora.

Muoiono ancora.

CADA_VERI, opera di Angelo Orazio Pregoni

Guarda qui la performance live di Angelo Orazio Pregoni:

INTO THE FOREST La capsule collection firmata Tiziano Guardini che dà voce alla foresta

INTO THE FOREST La capsule collection firmata Tiziano Guardini che dà voce alla foresta
“L’idea nasce da un viaggio. A metà tra il concreto e l’ispirazionale che, partendo da un ideale, attraversa l’Europa e dà vita ad una capsule collection sostenibile e consapevole per dar voce alla Foresta.”

La collezione Into The Forest è composta da un outfit per partire, viaggiare e arrivare. E poi ancora partire, viaggiare e arrivare. E così all’infinito come la rigenerazione continua della vita su questo pianeta.
Ogni capo della collezione è una scoperta a sé stante. Nella giacca chiodo viviamo la libertà delle forme e dei generi. Con la gonna corta le gambe si sentono prive di limiti quando avanzano nel mondo. La sensibilità che anima Tiziano Guardini emerge dalla sua capacità di cogliere le pulsioni vitali della foresta, riportandole nel design di questa capsule.
Lo stesso materiale che ha dato sostanza al mondo-foresta viene impiegato dal designer come materia prima degli abiti. La cellulosa e i suoi scarti. Nei capi risuona così quella impalpabile tensione organica capace di generare incessantemente i rami tesi verso il cielo a partire dalle radici nascoste nella terra.
Ogni fibra di cellulosa porta con sé una storia di naturale sviluppo di cui gli abiti di Tiziano Guardini sono intrisi. Per il lancio del progetto è stato realizzato un video-racconto che ha seguito l’iter creativo e produttivo dei capi e ha coinvolto diversi partner e altre voci autorevoli, nel campo della sostenibilità. Il video è stato proiettato in anteprima esclusiva durante la Giornata Internazionale delle Foreste in occasione dell’evento organizzato dalle Nazioni Unite (UNECE, Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite). 
La capsule Collection è in vendita da Banner Milano.

È “BUN MANIA”: LO STREET FOOD FIRMATO 142 RESTAURANT 

È “BUN MANIA”: LO STREET FOOD FIRMATO 142 RESTAURANT 

Il nuovo format dedicato al classico panino dolce d’ispirazione americana, proposto in originali e gustose varianti, si preannuncia una vera e propria dipendenza.

142 Restaurant dà il benvenuto alla bella stagione con il format “Bun Mania”, dedicato agli amanti dello street food che vogliono prendersi il giusto tempo, seduti al tavolo, per godere del più classico dei panini ora interpretato in inedite varianti e accompagnato da un buon calice di vino. 

A partire dal mese di aprile, il ristorante arricchisce infatti la propria offerta con la nuova proposta – disponibile dalle 10 alle 19 – che strizza l’occhio al tipico fast food americano, ma lo fa fa con un prodotto artigianale di altissima qualità, semplice ma appetitoso, da assaporare con calma in ogni singolo morso. 

Irresistibilmente soffici, i bun sono prodotti nel laboratorio del pastry chef Alessandro Montanari con l’utilizzo di pochissimi ingredienti ben lavorati: farina, uova, latte, burro, un pizzico di lievito di birra e due lunghe lievitazioni, prima della spennellata finale con semi di sesamo bianco e nero.

Polpo al cuore

Tra le proposte gustose e originali di carne e pesce: “Polpo al cuore”, perchè quando lo mangi non puoi che innamorarti. Morbido e delicato, con polpo arrosto al tè nero, maionese di acqua di polpo, pomodoro secco calabro e insalata. “Bun bun polpetta”, che fa riaffiorare i ricordi di infanzia con le sue polpette di manzo con sugo di pomodoro datterino e salsa di parmigiano. Non mancano i grandi classici “Bun tajaa a fett” con prosciutto cotto, crudo o coppa e formaggio e “Bun salmone” con salmone marinato da 142, accompagnato da insalata e purea di mango per quel tocco di freschezza e acidità in più. 

Bun bun polpetta

Alla proposta food si affianca quella beverage, con vini bianchi, rossi e bollicine, selezionati personalmente da Sandra Ciciriello, socia e founder di 142 Restaurant, e Davide Gianni, maître del ristorante. Le etichette scelte in accompagnamento ai bun sono il risultato di svariate degustazioni e un’attenta ricerca, che va al di là della provenienza geografica del vino, ma intende raccontare la storia delle vigne e di coloro che ancora oggi lavorano la terra con dedizione e passione, traducendola in un prodotto con aromi, sentori e profumi inebrianti.

142 restaurant, nato con l’obiettivo di vivere i 4 momenti della giornata – colazione, pranzo, aperitivo e cena – con l’accoglienza di 2 anime, sala e cucina, rivoluziona dunque il concetto del “panino al volo” e trasforma il momento del break nel pretesto perfetto per un’esperienza di gusto.

“Bun Mania” è disponibile dalle ore 10.00 alle 19.00. 

“Polpo al cuore” €9,90 / €15,90 con calice di vino

“Bun bun polpetta” €8,90 / 14,90 con calice di vino

“Bun tajaa a fett” €5 / €11,00 con calice di vino

“Bun salmone” €6 / 12,00 con calice di vino

Si cena con il gin Engine

Metti a tavola Gin Engine

Gin Engine, il gin italiano e 100% biologico, ha presentato al Tannico Wine Bar di Milano uno speciale menu, dall’antipasto al dolce, di cocktail pairing. Il tutto nel solco di un percorso che lega il distilled gin nato nelle Langhe, non solo al mondo dei cocktail bar, ma anche alla ristorazione di qualità.

Si chiama cocktail pairing e non è un semplice esercizio di stile o un tentativo di abbinamento come un altro, ma una vera operazione di ricerca. La riprova l’abbiamo avuta al Tannico Wine Bar di Milano dove, in occasione della serata Fuel the Tannico, è stato presentato un percorso inedito di abbinamenti, dall’antipasto al dolce, tra piatti e cocktail a base di Gin Engine. 

Drink di benvenuto il GT, Gin and Tonic preparato con Gin Engine, Indian Tonic Water e una foglia di salvia come guarnizione a richiamare uno dei botanical più distintivi del distilled gin. A Tutta Birra, una rivisitazione del French 75 a base di Engine e birra weiss, è andato a nozze con le acciughe di Cetara. Nitroni Tannico, il Negroni di Gin Engine affinato in botte di rovere, è stato abbinato al Grilled Cheese Sandwich e alle Frittelle di Gamberi e Carciofi; Motore Bee Turbo, variante dell’Engine Sour con miele di zafferano, servito in coppa dal bordo vulcanico di liquirizia ha accompagnato la Terrina di Pollo e lo Spada Tenero. 

Gin Engine, ancora una volta, conferma il suo stretto legame non solo con i bartender, ma anche con il mondo della ristorazione di qualità. Un intreccio intessuto fin dagli esordi del brand quando lo chef pluristellato Carlo Cracco, ospite d’onore al debutto di Gin Engine propose un percorso di abbinamenti tra classici long drink, come Gin Tonic e Gin Fizz, e piatti gourmet. Fu sempre nella stessa occasione, era l’8 settembre 2019, che per la prima volta Gin Engine propose il suo studio sui “motor drinks”, ovvero un viaggio di esplorazione tra il mondo dei cocktail e dei motori che tuttora guida la sua drink strategy. 

Il sodalizio con le menti più brillanti della ristorazione è proseguito più di recente con “Fuel for your Soul”, un progetto con al centro la sostenibilità, ambientale e umana, liberamente ispirato dalla filosofia di Food for Soul, l’organizzazione no-profit fondata dallo chef Massimo Bottura e da sua moglie Lara Gilmore. Nel corso di una diretta, trasmessa lo scorso novembre sulla pagina Instragram Gin Engine, l’imprenditore Paolo Dalla Mora, Founder e Ceo di Engine, e Massimo Bottura hanno messo al centro del loro dialogo la loro visione comune in fatto di sprechi alimentari, scrupolosa attenzione alla qualità delle materie prime, valorizzazione del territorio, utilizzo della tradizione come ispirazione per guadare al futuro e, non da ultimo, la centralità del fattore umano. Gin Engine ha infatti avviato un processo per diventare la prima B Corp italiana certificata del mondo spirits: “Perché – sottolinea Dalla Mora – oltre a perseguire il profitto, puntiamo a innovare continuamente per massimizzare l’impatto positivo verso i dipendenti, le comunità in cui operiamo e, non da ultimo, l’ambiente».

L’ISPIRAZIONE

“L’idea di creare ENGINE nasce dall’unione di due mie grandi passioni, il mondo dei motori e quello degli alcolici, un settore in cui ho lavorato per più di dieci anni. Da tempo avevo in mente un progetto e un bel giorno, mentre stavo lavoravo nel mio garage a Barbaresco, bevendo una tazza di acqua calda, con scorze di limone e foglie di salvia, il tradizionale digestivo della Langa, ho pensato sarebbe stato estremamente interessante riprodurre quegli stessi sapori in una versione alcolica e gustarli in un long drink”, racconta Paolo Dalla Mora: “Una volta definita la formula con l’aiuto di mani esperte e disponendo di una ricca tavolozza di colori, ho iniziato a immaginare quale sarebbe stata la parte estetica del mio progetto, considerando che il tutto è stato creato nel mio garage, ho pensato a un’identità per ENGINE che andava in un’altra direzione rispetto a quel concetto di trasparenza che viene ricercato oggigiorno nel mondo degli alcolici, qualcosa di sporco, ruvido, inaspettato, capace di distorcere completamente il concetto di bottiglia”. ENGINE, infatti, è il primo gin a indossare un contenitore di latta. Un aspetto estetico da duro a cui fa da contraltare il suo spirito puro, limpido e cristallino.

Paolo Dalla Mora, fondatore di Engine

GIN ENGINE

ENGINE è un distilled gin (42% vol.) creato in modo artigianale dai maestri distillatori in piccoli lotti e imbottigliato a mano in un piccolo laboratorio dell’Alta Langa. La sua formula, legata alla cultura italiana e piemontese, rende omaggio alla tradizione dei rosoli e dei cordiali a base di salvia e limone famosi da sempre sia come rimedi digestivi sia come pozioni per il buon umore. ENGINE è prodotto con ingredienti 100% biologici, da filiera controllata e certificata: alcol di frumento, ginepro della Toscana, salvia del Piemonte, limoni di Sicilia, radici di liquirizia calabrese, rosa damascena fiorita in Piemonte e acqua dalle Alpi.

ENGINE si contraddistingue per un carattere deciso in cui i profumi balsamici del ginepro vengono completati dalle fresche note delle scorze di limone e dall’intenso profumo di salvia, su elegante sottofondo floreale. All’assaggio mantiene un’ottima corrispondenza gusto olfattiva con finale leggermente amaricante delle foglie di salvia, mentre le note dolci della radice di liquirizia danno al prodotto un bilanciamento ideale.

foto Alberto Blasetti

PASSIONEUNGHIE, brand di nail art festeggia 10 anni all’Emporio Armani Ristorante di Milano

HAPPY BIRTHDAY PASSIONEUNGHIE!

Il brand di nail art festeggia 10 anni di colori e tendenze!

PassioneUnghie ha festeggiato i suoi primi dieci anni con un grande evento all’Emporio Armani Ristorante di Milano in compagnia delle più note beauty expert italiane e con una speciale performance musicale di Alessandro Ristori & The Portofinos, noti per per far ballare tutte le generazioni con la musica ’60 ’70 del nostro paese e sulle note del rock inglese anni ’50.

Durante la serata, tra lo speciale allestimento floreale curato dal team dell’Armani Fiori in collaborazione con PassioneUnghie, è stato svelato in anteprima l’esclusivo kit in limited edition HAPPY BIRTHDAY PASSIONE che celebra la storia del brand attraverso le 10 nuances semipermanenti più iconiche lanciate negli ultimi anni: una selezione di tonalità must-have che spaziano dal rosso-magenta al fucsia,fino al tiffany e smalti semipermanenti dagli effetti glam come Cat’s eyes, Effetto Flash, Fluo e Thermo.

Lo speciale cofanetto Limited Edition HAPPY BIRTHDAY PASSIONE, in vendita fino a esaurimento, contiene le seguenti nuances: SP380 Passione, il colore più iconico e rappresentativo del brand; SP188 Frida, SP32 Kiss, SP344 Sunset Thermo, SP224 Soft Pink Cat’s Eyes, SP171 Big Bubble, SP335 Pink Starlight, SP153 Indigo 5D Cat’s Eyes, SP357 Hubby, SP277 Green Disco.

Christiana Asekun, Founder del brand, ha dichiarato che ci sono in serbo nuove tendenze e novità in fatto di nail art, ossessione delle donne:


“Sono orgogliosa di aver celebrato un traguardo così importante, che sia un punto di partenza per rendere felici le donne”.

Nel segmento nail PassioneUnghie si afferma come leader di mercato grazie all’ineguagliata capacità creativa che gli consente di proporre ogni mese delle novità acquistabili esclusivamente sul proprio sito www.passioneunghie.com.
Il brand vanta infatti oltre 1400 referenze disponibili sul proprio canale online per realizzare nail art più esclusive.