“An education”, una lezione di vita

Jenny ha sedici anni, fuma Sobranie di nascosto dai genitori – quelle sigarette russe con il filtro dorato che per decenni ho cercato in ogni tabaccheria d’Europa, e trovato solo dopo i quaranta. Le accende come fanno le ragazze che ascoltano Juliette Gréco, camminano sotto la pioggia senza ombrello e infilando qualche parola francese nella conversazione come chi sa già dove vuole arrivare.

Jenny sa esattamente quel che fa, non rappresenta il cliché della bambolina sedotta e abbandonata, non è una mera vittima, piuttosto un’intelligenza sottile e inesperta, in cerca di forma. Oxford l’aspetta, i libri la aspettano, ma David – trentenne affascinante, bugiardo gentile, Peter Pan con una Jaguar rossa — le offre qualcosa che la fa vibrare: cene eleganti, night club, Parigi, regali, baci appassionati, la frivolezza e la leggerezza come estetica di vita.

Poi tutto crolla, la menzogna si rivela intera: David le chiede di sposarlo ma ha già una moglie, un figlio, una doppia vita continua. E sparisce codardo, senza affrontare i genitori che aveva sedotto con la promessa di un futuro roseo alla loro figlioletta.

Jenny riprende gli studi, bussa alla porta dell’unica persona che aveva cercato di avvertirla, la sua insegnante, e lí dentro impara la seconda grande lezione della sua vita: in quella casa graziosa ricca di libri e di poster dei suoi pittori preferiti- la libertà di una donna che ha scelto se stessa, libera dal pregiudizio.

An Education 2009
Regia di Lone Scherfig