Nel cuore storico di Brescia, lungo il decumano romano che attraversa il corridoio UNESCO che collega il Tempio Capitolino al complesso monumentale di Santa Giulia, Maison Oblique interpreta l’abitare contemporaneo attraverso un dialogo tra memoria, architettura e contaminazioni culturali. Firmata da Pelizzari Studio, è la residenza privata dell’Architetto David Morini – CEO dello studio, e nasce dalla volontà di superare le convenzioni stilistiche per costruire un universo domestico autentico, in cui epoche, geografie e stili differenti convivono in un equilibrio originale e coerente.
“Maison Oblique nasce dall’idea che una casa non debba necessariamente appartenere a uno stile, a un’epoca o a una geografia. Mi interessava costruire uno spazio capace di accogliere le mie contraddizioni, i viaggi, gli oggetti e le passioni che mi accompagnano. Credo che l’eleganza più autentica nasca dalla capacità di far convivere mondi differenti, senza rinunciare alla propria identità” – dichiara David Morini.
All’interno di un palazzo del XV secolo, affacciato su una corte raccolta tra architetture medievali e rinascimentali, la residenza è stata oggetto di un intervento completo di riqualificazione edilizia, tecnologica e distributiva degli spazi.
Nel rispetto dei vincoli monumentali e dell’identità dell’edificio storico, Pelizzari Studio ha dato vita a un intervento capace di coniugare soluzioni contemporanee e memoria architettonica, costruendo un nuovo capitolo dell’edificio.
Il naming Maison Oblique vuole esprime proprio una visione non convenzionale dell’interior design, in cui materiali, colori, opere d’arte, pezzi d’antiquariato e arredi contemporanei si incontrano attraverso accostamenti inaspettati. Accanto ai riferimenti alla cultura europea, il progetto rivela un profondo legame con l’arte e l’antiquariato orientale, dando vita a un dialogo tra epoche e geografie lontane.
La sequenza degli ambienti si sviluppa attraverso una ricerca compositiva in cui materia, luce e colore definiscono atmosfere distinte, mantenendo una forte continuità progettuale. Il percorso distributivo diventa uno degli elementi più caratterizzanti del progetto: il corridoio principale, concepito come una serra domestica, alterna ampie superfici vetrate, vegetazione e pareti verde palude, mentre una successione di portali in ottone acidato accompagna il passaggio verso le altre aree.
Il soggiorno, stanza rappresentativa della casa, ospita una grande libreria su misura in ottone ed ebano Makassar, disegnata da Pelizzari Studio. Al centro, compaiono un divano Dedar rivestito in velluto color zucca, accostata a un coffee table in ottone acidato. Un’opera di Lucio Salvatore completa con carattere la composizione del living.
Il progetto riflette una sensibilità vicina all’universo di Carlo Mollino, evocato in alcuni dettagli attraverso il rapporto tra funzione, sensualità della forma e libertà decorativa. Il piacere dell’inaspettato emerge nell’attenzione agli elementi apparentemente secondari come maniglie, superfici e piccoli dettagli architettonici che assumono un vero e proprio ruolo narrativo. Ne sono esempio le ante di un’armadiatura a parete rivestite in tessuto blu Dedar, impreziosite da scultoree maniglie in ottone a forma di cavalluccio marino, evocazione del mondo nautico. Lo stesso immaginario ritorna nella scala marinara, che conduce al piano superiore, celata dietro una porta all’interno del bagno giorno. Il vano scala, completamente avvolto da un intenso color lampone, rappresenta uno dei momenti più sorprendenti della casa, che trasforma il passaggio tra i due livelli in una transizione quasi teatrale.
Il tema del viaggio trova la sua massima espressione nella terrazza esposta a sud, concepita come la prua di una nave sospesa sui tetti in cotto del centro storico. Le grandi vetrate creano una continuità visiva e funzionale tra interno ed esterno, dove vegetazione e arredi danno vita a uno spazio dedicato alla convivialità e alla contemplazione. La città entra così nella quotidianità domestica, trasformando Maison Oblique in vero osservatorio contemporaneo sulla città.
La ricerca materica permane in tutto il progetto, affidandosi a palette cromatiche decise e materiali naturali dalla forte identità. In cucina, i rivestimenti in ottone acidato dialogano con il piano di lavoro in marmo Verde Alpi; nei bagni, la pietra naturale diventa protagonista attraverso le venature marcate del marmo Bardiglio e della Breccia Capraia del bagno padronale, fino all’accostamento tra travertino Titanium e marmo Rosso Levanto nel bagno giorno.
Al piano superiore, nella camera padronale emerge l’incontro tra lo stile europeo del Novecento e l’arte orientale. Sopra la testata del letto, infatti, spicca un antico paravento giapponese del periodo Edo, raffigurante piante di bambù e ciliegi in fiore su fondo oro.
A collegare tutti gli ambienti contribuiscono il parquet in legno realizzato su misura da Itlas e posato a spina francese e i sistemi di illuminazione Viabizzuno, che valorizzano texture, profondità e opere d’arte.
Tutti gli arredi su misura sono progettati da Pelizzari Studio, secondo una visione integrata in cui architettura, interior design e dettaglio concorrono a definire un’identità unitaria.
Maison Oblique è, prima di tutto, il ritratto di un modo personale di abitare. Una casa in cui il rigore architettonico incontra la libertà decorativa, gli oggetti custodiscono memorie e le contaminazioni diventano occasioni di scoperta. Più che ricondurre ogni elemento a un linguaggio uniforme, il progetto lascia che le differenze dialoghino, costruendo un equilibrio fatto di contrasti, affinità e continue risonanze.
“Perché abitare non significa solo occupare uno spazio, ma scegliere ogni giorno da quale prospettiva guardare il mondo”.


























