Auguri a Mary Quant: l’inventrice della minigonna spegne 83 candeline

Spegne oggi 83 candeline Mary Quant, celebre stilista che nei lontani anni Sessanta inventò la minigonna. Visionaria ribelle, Mary Quant -caschetto nero e sguardo vispo- amava andare controcorrente: rifuggendo i diktat allora imperanti nella moda, la designer inglese, attraverso l’invenzione della minigonna, capo considerato scandaloso per l’epoca, diede vita ad una rivoluzione di portata storica: mentre in Italia e persino in America i primi anni Sessanta vedevano ancora andare per la maggiore twin-set dal piglio bon ton e gonne a ruota, retaggio del decennio precedente, la minigonna di Mary Quant diede vita ad una rivoluzione che dalla moda si allargò fino ad influenzare gli stili di vita. Trendsetter ante litteram, autorevole esponente degli Swinging Sixties ed antesignana dell’estetica Mod, Mary Quant è entrata nel mito: la sua lunga carriera ha quasi il sapore di una favola, che ha impresso un segno indelebile nella storia del costume.

All’anagrafe Barbara Mary Quant, la stilista nacque a Blackheath, Londra, l’11 February 1934. I suoi genitori, Jack e Mary Quant, erano due insegnanti di origine gallese entrambi provenienti da famiglie di minatori. Dopo essersi laureati alla Cardiff University i due si erano trasferiti a Londra per insegnare nelle scuole. La giovane Mary, dopo aver frequentato la Blackheath High School, studia illustrazione presso il Goldsmiths College. I genitori sognano per lei un futuro di insegnante, ma si trovano ben presto a dover fare i conti con l’animo ribelle della giovane.

Dopo aver conseguito il diploma in Educazione artistica, Mary inizia un tirocinio presso Erik, modista di lusso di Mayfair. Nel 1953 avviene l’incontro della vita: Mary conosce Alexander Plunket Greene, suo futuro marito nonché futuro partner lavorativo. Il giovane appartiene ad una nobile famiglia inglese ed è nipote di Bertrand Russell. Anime gemelle, i due condividono lo stesso spirito bohémien e un’avversione per le regole vigenti nella società. Nel 1957 i due convolano a nozze: dal matrimonio nel 1970 nascerà il figlio Orlando. La loro unione durerà fino alla morte di Greene, avvenuta nel 1990. Nel novembre 1965, al compimento di ventun anni Alexander eredita un ingente patrimonio, che gli permette di finanziare l’attività della moglie: la coppia dà vita ad un felice sodalizio artistico con il fotografo ed ex avvocato Archie McNair. Dopo aver acquistato un appartamento a Chelsea, sulla celebre King’s Road, aprono un ristorante nello scantinato e riservano il primo piano alla realizzazione di un sogno. Qui viene inaugurata la prima boutique di Mary Quant, “Bazaar”, seguita due anni dopo da una succursale a Brompton Road, a Knightsbridge, il cui design sarà curato da Terence Conran.

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Mary Quant è nata a Blackheath, Londra, l’11 febbraio 1934


18th March 1968: Mary Quant with her models, at Heathrow Airport, London, before leaving for a continental fashion tour. (Photo by George Stroud/Express/Getty Images)
Mary Quant con le sue modelle all’aeroporto di Heathrow, Londra, 18 marzo 1968 (Photo by George Stroud/Express/Getty Images)


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La stilista è conosciuta in tutto il mondo come l’inventrice della minigonna


maryquant Jean Shrimpton in Mary Quant Dress, photographed by John French, 1963
Jean Shrimpton in abito Mary Quant, foto di John French, 1963


A Mary Quant bastano pochi anni per entrare nella storia: in breve le creazioni della designer includono anche cosmetici e arredamento e il suo impero si estende in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone. Chelsea, location della sua boutique, Bazaar, diviene fucina di idee nuove e fulcro della moda mondiale: dalle vetrine del negozio di Mary Quant prende vita una rivoluzione destinata a sconvolgere per sempre il corso della moda. Ispirandosi alla Mini, celebre auto inglese, la stilista battezza Mini skirt il capo destinato a destare scalpore: fu Twiggy ad indossare per prima la minigonna, ma tante saranno le muse di Mary Quant, da Jean Shrimpton a Pattie Boyd. Le sue collezioni non includono solo minigonne ma anche shorts e, dagli anni Settanta, trench e gonne lunghe.

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L’estetica sdoganata da Mary Quant rappresenta una ventata di aria fresca dopo anni di costrizioni e tabù: non mera voglia di trasgressione, ma profondo desiderio di emancipazione da regole prestabilite. La moda promossa dalla stilista si ispira alla strada, alle ragazze inglesi che attraversano le vie di Londra. Rompendo drasticamente con l’austerità del passato, Mary Quant inneggia ad uno spirito giovane che possa esprimersi liberamente anche nella scelta dei capi da indossare: “La donna alla moda indossa vestiti, non sono i vestiti ad indossare lei”, diceva Mary Quant, che divenne una delle maggiori icone di stile della Swinging London ed una businesswoman di successo. Nel 1963 la stilista fonda il “Ginger Group” per esportare i suoi prodotti negli Stati Uniti; nel 1966 avviene il lancio della linea di cosmetici, seguita l’anno dopo dalla prima linea di calzature.

Definita dallo scrittore Bernard Levin “l’alta sacerdotessa della moda degli anni Sessanta”, Ernestine Carter, giornalista di moda a lei contemporanea, scriverà: “A pochi eletti è dato di nascere nel periodo giusto, nel posto giusto, accanto ai giusti talenti. Nella moda recente sono tre: Chanel, Dior e Mary Quant”. Intanto Mary Quant diviene anche autrice di libri: nel 1984 esce “Colour by Quant”, seguito, due anni più tardi, da “Quant on make up”, testo con cui la stilista si apre al mondo della cosmesi. Nel 1996 esce “Classic make up and beauty book”. Non si contano i premi e riconoscimenti di cui la designer viene insignita: nel 1966 viene nominata Cavaliere della Corona Britannica dalla Regina Elisabetta II, onorificenza ricevuta l’anno prima dai Beatles.

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Mary Quant è considerata l’antesignana dell’estetica Mod


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La prima modella ad indossare la celebre minigonna creata da Mary Quant fu Twiggy, seguita da Jean Shrimpton


Bazaar, il negozio di su Kings Road, 1967
Bazaar, il primo negozio aperto da Mary Quant a Kings Road, Chelsea


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La stilista è stata insignita di numerosi riconoscimenti: nel 1966 venne nominata Cavaliere della Corona Britannica


Sulla reale paternità della minigonna si aprirono anche intensi dibattiti: secondo la giornalista Marit Allen, curatrice della rubrica Young Ideas sull’edizione inglese di Vogue, ad inventare il capo sarebbe stato lo stilista inglese John Bates. Altri invece ritengono André Courrèges il vero inventore della minigonna: il designer francese nel 1964 rivendicò formalmente il copyright sul celebre capo, divenuto must have del guardaroba femminile.

(Foto cover: Mary Quant, circa 1965. Photo by Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Addio ad André Courrèges

Si è spento ieri all’età di 92 anni André Courrèges, designer che rivoluzionò la moda degli anni Sessanta. Allievo di Cristobal Balenciaga, la sua è stata una carriera leggendaria che lo ha portato a brillare nel firmamento della moda internazionale, accanto a nomi del calibro di Pierre Cardin, Mary Quant, Paco Rabanne.

Pioniere dello stile spaziale che caratterizzò la moda degli Swinging Sixties, è considerato l’ideatore della minigonna, capo che rivoluzionò il guardaroba femminile, la cui paternità risulta ancora oggi contesa tra lui e Mary Quant. Visionario, rivoluzionario, audace, il suo stile era proiettato verso un futuro robotico e spaziale, tra suggestioni optical, arditi giochi geometrici e quel mood da space-oddities che trova in Courrèges sublime esponente. Amatissimo da Jackie Kennedy, Gianni e Marella Agnelli, vestì Audrey Hepburn e Françoise Hardy.

Nato a Pau il 9 marzo 1923, figlio di un maggiordomo, dopo aver conseguito una laurea in ingegneria civile prende parte alla Seconda Guerra Mondiale come pilota di aerei ma il suo sogno è la moda. Nel 1949 viene assunto da Balenciaga come tagliatore, lavoro che porta avanti per oltre 11 anni. Nel 1963 inaugura il proprio atelier insieme alla moglie Coqueline Barrière. La concorrenza è alta, e se porta il nome di Coco Chanel il gioco si fa davvero duro: mademoiselle Coco si erge a roccaforte di quella femminilità che a suo dire Courrèges sarebbe reo di aver sottratto alle donne. Lui dal canto suo si difende puntualizzando quanto il suo stile futurista ringiovanisca quelle stesse donne, liberandole da anni di costrizioni. In breve il couturier si afferma come uno dei nomi più amati dell’alta moda francese.

Audrey Hepburn in André Courrèges, foto di Douglas Kirkland, 1965
Audrey Hepburn in André Courrèges, foto di Douglas Kirkland, 1965
Lo stile inimitabile di André Courrèges
Lo stile inimitabile di André Courrèges

André Courrèges, foto di Peter Knapp, 1965
André Courrèges, foto di Peter Knapp, 1965



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Il suo stile è inconfondibile: le linee essenziali e pulite, il minimalismo degli abitini a trapezio, le gonne in vinile, indossate con il pullover e i celebri go-go-boots, innovativi stivali con tacco basso, perfetti per slanciare le gambe. Il bianco, alternato alle stampe otpical e alle righe, il trionfo dell’argento, per una donna siderale. Le sue collezioni futuriste e ultramoderne non temono la sperimentazione più ardita e l’uso di materiali inusuali, come il PVC, il vinile, il crochet. Le sue mannequin incarnano il mito della conquista dello spazio, tra stelle e galassie stilizzate, mentre oblò fanno capolino da little dress. Uno stile che molti definiscono “automobilistico”, per le cromie e i materiali usati, ma anche per l’energia e lo sprint che lo caratterizza. Il mood dei défilé di Courrèges sembra preso in prestito direttamente da film come 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick. Filmati girati in location parigine con mannequin che sembrano quasi creature aliene.

Nel 1972 realizza le divise per le Olimpiadi di Monaco. Dagli anni Settanta firma anche accessori, tra cui i celebri occhiali da sole Lunettes Eskimo, lanciati sul mercato nel 1965, ma anche ombrelli, gioielli, profumi, capi per l’infanzia e abiti da sposa. Nel 1984 si trasferisce a Tokyo. Nel 1994 il ritiro, a cause della battaglia più dura, contro il morbo di Parkinson. Courrèges, ormai stanco e malato, cede il brand che porta il suo nome al gruppo giapponese Itokin. Ieri lo stilista si è spento nella sua abitazione di Parigi. Lo ha ricordato oggi il presidente francese François Hollande. Con lui sparisce un tassello fondamentale della storia del costume e uno dei designer più originali di sempre.