Modus, la pizzeria elegante di Milano

La pizza di Briatore” è diventato argomento da bar, tutti devono dire la propria “Ah, è una ladrata“, “Ah, ha ragione ma pirla chi paga“, insomma ci si schiera o con lui, ma pensando che sia solo un furbone, o contro di lui, pensando che sia un truffatore. Io credo che il ragionamento corretto da fare sia sempre quello di avere davanti la fotografia totale della società in cui viviamo, una società che ha diversi ceti, diversi gusti, diverse potenzialità economiche. E Briatore, da imprenditore, ha scelto di trasformare un prodotto povero e popolare come la pizza, in un prodotto lusso che possa essere apprezzato anche dalla categoria “ricco”, che vuole la pizza gourmet in un locale gourmet con una cifra gourmet. Questo significa che il classico ambiente “pizzeria” a cui siamo abituati, un locale che sembra una fabbrica, dove il fracasso regna sovrano, dove i cameriere corrono e urlano perchè in due dovranno servire 50 coperti, può essere trasformato in un locale elegante, dove la pizza non costerà più 6 euro perchè quella pizza dovrà coprire i costi di personale, strutture, zona in cui è ubicata, arredamento eccetera eccetera eccetera.

Questa trasformazione, che in alcun modo declassifica la pizza, anzi la nobilita (perchè gli ingredienti rimangono gli stessi, è il contorno che cambia), l’ha pensata anche Modus, la prima pizzeria-ristorante che ha aperto nella città di Milano. Ma lo fa portando a braccetto il cliente in uno scenario accogliente, accomodante, caldo, dove la pizza non ha il costo briatoregno.

Quello che colpisce appena entrati è certamente il contesto, nell’immaginario collettivo (perchè ci siamo stati infinite volte) la pizzeria non ha questi magnifici colori english green abbinati all’oro dei dettagli, come gli schienali delle sedute al bancone bar, un bellissimo angolo arredato da arcate incorniciate a muro per dar spazio ad amari e distillati. Sui soffitti, quasi cadessero molli come gli orologi di Dalì, degli specchi ovali che catturano e riflettono la luce esterna che passa dalle vetrine; agli angoli e dalla zona soppalcata, una cascata di natura, piante che non solo arredano, ma rendono l’ambiente più gradevole; Modus è davvero una scoperta eccezionale, e a renderlo ancora più prezioso è il suo menu omaggio al Cilento, terra d’origine dello chef.
Lui è Paolo De Simone, classe 1980 e una nonna che, come spesso succede al sud, tramanda tutto il suo sapere della tavola a Paolo, che apprende così i segreti della lievitazione naturale, la regina qui da Modus.

La goduria di una pizza qui, non ve la posso spiegare, dovete andare a mangiarla!
Iniziate con degli assaggi del territorio, come le mulignane ‘mbuttunate (significa ricche si sapore!), fatte con cacioricotta, uova, pomodoro e prezzemolo, o con una parmigiana di melanzane, con fiordilatte, parmigiano, olio e il dio basilico (lodato sia).
Qui ovviamente trovate anche le mozzarelle di bufala campane, la Soppressata di Gioi, presidio Slow Food, la mozzarella di mortella (che si produce nel Parco Nazionale del Cilento), le alici di Menaica, e il pane di Paolo, quello realizzato con lievito madre e farine di grani antichi cilentani, recupero di semi e grani antichi dal parco nazionale del Cilento e di Vallo di Diano.

Da Modus potete anche divertirvi a fare un pairing pizza-cocktail, perchè qui sono buonissimi! Io ho iniziato con un “Midnight In Porta Romana“, Belvedere Vodka, acqua di lavanda, bergamotto, Oxley Gin; sono partita dalla mezzanotte e ci sono rimasta, a chiaccherare con Paolo e Vincenzo, due forze della natura.

Modus si trova in Via Andrea Maffei, 12 a Milano ‡‚ˆ­€
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“Soul Kitchen”: il ristorante di Bon Jovi che sfama i poveri

Lodevole l’iniziativa del rocker Jon Bon Jovi che, assieme alla moglie Dorothea, ha inaugurato il “Soul Kitchen”: un ristorante solidale che permette ai poveri di cibarsi senza pagare il conto.

Sorto a Toms River, sulla costa atlantica, scenario funestato quattro anni fa dall’uragano Sandy, ai clienti del ristorante è solo chiesto in cambio del cibo, di lavare i piatti.

 

Interni del ristorante Soul Kitchen di Bon Jovi (fonte theladyinredblog.com)
Interni del ristorante Soul Kitchen di Bon Jovi (fonte theladyinredblog.com)

 

 

Bon Jovi, ha dichiarato di aver pensato  a coloro che purtroppo non posso cenare in un ristorante, in una società che vede la povertà ai massimo storici e che una famiglia su cinque non può permettersi il lusso di poter mangiare.

“Soul Kitchen”, rientra nel piano umanitario che Jon e Dorothea sostengono con la “Jon Bon Jovi Soul Foundation“. Adiacenti al ristorante sono stati creati una scuola di cucina, una “banca del cibo” nata per sfamare i senzatetto, un doposcuola per bambini a rischio ed un centro specializzato, utile per risolvere i  problemi della vita quotidiana.

 

 

Fonte cover Befan