Due adolescenti, lei, Alice, avrebbe dovuto chiamarsi Eva, manipolatrice, avida, curiosa con tendenze sadiche, lui è il fidanzatino, accomodante, insicuro, devoto, impotente, almeno all’inizio del film, quando i due si ritrovano a fare giochetti sessuali su iniziativa della ragazza.
Alice spinge Luc ad ammazzare un loro compagno, solo perché ha mostrato un interesse sessuale nei suoi confronti. Luc trova la forza di un gesto così macabro dopo aver guardato i due in intimità, spinto forse dalla rabbia, dalla frustrazione, dall’impossibilita’ di far godere la propria amante, a differenza dell’aitante compagno di scuola, un giovane bello e virile.
I due fuggitivi si ritrovano nel bosco dove vengono rapiti da un orco, un passaggio da un inizio alla “Natural born killers” fino alla storia di “Hansel e Gretel”, con uno svolgimento nettamente diverso: è con il suo giustiziere, l’orco, che finalmente Luc prova piacere. Amplessi omosessuali rubati, a cui il ragazzino non si vieta e dove forse nasce una specie di sentimento-riconoscenza. Tutto questo tra scene morbose e voyeristiche, con un finale inaspettato: può la VITTIMA amare il proprio CARNEFICE?
Chi non ha mai visto “Laguna blu“, meraviglioso film dove una Brooke Shields in tenera età ne interpreta la protagonista? Chi non ha mai sognato di perdersi in quel mare azzurro e profondo e di vivere lo stesso amore appassionato? Laguna blu è entrato nella memoria collettiva per la storia, l’ambientazione, le magnifiche location e la bellezza degli attori stessi.
Brooke Shields era perfetta per il ruolo di ragazza ingenua, della bella che non sa di essere bella, ed è a questo romantica timidezza che Philosophy by Lorenzo Serafini si ispira per la collezione primavera estate 2017.
Fedele allo stile vittoriano, così come l’epoca in cui il romanzo da cui prende spunto viene ambientato, la collezione Philosophy by Lorenzo Serafini propone una femminilità delicata; il designer immagina le sue donne sperdute in un’isola deserta, le immagina gioiose nella loro solitudine, le vede danzare vestite di maglie di cotone dalla trama vissuta, arse dal tempo, fluttuare in abiti fluidi e asimmetrici.
Metà sirena metà corsara, la donna Philosophy prende dall’epoca vittoriana la palette colori, le ruches, le balze, i pizzi, e dagli anni ’80 i dettagli forti, le cinture oversize, gli stivali, che la fanno sembrare una sexy pirata naufragata in mare ma in gran stile.
Vicina al mare, il suo elemento naturale, la donna Philosophy indossa fantasie tropicali e abiti dalle spalline sottilissime in pizzo sfumato, come il manto delle acque, le ruches ricordano le onde spumose che regolano lo scorrere del tempo.
E’ una primavera estate 2017 da cui lasciarsi trasportare, una collezione raffinata, discreta come una dama 19mo secolo, sensibile come il gusto di Lorenzo Serafini.
Guarda qui l’intera sfilata Philosophy by Lorenzo Serafini primavera estate 2017:
Donne che ispirano le donne, la collezione di Alberta Ferretti Primavera Estate 2017 è un tripudio di grandi personalità femminili.
La storia ci racconta che dalle loro debolezze sono riusciti a nascere grandi elementi di forza, personaggi eclettici, complessi e misteriosi, le donne che rimangono nei secoli fino ai giorni nostri hanno creato mode e lanciato nuovi stili.
Elisabetta di Baviera, conosciuta come Sissi, era ossessionata dal culto della bellezza, si faceva cucire gli abiti addosso per esaltare al massimo la snellezza del corpo, l’acconciatura a “corona” fu da lei ideato e tutte le donne aristocratiche del tempo la imitarono a tappeto. La sua figura ha ispirato registi, fotografi, pittori, e la sua fama odierna si deve principalmente al film di Ernst Marischka che interpretò l’enigmatica Romy Schneider.
Sono donne che non temono la sofferenza, donne che non hanno paura di esibire i propri sentimenti, donne che si espongono, così le vuole Alberta Ferretti che sottolinea:
” Con questa collezione ho voluto introdurre la passionalità nella mia narrazione di moda. Ho seguito una pulsione istintiva che mi ha portato ad aggiungere alla mia visione romantica della femminilità quel carattere appassionato delle donne che, dichiarando apertamente la propria femminilità, aggiungono solarità e calore al proprio carattere perché più libere e senza complessi. Per questo ho utilizzato anche quell’accento dell’eccentricità che valorizza il loro corpo e il loro carattere.”
al centro Carlotta del Belgio imperatrice del Messico
a dx Elisabetta duchessa di Baviera (Sissi)
E’ una collezione di abiti iperfemminili che intersecano la propria natura con altre culture e tradizioni, pur mantenendo il proprio dna.
Così come succede al Tree of 40 fruit, l’unico albero al mondo capace di produrre, da solo, 40 diverse varietà di frutti. E’ a primavera che si mostra in tutta la sua bellezza, come le donne nella stagione dei fiori, quando scoprono le gambe, l’albero si colora di fiori bianchi, rosa, rossi e viola, per poi partorire vellutate pesche, succose ciliegie, e ancora mandorle e albicocche. La donna Alberta Ferretti è tutti questi fiori, tutti questi frutti, così diversi, ma provenienti da un unico albero genealogico.
Cari ad Alberta Ferretti, per la stagione primavera estate 2017, tornano gli abiti in chiffon, le maniche ricamate in pizzi, balze e ruches romantiche dal sapore vittoriano rese attuali e moderne da strati di cinture in cuoio. I reggiseni si mostrano orgogliosi da sotto i long dress trasparenti, l’organza si abbina ai dettagli maschili dei pantaloni e delle giacche.
I kimono ci riportano nei paesaggi del lontano Oriente, aperti, scollati, mostrando le spalle pallide e avide delle languide geisha. I volumi sono morbidi e fluttuanti e ci confermano quanto nessuno, oltre Alberta Ferretti, possa vestire una donna come solo una donna sa fare.
Guarda qui la collezione primavera estate 2017 di Alberta Ferretti:
Chi lo ha detto che le donne sono sempre in competizione? Esistono luoghi, esistono donne, che si riuniscono solidali, per raccontarsi, per scambiarsi idee ed opinioni, per confrontarsi, in totale libertà, vicine seppur diverse – questi spazi sono le sororities, comunità femminili nate nel lontano 800. Oggi sono i salotti, i club al femminile, ed è a queste confraternite che Au jour le jour si ispira per la collezione primavera estate 2017.
Di cosa si discute? Di musica, di letteratura, di arte e fotografia, ciascuna porta il proprio bagaglio culturale. Cosa ne scaturisce? Un giardino fiorito, dove i girasoli crescono accanto alle rose, dove le diversità si attraggono, una festa di colori e gusti che rende ciascuna donna unica. La collezione Au jour le jour SS17 è esattamente come queste donne, abiti che richiamano epoche diverse, mestieri e personalità delle più disparate, geishe moderne, casalinghe in stile fifties pronte per una serata in discoteque anni ’80.
Tornano mini abiti silver e brillanti, come li sfoggiava Madonna negli eighties, tessuti tecnici, shiny o resinati; le paillettes argentate sfumano su tinte unite o su abiti a balze e vengono abbinati con coraggio su bermuda basket e felpe oversize.
Non mancano nella collezione Au jour le jour primavera estate 2017 gli abiti dal sapore country, print floreali, delicati chemisier in popeline, organza o fancy, fantasie geometriche o a quadretti come una dolce Cappuccetto Rosso perduta nel bosco.
Sono donne romantiche, indipendenti, creative, provocanti, dalla personalità poliedrica e sfaccettata, d’altronde lo diceva anche Oscar Wilde: “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto“.
Sfoglia qui la sfilata Au Jour le jour primavera estate 2017:
Siamo stati nel backstage della sfilata, qui il video:
Le donne di Helmut Newton rivivono nella sfilata di Elisabetta Franchi SS17
All’uomo che ha raccontato la donna come simbolo di desiderio, musa irraggiungibile e dal carattere forte, sexy oltre misura, si è ispirata Elisabetta Franchi per la collezione primavera estate 2017, a Helmut Newton va questo omaggio.
Helmut Newton, fotografo di origini tedesche, ha lasciato nell’immaginario collettivo una donna che molti oggi cercano di emulare, attraverso immagini, dipinti, fotografie, ma senza la magia di chi la donna la vedeva realmente come essere superiore. Si dice sia la madre di Newton la vera fonte di ispirazione, e che i quartieri a luci rosse, visitati col fratello maggiore a soli otto anni, abbiano fatto il resto.
Da lì l’occhio di Newton partorisce donne con stivali alla caviglia, guanti lunghi fino al gomito, fruste, tacchi a spillo e quell’aria altera e sprezzante che le rende spaventosamente sexy.
Erotismo che calca la passerella da Elisabetta Franchi, che ha stupito tutti con una collezione dal carattere algido e dal potere seduttivo, donne che ammiccano, donne che lasciano intravedere i seni, attraverso le trasparenze o, sfacciate, indossando body a rete.
sx Elisabetta Franchi – dx foto di Helmut Newton
La donna Elisabetta Franchi conosce perfettamente le sue armi e le usa! Stringe la vita per esaltarla con cinture importanti e sandali altissimi che lasciano il piede nudo; il corpo diventa il mezzo attraverso cui esibirsi.
Ovviamente la palette colori comprende il rosso lacca, il nude e l’oro, con presenza del nero, fil rouge della collezione.
sx Claudia Schiffer fotografata da Helmut Newton – dx abito Elisabetta Franchi
sx foto di H.Newton – dx Elisabetta Franchi SS17
sx foto di Helmut Newton – dx long dress Elisabetta Franchi
Capi scultorei e strutturati, decoltè in vista e micro top fascianti, le lunghezze sono maxi e le giacche oversize, perché la donna E.F. ha quel lato mascolino che non vuole nascondere.
ai lati collezione Elisabetta Franchi SS17 – al centro una foto di Helmut Newton
Lo scintillìo dei dettagli laminati ricordano le serate glamourous degli anni ’80 e delle dive hollywoodiane.
Rivive in questa collezione SS17 Elisabetta Franchi la “femme fatale” newtoniana e speriamo che ci rimanga.
sx foto di H.Newton – dx Elisabetta Franchi SS17
Sfoglia la gallery Elisabetta Franchi primavera estate 2017:
MOSCHINO PRIMAVERA ESTATE 2017 – LA MODA PARODIA DELLA MODA
Avete mai giocato a “Gira la moda“? Probabilmente Jeremy Scott sì, perché lo ha riproposto in passerella durante la Milano Fashion Week!
La collezione primavera estate 2017 a quanto pare è un gioco divertentissimo, dove poter vestire le modelle e cambiarle d’abito a piacimento, come si faceva con i modellini di carta. Così i vestiti sono dei disegni effetto trompe l’oeil con tanto di linguetta, i boa di struzzo vengono soppiantati da cartonati, i cappelli e i gioielli dipinti su carta e i mega fiocchi solo un’illusione.
Il fashion show di Moschino rimane sempre il più atteso e non manca mai di stupire, riprendendo lo stile ironico e irriverente del maestro Franco Moschino, che proponeva una moda, parodia della moda.
Le donne in questo show diventano dei manichini di carta e gli abiti uno scherzo non indossabile, anche se Jeremy Scott accontenta le fanatiche del brand con una capsule acquistabile subito dopo la sfilata, ispirata al libro “La valle delle bambole” di Jacqueline Susann del 1966, una collezione carica di una potente dose di pillole.
Pillole da successo, pillole da fama, pillole ostentazione del proprio stato sociale, sulle borse, stampate sulle felpe, pillole riconoscimento di una psicosi nuova malattia dei ricchi. Parodia anche questa?
Fatto sta che quando a indossarle sono Irina Shayk, Gigi Hadid, Bella Hadid e Anna Cleveland, diventano simbolo di potere e di charme, come quello che trasmette la Cleveland con il suo ingresso in passerella, eclettica, magnetica, scenografica.
Irina Shayk
sfilata Moschino SS17
Bella Hadid
Gigi Hadid con clutch portapillole e felpa della nuova capsule collection
Caramellosa la donna Cristiano Burani SS17 alla Milano Fashion Week
Quella di Cristiano Burani è una donna che ha fatto il pieno di vitamine!
Cristiano Burani presenta per la prossima stagione primavera estate 2017 un fascio di colori da cui trarne energia positiva. Pink, fucsia, giallo e arancio, dall’arcobaleno le tonalità più accese e più vive, che ricordano le caramelle, i lecca lecca, le bonbons più divertenti.
Sono le righe le vere protagoniste della collezione, sui long dress o sulle gonne ampie, accostate ai bomber azzurro cielo, che regalano un senso di leggerezza. Le plissettature sono architettoniche, i dettagli sportivi e i volumi over. La donna Burani è contemporanea e moderna e mixa abiti soffici come zucchero filato a ankle boots in ciniglia e mega cinture a segnare il punto vita.
Sfoglia la gallery della sfilata Cristiano Burani SS17 :
LA SFILATA DI ANTONIO MARRAS SS17 ALLA MILANO FASHION WEEK
Come in fotografia ci sono fotografi che hanno un’ottima tecnica ma nessuna idea, e quelli che hanno qualcosa da raccontare e lo fanno senza pensare alla precisione del dettaglio, dove nascono i mossi, dove le immagini non sono a fuoco, dove i tagli sono sbagliati, e in queste sbavature nasce la forza dell’immagine, allo stesso modo esistono stilisti che raccolgono le mode del momento e ne eseguono alla perfezione un abito, ma mancano di sostanza. E designer che invece l’idea ce l’hanno eccome, che non solo hanno qualcosa da dire, ma hanno bisogno di urlarla, hanno bisogno di “sporcarsi le mani” e far uscire la creatività, hanno quel dono del raccontare perché sanno, perché conoscono la storia del loro paese, le mode, le culture, le tradizioni… Questa voce può avere un solo nome: Antonio Marras!
E commuove ancora alla presentazione della collezione primavera estate 2017 alla Milano Fashion Week.
Il tema? l’indipendenza del Mali nel 1960 dalla colonia francese, insieme ad altri 17 stati africani, un popolo che finalmente festeggia la libertà di cui ogni essere umano avrebbe diritto.
Come lo mette in scena? Con la sua singolare sensibilità, facendo sfilare bellissime donne di colore in gonne ampie e voluminose, altre in abiti fluidi e scivolati, dalle linee morbide e leggermente ondulate. Non mancano i caftani e i completi in denim, parei, tuniche e camicioni. I tessuti vanno dal cotone sangallo bianco alle stampe su duchesse e georgette, dai vichy alle stampe batik fino al lino Prince de Galles.
sx sfilata Antonio Marras – dx uno scatto di Malick Sibidè
sx dalla passerella Marras SS17 – dx un celebre scatto di Malick Sibidè
Trasparenze, sovrapposizioni, stratificazione e intrecci, la donna Marras mixa il denim con il rosa polvere, il maschile kaki con le paillettes e le applicazioni con fiori di rafia, il bianco e nero a scacchi con le fantasie floreali.
In passerella anche gli uomini indossano gli stessi tessuti delle donne, osando con stampe a roselline da tappezzeria fin de siècle, perché le contaminazioni, le diversità diventino una cosa cosa sola, diventino forza e memoria collettiva che ispira alla libertà.
Una standing ovation a fine fashion show, quando performers di colore si sono scatenati nelle danze, così come fecero i giovani di Mali immortalati dal celebre fotografo Malick Sibidè. Twist e Rock’n’roll per le strade, nelle case, alle cerimonie, in riva ai fiumi ai picnic, tutti a festeggiare la rinascita attraverso la danza, oggi qui, sulla passerella di Antonio Marras, per ricordare.
sx scatto di Malick Sibidè – dx un momento di danza alla sfilata di Antonio Marras
Il finale della sfilata di Antonio Marras alla Milano Moda Donna:
Sfoglia qui la collezione primavera estate 2017 di Antonio Marras:
Milano Fashion Week 2016, la sfilata di Anteprima SS17
L’effetto ottico è quasi psichedelico, la storia del pois ha radici molto lontane e pare che Anteprima lo voglia per le strade della prossima stagione primavera estate 2017.
In passerella sfilano pois di ogni dimensione e colore, tendenzialmente in versione black & white, sembrano creati apposta per le donne che vogliono far girare la testa.
tema Pois alla sfilata Anteprima SS17
Polka dot
Con versioni colorate, il polka dot che nasce dall’omonimo ballo, per l’appunto la Polka che li rese famosi, viene abbinato a bomber in raso dai colori accesi, come accesi sono i punti di giallo degli impermeabili e delle maglie dai tagli obliqui.
Anteprima primavera estate 2017
Anteprima SS17
Anteprima alla MFW2016
La donna Anteprima non rinuncia alla comodità e a quel tocco sportivo che la rende sicura e trendy: i bomber sono un richiamo alle divise dei giocatori di baseball e prendono le iniziali del brand sulle tasche e sulle bags.
Anche in abito da sera, il dettaglio maschile non manca, un rimarcare il periodo in cui la diversità di genere non è più diversità ma uguaglianza.
bomber rimandi alle divise dei giocatori di baseball
bomber anche su abiti femminili
dettagli maschili mixati ad abiti ultra femminili
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Qui puoi vedere il meglio dal backstage Anteprima:
Milano Fashion Week 2016, la collezione Wunderkind SS17
Le mode tornano, anche quelle lontane 3 secoli! A riportare in auge il guardinfante ci pensa Wunderkind, brand tedesco fondato da Wolfgang Joop, con degli abiti-omaggio all’infante di Velázquez.
Il guardinfante è quella struttura metallica che permette alla gonna di gonfiarsi e di assumere quella forma bombata, e fa riferimento alle donne in attesa che, grazie a questo oggetto, potevano proteggere l’addome e quindi il bambino.
Wunderkind lo modernizza sotto gonne in plastica o abiti dalle lavorazioni con cuciture a fagotto.
la collezione Wunderkind SS17 prende ispirazione dall’infante di Velazquez
gonna con struttura metallica (guardinfante) in uso già nel 1600
L’elemento regale si mischia quindi al taglio moderno, alla scelta di tessuti a contrasto, alle lunghezze dei giorni nostri. Un mix and match dove si vedono contaminazioni folk miste alle più lontane tradizioni bavaresi dei ricami heart ruche.
Wunderkind SS17
Wunderkind SS17
Wunderkind SS17
La vita è strettissima e legata da grosse cinture. Le bluse sono leggere e femminili e si alternano tra seta e popeline, anche se fanno ingresso in passerelle delle fantasie orientali accese da dettagli silver, come i boots a tacco largo.
Impertinente e coraggioso Wunderkind nel mixare la ricchezza delle curve barocche spagnole alla freddezza della plastica ultramoderna e fantasie bavaresi.
Rimane un esempio di come il presente si nutra perennemente del passato.
bluse dalle fantasie orientali mixate a dettagli silver
la vita è strettissima e legata da grosse cinture
Sfoglia qui tutta la collezione Primavera Estate 2017 di Wunderkind:
È morto stamattina in una clinica romana Carlo Azeglio Ciampi, ex Presidente della Repubblica Italiana e senatore a vita. «Ho avuto una botta di vecchiaia» ripeteva ultimamente. Aveva 95 e, agli acciacchi dell’età, si era aggiunto da tempo l’invalidante morbo di Parkinson. Nonostante ciò, quest’uomo severo e riservato continuava a recarsi nel suo studio di senatore a vita, a lavorare e ricevere finché ha potuto. Al suo fianco fino all’ultimo Franca, moglie di Ciampi famosa per le sua sua presenza costante e i suoi interventi “fuori dal protocollo” durante il settennato di Presidenza.
Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006, ha battuto un record assoluto: è stato eletto in sole 2 ore e 40 minuti. Un uomo capace di unire, di placare gli animi e di guidare l’Italia in un periodo particolarmente delicato. Prima Governatore della Banca d’Italia, poi Presidente del Consiglio, ha ricoperto diversi ruoli ministeriali prima di giungere alla carica più alta dello Stato. Nel suo mandato di presidenza è stato definito il “defibrillatore istituzionale” per la sua capacità di civilizzare il confronto pubblico nel fragile periodo in cui la Repubblica ha affrontato il passaggio all’Euro. Dietro al suo aspetto quasi severo, sempre riservato, si nascondeva una serietà istituzionale o semplicemente una timidezza congenita? Non lo sapremo mai, ma tante sono state le manifestazioni di puro affetto per la sua nazione che ci hanno mostrato un uomo gentile e nostalgico. Carlo Azeglio Ciampi ha insegnato all’Italia e agli italiani l’orgoglio nazionale di cui spesso siamo privi. Grazie a lui abbiamo ricominciato a festeggiare il 2 giugno, dopo la cancellazione della Festa della Repubblica nel 1976 per ragioni di risparmio. Lui ha riportato in auge il rito, forse vetusto ma sicuramente romantico, dell’esibizione della bandiera tricolore all’esecuzione dell’inno nazionale, e ha istituito le celebrazioni dei “padri della patria”, in un costante e delicato ricordo del passato e della storia d’Italia.
Alla notizia della morte di Carlo Azeglio Ciampi, il premier Matteo Renzi ha twittato: «L’abbraccio del Governo alla signora Franca. E un pensiero grato all’uomo delle Istituzioni che ha servito con passione l’Italia».