Automotoretrò: il talk di Snob Magazine celebra l’heritage dei grandi brand italiani

Automotoretrò: il talk di Snob Magazine celebra l’heritage dei grandi brand italiani

Grande partecipazione di pubblico ad Automotoretrò per il talk dedicato al valore dell’heritage automotive e alla tutela dei marchi storici italianicurato, organizzato e moderato da Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile di SNOB Magazine. Un incontro che ha riunito alcune figure di primo piano del settore per raccontare il patrimonio culturale e industriale che ruota attorno ai grandi brand automobilistici italiani.

Ad aprire l’incontro è stata Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera, che ha sottolineato l’importanza di creare momenti di confronto culturale all’interno delle grandi manifestazioni dedicate al motorismo storico. «Questa collaborazione con SNOB nasce lo scorso anno a Mercanteinfiera e continua qui ad Automotoretrò. Siamo particolarmente grati agli ospiti che hanno accettato l’invito a portare un contributo sul tema del marchio storico come patrimonio culturale».

Nel suo intervento introduttivo, Miriam De Nicolò ha evidenziato il valore di questi momenti di dialogo tra industria, design, artigianato e tutela giuridica dei brand: «Parliamo di tutela ma soprattutto delle nostre eccellenze italiane. Automotoretrò è il contesto ideale per raccontare storie di marchi che hanno costruito l’identità industriale del nostro Paese. L’affluenza che vediamo oggi dimostra quanto il pubblico sia interessato alla storia e ai valori che stanno dietro ai grandi brand italiani».


Tra i protagonisti dell’incontro Stefano Agazzi, di Stellantis Heritage – Alfa Romeo Classiche, che ha ripercorso oltre un secolo di storia del Biscione: «Il Museo Storico Alfa Romeo di Arese è uno dei primi luoghi in Italia – e tra i primi in Europa – dedicati alla conservazione del patrimonio automobilistico di un marchio. Da oltre cinquant’anni custodisce vetture, motori, trofei e documenti che raccontano più di un secolo di storia del Biscione. Qui conserviamo modelli straordinari che hanno segnato l’evoluzione dell’automobile e delle competizioni, dalle leggendarie vetture da corsa come la P2 campione del mondo fino a icone più recenti come la 8C Competizione. È un luogo che non racconta solo delle automobili, ma delle persone, dell’ingegno e della cultura industriale italiana che hanno costruito l’identità di Alfa Romeo.”


Accanto alla memoria storica, il talk ha approfondito anche il tema del design contemporaneo con Alessandro Maccolini, designer Alfa Romeo e responsabile del progetto Bottega Fuoriserie. «Il cosiddetto “virus Alfa Romeo” esiste davvero: chi entra in contatto con questo marchio ne rimane inevitabilmente contaminato. Dietro ogni automobile non c’è solo un oggetto, ma il lavoro di ingegneri, designer, artigiani e di tutte le persone che negli anni hanno costruito l’identità del brand. Personalmente sono molto legato alla 4C, perché è una vettura che ho disegnato in un momento particolare della storia dell’azienda, quello del trasferimento da Arese a Torino: un passaggio importante che ha segnato una nuova fase per Alfa Romeo».


Il dialogo si è poi allargato al mondo dell’artigianato d’eccellenza con Simone Schedoni, presidente della storica azienda di pelletteria emiliana. «La nostra storia inizia nel 1880 ed oggi Schedoni collabora con alcune delle più prestigiose case automobilistiche al mondo – da Ferrari a Lamborghini, da Pagani a Bugatti, fino a Rolls-Royce e Bentley – realizzando creazioni in pelle completamente su misura. Ogni oggetto nasce come un pezzo unico, quasi un’opera d’arte, pensata per interpretare i desideri dei clienti più esigenti e audaci: tra loro collezionisti, artisti e personalità internazionali, dai Pink Floyd al re Hussein di Giordania».


A completare il quadro, il contributo di Patrizio De Ferri, partner e responsabile marchi di Bologna alla Jacobacci & Partners, azienda leader di IP, che ha approfondito il tema della tutela giuridica dei marchi storici. «Il marchio registrato ha una funzione distintiva: permette al consumatore di riconoscere immediatamente l’origine imprenditoriale di un prodotto. Il marchio storico invece rappresenta qualcosa di più: è un riconoscimento che celebra almeno cinquant’anni di storia, tradizione e utilizzo continuo, diventando un vero simbolo del patrimonio del Made in Italy».


Il talk si è concluso con un forte messaggio condiviso: eventi come Automotoretrò rappresentano un luogo privilegiato per raccontare non solo le automobili, ma anche le storie, le persone e le competenze che hanno reso grande l’industria italiana nel mondo.

Un momento di confronto che ha registrato un’affluenza significativa di pubblico, confermando l’interesse crescente verso il patrimonio storico dell’automotive e verso quei marchi che, da oltre un secolo, continuano a tenere alto il nome dell’Italia a livello internazionale.




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