Ristorante Villa Naj: una squadra vincente

Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, Dario Fisichella firma una cucina che è manifesto di identità: moderna nella forma, profondamente siciliana nel gusto

La stella Michelin che illumina Villa Naj non è un caso, ma il riconoscimento di un percorso coerente dove le radici siciliane nutrono un presente autoriale e riconoscibile. Sapori decisi, potenti, che trovano equilibrio in delicate note erbose e balsamiche, tipiche del Mediterraneo, che ingentiliscono ogni piatto lasciando un ricordo indelebile.

Cenare a Villa Naj significa anche godere dello spettacolo della cucina attraverso le ampie vetrate che si affacciano in sala. Osservare Dario Fisichella e la sua brigata al lavoro è un piacere per gli occhi: gesti precisi, chirurgici, che testimoniano anni di disciplina e una visione chiara del proprio linguaggio culinario.



Il viaggio

Si apre con una tripletta cromatica che è dichiarazione d’intenti: buñuelos con varietà di funghi, spuma di pecorino milanese e crumble di tartufo nero; rosso con tartare di lampone e variazione di rapa rossa; verde con caponata di zucca e verza. Colore, geometria, territorio.
Seguono la mozzarella in carrozza con acciuga al naturale, e il cannolo di pasta brick ripieno di luganega con salsa bernese, erba cipollina e nocciola.
Il paninetto al sifone con tartare di manzo, maionese di ostrica e caviale Beluga eleva ulteriormente il registro, mentre i bottoni di pasta con crema di patate in doppia consistenza, crumble di tartufo nero, chips di patata e gel di limone ed erba cipollina mostrano la maestria tecnica nella gestione delle consistenze.

Il re della serata

Ma è il risotto che merita un capitolo a sé. Riso Isos mantecato con cremoso di topinambur, burro acido e parmigiano, impreziosito da riduzione di melograno alla base, polvere di limone nero e timo limone: un piatto che, da solo, meriterebbe la stella. Tecnica impeccabile, equilibrio perfetto tra acidità e grassezza, profondità aromatica che lascia senza fiato. È qui che si comprende appieno la maturità dello chef.

Gli spaghetti risottati con estrazione di fichi d’india, alla base anguilla cotta a bassa temperatura, parte superiore con polvere di fichi d’india disidratati e pane atturrato (che in dialetto siciliano significa abbrustolito) e finocchietto, sono il piatto sapido e deciso, dove il simbolo della sua terra fa capolino.

Il rombo a bassa temperatura su cipolla Borettana e verdure autunnali, completato da salsa di olio alla brace e zafferano, conferma la padronanza delle cotture. Il piccione in carcassa – petto cotto con le ossa per maggiore sapore, cosciotto prima a bassa temperatura poi rosolato – accompagnato da cremoso di castagna alla brace e cavolo nero (in chips e cremoso), è l’apice della serata: potenza e delicatezza in un solo piatto.

Si chiude con eleganza: pre-dessert dacquoise alla mandorla, crumble di grano arso, spuma di yogurt e sorbetto all’uva fragola.
Agrumi al naturale, gel di agrumi, cremoso di liquirizia, dischi di frolla, liquore siciliano, alla base gelato allo zafferano e granita di pompelmo. Un rinfrescante intermezzo prima della piccola pasticceria finale.

Saluto dolcissimo con il bacio di dama, tartelletta con crema pasticcera al limoncello, l’immancabile cannolo siciliano e un cioccolatino marezzato ripieno di farcia al cappuccino, dalle sembianze di una bellissima conchiglia di mare. Dolcezze che infondono calore e che ammaliano per farvi tornare.

Luca: il sommelier che racconta storie

Se Dario Fisichella governa i fornelli, Luca Giuliano Salvigni regna in sala con la sua capacità di trasformare l’abbinamento enologico in narrazione avvincente. Ogni vino porta con sé la storia del produttore, l’aneddoto che rende viva la bottiglia.

Dal Galanta di Gianluca Ruiz de Cárdenas – il milanese di origini ispaniche che negli anni ’70 fondò il Club dei Bourguignon e sognava di creare “il Dom Pérignon dell’Oltrepò” – al Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico di Montecarotto, passando per l’iconico Buttafuoco Storico di Vigna Rogolino. Ogni calice è un viaggio: dalla Malvasia di Candia aromatica di Monte delle Vigne (omaggio a Maria Callas), all’Albana “Albarara” di Tenuta Santa Lucia, fino allo Chardonnay di Tomoko Kuriyama in Borgogna.

Luca non si limita a servire vini: li fa vivere attraverso storie di produttori eccentrici, intuizioni controcorrente, passioni che diventano etichette. È questo che trasforma una cena in esperienza memorabile.

In sala, Valerio orchestra il servizio con quella gentilezza discreta che è marchio dei grandi ristoranti: presente senza essere invadente, attento senza essere oppressivo. Il tipo di professionalità che non si impara, ma si coltiva.

Villa Naj ha trovato in Dario Fisichella la sua voce, che esprime con chiarezza e carattere decisi, che si ritrovano in ogni piatto. In un’epoca di contaminazioni spesso forzate, questa coerenza è un valore raro.

Ristorante: Villa Naj – 1 Stella Michelin
Chef: Dario Fisichella
Indirizzo: Via Riccagioia, 48
27050 Torrazza Coste (PV)

Al GHV Hotel & Spa di Vicenza nasce la Wine Room by Luca Tegon

Wine Room by Luca Tegon apre al GHV Hotel & Spa di Vicenza

Un indirizzo contemporaneo per l’alta ristorazione veneta – business hospitality ed eccellenza enogastronomica

Vicenza ha un nuovo indirizzo gastronomico: si chiama Wine Room by Luca Tegon ed è il ristorante fine dining appena inaugurato all’interno del GHV Hotel & Spa di Creazzo. Una nuova apertura che punta a valorizzare il territorio con una cucina italiana contemporanea firmata dallo chef Luca Tegon, talento veneto con esperienza in alcune delle più importanti cucine europee.

GHV HOTEL & SPA: business hospitality

Situato in una posizione tranquilla, ai piedi delle colline che abbracciano la città palladiana e a pochi passi dal Golf Club Vicenza, il GHV Hotel & Spa è una realtà quattro stelle superior che ha saputo costruire un’identità distintiva nel panorama dell’hospitality veneta. L’hotel si posiziona strategicamente nel segmento business – con i suoi 1.500 metri quadrati di spazi congressuali e sale meeting modulari per un massimo di 400 partecipanti – pur mantenendo un’anima profondamente orientata al comfort e all’eleganza contemporanea.

Le 80 camere e suite incarnano perfettamente questa doppia vocazione: spazi pensati per chi viaggia per lavoro ma desidera ritrovare, al termine di una giornata intensa, il rigore estetico e la cura dei dettagli propri di un indirizzo leisure di alto livello. Ne è esempio la Ambassador Suite che ho avuto modo di sperimentare durante il mio soggiorno: un ambiente articolato su due livelli, dove l’area living al piano inferiore – spaziosa e luminosa, con arredi dal design essenziale – si apre su un soppalco che conduce a un generoso terrazzo privato affacciato sul verde dei colli berici. La camera da letto padronale ha un bagno molto ampio con vasca idromassaggio e guardaroba adiacente. È proprio in questa capacità di coniugare funzionalità business e attenzione al benessere che il GHV dimostra una maturità progettuale rara: un hotel efficiente per chi lavora, ma che non rinuncia all’eleganza e al comfort.

WINE ROOM BY LUCA TEGON: alta cucina territoriale e moderna

In questo contesto nasce la Wine Room by Luca Tegon, un ristorante dal design essenziale e contemporaneo che accoglie gli ospiti in un ambiente intimo e curato.

Alla guida della cucina c’è Luca Tegon, chef trentenne originario di Nervesa della Battaglia, con un percorso professionale costruito in alcune tra le cucine più importanti d’Europa: dal Mirazur (3 stelle Michelin) a Mentone al Flocons de Sel (3 stelle Michelin) a Megève, dalla Vague d’Or (3 stelle Michelin) a Saint-Tropez alla Stüa de Michil ( 1 stella Michelin) a Corvara, passando per Il Marchesino di Gualtiero Marchesi a Milano. Una formazione internazionale che ha affinato una sensibilità gastronomica rigorosa e al tempo stesso spontanea, profondamente legata alla materia prima.

«Mi piace partire dal prodotto, non dalla tecnica», racconta Tegon. «Ogni ingrediente ha una voce, e il nostro compito è ascoltarla e accompagnarla, non coprirla».

Il menù degustazione della Wine Room interpreta la cucina italiana con uno sguardo contemporaneo e un forte legame con la provincia di Vicenza. I sapori sono nitidi e riconoscibili.

Ad aprire il menu, la tartare di gambero rosso con carciofo croccante, gelatina al Cynar e vinaigrette al limone e miele gioca su contrasti calibrati: la dolcezza marina del crostaceo trova contrappunto nella nota amaricante del Cynar – un omaggio al patrimonio liquoristico veneto – mentre il carciofo croccante dona texture e la vinaigrette agrodolce risolve il piatto con elegante freschezza.

Il foie gras con broccolo fiolaro, tartufo nero, purea di topinambur e salsa al vino rosso è una dichiarazione d’intenti territoriale: il broccolo fiolaro, presidio Slow Food vicentino, si sposa con la sontuosità del fegato d’oca, mentre il tartufo nero apporta complessità aromatica e la purea di topinambur – dolce e vellutata – funge da ponte tra le diverse anime del piatto.

La cifra stilistica di Tegon si rivela nei ravioli ripieni di sarda di lago con cavolfiore, uova di aringa, consommé delle sue lische e buccia di patata arrostita (l’approccio “zero waste” della cucina), sintesi poetica tra memoria contadina veneta e tecnica contemporanea. È una cucina che parla di terra, di mani che lavorano, di gesti tramandati, ma lo fa con una pulizia esecutiva e una precisione di equilibri che appartengono al linguaggio contemporaneo dell’alta ristorazione.

A seguire il filetto di capriolo con cappuccio fondente, mostarda di pere e frutti rossi con una glassa lucida da specchiarsi, e a chiusura il pre-dessert con kiwi, cocco, gel di limone e pepe lungo che prepara il palato alla dolcezza finale con freschezza tropicale e un tocco speziato inaspettato. Il fondente al cioccolato con gelato stracciatella e coulisse al melograno chiude il percorso con intensità, freschezza lattica della stracciatella e l’acidità fruttata del melograno.

La nascita della Wine Room si inserisce nella visione del direttore del GHV Hotel & Spa, Riccardo Bacchi Reggiani, che considera il ristorante un tassello fondamentale nel percorso di evoluzione dell’hotel. «Wine Room è un progetto che vuole parlare al territorio», afferma. «Un luogo dove chi vive qui può scoprire una cucina attuale e identitaria, e chi arriva da fuori può trovare un racconto autentico di Vicenza attraverso il gusto».

GHV SPA: benessere contemporaneo

A completare l’esperienza del soggiorno, la GHV Spa si configura come un vero santuario di benessere su oltre 300 metri quadrati, dove antiche saggezze orientali si fondono con le più moderne tecnologie wellness. L’eleganza degli spazi – rinnovati di recente con un’attenzione particolare alla luce naturale e ai materiali naturali – crea un perfetto equilibrio tra relax ed esclusività.

Il percorso spa si articola attraverso un’oasi delle saune (finlandese, biosauna), un bagno turco avvolgente, una vasca idromassaggio riscaldata a 36°C con getti d’aria a scopo decontratturante e stimolante per la circolazione, docce emozionali multisensoriali con cromoterapia e aromaterapia, una suggestiva cascata di ghiaccio e doccia scozzese per il contrasto termico che favorisce il rilassamento muscolare profondo. A disposizione anche una sala relax con tisaneria, dove reintegrare liquidi con tisane ed acque emozionali stagionali.

Il Centro Beauty propone un’ampia gamma di trattamenti viso e corpo: dall’Antico Rito Cimbro con spazzolatura e fango che riattiva la circolazione, al massaggio ayurvedico che consiglio per una profonda rigenerazione psicofisica. Questa antica pratica indiana – parte integrante della medicina ayurvedica millenaria – viene eseguita da terapiste esperte che applicano tecniche manipolative attraverso l’uso di oli caldi medicati, lavorando sui punti marma (i punti energetici del corpo) per riequilibrare i dosha e favorire la circolazione dei flussi vitali. Dissolve tensioni profonde, stimola il sistema linfatico e riporta armonia tra corpo e mente secondo i principi della tradizione vedica.

Nel periodo estivo, la piscina esterna circondata dal verde del giardino diventa il fulcro dell’esperienza wellness, offrendo un’oasi di pace immersa nella quiete dei colli vicentini.


INFO Wine Room by Luca Tegon
GHV Hotel & Spa
Via Carpaneda, 5 – 36051 Creazzo (VI)
Tel. +39 0444 149 7001
www.ghvhotel.com

(foto concesse da Ufficio Stampa AB Comunicazione ph. @ Valentina Galimberti )