Tyler Clinton: il nipote di Bill e Hillary è il modello del momento

Sorriso perfetto, fisico atletico ed un cognome importante: Tyler Clinton è il modello più quotato del momento. Il giovane nipote di Bill e Hillary ha appena firmato un contratto con la rinomata IMG Models, agenzia che rappresenta Gigi e Bella Hadid. Tyler, 22 anni, è il figlio di Roger, fratello cantante e attore dell’ex presidente degli Stati Uniti e nipote dell’ex candidata democratica alla presidenza US Hillary. La popolarità del giovane passa ancora una volta dai social network, in particolare da Instagram, dove Tyler vanta un numero incredibile di follower. Il giovane è sotto i riflettori fin dall’infanzia: tanti gli eventi ufficiali che l’hanno visto in prima linea fin da piccolissimo. Secondo i rumours lo zio sarebbe stato per lui come un secondo padre: considerato una testa calda, Tyler venne anche accusato di aggressione durante una rissa e fu proprio Bill Clinton ad intervenire in suo soccorso in quell’occasione. Sempre lo zio tenne inoltre un discorso all’università in occasione della laurea del nipote. Il bel Tyler dal canto suo aveva partecipato alla campagna elettorale della zia prendendo parte alla Convention di Filadelfia, nel luglio scorso, quando il Partito Democratico formalizzò la candidatura di Hillary. Ora il giovane si è trasferito a New York per dedicarsi a tempo pieno all’attività di modello. Tanti i brand che se lo contendono sulle passerelle e sui set: Tyler ha esordito nelle campagne pubblicitarie di J.Crew e Abercrombie & Fitch. Il ragazzo non è il primo nipote di Presidenti a sfondare nella moda: un precedente illustre è Lauren Bush, la splendida nipote di George W. Bush e George Bush, che è stata a lungo una delle modelle predilette dello stilista Tommy Hilfiger.

Kaia e Presley Gerber: quando la bellezza è di famiglia

Se è vero che la bellezza si tramanda con i geni, di certo Kaia e Presley Gerber partono privilegiati: i due figli della splendida supermodella Cindy Crawford e di Rande Gerber sono stati protagonisti assoluti alla serata dedicata agli LA Fashion Awards, monopolizzando l’attenzione dei media.

Belli ed eleganti, gli occhi di tutti erano puntati sui due adolescenti, protagonisti di un red carpet da sogno, in cui hanno oscurato ospiti del calibro di Kim Kardashian, Bianca Balti, Stella Maxwell ed Hailey Baldwin.

Occhi da cerbiatta e stessa bellezza della madre per Kaia Gerber, 15 anni appena e già una carriera in ascesa come baby modella, seguendo le orme di Cindy Crawford: la giovane ricorda davvero tanto la supermodella ed è contesa dai più importanti brand di moda e beauty. Lo stesso vale per il fratello Presley, 17 anni: capelli biondi e sguardo di ghiaccio, il giovane ha già calcato la passerella di numerosi stilisti.

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Kaia e Presley Gerber accanto ai genitori, nel loro red carpet alla serata dedicata agli LA Fashion Awards


I due fratelli sono stati protagonisti ad Hollywood alla serata di gala degli LA Fashion Awards, che premia ogni anno le personalità più talentuose del mondo della moda. Seguiti da uno stuolo di follower su Instagram, i due hanno già le idee chiare sul futuro: Kaia, che ha appena sfiorato la quota record di 1,2 milioni di seguaci, durante una recente intervista a Teen Vogue, ha dichiarato: «Più crescevo e più mi rendevo conto di voler entrare in questo mondo…».

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Il fratello Presley segue le sue orme: lo abbiamo visto recentemente calcare la passerella di Dolce & Gabbana, che lo hanno incluso nel loro team di Millennials. I due hanno sfilato indossando rispettivamente un lungo abito con spacco per la bella Kaia e una mise firmata Tommy Hilfiger per il fratello. Belli e chic, i piccoli di casa Gerber sembrano aver ereditato la fotogenia della mamma.

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Lo stile di Aimee Song

Occhi a mandorla e stile eclettico per Aimee Song, fashion blogger ed it girl tra le più apprezzate del mondo. Inserita da Forbes nella classifica dei giovani under 30 più influenti nel mondo della moda e dell’arte, la fashion blogger, nata e cresciuta a Los Angeles, dispensa pillole di stile dalle pagine del suo blog, songofstyle.com. Correva l’anno 2008 quando la giovane Aimee Jenny Song, 29 anni, creava il suo blog di moda, confermandosi trendsetter ante litteram, in un’epoca in cui il blog non era ancora un fenomeno di costume ma una realtà isolata. Sorriso pulito e stile unico, la bella Aimee oggi è seguita da più di 4,5 milioni di follower su Instagram e sui principali social. Una laurea in Architettura d’interni conseguita presso l’Università delle Arti di San Francisco, per la giovane, che considerava inizialmente la moda un’inesauribile fonte di ispirazione. Su Facebook la giovane iniziò a postare le prime foto dei suoi outfit, riscuotendo un successo inimmaginabile, che fece da apripista alla fondazione del blog. Aimee, che ha dichiarato di postare le foto per rivedersi quando sarà anziana, predilige uno stile sofisticato e sobrio. Le spalle sono in primo piano in quasi tutti i suoi look iconici; nella sua borsa non manca mai una crema idratante per il viso e per le labbra. Inserita dal sito fashionista.com al secondo posto nella classifica dei fashion blogger più influenti del 2016, seconda solo all’italianissima Chiara Ferragni, di cui Aimee dichiara di essere molto amica, la giovane ritiene che aprirsi ai nuovi media sia un modo per essere sempre più vicini alle persone. “Non essere mai banali ma restando fedeli al proprio stile, quello che ti contraddistingue tra i seguaci” costituirebbe secondo lei il segreto per un blog di successo. Dietro il suo blog, Song of Style, c’è anche la mente creativa della sorella. Lo stile di Aimee predilige il denim, di cui la blogger si dice fieramente una collezionista, accanto a look coloratissimi all’insegna dello stile boho-chic. Non mancano kimono e capi impreziositi da stampe dal sapore Seventies, accanto a look che mettono in risalto la femminilità. Uno stile tutto da copiare, per autentiche fashioniste.

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Aimee Song vanta quasi 5 milioni di follower solo su Instagram


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Toms & Other Stories collaborano per una co-lab esclusiva

Suggestioni etniche incontrano lo charme di atmosfere coloniali, in una collezione iconica che segna una collaborazione inedita tra Toms & Other Stories. Una co-lab esclusiva, che reinterpreta alcuni modelli cult del brand di calzature, oltre a sfornare una linea nuova di zecca di ready-to-wear, ispirata al lifestyle californiano.

A prestare il volto alla campagna pubblicitaria della collezione la splendida Erin Wasson, immortalata da Natalie Joos in scatti all’insegna del colore, in bilico tra note folk e dettagli boho-chic. Venice Beach la location scelta per le foto, patria del brand Toms. Uno scopo charity alla base del progetto: con la vendita dei capi d’abbigliamento & Other Stories si sosterrà il Magic Bus Women’s Scholarship Fund, mentre TOMS per ogni paio di scarpe acquistate donerà un nuovo paio di scarpe ad un bambino in difficoltà, grazie al progetto “One for One”.

“TOMS e & Other Stories sono un perfetto match nel paradiso della moda”, così ha commentato Natalie Joos, fotografa della campagna pubblicitaria. “Questa co-lab sprigiona un allure di comfort naturale e pace che è perfetto per Venice Beach. E in questi giorni, con tutto il dramma del mondo, è fondamentale preoccuparsi per il prossimo. Contribuire alla felicità di qualcuno attraverso un semplice acquisto, è la cosa più gratificante che c’è. Sono sicura che questa collezione avrà una grandissima risonanza”.

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Il backstage della campagna pubblicitaria, realizzata da Natalie Joos con la modella Erin Wasson


“L’aspetto benefico di questa co-lab dà una dimensione supplementare”, ha commentato Georgine Le Toqueux, designer di & Other Stories. “Ispirati dall’idea TOMS che due sconosciuti, su i lati opposti del pianeta, possano arricchire le vite di ciascuno, abbiamo creato questa collezione. L’obiettivo era quello di combinare forme moderne e cura nei dettagli, mettendoci anche tanto amore”.

Naturalezza e sprint sono i valori estetici su cui si fonda l’estetica della co-lab: Natalie Joos e l’amica Erin Wasson, volto della collezione, hanno interpretato la campagna pubblicitaria con scatti iconici. Erin Wasson, classe 1982 e sangue texano nelle vene, è il volto acqua e sapone della co-lab. Accanto a tuniche e caftani, quattro modelli classici di calzature Toms vengono reinterpretati con i colori e le stampe di & Other Stories.

Edward Enninful: chi è il nuovo direttore di Vogue UK

La notizia ha fatto il giro del mondo in pochissime ore: Edward Enninful è il nuovo direttore di Vogue UK. Considerato uno dei fashion editor più talentuosi al mondo, Enninful è creative and fashion director di W Magazine dal 2011. Inoltre il giornalista è stato anche direttore moda di I-D per ben 25 anni.

Una lunga carriera la sua, che lo ha visto anche in casa Vogue Italia, dove Enninful ha firmato lo styling di servizi entrati di diritto nella storia della moda: tanti gli shoot iconici, come The Makeover Madness, The Black Issue e The Curvy Issue, che hanno visto il talento di Enninful lavorare gomito a gomito con Steven Meisel e Franca Sozzani. Inoltre il fashion editor inglese ha anche collaborato con l’edizione americana di Vogue.

Nato in Ghana 45 anni fa e cresciuto in Inghilterra, Edward si è diplomato alla prestigiosa Goldsmiths, University of London. Fin da giovanissimo la moda è per lui naturale sbocco lavorativo: a 18 anni è già redattore, poi viene promosso a direttore della rivista di moda i-D. Considerato una delle figure più influenti nel campo della moda e della musica, nel 2014 è stato insignito con il prestigioso Isabella Blow Award da parte del British Fashion Council e nel 2016 con l’ OBE, Officer of the Most Excellent Order of the British Empire, direttamente da sua Maestà la Regina Elisabetta II.

Edward Enninful subentra ad Alexandra Shulmann, storico direttore di Vogue UK, che è stata alla guida del magazine per 25 anni e ha rassegnato le dimissioni lo scorso gennaio. Un’eredità importante, quella che il fashion editor raccoglie: Enninful, che sarà anche il primo direttore uomo della testata inglese, che quest’anno compie 100 anni, subentrerà alla Shulman ad agosto. A divulgare per primo la notizia Jonathan Newhouse, presidente e AD di Condé Nast.

Edward Enninful nella campagna Swarovski autunno/inverno 2016
Edward Enninful immortalato nella campagna Swarovski autunno/inverno 2016

My Home Collection al Salone del Mobile 2017

Creatività, colore e dinamismo costituiscono il filrouge di My Home Collection, che in occasione del Salone del Mobile 2017 sforna un design funzionale in cui il buon vivere diviene fondamentale: un ecosistema confortevole, ideato per vivere i piccoli piaceri della vita, che trasformano “la routine del quotidiano in poetica del quotidiano”. A cimentarsi nella filosofia del brand sono stati quest’anno quattro talenti della nuova generazione –Serena Confalonieri, Ilaria Innocenti, Vito Nesta ed Elena Salmistraro– che, sotto la direzione artistica dello studio Angeletti Ruzza design, hanno espresso la propria visione attraverso progetti che interpretano con sensibilità la filosofia dell’azienda. Colore e brio ma anche funzionalità e design avanguardistico caratterizzano le poltroncine Ulu & Baba ideate da Serena Confalonieri, che si ispirano alle cromie degli abiti e degli accessori delle tribù africane. Giochi di contrasti nei rivestimenti in contrapposizione alla struttura in tubolare creano un mix divertente di volumi che rispecchiano l’anima del progetto: non sono semplici sedute ma “modelle da valorizzare con abiti colorati”. In bilico tra note rétro e suggestioni contemporanee Chemise, la poltroncina dalle forme delicate disegnata da Ilaria Innocenti è morbida al tatto e cattura l’occhio con brio e charme timeless. Proposta in tre varianti cromatiche, invita al relax assoluto con una classe moderna nell’abbondanza voluta della stoffa che ricopre l’anima strutturale in tubolare di metallo. Progettato seguendo le dinamiche più contemporanee, Freely è il letto disegnato dallo studio Angeletti Ruzza, tripudio di design funzionale che non perde di vista l’eleganza e lo stile. Rivestito con tessuto bicolore, è stato pensato anche nella versione con contenitore per chi ama le soluzioni salva spazio ma non vuole rinunciare al design.

Ulu & Baba di Serena Confalonieri
Ulu & Baba di Serena Confalonieri


Chemise di Ilaria Innocenti
Chemise di Ilaria Innocenti



(Foto cover: Freely di Angeletti Ruzza – myhomecollection.it)

Material Immaterial: la mostra evento del Fuorisalone compie 20 anni

Material Immaterial –la mostra-evento organizzata nell’ambito del Fuorisalone da Interni- ha compiuto vent’anni. Una manifestazione che non smette di ottenere proseliti, che ha festeggiato il ventesimo compleanno con il tema Material-Immaterial: l’immateriale, l’idea diviene protagonista assoluta di installazioni sperimentali di architettura e design. Il focus è ora sul processo di creazione, che trasforma le idee astratte in nozioni concrete e materiali. La manifestazione, nata nel 1997, anno dopo anno si è allargata fino a toccare diversi punti nevralgici della città: l’Università degli Studi di Milano è la sede istituzionale dell’evento, che per il quarto anno consecutivo si presenta anche all’Orto botanico di Brera (fino al 15 aprile) e per la prima volta sceglie come location la suggestiva cornice del palazzo secentesco dell’ex Seminario arcivescovile, in corso Venezia 11. Tanti i quartieri milanesi coinvolti, in un appuntamento considerato ormai tappa obbligata durante il Salone del Mobile. Cortili segreti, appartamenti privati, palazzi abitualmente chiusi e loft allestiti divengono location in cui trionfa il design contemporaneo. La manifestazione ha anche il merito di mettere in contatto creatori e produttori, in un dialogo prolifico, che pone l’accento sui grandi nomi del design e dell’architettura accanto a realtà emergenti, concretizzando le loro visioni. I luoghi prescelti assumono nuova personalità, in una trasformazione inedita che conferisce loro nuova vita. Tantissimi gli incontri organizzati in un programma ricchissimo: dai concerti ai dibattiti fino alle performance, tante sono state le occasioni di dialogo, in uno degli eventi più attesi del Fuorisalone.

A dx “Intrecci di luce” di Caterina Tosoni, a sx “La finestra” di Ermenegildo Pannocchia – Orto botanico di Brera . (Foto di Laura Tasso)
A dx “Intrecci di luce” di Caterina Tosoni, a sx “La finestra” di Ermenegildo Pannocchia – Orto botanico di Brera . (Foto di Laura Tasso)


To Good To Waste” di Benedetta Tagliabue (EMBT), AHEC (American Hardwood Export Council) e Benchmark – Università degli studi di Milano
To Good To Waste” di Benedetta Tagliabue (EMBT), AHEC (American Hardwood Export Council) e Benchmark – Università degli studi di Milano


L'nstallazione sonora “Sonic Pendulum” by Yuri Suzuki – ex Seminario Arcivescovile di Milano. (Foto di Marco Mancini)
L’installazione sonora “Sonic Pendulum” by Yuri Suzuki – ex Seminario Arcivescovile di Milano. (Foto di Marco Mancini)

Irina Shayk e Bradley Cooper genitori: è nato il primo figlio della coppia

È nato due settimane fa il primo figlio di Bradley Cooper e Irina Shayk. L’attore e la modella sono diventati genitori nel massimo rispetto della loro privacy: infatti la notizia è trapelata solo poche ore fa, confermata dal magazine People. Sul sesso del nascituro vige il massimo riserbo, così come sul nome che la coppia ha deciso di dare al loro primo figlio. Ma non finisce qui: anche il luogo della nascita del primo erede della coppia più fotografata dello star biz è top secret. La privacy è sempre stata perseguita strenuamente dai due, che sono riusciti a tenere nascosta la gravidanza fino al dicembre scorso. Irina Shayk e Bradley Cooper fanno coppia fissa dal novembre 2015, sebbene siano stati visti insieme pochissime volte. Dimenticate red carpet ed eventi mondani: la coppia ha sempre preferito adottare un low profile, cercando di non alimentare il gossip che li riguarda. La notizia della gravidanza della splendida top model russa era giunta lo scorso dicembre, quando Irina aveva calcato la passerella del Victoria’s Secret Fashion Show sfoggiando rotondità sospette. Ma anche allora nessuna conferma era arrivata, eccezion fatta per alcuni scatti che immortalavano un anello di fidanzamento al dito della modella ed alcune immagini che ritraevano la coppia felice durante un picnic. Bradley Cooper è nato a Filadelfia il 5 gennaio 1975: nel suo sangue scorre sangue irlandese ed italiano. Tanti i successi cinematografici messi a segno dall’attore, che annovera tra le sue ex la collega Renèe Zellweger. Irina Shayk, classe 1986, ha iniziato la sua carriera nella moda nel 2004, vincendo un concorso di bellezza. Dal 2010 al 2015 la modella è stata legata sentimentalmente al calciatore portoghese Cristiano Ronaldo.

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Milano Design Week 2017: l’opening di Bruno Bordese

Tra i tanti opening legati alla Milano Design Week 2017, occhi puntati su Bruno Bordese, che ha riaperto il flagship store sito in via Maroncelli 2, a Milano. Un progetto avanguardistico per un design accattivante: il progetto, seguito dallo Studio Storage, si basa su suggestioni di stampo minimalista-razionalista. Nello spazio è presente uno studio materico, caratterizzato da dettagli in ferro, ottone e legno laccati opachi, che si sviluppa accanto a geometrie ardite, che impreziosiscono lo stesso spazio. Inoltre per l’occasione sono stati realizzati due armadi espositivi in ferro naturale verniciato trasparente con ante a battente ed un volume soppalcato rivestito in ferro ed ottone illuminato da gole luminose a led. Uno spazio che riflette da vicino l’identità del designer, che nella sua carriera ventennale vanta collaborazioni con rinomati stilisti ed aziende internazionali del calibro di Vivienne Westwood, Yohji Yamamoto e Testoni. L’avventura di Bruno Bordese nasce molti anni fa: Bruno Bordese inizia la sua carriera come designer e direttore creativo della maison Paciotti. Correva l’anno 1994 quando lo stilista diede vita alla linea di calzature che porta il suo nome: la prima linea, denominata Clone, inaugura un percorso sfavillante, che ha reso il brand uno dei nomi di punta, prediletto da buyers e trendsetter. Nel 1995 lo stilista si stabilisce nello studio milanese di Corso Venezia 37. Nel 1998 inaugura il primo monomarca a Milano, seguito da Parigi e Tokyo. Tante le collaborazioni con prestigiosi nomi della moda internazionale, da Cavalli a Guardiani, da Casadei a Levi’s, che hanno reso la sua estetica fortemente riconoscibile. Tante le celebrities che amano le scarpe firmate Bruno Bordese, a partire dalla splendida showgirl Paola Barale. Calzature come status symbol, autentici must have per trendsetter e fashionisti di tutto il mondo, pezzi unici che coniugano elementi classici e fashion trend, attraverso un percorso che predilige una costante sperimentazione di materiali diversi. Bordese, che adora definirsi una “spugna”, per le sue collezioni iconiche trae ispirazione dalla streetart, dai mercatini dell’antiquariato e dal lifestyle delle nuove generazioni.

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Fuorisalone 2017: Linking Minds, la mostra organizzata a Palazzo Litta

Ha avuto luogo a Palazzo Litta, nel distretto 5VIE, la terza edizione di “A Matter of Perception”, progetto collettivo organizzato da DAMN° Magazine e Mosca Partners, che quest’anno ha avuto come tema “Linking Minds”. Un’affascinante esplorazione del processo creativo tra due o più persone e la genesi di un progetto, questa la tematica scelta nell’ambito del Fuorisalone 2017. Ad accogliere i visitatori nel cortile di Palazzo Litta un’installazione iconica, caratterizzata da una struttura a griglia realizzata con 300 paia di jeans collegati tra loro: l’opera, realizzata da Diller Scofidio + Renfro, è il primo progetto in Italia dello studio newyorchese. Qui si sono tenute interessanti interviste che hanno visto come protagonisti le più autorevoli voci del design internazionale contemporaneo. Due stanze del primo piano hanno ospitato Belgitude, una selezione di dieci opere realizzate in collaborazione tra noti designer e aziende. Ciascun designer ha scelto l’azienda e ha avuto a disposizione sei mesi per realizzare il progetto. Mobili, oggetti in legno, cristallo e cuoio, capolavori di design tessile e ceramica: queste le creazioni esposte, tripudi di creatività made in Italy. L’allestimento, a cura dello studio di architettura V+, prevede che ogni oggetto sia disposto su superfici bianche di vari materiali. In mostra, e nel catalogo, anche le foto di Laetitia Bica per svelare l’essenza di queste collaborazioni. Inoltre per la prima volta si sono aperti al design il Cortile dell’Orologio e il teatro di Palazzo Litta. Proprio in teatro Michele De Lucchi, Andrea Branzi e Francesca Balena Arista hanno esplorato il tema dell’estetica nel mondo contemporaneo attraverso dibattiti.

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Hands on Design al Fuorisalone 2017

Protagonista assoluto del Fuorisalone 2017 è Hands on Design: artigianato e design si uniscono in un sincretismo inedito tra culture diverse e tradizioni antiche. Nata dalla coppia Kaori Shiina e Riccardo Nardi, Hands on Design si è contraddistinta nell’ambito della Milano Design Week: proprio nell’ambito dell’edizione 2017 del Fuorisalone sono state presentate le collezioni nello showroom di via Rossini 3 a Milano. In bilico tra tradizioni millenarie e antichi saperi tramandati di generazione in generazione, è stato celebrato l’incontro tra le antiche maestranze italiane e giapponesi con una ventina di designer, autorevoli protagonisti di collezioni affascinanti, che spaziano su diversi campi, dall’illuminazione al tableware. Tradizione ed innovazione, passato e design avanguardistico si uniscono in un progetto affascinante, che celebra un incontro tra culture diverse. Largo ad oggetti dal design futurista che riprendono suggestioni orientali, come le scenografiche sculture in alabastro illuminato, frutto dell’incontro tra l’artigiano Luppichini e i designer Setsu&Shinobu Ito che firmano inoltre, insieme a Massimo Barbierato, Roberto Sironi e Terence Coton, anche una linea di vasi in legno tornito scaturiti dall’abilità al tornio di Lorenzo Franceschinis. Charme millenario nella collezione di coltelli Kintoki, prodotti nelle officine di Banshu Hamano, nella regione giapponese di Banshu, su disegno di Giulio Iacchetti. Una vera e propria chicca è il coltellino da tasca al femminile, progettato da Studio Irvine e prodotto con tecniche di lavorazione vecchie di generazioni. Hands on Design si è svolta dal 4 al 9 aprile.

Lampada Fuwas, designer Setsu&Shinobu Ito, artigiano Luppichini
Lampada Fuwas, designer Setsu&Shinobu Ito, artigiano Luppichini


Collezione Anni, designer Massimo Barbierato, artigiano Lorenzo Franceschinis
Collezione Anni, designer Massimo Barbierato, artigiano Lorenzo Franceschinis


Kintoki Knives, design Giulio Iacchetti, artigiano Banshu Hamono
Kintoki Knives, design Giulio Iacchetti, artigiano Banshu Hamono



(Foto Copertina: Dondolino set, design Setsu&Shinobu Ito, artigiano Maruyoshi Kosaka)