Per la collezione Autunno-Inverno 2022-23 57London presenta una selezione di capi in lana bouclè: cappotti mini e maxi, gonne longuette, short e abiti dalle linee sobrie ed essenziali vengono declinati in una sofisticata palette che alterna i toni delicati del verde menta all’eleganza del color vinaccia. La collezione, interamente realizzata nei laboratori della Brianza e in provincia di Bergamo da artigiane italiane di lunga esperienza, è espressione del più autentico Made in Italy per la cura nei dettagli e la qualità dei tessuti. La selezione di capi in lana bouclè è disponibile su www.57london.com.
About 57London
57London è un brand dall’allure effortless chic che reinterpreta i codici del lusso contemporaneo. Dedicato a una donna dinamica e forte, una moderna viaggiatrice, una globetrotter nell’era dell’interconnessione globale. La donna 57London porta con sé una valigia leggera in cui custodisce pochi ma pregiati outfit. Lo stile trasversale si adatta a un range di età molto ampio anche se si distingue per un tocco distintamente giovane e cosmopolita. Un tributo al lifestyle londinese che si muove di pari passo alle radici italiane di Arianna Nicoletti, designer del brand e che vengono enfatizzate dall’utilizzo delle migliori materie prime e finiture Made in Italy.
Genesi del nome
(fifty-seven London)
Londra è la città in cui Arianna Nicoletti ha fondato il suo marchio. È il luogo in cui ha creato e presentato la sua prima collezione FW/17. Londra è stata una fortissima fonte di ispirazione per Arianna e il suo brand, il tributo nella scelta nome è stato un passaggio naturale. Così è nato il marchio 57London.
SESTO FIORENTINO – In attesa della riapertura della sede del Museo Ginori, una selezione di quarantacinque opere della sua collezione permanente torna temporaneamente visibile all’interno dello stesso edificio che fino agli Anni Cinquanta ospitava la Manifattura Ginori e il suo museo. Tra le opere d’arte e gli oggetti d’uso protagonisti di questa piccola ma preziosa esposizione, il busto in porcellana di Carlo Ginori, sculture per l’apparecchiatura della tavola, il “museo delle terre” e le maschere originali per i caratteristici decori “a stampino”. Curata da Andrea Di Lorenzo, Oliva Rucellai e Rita Balleri, la mostra è organizzata dalla Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia in collaborazione e con il sostegno del Comune di Sesto Fiorentino.
L’ingresso è libero negli orari di apertura della biblioteca (telefono 0554496851).
“Quella del Museo Ginori è una storia straordinaria – ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani -. Una storia iniziata quasi trecento anni fa grazie al marchese Carlo Ginori che nei secoli ha raccontato al mondo cosa vuol dire fabbrica della bellezza e al tempo stesso museo d’impresa oltre che museo del lavoro, un unicum che racconta la storia artistica, sociale ed economica della più antica manifattura di porcellana ancora attiva in Italia che ha pochi paragoni al mondo. Sono pertanto orgoglioso e felice di inaugurare una mostra che con le sue quarantacinque opere che fanno parte della meravigliosa collezione permanente, dà un saggio della magnificenza della produzione settecentesca della Manifattura di Doccia, patrimonio culturale e pezzo irrinunciabile dell’identità locale che è giusto e direi doveroso raccontare oltre che estremamente affascinante. Ammirare le opere esposte è come fare un viaggio lungo i sentieri dell’evolversi degli stili artistici, del costume, della scienza, delle tecniche produttive e dell’imprenditoria, che ripercorrono la storia della trasformazione di un’invenzione scultorea in una porcellana”.
“Accogliamo i primi passi della Fondazione e questa mostra nei luoghi che videro la nascita della Manifattura – commenta il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi -. È un’emozione e motivo di grande soddisfazione per il nostro Comune tornare ad ammirare una parte ancora piccola, ma importante dell’immenso patrimonio artistico del Museo. Questa mostra è solo un assaggio del patrimonio straordinario racchiuso negli spazi di viale Pratese, spazi che presto dovranno tornare ad aprirsi alla nostra città”.
“La mostra, realizzata grazie al fattivo sostegno del Comune di Sesto Fiorentino, è stata resa possibile dalla stretta collaborazione tra la Direzione regionale musei della Toscana, che mantiene la proprietà e la tutela delle collezioni, e la Fondazione Ginori, un proficuo rapporto che ha già reso possibile molte attività di conservazione, restauro e valorizzazione delle splendide opere Ginori” – spiega Stefano Casciu, Direttore regionale musei della Toscana.
L’iniziativa, dal significativo titolo L’oro bianco di Sesto Fiorentino, ritorna alle origini della manifattura e all’importanza del contesto territoriale in cui è nata e si è sviluppata e per questo segna un’altra tappa non solo nella direzione di una costante e regolare attenzione alla conservazione delle opere ma anche nel coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati, in particolare quelli che insistono sul territorio, per giungere tutti insieme alla restituzione al pubblico del Museo e delle sue collezioni”.
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Percorso espositivo
Carlo Ginori e le origini della Manifattura Affascinate dalla bellezza delle porcellane giunte dall’Oriente attraverso le Compagnie delle Indie, le corti d’Europa ne celebrarono la magnificenza elevandole a elemento identificativo dello status sociale di chi le possedeva. È sull’onda di questo interesse che nel 1737 il marchese Carlo Ginori diede avvio alla sua pionieristica impresa.
A ricordare il fondatore della manifattura è la traduzione in porcellana del busto scolpito nel 1757 per il suo monumento funebre, collocato nella Cattedrale di Livorno, città di cui fu governatore dal 1746.
Il Museo delle Terre I vasi del cosiddetto Museo delle Terre testimoniano le ricerche condotte negli anni Quaranta del Settecento da Carlo Ginori e da alcuni eruditi fiorentini, tra cui il medico e naturalista Giovanni Targioni Tozzetti, per trovare minerali meno costosi del caolino da impiegare nella preparazione dell’impasto della porcellana.
Esperimenti e prove All’epoca della fondazione della manifattura, i procedimenti tecnici necessari per produrre la porcellana erano sconosciuti in Toscana. Carlo Ginori si era avventurato in un campo nuovo e irto di difficoltà, che richiese anni di ricerche e di prove. Le tazzine, i piccoli vassoi e la placca con il doppio ritratto esposti in mostra testimoniano lo sforzo e le sperimentazioni compiute nel primo periodo per mettere a punto le varie fasi di fabbricazione, dalle ricette per impasti, vernici e colori, alle tecniche di foggiatura, decorazione e cottura. Uno dei primi decori in uso a Doccia è noto come ‘stampino’. L’espressione indicava l’impiego di una maschera traforata, in carta o in pelle d’agnello, simile uno stencil. Di facile esecuzione, il decoro ‘a stampino’ consentiva di ottenere rapidamente risultati di piacevole effetto, offrendo al contempo una brillante soluzione al problema della carenza di pittori esperti.
Il decoro a paesaggi L’arte della pittura su porcellana viene introdotta a Doccia da Karl Wendelin Anreiter, pittore originario di Bolzano che Carlo Ginori riesce a sottrarre alla manifattura viennese Du Paquier. Anreiter rimarrà al servizio della fabbrica Ginori dal 1737 al 1746. Tra i suoi compiti c’era anche quello di istruire i lavoranti. Gli espressivi paesaggi dai forti chiaroscuri e dall’aspetto selvaggio che decorano i vasi esposti in mostra sono eccezionali sia per dimensioni che per qualità esecutiva.
Il gusto antiquario Fortemente influenzato dai viaggiatori del Grand Tour, fino agli anni Settanta del Settecento il gusto antiquario si orientò verso una riproduzione in scala al vero delle sculture antiche maggiormente apprezzate. Nell’ultimo trentennio del secolo si assiste invece a un crescente interesse verso le riduzioni di queste sculture, riunite anche in serie e destinate all’arredo di studioli, consoles, camini o alla decorazione di apparecchiature di tavole. Questo fenomeno, definito modernamente “industria del Mission, governance, visual identity and a website: the Ginori Museum tells its story souvenir” influenzò anche la manifattura Ginori, che fin dagli anni Quaranta del Settecento aveva dimostrato particolare attenzione verso l’arte antica, come rivela la realizzazione di copie di statue all’epoca conservate nelle principali collezioni romane e nelle Gallerie degli Uffizi. Tra queste spicca la Venere de’ Medici, esposta in mostra insieme al relativo modello in gesso per consentire ai visitatori di cogliere il considerevole ritiro (del 12-14%) a cui è sottoposta la porcellana dopo la cottura a 1400° C.
Sculture per la tavola In mostra sono esposte anche graziose e variegate composizioni, databili intorno alla metà del Settecento, che avevano la funzione di apparecchiatura per tavole da dessert. Tra queste, i gruppetti in policromia d’ispirazione arcadico-pastorale raffiguranti scene campestri, maschere di Arlecchino e Arlecchina tratte dalla Commedia dell’Arte con la funzione di rinfrescatoi per bottiglie e un’alzata con il tritone che sorregge sulla testa una conchiglia, evidente allusione alle fontane fiorentine commissionate dai Medici, a cui il marchese Ginori rende omaggio. Particolarmente degna di nota è anche la serie degli ‘orientali’, una delle più riuscite prodotte a Doccia. Era costituita da ventiquattro personaggi in costumi di diversi popoli dell’Impero Ottomano, modellati intorno al 1760 a partire da due principali fonti iconografiche: una preziosa serie di tempere del pittore Jacopo Ligozzi – all’epoca nella biblioteca Gaddi di Firenze e oggi in parte pervenute al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi – e le incisioni tratte dal fortunatissimo Recueil Ferriol, una copia del quale è ancora oggi conservata nel fondo antico della biblioteca del Museo Ginori.
La caffettiera: forme e decori Le caffettiere, declinate in varie forme e ornate di diversi decori, raccontano la ricchezza formale e la perizia tecnica raggiunta dalla Manifattura Ginori già nel Settecento sia nel modellato che nell’ornamento. Tra le caffettiere in mostra, quelle con i “galli rossi”, così definiti nei documenti settecenteschi, sono la rivisitazione, attribuita al pittore della manifattura Ferdinando Campostrini, di un decoro giapponese della tipologia Imari.
Il bassorilievo istoriato Tra i decori settecenteschi della Manifattura Ginori il ‘bassorilievo istoriato’ è il più prezioso e caratteristico. Composizioni a soggetto mitologico, tratte da incisioni o da placchette metalliche, venivano riprodotte a bassorilievo in porcellana con appositi stampi e poi applicate a crudo alle pareti di tazze, caffettiere o altro vasellame. Erano vendute in bianco oppure finemente dipinte a mano in policromia e oro, come l’esemplare esposto in mostra.
La maiolica in bianco e blu La produzione di maiolica inizia a Doccia ancora prima di quella di porcellana. La sua fabbricazione richiedeva minori investimenti e le sue vendite portavano entrate sicure che aiutavano a sostenere i costi esorbitanti degli esperimenti sulla porcellana. Le maioliche esposte in mostra esemplificano la produzione più sofisticata della manifattura Ginori. I ricchi ornati in bianco e blu rivelano l’influenza dei manufatti francesi di Rouen e Nevers, che a loro volta si ispiravano alla porcellana cinese.
La Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia Costituita il 19 dicembre 2019 su iniziativa del Ministero della Cultura, insieme alla Regione Toscana e al Comune di Sesto Fiorentino, la fondazione ha lo scopo di conservare, catalogare, studiare, comunicare ed esporre la sua ricchissima collezione di manufatti ceramici e di rendere il suo straordinario patrimonio artistico, storico, sociale ed economico un bene davvero comune, accessibile e inclusivo.
Il Museo Ginori Nato insieme alla Manifattura di Doccia e all’interno degli edifici destinati alla produzione, il Museo Ginori è stato per oltre duecentocinquanta anni un museo d’impresa, pensato dal fondatore, il marchese Carlo Ginori, come il contenitore privilegiato della bellezza che la sua fabbrica era in grado di creare. Il Museo custodisce tre secoli di storia del gusto e del collezionismo, rappresentando un unicum a livello internazionale grazie alla ricchezza e alla continuità storica del suo patrimonio, eredità della più antica manifattura di porcellana ancora attiva in Italia.
Notificata come complesso di eccezionale interesse storico-artistico e archivistico dal 1962, la sua collezione comprende quasi 10.000 oggetti in porcellana e maiolica databili dal 1737 al 1990, modelli scultorei, documenti cartacei e disegni, una biblioteca storica, una biblioteca specialistica e una fototeca. Nel 2017 lo Stato acquista il museo, che dal 1965 ha sede in un edificio progettato dall’architetto Pier Niccolò Berardi, e le vastissime collezioni artistiche ed archivistiche già di proprietà della ex azienda Richard Ginori. Il museo è entrato così a far parte del sistema museale nazionale gestito dal Ministero della Cultura ed in particolare dalla Direzione regionale musei della Toscana, che ha intrapreso complessi e lunghi lavori di recupero e di ristrutturazione dell’immobile, ormai storico, e il rinnovamento dell’allestimento museale. A seguito della istituzione della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia è stato anche avviato un processo, ancora in corso, che ha portato al passaggio in uso alla Fondazione del patrimonio di beni mobili.
Il primo autoritratto di Warhol sarà venduto il 15 novembre insieme ad una rappresentazione della sua casa d’infanzia. Entrambe le opere furono realizzate quando l’iconico artista studiava alla scuola d’arte.
In occasione del vendita serale 20th Century & Contemporary Art di novembre a New York, Phillips batterà all’asta i primi due dipinti di Andy Warhol: Nosepicker I: Why Pick on Me (The Broad Gave Me My Face But I Can Pick My Own Nose) e Living Room, entrambi realizzati durante gli ultimi anni dell’artista al Carnegie Institute of Technology (ora Carnegie Mellon University). Eseguite nel 1948 e indicative del genio che sarebbe diventato, queste incredibili reliquie di uno dei più grandi visionari del XX° secolo sono rimaste presso famiglia dell’artista per oltre settant’anni, fino ad ora. Prima della vendita di New York del 15 novembre, i due dipinti saranno presentati a Southampton, Los Angeles, Londra e Parigi.
James Warhola, nipote di Andy Warhol, ha dichiarato: “Questi due dipinti sono stati da sempre parte preziosa della collezione della nostra famiglia e hanno dato grande gioia a me e ai miei fratelli nel corso degli anni. Essendo stati esposti in tutto il mondo – da Pittsburgh a Parigi – è stato meraviglioso vedere come questi due dipinti commuovessero le persone di tutto il mondo, consentendo loro una connessione più personale con nostro zio. Questi due quadri trasmettono le sue aspirazioni di giovane studente d’arte che vuole diventare un artista raffinato. Ho sempre detto: ‘prima che ci fosse la lattina di zuppa Campbell, c’era Nosepicker!’. Spero che questi quadri possano portare ai loro prossimi proprietari la stessa felicità che hanno portato a noi “.
Robert Manley, Vice Presidente e Co-Head of 20th Century & Contemporary Art , ha dichiarato: “Siamo onorati che la famiglia Wharola ci abbia incaricati di vendere queste opere che forniscono una visione senza precedenti della vita e dello sviluppo di uno degli artisti più innovativi del XX° secolo. Mentre Living Room offre uno sguardo unico sull’infanzia di Warhol, Nosepicker I è riconosciuto come il primo autoritratto di Warhol mai realizzato. Probabilmente si tratta dell’inizio della sua fascinazione per la ritrattistica, che è rimasta viva per tutto il corso della sua carriera. Queste opere seminali rappresentano un momento importante nello sviluppo della pratica artistica di Warhol e, di conseguenza, nello sviluppo del mondo dell’arte del dopoguerra”.
La topografia aziendale ha traslocato: le sue mille facce e i suoi mille oggetti – da quelli grandi a quelli minuziosi – hanno trovato un nuovo indirizzo. Le rocche di filati sono diventate montagne, altipiani, nuvole si sono addensate in prototipi e capi nel mezzo del processo creativo. Immagini si fondono e si coagulano, si incontrano, scontrano, volti e cose, oggetti che guardano persone, persone che fotografano oggetti.
L’esperienza di Realtà seconde è stata concepita e curata dalle due creative director di MTOF, Eleonora Abbate e Alessia Berlaldin, per raccontare la loro esperienza di brand legato a doppio filo alla realtà aziendale di MF1. Gli artisti presenti all’interno del progetto, sono stati selezionati dal brand per interagire con il suo universo e raccontarlo attraverso le loro opere. Artisti come i sound designer Furtherset e Giovanni Dinello, accompagnati dagli scatti di Stefania Zanetti e Matteo Bellomo e dai video dei gruppi di ricerca visiva de LASTANZA e Tetau.
Due le installazioni concepite dal team del brand per raccontarsi: la prima consiste nei tre Organicostruiti assemblando picchi e montagne di rocche di filati, a rappresentare il cuore pulsante del brand e la ricerca minuziosa con cui vengono selezionati i filati tra la grande quantità di quelli di scarto e come vengono trasformati nelle collezioni del brand. La seconda è una serie di prototipi e prove appartenenti appartenenti alla S/S23 “Estasi momentanea”, volutamente scelti per rappresentare non il processo creativo concluso, ma la costante apertura e l’estrema cura al dettaglio con cui il brand si rapporta al progetto.
Il cambio di stagione porta inevitabilmente con sé il desiderio di qualcosa di nuovo: se da un lato la vita frenetica di tutti i giorni porta le donne a scegliere uno stile pratico e comodo, dall’altro c’è sempre la voglia di scoprire gli ultimi trend ed essere sempre al passo con le tendenze. La nuova collezione FallWinter 2022 PittaRosso ha fatto tesoro di questa esigenza e l’ha reinterpreta spaziando tra modelli sporty chic, proposte più glamour e classici rivisitati perfetti per valorizzare ogni outfit.
Tra le proposte, sicuramente non possono mancare le sneakers platform, caratterizzate da suola alta e disponibili nelle innumerevoli combinazioni di colori e materiali: un mix&match di tessuti e cromie che rendono i modelli PittaRosso dei must-have di stagione. Per chi non ha paura di osare invece, sono inoltre proposte delle soluzioni con tomaia con intarsi glitter oppure completamente gold laminated!
Per chi in città è sempre di corsa e cerca un paio di sneakers che siano cool ma anche confortevoli, PittaRosso propone lo stile “Rethink Running Retro”. La suola alta riprende il mood delle zeppe retrò, rendendo la scarpa affusolata e adatta per facilitare i movimenti. La proposta include svariate combinazioni di colori e materiali, tra i quali spicca l’utilizzo del Nylon che dalle ultime stagioni è sempre più in voga sulle passerelle e nelle boutique.
Dopo un paio di anni di stile comfort-easy, ritroviamo la voglia di calzare le immancabili décolleté e tronchetti con tacco.
Tacchi a stiletto, per una figura slanciata e un design sinuoso che racchiude il piede, mentre silhouette a “campana” e “rocchetto” che propongono anche dei modelli “flat” come novità, donando al look un tocco glamour dalle volumetrie particolari. Le favolose decolleté PittaRosso sono disponibili nei classici nero, beige, rosso ma anche nelle versioni più audaci in vernice e con stampe animalier.
Scendendo dai tacchi non può certamente passare inosservato il modello che negli ultimi anni si è fatto apprezzare incondizionatamente da qualsiasi generazione: il mocassino.
Per questo PittaRosso ha deciso di presentarlo apportando numerose novità.
I volumi maxi e squadrati delle suole sono tra le scelte di stile più innovative della collezione, introducendo l’impiego di nuovi dettagli come maxi catene intrecciate e fibbie.
Il contrasto tra il nero del mocassino e i colori metallici oro e argento aggiunge infine un tocco glam a tutti i look.
Seguendo i trend delle ultime sfilate, il plateau è la caratteristica immancabile per delle calzature da vera diva. PittaRosso intraprende così un viaggio all’insegna dello stile, riprendendo i modelli tipici degli anni ’70, e proponendo una selezione di décolleté con plateau e volumi audaci ma super confortevoli anche per la città.
Ultimo trend, ma non per importanza, è la parte della collezione dedicata alle scarpe dal gusto retrò e masculine style.PittaRosso propone una selezione di modelli dalla suola maxi “carro armato”, lacci sottili e tomaia ingegnere. Il compromesso giusto tra mascolinità e eleganza che arricchirà la stagione. Tra i modelli ci sono poi le tradizionali stringate e gli anfibi, che presentano minuziose decorazioni e intarsi sulla superficie e sprigionano le più affascinanti tonalità del marrone, dal cuoio all’avorio che vanno per la maggiore.
E tra queste numerose proposte super chic e femminili, per non parlare dei modelli tanto trendy quanto confortevoli, PittaRosso propone una vasta gamma di calzature anche per l’uomo e per i più piccoli.
La collezione FallWinter PittaRosso 2022 sprigiona soprattutto libertà di scelta, di stile e di movimento. Tutto quello che stavamo aspettando per affrontare la nuova stagione!
Giovedì 22 settembre 2022 si è tenuta la serata di inaugurazione del magazine SNOB (Non per tutti) presso la magnifica location Cortile degli Spiriti Magni della Pinacoteca Ambrosiana.
All’esclusivo evento il team di SNOB, attori, imprenditori, stampa, politici ed ospiti d’eccezione, per festeggiare il lancio del primo numero cartaceo, la rivista in formato A3+ che per questo numero 0 omaggia le eccellenze italiane nel mondo.
Riprese: Nicola Zini Montaggio: Aurora Cattaneo
Due le cover di volti internazionali del cinema, Maurizio Lombardi, protagonista del pluripremiato “The New Pope” di Paolo Sorrentino nel ruolo del cardinale Mario Assente, svela passioni e segreti; Asia Argento si racconta in una veste nuova, come non l’abbiamo mai vista; storie di successo imprenditoriale, come le hypercars lusso di Horacio Pagani; la musica spiegata da un compositore e pianista e il mondo del vino attraverso la filosofia. Editoriali moda che seguono i macro temi del primo numero di SNOB, EROS ed ETHOS, diretti dalla visione artistica di Roberto Da Pozzo; la vita di un sacerdote valdostano, ex erotomane oggi dedito a Dio e alla comunità; le nuove regole dopo gli scandali della Chiesa; il progetto provocatorio e itinerante “Followers” di Marco Onofri.
Tematiche forti spiegate senza veli e imbellettamenti, “Crediamo nella verità e nella cultura come crescita individuale. La gioia più grande per noi sarebbe avere lettori che prendano come riferimento SNOB per scoprire nuove realtà interessanti” spiega il Direttore Responsabile, Miriam De Nicolo’.
I soci di SNOB (Massimo Giacomini, Miriam De Nicolò, Roberto Da Pozzo, Marco Onofri)
Tanti i partner della serata inaugurale, Bentley Milano con una Bentayga v8 con livrea SNOB ha accompagnato gli ospiti d’eccezione; la più antica casa di champagne Ruinart li ha accolti con un calice di benvenuto; eccezionalmente una Pagani Huayra, leader mondiale delle supercar lusso, è stata esposta presso il cortile della Pinacoteca; Brugal 1888 ha dedicato una drink list e insieme a Disaronno Velvet il signature cocktail SNOB, dagli ingredienti segreti. Degustazioni di pregiati vini dell’azienda Colmello Di Grotta; catering firmato da Sandra Ciciriello, ex patron del ristorante stellato Alice e gift per tutti gli ospiti, una t-shirt brandizzata SNOB e profumata, creata appositamente dal marchio Montemarsale; esposizione di uno scooter elettrico NITO, società pluripremiata per design e sostenibilità.
Un’atmosfera magica accompagnata da musica jazz e swing con voce femminile di Ambra Lo Faro e la prestigiosa location circondata dalle imponenti statue degli Spiriti Magni, i nomi d’intelletto, spirito e dignità di cui parla Dante, da Chateaubriand a Goethe, da Shakespeare a Platone.
Eccezionalmente per gli ospiti, la possibilità di fare una visita guidata a porte chiuse della Pinacoteca e Veneranda Biblioteca Ambrosiana con tre storici dell’arte.
Una serata all’insegna dei festeggiamenti ma anche tante strette di mano e nuove importanti partnership con brand che rispecchiano il concept del magazine, dove innovazione, cultura, eccellenza sono il minimo comune denominatore.
Molte le novità in programma per la promozione del progetto editoriale, tra cui la personalizzazione di sneakers brandizzate, le nostre shopping bag nere 100% cotone e t-shirt profumate negli store italiani.
Durante lo speech i soci hanno annunciato lo sviluppo distribuzione 2023 che vede SNOB in aree Europa, Usa, Asia e in tutte le edicole Italiane, gold club, eliporti, hotellerie stellata e librerie selezionate. Sul sito inoltre, www.snobnonpertutti.it, è stato lanciato il nuovo gioco di acquisto TITOLI NOBILIARI, un modo divertente per far parte del team di SNOB dove, attraverso l’acquisto di un titolo (re, imperatore, cavaliere, duca, visconte, conte etc…) vi è la possibilità di partecipare ad altre serate speciali oppure ottenere delle cene in ristoranti selezionati.
Conclude Miriam De Nicolò : “Speriamo in un nuovo inizio, che sia di buon auspicio per il settore editoriale, e che temi complessi possano essere spiegati in maniera semplice e avvincente, per renderli accessibili a chiunque. E’ solo in questo modo che si aprono le menti e si cambia una comunità, un paese, un popolo, attraverso la conoscenza.”
Husky, storico brand di Alessandra Moschillo con la supervisione del padre Saverio Moschillo, rende omaggio alla Monarchia Inglese con due hacking jacket, special edition: “The Queen” tributo alla Regina Elisabetta II e “The King”, al Re Carlo III. I capi in edizione limitata, sono istoriati dai volti dei sovrani rielaborati come in murales, con la tecnica a spruzzo dell’aerografia. I modelli diventano così opere di street art.
I Reali anglosassoni sono decennali utenti ed estimatori della Husky Jacket trapuntata da equitazione. A inventarla, nel 1965, l’aviatore americano Steve Gulyas e sua moglie Edna. “Monarchia e aerografia – dice Alessandra Moschillo – sembra un abbinamento stridente ma è tipicamente inglese. Non dimentichiamo che a Londra già dagli anni ’70, convissero realtà opposte come la Regina e il punk”.
L’aerografia, è una forma d’arte pittorica principalmente usata per la personalizzazione di carrozzerie d’auto, giubbotti, e caschi motociclistici. La tecnica era già nota agli Egizi che la realizzavano, soffiando la pittura sulle superfici con le cannucce di bambù.
DAL BOMBER ALLA GIACCA 3 BOTTONI. NEW ENTRY: IL CAMOUFLAGE
La hacking jacket di Husky è l’archetipo di continue variazioni e declinazioni. Spesso, nella nuova collezione primavera estate 2023, citano le culture street, in una prosecuzione logica dei due modelli aerografati, “The Queen” e “The King”. I trapuntati, assumono forme da bomber allungati con la zip, con bordi in maglia percorsi dalle righe bianche dello sportswear. Viceversa, possono essere giacche a tre bottoni con 4 tasche, in un formal casual, sartoriale. Il trapuntato diventa anche elemento decorativo lungo le maniche e intorno alle tasche. New entry, il camouflage per parka morbidamente stretti in vita con 4 tasche a toppa. Completano la collezione le felpe in cotone washed con maniche trapuntate. Celebrativo il modello rosso con il numero 65, stampato a rilievo, anno di fondazione del brand che prese nome dall’omonimo cane siberiano.
“Together we are Stronger, Couples who Art”: la collezione SS23 di MARYLING riflette e amplifica l’ammirazione per tutto ciò che ha intorno, soffermandosi sulla meraviglia della luce estiva e sul potere dell’acqua, vera signora della natura. E sono proprio i riflessi acquatici, le sue sfumature e le trasparenze, il dinamismo delle sue onde a ispirare il movimento endemico di una proposta mai uguale a sé stessa, esattamente come accade nella dimensione naturale. Che viene indagata, interpretata, riletta dalla mano delle storiche coppie dell’arte: da Josef e Anne Albers a Jean e Sophie Tauber Arp fino a Sonia e Robert Delaunay, complici di un’ispirazione declinata in ambiti artistici differenti a cui MARYLING si rifà per costruire il suo percorso estetico.
Creativi poliedrici e dal talento sfaccettato; artisti appassionati dal bagaglio culturale dispiegato in un’arte densa di contenuti di cui il brand subisce il fascino rileggendone l’essenza. Come nelle forme astratte e totali di Jean Arp, declinate tanto in opere pittoriche che in sculture, le cui cromie verde giada e bronzo dorato diventano le basi delle stampe astratte di MARYLING in cui domina il colore. È una combinazione colta e casuale di tonalità diverse, tra indaco, pesca, ruggine dorata, blu cobalto, zaffiro e mandarino bruciato incorniciati da ocra e dal classico black&white.
Le lavorazioni della collezione si incantano con il knitting e la tessitura, in cui viene esaltato il valore del make do and mend e la combinazione eclettica tra una varietà di trame, di colori, di stampe caratterizzate da pattern floreali, grafici e organici insieme.
MARYLING sceglie texture nobili come la seta habotai e la georgette con motivi geometrici o colorblock insieme a garze di popeline di cotone croccante nei toni dell’azzurro cielo, del verde erba e del bianco latte di cocco per dare vita a fresche camicette e ad abiti daily avvolgenti, alcuni da annodare, altri con colli a balza très bohémien, altri con linee essenziali.
Senza dimenticare creazioni sartoriali testurizzate oversize, a check intrecciati in giallo brillante e turchese tramonto accanto ai maxi abiti lunghissimi con stampa di siepi floreali viola e blu cobalto, che hanno il sapore romantico degli anni 70 e silhouette iconiche.
Londra, 2022: The Audley Public House, all’angolo tra Mount Street e South Audley Street di Mayfair, ha aperto le sue porte. Artfarm, la società dietro The Roth Bar & Grill presso Hauser & Wirth Somerset e The Fife Arms a Braemar, ha restaurato questo pub tradizionale rimanendo fedele agli interni originali. Il risultato di questo attento progetto di restauro è un pub londinese unico, un luogo dove coesistono storia e arte contemporanea, ma senza dimenticare che questo è, prima di tutto, un pub di quartiere.
Ewan Venters, CEO di Hauser & Wirth e Artfarm commenta: “Audley in inglese anglosassone significa “vecchio amico” e questo pub è stato proprio un vecchio amico per le persone che vivono e lavorano a Mayfair, sin dalla sua apertura in epoca edoardiana. Volevamo che rimanesse proprio così. Questa zona è così ricca di cultura e di storia. Quale posto migliore per fare seguito a queste storie se non al noto pub di quartiere?”
Lo studio di design e architettura Laplace, con sede a Parigi, guidato da Luis Laplace e Christophe Comoy, è l’architetto principale dietro il restauro di The Audley. Laplace è la forza creativa dietro una serie di spazi di proprietà di Artfarm e Hauser & Wirth, tra cui Somerset e il centro d’arte di Minorca. Con uno stile inconfondibile, audace e senza tempo, Laplace integra intuitivamente architettura, arte e design, lavorando a stretto contatto con gli artisti e permettendo alla loro arte di essere al centro dell’attenzione.
PHOTO: ALESSANDRA ROSATI STYLIST: MARTINA RIEBECK ART DIRECTOR: ROBERTO DA POZZO MAKEUP: JO SANNA @ GREENAPPLEITALY HAIR: ALESSANDRO FIRENZE @ WM-MANAGEMENT MODEL: SAET LEE @ FASHION LOCATION: VETRERIA VEFAB VETRAI & FABBRI MILANO
Cappello in tulle VÌEN Abito asimmetrico in paillettes MICHAEL Michael KORS
Cappotto in tulle LARIULÀ Body e pantalone in tulle ACT N°1 Decolletè GIANVITO ROSSI
Abito in tulle e pelliccia eco, brassiere, mutande e sandalo in vernice DOLCE & GABBANA Pantalone in rete strass LARIULÀ
Gonna in tulle CETTINA BUCCA Stivali in vernice AGL
Abito stretch in viscosa con applicazioni di strass SPORTMAX Guanti in tulle STYLIST’S OWN
Versatile negli accostamenti, il Tulle esprime carattere e personalità nei forti contrasti.
Abito in lana con applicazioni di paillettes, reggiseno e occhiali da sole PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI
Body in tulle VÌEN Blazer smoking di paillettes LARIULÀ Stivali overknee in vernice AGL
Durante la settimana della moda milanese, SNOB era presente per le strade meneghine impegnato nella distribuzione del primo numero cartaceo, inaugurato ad un evento esclusivo il 22 settembre presso la Pinacoteca Ambrosiana.
Anche per questa occasione SNOB si distingue per eleganza, due modelli in costume, uno in frac, bastone, cravattino di seta e spilla, hanno omaggiato gli appassionati della moda, alle uscite delle sfilate, con la copia del magazine dentro una shopping bar nera brandizzata e una t-shirt profumata Montemarsale.
“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare“. Giorgio Armani