Torre Ristorante in Fondazione Prada, il nuovo appuntamento alla moda di Milano

TORRE RISTORANTE FONDAZIONE PRADA, MILANO

La vista è affascinante, soprattutto in una giornata di nuvole dense e scure che lasciano passare una luce fitta sulle guglie dei grattacieli, che creano un riverbero scintillante sulle vetrate circostanti.
Siamo al sesto piano della Torre in Fondazione Prada, sede del Ristorante Torre, un edificio ad ampia vetrata, dentro il metallico labirinto d’arte, dove ogni piano sembra essere un livello di un videogioco futurista. Subito all’entrata, la prima ad accogliervi sarà la luce, e il bancone centrale dietro cui sfila l’immensa bottigliera sospesa con una invitante esposizione di distillati e liquori di ogni angolo di mondo.

A servirvi Tommaso Cecca, responsabile e anima di Camparino in Galleria, l’iconico locale milanese fondato nel 1915 da Davide Campari, per questa giornata speciale che inaugura la nuova stagione gastronomica del ristorante Torre, seguendo stagionalità e ritmo della natura.
E a proposito di ritmo, ad accompagnare il delizioso brunch, la musica di Roy Paci e Roxy, un mix di elettronica che sembra seguire gli umori di queste nuvole curiose, sempre più vicine a noi, quasi vogliano entrare.

Torre brunch sarà il nuovo appuntamento fisso del week end milanese, un approccio culinario che rispetta la materia prima e la tradizione. In cucina, lo chef Lorenzo Lunghi, formatosi professionalmente al ristorante ‘Gambero Rosso’ (due Stelle Michelin) di Emanuela e Fulvio Pierangelini a San Vincenzo, Livorno. Propone un’originale interpretazione del classico brunch newyorkese con un menu dalle radici italiane, dall’uovo poché con salsa al pecorino, al pesce crudo e pomodoro, dalla milanese di vitello, alla focaccia barese con aggiunta di burratina.
Un percorso a ritroso nei ricordi d’infanzia e nei viaggi italiani che la vostra memoria e il vostro dna nostalgico non possono dimenticare.

L’ambiente ha qualcosa di veramente eccezionale, il cammino all’entrata è attorniato da poltroncine Soviet e tavolini Tulip di Eero Saarinen, e la cappa per caminetto (1949) con accanto la Testa di medusa (1948-54) sono opere di Lucio Fontana; qui anche un semplice caffè vi sembrerà il più aromatico del mondo.

Progettato da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA, il Ristorante Torre è come diviso in 3 zone ad altezze diverse, bar, ristorante e terrazza. Gli ambienti interni sono arredati con tavolini in legno e sedie Executive di Eero Saarinen e presentano una selezione di quadri e fotografie di Thomas Demand, Jeff Koons, Goshka Macuga e John Wesley. Lo spazio più rialzato accoglie arredi originali del Four Seasons Restaurant di New York progettato da Philip Johnson nel 1958 ed elementi dell’installazione di Carsten Höller The Double Club (2008-2009). I piatti d’artista appesi alla grande parete sono realizzati per il ristorante Torre da John Baldessari, Thomas Demand, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Elmgreen & Dragset, Joep Van Lieshout, Goshka Macuga, Mariko Mori, Tobias Rehberger, Andreas Slominski, Francesco Vezzoli e John Wesley, una piccola parte che attende compagnia di altri autori.

Torre Ristorante è un’alternativa alle location modaiole e chiassose, qui la moda passeggia tra i tavoli ma è riservata, al massimo la ritrovate su qualche account Instagram; si beve bene e potete godervi Milano dall’alto.



Ristorante Torre
Via Lorenzini 14, 20139 Milano

+39 02 23323910 reservationtorre@fondazioneprada.org

Edward Kienholz in mostra presso Fondazione Prada

Kienholz: Five Car Stud” è l’esposizione curata da Germano Celant che accoglie alcune opere realizzate da Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, tra le quali la storica installazione che dà il titolo alla mostra.

Inaugurata il 19 maggio scorso, “Kienholz: Five Car Stud” documenta il grande impatto emotivo, da incubo, che le opere dei coniugi Kienholz sono in grado di suscitare; per tale motivo, si consiglia la visione ad un pubblico adulto, perché la selezione proposta da Celant e in esposizione presso Fondazione Prada, potrebbe urtare la sensibilità altrui.

 

The Merry-Go-World or Begat By Chance and the Wonder Horse Trigger, 1988-1992. Credits: Copyright Kienholz Courtesy L.A. Louver, Venice, CA.)
The Merry-Go-World or Begat By Chance and the Wonder Horse Trigger, 1988-1992. Credits: Copyright Kienholz Courtesy L.A. Louver, Venice, CA.)

 

 

Five Car Stud è un’opera creata da Edward Kienholz tra il 1969 e il 1972 e rappresenta una scena violenta, che denuncia la brutalità ai danni dei più deboli, dei diversi.

Per quanto la creazione avesse scatenato clamore negli anni seguenti dalla sua prima esposizione, per quasi quarant’anni è rimasta dietro le quinte del panorama internazionale artistico per mano di un collezionista giapponese che ne era diventato il legittimo proprietario.

 

Jody, Jody, Jody, 1993-94. Credits: Copyright Kienholz Courtesy L.A. Louver, Venice, CA.
Jody, Jody, Jody, 1993-94. Credits: Copyright Kienholz Courtesy L.A. Louver, Venice, CA.

 

 

Restaurata tra il 2011 e il 2012, l’opera, ora parte di Collezione Prada, apre un’esposizione di ben 26 opere: “Ore the Ramparts We Watched, Fascinated (1959), The Death Watch (1976), Bout Round Eleven (1982) e The Twilight Home (1983); The Caddy Court (1986-87), The Merry-Go-World or Begat by Chance and The Wonder Horse Trigger (1991–1994)e Jody, Jody, Jody (1993-94) (solo per citarne alcune).

 

The bear Chair (fonte ilsole24ore)
The bear Chair (fonte ilsole24ore)

 

 

Germano Celant, ha così illustrato il lavoro dell’artista: “Kienholz non tende a sublimare le bassezze e la tragicità del vivere, le condizioni di solitudine e di trivialità, ma le usa come strumenti per far risplendere l’universo basso e popolare, dove il macilento e lo sporco, il perverso e il lurido, rappresentano una bellezza nuova e sorprendente”.

 

“KIENHOLZ: FIVE CAR STUD”

19 maggio – 31 dicembre 2016

Fondazione Prada

Largo Isarco 2 –  Milano

 

Per maggiori informazioni www.fondazioneprada.org

 

 

Credits cover: Copyright Kienholz Courtesy L.A. Louver, Venice CA Foto ©Tom Vinetz 2011