Al Pascià dal 1906 – La storia della pelle made in italy

A Milano, nel cinquecentesco Palazzo Casati Stampa di via Torino al 61, da più di un secolo, si trova il negozio Al Pascià.


Al Pascià ha ottenuto il riconoscimento di “negozio di storica attività” dalla Regione Lombardia e di “Bottega Storica” dall’Amministrazione Comunale in segno di apprezzamento per l’attività svolta da oltre cento anni nella città di Milano.


E’ un quesito vecchio come il mondo: l’accessorio “giusto” riesce a conferire maggior completezza ad un outfit? Da un lato un elemento ben confezionato dona all’uomo un’aura di determinazione e sicurezza; dall’altro carisma e autenticità traspaiono con forza anche al di là delle apparenze. Una persona carismatica, ottiene un effetto ancor più dirompente quando si impegna ad avere un aspetto curato, affidabile e professionale. Non è, quindi soltanto questione di capi d’abbigliamento, bensì un’accurata ricercatezza dei dettagli della psicologia dell’abbigliamento.


Pelleteria Al Pascià
Pelleteria Al Pascià



Jackie Kennedy diceva che la borsa è un accessorio imprescindibile sia per la sfera femminile, che quella maschile. A questo proposito la borse AP COLLECTION – Al Pascià, sono state create appositamente per rispecchiare l’affermazione di questa grande donna.
La collezione Al Pascià, offre soluzioni per le più svariate categorie di persone: dal gentleman moderno all’uomo d’affari, piuttosto che la teenager che sfoggia una pochette ad un evento mondano oppure la coppia di amici che passa un weekend fuori porta.
Bag, pochette, porta PC e shopper personalizzabili in quanto la linea offre più opzioni per rendere unico il prodotto.


Pelletteria Al Pascià
Pelletteria Al Pascià



NOVITA’ DI STAGIONE


Da quest’anno la chiusura a ricciolo rappresenta il dettaglio portante della collezione, disegnata dal team Al Pascià e realizzata interamente a mano da artigiani italiani specializzati che si occupano di seguire in ogni passo la produzione di tutta la pelletteria del brand.


Portafogli in pelle pregiata con chiusura a ricciolo
Portafogli in pelle pregiata con chiusura a ricciolo



Per esempio i portafogli in nappa pregiata di vari colori, sono dotati di due strisce di pelle che aderiscono al corpo dell’accessorio per mezzo di un automatico nascosto.
Non può mancare nel lifestyle di un gentleman il porta sigari in pelle che Al Pascià ripropone in una versione elegante ma dalle linee semplici: mono sigaro o con più posti.
Graffiante invece la nuova linea Curvy Gilet, di porta pipe in pelle dai colori vivaci ad un prezzo smart.


Porta Pipa in Pelle - Al Pascià
Porta Pipa in Pelle – Al Pascià



Porta mezzo toscano in Pelle - Al Pascià
Porta mezzo toscano in Pelle – Al Pascià

Paul Newman: Attore e Pilota, il vero volto di Hollywood

Paul Leonard Newman è stato un attore, regista e produttore cinematografico statunitense. Considerato uno dei più grandi attori della storia del cinema Hollywoodiano, nella sua lunga carriera vinse tre Oscar, sei Golden Globe e un Emmy Awards, oltre a ricevere una stella sull’Hollywood Walk of Fame e altri riconoscimenti. Assieme ad Ennio Morricone, Henry Fonda e Laurence Olivier, detiene il singolare primato di aver ricevuto prima l’Oscar alla carriera e poi come vincitore tra i candidati. Nella ripresa economica del Dopoguerra, si occupò della gestione della ditta paterna; nel 1949 sposò Jacqueline E. Witte e decise di intraprendere la carriera cinematografica: Newman somigliava in viso a Marlon Brando , altra stella di Hollywood. Dal matrimonio nacquero tre figli: Scott Allan (1950-1978), Susan Kendall (1953) e Stephanie (1954). Dopo aver frequentato per meno di un anno la scuola d’arte drammatica della Yale University, si iscrisse all’Actor’s Studio di New York e debuttò nel 1953 in teatro a Broadway in “Picnic”, opera poco dopo resa famosa da un omonimo film.


Paul Newman sulla sua Triumph
Paul Newman sulla sua Triumph



La sua leggenda racconta di un attore in cerca di sfide con se stesso. Nel 1973 molla per lunghi periodi il set per destreggiarsi con il mondo dei bolidi in circuito, prima a livello amatoriale, poi da professionista e infine da gentleman driver, fino a correre da protagonista la 24 ore di Le Mans. 
Per non parlare del grado di sensibilità ed acume umano dell’attore, cioè della sua attività come filantropo. La sua forte passione per la cucina lo portò a creare la “Newman’s own”: salse e beneficenza. 
E ancora, non molti sanno che una delle sue fondazioni generó in Italia nel 2007 la “Dynamo Camp”, una struttura che si occupa di ragazzi con problemi gravi di salute.


Paul Newman stars in "Sweet Bird of Youth", di Tennessee Williams, 1960.
Paul Newman stars in “Sweet Bird of Youth”, di Tennessee Williams, 1960.



Di se stesso disse:


“sono stato un pessimo giocatore di softball, badminton e un pessimo pugile : vuoi vedere che sono un pilota decente?”


I capi che lo contraddistinguono sono:


– Colori neutri o per lo più scuri


– Outfit sartoriale, ma casual in pieno stile classico americano


– Impeccabili loafers


– Jeans a cinque tasche e camicia bianca, l’abbecedario del preppy Style


Paul Newman
Paul Newman



Indimenticabili le sue foto in tuta ignifuga e casco. Sport ed eleganza: Rayban Aviator e Rolex, il celebre cronografo Daytona, a lui indissolubilmente legato. Newman si poneva a cavallo tra l’uomo integerrimo degli anni ’30 e il giovane ribelle delle decadi successive.



Il suo stile seguiva questi principi: polo sbottonate nei primi bottoni sotto giacche e pantaloni a vita alta, camicie bianche e cravatta ma solo se con le maniche sbottonate e rigirate e colletti di cardigan o di cappotti rigorosamente all’insù. Un sapiente ensemble di eleganza classica, indossata in modo nuovo ed inusuale. Paul Newman incarna lo stile a cui si è ispirato in seguito anche Ralph Lauren, l’americano sportivo ma elegante, una sorta di versione a stelle e strisce del gentleman anglosassone: non si può non ricordarlo, non si può non amarlo.


Paul Newman con sua moglie Jacqueline E. Witte
Paul Newman con sua moglie Jacqueline E. Witte



Il 31 luglio 2008 è stata data ufficialmente notizia di una diagnosi di cancro ai polmoni, effettuata dallo Sloan-Kettering Cancer Center di New York, uno dei maggiori centri negli USA per la lotta ai tumori. Secondo il Sun e altre testate, l’attore sarebbe vissuto solo poche settimane, dopo l’ultimo ciclo di chemioterapia presso il Weill Cornell Medical Center di New York. Dopo aver scelto di smettere le cure, si è ritirato a vita privata per passare gli ultimi giorni di vita con la famiglia. Il 26 settembre 2008 l’attore è morto nella sua casa di Westport nel Connecticut. Aveva 83 anni.


Paul Newman con il suo Rolex Daytona
Paul Newman con il suo Rolex Daytona



Rolex Daytona - Questa referenza della maison Svizzera, viene definita dagli appassionati proprio "Paul Newman"
Rolex Daytona – Questa referenza della maison Svizzera, viene definita dagli appassionati proprio “Paul Newman”



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Mito nel Mito: Steve McQueen

Non lo trovate su Instagram, non è un fashion Blogger, ma se volete una vera icona di stile da seguire è lui: Steve McQueen, anche detto “the king of cool”.


Moda uomo: siete alla ricerca di ispirazioni per l’estate? Lasciate perdere tutte le presunte icone di stile di oggi e puntate tutto su uno che purtroppo è morto a soli 50 anni, nel 1980, ben 35 anni fa: l’attore americano Steven Mcqueen, detto Steve. Interprete di film indimenticabili (La grande fuga, Bullit, Papillon, solo per citarne alcuni), personaggio carismatico, maledetto, trasgressivo, noto per la sua passione per le corse, in auto e in moto, ma soprattutto icona di stile. A 35 anni dalla sua morte basta guardare le vecchie fotografie per rendersi conto che potrebbero essere state scattate oggi, o domani. Non alla moda, ma fuori dalla moda: non aveva un “consulente dell’immagine” che gli diceva come vestirsi o pettinarsi. Era semplicemente così: personalità da vendere, affascinante, non seguiva lo stile ma era lo stile. E i suoi abbinamenti non sfigurano neanche oggi, anzi.


Ispiriamoci quindi a lui per il look dell’estate (e non solo) attraverso alcune fotografie:


Steve McQueen
Steve McQueen



Sneakers di tela senza calze, minimal, colore unico, pantaloni leggeri slim fit, colori chiari, camicia dal taglio leggero, occhiali da sole che potrebbero essere alla moda quest’anno, capelli taglio “come accidenti voglio io”, orologio e… beh, della pistola potete anche farne a meno. Per il resto, un look perfetto anche per l’estate 2016. Ed erano gli anni ’70.


Steve McQueen
Steve McQueen



Pantaloni chiari con risvolto, sandali gladiatore, camicia di cotone. Praticamente le tendenze dell’estate, però 40 anni fa. Che dite, se lo merita o no l’appellativo di King of Cool?


Steve McQueen
Steve McQueen



Sembra una pubblicità di oggi. Scarpe di tela sdrucite (oggi le vendono già così), jeans slim fit, maglietta bianca stile intimo (lanciata da Marlon Brando), abbronzato, rasatura perfetta, sguardo da duro, capelli probabilmente pettinati da una bella corsa in moto e gli immancabili occhiali da sole. Perfezione.


Steve McQueen
Steve McQueen



Qui si nota la sua abilità nel mischiare elementi eleganti con uno stile leggermente trasandato assolutamente irresistibile.


Qualche tips invernale:


Steve McQueen
Steve McQueen



Anno 1966, film “Quelli della San Pablo”, capottone nero “caban”, tutto incredibilmente moderno.


Con lo stile autunnale-invernale McQueen diventava decisamente elegante ma sempre inevitabilmente cool. Qua una celebre immagine tratta dal film “Bullit”:


Steve McQueen
Steve McQueen



Quando poi andava in moto o in macchina (come sappiamo era un amante delle corse) Steve McQueen dava il suo meglio con abbinamenti che ancora oggi fanno storia, qui in una divertente foto in bianco e nero con gli immancabili occhiali da sole Persol:


Steve McQueen
Steve McQueen



Qui invece in una gara motociclistica con il mitico Barbour che fece storia e che, diciamolo, solo lui poteva portare così:


Steve McQueen
Steve McQueen



Ecco, quando sentite parlare di “iconico”, di moderno, di fashion blogger che fanno tendenza eccetera eccetera, ricordatevi di Steve McQueen, The King of Cool. Per i veri fanatici c’è anche il sito tributo con i vestiti, le scarpe e gli accessori usati dall’attore nei film e nella vita privata e altri vestiti-tributo a questa grande icona di stile, si chiama – ovviamente – thekingofcool.com.

Zegna: il ritorno di Alessandro Sartori

Alessandro Sartori è il nuovo direttore creativo di Zegna subentrato dopo la recentissima dimissione di Stefano Pilati. In realtà, quello di Sartori è più che un graditissimo ritorno dato che dal 2003 al 2011 ha ricoperto eccellentemente il ruolo di head of design per la linea giovane Z Zegna del marchio.

Lo stilista biellese classe sessantasei  ha così commento il suo ritorno in azienda: “Desidero ringraziare Gildo e tutta la famiglia Zegna per questa opportunità davvero fantastica. Sono cresciuto osservando e ammirando le loro creazioni e i loro valori, autentici e profondi. Sono entusiasta di poter partecipare con tutto il team Zegna alla scrittura di un nuovo capitolo. Non vedo l’ora di entrare nei favolosi archivi di Trivero, incontrare gli artigiani e cominciare a lavorare sulle nuove collezioni“.

Sartori, che nel frattempo ha abbandonato il team Berluti (maison di lusso dedicata alla moda uomo appartenente al gruppo LVMH) si insedierà nel gruppo Zegna nel giugno 2016. L’obiettivo della maison è mantenere la posizione ai vertici del mercato moda uomo. I mercati esteri rimangono l’obiettivo di Zegna con Cina, Stati Uniti, Giappone in pole position.

 

Alessandro Sartori dopo la collezione primavera/estate 2015 di Berluti a Parigi, 26 giugno 2015.  (PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images)
Alessandro Sartori, immortalato durante una sfilata Berluti (PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images)

 

 

Meta difficile da raggiungere per Alessandro? Certo che no: l’impresa è già stata ampliamente conquistata nella passata collaborazione con il marchio italiano, quando Sartori in pochissimi anni fece lievitare gli introiti dell’azienda che da 30 milioni aumentarono a 100 milioni di euro.

Entusiasta del ritorno di Sartori, l’amministratore delegato Gildo Zegna ha così commentato il rientro dello stilista: “Conosco Alessandro e il suo stile da molti anni e sono molto contento di accoglierlo di nuovo nel nostro gruppo. Il suo talento, la sua creatività, la sua passione e modernità lo rendono perfetto per aiutarci ad accompagnare Zegna nella prossima tappa del suo sviluppo.”

Nel frattempo il designer Pilati si dice onorato di aver avuto la possibilità di lavorare in una azienda famigliare che fa della qualità, dell’eccellenza e dell’artigianalità, il suo punto di forza. Attendiamo, quindi, nuovi sviluppi in merito ad una possibile nomina di Pilati come direttore creativo di una maison di lusso di eguale spessore. I posti vaganti, infatti, aumentano di giorno in giorno.