The Deep Purifying Mask L’ultima innovazione di La Mer: un paradosso cosmetico che unisce l’azione purificante con un trattamento intensivo.
Un trattamento trasformativo “Pietra-in-Crema” che agisce in profondità, lenisce e tratta la pelle per purificarla ed equilibrarla al massimo.
Una maschera lussuosa che unisce uno speciale mix di ingredienti che catturano le tossine, rilasciando benefìci rigeneranti.
Un solo trattamento regala pelle detossinata, levigata e purificata. Con la seconda applicazione, inizierai il tuo viaggio verso una pelle sempre più pura.
Cremosa e rinfrescante, questa formula concentrata si trasforma,si attiva e agisce per “spostare” le impurità nella crema e allo stesso tempo fornire alla pelle la necessaria idratazione. Con l’uso costante, la pelle viene detossinata, liberata continuativamente dalle impurità quotidiane e dagli effetti dannosi dell’accumulo dei radicali liberi, resa più forte per contrastare i danni causati dai molteplici fattori di stress.
Fin dal primo utilizzo, si apprezzerà una nuova pelle: purificata, uniforme, compatta, elastica e dalla morbidezza inaspettata. Una pelle senza imperfezioni.
Benefici:
Dopo un solo utilizzo, la pelle viene detossinata: pori più liberi da impurità, radicali liberi e inquinanti leggeri, polveri sottili e residui presenti nel’aria.
Con un uso regolare, ha un’azione pre-tox (preventiva) finalizzata a ridurre il carico di tossine ed interrompendo la catena dei processi irritativi, aiutando a ritardare i segni visibili di danni e invecchiamento.
Il Miracle Broth favorisce il rinnovamento naturale infondendo la necessaria idratazione ed energia, essenziali per una pelle purificata ed equilibrata.
Un fermento stabilizzante dall’azione intensiva, potenziato da un Enzima Marino e da antiossidanti. Bilancia e rinnova in profondità.
Questa lussuosa fusione di ingredienti purificanti, Miracle Broth e nutrienti forma una matrice unica che cattura le tossine rilasciando contemporaneamente effetto rigenerante.
Micro-gocce di Miracle Broth, il PreTox Ferment dall’azione levigante e ingredienti nutrienti sono presenti all’interno di una formula ricca di minerali purificanti.
Agisce attraverso un sistema catch-and-release: asciuga rapidamente decongestionando, purificando e ripristinando l’equilibrio in pochi minuti.
ATTIRARE: le tossine vengono catturate e portate verso la superficie dalla pelle tramite forza fisica. (attirate dalla texture)
ESTRARRE: le tossine e le impurità vengono estratte e rimosse facilmente. La tonalità verde perde intensità, indicando che il prodotto ha trasferito nella pelle la sua idratazione e catturato le impurità.
RILASCIARE: durante l’asciugatura, la struttura della matrice rilascia principi attivi anti-irritanti, antiossidanti e condizionanti. Quando il prodotto è asciutto e “screpolato” il rilascio è completo e la maschera è pronta per essere rimossa.
Modo d’uso:
Prendere la maschera dal vasetto usando l’applicatore a pennello e stendere una quantità generosa su tutto il viso (lo strato deve essere coprente). Si potrebbe avvertire un leggero formicolio per l’effetto purificante del prodotto. Poi maschera inizierà ad asciugare e il colore cambierà da intenso a chiaro. Attendere fino a completa asciugatura (circa 10 minuti). Una volta asciutta, inumidire la spugnetta e rimuovere delicatamente il prodotto, infine sciacquare. Procedere con la routine abituale. Per risultati ottimali, usare 3 volte a settimana
MELODIES OF GRACELAND READY TO WEAR FALL/WINTER 2024/25
In una notte vibrante e chic di Memphis, risuonano, pulsanti tra le strade della città, le “Melodies of Graceland”. Lo sguardo della donna Elie Saab si accende nel tenue bagliore delle luci al neon, danzando al ritmo delle canzoni intramontabili che prendono vita nella collezione Ready-To-Wear Fall/Winter 2024/25.
Silhouette femminili e alla moda portano in scena volumi delicatamente esagerati con materiali ricercati e ricchi di decorazioni elaborate. Lo stravagante paisley ricamato scintilla sulle mantelle di lana e sugli abiti crop-top in crepe. Il denim oversize, presentato in un’intensa tonalità Moody Blue, è impreziosito – su orli e sulle ampie spalle – da eleganti motivi Western, re-interpretazioni dorate del monogram di Elie Saab. In una sobria selezione di bianchi e neri, le melodie del magenta Viva Las Vegas e del verde Suspicious Mint fanno la loro comparsa sugli eterei abiti di seta e sui modelli drappeggiati in candy con applicazioni floreali. Le frange, lunghe ed audaci, donano un tocco country glamour agli outfit dalle linee più pulite.
Scintillanti cappotti oversize avvolgono la donna Elie Saab dalla mattina fino all’ora del tramonto donando un’allure che richiama il magnetismo di Elvis Presley. Applicazioni elaborate delineano i contorni di avvolgenti abiti da cocktail in velluto, mentre ricami di pizzo si trasformano in bustier di tulle con scollo a cuore e profonde scollature a V. Classici abiti neri aderenti in crepe con spalle scoperte prendono vita grazie all’aggiunta di splendidi bouquet bianchi ricamati lungo i lati.
Gli stivali da cowboy con tacco chunky, le grandi borse a tracolla con chiusura a fibbia e le cinture decorate aggiungono un tocco di Wild West che dona un’allure più rilassata e raffinata.
Per il Ready-To-Wear Fall/Winter 2024/25, la donna Elie Saab emerge forte e delicata, dinamica e piena di grazia, riflesso dell’atmosfera contemporanea. La collezione si fonde così in una canzone senza fine dove le “Melodies of Graceland” di Elvis Presley, risuonano riflettendosi nelle iconiche immagini di Priscilla.
Youthquake lancia il podcast “Salotto di Milano”: un viaggio sonoro nel cuore pulsante della città
Youthquake, l’agenzia creativa e digital data-driven di Milano nota per la sua indole innovativa e per il suo modo unico di utilizzare l’analisi dei dati a supporto del marketing e dello sviluppo digitale, annuncia il lancio del “Salotto di Milano“, un podcast che promette di ridefinire il modo in cui percepiamo e viviamo la città meneghina.
Il podcast si distingue per la sua capacità di offrire contenuti diversificati, esplorando in ogni episodio un tema specifico che spazia dalla moda all’arte, dagli investimenti alle iniziative di sostenibilità, fino ad argomenti meno noti della vita milanese, come le tradizioni locali e i segretinascosti della città. Questa varietà tematica offre agli ascoltatori un’opportunità unica di scoprire Milano da prospettive inedite e affascinanti.
Il format innovativo alterna interviste approfondite a personalità di spicco del panorama milanese e quiz divertenti che coinvolgono l’ospite, creando un’esperienza di ascolto accattivante e dinamica. Questo approccio interattivo non ha solo l’obiettivo di intrattenere, ma di stimolare anche la curiosità degli ascoltatori, invitandoli a partecipare attivamente alla scoperta della città.
Registrato nei moderni uffici di Youthquake, “Salotto di Milano” utilizza tecnologie audio di ultima generazione per garantire una qualità sonora impeccabile. Questo impegno verso l’eccellenza tecnica assicura un’esperienza d’ascolto immersiva, permettendo agli ascoltatori di sentirsi veramente parte del “salotto” milanese.
Gli episodi, della durata di circa 25 minuti, verranno rilasciati due volte al mese su tutte le principali piattaforme di podcasting, assicurando accessibilità e regolarità nella fruizione dei contenuti. Questa cadenza è stata scelta per offrire agli ascoltatori il tempo di assimilare e riflettere sui temi trattati, mantenendo al contempo un contatto costante con il pubblico
In linea con l’approccio innovativo che contraddistingue Youthquake, il lancio del podcast sarà supportato da una strategia di marketing omnichannel. Questa comprenderà campagne mirate su piattaforme social come Spotify, Meta, TikTok, Youtube, Amazon Music, con la diffusione di contenuti teaser e snippet esclusivi per creare hype, nonché collaborazioni strategiche con influencer e personalità legate alla cultura milanese. Un elemento importante della strategia sarò l’utilizzo di video CGI, tratto distintivo di Youthquake, che permetterà di creare ancor più coinvolgimento intorno al podcast, offrendo un’esperienza visiva immersiva che complementa il contenuto audio.
Questa strategia integrata mira a creare un ecosistema intorno al podcast, estendendo l’esperienza del “Salotto di Milano” ben oltre il semplice ascolto.
La festa di mezza estate del Mandarin Oriental, Lago di Como si è svolta ieri, 31 luglio, alla presenza di trecento persone, e con l’originale titolo “Summer Serenade”. Un party caratterizzato da momenti di intrattenimento musicale con performance di cantanti e musicisti, dj set, eccellenze enogastronomiche e un allestimento floreale curato dal Flower Designer Vincenzo Dascanio, sui toni dell’azzurro, lilla e blu, e le vibranti sfumature del giallo e dell’arancione.
Padrone di casa, il General Manager,Samuel Porreca, che ha accolto gli Ospiti, insieme al suo team, in una serata conviviale e celebrativa della strepitosa stagione estiva, che si preannuncia da record in termini di presenze per l’hotel.
“Il Midsummer Party nasce principalmente per festeggiare l’Estate insieme ai nostri Ospiti, Partners e Amici. Unaserata spensierata, a bordo piscina, da trascorrere divertendosi e a ritmo di musica, immersi nell’atmosfera magicadel lago e del nostro resort” dichiara Porreca.
Momenti di dj set si sono alternati a un repertorio di musica italiana ed internazionale, cantato dal vivo e dal giardino del resort. Serenate dedicate agli Ospiti presenti, che hanno potuto godere di una serata esclusiva in una delle location più ambite sul lago di Como.
Sponsor della serata Bellavista wines, presente con una selezione di tre rinomate etichette, e Altamura Distilleries, con freschi cocktail a base vodka, preparati dai bartender del resort.
MANDARIN ORIENTAL, LAGO DI COMO
Mandarin Oriental, Lago di Como è un’oasi di tranquillità e relax con una posizione privilegiata sulle rive soleggiate del Lario. La Villa Roccabruna, del 19°secolo, è il cuore del resort, che comprende un totale di 24 camere, 49 suite e due ville private, sapientemente rinnovate per ricreare un’eleganza italiana con tocchi di fascino orientale. Le viste idilliache sul lago possono essere ammirate direttamente dai ristoranti del resort, che includono lo stellato L˜ARIA, il CO.MO Bar & Bistrot e il NAMI Cafe, adiacente alla piscina galleggiante. La Spa at Mandarin Oriental, Lago di Como vanta sei cabine di trattamento tra cui due spa suite private, un fitness centre d’avanguardia con macchinari Technogym e un’ampia area wellness.
Nel corso della storia, la necessità di essere immortalati attraverso il ritratto, prima con la pittura ed in seguito con la fotografia, nasceva principalmente dal desiderio di fissare e lasciare ai posteri la traccia del proprio passaggio e della propria esistenza. Una sorta di testamento, inteso come la testimonianza della propria identità sacralizzata attraverso un ideale iconico della propria immagine.
Con la serie Silent Flemmish, le immagini pseudo-fotografiche sono generate utilizzando come matrice dipinti originali del XV e XVI secolo, ritratti eseguiti in primis da autori come Van Eyck, Bruegel e Rubens, ma anche di derivazione fiamminga come Piero della Francesca.
Ed è così che si vedono riemergere personaggi come Battista Sforza, Pietro Bembo o Carlo V di Spagna in un’inedita divinizzazione contemporaneizzata del sè, descritta secondo un nuovo principio foto-filologico, dove la Macchina dei Sogni, fondendo pittura, fotografia e prompt, ci regala sublimi illusioni assurgendo verso nuovi ed inesplorati livelli estetici.
Throughout history, the need to be immortalized through portraiture, first with painting and later with photography, primarily arose from the desire to capture and leave to posterity the trace of one’s passage and existence. A sort of testament, meant as the testimony of one’s sacralized identity through an ideal iconic representation of one’s image.
With the Neo Flemish Portraits series, the pseudo-photographic images are generated using original paintings from the 15th and 16th centuries as matrices, primarily portraits executed by artists such as Van Eyck, Bruegel, and Rubens, but also of Flemish derivation such as Piero della Francesca.
And thus, characters like Battista Sforza, Pietro Bembo, or Charles V of Spain re-emerge in an unprecedented contemporary deification of the self, described according to a new photo-philological principle, where the Dream Machine, blending painting, photography, and prompts, bestows upon us sublime illusions, ascending towards new and unexplored aesthetic levels.
GAETA JAZZ FESTIVAL 2024 XVI edizione 10 – 14 luglio
Good vibes e sapore di salsedine, albe accarezzate dal suono del pianoforte, tramonti pieni di groove, concerti con viste mozzafiato e dj set sotto le stelle. Fra spiagge calcaree puntellate di macchia mediterranea, falesie a picco sul mare, bastioni medievali e locali cool incastonati tra i vicoli del centro storico: un festival boutique come pochi in Italia, immerso nell’incantevole scenario della Riviera d’Ulisse.
Dopo la straordinaria anteprima in riva al mare dello scorso 28 giugno con la soultronica del nigeriano di stanza a Berlino Wayne Snow, torna dal 10 al 14 luglio il Gaeta Jazz Festival, considerato ormai uno degli appuntamenti più prestigiosi e ricercati con il jazz contemporaneo e le sue mille derivazioni, tra nu soul, r’n’b, elettronica e sperimentazioni varie. In 6 giornidi programmazione, oltre 20 performance, fra live e dj set, di artisti provenienti da Stati Uniti, Iran, Nigeria, Belgio, Regno Unito, Venezuela e, naturalmente, dall’Italia.
Giunto alla sua XVI edizione, il Gaeta Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Armonia International Foundation of Arts, con la direzione artistica di Fabio Sasso e la consulenza di Raffaele Costantino. Il festival ha il sostegno del Comune di Gaeta ed è dedicato al suo ideatore Roberto Sasso.
L’eleganza astrale e psichedelica del trombettista americano Theo Croker, l’incanto sonoro del pianista Greg Burk e il live dell’enigmatico duo C’Mon Tigre, carico di ritmi brasiliani, elementi di jazz africano e incursioni elettroniche. Le traiettorie imprevedibili della percussionista Valentina Magaletti con il progetto Holy Tongue e la performance site specific di Bassolino con Quiroga. La sofisticata lounge di Tommaso Cappellato con il Collettivo Immaginario e la disco funk di Ltj Xperience ma anche la voce sognante dell’iraniana Ava Alami accompagnata dal piano di Vittorio Esposito. E poi le intersezioni urban di Alsogood e l’elettronica onirica di Maria Chiara Argirò, l’ipnotico mix fra ambient e dream pop ad opera di Coca Puma e il groove equatoriale dei Parbleu.
A queste esibizioni live si aggiungono i dj set della venezuelana Alejandra Arzola, di Andrea Passenger direttamente da Jazz:Re:Found, del belga Lefto Early Bird, della musicista britannica Emma Jean Thackray e dei localissimi Tiella Sound, senza dimenticare il beat making del partenopeo Breakstarr.
Questo il cuore pulsante del programma di un festival che si distingue per l’assoluta eterogeneità della proposta artistica, in grado di catturare l’attenzione di pubblici diversi. Un festival intergenerazionale, dunque, fortemente inclusivo e attento alla sostenibilità così come alla valorizzazione del territorio, che trova la propria vocazione nel mettere a fianco i più innovativi protagonisti della scena internazionale con gli artisti emergenti del panorama nazionale, mantenendo una certa attenzione anche nei confronti dei giovani musicisti locali. Tutto all’insegna della musica di qualità e del bon vivre.
Programma
Il festival si apre mercoledì 10 luglio nell’Auditorium della Chiesa sconsacrata di Santa Lucia, nel cuore medievale di Gaeta, con il concerto dei Siner, una fomazione composta da tre eclettici polistrumentisti, fra i migliori talenti della scena jazz italiana: Ludovica Manzo (voce ed elettronica), Matteo Bortone (basso ed elettronica) e Giulio Stermieri (tastiere e synth). In perfetto equilibrio tra drone music, elettronica minimale e jazz contemporaneo, i Siner saranno i protagonisti di una performance fortemente ispirata alla Natura e all’elemento acquatico, perfetta cerimonia d’apertura della manifestazione.
Due i concerti al centro della seconda serata del festival, giovedì 11 luglio alla Batteria La Favorita, uno splendido bastione fortificato del XVI secolo da cui si gode un’eccezionale vista, sia della città vecchia che di tutto il Golfo di Gaeta. Si parte con il jazz intimo e sognante, influenzato dalle sonorità più indie ed elettroniche ma anche dalla musica popolare iraniana, del duo composto da Ava Alami (voce) e Vittorio Esposito (piano e synth). Si prosegue con il live della batterista, compositrice e band leader Valentina Magaletti che al Festival si esibirà con la sua formazione più sperimentale, gli Holy Tongue, progetto nato dall’incontro fra l’eccezionale talento percussionistico, pugliese di nascita e londinese di adozione, con il producer Al Wotton e il bassista Susumu Mukai. Il sound degli Holy Tongue è pura furia anarchica, alimentata da spiritualismo di matrice dub e assurde deviazioni post-punk. Per l’after show ci si sposta invece negli spazi super cool di Radio Bottega, storico locale di Gaeta che ospiterà la performance del beatmaker napoletano Breakstarr.
Il programma di venerdì 12 luglio si apre con Doinel, un progetto site specific ideato in esclusiva per il Gaeta Jazz Festival 2024, in un altro suggestivo scenario, sotto la parete di falesia del Santuario della Montagna Spaccata: Giardini di Serapo, conosciuti anche come Giardini dei Bastioni di Carlo V. Protagonisti il pianista, producer e compositore napoletano Bassolino, fresco del successo dell’album Città Futura, un vero gioiello di jazz-funk stratificato di chiara ispirazione politica e cinematografica, e Quiroga, moniker del dj Walter Del Vecchio. Il progetto nasce dalla loro passione per la musica brasiliana, il funk e il jazz e prende nome dal personaggio di François Truffaut, Antoine Doinel. Il loro sound è un viaggio tra boogie, hip hop astratto e ambient landscape. Le sonorità cinematiche di Bassolino trovano risonanza anche nel live seguente, quello del prolifico batterista Tommaso Cappellato con il progetto Collettivo Immaginario che sta riscuotendo un grande successo negli Stati Uniti e si appresta a pubblicare il nuovo album nell’autunno 2024. Black music, latin jazz e aperture prog costruiscono un orizzonte sonoro dentro il quale scorgere riverberi di Hermeto Pascoal e Azymuth, Herbie Hancock e Piero Piccioni.
Subito a seguire, salirà sul palco uno degli headliner del festival, celebrato dalla critica di tutto il mondo: Mister Theo Croker. Nipote del grande jazzista Doc Cheatham, “scoperto” nientemeno che da Dee Dee Bridgewater, Crocker è un compositore e trombettista di rara eleganza, una figura di spicco di quella nuova scena internazionale che sta rinnovando completamente il pubblico del jazz grazie alle sue sonorità cosmiche e psichedeliche. Per l’after show ci si sposta invece nell’adiacente Villetta di Serapo per un set firmato da alcuni dj del territorio che apriranno il successivo live set dello storico producer Luca Trevisi aka Ltj Xperience, tra jazz e house.
Il giorno seguente, venerdì 13 luglio si torna ai Giardini di Serapo per un’altra serata densa ed eterogenea. Il primo ad esibirsi, nell’ora dell’aperitivo, sarà Alsogood, musicista e producer, nel novero degli artisti italiani che da anni sperimentano nelle intersezioni tra jazz, hip-hop ed elettronica, con diverse collaborazioni internazionali già all’attivo. Elettronica, classica e jazz sono invece il background della talentuosissima pianista romana Maria Chiara Argirò che, trasferitasi a Londra, è diventata negli ultimi tempi un vero e proprio punto di riferimento per la scena UK jazz. Le sue sonorità oniriche ed espanse, con echi di Jon Hopkins e Radiohead, sono celebrate sia nell’ambiente jazz che in quello del clubbing più ricercato. Al Gaeta Jazz Festival presenterà le composizioni del suo nuovo album Closer. Grande attesa anche per la performance del misterioso duo che si espande di continuo in collettivo, i C’Mon Tigre, freschi dell’ultimo lavoro Habitat, il quarto nella discografia, a dieci anni esatti dal debutto. Ispirato alle dinamiche animali e vegetali di un ecosistema, l’album porta gli ascoltatori in un viaggio sonoro attraverso il teatro della natura, intricata ed in continua evoluzione. Fra samba brasiliana, forro portoghese, jazz di matrice afro e influenze elettroniche, un sound globale e cosmopolita che ha reso i C’Mon Tigre una realtà davvero unica.
After show ancora una volta in Villetta, affidato al localissimo progetto Tiella Sound che introdurrà la performance di Lefto Early Bird, leggendario produttore belga che viaggia alla massima velocità tra hip hop e R&B, jazz afro-futurista e folk turco, facendo letteralmente impazzire i cultori di tutta Europa, primo tra tutti Gilles Peterson.
Dai beat impazziti di Lefto Early Bird si passa alle prime luci dell’alba di sabato 14 luglio con il magnetico concerto per piano solo di Greg Burk, pronto a incantare il pubblico del festival sulla terrazza di fronte al mare della Batteria La Favorita, in linea diretta con il sole che sorge sul Golfo di Gaeta. Musicista americano ma da anni di casa in Italia, Burk vanta una carriera costellata di collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi del jazz italiano e mondiale. Dopo una giornata da trascorrere in spiaggia, al tramonto ci si ritrova nuovamente ai Giardini di Serapo per il live di Coca Puma, eclettica artista di formazione nu-jazz che, come una sorta di urban fairy, illumina ogni genere che attraversa, dal dream pop al post-rock, dall’ambient al nu-soul.
Una vera esplosione di groove equatoriale segnerà invece il live di Parbleu, il progetto di Andres Balbucea e Andrea De Fazio con un enigmatico ensemble multiculturale, in cui la cumbia incontra la psichedelia, lo stile retrò di stampo francese abbraccia la disco, la dub e l’afrobeat.
Un’atmosfera rovente che infiammerà l’ultima notte di questa XVI edizione del Gaeta Jazz Festival, il dj set firmato da uno dei nomi di punta del jazz britannico, la trombettista e compositrice Emma Jean Thackray.
GAETA JAZZ FESTIVAL 2024 – XVI edizione 28 giugno + 10/14 luglio Gaeta (LT)
CALENDARIO
10 luglio
h21 Siner live | Auditorium Chiesa di Santa Lucia
11 luglio
h21 Ava Alami + Vittorio Esposito live | Batteria La Favorita h22 Valentina Magaletti/Holy Tongue live | Batteria La Favorita h23.30 Breakstarr | Radio Bottega
12 luglio
h19 Doinel: Quiroga + Bassolino live, in esclusiva per Gaeta Jazz Festival 2024 | Giardini di Serapo h20.15 Tommaso Cappellato/Collettivo Immaginario live | Giardini di Serapo h22 Theo Croker live | Giardini di Serapo h23 dj set TBD | Villetta di Serapo h00.30 Ltj Xperience live set | Villetta di Serapo
13 luglio
h19 AlsoGood live | Giardini di Serapo h20.15 Maria Chiara Argirò live | Giardini di Serapo h22.15 C’Mon Tigre live | Giardini di Serapo h23 Tiella Sound | Villetta di Serapo h00.30 Lefto Early Bird dj set | Villetta di Serapo
14 luglio
Alba Greg Burk live piano solo | Batteria La Favorita h19 Coca Puma live | Giardini di Serapo h21 Parbleu live | Giardini di Serapo h22 Emma Jean Thackray dj set | Giardini di Serapo
Luoghi
Auditorium Chiesa di Santa Lucia, via Ladislao Batteria La Favorita, via Faustina 26 Radio Bottega, piazza Cavallo 20 Giardini e Villetta di Serapo, via Bari (lungomare di Serapo)
PHOTOGRAPHY: Dimitri Dimitracacos STYLING: Diletta Pecchia HAIR STYLIST: Sergio Sorbello MAKE UP ARTIST: Martina Belletti MODELS: Dana Almada, Anna Barber, WAVE MANAGEMENT PHOTOGRAPHER’S AGENCY: Carla Pozzi STYLING ASSISTANT: Carlotta Ravioli MAKE UP ARTIST ASSISTANT: Christian Manzoni Post Production: Zum Studio
Total look Antonio Marras Mask Peri Neri
Total look Annakiki
Dress Sara Wong Stockings TYT Shoes Lubello
Body and stockings MERIISI Jacket, shoes and earrings KHOSROV
Total look KRIZIA Shoes LUBELLO Jewels VANESI
Total look DASSU’YAMOROSO Shoes HAUS OF HONEY
Hat TRIPPAT Gold Bikini, stockings TYT Knitted Bikini, slinging FLORANIA Shoes HAUS OF HONEY Earrings DEFAIANCE
Per più di 147 anni, i viaggiatori hanno seguito il fiume Chao Phraya per soggiornare in quello che oggi è il Mandarin Oriental, Bangkok: un’oasi di pace e tranquillità che vanta un passato leggendario.
Inaugurato nel 1876 sulle rive del fiume Maenam, oggi conosciuto come Chao Phraya, The Oriental fu il primo hotel ad aprire nell’allora Regno di Siam. Dopo che l’edificio originale fu distrutto da un incendio nel 1865, H.N. Andersen, un marinaio di origine danese, prese in gestione la struttura e incaricò lo studio di architettura italiano Messrs Cardu e Rossi di riprogettarla, dando alla capitale siamese il suo primo albergo.
Dopo un susseguirsi di proprietari, nel 1972 l’hotel acquistò dalla Chartered Bank il terreno adiacente per costruire la celebre “River Wing” e completare il corpo principale dell’hotel così come lo conosciamo oggi. Fu inoltre acquisita una proprietà sull’altra sponda del fiume dove trovarono spazio il ristorante Sala Rim Naam, la rinomata The Oriental Thai Cooking School e, nel 1993, The Oriental Spa.
Nel 1974, The Oriental fu parzialmente acquistato da quella che un tempo si chiamava Mandarin International Hotels Limited – già proprietaria del The Mandarin a Hong Kong, aperto nel 1963. Nel 1985 l’azienda razionalizzò la sua struttura aziendale unendo queste due rinomate proprietà sotto quello che oggi conosciamo come Mandarin Oriental Hotel Group. Nel 2008, The Oriental cambiò formalmente il suo nome in Mandarin Oriental, Bangkok.
In più di un secolo, questa celebre proprietà ha accolto le più illustri personalità: dal ballerino e coreografo Vaslav Nijinsky e l’attore e commediografo Noël Coward, a Joseph Conrad, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Marlon Brando e molti altri.
L’hotel oggi dispone di 331 camere e suite recentemente rinnovate, dove lo stile tradizionale thailandese incontra i comfort più moderni.
L’offerta culinaria si declina in 12 ristoranti e bar, capaci di soddisfare i palati più esigenti: dalla cucina stellata proposta da Le Normandie by Alain Roux, alle specialità thailandesi del Baan Phraya, passando per l’intrigante esperienza Kaiseki al Kinu by Takagi, sarà una vera festa per i sensi.
Per gli appassionati, non può mancare poi una tappa al The Bamboo Bar – tempio della mixology – guidato dalla Bar Manager, Chanel Adams. Aperto nel 1953, questo luogo iconico è stato il primo locale jazz della città e tutt’oggi performance di importati musicisti animano le serate. In una cornice affascinante che conserva un’atmosfera anni’50, la nuova carta dei drink dal titolo “The Evolution” trae ispirazione dai sapori unici dei frutti thailandesi. Per la Bar Manager, è essenziale capire come questi si evolvono nel tempo grazie all’utilizzo di tecniche varie, in modo da creare drink memorabili, che includono ingredienti locali come il Thai mango, la banana e la citronella.
Completa l’offerta The Oriental Spa: primo centro benessere ad aprire all’interno di una struttura alberghiera a Bangkok, propone trattamenti che fondono il sapere tradizionale tailandese e moderne tecniche occidentali. Situata all’interno di una splendida residenza in teak sulla sponda opposta del fiume, si raggiunge a bordo di un’imbarcazione privata, per un’esperienza davvero indimenticabile.
Il Mandarin Garden è una vera e propria oasi urbana che accoglie gli ospiti dalla mattina presto fino a tarda notte, in un’ atmosfera coinvolgente immersa nel verde e nel design italiano. All’arrivo, gli ospiti riconoscono gli inconfondibili marmi policromi in bianco e nero, arricchiti dalle piante tropicali e dalle vivaci sedute colorate che illuminano l’ambiente. Questo design statement fa da cornice al bancone del bar e introduce alla sofisticata area della lounge, con la sua caratteristica carta da parati in rafia all’insegna della sostenibilità.
Fiore all’occhiello del Mandarin Garden è la sua corte esterna: un giardino segreto con comodi divani, tavoli da bistrot e luci soffuse che creano un’atmosfera glamour e accogliente. Il progetto del verde, curato dallo studio di landscape design P’ARCNOUVEAU, è caratterizzato da piante scultoree che disegnano gli spazi, delicati rampicanti che decorano le pareti e rami verdeggianti che fanno capolino dalle colorate poltrone disegnate da Antonio Citterio.
Il menù, firmato dallo Chef Antonio Guida, offre a pranzo e a cena piatti della cucina italiana e milanese. La carta varia in base alla stagionalità, e ogni giorno sorprese “fuori menù” stupiscono anche gli ospiti più esigenti. Per gli affezionati, non possono mancare gli apprezzati Club Sandwich, Mandarin Burger e la Focaccia Pugliese con culatello e burrata.
All’ingresso, un’elegante teca in vetro mostra le dolci creazioni preparate ogni giorno dal Maestro Pasticcere Marco Pinna. La selezione di monoporzioni richiama la tradizione dell’alta pasticcera italiana con classici come il Tiramisù e propone nuove creazioni come il delicato Oriental, a base di mango, frutto della passione, vaniglia e fava tonca. Questi squisiti dessert sono ideali da gustare negli spazi del Garden o per il più dolce dei take-away.
Quando scende la sera, il Mandarin Garden si trasforma in uno degli spazi più esclusivi di Milano. Il talentuoso team di mixologist, guidato da Guglielmo Miriello, realizza cocktail su misura e sorprendenti rivisitazioni sui grandi classici.
La drink list disegnata da Guglielmo, ispirata al romanzo di Jules Verne “Il Giro del Mondo in 80 Giorni”, comprende 11 drink signature, uno per ogni lama del ventaglio di Mandarin Oriental. Il numero 11 rappresenta anche i viaggi raccontati nel romanzo, da Londra all’Italia, dall’India ad Hong Kong e altre mete affascinanti. Ciascun cocktail richiama una tappa, e grazie agli ingredienti e ai sentori scelti per ogni creazione il viaggio sensoriale è assicurato.
Completano l’offerta del Mandarin Garden le ricercate DJ Nights, previste ogni mercoledi sera dalle 19 alle 22, e le ritmate Swing Sundays, ogni domenica dalle 19:00 alle 21:30, con coinvogenti performance live per concludere la settimana al giusto ritmo.
MAKE UP AND HAIR FRANCO CHESSA USING REVLON PROFESSIONAL
CASTING DIRECTOR LAURA LA FACECMCASTING MODELS ELEONORA, BRAVE MODELS AMINA, FASHION MODEL
If I can stop one Heart from breaking I shall not live in vain If I can ease one Life the Aching Or cool one Pain Or help one fainting Robin Unto his Nest again I shall not live in Vain
“If I can stop one heart from breaking” Emily Dickinson
Dresses WEILI ZHENG
Dress top and trousers ROMEO GIGLI Hats MONTEGALLO
Cape top and trousers GIANLUCA CAPANNOLO Hairbands MIMI CONDAL
Dress top and skirt CETTINA BUCCA Jersey turbans SINE MODUS Dècolleté ANTONIO MARRAS
top UNGARO PARALLELE at Archivio Lugli Skirt SAN ANDRÉS
Total looks MAX MARA Sunglasses CALVIN KLEIN EYEWEAR
Dress, top, leggings TIZIANO GUARDINI
Jacket TIZIANO GUARDINI Sunglasses CALVIN KLEIN EYEWEAR
Dresses and sandals ANTONIO MARRAS Stockings WOLFORD
Fotografia Talk:My Hidden Ego, la fotografia che genera autostima
Giovedì 20.06.2024 ore 18
Fabbrica del Vapore – Spazio Mostrami, via Procaccini, 4, Milano
Dopo il grande successo di pubblico delle prime tre settimane che hanno visto il tutto esaurito, My Hidden Ego si avvia alla conclusione con un talk dedicato alla fotografia come mezzo di cura, dal passato a oggi; al ritratto come verità, perché rispecchiarsi nello scatto fotografico fa emergere l’Io più autentico e alla stampa come processo di memoria da riabilitare dopo l’avvento del digitale che, se da un lato rende possibile la moltiplicazione delle immagini, dall’altro dà vita ad archivi imperfetti, quelli del nostro telefono. Nel corso del progetto, fortemente voluto dal Comune di Milano – Fabbrica del Vapore, la fotografa internazionale Monica Silva ha già scattato oltre 350 ritratti gratuiti a persone di ogni genere, età e provenienza, ha realizzato oltre 100 interviste sul potere della fotografia e oltre 40 ore di registrazione video nella Camera Oscura. Resta ancora il prossimo fine settimana per partecipare.
Intervengono al Talk:
Maria Fratelli -Storica e critica d’arte, direttrice Unità Progetti speciali e Fabbrica del vaporearte, responsabile progetti speciali cultura del Comune di Milano
Marinella Levi – Docente, dipartimento di chimica, materiali e ingegneria chimica Giulio Natta Politecnico di Milano
Monica Silva – artista e autore del progetto My Hidden Ego
Ilaria Dazzi – Art Director Fiere ed Eventi Ente Fiere Parma
Alessandra Petruzzi – Psicologa-Psicoterapeuta Milano
Modera:Miriam De Nicolò – Giornalista – Founder e Editor in chief del magazine SNOB
Ingresso libero Seguirà rinfresco
Fotografia. Arriva alla Fabbrica del Vapore “My Hidden Ego” di Monica Silva
Un viaggio interattivo per migliorare la propria autostima attraverso l’esperienza unica del ritratto fotografico
Open Studio e live performance aperti al pubblico, dall’ 1 al 23 giugno 2024
Milano, 30 maggio 2024 – Dal 1 al 23 giugno 2024, l’Atelier Cisterne della Fabbrica del Vapore di Milano ospiterà “My Hidden Ego”, un evento straordinario che unisce arte, psicologia e introspezione, ideato dalla rinomata fotografa internazionale Monica Silva in collaborazione con prestigiosi partners.
Un’opportunità unica per il pubblico di essere ritratti da un’artista di fama mondiale, My Hidden Ego offre un viaggio emozionante alla scoperta del proprio io più autentico. Attraverso diverse sessioni fotografiche, tra cui “Women Thru The Lens”, “15 Minutes To Be Real” e “Changing Partner Without Change Partner”, l’artista guiderà i partecipanti in un percorso di crescita personale e di valorizzazione della propria individualità, facendola emergere attraverso domande introspettive, styling e il suo approccio empatico, sua vera cifra stilistica.
«Ciò che rende My Hidden Ego così potente è il suo potenziale trasformativo. Connettersi con il proprio sé interiore richiede vulnerabilità e coraggio, ma il risultato è un senso di liberazione e una maggiore consapevolezza di sé. I ritratti che creo sono una testimonianza di questo viaggio interiore, un tributo alla forza e alla resilienza dello spirito umano. La mia speranza è che le persone siano ispirate a intraprendere il proprio percorso di scoperta di sé, abbracciando la propria autenticità e vivendo in modo più allineato con i propri valori e desideri più profondi. È un invito a onorare e amare se stessi nella propria interezza, seguendo il proprio io interiore», commenta l’artista Monica Silva.
L’evento si distingue per la sua formula innovativa di open studio, che permette al pubblico di assistere e prendere parte alle sessioni fotografiche come performance artistica live. Inoltre, i visitatori avranno l’opportunità di vivere una speciale esperienza in uno spazio immersivo, una vera e propria Camera Oscura, dove grazie a una serie di speciali stimoli sensoriali sperimenteranno la sensazione di portarealla luce la parte più intima di sé prima di accedere all’area dedicata agli scatti. Grazie a questo processo di preparazione unico il ritratto diviene una straordinaria occasione di connessione profonda con se stessi. Un’esperienza individuale, gratuita e aperta a tutti, dove scoprire come grazie ai sensi sia possibile entrare in contatto profondo con le proprie emozioni e riscoprirle attraverso le immagini.
La Camera Oscura immersiva, una speciale versione di B-Ear realizzata appositamente da BoxySystemper il progetto, ha un ruolo fondamentale nel progetto My Hidden Ego. Si tratta di un vero e proprio portale verso l’interiorità, che aiuta a disconnettersi dal rumore esterno e a sintonizzarsi con la propria voce interiore. Passando attraverso la Camera Oscura, i partecipanti, guidati dalla voce dell’artista Monica Silva, avranno l’opportunità di spostarsi “da fuori a dentro”, ovvero di lasciar andare l’io sociale e connettersi con il proprio sé interiore più autentico, libero dalle aspettative e dalle pressioni della società, per connettersi con ciò che si è veramente al di là dei condizionamenti. La Camera Oscura amplifica dunque il potere del ritratto fotografico, isolando i partecipanti dagli stimoli esterni in modo da favorire l’introspezione e la concentrazione su se stessi, per entrare nel giusto stato mentale ed emotivo prima di essere fotografati.
Ogni weekend di Giugno dalle 16:30 alle 20:30 i visitatori potranno vivere l’esperienza della Camera Oscura e potranno inoltre rendersi subito conto del potere trasformativo dell’esperienza appena vissuta grazie al corner di stampa Fujifilm dove alla fine della sessione il ritratto verrà stampato su carta fotografica Silk di altissima qualità. Inoltre, durante i fine settimana Fujifilm sarà presente con la sua tecnologia istantanea offerta dalle fotocamere e stampanti della gamma INSTAX.
Alcuni visitatori, oltre all’esperienza immersiva della Camera Oscura, avranno inoltre l’opportunità di accedere al set fotografico per la sessione 15 Minutes To Be Real, dove l’artista li accoglierà in silenzio, senza alcuna interazione verbale e sceglierà il momento migliore per lo scatto fotografico, con l’obiettivo di catturare l’io sociale in modo libero da interpretazioni artistiche, senza interventi di styling o make-up.
My Hidden Ego è promosso dal Comune di Milano e da Fabbrica del Vapore. Durante le tre settimane di open studio si alterneranno diversi momenti di interazione diretta con il pubblico, tutti i sabati e tutte le domeniche dalle 16:30 alle 20:30.
Per le sessioni di ritratto gratuite su prenotazione “Women Thru The Lens” e “Changing Partner Without Change Partner”, tutte esaurite già nella prima giornata di apertura delle prenotazioni, lo styling sarà a cura di Humana people to People e Re-Jàvu, il make-up/hair sarà curato da MUD Studio.
Per l’allestimento della location si ringrazia Industrie Carnovali.
La progettazione e l’organizzazione dell’evento è a cura di FACTORY OF ART e reso possibile grazie al sostegno di prestigiosi partners:
Biografia
Monica Silva, fotografa italo-brasiliana celebrata a livello internazionale, incarna un affascinante viaggio di evoluzione artistica influenzata anche dalle sue radici che affondano da parte di madre nell’ eredità della tribù Guarani (regione di Spirito Santo) e nell’infanzia spesa a San Paolo, in Brasile.
Da oltre 35 anni vive in Italia, dove si è dedicata al mondo musicale e dell’intrattenimento, realizzando copertine di album e ritratti di personaggi famosi. Il suo lavoro ha catturato l’essenza di figure iconiche come Paolo Sorrentino, Toni Servillo e Gillo Dorfles, uno scatto premiato come miglior fotografia alla Biennale di Venezia nel 2011
Le opere di Monica Silva sono state pubblicate sulle più rinomate riviste nazionali e internazionali. Ha collaborato con l’UNESCO per il libro commemorativo “Libertà Perpetua, San Marino Patrimonio dell’Umanità” e con Nikon Italia in diversi progetti, tra cui il libro “It’s a Nikon, It’s an Icon” e saggio sulla fotografia per la collana Nikon Master of Photography.
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, come il Museo Stefano Boschi, per il quale ha realizzato “Ode al silenzio” una personale rilettura de “La Scuola dei gradiatori” di Giorgio De Chirico. Ha tenuto diverse mostre personali: le ultime, “Sacro e Profano”, al MAC e quella realizzata per Longari Arte Milano con l’innovativo progetto “Art Beyond Immagination”.
Il lavoro di Monica Silva fonde storia, arte e immaginazione, illuminando il mondo con il suo splendore contemporaneo e dimostrando le infinite possibilità dell’arte e della creatività.