Lucio c’è. Il talk esclusivo su Lucio Dalla a cura di SNOB magazine, a Mercanteinfiera

Lucio c’è. E ci ha parlato ancora.

Il talk esclusivo “Lucio c’è” con Marcello Balestra, a cura di SNOB magazine e moderato da Miriam De Nicolò – Direttore Responsabile, a Mercanteinfiera 2026

L’apertura: le parole di Ilaria Dazzi, Brand Manager Mercanteinfiera

Sabato 14 marzo 2026, alle 14.30, il palco di Mercanteinfiera si è trasformato in un luogo di memoria viva. Ad aprire l’incontro è stata Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera, che ha voluto sottolineare la natura profonda di questo appuntamento: un talk «molto desiderato, costruito grazie alla collaborazione con SNOB e con Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile del magazine, che ci segue già dallo scorso anno e con cui stiamo costruendo progetti culturali su diversi fronti settoriali».

Ha ricordato come quest’anno Mercanteinfiera avesse già aperto uno spazio importante alla musica — con la mostra dedicata al Festival di Sanremo, dove tra gli scatti compariva anche un’immagine di Lucio — e ha invitato il pubblico, al termine del talk, a vivere l’esperienza della mostra fotografica “Lucio Dalla. Vita e musica”, a cura di Miriam De Nicolò, «Una mostra che accompagna le fotografie con le canzoni di Dalla da ascoltare in cuffia, ritratti noti e alcuni scatti inediti, sulle note delle vostre melodie preferite».
Tante le dediche a Dalla, sono rimaste sul quaderno dei ricordi di chi ha lasciato ritornelli, le strofe indimenticabili, i pensieri all’artista che manca, ma che è sempre presente.




Il talk: Miriam De Nicolò dialoga con Marcello Balestra, storico collaboratore, amico intimo di Lucio Dalla e autore del libro “Lucio c’è – la vita e la musica”.

Miriam De Nicolò, Direttore Responsabile di SNOB Magazine, ha aperto il dialogo con Marcello Balestra — storico collaboratore, talent scout, editore e amico intimo di Lucio Dalla per oltre trent’anni — portando in sala un libro, “Lucio c’è – la vita e la musica”, e la domanda: quando hai sentito il bisogno di raccontare tutto questo?

La risposta di Balestra ha sorpreso anche lui stesso: «Un giorno mi hanno detto: sali sul palco, Marcello, che ci racconti qualche episodio. Mi sono trovato davanti a un pubblico che ascoltava le sue canzoni. E ho capito che la gente voleva altri racconti, voleva sentire Lucio ancora vicino». Da lì è nata «la sensazione di un racconto che da dentro è uscito fuori, e che ha preso poi la forma di un libro».

L’incontro alle Isole Tremiti: tutto nasce da un conto da pagare

Balestra aveva 14 anni quando Lucio Dalla si presentò davanti a lui in un albergo delle Isole Tremiti. Era estate, primi anni Ottanta, Marcello era dietro al bancone della reception — giovane, preciso, in giacca — quando un uomo con «una canotta gialla, tanti peli sulle spalle, una barba bella folta, occhiali da sole» si avvicinò e disse: “Dovrei pagare il conto“. Dopo averlo saldato, Lucio chiese di essere accompagnato alla marina col pulmino dell’albergo; Marcello rispose che non poteva perchè non aveva la patente, e Lucio, guardandolo dal basso verso l’alto, disse: «Scusa, uno alto come te non ha la patente? Io ne ho una — tu dovresti averne almeno due!». Da quell’incontro, Marcello Balestra ha vissuto la sua seconda vita. «Quest’inverno vieni con me a Bologna — ti porto alla Fonoprint e ti farò vedere dove nascono i dischi».
«Lucio ha fatto così, ha scelto per me. Sapeva già, che il mio sogno era la musica».

Roma, 1984: “Marcello sarà il mio editore per tutta la vita”

A 17 anni, in Piazza Navona, in una “Roma che basta annusarla e ti aiuta a comporre i testi“, Lucio Dalla pronunciò una frase che avrebbe cambiato per sempre la vita di Balestra. Erano appena usciti dalla RCA, la grande casa discografica, e Lucio stava raccontando come era nata La Sera dei Miracoli. Quando tornò Renzo Cremonini con le sigarette, a tonnellate, Lucio si girò e disse: «Io sono l’artista, Renzo è il mio produttore artistico, e Marcello sarà il mio editore per tutta la vita».
«Non sapevo neanche cosa significasse fare l’editore», ha ricordato Balestra tra le risate del pubblico. «Però l’ha fatto. Così, senza che io lo avessi chiesto».

In autostrada a 200 all’ora, con un piede fuori dal finestrino

Uno degli episodi più esilaranti del pomeriggio è stato il racconto di Lucio alla guida. Estate 1982, appena dopo la finale dei Mondiali vista insieme a San Domino. Lucio aveva detto a Marcello: “Ti riporto io in Romagna“. Da Termoli su una Jeep Cherokee rossa, Lucio cominciò ad accelerare. «Non mi preoccupava la velocità — ma il fatto che non mettesse i piedi sui pedali. Aveva una mano sul volante, un piede fuori dal finestrino e l’altro sotto il sedere». Quando superarono i 200 in galleria, un’altra macchina li affiancò: i passeggeri riconobbero Dalla e cominciarono a salutarlo. «E Lucio, con l’unica mano che aveva sul volante, li salutò».
«L’unica speranza era quella di rimanere sulle pagine dei giornali insieme a Lucio. Perché se muore lui, quello famoso, c’era anche un altro — ero io».

Le spine, la solitudine e la musica come via d’uscita

Nel chiedere a Balestra di raccontare il Lucio più intimo — quello che camminava nelle città, che osservava il mondo, che rifletteva ad alta voce, che amava parlare con la gente nei bar, con i cani, seduto sul sagrato di una chiesa, i ricordi:

«Lucio diceva: io sono alto poco, ho tanti peli, non ho tanti capelli, non sarò il più bello — ma tutti questi ostacoli hanno creato in me l’opportunità per superare dei piccoli muri». La sua metafora preferita era quella dell’autostrada: «Se vai sempre dritto, a un certo punto finisce la strada. Cos’hai visto? Dove ti sei fermato? Cos’hai vissuto?». Sulla musica, Lucio era ancora più radicale: «Non sopportava i fan della musica in generale. Diceva: cosa vuol dire essere fan della musica? È come essere fan dell’aria. La cosa bella è quando tu diventi musica — e trovi una via d’uscita». Sulla solitudine, invece, era categorico: «Ha sempre detto: siamo noi soli. Io, tu, lui, loro. Poi c’è un’energia che ci porta da qualche parte — ma siamo noi a dover guidare la nostra vita».

Per oltre un’ora, il palco di Mercanteinfiera ha ospitato qualcosa di raro: non una semplice intervista, non una celebrazione ridondante, ma una conversazione vera, che dopo il dietro le quinte di una vita, ha portato balestra a raccontare al pubblico la ragnatela di storie, di gesti, di silenzi e di risate che Lucio Dalla aveva tessuto attorno a chi amava.

A tenere i fili del dialogo è stata Miriam De Nicolò, «ascolto Lucio Dalla da sempre, fin dall’infanzia, e le sue canzoni hanno fatto da colonna sonora a diversi momenti più importanti della mia vita, parole che ancora oggi riescono ad emozionarmi con la stessa intensità. Ci sono artisti che appartengono al loro tempo, e poi c’è Lucio Dalla, che attraversa generazioni e ne esce sempre, più vivo che mai».

L’incontro è stato preceduto e affiancato dalla mostra fotografica “Lucio Dalla: Vita e Musica”, curata da Miriam De Nicolò, con scatti di Renzo Chiesa, Lucio Garofalo e Aldo Castoldi — presenti in prima fila a ricevere il ringraziamento speciale dalla sala.

«Le occasioni per parlare di Lucio sono occasioni per parlare di noi, delle persone, della vita.
Lucio non è mio. È di tutti.»

— Marcello Balestra




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(Foto Danny Torres)


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Due appuntamenti a Mercanteinfiera per celebrare Lucio Dalla:
una mostra fotografica e un talk esclusivo con chi lo ha vissuto da vicino per oltre trent’anni.

Ci sono artisti che appartengono a un’epoca. E poi c’è Lucio Dalla che appartiene al tempo. Nato il 4 marzo 1943 a Bologna, Dalla ha costruito nel corso di una carriera straordinaria un universo poetico senza eguali nella canzone italiana: capace di passare dall’ironia alla malinconia, dal jazz alla ballata mediterranea, dal dialogo con la strada al dialogo con l’assoluto.

SNOB Magazine — custode dell’eccellenza italiana — ha scelto Mercanteinfiera 2026 come palcoscenico di questo omaggio doppio: una mostra fotografica che cattura l’uomo oltre il mito, e un talk che apre per la prima volta le porte di un Lucio inedito, intimo, sorprendente.

PRIMO APPUNTAMENTO
MOSTRA FOTOGRAFICA

« Lucio Dalla: Vita e Musica »

Scatti d’autore — più alcuni inediti — firmati da Renzo Chiesa, Lucio Garofalo, Aldo Castoldi: non una galleria celebrativa, ma un racconto per immagini che restituisce le mille facce di un artista totale. L’istrionico performer dei palchi italiani. Il poeta malinconico che trovava nel silenzio i versi più potenti. L’uomo capace di trasformare ogni gesto — anche il più quotidiano — in teatro.

La mostra è curata da Miriam De Nicolò, Direttore Responsabile di SNOB Magazine, con la collaborazione di Fiere di Parma. Un’esposizione collaterale che si inserisce nel cuore di Mercanteinfiera, l’evento più importante a livello europeo dedicato al collezionismo, antiquariato e modernariato.

📅  7 – 15 marzo 2026

📍  Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393A – Parma

🖼️  Ingresso incluso nel biglietto Mercanteinfiera

📷  Photo Credits: Renzo Chiesa, Lucio Garofalo, Aldo Castoldi

SECONDO APPUNTAMENTO
TALK ESCLUSIVO

« Lucio c’è »

Cosa significa condividere trent’anni della propria vita con un genio? Cosa rimane, quando la voce si spegne, di tutto quello che si è vissuto insieme?

Il 14 marzo 2026, alle ore 14.30, salirà sul palco di Mercanteinfiera Marcello Balestra, storico collaboratore, manager e amico intimo di Lucio Dalla per oltre trent’anni. Balestra è l’autore di “Lucio c’è”, un libro che non è una biografia e non è un memoir: è qualcosa di più raro e prezioso, la testimonianza di una presenza — quella presenza straripante, instancabile, geniale — che non smette di essere reale neanche dopo.

Nel corso del talk, Balestra condividerà storie mai raccontate prima: il Lucio notturno, curioso, capace di reinventarsi ogni giorno; il compositore che lavorava all’alba; l’amico che sapeva sempre quando stare in silenzio e quando riempire la stanza. Un ritratto umano, intimo, ricco di aneddoti e storie mai sentite prima.

A moderare l’incontro sarà Miriam De Nicolò, Direttore Responsabile di SNOB Magazine, in un dialogo pensato per andare oltre l’omaggio: un’occasione di riflessione sulla sua opera che continua ad interrogarci, a emozionare, e a sorprenderci.

📅  Sabato 14 marzo 2026, ore 14.30

📍  Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393A – Parma

🎙️  Ospite: Marcello Balestra

📖  Presentazione del libro: “Lucio c’è”

🗣️  Modera: Miriam De Nicolò – SNOB Magazine

Due appuntamenti, un’unica visione

La mostra fotografica e il talk non sono due eventi paralleli, ma un cerchio d’insieme. Le fotografie che raccontano Dalla mostrano il corpo di Lucio nello spazio — sul palco, nella luce, nel movimento, con la sua ironia e la sua instancabile voglia di giocare. Le parole di Marcello Balestra ne restituiscono l’anima nel tempo — nei ricordi, nelle risate, nel silenzio che lasciava. Insieme compongono un ritratto a tutto tondo che nessun disco, nessun documentario, nessuna antologia ha mai tentato di costruire.



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SNOB Magazine porta questo progetto a Mercanteinfiera perché crede che la cultura non sia un ornamento del commercio, ma il suo cuore pulsante. E perché Lucio Dalla — con la sua capacità di trovare poesia nell’ordinario, bellezza nel quotidiano, grandezza nel piccolo — è il simbolo perfetto di tutto ciò che SNOB vuole custodire.

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(foto di copertina su gentile concessione di Renzo Chiesa)

SNOB ROOM: “L’arte del racconto” – L’ultima lezione del Made in Italy

SNOB ROOM: “L’arte del racconto” – L’ultima lezione del Made in Italy

Il terzo e ultimo panel chiude Mercanteinfiera con una domanda scomoda: il Made in Italy è ancora capace di raccontare la propria anima, o ha venduto solo l’etichetta?

A cura del Fondatore e Direttore Responsabile di SNOB magazine, Miriam De Nicolò


Dopo “Cultura che cambia” e “Valore Sociale e Mercati Globali“, la SNOB ROOM ha chiuso il suo trittico culturale a Mercanteinfiera con il panel più creativo, più necessario, più autentico: “L’arte del racconto”.

Un panel che non ha avuto paura di toccare il nervo scoperto del Made in Italy: la perdita di senso. Non più solo questione di origine produttiva o di certificazioni, ma di narrazione culturale, di identità trasmessa, di valori incarnati e non solo dichiarati.

Il panel, curato e moderato da Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile di SNOB magazine, ha riunito voci straordinarie per rispondere domande che attraversano tutto il progetto SNOB ROOM e il significato più profondo di rivalorizzazione del Made in Italy:
“Quanto è necessario trasmettere il sapere, che per dna ci appartiene?
Come salvare il nostro paese dall’omologazione?”

Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera, ha aperto il dibattito ricordando l’origine di tutto: “Questo progetto è nato da una call tra me e Miriam. Abbiamo creduto che il contenitore fieristico potesse diventare luogo di messaggi culturali, non solo commerciali. Oggi, con questo ultimo panel, chiudiamo un cerchio che è solo l’inizio di qualcosa di più grande.”




PIA LANCIOTTI: “Il teatro è alfabetizzazione emotiva – senza di esso, la cultura è solo informazione

Pia Lanciotti, attrice di fama internazionale di cinema e teatro, della formazione Giorgio Strehler, è stata chiamata a rispondere alla domanda più radicale: Iil teatro può diventare ambasciatore della cultura italiana? E come?

La sua risposta è stata un manifesto:

Il teatro è vita densa, amplificata. È cultura come tessuto di riferimenti che coltivano la nostra anima e coscienza. È alfabetizzazione emotiva, concretizzazione di idee, spazio e luogo e tempo in cui gli spettatori mutano. Il teatro è nato per purificare la comunità e fare politica – cioè governare l’esistenza profonda. I grandi poeti e drammaturghi hanno scritto pezzi teatrali e hanno cambiato il nostro pensiero.

Poi, ha raccontato un’esperienza che ha incarnato il senso profondo del teatro come esperienza irriproducibile:

Stavo lavorando al Faust. Mefistofele faceva vedere a Faust che siamo solo materia. Strehler aveva costruito uno spazio completamente buio – non vedevo nulla. Improvvisamente una luce comincia a vivere in alto, vedo sagome luminose, musica dodecafonica, il coro degli angeli… ma io non capivo dove fossero. Ho vissuto una specie di vertigine. Oggi è impossibile rivivere quella sensazione. Questo è il teatro.

La provocazione finale ha colpito nel segno: “Grandi registi come lo svizzero Milorad sono audaci, ma sono pochi. Il teatro vero, quello che trasforma, non è riproducibile. È atto unico, irripetibile.”


PIERO MUSCARI: “Le eccellenze italiane non sono quelle che si raccontano – sono quelle che nessuno vede”

Piero Muscari, fondatore di Eccellenze Italiane, ha risposto alla domanda di Miriam con una confessione spiazzante: Come si raccontano le persone dietro i brand?

Siamo abituati a vedere persone che si raccontano con un cellulare. Ma resta innaturale – mettono una maschera, provano a performare. Io ho scoperto che le persone hanno bisogno di uno specchio che abbia curiosità. La curiosità è lo strumento principale per raccontare storie. Attraverso le domande, tiri fuori le storie.

Poi, la rivelazione sul suo progetto:

“Ne ho raccontate più di 200. Ma non le classiche eccellenze italiane – il progetto è nato per rompere le eccellenze. Vengo dalla periferia calabrese, e la sfida è dimostrare che le periferie hanno eccellenze che non si raccontano. Intervisto sconosciuti. Nove su dieci mi dicevano: Ma a chi interessa la mia storia? Io in dieci anni mi sono sforzato di dire che non è vero.”

Muscari ha poi lanciato una domanda al pubblico: “Quante volte vi ha tradito un brand?” E ha continuato: “Io voglio sapere chi produce quel brand. I grandi della moda sono stati grandi narratori di se stessi – si sono raccontati. Versace, Armani… la Fiat di Agnelli è diversa da quella di Elkann, diversa da quella di Marchionne. Il brand è la persona.


MICHELANGELO TAGLIAFERRI: “Comunicare non si insegna – si trasmette come si trasmette l’amore

Michelangelo Tagliaferri, sociologo e fondatore di Accademia di Comunicazione, ha affrontato il tema della crisi creativa e comunicativa con una metafora potente:

Nei panel precedenti si è parlato di crisi creativa. Ma come si comunica l’arte del comunicare? È come insegnare ai propri figli a camminare e sperare che inizino a camminare. Ci si attacca al seno della madre in maniera diversa, senza comunicare. Comunicare è una competenza naturale.

Poi, la diagnosi:

Viviamo una crisi potentissima della capacità di comunicare. Siamo più capaci di informare, ma non siamo capaci di comunicare come intorno al fuoco si raccontavano storie per far capire a chi voler somigliare. Qualcuno insegni al proprio nipote, al proprio figlio, qual è la parte del racconto mitico della sua vita.”

Tagliaferri ha concluso con una riflessione amara sulla modernità:

Noi siamo stati capaci di partire per le Indie con Cristoforo Colombo. Siamo bravissimi. Ma il gioco economico fatto dal denaro ci impedisce di vedere che c’è dell’altro – come se il bambino fosse più felice con 10 euro, quando in fondo voleva solo una carezza, voleva che raccontassi la storia. Non i fallimenti.


ALESSANDRO NARDONE: “Comunicare significa essere – e oggi vince chi riscopre il tratto umano

Alessandro Nardone, consulente di strategia e marketing per i mercati esteri, ha trasformato tutto il discorso in un atto pratico: Come si trasforma tutto questo in comunicazione nei mercati globali?

La sua risposta è stata una dichiarazione di guerra alla superficialità:

Comunicare significa essere. Non c’è nulla che comunichi meglio che dare l’esempio. Le storie ci hanno aiutato a distinguere tra bene e male. Io dico sempre ai clienti e agli studenti: coerenza, costanza, creatività. E tenere presente il contesto.”

Poi, la verità scomoda:

Viviamo il declino della qualità – musica, arte, salvo eccezioni. È un dato oggettivo se paragoniamo rispetto a 20 anni fa i Versace, Armani, Valentino Ferré davanti al Duomo di Milano… chi sono gli eredi oggi? Facciamo fatica ad elencarli. Viviamo un’epoca di omologazione e tutti si autolimitano, si livellano nella massa.”

Nardone ha puntato il dito contro i meccanismi della modernità:

Ci dobbiamo misurare con i media. McLuhan diceva che il medium è il messaggio. Oggi sono gli algoritmi a decidere cosa farci vedere in base a profilazioni per tenerci collegati il più possibile. Perdiamo così attitudine al pensiero critico, alla diversità, e siamo di fronte alla standardizzazione della comunicazione.

Ma…la conclusione è un manifesto di speranza:

Oggi vince la verità, l’empatia, l’umanità. Chi riscopre il tratto umano, chi è in grado di raccontarsi per ciò che è, arriva.”


PATRIZIO DE FERRI: “Il Made in Italy è il paese più contraffatto al mondo – ci stanno rubando l’etica, non solo il prodotto

Patrizio De Ferri, consulente senior di Jacobacci and Partners, leader mondiale nella registrazione di marchi e brevetti, è stato chiamato a rispondere alla domanda più dura: Cosa perdiamo davvero quando qualcuno copia un marchio italiano?

La risposta di De Ferri è stata chirurgica:

Il lucro cessante è il danno economico che subiamo. Ma la persona che compra il contraffatto non comprerà mai l’originale, perché il marchio è in primo luogo un messaggio – un segno distintivo che riconosce origine imprenditoriale, qualità, ricerca, creatività, storia. Tutto questo si chiama asset intangibile.

Poi, la provocazione:

Vi sfido a dirmi qui qualcosa che non sia coperto da proprietà intellettuale. Non c’è nulla che non abbia un brevetto, un modello di utilità. Perché proteggerci? Non è solo questione economica – perdiamo valore, la leva.

De Ferri ha individuato il punto critico del Made in Italy oggi:

La globalizzazione ci porta a vedere servizi e prodotti uguali. Cala la qualità e intercettiamo l’esigenza impulsiva di avere un determinato marchio, non più riconoscersi nel suo valore, ma perché vogliamo sfoggiare. E allora proteggere non è solo coprire investimenti e avere ritorno economico – ma significa programmare un futuro che ci darà sfide sempre più difficili da affrontare.”

De Nicolò ha domandato “Nel presente controverso del metaverso e degli nft, come possiamo proteggere il Made in Italy come progetto culturale?

De Ferri ha risposto con nostalgia e visione: “Serve tornare al passato, agli illuminati, ai visionari, come Dallara, che non cerca solo fatturato nella vendita delle automobili ma le sviluppa per passione, dopo la gavetta, il sogno. Necessario è un cambio di mentalità tornando indietro al tempo dei valori.


LA CHIUSURA DI MIRIAM DE NICOLÒ: “Questo non è un format – è un movimento

A chiudere il panel della SNOB ROOM, Michelangelo Tagliaferri ha posto a Miriam De Nicolò la domanda finale: Dove ci vuoi portare?

La risposta è un manifesto di visione e passione:

In un mondo meraviglioso dove c’è amore per la nostra terra. Questo è un movimento, non è un format, e non sarà l’ultimo, ma un inizio. Oggi abbiamo ricordato quanto arte, teatro e autenticità del brand siano importanti, perché il brand è anche cultura, è senso civico. E se il Made in Italy tornasse a raccontarsi come oggi noi abbiamo raccontato le nostre storie, i nostri aneddoti, sarebbe irresistibile e indimenticabile. Vi do un arrivederci a un altro bellissimo racconto.


Un progetto che diventa movimento

Il terzo panel della SNOB ROOM ha confermato ciò che i primi due avevano intuito: il Made in Italy non è un problema di marketing, è un problema di autenticità. Non serve comunicare meglio – serve essere meglio, raccontarsi con verità, trasmettere valori invece che esibire etichette.

Mercanteinfiera, grazie alla visione di Ilaria Dazzi e al coraggio di SNOB Magazine, si è trasformata in qualcosa di più di una fiera: un luogo di pensiero, un laboratorio culturale, uno spazio dove l’eccellenza materiale incontra la riflessione profonda.


IL VIDEO INTEGRO

Info: info@snobnonpertutti.it
(Foto e Video Danny Torres)

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SNOB A MERCANTEINFIERA – TRE GIORNI DI PANEL ESCLUSIVI, DIBATTITI CON OSPITI D’ECCEZIONE PER RIDEFINIRE L’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY

Un nuovo hub culturale firmato SNOB porta a Mercanteinfiera – la più importante fiera d’Europa dedicata al collezionismo e all’antiquariato – i protagonisti del Made in Italy che dialogano per costruire il futuro delle eccellenze italiane.


Nasce la SNOB ROOM, il primo hub culturale permanente all’interno di Mercanteinfiera, la Fiera più importante d’Europa dedicata al collezionismo e all’antiquariato.
Dal 11 al 18 ottobre 2025, il Padiglione 4 ospiterà tre giorni di panel esclusivi con i principali protagonisti della cultura, dell’impresa e dell’innovazione sociale italiana.

Il progetto, ideato e curato da Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile di SNOB Magazine, nasce dall’urgenza di superare la retorica celebrativa del Made in Italy per costruire una narrazione nuova: quella di un’eccellenza che genera benessere, responsabilità sociale e visione per il futuro del Paese.

La SNOB ROOM non è uno spazio fieristico tradizionale, ma un salotto culturale dove le eccellenze italiane si confrontano su temi che vanno oltre il prodotto,” spiega Miriam De Nicolò. “Vogliamo dare voce a chi sta ridefinendo il rapporto tra impresa, cultura e società, creando occasioni di dialogo qualificato che possano generare impatto concreto sul tessuto economico e sociale italiano.”

I PANEL

SABATO 11 OTTOBRE – H. 16.30

“CULTURA CHE CAMBIA”

Un confronto sul ruolo della cultura come motore di coesione sociale e innovazione, con:

  • Antonello Grimaldi, Segretario Generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana
  • Chiara Boni, Stilista italiana e fondatrice del brand omonimo
  • Andrea Farinet, Presidente Fondazione Pubblicità Progresso
  • Marco Panieri, Sindaco di Imola

Modera: Miriam De Nicolò

VENERDÌ 17 OTTOBRE – H. 16.30

“VALORE SOCIALE E MERCATI GLOBALI”

Il panel che affronta il nodo cruciale del Made in Italy contemporaneo: come coniugare competitività internazionale e responsabilità sociale d’impresa. Partecipano:

  • Remo Lucchi, Presidente Advisory Board presso Eumetra MR e tra i massimi esperti italiani di cambiamento sociale e benessere sostenibile
  • Michele Tomea, General Manager della Camera di Commercio Italo-Thailandese
  • Michelangelo Tagliaferri, Sociologo e Fondatore di Accademia di Comunicazione
  • Ilaria Dazzi, Brand Manager Mercanteinfiera

Modera: Miriam De Nicolò

SABATO 18 OTTOBRE – H. 15.30

“L’ARTE DEL RACCONTO”

Un viaggio attraverso le modalità con cui l’eccellenza italiana si racconta, dal palcoscenico al brand, dalla comunicazione strategica all’impresa. Partecipano:

  • Pia Lanciotti, Attrice di cinema e teatro
  • Piero Muscari, Fondatore del brand Eccellenze Italiane
  • Michelangelo Tagliaferri, Sociologo e Fondatore di Accademia di Comunicazione
  • Alessandro Nardone, Consulente Strategico

Modera: Miriam De Nicolò

UN PROGETTO EDITORIALE INTEGRATO

La SNOB ROOM rappresenta l’evoluzione naturale della linea editoriale di SNOB Magazine, che da anni indaga l’eccellenza italiana con un approccio che unisce rigore intellettuale e accessibilità narrativa.

In un momento storico in cui il Made in Italy rischia di diventare un mantra vuoto,” prosegue De Nicolò, “abbiamo scelto di dare spazio a chi porta dati, ricerca, visione strategica. La presenza di Remo Lucchi, che da anni studia il rapporto tra benessere sociale e sostenibilità d’impresa, come la partecipazione di Michelangelo Tagliaferri, sociologo e fondatore di Accademia di Comunicazione che da oltre trent’anni forma i professionisti della comunicazione italiana, testimonia la nostra volontà di indagare come si costruisce e si trasmette la narrazione dell’eccellenza“.

L’ingresso ai panel è gratuito con posti limitati. È possibile richiedere informazioni e prenotazioni scrivendo a info@snobnonpertutti.it.

INFORMAZIONI PRATICHE

QUANDO: Sabato 11 ottobre ore 16.30, Venerdì 17 ottobre ore 16.30, Sabato 18 ottobre ore 15.30,
DOVE: Mercanteinfiera – Padiglione 4, Sala SNOB (Ingresso Sud, di fronte all’Ufficio Stampa)
INGRESSO: Gratuito con prenotazione consigliata
INFO: info@snobnonpertutti.it | www.snobnonpertutti.it | IG: @snob_magazine

A Mercanteinfiera la bellezza italiana conquista buyer internazionali e nuove generazioni, il salone chiude con 55 mila presenze

Si è chiuso il salone che tornerà dall’11 al 19 ottobre

L’edizione di Mercanteinfiera Primavera è stato affollato da 55 mila presenze e seimila buyer internazionali, che si conferma come evento di riferimento, nazionale e internazionale, nel mondo del collezionismo. Grande successo di pubblico anche per Automotoretrò, accompagnato da un ricco e partecipato programma di talk, che ha visto la presenza di ospiti quali Paolo Barilla e Tonino Lamborghini.

I 40mila metri quadrati della fiera hanno offerto al pubblico e agli addetti ai lavori un ampio ventaglio di proposte di alta qualità, spaziando dall’arte, al modernariato e al vintage.

Un viaggio nella grande bellezza, tra preziosi tesori del passato come un rarissimo bracciale persiano dell’XI secolo, mobili art déco, quadri di grandi artisti come Giorgio de Chirico e oggetti di design firmati da Gaetano Pesce, Tobia Scarpa e Ico Parisi. Un’esperienza arricchita dalle mostre collaterali The King: 90 anni dal mito di Elvis, Pinocchio: un viaggio illustrato e Apre e chiude: La chiave attraverso i secoli, accompagnate da un vivace programma di talk.

Mercanteinfiera si conferma un’enciclopedia di curiosità e rarità: dal jukebox HF 100 di Fonzie, iconico personaggio di Happy Days, al portagioielli che il presidente della Paramount Adolf Zukor regalò a Marlene Dietrich, fino alla ciotola in argento sbalzato donata da Edoardo Alberto, Principe del Galles, al suo dentista di Sandringham.

I compratori internazionali hanno ribadito il loro grande interesse per il modernariato e il design italiano, investendo non solo su autori affermati ma anche su nomi emergenti o meno noti. Resta naturalmente alto l’apprezzamento per l’antiquariato e la pittura italiane. Tra le tendenze da segnalare, la passione dei buyer nordamericani e dei Paesi del Golfo per i lampadari in vetro di Murano, confermando come Mercanteinfiera sia sempre più la casa della grande tradizione artigianale del Made in Italy.

La grande bellezza del nostro Paese, che si esprime attraverso l’arte, il design, la moda e il modernariato, continua a conquistare i cuori dei buyer internazionali, che trovano a Mercanteinfiera, edizione dopo edizione, una proposta che cresce sia per varietà che per qualità” afferma la Brand Manager Ilaria Dazzi.

Aumenta inoltre l’interesse del pubblico più giovane verso la fiera, testimoniato dalla nutrita presenza di content creator e influencer, che rappresentano un canale narrativo sempre più rilevante per Mercanteinfiera. “Vogliamo continuare ad ampliare la presenza dei giovani lavorando su progetti e iniziative già dalla prossima edizione autunnale, affinché possano sentire Mercanteinfiera come la loro casa” conclude Ilaria Dazzi.

“MoRe Spaces”, al Palazzo Pigorini di Parma si viaggia attraverso le opere mai realizzate

Sperimentazione: è questa la parola chiave di Mercanteinfiera OFF 2015, il fuorisalone della cultura, ideato da Fiere di Parma e dal Comune di Parma che sarà aperto aperto al pubblico fino al 31 ottobre con MoRe Spaces una mostra d’avanguardia dedicata alle opere “incompiute” di artisti internazionali, patrimonio del Museo digitale MoRE.

 

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Una mostra ad ingresso gratuito ubicata a Palazzo Pigorini che ospiterà oltre 30 progetti  mai realizzati. I curatori di questo spazio – Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli – attraverso le opere in esposizione, hanno voluto interrogarsi sul significato e sulle potenzialità dell’esporre progetti mai portati a termine, composti di materiali eterogenei, presentati in forme differenti.

 

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MoRE, infatti,raccoglie, conserva ed espone progetti di artisti del XX e XXI secolo non realizzati per motivazioni tecniche, logistiche, ideologiche, economiche, morali o etiche, oppure semplicemente utopici o impossibili. Il tutto però rigorosamente “on line”. Un museo dalla doppia identità: non solo inedita realtà digitale ma serbatoio democratico che nobilita, grazie ad una fruizione illimitata (nel tempo e nello spazio) progetti “incompiuti” aprendo così ulteriori spazi di indagine e dibattito sul sistema d’arte contemporanea.

 

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A Palazzo Pigorini si potranno così ammirare i progetti “incompiuti” di: Valerio Berruti, Davide Bertocchi, David Casini, CRASH! (Scott King & Matthew Worley), Matthew Darbyshire, Jeremy Deller, Regina José Galindo, Goldschmied & Chiari, Franco Guerzoni & Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Jonathan Monk, Liliana Moro, Giovanni Ozzola, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Luca Vitone, Erwin Wurm & Coop Himmelb(l)au.

 

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Per l’occasione saranno inoltre  presentate due nuove acquisizioni: il progetto di Sissi per la fiere londinese Frieze Art Fair, e un progetto di arte pubblica di Flavio Favelli: la “porta” che avrebbe dovuto essere realizzata presso l’aeroporto di Malpensa.

 

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