Dimenticatevi bikini che scoprono il corpo: il costume da bagno del momento ha le maniche lunghe. Il modello, andato letteralmente a ruba in Australia, sta per sbarcare anche in Europa: si chiama Original Sexy Rashie ed è prodotto dal brand di swimwear Une Piece, il costume da bagno più ambito dell’estate 2017. Il modello, molto sofisticato, è intero, con le maniche lunghe ed una cerniera anteriore, a regolare la profondità della scollatura. Il costume da bagno, sold out in una settimana in Australia, si adatta a qualsiasi taglia senza sacrificare la sensualità. Un successo senza precedenti per Carly Brown, imprenditrice australiana e fondatrice, insieme al marito, di Une Piece. Dopo anni trascorsi in Europa, dove ha lavorato come marketing manager di brand come Revlon, Coca-Cola e Uber, Carly Brown è tornata nel Queensland: qui la creazione della linea di costumi da bagno, con una collezione corredata dalle illustrazioni di Kerrie Hess. I costumi di Une Piece, realizzati con pregiati tessuti italiani, sono caratterizzati dalle maniche lunghe e sono pensati per tutte le donne, a prescindere dall’età e dalla forma fisica. “Una rinascita dell’eleganza”, così Carly Brown ha commentato l’uso della manica lunga, strategico per proteggere la pelle dal sole. #unepiecewomen è la campagna con cui Une Piece invita le donne a raccontarsi, infrangendo i tabù riguardanti il peso. I costumi sono disponibili in cinque colori (nero, bianco, blu, rosso e azzurro) e sono in vendita online al prezzo di 195 dollari. Il modello denominato Original Sexy Rashie è un vero e proprio must have: una settimana prima che il costume entrasse in commercio sul web la lista di attesa contava già 500 donne, mentre solo nel primo giorno di vendite il portale superava i 20mila accessi.
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Il genio “Futurista” di Giacomo Balla in mostra a Londra
Sono 116 le opere scelte tra bozzetti e capi di moda che fanno parte della grande collezione di Laura Biagiotti e del marito Gianni Cigna (appassionato collezionista), e che saranno in esposizione dal 5 Aprile al 25 Giugno presso l’Estorick Collection of Modern Italian Art (MIA) con la mostra intitolata “Giacomo Balla: Designing the Future”.
Una scelta desiderata e voluta quella dei coniugi, di portare a Londra le opere più significative del grande artista.

Curata da Fabio Lenzi, direttore scientifico della Fondazione “Biagiotti – Cigna”, la mostra è la prima del millennio del grande maestro a Londra.
Il percorso di Giacomo Balla si snoda tra divisionismo, dipinti dedicati ai paesaggi, alle famose opere futuristiche e alla moda.
Già nel 2015 la stilista dedicò a Balla il progetto “Tombini Art”; “Modello di prendisole per mare” del 1930 fu l’opera scelta dalla designer, che con il nome di Futurballa” fu impressa anche su una shopping bag in limited edition.
Laura Biagiotti da sempre amante dell’arte, dedicò alle opere di Balla la passerella del 2015, e fece inoltre in modo che in occasione dell’Expo milanese (sempre dello stesso anno), il dipinto “Genio Futurista” (già presente alla grande Esposizone di Parigi del 1925 e ritenuta opera cardine per lo sviluppo dell’Art Decò), fosse presente nelle sale di rappresentanza di Palazzo Italia.

Tra alcune delle opere in mostra, è presente una scelta di 36 dipinti a olio, tempera e pastello: Autospalla (1903), Inverno (1905), La siepe di Villa Borghese e Donna a Villa Borghese (1906), i ritratti di Egle Casarini e di Grethel Löwenstein (1911), il noto Ritratto di Tolstoij, Compenetrazioni Iridescenti e Vortice+Paesaggio.
Giacomo Balla si dedicò anche alla moda, realizzando una collezione di opere che costituiscono la più importante fusione tra arte e moda futurista: studi per giacche e completi maschili e femminili, cravatte, scarpe, borsette, foulard, ventagli, gilet, ma anche studio dei tessuti futuristici e dei bozzetti sulla figura.
Di grande interesse è anche lo studio e la realizzazione delle arti applicate futuristiche inerenti al design: paralumi, arazzi, mobili, tappeti, lumi, ceramiche, progetti per l’arredamento; questo suo studio è da attribuire all’attività di Balla con la redazione del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo” (1915), il primo segno d’avanguardia nell’applicazione dell’estetica e delle opere d’arte nella vita quotidiana.
“Giacomo Balla: Designing the Future” – dal 5 al 25 Giugno – Estorick Collection of Modern Italian Art (MIA)
Photo credit: La Stampa, Pinterest, Thants all trends, Arts Life,Mazzoleni art
Il meglio della Toronto Fashion Week
Si è conclusa da poco la Toronto Fashion Week: a sfilare nella kermesse della città canadese le collezioni dedicate al womenswear e al menswear: sarà un autunno/inverno 2017-18 all’insegna dell’estro, come visto sulle passerelle della manifestazione. La Toronto Women’s Fashion Week, alla sua prima stagione, ha avuto luogo nello storico edificio Waterworks. La manifestazione, della durata di quattro giorni, è stata fondata da Jeff Rustia, già creatore della Toronto Men’s Fashion Week. A collaborare all’evento anche numerose organizzazioni locali, come il Toronto Fashion Incubator e la Toronto Film School, o ancora la Eco Fashion Week di Vancouver e il Canadian International Fashion Film Festival di Calgary. Tanti i brand canadesi e i giovani designer che hanno presentato le loro collezioni A/I 17-18. Romantica ed eterea la collezione “Redécouvert” di Shelli Oh: la designer di Toronto porta sulle passerelle della fashion week una collezione ambientata in un mondo ideale, in cui la femminilità più leziosa si unisce alla grinta di dettagli metal. Largo a pizzo e dettagli handmade, che si alternano a note dal piglio aggressivo. A calcare la passerella della Toronto Fashion Week anche David Dixon, uno dei nomi più noti nel fashion system canadese: lo stilista ha sfilato con la collezione ready-to-wear di Picadilly. Tra silhouette nostalgiche sfila una collezione raffinata. Roch Matuszek è l’unico nome internazionale della kermesse: lo stilista berlinese, alla sua prima esperienza a Toronto, si ispira ad una valchiria contemporanea: tra note streetswear sfila una collezione in bilico tra presente e passato. L’amore del designer per la musica si unisce ad una visione in cui la donna assume il potere. Tripudio di colore sulla passerella di Joseph Tassoni, che rielabora i più classici capi invernali in una palette cromatica playful: il caban, il gilet in pelliccia e le suggestioni knitwear vengono reinterpretate in un mood ironico ed irresistibile. Iperfemminile e strong la collezione di Stephan Caras: il duo creativo composto da padre e figlio presenta abiti formali e da sera impreziositi da perline e cristalli. La magia dei Roarin’ Twenties sfila sulla passerella di Mikael D: in un vortice di gold, paillettes e ricami intricati ritorna il glamour delll’età del jazz, tra frange e femminilità irriverente. La Toronto Men’s Fashion Week ha avuto luogo nella mirabile cornice di Waterworks, edificio industriale che si è rivelato location perfetta per ospitare le sfilate: tanti i nomi noti, accanto a talenti emergenti. Ad aprire la kermesse Helmer, con una collezione intrisa di classicità reinterpretata però in chiave contemporanea. Suggestioni orientali in passerella da Curtis Oland, tra giacche kimono, tute con spacchi sulle maniche, pantaloni con coulisse. Black all over da Xian, che si ispira ad uno stile urban. Sofisticato il gentleman contemporaneo protagonista della collezione di Zane Barläs: il brand canadese è noto per il taglio impeccabile degli abiti da uomo e dei capi formali confezionati con tessuti italiani di primissima qualità. Note rock sfilano da Hendrixroe: sulla passerella rivive il mito di Jimi Hendrix, in un tripudio di stampe animalier e pelle metallizzata, che rende omaggio anche a Marilyn Monroe, storica musa prediletta dallo stilista.
- Stephan Caras
- Curtis Oland
- Mikael D
- Mikael D
- David Dixon
- David Dixon
- David Dixon
- Helmer
- Helmer
- Hendrixroe
- Hendrixroe
- Joseph Tassoni
- Mikeal D
- Roch
- Roch
- Shelli Oh
- Shelli Oh
- Stephan Caras
- Tassoni
- Tassoni
- Xian
- Xian
- Zane Barlas
Tendenze moda PE2017: stampe vichy
Tra le tendenze moda per la primavera/estate 2017 dominano le stampe: ne abbiamo viste di ogni sorta, dal floreale ai grafismi, ma protagonisti indiscussi sulle passerelle sono stati i quadretti vichy. La moda guarda al passato, riportando in auge una stampa di ispirazione vintage: correvano gli anni Cinquanta, quando i quadretti vichy (gingham in inglese) imperversavano come stampa iconica che impreziosiva corpetti e gonne a ruota. Un mood delicato, dalle suggestioni provenzali e dalle note bon ton, per un trend che imperversò fino agli anni Sessanta, quando a sdoganare i quadretti vichy fu la splendida Brigitte Bardot: indimenticabile la mise sfoggiata dal broncio più sexy del cinema, che indossava una gonna a ruota con la stampa vichy in una delle sue pellicole più celebri. Dolcezza ed un tocco di femminilità infantile caratterizzano la stampa, che torna prepotentemente alla ribalta nelle collezioni PE2017: i quadretti vichy, considerati vero e proprio must have di stagione, conferiscono a qualsiasi mise un’allure fresca e una bellezza sofisticata. Indimenticabili gli scenari della Costa Azzurra, dove negli anni Sessanta i vichy impreziosivano shorts e pantaloni a vita alta, indossati dalle icone del jet set internazionale. Oggi i quadretti vichy tornano di moda, declinati su abiti, camicette, bluse, pantaloni, ma anche su accessori, come borse e scarpe. Tanti sono i designer che hanno abbracciato il fashion trend, da Miuccia Prada a Creatures of Comfort, da House of Holland a Blumarine fino a Peter Pilotto, Carolina Herrera ed Antonio Marras. Una tendenza che conquista perché sta bene a tutte e regala un aspetto fresco, qualsiasi capo si indossi.

SFOGLIA LA GALLERY:
- Creatures of Comfort
- Alexandre Birman
- Altuzarra
- Antonio Marras
- Au Jour Le Jour
- Blumarine
- Carolina Herrera
- Dondup
- House of Holland
- Dondup
- House of Holland
- Leontine Vintage
- Peter Pilotto
- Prada
Adidas: tutte pazze per le nuove sneakers EQT
Suggestioni street style si uniscono a note urban, in una scarpa che è già diventata un must have di stagione: le nuove sneakers Adidas hanno davvero conquistato tutti. EQT, sigla di Equipment, è il nome della scarpa cult, sdoganata da blogger e celebrities di ogni parte del mondo e cliccatissima su Instagram. Ma se pensate che si tratti di un modello nuovo, sarete costretti a smentirvi: le sneakers nascono infatti negli anni Novanta. Adidas ha scelto di recuperare il modello quest’anno, per sposare una tendenza imperante qual è la scarpa running usata. Ecco che note grunge dal piglio squisitamente Nineties si uniscono al mood urban tipico dello stile streetswear, che oggi va tanto di moda. Ed ecco che, ai piedi di it girl e blogger di ogni parte del mondo, fanno capolino le sneakers: le EQT stanno bene praticamente su tutto, dalla mise sportiva all’outfit più sofisticato, che viene smitizzato dalla scarpa sportiva in un affascinante mix & match. Tante le blogger che sfoggiano sneaker da jogging anche con mise classiche: una tendenza imperante, che vede il successo anche di linee come Yeezy, disegnata da Kanye West. Adidas sceglie di guardare al proprio archivio storico, ripescando il modello risalente agli anni Novanta: la collezione sta davvero ossessionando tutti. La prima collezione è ora disponibile anche in versione Millennial Pink, nuance iconica ed iperfemminile. Il successo della scarpa passa dai social network, in particolare da Instagram, dove le foto del modello stanno letteralmente spopolando, al punto che è stato creato anche un hashtag apposito, #eqtgirls, dove le fashioniste di ogni parte del mondo possono condividere le foto che le immortalano mentre indossano il modello cult firmato Adidas.
Head Prop: un libro celebra l’arte di Tomihiro Kono
È stato presentato a New York lo scorso 7 aprile Head Prop, il primo libro di Tomihiro Kono, visionario Hair e Head Prop Artist che firma da anni i cappelli scultura di Junya Watanabe. Il volume, edito da konomad, raccoglie le idee realizzate da Kono tra il 2013 e il 2016: una raccolta esclusiva che, in 232 pagine, include foto, schizzi e testi che esplorano il processo creativo mediante cui Tomihiro Kono realizza i suoi celebri cappelli scultura.
Kono, nato in Giappone ma residente a New York, si è affermato nel fashion biz grazie ad un estro unico nel panorama mondiale della moda: la sua estetica si basa su un approccio inedito, in cui l’influenza nipponica si unisce a suggestioni surrealiste. Appena adolescente Kono scoprì la musica punk e la moda; finite le scuole si trasferì a Tokyo, dove iniziò a lavorare come hair stylist.
Tante le collaborazioni illustri, da Jil Sander a Proenza Schouler, fino al sodalizio storico con Junya Watanabe: proprio Kono firma infatti i cappelli scultura delle collezioni di Watanabe. Nel 2007 l’artista si trasferì a Londra, dove i suoi lavori attirarono l’attenzione di riviste del calibro di Dazed e i-D. Da allora il suo stile è diventato iconico e Kono è acclamato come uno degli artisti più eclettici della nuova generazione.

“Creare qualcosa di originale richiede un duro lavoro”, così l’hair stylist commenta la propria estetica, all’insegna di una costante ricerca e sperimentazione, in cui la forma abbraccia la materia. Nel volume tante sono le foto che documentano i pezzi iconici realizzati da Kono utilizzando forme 3D. Sono raccolti anche prototipi inediti mai visti prima, realizzati dall’artista nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016. Kono il prossimo agosto sarò celebrato anche in Giappone, suo Paese d’origine, dove sarà allestita una mostra dedicata a Head Prop, che avrà luogo presso la Gallery Place by Method di Tokyo.
- Cappello scultura creato da Kono per Junya Watanabe, collezione P/E 2017. Foto di Nicolas Coulomb
- Junya Watanabe A/I 2016-17
- I prototipi creati da Kono nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016, raccolti nel volume Head Prop
Jungle: l’animalier in mostra alla Reggia di Venaria
È stata inaugurata oggi la mostra “Jungle. L’immaginario animale nella moda”, un suggestivo percorso espositivo che esplora l’evoluzione dell’animalier nella moda. Attraverso un centinaio di capi ed accessori viene raccontata l’ispirazione prediletta da molti dei nomi più importanti della storia del costume e della moda, che hanno interpretato secondo la propria ottica e la propria estetica pattern iconici presi a prestito dal mondo animale: in un tripudio di colori si alternano stampe tigrate, zebrate e leopardate, accanto a motivi che ricordano le ali delle farfalle o ancora le pelli mutanti di rettili. Fino al 3 settembre le Sale delle Arti della Reggia di Venaria ospitano la mostra, che celebra la sensualità delle stampe animalier, in un affascinante excurcus storico che parte da Christian Dior fino ad arrivare a Gianfranco Ferré ed Azzedine Alaïa. Ludovica Gallo Orsi, ideatrice della mostra, ha posto l’accento sull’importanza dell’immaginario wild evocato dalle stampe che imitano i mantelli degli animali insieme a forme geometriche astratti che rispecchiano le forme infinite della natura, degli alberi e dei fiori. Tanti i foulard stampati esposti, da Hermes a Valentino, da Salvatore Ferragamo a Thierry Mugler fino a Jean Paul Gaultier e Roberto Cavalli. L’allestimento è curato dallo scenografo Pietro Ruffo. “Non è la prima volta che la Reggia ospita la moda -hanno sottolineato il direttore e il presidente della Reggia di Venaria, Mario Turetta e Paola Zini -Basta pensare alle mostre ‘Made in Italy’ di Franca Sozzani, di Capucci e dell’Alta Moda. La residenza sabauda si tinge per l’occasione di pattern suggestivi, in un iconico bestiario. “E’ una mostra trasversale, capace di attirare il pubblico più diverso e a cui pensavamo da tempo -ha commentato l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi -anche quello meno avvezzo alle mostre d’arte. E questo è importante sotto un profilo culturale e anche imprenditoriale. I privati ci stanno contattando per progetti diversi”. Tra i capi esposti il celebre modello Jungle, un capo haute couture presentato da monsieur Christian Dior nel lontano 1947, accanto a creazioni firmate da Maurizio Galante, Fausto Puglisi, Givenchy, Krizia, Iris Van Herpen e Stella McCartney, solo per citarne alcuni.
“Jungle. L’immaginario animale nella moda” si tiene alla Reggia di Venaria, Sale delle Arti, I piano -tel. +39 011 4992333 – www.lavenaria.it
La mostra è stata inaugurata oggi 12 aprile 2017 e resterà aperta fino al 3 settembre 2017.
Il costo intero del biglietto ammonta a 12 euro -Ridotto (gruppi di min. 12 persone, maggiori di 65 anni e quanti previsti da Ridotti) costa invece 10 euro Ridotto over 6 under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni) -Per gli studenti universitari under 26 6 euro. La mostra è inoltre compresa nel biglietto “Tutto in una Reggia”.
SFOGLIA LA GALLERY:
- Christian Dior, 1955
- Salvatore Ferragamo
- Gianfranco Ferré
- Salvatore Ferragamo
- Stella McCartney
- Azzedine Alaïa, collezione AI 1991-92. Foto di Jean-Baptiste Mondino
Tyler Clinton: il nipote di Bill e Hillary è il modello del momento
Sorriso perfetto, fisico atletico ed un cognome importante: Tyler Clinton è il modello più quotato del momento. Il giovane nipote di Bill e Hillary ha appena firmato un contratto con la rinomata IMG Models, agenzia che rappresenta Gigi e Bella Hadid. Tyler, 22 anni, è il figlio di Roger, fratello cantante e attore dell’ex presidente degli Stati Uniti e nipote dell’ex candidata democratica alla presidenza US Hillary. La popolarità del giovane passa ancora una volta dai social network, in particolare da Instagram, dove Tyler vanta un numero incredibile di follower. Il giovane è sotto i riflettori fin dall’infanzia: tanti gli eventi ufficiali che l’hanno visto in prima linea fin da piccolissimo. Secondo i rumours lo zio sarebbe stato per lui come un secondo padre: considerato una testa calda, Tyler venne anche accusato di aggressione durante una rissa e fu proprio Bill Clinton ad intervenire in suo soccorso in quell’occasione. Sempre lo zio tenne inoltre un discorso all’università in occasione della laurea del nipote. Il bel Tyler dal canto suo aveva partecipato alla campagna elettorale della zia prendendo parte alla Convention di Filadelfia, nel luglio scorso, quando il Partito Democratico formalizzò la candidatura di Hillary. Ora il giovane si è trasferito a New York per dedicarsi a tempo pieno all’attività di modello. Tanti i brand che se lo contendono sulle passerelle e sui set: Tyler ha esordito nelle campagne pubblicitarie di J.Crew e Abercrombie & Fitch. Il ragazzo non è il primo nipote di Presidenti a sfondare nella moda: un precedente illustre è Lauren Bush, la splendida nipote di George W. Bush e George Bush, che è stata a lungo una delle modelle predilette dello stilista Tommy Hilfiger.
Lo stile di Aimee Song
Occhi a mandorla e stile eclettico per Aimee Song, fashion blogger ed it girl tra le più apprezzate del mondo. Inserita da Forbes nella classifica dei giovani under 30 più influenti nel mondo della moda e dell’arte, la fashion blogger, nata e cresciuta a Los Angeles, dispensa pillole di stile dalle pagine del suo blog, songofstyle.com. Correva l’anno 2008 quando la giovane Aimee Jenny Song, 29 anni, creava il suo blog di moda, confermandosi trendsetter ante litteram, in un’epoca in cui il blog non era ancora un fenomeno di costume ma una realtà isolata. Sorriso pulito e stile unico, la bella Aimee oggi è seguita da più di 4,5 milioni di follower su Instagram e sui principali social. Una laurea in Architettura d’interni conseguita presso l’Università delle Arti di San Francisco, per la giovane, che considerava inizialmente la moda un’inesauribile fonte di ispirazione. Su Facebook la giovane iniziò a postare le prime foto dei suoi outfit, riscuotendo un successo inimmaginabile, che fece da apripista alla fondazione del blog. Aimee, che ha dichiarato di postare le foto per rivedersi quando sarà anziana, predilige uno stile sofisticato e sobrio. Le spalle sono in primo piano in quasi tutti i suoi look iconici; nella sua borsa non manca mai una crema idratante per il viso e per le labbra. Inserita dal sito fashionista.com al secondo posto nella classifica dei fashion blogger più influenti del 2016, seconda solo all’italianissima Chiara Ferragni, di cui Aimee dichiara di essere molto amica, la giovane ritiene che aprirsi ai nuovi media sia un modo per essere sempre più vicini alle persone. “Non essere mai banali ma restando fedeli al proprio stile, quello che ti contraddistingue tra i seguaci” costituirebbe secondo lei il segreto per un blog di successo. Dietro il suo blog, Song of Style, c’è anche la mente creativa della sorella. Lo stile di Aimee predilige il denim, di cui la blogger si dice fieramente una collezionista, accanto a look coloratissimi all’insegna dello stile boho-chic. Non mancano kimono e capi impreziositi da stampe dal sapore Seventies, accanto a look che mettono in risalto la femminilità. Uno stile tutto da copiare, per autentiche fashioniste.

SFOGLIA LA GALLERY:
Edward Enninful: chi è il nuovo direttore di Vogue UK
La notizia ha fatto il giro del mondo in pochissime ore: Edward Enninful è il nuovo direttore di Vogue UK. Considerato uno dei fashion editor più talentuosi al mondo, Enninful è creative and fashion director di W Magazine dal 2011. Inoltre il giornalista è stato anche direttore moda di I-D per ben 25 anni.
Una lunga carriera la sua, che lo ha visto anche in casa Vogue Italia, dove Enninful ha firmato lo styling di servizi entrati di diritto nella storia della moda: tanti gli shoot iconici, come The Makeover Madness, The Black Issue e The Curvy Issue, che hanno visto il talento di Enninful lavorare gomito a gomito con Steven Meisel e Franca Sozzani. Inoltre il fashion editor inglese ha anche collaborato con l’edizione americana di Vogue.
Nato in Ghana 45 anni fa e cresciuto in Inghilterra, Edward si è diplomato alla prestigiosa Goldsmiths, University of London. Fin da giovanissimo la moda è per lui naturale sbocco lavorativo: a 18 anni è già redattore, poi viene promosso a direttore della rivista di moda i-D. Considerato una delle figure più influenti nel campo della moda e della musica, nel 2014 è stato insignito con il prestigioso Isabella Blow Award da parte del British Fashion Council e nel 2016 con l’ OBE, Officer of the Most Excellent Order of the British Empire, direttamente da sua Maestà la Regina Elisabetta II.
Edward Enninful subentra ad Alexandra Shulmann, storico direttore di Vogue UK, che è stata alla guida del magazine per 25 anni e ha rassegnato le dimissioni lo scorso gennaio. Un’eredità importante, quella che il fashion editor raccoglie: Enninful, che sarà anche il primo direttore uomo della testata inglese, che quest’anno compie 100 anni, subentrerà alla Shulman ad agosto. A divulgare per primo la notizia Jonathan Newhouse, presidente e AD di Condé Nast.

Wrangler festeggia i suoi primi 70 anni
Wrangler festeggia il suo 70esimo anniversario con una limited edition esclusiva che celebra lo stile iconico del brand: in bilico tra tradizione ed innovazione, il brand non rinuncia alla propria estetica, rivolgendosi ancora una volta ad un target giovane che ama la moda. Un nuovo logo ed una campagna pubblicitaria nuova di zecca celebrano il “Wrangler 70 Years”, l’anniversario del brand iconico, entrato di diritto nella storia del costume. Tripudio di denim e suggestioni rétro si uniscono a pezzi tratti dall’archivio, come gli iconici jeans. le t-shirt, i cappelli, gli zaini ed i marsupi, tra echi Seventies e colori accesi. Uno stile che strizza l’occhio all’America e alla youth culture, ridefinendone i canoni per adattarli alla contemporaneità. Una storia iniziata ben 70 anni fa: correva l’anno 1947 quando a Greensboro, nel North Carolina, un sarto polacco di nome Bernard Lichtenstein, noto come Rodeo Ben, iniziava a lavorare per la Blue Bell Overall Company, che vantava tra gli altri il brand Wrangler. Bernard si occupava dei capi per i cowboy e brevettò una linea di jeans che scelse di chiamare Wrangler. Alla fine degli anni Cinquanta nasce il jeans da uomo “13MWZ”: il resto è storia. In breve il marchio si impone come protagonista dello stile western, perfetto per chi ama i rodeo e il denim in generale. La nuova collezione non lesina un jeans, toppe, felpe, t-shirt grafiche, loghi con tanto di arcobaleno. Largo a jeans stone washed con stampe grafiche, camicie a quadri e colori vivaci, come il verde prato, il giallo acido e il rosso brillante.























































































