Cecilia Matteucci Lavarini: il guru del collezionismo di moda

Se il collezionismo di moda avesse un volto, sarebbe certamente il suo: il guardaroba di Cecilia Matteucci Lavarini, icona di stile contemporanea e protagonista del jet-set milanese e non solo, vanta oltre 3000 pezzi, tra haute couture e prêt-à-porter.

Donna di raro charme, nel mondo patinato della collezionista sembra quasi di trovarsi in una dimensione onirica, sospesa nel tempo, in bilico tra echi Art Déco e suggestioni barocche, nelle sete preziose dei suoi kimono o ancora nelle piume e nei copricapi istrionici spesso sfoggiati durante eventi ufficiali e gala. Nata in Toscana, ma bolognese di adozione, Donna Cecilia già da bambina mostra una naturale inclinazione per la moda, negli immensi pomeriggi trascorsi nei Grandi Magazzini Lavarini, di proprietà dei genitori. Dopo il matrimonio si trasferisce a Bologna.

Dior, Chanel, Saint Laurent sono solo alcuni dei brand che figurano nell’archivio immenso dell’iconica collezionista, sublime incarnazione di uno stile che unisce citazioni erudite, un senso spiccato per la storia del costume ed una personalità esplosiva.

Algida e sottile, eccentrica e fieramente sopra le righe, Cecilia Matteucci Lavarini predilige nel suo archivio un gusto fine e ricercato, che l’ha portata negli anni a scovare vere e proprie perle, come gli amati kimono giapponesi risalenti all’Ottocento, i capi firmati da Biki ed appartenuti a Maria Callas, accanto a tailleur Chanel, capi Dior, Balenciaga, Saint Laurent, che spaziano dagli anni Venti agli anni Novanta.

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Cecilia Matteucci Lavarini è un’icona di stile contemporanea e figura di spicco nel collezionismo di moda italiano


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Caftani giapponesi ed echi barocchi nella collezione di Cecilia Matteucci Lavarini


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Eclettica e raffinata la sua collezione, che vanta oltre 3.000 pezzi


Una collezione iniziata negli anni Ottanta, la sua, quando l’icona fashion acquistò il primo capo vintage in un mercatino di Forte dei Marmi. Il resto è storia: da allora la passione per il collezionismo di moda non è mai finita e Donna Cecilia è presenza fissa nelle aste più importanti del mondo, da Sotheby’s a Christie’s.

Lei, che asserisce che il vestirsi bene è paragonabile ad una forma di cultura, ama definirsi eclettica. Tra i capi indossati anche uno smoking maschile, appartenuto al marito: un secco no invece per quanto concerne piumini o infradito, che l’icona aborre.



Tra i designer contemporanei più amati spicca in assoluto Alessandro Michele, considerato enfant prodige della moda italiana. Inoltre la collezionista adora anche il genio di Lagerfeld e l’estro di Galliano. Il suo smisurato archivio è già destinato alla galleria del Costume di Palazzo Pitti, realtà affermata a cui la collezionista ha già ammesso di aver fatto testamento: a loro spetteranno gli spettacolari capi della sua collezione, un patrimonio unico da salvaguardare con cura.

Paris Fashion Week 2017/18: eleganza e sensualità da Giambattista Valli

Il mood di Giambattista Valli per il prossimo A/I 2017/18 è un tributo allo stile parigino.
Una collezione ricca di pizzo, organza, velluto, chiffon e metallo; tubini con ruches e abiti con larghe balze tracciano una femminilità forte e decisa, che però non tradisce lo spirito e la tradizione che da sempre contraddistingue la maison.
Gli outfit sono un susseguirsi di eleganza, leggerezza, glamour, cappotti bianchi come nuvole, gonne strette, corsetti, gilet di lana lavorati a uncinetto, stampe floreali, a pois e ricami con frutti rossi.


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La passerella è stata calcata da modelle con ai piedi stivaletti alti con lacci in pizzo.
Giambattista Valli non ha tralasciato il lato forte della figura femminile, e in passerella è stata evidenziata da donne avvolte in leggins Nike, in tessuto tecnico, portati elegantemente con top in taffetà o box jacket sartoriale con borchie piatte in rilievo, mixando un look perfetto tra sportswear e sensualità.
Colori predominanti: rosso, rosa, bianco e nero.
Anche questa volta il designer non ha sbagliato un colpo!





Photo Credit: Vogue

Nicki Minaj diventa una modella: la rapper ha firmato il suo primo contratto con Wilhelmina

Nicki Minaj è una delle star più estrose del panorama musicale. Sempre eccessiva, la cantante dalle forme burrose ha dimostrato più volte di essere un’appassionata di moda, spesso in prima fila alle fashion week di Parigi e New York. Nicki Minaj ha anche raccontato come la moda influenzi le sue canzoni, il suo stile sul palco e nella vita quotidiana. Dopo aver posato per alcune campagne di advertising, come la primavera estate 2015 firmata Roberto Cavalli, la formosa rapper ha firmato il suo primo contratto da modella con l’agenzia Wilhelmina. Si tratta di una delle model agency più famose e prestigiose d’America, che quest’anno celebra i cinquant’anni dalla sua fondazione ad opera di Wilhelmina Cooper a Manhattan. Oltre a top model che hanno fatto la storia, l’agenzia ha anche un ramo celebrities di cui fanno parte, tra gli altri, Demi Lovato e Nick Jonas.


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Nicki Minaj per la campagna Roberto Cavalli primavera estate 2015



Seguendo le orme di Ciara, che la scorsa primavera ha firmato un contratto da modella con l’agenzia IMG, anche Nicki Minaj compie un percorso di evoluzione artistica da cantante a (anche) modella. A 35 anni la cantante, ammirata da uomini e donne per le sue curve generose e per i suoi look sempre eccessivi, si lancia con entusiasmo in questa nuova avventura. «Amo la sinergia tra la mia musica e la moda e come ispira il mio stile – ha raccontato in un’intervista a Vogue America – Il mio messaggio è ‘celebra sempre il tuo stile personale’». Messaggio che lei per prima mette in pratica, con il suo stile sempre volto a stupire sul palco come agli eventi pubblici, sulle copertine come nella vita privata. Appena poche settimane fa, infatti, una foto di Nicki Minaj alla fashion week di Parigi ha fatto il giro del mondo su riviste di moda e siti di gossip: la rapper appariva strizzata in micro shorts e un top Mugler che lasciava scoperto uno dei suoi abbondanti seni, al quale aveva applicato un copricapezzoli. Altri look sconvolgenti sono all’orizzonte.


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Nicki Minaj all’ultima fashion week di Parigi

H&M lancia il suo nuovo brand, Arket

H&M aveva parlato già da qualche tempo della nascita di nuovi brand all’interno del gruppo svedese nel corso del 2017, ed ecco l’annuncio ufficiale. In un’intervista a Business of Fashion, il colosso del fast fashion ha raccontato il concetto di moda e di shopping alla base di Arket, il nuovo marchio della “famiglia” H&M. Il nome del retail brand è una parola svedese che significa “foglio di carta” e si riferisce, come spiega la direttrice creativa Ulrika Bernhardtz, «alle nostre origini e alla tradizione nordica di design funzionale e duraturo, indicando allo stesso tempo la pagina bianca, il senso di ottimismo e possibilità che sentiamo nel creare questa nuova marca».


Con Arket, infatti, il gruppo H&M vuole compiere il passo successivo verso un’idea di moda attenta all’ambiente, alla salute e al benessere. Arket, racconta ancora Ulrika Bernhardtz, «offrirà prodotti contemporanei ed essenziali per uomini, donne, bambini e per la casa», ma avrà al suo interno anche un nordic café con prodotti healty. Con prezzi lievemente più alti di H&M, il brand proporrà capi originali ma anche una selezione di prodotti di altre firme. «Il DNA del marchio – spiega la direttrice creativa – è l’essere senza tempo, la freschezza, la qualità e il calore. L’essere senza tempo indica lo stile che non insegue le mode del momento. La freschezza è la sua controparte: essere sempre rilevanti e al passo coi tempi. La qualità non si riferisce solo ai prodotti ma anche a come vengono realizzati. Il calore si riferisce all’essere generosi e personali». Dopo il successo di nomi come Cos, & Other Stories, Cheap Monday, H&M accoglierà il nuovo membro della famiglia il prossimo autunno, con il primo punto vendita che sarà inaugurato in Regent Street a Londra. Contemporaneamente sarà possibile fare shopping online da 18 paesi europei, e poi sarà la volta di Copenaghen, Bruxelles, Monaco e altri 15 store in giro per il mondo.


Shoppers on opening day of H&M's first Japan store in Tokyo's Ginza shopping district examine clothes Saturday, Sept. 13, 2008. H&M is arriving in Japan, seeking to woo a nation of notoriously finicky luxury-lovers with the same cheap prices that have made the Swedish fashion retailer a hit in the U.S. and Europe. (AP Photo/Itsuo Inouye)

Tendenze moda primavera/estate 2017: hoodie

Tra i capi principe del guardaroba per la primavera/estate 2017 c’è senz’altro la felpa con cappuccio: declinata in chiave sporty-chic e al contempo sofisticata, la tendenza hoodie è onnipresente sulle passerelle, e tanti sono i designer che hanno sdoganato il trend nelle proprie collezioni. Capo basic e pratico, la felpa si arricchisce di slogan coloratissimi e decorazioni cartoon: vivace e fresca ma anche comoda e funzionale, la felpa è il nuovo capo passepartout per la stagione primaverile. Perfetta su ogni mise, la felpa abbraccia suggestioni sportswear e accostamenti in chiave streetswear. Da Alexander Wang trionfano maglie cropped raffiguranti tramonti su spiagge palme californiane, da indossare con shorts e sandali; sulla passerella di Dolce & Gabbana sfilano felpe preziose con scritte tempestate di paillettes. Il Tropico Italiano trova la sua più autentica interpretazione, in una collezione in bilico tra eleganza timeless ed inediti tocchi sporty. Contrasti forti e stile British sfilano sulla passerella di DSquared2, dove la felpa si arricchisce di loghi e stemmi blasonati, che strizzano l’occhio a certi college esclusivi. Cuori ex voto e santini decorano maxi shirts da indossare come dress, pezzi iconici della collezione di Fausto Puglisi. Delicatezza e stampe floreali sfilano da Francesco Scognamiglio, mentre Grinko punta a slogan trasgressivi e pattern black. Suggestioni orientali sfilano da Gucci, tra tigri del Bengala che irrompono su magliette stampate, mentre Haider Ackermann punta a felpe da indossare con miniskirt romantiche. Fiori e ricami folk decorano le felpe di House of Holland, mentre Moschino gioca con cartamodelli stampati su felpe rosa shocking, in un tripudio di ironia e femminilità, da sempre cifra stilistica di Jeremy Scott. Suggestioni spaziali irrompono sulla passerella di Paco Rabanne, tra slogan che inneggiano al Future Sex e paillettes dal piglio timeless. Infine note surrealiste nelle stampe che impreziosiscono le maglie di Proenza Schouler, tra pattern cromatici a contrasto e charme evergreen.

Tendenze moda primavera/estate 2017: new grunge

Tra le tendenze moda che dominano sulle passerelle delle collezioni primavera/estate 2017 il neo grunge si impone come protagonista assoluto: la moda ci vuole irriverenti, nella stagione estiva che è ormai alle porte. Dimenticate diktat precostituiti e lasciate libero sfogo alla vostra fantasia, per accostamenti audaci e sovrapposizioni iconiche, che catturano l’occhio e la fantasia: ecco che la donna diviene istrionica e protagonista assoluta del suo stile, che declina in base al mood delle sue giornate. E se il più classico dei trench si indossa ora con t-shirt a slogan in tinte neon e calzini ai piedi, come visto sulla passerella di Maison Margiela, non mancano suggestioni etniche ed echi coloniali, da sempre cifra stilistica della stagione primaverile: da Acne Studios sfilano sahariane e mise tribali, impreziosite da stampe cachemire e paisley bohémien, che strizzano l’occhio allo stile Seventies. Tra pashmine e pantaloni palazzo sfila un’eleganza timeless che sublima il mix & match cromatico, in un tripudio di stampe patchwork dal sapore grunge. T-shirt con stampe iconiche sfilano da Coach indossate con gonne ed anfibi dal piglio rock, tra sovrapposizioni ardite e scenografiche; la donna vista da Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood è grintosa ed appariscente, in chemisier in tartan che profumano di certa eleganza grunge a cavallo tra anni Ottanta/Novanta. Teatrali le maxi cappe interamente tempestate da una pioggia di paillettes, da indossare con t-shirt e jeans: le abbiamo viste sulla passerella di Dolce & Gabbana. Note tribali anche da Desigual, in lunghe jumpsuit decorate con motivi patchwork; anche Emporio Armani sposa la tendenza grunge, proponendo stampe dal sapore etnico accanto all’eleganza effortlessy-chic che da sempre caratterizza le collezioni di Re Giorgio. Suggestiva ed iconica la collezione Etro, che sdogana sovrapposizioni grunge accanto a note coloniali. Ribelle e rock la donna J.W. Anderson, che ostenta giacche biker e jeans oversize, mentre da Roberto Cavalli sfila un tribal chic in chiave grunge. Louis Vuitton celebra lo stile biker con tanto di stivali e borchie, in un mix stilistico irriverente ed originale. Turbanti in stile Twenties e capi coloniali si alternano a note charleston sulla passerella di Undercover, mentre da Versus Versace sfilano jeans strappati di netta ispirazione Nineties.

Dolce e Gabbana a Palermo: il nuovo spot girato al mercato del Capo

Dolce e Gabbana a Palermo: come spesso accade, il duo di stilisti ha scelto le atmosfere coloratissime e veraci del capoluogo siciliano. Così negli ultimi due giorni il mercato tradizionale del Capo ha visto splendide modelle e abiti dal forte spirito mediterraneo apparire tra le bancarelle di frutta e verdura. Il servizio fotografico di moda donna e lo spot di moda uomo firmata Dolce e Gabbana hanno animato il cuore della Palermo più autentica e genuina, in uno di quei mercati storici in cui il profumo di agrumi e i colori degli ortaggi creano un’atmosfera speciale. Atmosfera che si intona perfettamente alla moda Dolce e Gabbana, che alla Sicilia hanno spesso attinto sia come fonte d’ispirazione per le loro collezioni che per le location delle campagne pubblicitarie. L’ultima tappa siciliana, per Domenico Dolce (nato a Polizzi Generosa, nel Parco delle Madonie) e Stefano Gabbana, era stata a Cefalù e Pollina, per lo spot del rossetto Miss Sicily.


Da sempre innamorati delle tradizioni, della Sicilia e della spontaneità tipica dell’isola, Dolce e Gabbana a Palermo hanno voluto cogliere la genuinità dei suoi colori e dei suoi abitanti. Sul set, modelle e modelli della campagna D&G Millennials sono stati accostati a passanti e ambulanti del mercato del Capo. Persone vere, colte nell’immediata freschezza della quotidianità, coperte da capo a piedi di abitini dalle applicazioni preziose e accessori scintillanti, decorazioni barocche e dettagli urban, quell’estroso mix di tradizione e modernità che ha reso Dolce e Gabbana una delle griffe più famose del mondo. Tanto più che le ultime collezioni degli stilisti sono rivolte a una nuova idea di moda: eclettica, lussuosa, ma scelta dai giovani e pensata per i giovani. Sono i millennials i protagonisti della moda Dolce e Gabbana, gli stessi che hanno prestato il volto alla colorata campagna advertising al mercato del Capo.


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Models Matter: un volume celebra le top model più iconiche

Un volume esclusivo celebra la bellezza femminile in circa un secolo di moda: Models Matter raccoglie un’antologia di vite famose, volti entrati nel mito. L’autore, Cristopher Niquet, stylist francese di grande successo, ha collezionato gli autografi dei volti più iconici della moda, creando un’opera unica nel panorama odierno. Da Lauren Hutton a China Machado, da Brooke Shields ad Alek Wek, passando per Cindy Crawford, Twiggy e Peggy Moffitt: i volti della moda mondiale vengono tutti ritratti, decennio per decennio, in un’affascinante excursus attraverso le trasformazioni subite dall’ideale di bellezza femminile imperante.

Tutto ebbe inizio nel 2008, quando Niquet incontrò Peggy Moffitt in un ristorante di Beverly Hills: lo stylist, mai stato amante degli autografi, quella volta non riuscì a resistere, trovandosi davanti l’incarnazione dei mitici Swinging Sixties. Da allora Niquet iniziò una vera e propria collezione di autografi, raccogliendo le firme delle supermodelle più famose del mondo, da Jean Shrimpton a Jerry Hall, da Lauren Bacall ad Isabella Rossellini, da Anita Pallenberg a Naomi Campbell.

Il volume, dal titolo degno di nota (“Le modelle contano”), vede la prefazione di Steven Meisel, che ha più volte immortalato le icone in questione in scatti entrati di diritto nella storia del costume. “Mi rattrista che molti volti dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta siano scivolati nell’oblio”, scrive Meisel.

Photography courtesy Models Matter, Damiani (Twiggy by Burt Glinn/Magnum)
Photography courtesy Models Matter, Damiani (Twiggy by Burt Glinn/Magnum)


“Finché non ho incontrato Christopher Niquet pensavo di essere il loro unico ammiratore, il solo a ricordare le loro storie. Il fatto che qualcuno giovane come Cristopher tenesse all’eredità di Susan Moncur era per me motivo di stupore, sollievo e fiducia. Queste donne meritano il nostro riconoscimento. Erano tutte così uniche, talentuose, appassionate del loro lavoro. Come dimenticarle?”, continua il fotografo.

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Niquet include tra le icone del volume molte modelle di colore, spesso discriminate dal fashion biz, accanto alle colleghe asiatiche. L’autore ha iniziato la sua carriera come stylist lavorando per Self Service, prima di trasferirsi a New York, dove risiede da circa dieci anni. Quindi ha iniziato a scrivere per l’edizione francese di Vanity Fair. Models Matter è la sua opera prima, anche se l’autore sta già lavorando ad altri due progetti.

In mostra a Chatsworth 500 anni di moda

È stata inaugurata lo scorso 25 marzo la mostra “House Style: 500 anni di moda a Chatsworth”: l’esclusiva esibizione, patrocinata da Gucci, comprende anche due abiti disegnati da Alessandro Michele. Protagoniste dell’evento sono le donne legate a Chatsworth House, storica dimora dei duchi di Devonshire, sita nel Derbyshire: in esposizione oltre 100 capi haute couture, tiare e copricapi iconici, gioielli, abiti da sposa e vesti da battesimo, accanto ad uniformi, livree e cimeli antichissimi.

Obiettivo della mostra curata da Hamish Bowles, international editor at large di Vogue America, è ripercorrere mezzo millennio della storia dell’aristocrazia inglese, svelando retroscena affascinanti sui personaggi che hanno abitato le stanze di Chatsworth: tante le donne famose che hanno vissuto qui, da Georgiana Spencer, consorte di William Cavendish, quinto Duca di Devonshire, icona di stile del XVIII secolo, fino ad Adele Astaire , celebre partner di Fred, passando per Kathleen Kennedy, sorella di John Fitzgerald Kennedy, e Stella Tennant, blasonata ed androgina top model anni Novanta, nipote di Andrew e Deborah Cavendish, undicesimi Duchi di Devonshire.

La mostra, sponsorizzata da Gucci, vede anche due creazioni realizzate ad hoc per l’evento da Alessandro Michele, direttore creativo della maison: «Non c’è un posto come Chatsworth da nessun’altra parte al mondo», ha commentato lo stilista. «Questa rassegna dimostra quanto gli oggetti storici siano un’incredibile fonte d’ispirazione per il presente». La mostra nasce da un’idea di Lady Laura Burlington, moglie di William Cavendish, Conte di Burlington, erede del dodicesimo Duca di Devonshire. Lady Laura, ex modella nonché membro attivo del comitato New generation della London Fashion Week, rovistando tra gli archivi di Chatsworth House ebbe l’illuminazione: quel materiale era perfetto per dare vita ad un’esposizione destinata ad entrare nella storia.

Deborah Devonshire & Stella Tennant, Chatsworth, 2006. Foto Mario Testino
Deborah Devonshire & Stella Tennant, Chatsworth, 2006. Foto Mario Testino


«Ci sono voluti sei anni per mettere a punto House style, che ora comprende molto più di quanto immaginassimo quando abbiamo iniziato a scavare negli archivi di Chatsworth», ha commentato Lady Burlington. «Spero che i visitatori apprezzino le dimensioni e aspirazioni della mostra e si divertano a esplorare le storie che questi vestiti e cimeli rivelano sulla famiglia Cavendish».

Mistress of the Robes Coronation Gown, worn by Duchess Evelyn at 1937 coronation and Duchess Mary at 1953 coronation, Painted Hall, Chatsworth, 2016. Photo by Thomas Loof, © Chatsworth
Mistress of the Robes Coronation Gown, worn by Duchess Evelyn at 1937 coronation and Duchess Mary at 1953 coronation, Painted Hall, Chatsworth, 2016. Photo by Thomas Loof, © Chatsworth


In mostra anche alcune creazioni di Christian Dior, Alexander McQueen e Chanel. La mostra resterà aperta fino al 22 ottobre 2017. Per maggiori informazioni su biglietti e prenotazioni: www.chatsworth.org/book-tickets/

Megan Hess: una guida fashion alla scoperta della Grande Mela

“Fashion victim a New York” è il titolo dell’ultimo libro di Megan Hess: la regina dell’illustrazione di moda sforna un altro volume imperdibile per le fashioniste di ogni parte del mondo. Dopo la biografia illustrata di Coco Chanel e l’illustrazione per la cover del celebre libro di Candace Bushnell Sex & the City, Megan Hess vi aspetta ancora una volta in libreria, con la sua guida a New York, in versione fashion. Amatissima per le sue illustrazioni chic ed ironiche, Megan Hess vanta in curriculum collaborazioni con Prada, Dior, Louis Vuitton, Yves Saint Laurent, Tiffany & Co. e Bergdorf Goodman, per cui decorato una limited edition di accessori. Il suo tratto versatile e glamour descrive ora il suo amore per la Grande Mela: una guida fuori dal comune, quella scritta da Megan Hess, che immagina la sua giornata ideale a New York, sulla scia delle indimenticabili protagoniste di Sex & the City. Tanti gli indirizzi chiave, dai concept store alle boutique di lusso fino ai grandi magazzini, ma non solo: nella sua raffinata guida l’autrice seleziona i luoghi più ambiti per lo shopping e il lifestyle, dai mercatini vintage ai locali più trendy, dai quartieri glamour agli hotel di lusso, passando per Times Square senza tralasciare una full immersion nel verde di Central Park. I musei, luoghi di culto per gli appassionati d’arte, tornano in primo piano, accanto al celebre Fashion Institute of Technology, la Mecca della moda. Ultima meta imperdibile del tour promosso dalla Hess è la casa di Carrie Bradshaw, location degli episodi della serie cult, rimasti per sempre impressi nella nostra memoria. “Fashion victim a New York”, edito da Mondadori, è uscito pochi giorni fa: una guida imperdibile, creata da una amante della Grande Mela. .«Credo sia la mia città preferita in assoluto, contando anche che ci sono andata praticamente di continuo negli ultimi 15 anni. Mi sono innamorata della sua energia da subito: il rumore, la gente, le differenze tra Uptown e Downtown… E poi è il luogo della mia prima grande occasione lavorativa, quindi occupa un posto speciale nel mio cuore anche per questo. È quel tipo di posto in cui non importa quante volte tu ci vada, c’è sempre qualcosa di nuovo e interessante da scoprire che ti fa mantenere la voglia di ritornarci», così ha commentato l’autrice del volume.

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La copertina dell’ultimo libro di Megan Hess, edito da Mondadori

Lady Gaga compie 31 anni: i migliori look della trasformista della musica

Ha compiuto ieri 31 anni Lady Gaga, diva della musica pop, amatissima per i suoi look istrionici e per il talento raro: sangue italianissimo nelle sue vene, Stefani Joanne Angelina Germanotta è nata il 28 marzo 1986 a New York, da Joseph Germanotta, imprenditore statunitense di origini siciliane. La famiglia di Stefani viene da Naso, piccolo comune nell’entroterra messinese. La madre Cynthia Bissett, è una casalinga di origini franco-canadesi. Stefani cresce nell’Upper West Side di Manhattan, insieme alla sorella minore Natali; la giovane frequenta la scuola cattolica per sole ragazze Convent of the Sacred Heart School. Molto disciplinata e studiosa, Stefani è oggetto di atti di bullismo data la sua indole insicura.

Già durante gli anni del liceo la passione per la musica si fa sentire: a quindici anni la giovane fa una breve apparizione nella serie televisiva I Soprano, mentre a 19 anni appare nel programma televisivo di MTV Boiling Points. Nello stesso periodo subisce una violenza sessuale, che causa in lei un profondo trauma: Stefani trova rifugio nell’alcol e nei disturbi alimentari. Dopo il liceo, la giovane entra alla Tisch School of the Arts di New York, che però abbandona successivamente per dedicarsi alla musica. Dapprima la vediamo esibirsi nei locali del Lower East Side, dove si impone per il suo stile provocatorio. Lady Gaga c’è già tutta nelle esibizioni accanto alle drag queen e agli spogliarellisti: così Stefani forgia l’immagine che la rende iconica sulla scena musicale, un mix perfetto di teatralità e provocazione. Sofisticata e chic come l’ultima delle dive, l’artista scrive testi irriverenti conditi da una musicalità del tutto nuova. In breve il suo stile la aiuta ad imporsi come una degli artisti contemporanei più amati.

Oltre alla sua musica (tante le hit di successo, da Poker Face a Bad Romance fino all’ultimo singolo Million Reasons), è proprio quel suo stile unico ad averla resa uno dei volti più carismatici del momento attuale: teatrale e vulcanica, Lady Gaga è una vera trasformista, amante della masquerade più estrosa. Accostata spesso ad icone della moda come Isabella Blow e ad artiste come Cher, la passione per la moda le è stata trasmessa dalla madre.

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Lady Gaga è nata a New York il 28 marzo 1987



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Tra i suoi designer più amati l’indimenticabile Alexander McQueen. Premiata dal Council of Fashion Designers of America con il Fashion Icon Award nel 2011, Lady Gaga è a tutti gli effetti considerata una delle icone fashion più ammirate del mondo: prima cantante ad essere insignita di tale onorificenza, la star ha anche calcato più volte la passerella, sfilando per Mugler e Marc Jacobs. Inoltre ha anche lavorato come fashion editor per la rivista V, ed è stata inserita nella lista delle 100 icone della moda stilata dal Time, accanto ad artisti come Madonna, Michael Jackson e i Beatles.

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Il suo stile iconico ha reso Lady Gaga una delle icone fashion contemporanee più amate


«I’m not real. I’m theatre», così la cantante ha definito il proprio stile: tra le variazioni di peso e gli innumerevoli successi che l’hanno vista protagonista, Lady Gaga ci ha abituato nel corso degli anni a look altamente scenografici, come abiti fatti di carne cruda, bolle di plastica e pupazzi di Kermit la Rana. Grottesca e femme fatale, la cantante è molto amica di Giorgio Armani e di Donatella Versace, per cui è stata anche testimonial nel 2014. Dal 2012 il suo consulente in fatto di immagine è Brandon Maxwell.