London Fashion Week Men’s, il design sostenibile di CROWTHER/PLANT

Approda all’idea di un nuovo e più genuino fashion world il brand CROWTHER/PLANT che mira alla salvaguardia dell’ambiente e a una moda ecosolidale e sostenibile.
L’idea di fondo pone l’accento sul ruolo indispensabile del progettista che deve avere a cuore il suo mestiere e deve riflettere ed agire per giungere a una produzione responsabile.

Il brand CROWTHER/PLANT nasce a Margate England, luogo dal quale trae ispirazione.
La scogliera, il mare, le onde cristalline e il tramonto sono elementi fecondi per un’ispirazione di stampo naturalista e spirituale che tanto piace ai due designer Cat Crowther e Emrys Plant, fondatori del brand.
Il primo incontro tra i due avviene nel corso del 2001, durante gli studi, presso la Nottingham Trent University ma non eccede in una posizione che li vede entrambi coinvolti in uno stesso progetto sin da subito.
Infatti, nel frattempo, Cat Crowther trascorre un decennio a Parigi come designer di maglieria di alto livello presso Kenzo e Eric Bompard, mentre Emrys Plant sviluppa una tecnica di progettazione plurale che dal disegno menswear si apre verso l’installazione pubblica.

I due hanno deciso così di riunire i propri principi di ecologia e sostenibilità dell’ambiente per fare della moda un’esperienza di benessere oltre che estetica.
Dalla produzione responsabile che avviene esclusivamente in Inghilterra, il brand eco-sostenibile crea prodotti di qualità in cotone organico e tintura a mano in indaco naturale tramite un processo che dona un’incredibile profondità di colore e finitura unica.
La collezione ispirata allo sport-luxe, invece, nasce dall’equilibrio visivo della maglia lavorata con cotone biologico britannico.

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London Fashion Week Men’s: il minimalismo di Alfie Douglas

Si aprono le porte della London Fashion Week Men’s che – da questo sei gennaio – favorirà i trend e le news del fashion system londinese maschile.
Ancora poco noti i volti dei designer di questa edizione della settimana della moda, ancora da scoprire e ancora da apprezzare.
Tra questi il brand inglese Alfie Douglas, emblema e carattere minimal.

Geniali, singolari, irripetibili.
Questi gli aggettivi che segnano e cristallizzano il lavoro della famiglia inglese Alfie Douglas, una famiglia di creativi che lavora a mano capi e accessori esclusivi favorendo l’artigianato e il prodotto di qualità.
Dopo il suo debutto nella primavera del 2014, il brand si afferma sempre più in ambito moda permettendo ai sei componenti della famiglia Alfie Douglas di dar forma a nuova creatività che pone le proprie basi nello stile minimal.

L’azienda a conduzione familiare, composta da due genitori e quattro figli, produce e commercializza prodotti moda senza aver mai avuto prime esperienze in questo ambito.
Si tratta di una semplificazione istantanea del processo di produzione, processo che non prevede disegni o grafici, riflessioni o analisi di mercato ma creatività, buon utilizzo della pelle lavorata a mano e ottima comprensione di un mood minimal che si adatti facilmente a qualsiasi momento e occasione della vita.

A favorire la propensione al minimal è la linea di Backpacks realizzati a mano, originali e senza tempo, qualità fondamentali per la produzione di capi e accessori minimalisti.
È l’elogio dell’accessorio in pelle, semplice e non vistoso per adattarsi e conformarsi il più possibile al corpo e allo stile di chi lo indossa.
Ed è proprio l’utilizzo della pelle che ne mostra la sua prima proprietà: tanto più la si utilizza, ancor più modella l’aspetto e s’adatta alle forme del proprio corpo.
Gli zaini in pelle sono inoltre composti da tre dimensioni che agevolino una vita in movimento, che realizzino la dipendenza di una generazione tecnicista e che si modellino in base alle esperienze e allo stile di vita.

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Woolrich, il debutto nelle calzature al Pitti Uomo

Dal 10 al 13 gennaio 2017 si terrà la 91esima edizione del Pitti Uomo, la rassegna nazionale della moda maschile.
In tale occasione saranno presentate le novità in fatto di stile e tendenza da parte di brand autoritari nel settore del fashion system, uno di questi è Woolrich.

Woolrich, infatti, debutterà nelle calzature per l’a/w 17-18. La prima collezione di calzature verrà presentata con una capsule collection in edizione limitata, una gioia per gli occhi dei buyer più meticolosi.
A fondersi è il design contemporaneo e urbano con le tecniche tipiche delle calzature outdoor, commistione che dà avvio alla linea “Woolrich Shoes“.
Le calzature si compongono da due tipi di suola, quella “a carrarmato” da montagna, solita e tipica, e quella che riprende il modello battistrada che incorpora il check del brand come elemento tecnico.

La linea Woolrich Shoes si divide tra due modelli base: il modello outdoor e il modello da città.
Il secondo si ispira ai temi e agli stili classici della scarpa contemporanea rivisitando le tecniche di composizione e strutturazione delle calzature.
Tra i modelli da città, Woolrich presenta l’iconica “running” in diverse versioni tra cui con pellami tradizionali e materiali tecnici e la “boot” da montagna.

Cavallo di battaglia della collezione è la calzatura “Hiker Boot“, una sintesi tra una scarpa d’escursione e una scarpa utilizzabile in città.
La suola, realizzata per Woolrich da Vibram, mantiene i canoni stilistici di una classica calzatura outdoor confermando, però, un’impronta elegante e comoda.

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Pazze per le scarpe, ecco perché ne siamo ossessionate

Non c’è storia che tenga, le scarpe sono e per sempre saranno il nostro punto debole.
Non è affatto facile far finta di niente se ci innamoriamo di un paio di scarpe, eppure il più delle volte siamo costrette a mollare l’osso per questioni di spazio – a meno che non si abbia un armadio delle dimensioni di una casa – e di portafogli.
Così da semplice passione, diviene una vera e propria ossessione.
Siamo capaci di acquistare scarpe per svariati motivi:

SE SONO IN OFFERTA

Infatti è quasi certo che ciò che oggi è in offerta potrebbe non esserlo più domani e sarebbe da sciocchi non cogliere un’opportunità del genere.
Anche se non sono esattamente ciò che avremmo voluto, le compriamo comunque.
Ciò che non serve oggi potrebbe servire domani.

COME RIMEDIO ALLA BANALITA’ DELLA VITA

Spesso un paio di scarpe può sollevare dalla noia, dalla routine, dalla quotidianità.
Basterà coordinarle per colore e stile, et voilà, le jeux son fait.

PER RISOLLEVARCI IL MORALE

Tutte passiamo dei periodi poco felici ma affrontarli con un nuovo paio di scarpe è un’altra cosa.
Non sappiamo come, non sappiamo perché ma ci fanno ritornare il sorriso.
Spesso, se questo periodo sembra non volerne sapere di allontanarsi, diamo sfogo al più sfrenato shopping compulsivo che neppure col black friday.

E allora non mazzi di rose, ma mazzi di scarpe.
Lo direbbe anche Carrie in Sex&theCity, ricordate il suo armadio?
E come dimenticare, poi, una delle massime della Bradshaw: “gli uomini sono come le scarpe col tacco. Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale e infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te“.
Le scarpe sono il simbolo per eccellenza di femminilità, fascino e seduzione, sono in grado di colmare il vuoto esistenziale che abbiamo dentro in quanto surrogato di una felicità mondana. Forniscono, infatti, in maniera immediata – tramite l’acquisto – una compensazione di ciò che manca.

Sicuramente le scarpe rappresentano un oggetto molto utile per la loro semplice funzione di ricoprire il piede e permettere di camminare, ma per le donne sono una vera e propria maniera di trasformare la propria vita, il proprio aspetto, di cambiare a seconda del modello.
Per questo motivo, l’America ha definito “shoesaholic” quelle donne che possiedono più di 60 paia di scarpe, un numero altissimo che riguarda, però, la maggior parte delle donne americane.

Dal punto di vista psicologico, il piede rappresenta una delle parti più erotiche del corpo di una donna.
Per Freud e Jung, infatti, la scarpa rappresenterebbe uno dei simboli più erotici femminili e quindi sessualmente incontestabili per via delle numerose terminazioni nervose presenti sul piede.
Un oggetto, quindi, erotizzato al massimo.
Eppure la scarpa non è solo espressione di sensualità, è anche espressione della propria personalità.
La scelta di una calzatura rispetto ad un’altra, rispecchierebbe le proprie tendenze individuali che solo l’aspetto esteriore e l’estetica sono in grado di mostrare.
Basti ricordare la favola di Cenerentola per notare l’identificazione primaria dell’oggetto con la persona che lo indossa.
Le scarpe rappresentano, dunque, un’estensione del sé.
Essendo, inoltre, il piede un mezzo di trasporto, è evidente come la connessione scarpa-piede riporti ad una condizione di indipendenza.
Camminare con le scarpe significa prendere possesso della terra“, sosteneva il sociologo Jean Servier.

E in effetti, in base alla scelta individuale di un paio di scarpe, è possibile disegnare il profilo psicologico di chi le indossa.
Indossare un paio di scarpe col tacco a spillo è indice di sensualità, ovvero voler mostrare la propria femminilità mantenendo un profilo sexy e ricercato.
Indica, inoltre, un atteggiamento sicuro, soprattutto se si indossa un tacco di 12 cm – questo è, infatti, sinonimo di imprevedibilità -.
Chi indossa ballerine, pratica la comodità.
Le amanti della scarpa sportiva, invece, amano il casual wear, sono donne dirette nel rapporto con gli altri e amano la sincerità.
Chi indossa la zeppa ama la stabilità e la sicurezza, desidera mantenere l’indipendenza pur mostrando un atteggiamento femminile e sensuale.
Gli anfibi sono indice di aggressività, le infradito di spontaneità e i sandali di un carattere allegro e disinibito.
Una scarpa colorata e appariscente indica un carattere estroso e ribelle, mentre chi indossa scarpe di marca è particolarmente ansioso.

Insomma, se la scarpa è la rappresentazione della propria personalità, le donne non fanno alcuna fatica a mostrarla agli altri.
E, come si suol dire in certi casi, (S)CARPE DIEM.

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Addio a Franca Sozzani, regina di Vogue Italia

Franca Sozzani non è più in vita.
Muore, oggi, anche la scrittura della moda italiana.

La direttrice di Vogue Italia ha detto addio al mondo – prematuramente – a soli 66 anni.
L’indiscutibile regina della moda italiana condivideva uno dei ruoli più influenti nel mondo dell’editoria assieme alla sua collega americana Anna Wintour.

Non solo moda, Franca Sozzani impegnava la sua vita anche nel sociale.
Gli ultimi numeri beauty di Vogue premevano sull’importanza e sulla delicatezza della chirurgia estetica, sull’esagerazione che portava le donne a trasformare il proprio corpo.
La Sozzani ha toccato diversi tasti dolenti della moda con la delicatezza che da sempre l’ha contraddistinta, tra questi il mondo delle donne curvy.

Non una diva dello spettacolo, mai in scena, sempre dietro le quinte.
Di una bellezza eterea e mai banale seppur semplice, Franca Sozzani sapeva muovere fili inconciliabili tra lunghe trame di racconti, scelte, decisioni.
Nota per la sua determinazione a ambizione, ha intrattenuto rapporti anche amichevoli con top model, fotografi, artisti e giornalisti come Naomi Campbell, Steven Meisel, Bruce Weber, Peter Lindbergh e Paolo Roversi.

Ammirata e amata da stilisti di fama internazionale, la Sozzani prendeva posto in prima fila accanto al “diavolo veste Prada”, Anna Wintour, ai lati delle passerelle durante le sfilate che annunciavano le stagioni a venire.
Ma forse, anche se Franca non è ormai più con noi, rimane e rimarrà sempre il suo contributo alla moda come quello di dare un barlume di speranza a giovani creativi e stilisti con il concorso “Who is on next” che ha il compito di scovare nuovi talenti.

Sempre in contrasto con l’idea che ingabbia la moda nella sua aurea di frivolezza e superficialità, Franca non rinunciava mai a dire la sua: “Non se ne può più di chi considera il nostro mestiere fatto solo di sfilate, cene e feste“.
E non si potrebbe cogliere la regina di Vogue Italia nella sua interezza senza guardare il docu-film che la ritrae come donna e madre: “Franca. Chaos and creation“.
Si tratta del progetto di suo figlio, Francesco Carrozzini, 34 anni, fotografo e regista, che le ha dedicato un ritratto della sua vita con interviste inedite a Marina Abramovic, Bruce Weber, Karl Lagerfeld, Naomi Campbell e Courtney Love.

Ma da studentessa di Lettere a Vogue Bambini il passo è stato breve.
L’ascesa, poi, e la promozione a direttrice nel 1988.
È forse questo quello di cui si dovrebbe raccontare di Franca Sozzani, e non della sua malattia, della sua sofferenza, del suo tumore alla gola che l’ha uccisa a soli 66 anni.

Allora addio Franca Sozzani, dacci sempre la forza di credere nel talento che è in noi.
Il successo ce lo si guadagna, oserei dire ce lo si inventa. Niente arriva per caso anche se la fortuna di cadere al posto giusto, nel momento giusto, con la persona giusta agevola parecchio. Ma la sorte, si sa, è alterna. Non è proprio la base su cui costruire il proprio successo. Il talento, il tuo, è la vera forza“.

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Sence, il braccialetto che controlla le tue emozioni

Non c’è nulla di più gratificante del conoscere le proprie emozioni e imparare a gestirle, ridurre lo stress, aumentare il grado di felicità, abbattere la noia, cancellare la rabbia.
Ma come fare per controllare gli stati d’animo?
Parola d’ordine: innovazione e tecnologia.

Nasce Sence, il braccialetto che controlla l’attività cardiaca e la categorizza riconoscendola in 64 diversi stati d’animo.
L’obiettivo sarebbe quello di rendere sempre più tracciabile l’attività umana a partire dalle emozioni.
Un tale progetto richiederebbe anni di corsi avanzati sul controllo della propria emotività, intense sedute psicanalitiche e continue riflessioni sulla propria personalità, non è – infatti – affatto semplice giungere alla conoscenza totale della propria persona.
Eppure Sence sembrerebbe avere delle precise risposte che non richiedono null’altro se non l’acquisto dell’oggetto.
Può un braccialetto molto simile a un fitness tracker giungere al resoconto di ciò che proviamo?

Può.
Sence infatti è in grado di supportare un raffinatissimo lettore del tracciato dell’elettrocardiogramma in grado di monitorarci per tutto il giorno, se necessario, e condurci alla visione (e accettazione) del nostro attuale stato d’animo.
L’azienda sviluppatrice del prodotto, Planextra, si pone così l’obiettivo di misurare i cambiamenti delle emozioni di un soggetto indossante il braccialetto e di inviargli una notifica sullo smartphone in caso di cambi repentini d’umore.
Planextra, in parole povere, non fa che chiedere costantemente: “come stai?“.

Eppure, alla spontanea domanda, molto meno spontanea sembra essere la sua risposta.
Può davvero esser così difficile riconoscere le proprie emozioni?
È giusto affidarsi a un meccanismo di controllo?
Può un’emozione ridursi a una semplice notifica d’avviso?

Il braccialetto Sence sarà sul mercato da agosto 2017 per un prezzo di 300 dollori.

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Fashion Awards 2016, Gigi Hadid tra i vincitori

Così come cita il sito web: “Il British Fashion Council (BFC) è un’organizzazione senza fini di lucro che propone di favorire gli interessi del settore della moda britannica e delle sue imprese di design sfruttando la condivisione collettiva della conoscenza, l’esperienza e le risorse del settore“.
Nata a Londra nel 1983, è stato finanziato da mecenati, facoltosi del settore e da personalità politiche come il sindaco di Londra.
Cinque sono i pilastri sui quali punta il British Fashion Council, ovvero gli affari, la reputazione, l’istruzione, digitale e gli investimenti.
Il BFC mette in mostra il meglio del design di moda inglese ad un pubblico internazionale, tra cui stampa e buyer e organizza ogni anno il British Fashion Awards.

Il 5 Dicembre si è tenuta la premiazione dei Fashion Awards 2016 in collaborazione con Swarovski presso la Royal Albert Hall, a Londra.
L’esito dell’Awards di quest’anno è stato quello di raccogliere fondi di beneficenza per l’Education Foundation del British Fashion Council.
Serviranno al finanziamento di diverse borse di studio di formazione per aiutare i migliori talenti a frequentare scuole leader nel settore della moda.

Sono stati così premiati i migliori dell’anno: designer, influencer, modelle, icone fashion e fotografi, magazine.
14 i premi assegnati alle figure della moda di quest’anno, scelti sulla base di una classifica di 1500 personalità note nel settore del fashion.

Ecco i nomi dei vincitori e i loro rispettivi titoli:

British Emerging Talent: Molly Goddard
The Swarovski Award for Positive Change: Franca Sozzani
British Menswear Designer: Craig Green per Craig Green
British Womenswear Designer: Simone Rocha per Simone Rocha
Isabella Blow Award for Fashion Creator: Bruce Weber
Special Recognition: Celebrating 100 years of British Vogue
British Brand: Alexander McQueen
International Business Leader: Marco Bizzari
International Urban Luxury Brand: Vetements
New Fashion Icons: Jaden & Willow Smith
International Model: Gigi Hadid
International Accessories Designer: Alessandro Michele per Gucci
International Ready-to-Wear Designer: Demna Gvasalia per Balenciaga
Outstanding Achievement in Fashion: Ralph Lauren

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Zara, capsule collection dedicata ai Rolling Stones

Zara rende omaggio ai Rolling Stones con una capsule collection esplosiva, grintosa, carica di un romanticismo rock glam.
La collezione omaggia l’uscita dell’ultimo album del gruppo britannico datato 2 Dicembre: Blue & Lonesome.
Un ritorno al passato quello di Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watt che celebrano le loro radici blues e giocano con suoni dal sapore autentico, un vero e proprio disco che sembra suonare dal vivo.

Zara ne fa un editoriale senza tempo lasciando scorrere sul sito ufficiale alcune foto del concerto del 2013 a Londra, Hyde Park.

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Non un memoriale, non un ricordo sbiadito, bensì il riecheggiare di una continua musica che non possiede confini temporali, apprezzata e da apprezzare anche per i suoi contenuti testuali.
Si fa spazio – nella presentazione della capsule – il testo della canzone “i’m just your fool” che cita così:

I’m just your fool, can’t help myself
I love you baby, and no one else
I ain’t crazy, you are my baby
I’m just your fool

I’m just your fool, I must confess
Still love you baby, and take your mess
I ain’t lyin’, no use a jivin’
I’m just your fool

You must be tryin’ to drive me crazy
Treatin’ me the way you do
I ask you please have mercy baby
Let me be happy too
If you gonna leave me, for someone new
Gonna buy me a shotgun, shoot it at you
I ain’t lyin’, no use a jivin’
I’m just your fool

I’m just your fool, can’t help myself
I love you baby, and no one else
I ain’t crazy, you are my baby
I’m just your fool


Il mood della capsule sembra delinearsi sulla base di questo pezzo: si alternano t-shirt con iconico logo stampato a felpe, giacche e camicie in denim, tagli da cowboy e ricami.

L’innovazione gioca a suo favore: ogni capo della collezione presenta un QR code sull’etichetta che permette di collegarsi direttamente ad una piattaforma musicale che consente l’ascolto in streaming del nuovo album.

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Primavera Sound ’17, la line-up di Barcellona

Primo weekend di Giugno, tutti pronti per il Primavera Sound 2017?

Inizialmente pensato come festival di musica elettronica, si configura oggi come una delle più importanti vetrine musicali d’avanguardia.
Nel tempo, il suo orientamento elettronico ha ceduto all’indie, ancorandosi irrimediabilmente a un genere piuttosto che ad un altro.
Lo scorso hanno si è concluso con un cast stellare, l’headline prevedeva i Radiohead di Thom Yorke, LCD Soundstystem, i Sigur Ros, PJ Harvey, Tame Impala, Beach House, Pusha T e The Last Shadow Puppets.
E ancora sul fronte francese gli Air e poi le Savages, Ty Segall, gli Suede, gli Animale Collective.

Le date di quest’anno dicono 31 maggio – 4 giugno, la primavera non potrebbe che avere inizio migliore.
Non ha rivali in quanto festival della musica d’Europa, se non quello di Glastonbury, anche se potrebbe annoverarsi negativamente per quanto riguarda l’alloggio.
Infatti non c’è possibilità di campeggiare nel luogo del concerto, chi vuole assistere al Primavera Sound deve mettere in conto una base come quella di Barcellona.

I biglietti sono già in vendita, il loro prezzo è 175 euro comprensivo di tutti i giorni del festival.

Tra i nomi dei partecipanti, gli Slayer.
La domanda sorge spontanea: cosa ci fanno gli Slayer assieme a Tycho, e King Gizzard & the Lizard Wizard? Whitney, e Chk Chk Chk? Alexandra Savior, e Iosonouncane?
E ancora: non potrebbe essere il segno di una scena musicale che sembra aver perso qualsiasi identità?

La line-up dell’evento parla chiaro, in scaletta gli Arcade Fire, i Bon Iver, Frank Ocean, gli xx, Skepta, Aphex Twin, Grace Jones, i Teenage Fanclub, gli Slayer, Solange, Flying Lotus, i Run the Jewels, Seu Jorge, i Broken Social Scene e Van Morrison.
Senza ripensamenti, biglietti alla mano e si vola per la Spagna.

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Fashion Week, il resoconto delle precedenti e le novità delle successive

Le prossime Fashion Week sono alle porte, trepidanti le amanti della moda, curiose di conoscere le novità e i trend della prossima stagione.
Come ogni anno, le due ondate di novità si tengono nel mese di settembre (Fall ’17), così da presentare le collezioni del successivo autunno/inverno e nel mese di febbraio (Spring ’18), con ciclicità, per presentare le collezioni della successiva primavera/estate.
Il motivo di questa sequenzialità risiede nel fatto che le Fashion Week posseggono il compito di “anticipare” le novità, le collezioni, i trend della stagione successiva, in modo da ottenere un largo anticipo per quanto riguarda la produzione.

Con l’avvento di Internet e con il consolidarsi del “fast fashion“, la concezione sull’anticipo è cambiata radicalmente, anche osservando le necessità del consumatore, e ha dato luogo al “see now, buy now“.
Sono tanti gli stilisti che nelle precedenti Fashion Week hanno aderito a questo nuovo sistema di vendita, degli esempi sono Tom Ford, Nicole Miller e Tommy Hilfiger, o ancora Vivienne Tam, Rebecca Minkoff, e Diane von Furstenberg.
Il “see now, buy now” può avere diversi modi di approccio, uno di questi è l’apertura della vendita online del capo appena visto in passerella.

Le date sono già state stabilite, la settimana della moda di New York avrà inizio il 9 febbraio 2017 e si concluderà il 17 gennaio 2016, la settimana della moda di Londra, invece, vedrà il suo inizio il 17 gennaio 2017 per concludersi il 21 gennaio 2017.
Il ritorno in patria, ovvero la settimana della moda di Milano, avrà luogo dal 22 febbraio 2017 al 28 febbraio 2017 per poi concludere il calendario con la settimana della moda di Parigi che avrà inizio il 1 marzo 2017 e fine l’8 marzo 2017.

Se la NYFW seguirà il modello del “see now, buy now“, ancora non ci è concesso saperlo.
Ma una novità sembra già giungere alle orecchie delle amanti della moda: Calvin Klein riunirà le collezioni uomo e donna in questa occasione.
Raf Simons rivelerà quindi i suoi primi modelli per Calvin Klein nella collezione di prêt-à-porter per l’autunno-inverno 2017/18.
Sono alte le aspettative del nuovo direttore creativo del brand, dopo aver lasciato lo scorso agosto la maison Dior.

Successiva alla NYFW, è la LFW.
La settimana della moda di Londra è ormai riconosciuta come sede di talenti, designer d’avanguardia e tra questi anche culla di volti ormai noti nella moda come Burberry o Vivienne Westwood.
Londra ha concesso per prima il live streaming delle sfilate durante la Fashion Week, ormai visibili e condivisibili da Youtube.

Ma la vera ondata rivoluzionaria della moda si tiene a Milano durante la MFW, con essa s’alternano leggendari brand come Gucci, Prada, Dolce & Gabbana e Fendi a nuovi e talentuosi designer.
Milano, la capitale della moda, ospita lussuose passerelle, eventi imperdibili, modelle internazionali.

Infine, Parigi.
Nonostante Parigi sia l’ultima delle Fashion Week, rappresenta per molti la “madre” di tutte le settimane della moda.
La PFW accoglie infatti l’haute couture, le sfilate d’alta moda e nomi altisonanti come Louis Vuitton, Commes de Garçons, YSL, Balenciaga, Balmain, Valentino, Alexander McQueen, John Galliano, Hermès, Givenchy, MiuMiu di Miuccia Prada, Dior e ancora, non per ultimo ma per intensità, Chanel guidata da Karl Lagerfeld.

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Prada, nuovo flagship store a Copenhagen

Nuove aperture nel campo moda, Prada apre un flagship store a Copenhagen.
Situato a Ostergade, una delle vie di massimo interesse per lo shopping cittadino, il nuovo store Prada vede la luce all’interno dello storico department store Illum, acquistato da la Rinascente nel 2013.

La spiegazione dell’apertura di tanti nuovi punti vendita è sostenuta da Patrizio Bertelli, Ceo di Prada, che commenta: “Con l’attuazione della prima fase di razionalizzazione dei vari processi operativi e gestionali e con l’avvio di una serie di nuove iniziative che consentiranno al Gruppo di rispondere più rapidamente alle esigenze di un mercato in rapida evoluzione, considero il 2016 un punto di svolta importante“.

Il 2016, quindi, si direbbe essere un anno fortunato dal punto di vista degli incassi e delle vendite, tanto da registrare un forte flusso di cassa operativo pari a 267 milioni di euro, possibile grazie ad azioni volte alla riduzione del magazzino.
Un flusso monetario di questa portata ha finanziato diversi investimenti per una somma di 108 milioni di euro.

Il nuovo store si articola su due livelli e conta 900 metri quadrati di spazio per la vendita.
Al suo interno le collezioni uomo e donna, le calzature, gli accessori e la pelletteria.
La parte frontale del punto vendita gioca con un incastro di luci tra vetrine e light-box che si rifà inevitabilmente alla volontà di unificare la contemporaneità al classico stile della maison Prada.
Questa commistione di due elementi vede le sedute in velluto di Osvaldo Borsani, riprodotte in esclusiva per il brand, e pareti in tela acquarellata sui toni del verde, scacchi bianchi e neri per il pavimento in marmo antico, ancora marmo per le mensole in verde Alpi con teche di cristallo, soffitto a travetti.

Il concept dello store è basato su un unico colore visibile in ogni ambiente, in minor o in massima parte: il verde.
Coniugato in toni e intensità differenti, il verde ricopre di stile il nuovo store Prada a Copenhagen.

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