Daniela Gregis si racconta per la prima volta

Ad ogni fine sfilata , i designers escono tra il pubblico per accogliere gli applausi, sempre.
Lei no. Al suo posto, una fila di sarte sorride in passerella. Indossano abiti da lavoro e ringraziano.
Questo è il messaggio della designer di moda Daniela Gregis: la persona viene prima dell’ abito che indossa.

Intervisto Daniela Gregis presso il suo atelier nel centro di Bergamo.

Siamo nel bar storico di Bergamo alta. La piazza è un vociare allegro di ragazzi appena usciti da scuola, siedono sugli scalini accanto ai cafè. Chiacchiero con l’assistente di Daniela Gregis cercando di scoprire qualcosa sul carattere della designer, quando mi appare d’improvviso dietro le sue spalle. Mi venisse un colpo!

Una signora elegante in ambiti semplici, senza un filo di trucco sul viso, con una grande fusciacca al collo e dalla voce sottile mi invita a sedere al tavolino del bar per conversare davanti ad una tazza di tè bollente, che allunga con un poco di spremuta. Magra, capelli castano cenere sulle spalle, ha l’andatura della voce di chi ha il lusso del tempo e mi racconta quand’è nata la passione per la moda:

Mia zia lavorava all’uncinetto, è da lei che ho imparato e da allora porto avanti la tradizione, più per una questione di rispetto che per una vera e propria scelta di stile”.

Ricorda il suo primo scialle, di un arancio forte e di una lana terribile, sintetica, che si usava per fare delle prove, per i noviziati: lo ricorda con ironia e racconta che ogni momento di inquietudine e solitudine lo passava lavorando alla maglia, era il suo modo per allentare le tensioni.

Da allora non ha mai più smesso.

Piazza Vecchia di Bergamo:

 



Daniela Gregis è alla sua 38esima collezione, ha iniziato questo mestiere 19 anni fa, quando nel laboratorio di Bergamo c’erano solo 3 persone; oggi in questa città si trovano i suoi 3 atelier che si affacciano sulla Piazza Vecchia. Il primo spazio è utilizzato come sala riunioni e propone pezzi di modernariato, dove il nuovo incontra il passato; oggetti acquistati nei numerosi viaggi around the world. Il secondo atelier, accanto a questo, è il vero negozio che propone la collezione in corso, una piccola boutique che non ha mai subìto restauri o ritocchi dove lavora la stessa signora da anni,  da anni. Il terzo atelier è una “lavagna bianca”, dove ogni mese il tema cambia e si gioca con gli abiti e oggetti; in questo periodo è dedicato ai bambini, quindi via libera agli acquerelli, ai giochi in legno e mini clothes.

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Mobile in legno intrecciato – atelier Daniela Gregis


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oggetti di modernariato nell’atelier di Bergamo


Tra le più grandi passioni di Daniela Gregis c’è la cultura giapponese con le sue tradizioni.

Nel negozio che propone oggetti di modernariato si possono acquistare introvabili borse japan in legno di noce (resistenti più della pelle mi dice), contenitori di legno scandinavo a incastro, kit giapponesi per oggetti rotti: si tratta di una colla color oro che disegna un tratto elegante su un oggetto che sarebbe destinato alla spazzatura. “Perché dire addio ad un oggetto bello o utile che amiamo? Il recupero è un modo per evitare lo spreco

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borsa japan in paglia lavorata a mano


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contenitore in legno scandinavo a incastro


 

 

Gli atelier di Daniela Gregis nella città di Bergamo:



Nei racconti della stilista Daniela Gregis, che sottolinea “l’eleganza non è eccesso a tutti i costi, trovo sia più elegante un contadino di una signora male agghindata” – si ritrovano l’amore per il proprio lavoro ma soprattutto una filosofia che stimola le scelte che ricadono sulla comunicazione del brand. Lo stesso bizzarro e originale dettaglio di aver fatto sfilare una donna non più giovane come Benedetta Barzini,  modella e giornalista.

Siamo delle maschere e recitiamo sempre una parte, perché mai? Che motivo abbiamo?” si domanda – “siamo così arroganti da credere di essere importanti”: questa la verità che si cela dietro il non apparire di Daniela Gregis, il non voler esporsi, il lasciare piena libertà alle modelle, di sfilare con i loro ritmi, lenti, cadenzati dalla musica, totalmente in contrasto con la frenesia di una fashion week abituale.

La location prediletta per la settimana della moda milanese è un luogo sacro: l’oratorio della Basilica di San Ambrogio, una delle più antiche chiese di Milano.

Le sfilate di Daniela Gregis raccontano una moda senza solennità, colma di spiritualità, come il luogo dove si svolge, un defilé quasi neghittoso, indolente e soprattutto mai autoreferenziale.

Ogni passo della modella libera quel po’ di mistero romantico degli abiti della Gregis, che sono casti ma colorati, moderni ma intrisi di storia – assistervi è come abbandonarsi ad una riscoperta naturalezza.

Il clangore di una grossa campana avvisa che il tempo è finito – una lezione di vita quella di Daniela Gregis: l’essere se stessi, semplicemente.

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collezione Daniela Gregis F/W 16/17


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Benedetta Barzini sfila per Daniela Gregis


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collezione Daniela Gregis F/W 16/17


 

 

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SFILATA DANIELA GREGIS – COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2016/17

“Tarì rural design” – le borse della tradizione siciliana

Dalle atmosfere agresti di una Sicilia color giallo paglia e dai campi imperlati di sole nascono ispirazioni imprenditoriali portate avanti da giovani che intendono raccontare lo stile italiano, ritornando alle radici culturali. Un mix geografico e culturale che riflette la società in cui nasce e la modifica in un’eleganza anarchica che sfida le convenzioni borghesi.

La nuova collezione di borse Tarì rural design ( www.tarifashion.it ) celebra così l’ingegnosa operosità del valore artigiano in un progetto più ampio di rilancio della cultura locale. Valori tradizionali e territoriali informano la nuova mission del fondatore del Brand: Ezio Lauricella, selezionato nel 2014 tra i manager under 35 più promettenti d’Italia, candidato al“Wired Audi Innovation Award 2014”, il prestigioso riconoscimento edito dalla automobilistica tedesca Audi insieme alla rivista statunitense Wired, da sempre sensibili ai valori dell’innovazione e attenti alla promozione delle eccellenze internazionali.

Il trentenne agrigentino, già noto per le sue visioni imprenditoriali riconosciute in Italia e all’estero, non solo ha l’obiettivo di produrre le collezioni Tarì nella sua terra di origine, ma intende ripristinare con essa quel legame ancestrale, fortificato durante l’infanzia trascorsa all’aria aperta, nel vivido ricordo di avi che seminavano campi.

Principessa sicilia
Principessa Sicilia


L’amore per il territorio ha portato il giovane ad intessere uno stretto dialogo con alcune aziende agricole siciliane che hanno ricevuto in dono varie forniture di sacchi di canapa per la raccolta delle olive. Una sensibilità verso i cicli naturali della Sicilia contadina che si è trasformata presto in una vocazione al local fashion: i lavoratori a fine raccolto hanno ridato all’imprenditore i sacchi, utilizzati poi come materiali per la realizzazione della nuova collezione Tarì.

Vucciria Dettagli
Vucciria Dettagli


Raccolto
Raccolto


Tarì rural design storce il naso al “fast fashion” e diventa il simbolo della morigeratezza propositiva. Tale valore culturale del prodotto ha dato il via al contempo ad un sistema green di ri-utilizzo di materiali e al piano di marketing improntato sulla valorizzazione di elementi glocal. Impreziositi dalla manifattura, nella esuberanza di disegni e colori, le corde, il cuoio e le pelli utilizzati nel passato da butteri e mulattieri sono adesso capaci di raccontare uno stile unitario e specifico, impregnato anche del fascino di contaminazioni con il wax print, “tessuto africano” dalle tinte variopinte. La Sicilia tradizionale allora diventa occasione di incontro tra l’Occidente e quel Continente nero. Un viaggio lungo quel ponte di contatto tra due terre che si guardano specularmente e che vogliono ancora scommettere sulle proprie capacità.

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Simbolo di tradizione artigianale e icona dell’handmade italiano, Tarì rappresenta dettagli immancabili di uno stile ricercato e distintivo. “Un linguaggio – dichiara Ezio Lauricella – che si sostituisce alla comunicazione verbale, scrigno del nostro passato e luogo identitario del futuro”.

 

Abstractionism – Fashion Editorial

ABSTRACTIONISM

 

L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.”

Paul Klee

Photo & Styling Miriam De Nicolo

Model Daria Mikołajczak @Wonderwall Management

Make up Manuel Montanari 

Hair Mattia Flora 

Thanks to: So Sweet PR agency Milano 

Camicia gialla con fiori strass multicolor Blugirl Folies – Gonna frange multicolor Cristiano Burani
Sx Guanti lunghi bicolor Bruno Carlo – Dx Top in corda con frange rosa Cristiano Burani
Per gli occhi – Lip mix light blu + Studio Eye gloss transparent Mac Cosmetics
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Camicia gialla con fiori strass multicolor Blugirl Folies – Gonna frange multicolor Cristiano Burani
T-shirt lino stampato Alysi – guanti gialli in pelle Bruno Carlo
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Maglia bianca con inserti bianchi in paglia + gonna in corda frange blu Cristiano Burani – guanti effetto dripping Bruno Carlo – quadro Maura Bruno
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Maglia bianca con inserti bianchi in paglia + gonna in corda frange blu Cristiano Burani – guanti effetto dripping Bruno Carlo – sneakers con strass Stokton – dx bomber fantasia G2G

Il progetto “Followers” di Marco Onofri in mostra presso Senape

Per la prima volta nel suo studio/galleria SENAPE, per la prima volta a Cesena, Marco Onofri presenta la mostra “FOLLOWERS” con le stampe 60×90, la serie di scatti già esposta in anteprima al Mia Photo Fair di Milano.

Un progetto “aperto” ed in continuo sviluppo che ci racconta cosa succede quando tra modelle e seguaci viene eliminato il computer di mezzo, lo scudo per i critici, lo spioncino per i più timidi, il mezzo dei fanatici e la finestra sul mondo per i più giovani…

Il risultato è uno strabiliante quadro dove i veri protagonisti sono proprio i FOLLOWERS che, intorno ai corpi nudi delle modelle, mostrano le loro espressività senza veli: c’è chi ride beffardo, chi si copre gli occhi, chi si masturba, chi giudica, bambini incuriositi, madri che allattano e addirittura un cane al guinzaglio che alza il muso verso la donna nuda. Sono scene di vita quotidiana che noi stessi viviamo nella penombra e che il fotografo rivela attraverso uno stile personale, fatto di luci soffuse di camere d’albergo.

Marco Onofri è un fotografo che ha esposto precedentemente i suoi lavori al Fotofever Art Fair di Parigi, alle Officine delle Zattere a Venezia, alla Romberg Arte Contemporanea di Milano e in altre prestigiose gallerie; il suo approccio alla fotografia è artistico ed ispirato alle opere di Sarah Moon e Paolo Roversi.


 

Qui alcune foto della serie “Followers”:

 

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Diversi gli aneddoti in merito al backstage: boati maschili, donne svenute per l’emozione, panettieri in tenuta da lavoro che hanno raggiunto il set dopo il turno, lo zabettìo delle ragazze, le domande imbarazzanti dei bambini, questo durante i preparativi, fino a quando l’entrata in azione del fotografo obbligava al silenzio, un silenzio meditativo.

Lo stesso Marco Onofri appare in un cameo, interpretando un se stesso “follower” di fronte ad una ragazza nuda che fuma, in una posa naturale, totalmente a suo agio nei panni che non indossa.

Quando gli chiedo in quale tipo di “follower” si riconosce, risponde:

“Amo la naturalezza, non le pose imposte – sono affascinato dalle donne sicure di sé perché sento, in fondo, che “non c’è presa di coscienza senza dolore” – citando Carl Gustav Jung-.

 

 

Qui alcune foto del backstage scattate da Marta Tomassetti:



 

Le foto dell’evento presso lo studio/galleria Senape, Cesena:

 

(reportage di Marco Montanari)

 

Tutto su “Followers” alla pagina Facebook

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MIA PHOTO FAIR 2016 – IN MOSTRA LA FOTOGRAFIA D’AUTORE

La Tenda Experience – Fashion & Art

ACQUA : particelle di creatività

LA TENDA Milano, a partire dal 16 Maggio e per quindici giorni, dedicherà la sua vetrina LA TENDA EXPERIENCE al progetto “ACQUA”. Per l’occasione Vittorio Longoni presenterà una capsule esclusiva realizzata da Davide Maronati, fashion designer del brand METAMORFOSI.

Traendo ispirazione dal lino, tessuto importante che rimanda all’elemento naturale dell’acqua e ai suoi colori multi sfaccettati, trasparenti ed evocativi, verranno presentati dei capi semplici e al contempo sofisticati.

Da una parte un lino tramato con un sottile filo di nylon trasparente, che conferisce lucentezza leggera e riflessi traslucidi, elementi tipici dell’acqua; dall’altra il lino pe, dall’aspetto leggermente ‘increspato’, appunto, che rimanda alla suggestione della superficie del mare quando una delicata brezza di vento lo muove sinuosamente.

A raccontare questo esclusivo showcase le opere dell’artista Matteo Pugliese, scultore milanese di respiro internazionale.
Pugliese ha tenuto personali a Milano, Venezia, Roma, Hong Kong, New York, Anversa, Bruxelles, Lugano, l’Aia.

Il prossimo 5 Giugno prende il via una mostra nella prestigiosa sede della Versiliana di Marina di Pietrasanta, dove verranno esposte, sino al 15 settembre 2016 e per la prima volta, delle sculture in marmo e in vetro soffiato, e alcuni lavori monumentali.

Le sue opere “Extra Moenia” e “I Custodi” sono nell’immaginario collettivo.
La vetrina de LA TENDA EXPERIENCE ospiterà “Sott’acqua”, opere in bronzo in bagno d’argento realizzate nel 2005. Corpi avvolti dall’acqua, figure sinuose e riflessi di luce. In realtà, l’acqua, è stata scolpita nella sua forma e nella sua luce.

Il vernissage si terrà giovedì 19 maggio alle ore 18 presso la boutique La Tenda in via Solferino 10.

Max Papeschi, prima vende la madre, ora la guerra !

Max Papeschi: The leader is present

Ha già venduto la madre con tanto di cartellino prezzato al collo ed un libro che consiglia come “vendere svastiche e vivere felici”, oggi Max Papeschi vende “guerra” e la sua idea politica !

Inizia così la mostra itinerante “The leader is present” : una messa in scena provocatoria, tipica dell’artista, che lo vede – nella finzione – Ambasciatore del Ministero della Propaganda Sociale e Culturale della Repubblica Popolare Democratica di Corea – titolo insignito da Kim Jong Un in persona – leader del regime totalitario della Corea del Nord !

A diffondere il verbo insieme a Max Papeschi, Amnesty International Italia e artisti di fama internazionale, tra cui Marina Abramovic, Andy Warhol, Damien Hirst, Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft, Piero Fornasetti, Lucio Fontana, Jeff Koons e il misterioso Banksy !

Tutto questo ovviamente fa parte dello stile artistico di Max Papeschi, che utilizza l’ossimoro visivo per promuovere la mostra; è così che si fanno spazio nella città di Milano, bombe mascotte in gomma piuma colorata e modelle con il volto coperto dalla maschera del leader supremo.



 

Satira? Sì, ma per una nobile causa, quella di portare il popolo all’attenzione di un tema molto delicato: la difesa dei diritti umani in un paese dove ancora vengono violati.

Oltre alle opere esposte alla Galleria Silbernagl Undergallery di Milano, una serie di gadget in vendita il cui ricavato andrà devoluto ad Amnesty International, facenti parte del progetto intitolato “Welcome to North Korea” .

La mostra itinerante passerà da Milano (fino al 22 maggio alla Silbernagl Undergallery -Alzaia Naviglio Grande, 4) – per voi volare a Parigi e San Francisco.

In un periodo storico dove le campagne politiche sembrano surrealismo e dove il Papa parla lo slang dei giovani, Max Papeschi ci sorprende ancora con la sua irriverenza e il suo gioco macabro che attira le folle, anche i più ingenui che si aspettano di vedere un Banksy incappucciato il giorno del vernissage.


SPIRITO TEXAN RODEO PER SALAR

Spirito TEXAN RODEO  per la nuova collezione F/W 16/17 del brand italiano SALAR

Nella collezione F/W 2016/17 si riafferma la femminilità audace espressa dal brand italiano SALAR che ci sorprende ancora con il suo design innovativo ed il sapiente utilizzo dei materiali, per una collezione ricca e versatile.

Il connubio dei materiali accentua lo spirito “Texan Rodeo” della collezione che dona alle borse una vena chic-rock di estrema originalità. Pelli lisce e suede, morbidi inserti di pelliccia di volpe, dettagli in cavallino, particolari metal fringes sono solo alcune delle sfaccettature che sono presentate per il prossimo inverno.
La novità di questa stagione sono gli intarsi Marie Rose e Rodeo, speciali applicazioni che richiamano gli abiti dei cowboy in uno stile creativo ed audace. Le troviamo nelle iconiche forme della MIMI e della LOU ma anche nel nuovo romantico modello CUORE che racconta la dolcezza del Rodeo ma sempre con un’anima ribelle accentuata dalle micro borchie.

Schermata 2016-05-09 alle 14.54.13 Schermata 2016-05-09 alle 14.54.19 Schermata 2016-05-09 alle 14.54.07 Schermata 2016-05-09 alle 14.53.41 Schermata 2016-05-09 alle 14.53.35 Schermata 2016-05-09 alle 14.54.28 Schermata 2016-05-09 alle 14.54.34 Schermata 2016-05-09 alle 14.54.44 Schermata 2016-05-09 alle 14.54.55 Schermata 2016-05-09 alle 14.55.02

 

LISCA SS’16: AUDACIA, COLORE E UN PIZZICO D’AFRICA

LISCA SS’16: AUDACIA, COLORE E UN PIZZICO D’AFRICA

Come ogni anno, Lisca, noto brand sloveno di underwear e beachwear, famoso nel mondo per la qualità e la raffinatezza della sua offerta, presenta a Milano la nuova collezione di costumi da bagno per l’estate 2016.
Come d’abitudine, la linea “Selection” offre una vasta scelta di bikini, trikini e costumi interi, con tagli audaci e trendy e strutture capaci di valorizzare e modellare le curve femminili.
Eleganza color pastello, colori multivitaminici e motivi floreali sono i protagonisti della stagione, così come il tinta unita più glamour e le stampe animalier più seducenti, come il nuovo motivo ”zebra”. Tutti i modelli sono disponibili in varie combinazioni e corredati da eleganti abiti estivi, tuniche e parei.

Selection – linea Africa 



Selection – linea Barbados



 
La linea “Fashion“, colorata ed elegante, è un omaggio a rarefatte atmosfere estive: il rosa e il verde in varie tonalità, l’azzurro cielo e il blu oltremare sono le sfumature ufficiali della collezione, oltre alla combinazione di arancio e marrone sulle stampe dai temi esotici, come palme e tramonti.
Sofisticati e, al contempo, funzionali, garantiscono perfetta vestibilità e ottimo sostegno per vestire e definire ogni fisico.
Tutta la linea è disponibile in versione mix & match – il che permette di mixare forme, colori e modelli a piacere, alla ricerca del costume perfetto per ogni donna – ed è completata da parei, tuniche trasparenti e kaftani in stile “LadyLike”.

 
Cheek by Lisca è la scelta perfetta per gli spiriti più giovani e attivi: glitter scintillanti effetto shimmering, tagli laser, geometrie etniche e fantasie bidimensionali danno un’allure maliziosa alla collezione. Il design innovativo, come nel reggiseno push-up senza ferretto o in quello con le coppe removibili, denota, inoltre, una particolare attenzione alle esigenze di chi predilige uno stile di vita active.

 

Cheek by Lisca 

Look of the day – Down with love

In “Down with love” (“Abbasso l’amore”) film diretto da Peyton Reed, una scrittrice femminista pubblica un libro sulla battaglia tra i sessi e l’avversione all’amore, fino a quando un uomo di grande fascino le farà cambiare idea.

La commedia americana è ambientata negli anni ’60 dai colori pastello e fanno da sfondo una serie di costumi di grande fattezza ed eleganza.

Qui riprendiamo quel gusto vintage che oggi torna di moda, ispirandoci al film, a partire dai turbanti che adornano il capo. Per le appassionate del genere, consigliamo la boutique vintage “Sine Modus” sita a Milano che propone capi sartoriali ed una infinita serie di turbanti creati con preziosi tessuti e personalizzabili.


(alcune foto prese da TrendForTrend)

Mia Photo Fair 2016 – in mostra la fotografia d’autore

Il MIA Photo Fair 2016, Fiera Internazionale della Fotografia d’Arte, è arrivato alla sua sesta edizione.
Conclusosi lunedì 2 maggio 2016 ha ospitato negli spazi The Mall di Milano 80 gallerie con 230 artisti provenienti da tutto il mondo.

Obiettivo del MIA, dalla sua nascita, è quello di “rivendicare la necessaria dimensione commerciale della fotografia d’arte” così come ci ricorda l’ideatore e direttore Fabio Castelli attraverso il motto
Se non c’è un prezzo da pagare, allora non ha valore” – frase di Albert Einstein scritta a caratteri cubitali tra gli stand.

In questa dimensione commerciale la politica ha sempre fatto sentire la sua presenza ingombrante, così come succede in ambito cinematografico ad esempio; la costruzione di un evento di tale portata prevede una serie di processi di scelte e selezioni e, vagabondando tra gli stand del MIA, rimane il dubbio se siano frutto di una scelta obbligata o se il valore della fotografia d’arte stia lentamente scomparendo.

In un pot-pourri di maestri della fotografia e giovani autori, andiamo a vedere alcune delle proposte del MIA:

Body Land” è la serie di Arno Rafael Minkkinen, con un chiaro rimando alle opere di Francesca Woodman.
Il fotografo, da più di quarant’anni, lavora con il proprio corpo, attraverso degli autoscatti, per comprendere il legame uomo/natura; il risultato sono fotografie in cui il senso di questa ricerca vede l’amalgamarsi tra l’essere umano con la Madre Terra.
Senza alcuna manipolazione digitale, le foto acquistano un tono surrealista, i corpi divengono alberi e ad essi si fondono, le schiene ponti su un paesaggio lacustre.

Photo & Contemporary – Torino.

"Body Land" di
“Body Land” di Arno Rafael Minkkinen


La galleria Still di Milano presenta una serie fotografica del maestro dello yachting photography, Carlo Borlenghi. Una vita passata a fotografare barche nel loro ambiente già poetico per definizione – il mare – con un’espressività personale e originale. Borlenghi ha il potere di fermare un’onda nell’attimo esatto in cui questa riempie l’obiettivo, la luce sulle increspature dell’acqua sembrano dipinte, il cielo è carico quasi sul punto di esplodere e quel punto bianco, quella barca in mezzo al mare, il pensiero di un viandante solitario.

Carlo Borlenghi


Monica Silva, fotografa di origine brasiliana, affronta il tema dei conflitti religiosi. Ispirata dall’opera di Caravaggio “Cena in Emmaus”, riunisce ad una tavola carica di simboli quattro religioni- ebraica, buddista, cattolica e musulmana – con ironia e colore; un messaggio che invita all’unione e alla fratellanza.

Galleria Bianconi, Milano

Sacro Pasto (Cena di Emmaus)
Sacro Pasto (Cena di Emmaus) – Monica Silva


ES_SENZA è la serie del fotografo italiano Settimio Benedusi che recupera dal cassetto della memoria le foto di sé bambino in compagnia del padre. Attraverso l’uso di Photoshop, il linguaggio attuale, Benedusi rimuove la figura del padre, la testimonianza di una presenza/assenza, mentre il bambino che è stato, rimane fisso nell’immagine. Una lettura profonda ci porta a riflettere sulle difficoltà che la vita ci pone, a partire dalla perdita dei cari, un destino comune a tutti e impossibile da evitare; forse il dolore più grande che, nonostante tutto, ci lascia ancora in piedi, come quel bambino nella foto, perchè la vità va avanti ed è la nostra forza.

Galleria Still – Milano

Es_senza - Settimio Benedusi
Es_senza – Settimio Benedusi


Vera scoperta di questo MIA Photo Fair è il talentuoso Marco Onofri, che presenta il progetto Followers. “Cosa succederebbe se tra le donne che posano nude sui social network e i fedeli seguaci si togliesse di mezzo il mezzo?” Tolto un computer, rimane la realtà – ed è qui che entrano in scena i soggetti che prima si nascondevano tra fake e commenti anonimi. Moralizzatori, mamme, erotomani, studenti, bambini e addirittura cani, sono i veri protagonisti dello scatto, con le loro espressioni che parlano di una verità nota a ciascuno di noi, followers a nostra volta.
Una lode per il tema scelto, di grande attualità e per essere riuscito a renderci parte dell’opera stessa.

Romberg Project Space– Latina

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Followers – Marco Onofri


Questi sono alcuni tra gli esempi pionieristici di questa edizione del MIA Photo Fair, piccola testimonianza in una fabbrica di racconti che rimarranno nell’ombra.
Il MIA Photo Fair rimane ad ogni modo la più grande Fiera fotografica di respiro internazionale in Italia, e da’ un valore aggiunto alla città di Milano, ma quanti “pezzi di storia” darà alla luce?

Sullo sfondo i grandi maestri, Bert Stern, Mario De Biasi, Herb Ritts – tutto il resto è noia.



MIA – Milan Image Art Fair 2016
The Mall – Milano Porta Nuova
P.zza Lina Bo Bardi
28 aprile – 2 maggio