WOMEN OF LEGEND all’alba: il concerto sulla Darsena emoziona il pubblico  

WOMEN OF LEGEND all’alba: il concerto sulla Darsena emoziona il pubblico  

Nell’effervescente cornice di Piano City Milano, la città si è trasformata in un teatro diffuso. Domenica 25 maggio, la Darsena ha accolto un evento di straordinaria suggestione: un concerto all’alba che ha celebrato il perfetto connubio tra musica, sport e moda.  

Alle 5 del mattino, mentre la città si risvegliava lentamente, la pianista Elena Chiavegato ha dato vita ad una performance senza precedenti. Non un semplice concerto, ma un’opera in movimento: la musicista ha suonato su una piattaforma galleggiante sospesa sull’acqua, fluttuando sulle note e sulle onde, sostenuta da due canoe e remata da 12 Canottieri San Cristoforo, club sportivo di riferimento situato lungo l’Alzaia Naviglio Grande. Un’esperienza che ha ridefinito il concetto di palcoscenico itinerante, dove il paesaggio stesso si trasformava con la musica.  

L’esibizione ha omaggiato la compositrice francese Mel Bonis, figura ancora poco valorizzata in Italia. La raccolta “Femmes de Légende” ha dipinto immagini sonore sospese tra romanticismo e impressionismo, perfettamente in sintonia con il palcoscenico liquido della Darsena. “Viviane” e “Ophélie”, simboli di donne legate all’acqua, si sono intrecciate con la scenografia fluttuante, mentre “Phœbé” e “Mélisande” hanno evocato la delicatezza eterea del passaggio tra notte e giorno.  

Una performance immersiva che ha coinvolto non solo l’udito, ma anche la vista. A impreziosire lo spettacolo, l’abito indossato dalla pianista: una creazione haute couture firmata Emilio Bonadio, ispirata al brano “Viviane”. Il design del vestito richiama la fluidità dell’acqua con una silhouette leggera e svolazzante, arricchita da stampe di pesci fluviali in acquarello dipinte a mano e ricami in cristalli Swarovski, trasformando la figura della pianista in una vera Dama del lago.

L’evento ha ricevuto un’eccezionale accoglienza da parte del pubblico, che ha assistito con emozione e reverenza ad un’esperienza che ha ridefinito il confine tra musica, spazio ed estetica. Anche la stampa ha celebrato la riuscita dell’iniziativa: un estratto del concerto è stato trasmesso dal TGR Lombardia, e può essere rivisto al seguente link:  [Guarda il video]

Un’alba che non ha solo celebrato la musica, ma ha trasformato Milano in un’opera d’arte vivente, dove musica, sport e natura si sono intrecciati per regalare alla città un risveglio indimenticabile.  

(foto @creg_production)

FLAWLESS SKIN BY EISENBERG: IL SEGRETO PER UNA PELLE PERFETTA

FLAWLESS SKIN BY EISENBERG: IL SEGRETO PER UNA PELLE PERFETTA

Una pelle uniforme, levigata e luminosa non è solo il segreto di una bellezza naturale, ma anche la base ideale per un make-up impeccabile. Detergere, purificare, idratare e riequilibrare sono gesti fondamentali per preparare la pelle a ricevere il trucco e garantirne una tenuta perfetta e duratura.
Il Flawless Skin è la tendenza che punta tutto su un incarnato uniforme, luminoso e naturalmente levigato, senza effetto maschera. In questo scenario si inserisce EISENBERG, con una linea make-up che fonde eleganza, tecnologia e performance. Dai fondotinta effetto seconda pelle ai correttori ad alta definizione, ogni prodotto è studiato per esaltare la bellezza naturale con un tocco sofisticato, perché la vera perfezione non sta nel nascondere, ma nel valorizzare.

MAKE-UP

  • Perfecteur Teint Express

Un effetto Photoshop istantaneo grazie alla sua texture mousse innovativa, morbida e impalpabile, che si fonde perfettamente con la pelle per un’applicazione precisa, uniforme e un risultato impeccabile a lunga tenuta.

La formula combina il potere nutriente, rigenerante e anti-età dell’Olio di Argan con l’azione opacizzante del Lentisco (Pistacia Lentiscus) e le virtù anti-age dell’Estratto di Uva.
Arricchita con Vitamina E antiossidante e la Formula Trio-Moléculaire® – rigenerante, energizzante e ossigenante – dona nuova vitalità all’incarnato.

Prodotto multiuso, questo perfezionatore viso attenua visibilmente piccole imperfezioni, rughe e pori dilatati, leviga la grana della pelle e uniforma il tono con un finish opacizzato, naturale e sofisticato.
Può essere utilizzato anche sulle palpebre e sul contorno occhi per un effetto levigato e disteso.

Prezzo: 51,00 euro

  • Fond De Teint Correcteur Invisible

Una texture lussuosa e sorprendentemente leggera che avvolge la pelle in un comfort assoluto.
Grazie alla sua formula arricchita con zuccheri innovativi, regala un effetto “pelle nuda” dall’aspetto naturale, fresco e luminoso.

Contiene estratti di Melograno, dalle proprietà antiossidanti, che aiutano a neutralizzare i radicali liberi, e olio di Mandorle Dolci, noto per le sue virtù nutrienti e idratanti.

Questo fondotinta sensoriale corregge le imperfezioni con un velo sottile e uniforme, donando all’incarnato un finish perfetto e una tenuta impeccabile fino a 12 ore, in qualsiasi condizione climatica.

Prezzo: 60, 00 euro

  • Correcteur Précision

Una formula correttiva che uniforma l’incarnato, offrendo fino a 8 ore di idratazione e minimizzando visibilmente segni di stanchezza e imperfezioni.
La texture fluida e ultra-leggera, arricchita con Calendula lenitiva e la Formula Trio-Moléculaire®, si fonde perfettamente con la pelle, garantendo una coprenza modulabile e un effetto fresco e naturale che dura tutto il giorno.

Adatto anche alla zona delicata del contorno occhi e compatibile con l’uso di lenti a contatto. Perfetto anche per gli uomini: il suo effetto “camouflage” è impercettibile sulla pelle, per un risultato naturalmente impeccabile.

Prezzo: 39,00 euro

  • Poudre Libre Effet Floutant & Ultra-Perfecteur

È arricchita con polvere di linfa estratta dal gambo di bamboo, nota per la sua capacità di assorbire il sudore e il sebo in eccesso. Il suo esclusivo complesso rivitalizzante idrata intensamente, combatte i radicali liberi e restituisce alla pelle la sua naturale luminosità. Una polvere libera ultra fine che dona al viso un aspetto levigato e naturalmente opaco.

La texture leggera si fonde perfettamente con l’incarnato, creando un velo impercettibile che non segna linee sottili né pori. Il risultato è una pelle visibilmente più uniforme, con un finish radioso, fresco e naturalmente matte.

Prezzo: 70,00 euro

SOLVE ET COAGULA

PHOTOGRAPHY & ART DIRECTION
ARIANNA BONUCCI & THOMAS WIEDENHOFER

STYLING
AURELIO COMPARELLI

GLAM
GIULIA LODIGIANI

STYLING ASSISTANT
RICCARDO CONTE

Rum e sofrologia, nuovi metodi di degustazione con Shakara

PRESENTATO A MILANO IL NUOVO RUM THAILANDESE SHAKARA INVECCHIATO 12 ANNI.

Chissà quanti pensieri hanno accompagnato le nostre meditative degustazioni di rum in quell’angolo di casa indisturbato, chissà quante scelte siamo riusciti a prendere dopo quel bicchiere con l’amico, una chiacchierata, un sorso ancora e forse i dubbi sono svaniti.

Certo è che viviamo un periodo in cui iniziamo a recuperare il piacere delle piccole cose, e a “guardare” più a fondo quello che abbiamo, mangiamo, viviamo.

Per questo motivo forse la comunicazione di La Maison & Velier per il nuovo rum Shakara, ha optato per una nuova e magica presentazione ufficiale in anteprima assoluta, coinvolgendo tutti i nostri sensi attraverso la nuova (almeno per noi) disciplina della sofrologia.

Cos’è la sofrologia? Trattasi della disciplina olistica che mira a promuovere il benessere psicofisico e la consapevolezza di sé attraverso l’integrazione di diverse tecniche, tra cui rilassamento muscolare, respirazione consapevole e visualizzazione. Guidati da un’esperta, nella splendida cornice di Bussarakham, tempio della cucina thai a Milano, gli ospiti, tra giornalisti e addetti al settore, hanno partecipato ad una degustazione che ha coinvolto tutti i sensi, enfatizzando quelli del gusto, ad occhi chiusi per delineare meglio le note aromatiche di Shakara, il rum premium proveniente dal cuore tropicale del Sud-est asiatico.

In purezza ma anche in signature cocktail creati ad hoc ed abbinati a piatti vegetariani, Shakara ha lasciato il segno per complessità, ricchezza e maturità di espressione.

durante l’esperienza meditativa in degustazione

Shakara 12 anni è il rum di melassa ottenuto da canna da zucchero coltivata localmente e viene interamente invecchiato, per 12 anni, in ex botti di bourbon. Grazie al clima tropicale tipico del Sud-Est asiatico, la Thailandia è uno dei più grandi e antichi produttori mondiali di canna da zucchero e recentemente i rum thailandesi stanno gradualmente guadagnando una posizione di rilievo nel panorama internazionale.



Senza coloranti e senza zuccheri, Shakara al naso è davvero intenso, con profumi di frutta secca (mandorle, noci) miele di erica e con l’aerazione note ossidate di albicocca e ciliegia sotto spirito.
Al palato è dinamico e oscilla tra sapori di zucchero di canna, frutti esotici (mango, papaya) e fico fresco, note di zucchero candito e caramello al burro salato, con un finale resinoso e avvolgente.




(Photo Credits: Filippo Tadei)

WDRINK, il prodotto-novità di TuttoFood/Mixology Experience 2025

TUTTOFOOD: WDRINK CELEBRA IL PROFUMO TUTTOALIMENTARE 

La società specializzata nella produzione di acque aromatiche naturali ha portato a Fiera Milano un’esperienza multisensoriale che intreccia profumo, mixology e benessere, guadagnandosi il 3° posto del premio Better Future Award 2025 per innovazione di prodotto come ingredienti, organizzato da MARK UP e GDOWEEK. 

In occasione della MIXOLOGY EXPERIENCE, all’interno di TUTTOFOOD 2025, fiera internazionale dedicata al sistema agroalimentare, WDRINK ha presentato una drink list realizzata ad hoc per valorizzare i suoi prodotti profumati, le acque aromatiche che vengono dalle piante. 

In collaborazione con Sebastiano Garbellini, Event Manager di TheBar srl, che oltre a rivisitare 3 cocktails alcolici, ne ha ideati 3 analcolici davvero innovativi, segno che si può bere con gusto laddove la componente alcolica non c’è. 

I DRINK ALCOLICI 

ROSEMARY FASHIONED (bourbon whisky, sciroppo di zucchero, concentrato di rosmarino, profumo di rosmarino)
PICCOLA PROVENZA  (vodka, bitter all’assenzio, profumo di lavanda casola)
CONTE MEDITERRANEO (bitter, vermouth rosso, gin, profumo di ulivo leccino o elicriso) 

I DRINK ANALCOLICI 

TIMOCK (succo di mela, succo di carote, succo di limone, sciroppo di zucchero, concentrato di timo) 
DAMASCA (succo di pompelmo rosa, sciroppo di fiori di sambuco, concentrato di rosa damascena)
SODA LIPPIA (acqua, concentrato di cedrina, succo di limone, sciroppo di zucchero)

Diversi gli incontri, speech e talk settoriali, dove il momento centrale si è tenuto alla Mixology Experience, un appuntamento che ha riunito addetti al settore e professionisti tra cui Giorgio Facchinetti (mixologist showman), Flavio Mendicino (conosciuto come DottorGin), Damian Matuszyc (noto come Miscelatore Polacco) e Miriam De Nicolò, Direttore Responsabile di Snob magazine, esperta di marketing e comunicazione, a moderare Stefano Ninchevich, Vicedirettore di BarGiornale. Un momento di confronto dove si è parlato anche delle novità “green” di cui WDRINK si fa portavoce.

Metodi di coltivazione, attenzione meticolosa nella raccolta, profili sensoriali che rendono il drink più aromatico e dal forte impatto olfattivo, WDRINK è stato il prodotto- novità di questa edizione di TuttoFood/Mixology Experience. Una nuova chiave per strutturare il drink e renderlo ancora più accattivante, ancora più glamorous con il suo tocco finale on top nella sua elegante bottiglia che ricorda proprio quella di un profumo. 

I drink prediletti dai visitatori di TuttoFood/Mixology Experience sono stati: 

Timock per gli analcolici
Rosemary Fashioned per gli alcolici

L’esperienza del drink si fa scenografica, e all’insegna del benessere visti i componenti totalmente naturali del prodotto. WDRINK mette al centro il benessere, la salute, la bevuta moderata con una nuova esperienza del gusto, che valorizzi anche i piatti gourmet. 

WDRINK esprime l’identità di un’azienda profondamente orientata all’innovazione e al cambiamento; il prodotto è rivolto a un pubblico specializzato – cocktail bar, chef, operatori, ristoratori.

EMA STOKHOLMA

Interview: Damir Ivic
Photography: Riccardo Lancia
Stylist: Allegra Palloni
Make-up/Hair: Cotril
Press Office: Andreas Mercante & Edoardo Androni


Certe volte anche conoscendole nel contesto sbagliato– o comunque un po’ artefatto, controllato, patinato – si può capire quanto alcune persone siano profondamente giuste. Con Ema Stokholma è stato così. Già incuriositi in tempi non sospetti dalla sua figura atipica sia in radio che televisione di dj/speaker non ornamentale ma caratteristica, successe che nel 2020 uscì anche un romanzo dirompente, crudo, impietoso, “Per il mio bene” (edito da HarperCollins Italia e vincitore del Premio Bancarella 2021). Non un agile ed allegro volumetto per lucrare sulla propria fama, come da prassi, ma un racconto autobiografico affilato e tagliente. Diventava chiaro che Ema Stokholma (o per usare il suo nome anagrafico, Morwenn Moguerou) non è un personaggio come tanti, ma una rara avis che non ha paura di misurarsi né con la leggerezza né con i temi più gravi e problematici, restando sempre se stessa. Una persona sincera, non artefatta, più preoccupata di non perdere la spontaneità e la propria essenza piuttosto che apparire perfetta. Bello. Raro.

Ricordi il nostro primo incontro su un set pubblicitario?
Aiuto! Lì il truccatore mi fece delle cose assurde, tipo mettere lo scotch nascosto dietro ai capelli, per tirare la faccia. Alla specchio non mi riconoscevo. Assurdo!

Per lavoro immagino ti capiti spesso di dover essere irreprensibile e perfetta. Eppure ho sempre avuto l’impressione – ed incontrandoti di persona, ancora di più – che tu sia invece vera e senza filtri.
Infatti il mio lato più vero è punk. Mica quello perfettino e ben truccato.

Come si gestiscono questi estremi, davanti e dietro le telecamere?
Vivo tutto questo come una fortuna, trasformarsi in fondo è divertente, no? Interpretare dei ruoli, come quando facevo la dj, dove accentuavo ed enfatizzavo alcuni tratti della mia personalità. Poi a casa ho la musica a palla come fossi sempre in discoteca e in radio faccio spegnere i miei monitor, se parlo di musica con Gino Castaldo, che è sempre una cosa bellissima, che me ne importa di vedere che faccia ho? A casa non ho né ritratti né specchi, non sono fissata sulla mia immagine.

Eppure il mondo dello spettacolo è, di regola, ossessionato dall’immagine.
Ne è ossessionato il mondo intero oggi, non solo quello dello spettacolo. Ma è in sé un mondo curioso, interessante, pieno di spunti. Mi esercito a stare lontana da ciò che è lontano da me, assorbo invece ciò che mi piace come una spugna.

Dress Alma Sanchez

E tra queste cose hai aggiunto anche il cinema, la serie con Carlo Verdone come attrice e “Sanremo Giovani” come presentatrice. A pedinarti su Instragram, scopriamo anche il tuo lato artistico, quanta vita.
Sono una privilegiata, ho la possibilità di ricevere in anteprima copie di libri e di vedere film meravigliosi come l’ultimo di Sorrentino, di far uscire in radio la musica che amo, tutto questo mi diverte, perché da pigra è un bellissimo esercizio mentale. Che poi la cosa più faticosa degli ultimi tempi è stato ristrutturare casa!

Quando si iniziano a fare questi discorsi significa che si sta diventando adulti!
Ma io ho un problema con le case, da sempre. Del resto ho fatto quaranta traslochi, e di anni ne ho quarantuno: rendo l’idea? Negli ultimi tre anni ho comprato e rivenduto due case, la mia commercialista pensa sia matta.

Quindi il luogo dove abiti ha per te un’importanza emotiva.
Per me la casa è tutto. Il luogo dove abitavo da bambina era terribile; quando finalmente me ne sono andata, ed ho iniziato a vivere da sola, ho cercato il mio paradiso, la pace che prima non avevo mai avuto.

Bodysuit and leggins Missoni
Shoes René Caovilla

Hai lasciato la Francia per l’Italia. Cos’è cambiato da quando sei arrivata?
Tantissimo, a partire dalla musica. Il rap sembrava non esistesse, confinato solo alle nicchie. Nel resto d’Europa, a partire dalla Francia, era già un genere cruciale. Ora nelle classifiche italiane ci sono solo rap e trap, mentre negli altri paesi europei c’è molta più varietà. È un genere che apprezzo parecchio, ma è ancora poco compreso, sembra che la detestino in tantissimi, seppure tra i più ascoltati. Bel paradosso.

A proposito di scene musicali che diventano nemici pubblici, direi che è successo lo stesso al mondo del clubbing, della discoteca. Al mondo della notte, a cui tu sei legata.
A costo di sembrarti noiosa e stucchevole ti dirò che per me è stato un mondo assolutamente meraviglioso, da cui ho imparato tantissimo. La discoteca è fatta di inclusività, di assenza di giudizio, dove tutti vengono accolti. Sarò stata fortunata, ma non mi sono mai ritrovata in spiacevoli situazioni. Appena arrivata in Italia, il Gay Pride: ho capito subito che quella sarebbe diventata la mia storia. Gente che si diverte, si maschera, si ama, è gentile l’un l’altro. Come non amare tutto questo? Sono appena tornata da una serata di techno pesante, al Cieloterra di Roma a sentire i Kernel Panik.

…ah, ma li conosco benissimo, un collettivo molto rigoroso e legato al mondo dei rave duri e puri.

Io arrivo da lì, da quel tipo di situazioni, dove la musica sì era durissima, ma quanto era gentile la gente? Appena qualcuno mi toccava o spingeva per sbaglio era subito uno “Scusa, scusami ”. È stata una delle più belle serate degli ultimi anni. Il rave appartiene ad un’altra fase della mia vita, fatta di correttezze, grandi amicizie, grandi risate, come i viaggi fatti a fine serata, col mio miglior amico e Britney Spears a palla nell’autoradio. Tutto molto adolescenziale, ma molto bello. È importante continuare a coltivare questo lato di sé.

Peraltro proprio il mondo delle discoteche è quello che ti ha proiettato verso la televisione: MTV prima, “Aggratis!” su Rai Due poi…
È tutto merito della mia amica Andrea Delogu, che prima della notorietà continuava a martellarmi: “Tu devi andare in televisione, capito? Devi essere la nuova Claudio Coccoluto, ovvero la persona che parla di musica con cognizione di causa”.

Una figura come Claudio manca un sacco, ora che non c’è più, artisticamente, umanamente ed intellettualmente, per la sua capacità di intervenire nel dibattito pubblico partendo da posizioni scomode. Vi siete mai conosciuti?
Oh sì. Una persona eccezionale.

E il mondo della televisione come va giudicato?
Il segreto è non considerare solo la superficie, ma vederla come un insieme. Dietro ad un programma televisivo ci sono, oltre a chi va in onda, tutta una serie di tecnici, dai registi ai truccatori, dai producer ai gobbisti, sono loro la tv ed impari a rispettarli, anzi, proprio ad amarli. Poi io sono stata fortunata: ho fatto esperienze intense, da “Ballando” a “Pechino Express”, ero presa benissimo, e credo che chi ha lavorato con me, ha respirato la mia stessa felicità.

Cos’è che ti mette particolarmente di malumore?
Io sono molto emotiva, anche sul lavoro, per cui vivo un progetto come una relazione sentimentale, con la stessa intensità, e può essere un problema. Perché divento esigente, davvero una rompicoglioni. Ma arriva sempre il momento in cui mi rendo conto che la nostra priorità è essere felici e dare il meglio, perché stiamo facendo qualcosa di bellissimo e perché da un giorno all’altro potrebbe succedere che qualcuno arriva e ci dice “Basta, è finita”.

Quando diventi – uso la tua definizione – “rompicoglioni”, c’è qualcuno in grado di farti capire che stai esagerando?

La Delogu.

Quando sei a casa, in relax, che musica ascolti?
A casa mia c’è molto silenzio. Oppure ci sono i podcast, non la televisione. Adoro ascoltare “Elisa True Crime”, ma capita di guardare anche “Un giorno in pretura”.

Sei un’aspirante criminologa.
Non ci capisco nulla, però mi appassiona. Mi interessano i lati oscuri delle situazioni, delle persone. E non a caso, ho vissuto in mezzo alla violenza e, come ho raccontato nel libro parlando della mia infanzia e della mia adolescenza, so che non esiste un limite, che i freni scompaiono, che ci si confronta con l’abisso.

Quanto coraggio ci è voluto per scrivere “Per il mio bene” , che è crudo, impietoso, senza filtri.
Quanto coraggio? Zero. Il vero coraggio sarebbe stato denunciare mia madre mentre stavo subendo le sue violenze e i suoi abusi psicologici. Ho sentito la necessità di scriverne quando una notizia di cronaca riportava di un bambino morto in casa a Napoli. Pensando a lui, ho raccontato la mia storia.

Ci sono mai stati dei momenti in cui ti sei pentita di essere stata così diretta, trasparente e sincera? In fondo, improvvisamente un sacco di persone conoscevano un lato profondamente intimo e personale di te.
Mentre scrivi non ci pensi, poi quando esce il libro ti rendi conto che: “Nooo, aiuto, adesso la gente saprà questo di me”. Ma a mente fredda sai che è giusto così. Prima che uscisse, l’ho fatto leggere ai miei amici più stretti e nessuno di loro mi ha detto “Cosa stai facendo, fermati ”, così come sono sempre stata incoraggiata dalle persone legate alla casa editrice. C’è stato sì un processo di revisione, poteva essere scritto meglio, ma sono felice di averlo fatto.

Ne arriverà un altro?
Sì, e sarà un libro di poesie. Dopo due anni di psicanalisi con una neuropsichiatra freudiana, sono venute fuori tante cose dal mio inconscio. Giuro che non ci saranno poesie sul sesso, questo ci tengo a dirlo, eh!

Quando ti fermerai?
Quando potrò dedicarmi solo all’arte. Dipingere quadri, fare sculture con il gesso, dammi dieci anni e ci arrivo, non vedo l’ora.

Lettera a Oliviero Toscani

di Tommaso Basilio

Caro Oliviero,

ti scrivo perché sei partito e non ci siamo salutati. Ti ho conosciuto nel ‘79. Io allora studiavo Ingegneria, mai scelta più sbagliata. A Milano si cominciava a respirare un’aria nuova dopo gli anni di piombo, dove tutto era politica e scontro. Anche il divertimento di noi ragazzi era stato politicizzato. Si andava nei bar frequentati dai compagni o da quelli dei camerati. Non c’era via di mezzo. Ma nel ‘79 le cose stavano per cambiare. Ed io per guadagnare qualche lira accettai un lavoretto come fattorino in una piccola casa di moda dove mio cugino era lo stilista. Portavo pacchi con vestiti alle boutique e mi capitava anche di andare agli studi di Vogue, uno scantinato con una scala che conduceva direttamente su un set fotografico. Dietro ad una serie di flash c’era un tipo alto, con due baffoni alla tartara, che dava indicazioni a due modelli che saltavano. Tutto mi sembrava così divertente! Beh, quello con i baffi eri tu, ed io, spaesato, timido, con un pacco in mano cercavo di capire a chi consegnarlo. Poi un attimo dopo mi chiedesti di indossare un piumino rosso (sì, c’erano già i piumini, ma erano i primissimi e venivano dagli USA, li aveva portati Donna Jordan, la tua fidanzata/modella del tempo che allora faceva la stylist).

Cowboys, L’Uomo Vogue 1976 (Toscani Archive)

Tu eri energia pura, io iniziai a fare da modello sui tuoi set ed il destino fece il resto: la redazione di L’Uomo Vogue cercava assistenti. Lo chiesero a me. Senza un background, senza una preparazione, senza forse neanche una passione. Evidentemente in me avevi visto qualcosa, una luce, uno sprizzo di eccentricità. Era un periodo di grande creatività nella moda, mi appassionai alla fotografia e al piacere di lavorare con te. Tra i servizi più importanti de L’Uomo Vogue ricordo un numero dedicato al futuro, io e te soli a scarrozzare una decina di bauli per vestire professori del MIT di Boston, scienziati a Cape Kennedy e Robert Jarvik, il dottore che aveva costruito il primo cuore artificiale che tu ritraesti come un nuovo Gesù Cristo. Tu, fotografo già affermato in tutto il mondo, avevi accettato di viaggiare senza assistenti, senza luci, con uno spirito di avventura che chiamavi “situazionismo”.

Nell’incedere degli anni ‘80 la moda diventava sempre più potente e le riviste, con a disposizione grossi budget, potevano permettersi viaggi in location stupende. Ma il tuo punto di vista era diverso, non sei mai stato schiavo della moda, per te il vestito era rappresentazione di sé, segno di cambiamento, espressione di nuove istanze sociali e politiche. Non ti interessava il prodotto, ma il suo significato: hai amato la minigonna perché per te rappresentava il progresso dell’umanità più dei trattati di sociologia. Avevi in fondo l’anima del photoreporter come tuo padre, ma documentavi il mondo con l’aiuto della fiction (modelle, styling, luci, ecc.). Sottolineavi che il fotografo non era solo un cameraman come i reporter di guerra, ma anche scenografo, sceneggiatore, direttore della fotografia e regista. L’immaginazione era un mezzo per toccare la verità; agli albori del fashion system hai sempre preferito trattare temi caldi, sociopolitici, problematiche sociali attraverso immagini prodotte per l’industria della moda. Privilegiavi le collaborazioni con chi produceva per la massa, piuttosto che per pochi privilegiati. Facevi quest’esempio: “È più importante produrre un’auto che costa poco, con un ampio bagagliaio e che consuma pochissimo, piuttosto che una Lamborghini”.
La tua intelligenza mi spiazzava, i tuoi pensieri erano estremi e mi facevano riflettere per giorni; amavi rompere lo status quo, un po’ per convinzione, retaggio della tua generazione di ribelli, un po’ perché ti divertiva. Mi hai insegnato che l’uomo si esprime attraverso il lavoro e che in vacanza si annoia, tu che stavi su due o tre set contemporaneamente sempre con un’energia contagiosa e circondato da tantissimi amici.



Nel 2014, quando ti ho aiutato nella redazione del libro, “Più di 50 anni di magnifici fallimenti” , ho raccolto le opinioni che di te avevano tantissime persone speciali, da David Bailey a Philippe Starck, dal Cardinal Ravasi a Franca Sozzani. In questi giorni, dalla tua mancanza, in Italia e all’estero scrivono di te, sei il fotografo italiano più conosciuto al mondo, a Milano hanno fatto la fila per ore per poter vedere la tua ultima mostra (l’hanno organizzata i tuoi amici con tipica mossa situazionista che ti sarebbe piaciuta). Malgrado mi sia spesso capitato di volerti difendere da accuse di amici e conoscenti che non gradivano le tue dichiarazioni forti, ho potuto constatare che ci sono migliaia di persone che ti ammirano; i social, che tu detestavi, sono intasati di giudizi di gente che non ti conosce e che pensa di dimostrarsi viva nell’esprimere odio. So che poco te ne importerà e andrai avanti per la tua strada, onesto, franco e sincero, sempre. Sei circondato da persone che ti vogliono bene e che sanno vedere il grande cuore dietro la tua cruda franchezza, sono gli amici un po’ eccentrici e folli di cui amavi circondarti, dei “marziani”, come dicevi tu, come Warhol e Benetton, esseri speciali, non-normali.
Durante il lockdown mi hai raccontato moltissime avventure su Parigi e sui francesi che giudicavi un popolo molto civile; sugli USA, una terra libera che ha lanciato la musica di Bob Dylan e i ranch con i cowboy e l’energia degli afroamericani; aneddoti della tua vita speciale da cosmopolita che ho scritto su “Ne ho fatte di tutti i colori” uscita per i tuoi 80 anni per La Nave di Teseo. Degli afroamericani amavi la loro energia, i vestiti eccentrici e colorati, la musica che ascoltavano, tanto che nel ‘73 gli hai dedicato un monografico e messo in copertina un ritratto con i colori delle Black Panther.

Benetton campaign 1991

Non facile da far accettare a Liberman, il Direttore Editoriale ucraino-americano di Vogue, ma l’enfant terrible, come lui ti chiamava, ha vinto. Nel numero, i servizi di moda scattati ad Harlem e i ritratti di artisti come James Baldwin e Miles Davis, simbolo di cosa, per me, dovrebbe fare un giornale: ricercare, stimolare, informare. Still life, ritratti, reportage, impaginazione grafica, sei sempre stato una macchina da guerra, d’altronde sei stato educato dai professori del Bauhaus conosciuti a Zurigo.
È in America però che hai fatto la cosa più difficile, ma che ti stava molto a cuore: fotografare i condannati a morte per uno dei committenti per te più intelligenti: Luciano Benetton. Le tue idee, le tue lotte per il progresso si mescolavano con la pubblicità commerciale, questo è stato un unicum nel mondo della comunicazione.
In questi giorni mi hanno chiamato in tanti chiedendomi di te. Tra gli altri, il tuo amico e collega Paolo Roversi che, commosso, mi ha detto “I fotografi non muoiono mai, vivono attraverso le immagini che hanno prodotto. Ne sono convinto.”

Ti abbraccio.

Firmato: Il “fidanzato d’Italia” (come ti divertiva chiamarmi quando, sui tuoi set, mi facevi baciare tutte le modelle).


(in copertina Benetton campaign 1991
foto concesse da Archivio Oliviero Toscani)

SNOB Exclusive Event Marzo 2025, gli ospiti

SNOB ha presentato il suo ultimo numero ad una serata esclusiva solo su invito presso The Doping, Milano.

Per l’occasione tutti gli ospiti sono stati omaggiati del magazine, presentato in anteprima assoluta, e disponibile per l’acquisto dal 28 marzo 2025 presso tutti i migliori bookstore di Europa, Usa, Asia, presso i rivenditori diretti, sul sito www.snobnonpertutti.it o scrivendo alla mail info@snobnonpertutti.it

In occasione della Milano Design Week, alcune vetrine del centro saranno dedicate alle 3 cover di quest’ultimo numero, con protagonisti Ema Stokholma, Gianmarco Saurino, e the black cat con collier di diamanti della Gioielleria Pennisi.

Alcuni ospiti della serata:

(Foto Gianluca Gatta)

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SNOB FESTEGGIA IL NUOVO NUMERO CARTACEO CON UN GRANDE EVENTO ESCLUSIVO AL THE DOPING

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SNOB esce in tutti i migliori bookstore del mondo dal 27 marzo 2025, data in cui ha festeggiato il nuovo numero con un grande evento a cui hanno partecipato numerosi, guest, best client, addetti al settore e appassionati del bel vivere, in una location d’eccezione, The Doping a Milano.

SNOB ha presentato per l’occasione le 3 cover cartacee dedicate rispettivamente a Gianmarco Saurino, attore impegnato con la serie kolossal “Kabul” – ad Ema Stokholma, poliedrica presentatrice, conduttrice radiofonica, scrittrice – al vero protagonista, il gatto nero che indossa un collier di diamanti della Gioielleria Pennisi.

3 le cover, 2 i macrotemi del numero NIGHT – DAY, e diversi gli argomenti che si sono andati a sviluppare internamente: l’intervista al più grande ginnasta di tutti i tempi, mito nel mondo dello sport, Jury Chechi e la nuova vita come produttore di vino – un approfondimento con Luca Cantore D’Amore, critico d’arte – il percorso scandito dai successi di Giacomo Maiolini, Fondatore della Time Records, la casa discografica italiana pluripremiata – lo svelamento dell’Archivio di A.N.G.E.L.O. Vintage, fondato da Angelo Caroli, colui che ha nobilitato il vintage e che oggi apre le porte della sua preziosa collezione – l’intervista ad Andrea Gentilini, AD Luxury Living Group e l’approfondimento sulle collezioni Bentley Home – un pensiero filosofico e artistico scritto dal Professore e Ricercatore d’Estetica, Luca Siniscalco – la storia di un vero innovatore e primo grande visionario nel mondo automotive André-Gustave Citroën – un omaggio alla carriera di Oliviero Toscani, una lettera scritta dal suo biografo Tommaso Basilio.

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THE DOPING
L’Exclusive Party, un evento privato solo su invito, si è svolto presso The Doping, cocktail bar d’autore con uno stile british da Gentlemen’s Club, il place to be meneghino capitanato da Nicola Romiti, Bar Manager del locale.
Firmato The Doping, il cocktail sartoriale “Il Club” dedicato a SNOB Club, community di imprenditori che si riuniscono per fare network e dare luce a nuove idee e progetti.
The Doping fa parte del brand di lifestyle hospitality Aethos, con all’attivo 6 destinazioni già operative in Europa – 4 indirizzi in Italia, un hotel a Ericeira, Portogallo, uno in Corsica, Francia – e due nuove aperture in programma a Maiorca e a Londra.

ZAÏA
A raccontare l’identità firmata Aethos Milano durante l’evento SNOB, la proposta food di ZAÏA, con un’esperienza gastronomica mediterranea, firmata dallo chef Luca Nania, ed un Oyster Bar.



AMARACMAND
Ad accompagnare la proposta food di Zaia, i vini di agricoltura biologica Amaracmand, con Madame Titì, una perfetta alternativa alla solita bollicina, rimando al sidro normanno, con una persistenza profonda e lunga; Perimea, un sangiovese prodotto da fermentazione naturale a base di lieviti indigeni al fine di esaltare le caratteristiche originarie del vitigno; Imperfetto, timbro dell’azienda che fa dell’autenticità il suo marchio di fabbrica.

ELIT VODKA – BRANDY FUNDADOR
La Drink List dell’evento è stata creata in collaborazione con gli esperti mixologist del Ceresio7, Mattia Trezza e Ludovico Chiumello, utilizzando 2 brand d’eccezione del pacchetto Velier, azienda storica di distribuzione distillati luxury, Elit Vodka, la vodka più premiata al mondo e Brandy Fundador,  il primo brandy spagnolo in assoluto ad essere etichettato con la dicitura “Brandy de Jerez” (prodotti provenienti dalla storica regione vinicola).

WDRINK
Profumi alimentari che hanno deliziato gli ospiti per sperimentazione eclettica del gusto ed una presentazione originale ed estetica, e per l’utilizzo on top sui drink. Acque aromatiche versatili che esaltano i profumi dei vostri cocktail, delle vostre bevande, ma anche di piatti e pietanze. 
Nella raffinata sala dedicata, WDrink ha presentato agli ospiti i diversi usi di questi eleganti profumi, distillati non alcolici, totalmente naturali, senza conservanti, perfetti per una experience coinvolgente.


JEEP
Ad accompagnare i guest, la nuova Jeep Grand Cherokee dal design elegante ed audace, il SUV d’alta gamma prodotto dalla casa automobilistica statunitense Jeep dal 1992.

SPIRIT OF YORKSHIRE
In uno spazio riservato, una sorta di speakeasy destinato alla degustazione di whisky premium Spirit of Yorkshire tra cui Filey Bay Flagship Single Malt, Port Finish, Peated, The Whistler 10 Years Irish Whiskey Single Malt, Spey Fumare, Scottish whisky Single Malt, guidati dall’esperto Dario Crisci, Brown Spirits Specialist Cuzziol.



CIGARS AND CO
In pairing, il tasting di sigari di Cigars And Co, il più storico rivenditore di sigari della città di Milano, con una selezione di sigari 100% Criollo Nicaragua classificati premium perché fatti interamente a mano con foglie intere di tabacco, per una fumata meditativa perfetta per il dopocena.

LOTUS
In esposizione nel cortile del prestigioso The Doping, una Lotus Emira Turbo First Edition 365cv, una vera auto sportiva che racchiude l’eredità dell’icona Lotus, leggerezza, prestazioni e dinamicità.


SNOB magazine è già in distribuzione nei rivenditori diretti Hoepli, Mondadori e Feltrinelli, e nei migliori bookstore selezionati di Europa, Usa, Asia, oltre che nelle hotellerie stellate (5 e 7 stelle) ed aeroporti.
Potete ottenerlo anche su questa pagina o scrivendoci alla mail info@snobnonpetutti.it
VI ASPETTIAMO.



(Foto Andrea Bardi
Location The Doping, Piazza XXIV Maggio, 8 Milano)



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La serata vedrà la partecipazione di molti ospiti protagonisti del nuovo numero e l’intervento di personaggi illustri, a testimonianza di un progetto che punta a coinvolgere figure del mondo culturale.

Tema del nuovo numero è NIGHT and DAY, due volti di una stessa medaglia, soggetto che ciascun giornalista, fotografo, illustratore, ha interpretato con il proprio stile e la propria professionalità.
Il numero sarà presentato in anteprima assoluta ed omaggiato agli ospiti presenti, nei giorni successivi verrà distribuito in tutti i migliori bookstore del mondo.

Protagonisti del numero, il più grande ginnasta di tutti i tempi, Juri Chechi, l’attore rivelazione Gianmarco Saurino, impegnato nella serie kolossal “Kabul”, la poliedrica Ema Stokholma, il critico d’arte italiano Luca Cantore D’Amore, il filosofo Luca Siniscalco, L’AD di Luxury Living Group Andrea Gentilini, il Fondatore della pluripremiata casa discografica Time Records, Giacomo Maiolini, il re del vintage Angelo Caroli, la lettera omaggio al grande fotografo Oliviero Toscani scritta dal suo biografo Tommaso Basilio.

GLI SPONSOR E I PARTNER

L’evento è privato e l’invito è strettamente nominale; l’esclusiva location dove si svolgerà è The Doping di Milano, del gruppo internazionale Aethos, che racconterà l’anima identitaria ed elegante attraverso il servizio catering del ristorante Zaia e una drink list firmata Nicola Romiti, Bar Manager del locale.

Un’altra drink list dedicata al numero di SNOB e alle nuove tematiche è firmata Ceresio7 e nobilitata con i distillati del gruppo Velier, Elit Vodka e il brandy Fundador Sherry Cask; da agricoltura biologica, i vini emiliani Amaracmand; originali i profumi WDrink, acque aromatiche e prodotto versatile per food, beverage e cosmesi; una zona speakeasy vedrà la degustazione di whisky premium della distilleria Spirit of Yorkshire con tasting di sigari Cigar & Co, il più noto distributore di sigari della città di Milano.

In esposizione all’interno della prestigiosa struttura, una Lotus Emira, una vera auto sportiva erede dell’iconica Lotus del passato.
Ad accompagnare la serata, dj set e i festeggiamenti per questo nuovo piccolo grande traguardo che vede crescere il coinvolgimento di professionisti ed esperti che sposano il messaggio di SNOB: condividere cultura.


A Mercanteinfiera la bellezza italiana conquista buyer internazionali e nuove generazioni, il salone chiude con 55 mila presenze

Si è chiuso il salone che tornerà dall’11 al 19 ottobre

L’edizione di Mercanteinfiera Primavera è stato affollato da 55 mila presenze e seimila buyer internazionali, che si conferma come evento di riferimento, nazionale e internazionale, nel mondo del collezionismo. Grande successo di pubblico anche per Automotoretrò, accompagnato da un ricco e partecipato programma di talk, che ha visto la presenza di ospiti quali Paolo Barilla e Tonino Lamborghini.

I 40mila metri quadrati della fiera hanno offerto al pubblico e agli addetti ai lavori un ampio ventaglio di proposte di alta qualità, spaziando dall’arte, al modernariato e al vintage.

Un viaggio nella grande bellezza, tra preziosi tesori del passato come un rarissimo bracciale persiano dell’XI secolo, mobili art déco, quadri di grandi artisti come Giorgio de Chirico e oggetti di design firmati da Gaetano Pesce, Tobia Scarpa e Ico Parisi. Un’esperienza arricchita dalle mostre collaterali The King: 90 anni dal mito di Elvis, Pinocchio: un viaggio illustrato e Apre e chiude: La chiave attraverso i secoli, accompagnate da un vivace programma di talk.

Mercanteinfiera si conferma un’enciclopedia di curiosità e rarità: dal jukebox HF 100 di Fonzie, iconico personaggio di Happy Days, al portagioielli che il presidente della Paramount Adolf Zukor regalò a Marlene Dietrich, fino alla ciotola in argento sbalzato donata da Edoardo Alberto, Principe del Galles, al suo dentista di Sandringham.

I compratori internazionali hanno ribadito il loro grande interesse per il modernariato e il design italiano, investendo non solo su autori affermati ma anche su nomi emergenti o meno noti. Resta naturalmente alto l’apprezzamento per l’antiquariato e la pittura italiane. Tra le tendenze da segnalare, la passione dei buyer nordamericani e dei Paesi del Golfo per i lampadari in vetro di Murano, confermando come Mercanteinfiera sia sempre più la casa della grande tradizione artigianale del Made in Italy.

La grande bellezza del nostro Paese, che si esprime attraverso l’arte, il design, la moda e il modernariato, continua a conquistare i cuori dei buyer internazionali, che trovano a Mercanteinfiera, edizione dopo edizione, una proposta che cresce sia per varietà che per qualità” afferma la Brand Manager Ilaria Dazzi.

Aumenta inoltre l’interesse del pubblico più giovane verso la fiera, testimoniato dalla nutrita presenza di content creator e influencer, che rappresentano un canale narrativo sempre più rilevante per Mercanteinfiera. “Vogliamo continuare ad ampliare la presenza dei giovani lavorando su progetti e iniziative già dalla prossima edizione autunnale, affinché possano sentire Mercanteinfiera come la loro casa” conclude Ilaria Dazzi.