Everything is mixed, nothing is alike

Everything is mixed, nothing is alike

Two couples, a 4 year old child, and Gior gio, the cat. The chalet where they stayed for five days is owned by the Bugnon Foundation and is located near Chateau d’Oex, a few hundred meters from the former residence of the painter Balthus.

During the Easter weekend, they shared cameras, vintage clothes, painting supplies, paper, and many hours in the kitchen. They had endless and brilliant discussions. and instead of celebrating resurrection, they celebrated a great creative mass. The chalet dates back to the 1700s, the light is the difficult and raw one of the pre-Alps, the faces and bodies are unique, they do not speak of fashion, they do not act: they eat, love. say swear words.
They consumed little alcohol but a lot of smoke, that of the large fireplace that was constantly burning and that of tobacco.

The cameras pass from hand to hand, they are not placed on tripods. there is no trick. the hands do not tremble becau se words comfort even if sometimes they shake, as in any respectable friendship.
The snapshots are out of time, ultra-con-temporary and acidic, in some ways unpleasant but pictorial. They are portraits of a party. portraits of faces and words. of smells and fires. They are unwanted. hated portraits that demonstrate love.

Everything is mixed. nothing is alike.

PHOTOGRAPHY: MANUELE GEROMINI & JEAN-MARIE REYNIER

STYLING: GAËLLE BON / PETITE CORTO

MODELS: CORTO, GAÊLLE, ONDINE & GIORGIO

COURTESY: AARLO U VIGGO, ART GALLERY, SWITZERLAND

Malfy Gin ed E. Marinella svelano l’esclusiva coffret che celebra lo stile e il gusto dell’estate italiana

Malfy Gin ed E. Marinella svelano l’esclusiva coffret che celebra lo stile e il gusto dell’estate italiana

Malfy, il gin, n. 1 in Italia* incontra E. Marinella, icona dell’alta sartoria , per celebrare lo stile italiano.

Un incontro creativo da cui nasce un’esclusiva limited edition in cui stile e convivialità, nati dalla passione tutta italiana, s’incontrano per celebrare l’arte di stare insieme e abbracciare l’estate in un’esplosione di colori e sapori che coinvolge tutti i sensi.

Aprendo la coffret si rivela l’esclusiva pochette di seta realizzata da E.Marinella e disponibile in due versioni, una ispirata a Malfy Originale dallo stile casual e una a Malfy Rosa, perfetta per donare un tocco di personalità a qualsiasi outfit estivo.
Entrambe le versioni sono state create in esclusiva da E. Marinella per Malfy Gin richiamando gli elementi che contraddistinguono il gusto fresco e unico di Malfy unito allo stile iconico di E. Marinella.

L’esclusiva limited edition include una bottiglia di Malfy Gin, vestita con la sua mini-pochette abbinata, due bicchieri copa glass in edizione limitata Marinella x Malfy, un jigger per dosare, due stirrer e uno spoon per miscelare il cocktail perfetto.

Dejan Petrovic, Head of Marketing White Spirits di Pernod Ricard commenta: “Siamo elettrizzati di annunciare questa collaborazione che nasce da una profonda affinità e condivisione di valori: maestria artigianale, eccellenza delle materie prime e volontà comune di promuovere l’eccezionalità dell’Italia nel mondo. Malfy Gin ed E. Marinella hanno saputo conquistare il mercato grazie alla loro distintiva personalità e alla capacità di affascinare le persone con un’esperienza memorabile. Con questa limited edition, rendiamo omaggio al patrimonio straordinario del nostro Paese, all’arte di saper innovare e alla dedizione che contraddistingue la nostra ricerca della qualità senza eguali. Siamo pronti a trascendere i confini, a solcare nuove frontiere e a regalare un sogno a tutti coloro che entreranno in contatto con questa straordinaria collaborazione.”

Alessandro Marinella, General Manager e rappresentante della quarta generazione della famiglia, ha dichiarato: “Siamo lieti di presentare la nostra straordinaria coffret limited edition creata in collaborazione con Malfy Gin. Questo cofanetto unisce l’eleganza della moda di Marinella con l’eccellenza dei Malfy Gin, offrendo un’esperienza esclusiva per gli amanti del gusto e dello stile. Le due pochette limited edition rappresentano l’incarnazione perfetta dell’artigianalità italiana, con dettagli raffinati che si abbinano con maestria agli ingredienti selezionati con cura del Gin Malfy. Non vediamo l’ora di condividere con voi questa edizione speciale.”

L’accessorio per eccellenza dello stile italiano perfetto per accompagnare qualsiasi situazione: dagli aperitivi al tramonto ai brindisi galanti, che siano in barca al mare così come su un rooftop in città. Un perfetto connubio di gusto e stile made in Italy.

La limited edition E. Marinella x Malfy è disponibile presso il negozio di Marinella a Milano – via A. Manzoni 23 – e in esclusiva su Amazon [costo 220€].


Damiani sul red carpet dell’ 80ª Mostra del Cinema di Venezia

Dalla cantante Rita Ora a Leona Lewis, dall’attrice Ludovica Coscione a Serena De Ferrari, il tappeto rosso del cinema ha visto sfilare i gioielli Damiani.
Sul red carpet dell’ 80ª Mostra del Cinema di Venezia, le protagoniste hanno indossato i preziosi gioielli della collezione Alta Gioielleria Damiani, della collezione Eden, Mimosa e Notte di San Lorenzo.

L’attrice Ludovica Coscione ha indossato un paio di orecchini e anelli in oro bianco e diamanti della collezione Mimosa Alta Gioielleria di Damiani 
La cantante Leona Lewis ha indossato un paio di orecchini in oro bianco e diamanti della collezione Minou, un anello in oro bianco e diamanti della collezione Notte di San Lorenzo e verette in oro bianco e diamanti di Damiani Alta Gioielleria
La cantante Rita Ora ha indossato un paio di orecchini in oro bianco e diamanti della collezione Mimosa, anelli in oro bianco e diamanti  e acqua Marina della collezione Mimosa di Damiani Alta Gioielleria, un bracciale in oro bianco e diamanti della collezione Eden e verette in oro bianco e diamanti
L’influencer e digital creator Tásshia Naves ha indossato gioielli  in oro bianco e diamanti di Damiani 
L’influencer e digital creator Giulia De Lellis ha indossato un paio di orecchini e anelli in oro bianco, diamanti e zaffiri di Damiani 
La cantante Leona Lewis ha indossato un collier, un paio di orecchini e anelli in oro bianco e diamanti di Damiani Alta Gioielleria
Il cantante Mr.Rain ha indossato un paio di orecchini, un bracciale e un anello in oro giallo e diamanti della Collezione Belle Epoque di Damiani 
L’attrice Serena De Ferrari ha indossato un paio di orecchini e un anello in oro bianco, diamanti e diamante giallo della collezione Margherita di Damiani Alta Gioielleria
Il regista Jonas Carpignano ha indossato gemelli Damiani in oro bianco e onice e anelli in oro della collezione Belle Epoque Reel. 
 L’attrice e regista Isabella Torre ha  indossato una collana in oro bianco e diamanti della collezione Mimosa, orecchini in oro bianco e diamanti della collezione Minou e un anello in oro bianco e diamanti della Collezione Belle Epoque

(foto concesse da GM/PR)

La similitudine (con Sergio Rubini)

Il Festival del Cinema di Venezia è finalmente iniziato, lo omaggiamo con questo cortometraggio prodotto da Snob Srl, interpretato dal grande Sergio Rubini, e scritto e diretto da Peppe Tortora.

Un maestro di scuola elementare, dopo essere stato preso in giro dal direttore, davanti alla classe, decide di raccontare ai suoi bambini il significato della parola “Similitudine“. Lo fa con la storia di un uomo di nome Pernillo, un ignorante ma furbo che decide di aprire una scuola per maiali.
Sergio Rubini è l’attore protagonista che interpreta il maestro, Roberto Ciufoli interpreta il direttore.
L’ambiente è essenziale per dare importanza solo alla narrativa; la musica è composta da Alberto Bof come accento alla narrazione.

Tratto da un racconto di Angelo Tortora
Scritto e diretto da Peppe Tortora
Il maestro: Sergio Rubini
Direttore della scuola: Roberto Ciufoli
Bambino: Romeo Ciufoli
Aiuto Regia: Jacopo Rosso Ciufoli
Direttore della fotografia: Valerio Di Lorenzo
Musica originale di Alberto Bof
Press Agent Rubini: Saverio Ferragina
Supervisione Costumi: Tommaso Basilio
Aiuto Costumista: Paola Ragosta
Acconciature: Concetta Argondizzo @simonebelliagency
Operatore: Andrea D’Andrea
Aiuto Operatore: Vittorio Penna
Correzione Colore: Claudia Pasanisi
Grazie al centro Anziani San Felice di Roma

Una produzione di SNOB Srl
Direttore Responsabile: Miriam De Nicolò

L’IMPERMEABILE DONNA

ANTICIPAZIONI SS 2024 | WHITE MILANO
Evadere verso nuove mete, coniugare lavoro a viaggio. Ispirate al nuovo nomade digitale le collezioni de L’ IMPERMEABILE rispondono alle nuove esigenze del mercato con capi comodi, leggeri, funzionali. Il trench diventa la risposta ideale anche ad un meteo sempre meno prevedibile.
La collezione donna per la ss 2024, anticipata a Pitti e presentata alla prossima edizione di White di settembre, si arricchisce di nuove proposte e diventa sempre più ampia. Ai capi iconici, classici, ma intramontabili, si affiancano le nuove proposte dai tessuti sempre più fluidi, come i lini, accoppiati con le viscose, e sempre più sperimentali, arricchiti di spalmature, cerature, crackatureche, che danno corpo e vita a tessuti leggeri. Entra in collezione il quadrettato di VICHY su trench abbinato al cappello da pescatore, un tocco bon ton che irrompe e rompe la dichiarata ispirazione vintage e militare che caratterizza il marchio.

CLARKS x EASTPAK

BOLD. ICONIC.
CLARKS e EASTPAK si uniscono per una nuova collabo che mixa artigianato e innovazione. L’iconico brand britannico di footwear CLARKS, combina la nuova silhouette TORHILL con il design casual di EASTPAK.
Due modelli iconici ispirano la nuova CLARKS x EASTPAK TORHILL: la WALLABEE e la BIG GRIPPER.
Realizzati in autentica tela EASTPAK e una struttura Strobel che ne migliora la flessibilità, i modelli resistono agli elementi. Il plantare Contour Cushion rimovibile in pelle sagomata garantisce il massimo comfort, mentre la suola in gomma resistente, offre una trazione leggera. Questo modello esclusivo, rifinito con la caratteristica zip, tag e l’etichetta intrecciata EASTPAK, rende omaggio alla maestria artigianale del brand, creato per durare nel tempo.
“La nostra mission è consentire a chiunque la massima libertà di movimento”, afferma Tara McRae, Global Chief
Marketing Officer di CLARKS. ” Questa collaborazione con Eastpak è nata in modo spontaneo grazie ai nostri comuni core values. È un onore lavorare con Eastpak, un brand che sfida le regole, i confini e il conformismo per rendere il mondo un posto migliore e più inclusivo”.

ABOUT CLARKS
Clarks, con sede nel Somerset, in Inghilterra, è un brand all’avanguardia nella produzione di calzature innovative fin dalla sua fondazione nel 1825, quando i fratelli James e Cyrus Clark crearono una pantofola con ritagli di pelle di pecora. All’epoca si trattava di una novità assoluta: un perfetto connubio tra innovazione e artigianato che è rimasta al centro dell’attenzione tutt’oggi.
Nell’archivio Clarks, che conta più di 22.000 paia di scarpe, si trovano modelli che hanno dato il via a rivoluzioni e segnato generazioni.
Dall’originale Clarks Desert Boot, disegnato per la prima volta da Nathan Clark e lanciato nel 1950, alle iconiche Wallabee, ogni modello ha una caratteristica immediatamente riconoscibile, che lo rende inconfondibilmente Clarks. Clarks è un’azienda globale che gestisce canali di vendita al dettaglio, all’ingrosso, in franchising e online in oltre 100 mercati.


ABOUT EASTPAK
Dal 1952 Eastpak produce borse che ispirano le persone al movimento. Da produttore di zaini e borsoni militari per l’esercito americano, Eastpak è diventato un marchio leader nello stile di vita di chi vive, lavora e si muove in città. Dal 2000, Eastpak fa parte del portfolio internazionale VF. Il marchio Eastpak è un’azienda che si impegna a garantire lo stesso impegno per la qualità che l’ha reso famoso e che continua a vivere nella sua gamma di zaini, borse a tracolla, articoli da viaggio, accessori eleganti e funzionali.
Eastpak continua a evolversi insieme ai suoi fan più affezionati e continua a essere ancora oggi il brand “Built to Resist”.

Ti amo, ti odio

Text Maria Vittoria Baravelli

I will always look for you hoping never to find you / you said to me at the last leave
I’ll never look for you always hoping to find you / I answered you (Michele Mari).

Esistono amori travolgenti, teatrali, irragionevoli, irrequieti e nostalgici. Esistono amori che è bene non rivelare a nessuno nemmeno alla persona amata. Esistono amori che sono in realtà sublimazioni e che per questo di fatto non esistono. 
Anche se Jean-Luc Godard ci insegna come l’amore prediliga al linguaggio delle parole quello dei sentimenti, noi non ci accontentiamo mai. Vogliamo parlare, parlare, parlare ed alla fine sale un gran vento che non ci permette di sentire alcunché. È solo il nostro corpo, il nostro involucro, la nostra pelle, lo strumento più sensibile per abitare la complessità del reale che si configura come una interferenza che ci salva e ci sottrae agli automatismi della smaterializzazione in un mondo digitale sempre più  fatto di pixel e codici. 
Del resto la fine del XX secolo resterà nella storia dell’arte, della fotografia anche nel diritto, come l’epoca in cui la riflessione giuridica ha dovuto riscoprire il corpo e considerarlo come uno spazio ed uno strumento per esercitare la propria libertà, la propria auto affermazione in modo assoluto. 

È passato circa un anno da quando il mondo si è spinto oltre al nostro futuro prossimo. Il metatarso ha di fatto aperto la corsa ad una dimensione nuova, a chi l’avrebbe riempita per prima e quindi meglio di tutti gli altri. 
Chat GPT ci ha dimostrato quanto possa auto generare una poesia d’amore in meno di 7 secondi seguendo stili di scrittori che amiamo.

Ma può un algoritmo, un sistema di ricerca emozionarsi per il profumo delle rose?
E in questo scenario il mondo analogico, la nostra esistenza e l’amore che fine hanno fatto? 

Veronica Gaido in questi scatti indaga il corpo che ne è la soglia; sconfina ed unisce istanze che forse non dialogherebbero e racconta della nostra figura attraverso immagini frutto di una elaborazione digitale. 
Corpi reali che diventano virtuali. Entità virtuali che rimandano all’esistenza del qui e ora. Presenze che Veronica sdoppia, modifica, sovrappone, accosta ed intreccia.  A volte le allontana dimostrando che la vita è così. Raccontando tutte le possibilità di una persona di essere “infinita” come amava dire Pasolini. 
Attraverso la lunga esposizione Veronica usa la macchina fotografica alla stregua di un pennello ed esplora il movimento e la luce. Il corpo come strumento attraverso cui conosciamo il mondo e l’altro, quella frontiera che come in una danza, ci porta ad allontanarci o avvicinarci da una persona che quando viene amata smette di somigliare a tutte le altre. 
E se davvero oggi viviamo in un lento diradarsi del confine che separa un dato oggettivo da un vissuto soggettivo, ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo è veramente reale? 
La storia della filosofia ci ricorda le mille domande poste sui fenomeni esistenziali e le poche risposte date di conoscere a noi esseri umani. 

Siamo davvero come diceva Platone nel suo Simposio, alla ricerca di qualcuno che ci completi? Due anime diverse che si abbracciano per ritrovarsi intere? Oppure aveva ragione il maestro americano Philip Roth  nell’affermare che noi esseri umani nasciamo completi  ed “è l’amore che ci spezza”? 

L’amore e la separazione, Ti amo, ti odio.

L’avvicinamento e allontanamento, un lento continuo ed incessante. Corpi che si incontrano e che si separano. Corpi che si abbracciano. Perchè quando abbracciamo qualcuno abbiamo l’opportunità di far ripartire il mondo da capo. 
Un ritmo incessante e indomabile che non riusciamo a controllare, proprio come i battiti cardiaci che ci infondono la vita. 
E allora il corpo è la soglia. Può essere frontiera o barriera. È l’essere e l’avere. È l’essere stato e l’aver avuto. Alla domanda di una giornalista “il corpo è tutto”? La poetessa Patrizia Cavalli rispondeva “Il corpo è tutto è dove sperimentano la conquista e la perdita” 

Ti amo, ti odio. Ti ho avuto e ti ho perso. La lontananza,  lo spazio che mi è dato per poterti avere ancora. 

Photography Veronica Gaido

LOVE HATE

PHOTOGRAPHY Marco Onofri
ART DIRECTION Roberto Da Pozzo
STYLING Camilla Fioravanti
HAIR STYLIST Carlo Ruggiu
MAKE UP ARTIST Vania Cesarato

STARRING Amelie Zalaiti, Myriem Boukadida

DIGITAL ASSISTANT Riccardo Pasciucco

Total look Alexander McQueen
Total look Krizia  
sx Dress Philosophy by Lorenzo Serafini
dx Bra, skirt Ermanno Scervino, Caban Maison Margiela
sx Dress 19:13 Dresscode
dx Total look Dolce & Gabbana

Essentials

Photography Peppe Tortora

Text Mario Ansalone, Frissón Gallery Rome

History or myth has it that in 1947 American physicist Edwin Land on vacation with his three year old daughter invented the polaroid camera to fulfill the child’s request: to immediately see the photos just taken by her father. With the lightness of a summer whim and the depth of a silted-up blue, Peppe Tortora’s polaroids are true visual therefore emotional impressions. When they move the waters of the sea, the cat’s tail or crooked slopes, they actually uncover landscapes. like instantaneous excavations, an archaeology of the gesture that forgets itself and takes the viewer to the origins of the subject. The important thing they seem to tell us – is to enter the instant, to tear it apart, to flash, to polarize the self, to became light. He keeps on looking.

Smach 2023, prosegue il percorso tra arte e natura della Biennale di Arte Pubblica delle Dolomiti

Prosegue fino al 10 settembre 2023 la sesta edizione di SMACH: il percorso tra arte e natura della Biennale di Arte Pubblica delle Dolomiti che festeggia il suo primo decennale.
Un percorso a tappe – dislocato tra 10 siti paesaggistici delle Dolomiti Patrimonio UNESCO – porta alla scoperta delle dieci opere di arte contemporanea vincitrici della Biennale SMACH 2023.

LIIDRIS, Anelli di crescita, 2023, installazione ambientale, ph. Gustav Willeit

È partita l’8 luglio la VI edizione di SMACH, la Biennale di Arte Pubblica delle Dolomiti, che festeggia il primo decennale della manifestazione avviata nel 2013. Le dieci opere d’arte, in dialogo con altrettanti siti paesaggistici saranno visitabili con accesso gratuito fino al 10 settembre 2023, anche con la possibilità di usufruire del tour di trekking della durata di 4 giorni organizzato da Holimites. Tutto l’anno è poi sempre aperto il parco SMACH Val dl’Ert a San Martino in Badia, anch’esso con ingresso gratuito.

Egeon, Explosion, 2023, installazione ambientale, ph. Gustav Willeit

I 10 progetti vincitori di SMACH 2023

Tra i Parchi Nazionali Puez-Odle e Fanes-Senes-Braies e in vari siti di Natura 2000, sono dislocate le opere dei 10 progetti vincitori di SMACH 2023Stefano Caimi (Italia),Fairy Ring, località Armentara; Egeon (Italia), Explosion, località Pederü; Delilah Friedman (Germania), Nexus, località Pra de Pütia; Kg Augenstern (Germania) – composto da: Christiane Prehn e Wolfgang Meyer – The Flying Herd, località Ju de Sant’Antone; Anthony Ko (Hong Kong), Disintegration, località La Crusc; Collettivo LIDRIIS (Italia) – formato da: Luigina Gressani, Giuseppe Iob, Paolo Muzzi e Carlo Vidoni – Anelli di crescita, località Forcela de Furcia; LOCI (Svizzera) – di: Wolfgang Gruber, Herwig Pichler, Allegra Stucki, Jaco Trebo – Head in the clouds, località Fanes; megx (Italia) – alias Margherita Burcini – Il popolo della corteccia, località Chi Jus; Michela Longone (Italia), I think, Val Valacia; Anuar Portugal (Messico), An Ark, Lago di Rina.


Il visitatore può scegliere autonomamente le opere da visitare o affidarsi al programma suggerito dal trekking organizzato da Holimites e suddiviso in 4 giorni.

Michela Longone, I think, 2023, installazione ambientale, ph. Gustav Willeit

Un percorso tra arte e natura, immerso negli scenari meravigliosi delle Dolomiti
La scoperta di SMACH può iniziare accedendo al percorso ad anello da uno qualunque dei siti che lo compongono, la piantina è scaricabile qui: https://www.smach.it/trekking
Iniziando la visita dal paesino di Rina, la prima opera in cui ci si imbatte è I Think di Michela Longone. L’opera è collocata nella località Runch – Val Valacia e ha tutta l’apparenza di un prato fiorito, in realtà si tratta di un’installazione realizzata con resina naturale. La frase I think è annotata nel diario in cui Darwin disegnò l’albero della vita: tale consapevolezza tolse l’umanità dal centro della natura. Nel corso dei secoli, l’uomo si è però riappropriato di questo primato: costruendo, sfruttando, inquinando. L’opera denuncia il fatto che l’uomo è l’unico animale che inquina e distrugge il proprio habitat.
Procedendo verso il Monte Muro si incontra Il popolo della corteccia di megx. Fino agli anni ’70 del Novecento, i prati di Chi Jus hanno fornito, grazie all’agricoltura e all’allevamento, le principali fonti di sostentamento della popolazione ladina. Le figure antropomorfe del “popolo della corteccia” emergono dagli alberi come altorilievi: ispirandosi alle leggende locali, l’opera immagina un’umanità in simbiosi con la natura.
Raggiungendo i prati di Putia ci si imbatte in Nexus di Delilah Friedman: una ragnatela di fili intrecciati ad uncinetto, pratica tipica della tradizione badiota, che riporta all’ecosistema di piante, funghi, batteri, insetti e animali, intrecciati tra loro in rapporto di co-dipendenza. L’opera allude anche alle sinapsi neuronali e alla “rete” del world wide web, che ormai connette globalmente gli uomini e le società della terra.
Sotto il Monte Putia è installata Anelli di crescita del collettivo LIDRISSdi cui è membro Giuseppe, paraplegico dal 2019 a causa di un incidente in montagna. La serie di anelli che nell’opera si susseguono in ordine crescente rimanda sia agli anelli della colonna vertebrale di Giuseppe – che conserva traccia del trauma subito – sia agli anelli di crescita degli alberientrambi esempio di resilienza e rinascita.
Nelle zone quasi lunari dell’altopiano della Gardenaccia, si scorge sul Lago di Rina An Ark di Anuar Portugal. La barca richiama l’Arca di Noè e contiene le piante della vegetazione circostante: un piccolo habitat, in viaggio verso il futuro, posizionato nel luogo di incontro tra la Valle Isarco, la Val Pusteria e la Val Badia, metaforico confine geografico tra ladino e tedesco, ma anche punto di incontro tra le diversità da cui può germinare positivamente il nuovo ed il futuro.

Anuar Portugal, An Ark, 2023, installazione ambientale, ph. Gustav Willeit

Proseguendo fino ai piedi del Sas dla Crusc, si trova l’opera di Anthony Ko. Per Disintegration l’artista trae ispirazione dai tablà, i capanni dove venivano conservati fieno e attrezzi. Oggi inutilizzati, l’artista restituisce valore a queste strutture della tradizione, che sono state fondamentali per la vita e la sussistenza montana.
Il percorso porta poi ai prati dell’Armentara, dove troviamo un cerchio composto da sfere riflettenti: è Fairy ring di Stefano Caimi. Questa zona è ricca di anemoni alpine chiamate in ladino stria, che vuol dire “strega”. L’opera prende spunto dal fenomeno naturale di fruttificazione di alcuni funghi il cui apparato sotterraneo, progredendo circolarmente, veniva confuso con l’andamento delle danze rituali delle streghe. Il territorio viene raccontato sia attraverso i suoi elementi naturali che tramite le credenze secolari e le leggende in esso diffuse.
Da qui si arriva al Passo di Sant’Antonio, zona in cui si trova The Flying Herd del collettivo KG Augesternil suono delle campanelle dell’opera si confonde con quello in lontananza delle mucche al pascolo. Il Passo è il punto di passaggio della transumanza, tradizione inclusa nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Le ultime due opere si trovano all’interno del Parco Naturale Fanes-Sennes-BraiesNell’incantevole località Fanes, si viene attirati da lontano dalla formazione di una nuvola, troppo bassa e piccola per essere “vera”: si tratta infatti di Head in the Clouds, del collettivo LOCI. L’opera nebulizza l’acqua della centrale idroelettrica del Rifugio Lavarella e gioca con il doppio senso di “avere la testa fra le nuvole” sia nel suo significato positivo, di avere la capacità di sognare ad occhi aperti, che in quello negativo riferito alla sbadataggine e all’incapacità di porre la giusta attenzione alla crisi climatica e al corretto utilizzo delle risorse, in questo caso all’uso dell’acqua. Scendendo a valle, infine, l’opera Explosion di Egeon dialoga con la località Pederu facendo riferimento al suo passato bellico: era qui presente, difatti, un villaggio militare. Il cerchio di pietre è ora uno scoppio pacifico che allude anche all’impronta delle spore dell’amanita muscaria.

SMACH. San Martin, art, culture & history in the Dolomites è la Biennale internazionale di arte pubblica ideata nel 2012 da Michael Moling, coadiuvato da Gustav Willeit e, dal 2022, da Stefano RibaPer ogni edizione vengono selezionate, da una giuria di professionisti di settore, 10 opere tramite un concorso internazionale. La mostra open air di arte contemporanea si svolge in Val Badia, nel contesto paesaggistico e culturale delle Dolomiti, patrimonio Unesco dal 2009. L’edizione 2021 ha registrato un passaggio stimato, durante il periodo di apertura, di 2000 visite in media al giorno.
Dal 2018 SMACH è anche un’omonima associazione culturale che, in sinergia con attori locali ed istituzionali, lavora per la promozione dell’arte, del territorio e della cultura, in chiave di turismo culturale, ed attiva un canale di incontro tra amanti dell’arte, appassionati di natura, turisti e professionisti di settore.
Lo scorso 14 marzo 2023 il progetto SMACH è stato insignito con una delle 10 menzioni d’onore del Premio Nazionale del Paesaggio 2022-2023 organizzato dal Ministero della Cultura.
SMACH. Val dl’Ert (www.smach.it/art-park) è la collezione permanente della Biennale SMACH, composta attualmente da 23 opere acquisite dalle passate edizioni che si arricchisce per ogni edizione della biennale di nuove opere provenienti dai progetti vincitori. Il parco, di 25 ettari, è situato in una valle incontaminata nella località di San Martino in Badia, in provincia di Bolzano. Il suo accesso è a 150 m dal Museum Ladin e crea con esso un interessante polo di attrazione turistico-culturale per tutta la Val Badia.
 
Tutti i dettagli della manifestazione, delle opere e dei siti, del tour, del programma dell’inaugurazione e delle passate edizioni sono sul sito SMACH

SURKANA: TENDENZA CROCHET HAT E NEW BIKINI

È l’accessorio indispensabile per affrontare il solleone di agosto senza rinunciare allo stile e conservare quell’attitude boho chic che fa subito estate. È il cappello in cotone lavorato all’uncinetto firmato Surkana, raffinato e gioioso, perfetto per completare i look estivi, sia al mare che in città. Indispensabile per proteggersi dal sole e ideale per rendere più originali gli outfit tendenza, il crochet hat del brand ha un’estetica ultra chic e un coté raffinato amplificato dai ricami floreali che lo caratterizzano.  Realizzato in beige e bianco, parla di un irresistibile desiderio di leggerezza e di libertà assolutamente estivo. Disponibile online e nei punti vendita Surkana in Italia e in Europa.


Surkana nasce nel 2002 e il viaggio e le esperienze che da esso ne derivano sono da sempre le fonti d’ispirazione delle sue collezioni. Ciò che conta non è la destinazione, quanto l’esperienza che si vive durante il viaggio perché Surkana è un marchio di moda che non si esaurisce con la moda stessa: l’identità del brand è infatti rappresentata dalle persone che vivono, sperimentano e osservano il mondo reale che le circondano.

FUN Beach, la capsule beachwear del brand, si arricchisce di accessori per un’estate coloratissima.

I summer essential per un’estate ricca di colore e di energia sono firmati Surkana che li ha racchiusi nella sua divertentissima beach capsule, Fun Beach. Una collezione al sapore di salsedine che arricchisce la proposta di bikini e interi del brand con un corollario di accessori coordinati che utilizzano le medesime sfumature frizzanti e ricche di vibrazioni. Il risultato è una proposta pensata per regalare un twist gioioso a giornate assolate in riva al mare: ci sono capienti bag e pochette di diverse misure; pratici teli da mare ripiegabili; leggeri caftani e parei arricchiti di nappe;  cappelli e fasce per capelli. Una celebrazione del mood vacanziero pensata per completare il look che fa sue tinte forti e grafiche colorate, stampe coordinate ai pattern del beachwear e una palette intensa di tonalità vitaminiche tra aranci e fucsia, lime e blu, celesti e pesca.

Una collezione di beachwear che è un’esplosione di colore e di stampe pop pensata per completare la proposta di ready to wear e arricchirla di sfumature sfacciatamente estive e decisamente divertenti…o meglio, FUN! 

È Fun Playa, la beachcapsule firmata da Surkana che riflette il suo dna frizzante e ricco di vibrazioni.

E allora via libera a bikini e interi i cui pattern indugiano sulle fantasie tipiche della main collection del brand: tinte forti, grafiche vibranti, stampe in mix and match in una palette intensa di tonalità vitaminiche tra aranci e fucsia, lime e blu e celesti e pesca.

Le forme e i dettagli, poi, sono un tributo alle forme femminili con classici triangoli accompagnati da culotte a vita alta, oppure due pezzi con reggiseno a fascia o con coppe sagomate passando per i costumi interi con dettagli che sottolineano il decolleté.

Il beachstyle di Surkana è accompagnato da fuoriacqua tra caftani e parei, teli da spiaggia e cappelli insieme alla nuovissima proposta di sunglasses in plastica riciclata, tutti declinati secondo i pattern della collezione.