Dolce & Gabbana per Smeg al Salone del Mobile 2016

Non solo moda per Dolce & Gabbana, freschi di una nuova avventura, questa volta nel mondo del design. Il duo di stilisti ha infatti firmato un’esclusiva linea di frigoriferi in collaborazione con Smeg. Una limited edition di 100 pezzi deluxe che sarà presentata in esclusiva domani, al Salone del Mobile 2016 di Milano.

La Trinacria con i suoi simboli più noti diviene protagonista assoluta del nuovo frigorifero firmato Smeg, in un inedito sodalizio tra moda e design. Il Barocco, i pupi siciliani e la magia delle ceramiche di Santo Stefano di Camastra e Caltagirone sono i motivi che decorano i nuovi frigoriferi. Design altamente competitivo ma anche tecnologia avanzata, per modelli che coniugano estetica e funzionalità.

E chi meglio di Dolce 6 Gabbana avrebbe mai potuto immortalare con tanta perfezione la Sicilia? Inutile ricordare che Domenico Dolce è originario di Polizzi Generosa (provincia di Palermo); ma basterebbe solo andare indietro nell’archivio della maison e citare le celebri campagne pubblicitarie, che da oltre vent’anni celebrano ad ogni scatto la Sicilia. Ora quella terra ricca di storia e contraddizioni diviene protagonista dell’esclusivo e sofisticato design creato in collaborazione con l’azienda italiana, leader nella produzione di elettrodomestici.

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Uno dei modelli firmati Dolce & Gabbana per Smeg (Foto Pinterest)

(Foto tratta da Marie Claire)
La Trinacria e i pupi tra le decorazioni dei nuovi frigoriferi Smeg (Foto tratta da Marie Claire)


Iper tecnologici ed esteticamente impeccabili, gli esclusivi frigoriferi non sono molto economici: 33,000$ sembra essere il prezzo del nuovo oggetto di culto. I modelli saranno presentati nell’ambito del Salone del Mobile 2016, dal 12 al 17 aprile 2016.


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Ari Seth Cohen: stile per signore

Se finora avete sempre pensato che la moda fosse ad esclusivo appannaggio di giovanissime e rampanti it girl, preparatevi ad essere clamorosamente smentiti: un blog vi dimostrerà che lo street style non è più un fenomeno riservato alle nuove generazioni. C’era una volta un giovane ragazzo nato sotto il sole californiano, che amava i vecchi film della Hollywood patinata e le camicie a stampa hawaiana d’ispirazione Fifties.

L’avventura di Ari Seth Cohen è iniziata come un romanzo, a metà tra The Great Gatsby e Pygmalion: molto più di un semplice blogger, il giovane fotografo ha saputo intuire per primo le immense potenzialità della terza età, fino a quel momento dimenticata dalla moda. È lui ad aver ridato dignità e nuova linfa vitale allo stile delle più âgée: un vero e proprio esperimento antropologico che indaga lo stile delle over sixties, finalmente sdoganate come nuove icone fashion.

Consapevolezza, capacità innata di mixare elementi appartenenti a stili e periodi storici eterogenei e tanta autoironia sono gli elementi vincenti delle nuove it girls. Tra loro nomi eccellenti, da Carmen Dell’Orefice, classe 1931, storica mannequin che ancora oggi calca le passerelle di tutto il mondo, a Linda Rodin, stylist di successo, fino alla famosissima Iris Apfel (qui un pezzo sul suo stile, ormai famoso in tutto il mondo).

Un’anima vintage ed uno stile aplomb caratterizzano Ari Seth Cohen. La passione del giovane blogger per lo stile retrò ha origine nella sua infanzia vissuta a San Diego, in California. Il suo senso estetico fu modellato dalle sue due nonne, che lo iniziarono ai vecchi fasti e al glamour evergreen della Hollywood di un tempo. Ari lasciò San Diego all’età di 18 anni per studiare Storia dell’arte a Seattle. Seguì poi il trasferimento nella Grande Mela.

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Il blog che ha reso il giovane famoso in tutto il mondo è nato un po’ in sordina, nell’agosto 2008, tre mesi dopo il trasferimento di Ari a New York. All’epoca usava una macchina fotografica molto economica che gli era stata prestata; inoltre non aveva ancora alcuna dimestichezza con la fotografia. Il titolo scelto per il blog recava già in sé il segreto del futuro successo: Advanced Style, ovvero come essere stilose anche in età avanzata. Restìo ad abbracciare il crescente fenomeno dello street style, il giovane scelse fin da subito di rivolgersi ad un target più maturo ma non meno esperto in fatto di moda. Le donne e i (pochi) uomini immortalati da Ari sono sicuri di sé, non si vestono per gli altri e non seguono le tendenze. Fino ad allora invisibili e dimenticati dallo star system, è grazie al giovane blogger che ora godono di nuova visibilità. Quasi una seconda giovinezza, per grintose e attempate icone che vivono la moda non solo come mera apparenza ma carpendone l’aspetto ludico. E, tra chi lo invita a bere un tè e chi lo venera come l’iniziatore di un nuovo fashion trend, Ari Seth Cohen si è imposto come uno dei nomi più famosi del fashion biz.

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Nel corso degli ultimi anni Advanced Style è cresciuto in modo esponenziale, al punto da includere scritti e video, ma anche consigli di bellezza, oltre alle foto di street style, che immortalano arzille signore in mise eccentriche e raffinate. Oggi è uno dei blog più seguiti al mondo, ai vertici delle classifiche mondiali. Dall’idea brillante del suo fondatore sono inoltre nati due libri (Advanced Style e Advanced Style: Older & Wiser, entrambi disponibili su Amazon) e un documentario girato in collaborazione con Lina Plioplyte, dal titolo Advanced Style-Le signore dello stile. Protagoniste sono sette donne newyorkesi di età compresa tra i 62 e i 95 anni, unite nel mettere in discussione gli stereotipi tipici della cultura occidentale, che impongono determinati standard estetici ed anagrafici, oggi assolutamente anacronistici e limitanti. L’età avanzata non è mai stata tanto chic.


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Alessandra Branca: design tra passato e presente

Stampe floreali si mixano al paisley e al cachemire, per pattern sofisticati e unici: le vestigia di un glorioso passato rivivono in ambienti colorati e ricchi di charme, rivisitate in chiave contemporanea. Lei è una delle eccellenze italiane, un nome che, da Roma, sua città natale, è divenuto sinonimo e garanzia di stile anche oltreoceano.

Alessandra Branca ha imparato presto gli intrinsechi legami tra la bellezza classica e la vita di tutti i giorni, in una incessante ricerca estetica e stilistica che l’ha portata, nel 1981, a fondare la sua azienda di design. Oggi è una delle firme più apprezzate in Europa e America: con uffici a Chicago, New York e Roma, la sua clientela attraversa il globo.

Il suo stile è unico, caratterizzato da un’impronta facilmente riconoscibile e da un’eleganza senza tempo. Personalità e charme si uniscono in uno stile mirabile, che non lesina in elementi classici e suggestioni imperiali, sapientemente smitizzati attraverso una palette cromatica fresca e giovane. Tripudio di rosa e rosso, stampe e tessuti che formano arabeschi, in un inedito patchwork dal grande impatto visivo, che contribuisce alla creazione di ambienti dal fascino intramontabile.

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Designer di fama mondiale, Alessandra Branca è stata curatrice di progetti per residenze private ed edifici pubblici e ha firmato anche collezioni esclusive di raffinati tessuti, elementi e corredi per la casa, pezzi di arredamento e accessori moda. I suoi lavori sono apparsi su riviste del calibro di Architectural Digest, Departures, Town and Country, il New York Times, Elle Décor. Vincitrice di numerosi riconoscimenti, dal 2011 il suo nome è una costante nella lista annuale dei migliori interior designer del mondo stilata da Elle Décor. Inoltre è autrice del libro New Classic Interiors (edito da Stewart Tabori & Chang, 2009, ora alla sua quinta ristampa).

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Tra i maggiori ispiratori di Alessandra Branca spiccano nomi del calibro di Renzo Mongiardino, Parish-Hadley, Henri Samuel, Billy Baldwin e John Fowler. Versatile e ironica, la designer riesce a coniugare stili diversi senza mai perdere di vista la propria personalità. L’Italia, con il suo incredibile patrimonio artistico e culturale, è nel suo DNA ma anche nella sua estetica: è dal passato e dalla tradizione italiana che la designer attinge spesso per creare i suoi ambienti. “Nessuno cerca la perfezione, cercano semplicemente te”, sostiene Alessandra Branca. “Le tradizioni fungono da basi. Ma una volta che le hai acquisite puoi mischiarle con elementi diversi”, ha più volte dichiarato la designer, il cui stile tradisce una naturale inclinazione per ambienti dal gusto classico, mixati con ironia e grande consapevolezza ad elementi dal design moderno e contemporaneo.

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Prada e Gucci tra i suoi stilisti preferiti, Alessandra Branca adora il paisley e tutte le tonalità di rosso. Attualmente la designer vive tra Chicago, New York, Roma e Harbour Island. I suoi pezzi di arredamento e le collezioni da lei firmate si possono acquistare sul sito web branca.com. Inoltre una selezione di esclusivi pezzi di arredamento vintage direttamente dalla boutique Branca di Chicago è disponibile su 1stdibs.com.

(Tutte le foto sono tratte da branca.com)


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Lo stile di Iris Apfel

Dimenticate la vecchia massima del “less is more”: e se a dirlo è la più grande icona di stile contemporanea c’è da crederci. Interior designer, businesswoman ed icona fashion, Iris Apfel è l’emblema di come un senso innato per lo stile possa trasformarsi in un elisir di lunga vita. Numerose collaborazioni illustri come fashion designer, una carriera in costante ascesa, la 95enne newyorkese è il nuovo guru della moda internazionale.

Classe 1921, una personalità scoppiettante e una ironia rara che la rende irresistibilmente autentica e a tratti naïf: “Penso sia meglio essere felici che ben vestiti”, saluta così dal suo profilo Instagram l’arzilla 95enne, pasionaria del “more is more”. Impossibile copiare il suo stile: eccentrico, audace, ridondante, a tratti eccessivo, fatto di sovrapposizioni e di geniali accostamenti dal forte impatto scenografico.

L’icona di stile che ha sovvertito ogni regola, facendo piazza pulita di vecchi miti e tabù, in primis quello dell’età, ha dimostrato come per diventare una it girl non sia necessario avere vent’anni. Genuina e schietta, come quando ha candidamente ammesso, nel corso di un’intervista al Guardian, di non avere mai amato particolarmente lo stile Chanel. Autoironica come poche, adora definirsi una “stellina geriatrica” e ha ribadito più volte che se non avesse avuto il suo proverbiale senso dell’umorismo sarebbe già morta.

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Iris Apfel è una delle più grandi icone di stile contemporanee



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La 95enne newyorkese ha alle spalle una carriera da interior designer e collaborazioni illustri come fashion designer



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All’anagrafe Iris Barrel, è nata nel Queens il 29 agosto 1921



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Uno stile eccentrico e audace e una personalità scoppiettante


Occhiali da diva dal fascino un po’ nerd e rossetto rosso lacca, immancabile vezzo che completa ogni suo look iconico: impossibile non riconoscerla. Una passione per i gioielli etnici, meglio se dalle proporzioni over, l’icona di stile è stata scelta come testimonial dello spot per il lancio della nuova Ds3 di Ds Automobiles, premium brand di Peugeot Citroën.

All’anagrafe Iris Barrel, la più agée delle personalità del fashion biz è nata il 29 agosto 1921 nel Queens da padre americano e madre russa. Figlia unica, suo padre Samuel Barrel era un negoziante di vetro, mentre la madre Sadye era proprietaria di una boutique di moda. Iris ha studiato Storia dell’arte alla New York University e alla University of Wisconsin: nel corso dei suoi tantissimi viaggi ha sviluppato la sua personalissima estetica, attingendo da culture e popoli lontani. Nel 1948 ha fondato insieme al marito Carl Apfel (scomparso lo scorso agosto) la Old World Weavers, azienda tessile che ha chiuso i battenti nel 1992, dopo aver arredato la Casa Bianca per i mandati di ben nove presidenti (Truman, Eisenhower, Nixon, Kennedy, Johnson, Carter, Reagan e Clinton), annoverando tra i clienti anche nomi del calibro di Estée Lauder e Greta Garbo.

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Iris Apfel è nata da padre americano e madre russa



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Il suo stile mixa sapientemente capi haute couture a pezzi vintage acquistati nei mercatini delle pulci



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Iris ha studiato Storia dell’arte alla New York University e alla University of Wisconsin



(Foto AD)
(Foto AD)



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Iris Apfel ha una passione per i gioielli etnici, meglio se dalle proporzioni over


Lo stile di Iris Apfel è un sapiente mix di elementi haute couture e capi acquistati nei mercatini delle pulci: un amore per i jeans e per gli accessori, passione, questa, tramandatale dalla madre. Stampe, pellicce, colori accesi sono i pilastri su cui si fonda uno stile unico, che trascende la moda per accostarsi all’arte. Segni particolari: tanta personalità. Per lei stile non è sinonimo di apparenza, ma conoscenza di sé ed introspezione profonda, un viaggio che può richiedere tanti anni.

Curiosa come una bambina, animata da entusiasmo ragazzino, Iris Apfel ha più volte dichiarato di trarre ispirazione da tutto ciò che la circonda. Allergica alle regole, perché “le infrangerebbe tutte”, riconosce le profonde connessioni che la moda ha con la realtà circostante e con il momento storico. Deliziosamente sopra le righe, in una sua frase storica su New York ha dichiarato che «per vivere da vera newyorkese le due cose più importanti per una donna sono un autista e un cappotto foderato di pelliccia».

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L’icona di stile ritratta nel suo appartamento



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Nel corso dei suoi numerosi viaggi l’icona fashion ha sviluppato la sua personalissima estetica



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Particolare del suo appartamento (Foto tratta da Architectural Digest)



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Iris Apfel per Bajalia



Iris Apfel (Foto tratta dal Times)
Un ritratto di Iris Apfel (Foto tratta dal Times)


Definita “l’uccello raro della moda”, dal titolo della mostra dedicatale dal Met di New York nel 2005, nel 2011 yoox.com ha messo in vendita i gioielli da lei realizzati, ricchi di fascino esotico, mentre Mac Cosmetics le ha dedicato una capsule collection. Inoltre è stata protagonista del documentario Iris di Albert Maysles, nonché di una mostra, intitolata Iris in Paris. E proprio nella capitale francese fino al 16 aprile l’icona di stile è protagonista assoluta delle vetrine di Le Bon Marché. Musa storica di Ari Seth Cohen, il creatore del blog Advanced Style, all’icona fashion hanno dedicato persino un festival, l’Iris lovefest, in cui designer, film-maker e blogger si sono riuniti per omaggiare il suo stile.

(Foto cover tratta da wwd.com)


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Gaia Repossi: l’ultima erede dell’impero dei gioielli

È colei che ha rivoluzionato il brand di famiglia, rivelando un talento raro nel design di gioielli. Bionda, bella ed elegante come poche, Gaia Repossi è l’ultima erede dell’impero Repossi, celebre maison fondata dal suo bisnonno nel lontano 1920. È il 2007 quando la giovanissima Gaia prende le redini del marchio, divenendo direttore artistico.

Figlia di Alberto Repossi, classe 1986, una laurea in Belle Arti e due master in Archeologia e Antropologia, la giovane non aveva inizialmente alcuna intenzione di diventare una designer di gioielli. La sua è una visione creativa fortemente influenzata dall’arte, dalla pittura, dalla scultura, dall’artigianato e soprattutto dalle influenze provenienti da altre culture. Artigianalità e citazioni antiche si sposano alla giovane sensibilità di Gaia Repossi, che ha rinnegato il design convenzionale ma non l’amore per l’artigianato. Silhouettes etniche e suggestioni tribali caratterizzano gioielli dal design unico, creazioni preziose e sofisticate ma anche ieratiche come monili e amuleti.

Un’identità forte e un apporto fresco e giovane hanno contribuito al nuovo successo di Repossi, che sta vivendo una nuova felice stagione, collezionando collaborazioni illustri, da Alexander Wang a Joseph Altuzarra, da Zadig et Voltaire a Colette Paris.

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(Foto tratta da Vogue)
Gaia Repossi fotografata da Matthew Brookes per Vogue
Gaia Repossi fotografata da Matthew Brookes per Vogue

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Gioielli che ricordano nelle tecniche e nella lavorazione gli ornamenti tribali di certi cerimoniali; tra l’oro, l’argento, il bronzo fanno capolino pattern e forme che ricordano i monili delle popolazioni africane. Lo stile di Gaia è a tratti ripetitivo, nella scelta (sempre vincente) di riproporre le medesime forme e i medesimi volumi, scanditi dal diamante. Un minimalismo che si incontra con l’audacia di ispirazioni originali e con un design sofisticato: oro e forme androgine si sposano con tecniche di scultura ed intaglio che ripropongono antiche lavorazioni artigianali oggi rare nella gioielleria; infine l’ispirazione Art Noveau, che si appropria di pizzo e pattern quasi dipinti sulla pelle, realizzati con raffinate tecniche artigianali. Questo lo stile firmato Gaia Repossi, che si riflette in un’estetica complessa, che trae numerosi spunti dall’immenso patrimonio culturale della giovane designer: Baselitz, Twombly, Kiefer, Serra, Franz West sono alcuni dei nomi che più ispirano la giovanissime designer. Il suo stile è minimale e chic, molto francese. E la designer vive infatti tra Parigi, Montecarlo e New York. Architetto del gioiello, Gaia Repossi ha dichiarato più volte il suo amore anche per la pelle nuda.

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Divenuta una delle icone di stile contemporanee più apprezzate, il Financial Times l’ha inclusa nella classifica delle donne più eleganti al mondo. Perfezionista, anticonformista e ribelle, il carattere non le manca: alla base della sua formazione vi sono studio e rigore. Collaborazioni eccellenti nel suo curriculum: nel 2007 con Eugenie Niarchos, nel 2010 con Alexander Wang, nel 2012 con Colette Paris. Nel 2013 vince il premio istituito da Elle UK come miglior designer di gioielli dell’anno. Nel 2015 il brand Repossi è stato acquistato da LVMH.

(Foto cover Ezra Petronio per Self Service Magazine)


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Il vintage secondo Carole Tanenbaum

Il fascino e l’opulenza di pietre preziose e antichi monili, che raccontano di mondi lontani e storie arcaiche, il lusso e lo sfarzo di pezzi unici rubati alle insidie del tempo: Carole Tanenbaum è oggi una vera autorità tra i collezionisti di bigiotteria vintage, vantando un archivio immenso e rinomato.

Nata e cresciuta a New York e attualmente residente a Toronto, la carriera di Carole Tanenbaum è iniziata vent’anni fa. Una formazione a trecentosessanta gradi, che spazia dall’arte alla moda, strizzando l’occhio in particolare alla bigiotteria vintage. La sua collezione è un vero patrimonio per intenditori, il sogno di ogni fashion victim che si rispetti: un archivio immenso, con una selezione di oltre 20.000 pezzi, che includono maison storiche, da Dior a Chanel, da Lanvin a Sherman.

La passione di Carole Tanenbaum per la bigiotteria vintage è iniziata per caso, 35 anni fa, quando si imbatté a Londra in una bellissima collezione di gioielli vintage. Rimasta fortemente colpita dalla creatività di quei pezzi, dai colori accesi e dal design ardito, decise che quella sarebbe divenuta la sua più grande passione. Ma non aveva ancora considerato una carriera nel settore, almeno finché non acquistò oltre 3500 pezzi per la sua collezione privata. Ma, resasi conto che non avrebbe mai potuto indossare quella mole immensa di gioielli, neanche nell’arco di una vita intera, decise quindi di condividere la sua collezione col pubblico.

Carole Tanenbaum
Carole Tanenbaum
Vintage Chanel
Vintage Chanel nella collezione di Carole Tanenbaum (foto Thecoveteur.com)
Collana Robert Sorrell
Collana Robert Sorrell (foto Thecoveteur.com)

Bangles Chanel vintage
Bangles Chanel vintage (foto Thecoveteur.com)


Un occhio esperto e vigile, sempre pronto a carpire le nuove tendenze e soprattutto, la bellezza, in ogni sua forma, Carole Tanenbaum è un’attenta critica della moda contemporanea, attiva sui social network, dove è seguitissima, e da dove non perde occasione di dare i suoi consigli di stile, sempre azzeccatissimi. Il suo sito, caroletanenbaum.com, è fonte inesauribile di bellezza e stile. Fondamentali nel suo guardaroba i pezzi della collezione: lei stessa ha dichiarato di scegliere prima il gioiello da indossare, e, in base a questo, l’outfit.

La collezione include edizioni limitate, pezzi unici realizzati a mano, che sono apparsi su pubblicazioni prestigiose, dalle riviste patinate più famose, in primis Vogue ed Elle, fino a film e serie tv di successo, a partire da Sex & the City. Collane, orecchini, bracciali, spille, anelli dal design glamour e dalle linee originali, ma anche accessori per capelli e altri pezzi unici, per maison storiche quali Trifari, Haskell, Schiapparelli, Hobe, Boucher e molte altre. Disponibili su Moda Operandi, da Seedhouse a New York ed in molte altre boutique online, tra le fan di Carole Tanenbaum spiccano nomi del calibro di Sarah Jessica Parker e Michelle Obama.

Bracciali Sherman
Bracciali Sherman (foto Thecoveteur.com)
Bracciali di designer vari, nella collezione di Carole Tanenbaum
Bracciali di designer vari, nella collezione di Carole Tanenbaum (foto Thecoveteur.com)
Sarah Jessica Parker con gioielli vintage della collezione di Carole Tanenbaum
Sarah Jessica Parker con gioielli vintage della collezione di Carole Tanenbaum

Sarah Jessica Parker in Sex & the City con bracciale vintage Carole Tanenbaum
Sarah Jessica Parker in Sex & the City con bracciale vintage Carole Tanenbaum Vintage Collection


Rinomata e famosa in tutto il mondo, Carole Tanenbaum ha dato lezioni sulla storia della bigiotteria vintage presso il Royal Ontario Museum e l’International Society of Appraisers ed è spesso chiamata in causa come una delle maggiori esperte mondiali nel campo. Il suo libro, Fabulous Fakes: A Passion for Vintage Costume Jewelry, disponibile su Amazon, traccia una storia dei pezzi più belli della bigiotteria vintage, dall’età Vittoriana fino ad oggi. Carole Tanenbaum ci accompagna in un indimenticabile viaggio nella sua collezione privata, corredato da splendide fotografie e da un’attenta critica sulla storia del costume e della moda. Il suo smisurato archivio è oggi una delle collezioni più rinomate del Nord America, con gioielli collezionati nel corso di oltre venticinque anni di attività, per un totale di oltre 20.000 pezzi, dall’età Vittoriana fino agli anni Ottanta. Stili, design e forme differenti per una collezione ricca di fascino e charme. Con tre figli e dodici nipoti, Carole Tanenbaum è anche una nonna felice, che condivide col marito Howard la sua passione per il collezionismo.

(Foto copertina tratta da Hello Magazine)


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Lo stile di Kristina Bazan

È il volto più bello del fashion biz, it girl tra le più seguite e blogger di fama mondiale: Kristina Bazan incarna alla perfezione l’eleganza europea. Modella, stylist, influencer e cantante, segni particolari: bellissima. Nata in Svizzera 22 anni fa, nel 2011 partecipa a Miss Svizzera arrivando seconda.

Nello stesso anno fonda Kayture.com insieme al suo ragazzo, James Chardon: il blog si impone in pochissimo tempo come il più seguito della Svizzera sdoganando la sua fondatrice come uno dei volti più potenti della moda. Secondo Teen Vogue grazie a lei Ginevra, la città in cui Kristina vive, è diventata la nuova capitale dello stile.

Presenza fissa nei front row delle sfilate più importanti, regina dello street style e ospite degli eventi più esclusivi al mondo, dal Festival di Cannes alla cerimonia di consegna dei Golden Globes, Kristina Bazan vanta collaborazioni con brand del calibro di Louis Vuitton, Dolce & Gabbana, Yves Saint Laurent, Dior, Mango, Guess e Jimmy Choo. Bionda e statuaria, la blogger è stata immortalata anche in riviste patinate tra cui Vogue, GQ e Cosmopolitan.

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Inclusa da Forbes nella classifica dei 30 giovani under 30 più influenti al mondo nel settore Arti e Stile, Kristina Bazan ha inaugurato gli Spirits Awards a Los Angeles e ha collaborato anche con maison di lusso, come Chopard, Piaget e Cartier.

Tra le ultime novità della sua carriera, in continua ascesa, un contratto con L’Oréal. Protagonista indiscussa delle ultime sfilate di moda, ormai Kristina è di casa a Parigi e nelle principali capitali europee ma anche oltreoceano. Il suo stile è eclettico e ricco di femminilità. Curve in primo piano, per la fashion blogger, minimalista e sofisticata ma anche audace e sexy.

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Grazie alle foto che la immortalano nel suo blog, Kristina Bazan si è imposta come un’icona di stile tra le più seguite al mondo. Versatile e sempre impeccabile, la vediamo alternare con nonchalance pezzi haute couture a capi low cost. Fotogenica come poche, la bionda fashion blogger è riuscita nel tempo ad imporsi anche come modella. The next big thing della moda è certamente lei.

(Tutte le foto sono tratte da Kayture.com)


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Marisa Berenson: icona di stile e bellezza

Due occhi da cerbiatto verde smeraldo, la pelle ambrata, l’ovale perfetto; una bellezza naturale, ritratta acqua e sapone su spiagge assolate o nel sole di location esotiche, capace di trasformarsi un attimo dopo in una diva dall’allure sofisticata, tra abiti haute couture e party esclusivi: Marisa Berenson è stata una delle modelle più pagate al mondo e ha alle spalle una lunga e prolifica carriera cinematografica, in cui spiccano i film di Visconti e Kubrick.

Definita da Yves Saint Laurent “the girl of the Seventies”, Marisa Berenson ha incarnato la quintessenza del glamour a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Presenza fissa dell’International Best Dressed List, impossibile dimenticare le foto di Slim Aarons che la immortalano a Capri in turbante anni Venti, bella e carismatica, o con i suoi celebri look boho-chic, ritratta dall’amico di una vita, Andy Warhol. Non solo attrice e modella, ma anche icona di stile e protagonista assoluta del jet set internazionale e delle riviste patinate, testimone di una New York fatta di glamour ed eccessi.

Nata a New York il 15 febbraio 1947, Marisa Berenson discende da una famiglia blasonata: il padre è Robert Lawrence Berenson, diplomatico americano di origini ebraiche e lituane, che si era distinto per aver diretto i cantieri navali di Onassis, e che sotto la presidenza Kennedy divenne ministro per i paesi in via di sviluppo. Berenson era nipote del grande esperto d’arte Bernard Berenson, bisnonno di Marisa. Il cognome originario della famiglia era Valvrojenski. La madre di Marisa è la contessa Maria Luisa Yvonne Radha de Wendt de Kerlor, meglio conosciuta come Gogo Schiaparelli, socialite di origini italiane, svizzere, francesi, polacche ed egiziane, figlia della celebre stilista Elsa Schiaparelli, storica rivale di Chanel.

Marisa Berenson in uno scatto di Irving Penn
Marisa Berenson in uno scatto di Irving Penn
Marisa Berenson in una foto di Irving Penn, Vogue, 1965
Marisa Berenson in una foto di Irving Penn, Vogue, 1965
Marisa Berenson in Mila Schön, foto Henry Clarke, 1968
Marisa Berenson in Mila Schön, foto Henry Clarke, 1968
Marisa Berenson con gioielli Bulgari, foto di Gian Paolo Barbieri, 1969
Marisa Berenson con gioielli Bulgari, foto di Gian Paolo Barbieri, 1969
Marisa Berenson ritratta da Bert Stern per Vogue, 1966
Marisa Berenson ritratta da Bert Stern per Vogue, 1966

Marisa Berenson in uno scatto di Irving Penn, Vogue 1970
Marisa Berenson in uno scatto di Irving Penn, Vogue 1970


Se tua nonna si chiamava Elsa Schiaparelli lo stile non può che far parte del tuo DNA. È così che la piccola Marisa finisce sulla cover di Vogue America che è ancora in fasce, mentre ad appena cinque anni viene immortalata sulla cover di Elle, insieme alla sorella Berry. Tanti sono gli aneddoti raccontati dall’icona di stile in cui viene fuori un ritratto di Elsa Schiaparelli, da lei affettuosamente chiamata “nonna Schiap”: dai viaggi insieme a Venezia alle amicizie negli ambienti della Parigi intellettuale, dove la piccola Marisa conobbe Salvador Dalí e Alberto Giacometti.

Ma non finisce qui: il nonno di Marisa è il conte Wilhelm de Wendt de Kerlor, teosofo e medium, mentre il bisnonno era Giovanni Schiaparelli, astronomo scopritore dei canali di Marte. La sorella minore di Marisa, Berinthia Berenson, detta Berry, diventerà anche lei modella, attrice e fotografa, e morirà nei tragici attentati dell’11 settembre 2001 al World Trade Center.

Nonostante le prime cover risalgano alla sua infanzia, la lunga e prolifica carriera di modella di Marisa Berenson inizia ufficialmente nei primi anni Sessanta. È Diana Vreeland, celebre fashion editor di Harper’s Bazaar e direttrice di Vogue America, ad intuire per prima l’impressionante fotogenia di quel volto. Venerata da fotografi e stilisti, Marisa Berenson posa per i più grandi, da Richard Avedon a Patrick Lichfield, da Irving Penn a Bert Stern fino a Robert Mapplethorpe e Henry Clarke, che la immortala in foto dal fascino esotico, esaltandone lo spirito gipsy e il carisma. In pochissimo tempo Marisa Berenson ottiene fama internazionale e diviene la modella più pagata al mondo, come lei stessa dichiara in un’intervista al New York Times. Il suo fisico incarna perfettamente gli anni Sessanta: è un’epoca ricca di ribellione. “Noi modelle ci truccavamo da sole. Giravo con un borsone enorme pieno di toupet e cianfrusaglie”, ricorderà più avanti la modella. La consacrazione avviene nel luglio del 1970, quando ottiene la cover di Vogue, e nel dicembre 1975, quando è sulla copertina del Time.


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In seguito la modella si avvicina alla recitazione. A lanciarla nel cinema non è uno qualsiasi ma Luchino Visconti, che la vuole nel suo Morte a Venezia, nel 1971, dove Marisa interpreta il ruolo della moglie di Gustav von Aschenbach. L’anno successivo recita in Cabaret, nel ruolo di Natalia Landauer, interpretazione che le vale una nomination ai BAFTA e due nomination ai Golden Globe. Impossibile dimenticare la sua interpretazione di Lady Lyndon nel celebre film Barry Lyndon, del 1975. Tra crinoline settecentesche ed estenuanti ore di trucco, è la consacrazione come attrice. Per incoraggiarla, il regista della pellicola, Stanley Kubrick, le dice: “Nessuno, in tutta la tua vita, ti raffigurerà così bella”.

Negli anni Settanta la Berenson diviene famosa grazie ad un nuovo soprannome: “The Queen of the Scene”. Un po’ come il prezzemolo, la Berenson è ovunque, sempre nel posto giusto e al momento giusto, regina della vita notturna e dei nightclub, onnipresente in ogni occasione mondana, seguita da uno stuolo di corteggiatori. Ma non ci sono solo lustrini e paillettes nella sua vita: dietro agli abiti da sera e alle ciglia finte c’è una profonda introspezione. La meditazione cambia la sua vita, come lei stessa dichiara. Si avvicina alla spiritualità nel 1968, quando i viaggi in India divennero l’ultimo fashion trend per celebrities annoiate: dai Beatles a Mia Farrow fino ai Beach Boys, il viaggio in India era l’ultima moda dei protagonisti del jet set. E Marisa Berenson non poteva certo mancare. Di quel viaggio alle pendici dell’Himalaya la diva ricorderà la sua amicizia con George Harrison e Ringo Starr, con i quali trascorreva le giornate in meditazione e le notti seduti per terra a suonare la chitarra.

La modella indossa collier Bulgari in una foto di Gianni Turillazzi, circa September 1970 –  Condé Nast Archive/Corbis
La modella indossa collier Bulgari in una foto di Gianni Turillazzi, settembre 1970 –Condé Nast Archive/Corbis
Marisa Berenson a Capri, in una celebre foto di Slim Aarons, settembre 1968
Marisa Berenson a Capri, in una celebre foto di Slim Aarons, settembre 1968
Marisa Berenson immortalata da Arnaud de Rosnay per Lui Magazine, gennaio 1971
Marisa Berenson immortalata da Arnaud de Rosnay per Lui Magazine, gennaio 1971
Marisa Berenson in una foto di Andy Warhol, anni Settanta
Marisa Berenson in una foto di Andy Warhol, anni Settanta
Foto Getty Images
Marisa Berenson è una delle più grandi icone di stile viventi (Foto Getty Images)

Marisa Berenson in Ungaro Couture, foto di Jean-Marie Périer, 1995
Marisa Berenson in Ungaro Couture, foto di Jean-Marie Périer, 1995


La vita privata di Marisa Berenson è ricca di liaison e corteggiamenti da film: nei primi anni Settanta fu la compagna del barone David René de Rothschild. Celebre la sua relazione con il collega, il bellissimo ed efebico attore Helmut Berger. Lei ed Helmut sono la coppia ideale: bellissimi e fotogenici. Luchino Visconti li incitava a sposarsi, come lei stessa racconta nell’autobiografia Momenti intimi, pubblicata nel 2010 da Barbès editore.

Il suo primo marito fu James Randall, detto Jim, sposato a Beverly Hills nel 1976, da cui divorziò due anni più tardi. Il matrimonio fu regale, l’abito era firmato Valentino e lo stesso stilista si aggirava per casa per dare gli ultimi colpi di ferro da stiro al vestito mentre l’altro inseparabile amico Andy Warhol era intento a fotografare i preparativi delle nozze. Dal matrimonio nel 1977 nacque una figlia, Starlite Melody Randall. Il secondo matrimonio nasconde retroscena dal sapore cinematografico: se in genere le donne ricevono rose rosse, Marisa Berenson ricevette dall’avvocato Aaron Richard Golub due immensi camion per traslocare da Los Angeles a New York, dove lui abitava. Il matrimonio tra i due venne celebrato nel 1982, mentre nel 1987 i due divorziarono.

Marisa Berenson è nata a New York il 15 febbraio 1947
Marisa Berenson è nata a New York il 15 febbraio 1947
marisa berns
Quando Marisa Berenson era ancora in fasce ottenne la prima cover per Vogue America
(Foto Vogue)
La classe di Marisa Berenson (Foto Vogue)

Marisa Berenson nel 1973  (Foto di Tony Kent per Vogue Paris)
Marisa Berenson nel 1973 (Foto di Tony Kent per Vogue Paris)


A New York Marisa Berenson diviene musa ed intima amica di Andy Warhol e Truman Capote, collega di Liza Minelli, con la quale recita in Cabaret, cognata di Anthony Perkins, che sposa sua sorella Berry. Dopo un breve periodo lontano dai riflettori, riprende a recitare: la ritroviamo nell’indimenticabile spaccato di vita mondana Via Montenapoleone, ma anche in pellicole impegnate, diretta da maestri del calibro di Clint Eastwood. Nel 2001 il debutto a Broadway, mentre tra i suoi ultimi film spicca Io sono l’amore, di Luca Guadagnino, e Matrimoni e altri disastri.

Foto di Patrick Lichfield
Foto di Patrick Lichfield
Marisa Berenson in una foto di Arnaud de Rosnay, anni Sessanta
Marisa Berenson in una foto di Arnaud de Rosnay, anni Sessanta
Marisa Berenson negli anni Sessanta, foto di Jeanloup Sieff
Marisa Berenson negli anni Sessanta, foto di Jeanloup Sieff
Su Vogue Italia 2001, foto di Steven Meisel
Su Vogue Italia 2001, foto di Steven Meisel

Marisa Berenson immortalata da Robert Mapplethorpe, 1983
Marisa Berenson immortalata da Robert Mapplethorpe, 1983


La sua vita ha visto anche momenti molto difficili, come l’incidente automobilistico avvenuto in Brasile in cui la diva è rimasta coinvolta, che le ha sfregiato la parte sinistra del viso. Ma quello che poteva essere un dramma irreparabile, per Marisa Berenson, ha visto invece un lieto fine: l’ex top model è stata infatti una peziente di Ivo Pitanguy, pioniere della chirurgia estetica, che le ha ridato la bellezza. Un’altra tragedia invece ha scosso la sua vita, stavolta senza il lieto fine: l’amata sorella Berry ha perso la vita l’11 settembre 2001, a bordo dell’aereo che da Boston si è schiantato contro la Torre Nord. Lei stessa invece si trovava in volo da Parigi a New York. Una perdita che l’ha aiutata a riscoprire la fede, come raccontato dalla stessa Berenson nella sua autobiografia. Un anello appartenuto a Berry verrà ritrovato a Ground Zero un anno dopo la tragedia.

(Foto cover Irving Penn per Vogue, settembre 1967)


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Brunello Cucinelli inventa il bonus cultura per i suoi dipendenti

È il re del cachemire, leader assoluto dell’artigianato italiano amato anche all’estero: ora Brunello Cucinelli si rende protagonista di una lodevole iniziativa. I dipendenti dell’azienda italiana sono infatti i fortunati destinatari di un bonus cultura: da oggi le spese per libri, cinema, teatro e gite al museo verranno infatti interamente rimborsate dall’azienda. Trattasi di un’iniziativa che premia la cultura del Bel Paese ed auspica la riscoperta dell’immenso patrimonio culturale ed artistico italiano.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”: i celebri versi danteschi fanno capolino sul sito web della maison italiana leader del cachemire, summa della filosofia imprenditoriale di Brunello Cucinelli, da sempre in prima linea nel valorizzare la cultura italiana. Non solo un’estetica fondata sulla tradizione classica ma anche un’etica incentrata sul rispetto dei dipendenti: l’imprenditore-filosofo umbro, fautore di una nuova strategia di marketing di tipo “umanistico”, che pone al centro di tutto l’individuo, nel borgo trecentesco di Solomeo ha creato non solo un’azienda ormai quotata in Borsa ed apprezzata a livello internazionale, ma ha anche istituito un teatro, a Solomeo, la cui stagione teatrale viene direttamente finanziata dalla fondazione.

Un’eleganza unica, che unisce la magia dei filati pregiati italiani con un gusto sofisticato ed evergreen, che viene esportato con successo anche all’estero: Brunello Cucinelli punta ancora una volta sulla cultura, con l’istituzione di un fondo interamente pensato per i suoi dipendenti.

brunello-cucinelli
Brunello Cucinelli


Il bonus prevede un fondo di 500 euro per i single e 1000 euro per chi ha famiglia. Per usufruirne basterà portare in azienda lo scontrino e tutte le spese inerenti attività culturali verranno interamente rimborsate. Un’idea geniale, che, dopo la quotazione in Borsa del marchio, avvenuta lo scorso dicembre, pone l’accento sull’importanza della cultura. Brunello Cucinelli non è nuovo ad iniziative che coccolano i suoi dipendenti: lo scorso Natale li ha infatti premiati distribuendo 6385 euro a testa.

(Foto cover Forbes)

Torna il Ballo della Rosa, l’evento più glamour dell’anno

È l’evento più atteso ed esclusivo del Principato di Monaco: occhi puntati sul Ballo della Rosa, giunto quest’anno alla 62esima edizione. L’evento mondano voluto dalla principessa Grace quest’anno si tinge di atmosfere caraibiche e di colori accesi: il tema scelto è infatti Cuba, con la sua allegria e la sua musica.

I look delle padrone di casa non hanno deluso le aspettative neanche quest’edizione: ingresso trionfale per Beatrice Borromeo, neo sposa di Pierre Casiraghi, che ha monopolizzato l’attenzione grazie ad uno sfarzoso abito firmato Giambattista Valli Haute Couture. Rosso passione e strati di tulle per un abito principesco. Dieci e lode.

Beatrice Borromeo riesce così a rubare la scena all’altra bellissima di Montecarlo, Charlotte Casiraghi, che per quest’anno ha optato per una mise più sobria ma non meno elegante, firmata Chanel Haute Couture. Arrivata al fianco del nuovo fidanzato, il regista italiano Lamberto Sanfelice, la bella Charlotte ha sfoggiato una jumpsuit in satin con mantello di tulle color madreperla. Anche la madre, la sempreverde Carolina, ha optato per un abito in tinta nude firmato Chanel Haute Couture.

Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi (Foto SGP)
Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi (Foto SGP)
Alberto e Carolina di Monaco con Karl Lagerlfed (Foto Getty Images)
Alberto e Carolina di Monaco con Karl Lagerlfed (Foto Getty Images)
(Foto Getty Images)
(Foto Getty Images)
(Foto Getty Images)
(Foto Getty Images)

(Foto Getty Images)
(Foto Getty Images)


Spicca la giovanissima Alexandra di Hannover, la figlia più giovane di Carolina ed Ernst di Hannover, anche lei in Chanel. Belli e fotografatissimi anche Andrea Casiraghi e Tatiana Santo Domingo, in una mise fucsia en pendant con il mood della serata. Ospite d’onore dell’evento Karl Lagerfeld. Grande assente Charlene Wittstock, rimasta a casa a prendersi cura della figlia Gabriella, ammalata.


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Lo stile di Chiara Ferragni

È la regina indiscussa della moda mondiale, la più famosa in assoluto tra le fashion blogger, l’icona di stile forse più copiata in assoluto nel fashion biz. Chiara Ferragni non ha termini di paragone: un fenomeno di costume vivente, trendsetter nel più autentico significato del termine, è stato il suo blog, The Blonde Salad, ad inaugurare la più sconvolgente rivoluzione che ha investito la moda negli ultimi anni, spodestando i vecchi creativi e conferendo nuova autorità alle fashion blogger.

Ma Chiara Ferragni ha saputo gestire l’incredibile successo che l’ha travolta in maniera eccellente, tanto da imporsi all’attenzione dei media internazionali come un’icona di stile imitatissima. Bionda, bella, famosa, ormai la blogger brilla di luce propria nell’universo del fashion: acclamata come una star nelle fashion week di tutto il mondo, immortalata come una diva nelle cover dei magazine patinati e celebrata come il personaggio più influente del fashion biz.

Dopo aver sbaragliato ancora una volta la concorrenza confermandosi in testa alle classifiche dei blog più famosi ed influenti, solo pochi giorni fa, grazie al suo The Blonde Salad, Chiara è da poco diventata, assieme alla sorella Valentina, ambasciatrice internazionale di Pantene.

MarieClaire
Chiara Ferragni immortalata su MarieClaire México
Vogue
La regina delle fashion blogger in uno scatto per Vogue
Foto tratta da ferragni The Blonde Salad by Chiara Ferragni, abito Valentino
Foto tratta da The Blonde Salad, abito Valentino

Chiara Ferragni in Blumarine al Festival di Cannes 2015
Chiara Ferragni in Blumarine al Festival di Cannes 2015


Nata a Cremona il 7 maggio 1987, la bionda Chiara eredita dalla madre la passione per la moda e la fotografia. Appena adolescente diviene già popolare in rete per i look che condivide. Poco tempo dopo il lancio del suo blog, TheBlondeSalad.com: è il 2009 e fino a quel momento i fashion blog sono una realtà pressoché sconosciuta. Pioniera di quello che si imporrà di lì a breve come uno degli strumenti più rivoluzionari della Rete, in pochi anni Chiara Ferragni diviene famosa a livello internazionale. Una popolarità ottenuta grazie al consenso popolare, grazie ai milioni di followers che quotidianamente attingono dal suo blog consigli di stile e perle di saggezza per amanti della moda.

L’ascesa da quel lontano 2009 è stata inarrestabile: appena l’anno successivo la giovane bocconiana veniva indicata dalla rivista New York come la nuova star dello street style. Nel 2011 era la Bibbia della moda, Vogue, ad incoronarla Blogger del momento, grazie alle esorbitanti cifre di visitatori ottenute quotidianamente dal suo blog. Nel 2013 per The Blonde Salad si attesta la cifra storica di 1,6 milioni di followers solo su Instagram, che oggi è cresciuta in modo esponenziale fino a superare i 3 milioni.

Foto The Blonde Salad
Foto The Blonde Salad
Chiara indossava look di Philosophy by Lorenzo Serafini, calze Calzedonia e occhiali da sole di Gucci. Foto The Blonde Salad
Chiara Ferragni alla Paris Fashion Week 2016 in Philosophy by Lorenzo Serafini. Foto The Blonde Salad
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Chiara Ferragni è nata a Cremona il 7 maggio 1987
Foto tratta da The Blonde Salad
Vogue Espana, foto di Coke Bartrina
Getty Images, Paris Fashion Week, marzo 2015 Elie Saab
Chiara Ferragni alla Paris Fashion Week, marzo 2015 (Foto Getty Images)
Paris, Chanel
A Parigi in total look Chanel
Vogue
Foto tratta da Vogue

Vogue México
Come una diva patinata per Vogue México


The Blonde Salad si è imposto sempre più come una vera Bibbia dello stile, inesauribile fonte di ispirazione per milioni di persone in tutto il mondo. Forse il segreto dell’inarrestabile successo di Chiara Ferragni sta tutto qui, nella capacità di farci sognare, nel farci ancora credere che una ragazza comune possa realizzare un grande sogno grazie ad un blog. È grazie a The Blonde Salad che la fashion blogger riesce ad imporsi nel mondo dell’imprenditoria. Una sfida che la giovanissima Chiara ha vinto, annoverando nel suo curriculum collaborazioni con le case di moda più prestigiose al mondo, da Christian Dior a Louis Vuitton, da Max Mara a Chanel e Tommy Hilfiger. Inoltre la Ferragni ha anche firmato una sua linea di scarpe interamente prodotta in Italia, che ha riscosso notevole successo.

It-girl per antonomasia, uno stuolo di followers nei principali social network, Chiara Ferragni a dispetto della giovane età è ormai un’imprenditrice di successo, tanto che nel 2015 è stata annoverata da Forbes nella classifica dei 30 Under 30 più influenti al mondo, dopo aver firmato anche un libro in cui racconta il segreto del suo successo.

Chiara Ferragni wearing Louis Vuitton before the Louis Vuitton Fall 2015 fashion show in Paris
Chiara Ferragni in Louis Vuitton, durante la settimana della moda
Ny Settembre 2015
Chiara Ferragni alla New York Fashion Week, settembre 2015
Harper's Bazaar Singapore, giugno 2015
Chiara Ferragni per Harper’s Bazaar Singapore, giugno 2015
cfw
Chiara Ferragni per Elle Olanda, novembre 2015
Vogue
Chiara Ferragni ritratta da Nico Bustos per Vogue Spagna, aprile 2015

cf
Chiara Ferragni in uno scatto di Nico Bustos per Vogue Spagna, aprile 2015


Ma, ancora più eloquenti di ogni altro commento sulla fenomenologia di un successo senza precedenti, sono i look con cui la bella blogger continua ad impressionare ad ogni fashion week. Uno stile versatile e colorato, che fiuta le tendenze del momento e le interpreta secondo i propri canoni. Sofisticata ed eccentrica, ma anche romantica e glamour: i look di Chiara Ferragni mettono d’accordo tutti. Dalle mise più colorate ai lunghi abiti da diva, con cui la vediamo presenziare agli eventi più esclusivi, fino ai dettagli più ricercati, il suo stile le permette di passare con disinvoltura da outfit casual a mise estremamente ricercate. Protagonista indiscussa delle fashion week, l’abbiamo vista qualche settimana fa a Parigi stupire tutti con una pelliccia dalle proporzioni over firmata Philosophy di Lorenzo Serafini. Come una nuvola, come lei stessa ha commentato il suo outfit dalle pagine di The Blonde Salad, la protagonista della settimana della moda parigina è stata ancora una volta lei.

Bellissima e fotogenica, Chiara non ha nulla da invidiare alle modelle professioniste quando la vediamo posare come una diva consumata per i servizi fotografici delle principali riviste di moda. La ritroviamo ora anche in tv nella nuova veste di ambasciatrice internazionale di Pantene. Una carriera in continua ascesa ed un successo tutto da vivere. Astenersi detrattori.

(Foto cover tratta da Marie Claire México)


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