Donnafugata e Dolce&Gabbana presentano Bollicina Gold

Nel 2025 Donnafugata e Dolce&Gabbana presentano Bollicina Gold, lo spumante rosé metodo classico nato per celebrare momenti importanti con stile, personalità e autenticità. È l’ultima creazione di una collezione di vini che, in pochi anni, è diventata ambasciatrice di un’idea di Sicilia contemporanea, creativa e raffinata, portando l’eccellenza artigianale del Made in Italy in oltre 60 mercati internazionali.

Bollicina Gold rappresenta molto più di una nuova etichetta: è il punto di arrivo di un progetto che ha saputo unire due visioni, quelle di Donnafugata e Dolce&Gabbana, in un percorso coerente e sorprendente. Uno spumante nato da uve Nerello Mascalese coltivate alle pendici del vulcano Etna, selezionate nella vendemmia 2019. Una lunga attesa – oltre cinque anni di affinamento – che ha dato vita a un brut rosé di rara eleganza, caratterizzato da un colore rosa antico con riflessi dorati, da un bouquet complesso con note di crosta di pane, agrumi e ribes, e da una mineralità decisa e persistente, che racconta la peculiarità del territorio vulcanico.

“La collaborazione con Dolce&Gabbana nasce proprio nel 2019 – afferma Antonio Rallo, winemaker dell’Azienda di famiglia – quando ci è stato proposta la partnership e la produzione di uno spumante rosé. Così abbiamo fatto la prima vendemmia, pensando già a quello che oggi è Bollicina Gold. Sapevamo che ci sarebbe voluto tempo perché un metodo classico di pregio richiede anni di affinamento. Nel frattempo, abbiamo dato vita a tutta la collezione: prima con il rosato Rosa, poi con le edizioni limitate di Tancredi, quindi con Isolano e Cuordilava. Bollicina Gold chiude idealmente questo percorso, portando nel calice tutta la mineralità dei terreni vulcanici, la finezza del Nerello Mascalese e l’eleganza che solo una lunga evoluzione sui lieviti può regalare.”

Con Donnafugata e Dolce&Gabbana, il vino incontra lo stile: presentato in una veste esclusiva caratterizzata da un’etichetta applicata a mano ispirata alla preziosa finitura liquid gold della Collezione Dolce&Gabbana Casa Oro24K, Bollicina Gold incarna l’iconico stile di Dolce&Gabbana ed è un tributo all’eccellenza dell’artigianato italiano che si riflette in ogni aspetto di questo pregiato spumante.

“La presentazione di Bollicina Gold – dichiara José Rallo di Donnafugata – è anche l’occasione per ripercorrere le tappe di una collaborazione che ha unito due realtà con radici siciliane e una visione internazionale. Dalla moda al vino, dalla creatività alla ricerca enologica, il progetto Donnafugata e Dolce&Gabbana è nato da profondi valori condivisi. La nostra collaborazione con Dolce&Gabbana si fonda su una forte affinità valoriale: l’amore per la Sicilia, la creatività e la maestria artigianale.”

“La partnership con Dolce&Gabbana ha aperto le porte dei nostri vini a un pubblico nuovo, soprattutto all’estero – dichiara Gabriella Favara, 6a generazione della famiglia di Donnafugata –. Abbiamo raggiunto persone affascinate dallo stile di vita italiano, curiose e attente alla qualità, ma anche giovani winelover. Il lavoro creativo di Dolce&Gabbana sulle etichette e sul packaging ha reso ogni vino un’esperienza memorabile, estetica oltre che sensoriale.”

Oltre il vino, uno stile, un’identità, un messaggio. Con Bollicina Gold, Donnafugata e Dolce&Gabbana chiudono il cerchio di un progetto avviato nel 2019 e arrivato, oggi, a essere riconosciuto a livello internazionale. Un modo nuovo di parlare di vino, che ha saputo affascinare mercati, consumatori e collezionisti, e che continua a ispirare nuove direzioni per il Made in Italy nel mondo.

The Bridge presenta la Pearl District Holiday Capsule

Per il Natale 2025, The Bridge accende l’atmosfera delle feste con una capsule esclusiva che combina artigianalità toscana, eleganza senza tempo e un tocco di luce contemporanea. Protagonista assoluta: la Pearl District, reinterpretata in due versioni baby pensate per le occasioni speciali.

I due modelli, Luce e Briglia, esprimono in modo diverso ma complementare l’essenza di questa capsule: materiali preziosi, lavorazioni raffinate e spirito festivo. Entrambi realizzati in edizione limitata, sono impreziositi da infilature decorative fatte a mano, ispirate all’antica arte della selleria.

Luce, sofisticata e brillante, è pensata per le serate eleganti: la pelle laminata bronzo disegna motivi luminosi sulla pattina e sul manico, regalando al modello un allure raffinato e contemporaneo. Briglia, invece, interpreta un’eleganza più boho chic: la lavorazione tono su tono in cuoio naturale The Bridge ne sottolinea l’autenticità, mentre il manico intrecciato interamente a mano la rende ancora più ricercata. Questo modello, inoltre, è numerato.

Icona del brand, la Pearl District nasce da una storica tracolla The Bridge degli anni Settanta. Con la sua silhouette a mezza luna, rappresenta l’equilibrio ideale tra heritage e design moderno. Le edizioni speciali della Holiday Capsule ne mantengono intatti i tratti distintivi: il cuoio pieno fiore conciato al vegetale, le cuciture selleria, la nappina in pelle e la doppia portabilità con manico e tracolla.

Disponibile esclusivamente nelle boutique monomarca The Bridge, questa capsule natalizia è un inno all’eccellenza artigianale e all’autenticità del Made in Italy. Due borse compatte, luminose e disinvolte, pensate per accompagnare con stile i momenti più speciali delle feste.

Roberta Vitanza, gioielli custodi del tempo

ROBERTA VITANZA – Profilo e Filosofia

Roberta Vitanza si definisce “artigiana di nuova generazione“, designer di gioielli 3D che fonde la tecnologia dei software 3D con l’eccellenza dell’artigianato italiano, Roberta nasce a Messina nel 1984, si laurea in Storia dell’Arte a Roma, si specializza in Didattica museale e Storia della grafica italiana, e dopo anni nel settore eventi culturali, antiquariato e mercato dell’arte, si trasferisce a Milano nel 2016, frequentando la Scuola Orafa Ambrosiana e la specializzazione in Design del Gioiello al Politecnico di Milano. Milano è la città che ama, dice, e che le ha dato molto; è qui che lancia il primo marchio che porta il suo nome, e la collezione di gioielli che custodiscono ricordi.

I “Gioielli Custodi”

Ogni gioiello è uno “scrigno che racchiude luoghi, profumi, suggestioni, emozioni, ricordi, sentimenti, rinascite“, custodendo momenti di serenità riconquistata e ricordi felici. I Gioielli Custodi sono talismani contemporanei che accolgono frammenti d’esistenza, proteggendo la delicatezza del vissuto e cristallizzando sentimenti destinati a durare.

LE COLLEZIONI

COLLEZIONE CIATU

La prima capsule collection celebra la Sicilia attraverso il linguaggio della poesia: “Ciatu” – il respiro, l’alito lieve, il gesto d’affetto che si fa metallo nobile

Pezzi iconici:

  • Anello Chevalier Fiore di Fico d’India: Il bestseller assoluto, disponibile in versione piccola (da mignolo) e grande (da anulare, medio o indice), in bronzo dorato o argento 925, con decoro floreale inciso a bassorilievo ispirato al fiore del fico d’india, simbolo di resilienza e radici mediterranee
  • Orecchino Gelsomino Rampicante: Il gelsomino abbraccia con delicatezza il lobo conferendo un look discreto e sofisticato, evocando il profumo inconfondibile che rimanda alle verande siciliane

COLLEZIONE TAORMINA

Caratterizzata da ciondoli passanti traforati con motivi geometrici, disponibili nelle versioni mini e maxi, in argento 925 rodiato o dorato a spessore, con superfici rifinite lucide a specchio. Gli orecchini sono totalmente personalizzabili.

ANELLO CAREZZA

Anello Carezza

Argento 925 rodiato, lavorazione e incisione manuale
Prodotto in edizione numerata, l’Anello Carezza attraversa le fasi di lavorazione dell’alta gioielleria tradizionale. L’argento 925 rodiato riceve una lucidatura a specchio destinata a trasformarsi: il metallo è pensato per accogliere i segni del tempo e del corpo, per portare su di sé le tracce dell’uso quotidiano come una pelle che custodisce memoria.

All’interno, incisa a mano, vive la parola “custodisciti” – un promemoria silenzioso da rileggere quando la vita si fa dura, un talismano personale contro la dimenticanza di sé.

La struttura regolabile dal volume scultoreo nasconde un peso sorprendentemente contenuto. L’ergonomia è studiata per l’indosso continuo, per diventare parte del gesto quotidiano senza mai essere d’ingombro.

Misure: regolabile dalla 13 alla 21 circa
Se necessiti supporto per la vestibilità, consulta la guida alle taglie sul sito .

Nei suoi gioielli convivono rigore e poesia, disciplina tecnica e libertà espressiva. Roberta Vitanza non crea per decorare corpi, ma per dare forma a emozioni che meritano di restare. Ed è precisamente in questo – nel trasformare l’effimero in permanenza – che risiede la vera natura dell’arte orafa.

Malo entra in una nuova era di raffinato lusso italiano

Lo storico brand di cashmere annuncia il suo rilancio globale, un nuovo team creativo e una capsule collection d’archivio che celebra l’artigianato moderno

Malo, lo storico brand italiano di cashmere celebre per la sua artigianalità e la sua sobria sensualità, inaugura una nuova era, questa stagione, con un rilancio a livello globale che unisce la sua tradizione toscana a una rinnovata visione del lusso contemporaneo.

Con l’entrata nel suo sesto decennio, Malo ha rivisitato i suoi archivi storici per dare vita a una capsule Pre-Spring 2026 che reinterpreta modelli di maglieria, punti e silhouette classici attraverso una visione moderna. Il risultato è una collezione di dieci pezzi che bilancia intramontabilità e disinvoltura moderna: dall’elaborato cappotto con cappuccio Amelia e lo scultoreo cardigan Anna ai fantasiosi modelli Freya e Dalia con motivi Fair Isle e fiori ricamati a mano. Ogni capo incarna la sensualità italiana e l’arte della raffinata sobrietà che da sempre caratterizza il brand.

Il rilancio presenta una nuova direzione creativa, una nuova identità visiva e una nuova piattaforma digitale, sviluppate in collaborazione con David Lipman e il suo rinomato Lipman Studio, la cui eredità include alcune delle campagne più iconiche del mondo della moda. La nuova campagna, fotografata dal talentuoso Nikolai von Bismarck, evoca il fascino italiano moderno e la forza silenziosa, in continuità con la lunga tradizione visiva di Malo, plasmata da creativi come Peter Lindbergh e altri grandi della fotografia di moda.

Questa stagione segna anche il ritorno di Malo negli Stati Uniti dopo quasi un decennio, attraverso una rinnovata presenza nei punti vendita selezionati di Saks Fifth Avenue e Neiman Marcus e su MALO.COM, il nuovo flagship digitale del brand.

Contemporaneamente, Malo presenta a Milano le sue collezioni donna e uomo Fall 2026, le prime sotto la guida di un nuovo team creativo che ridefinisce i codici del brand con una nuova prospettiva espressiva. Insieme, queste pietre miliari segnano il pieno risveglio creativo e commerciale di Malo.

“Questo nuovo capitolo per Malo è un rinnovamento rispettoso, che porta energia moderna a un brand nobile fondato sulla serietà e sulla maestria artigianale. Non inseguiamo le tendenze; stiamo perfezionando l’aspetto e la percezione del lusso senza tempo oggi”, afferma Michelle Kessler-Sanders, Chief Executive Officer di Malo.

La capsule Archive di Malo è stata lanciata a livello globale il 6 novembre 2025, nelle boutique Malo, nei principali rivenditori di lusso e attraverso partner digitali selezionati in Europa e negli Stati Uniti.

Perso un altro simbolo del Made in Italy. Identità e Cultura addio

Perso un altro simbolo del Made in Italy. Identità e cultura addio
La fine del Panno del Casentino: un’altra eccellenza che muore nell’indifferenza

C’è qualcosa di profondamente doloroso, oltre che sbagliato, in un paese che lascia morire la propria storia. E oggi quella storia ha un colore preciso: l’arancione inconfondibile del panno del Casentino, quel tessuto di lana che ha vestito Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany“, i cavalli delle scuderie reali dei Savoia, le creazioni di grandi stilisti come Roberto Capucci e Givenchy.

La Manifattura del Casentino ha chiuso. Definitivamente. La Cgil lo ha annunciato in questi giorni: tredici lavoratori licenziati, le macchine ferme, la corrente elettrica staccata. Fine. Una liquidazione che suona come una condanna a morte per un pezzo di Made in Italy che il mondo ci invidiava.

Un’agonia annunciata

Le abbiamo tentate tutte“, spiega Alessandro Mugnai della Filctem Cgil. Dal luglio 2022 il sindacato aveva lanciato l’allarme, cercato soluzioni, coinvolto istituzioni. Nel 2023 era stato organizzato persino un convegno per proporre il riconoscimento del panno come prodotto DOP, un patrimonio artistico, storico e culturale da tutelare. Promesse, tanta eco mediatica, qualche tentativo. Poi il nulla.

Il problema? Niente più commesse. La crisi del settore moda, gli scenari geopolitici, l’incapacità di fare sistema tra imprese. L’azienda, che lavorava come contoterzista, è stata spazzata via dalle oscillazioni del mercato. Gli amministratori Roberto Malossi e Andrea Fastoni hanno resistito fino all’ultimo: “Abbiamo tenuto duro fino a giugno, con un fatturato ridotto a 300mila euro. Poi la cassa integrazione, i tentativi di cessione che non si sono concretizzati. Non restava che la liquidazione“.

L’eccellenza che nessuno vuole salvare

Questa è la storia di un tessuto che gli abitanti di Stia pagavano come tributo ai Medici. Di una lavorazione centenaria, unica al mondo, fatta con macchinari che non esistono più da nessuna parte. Di un’identità territoriale che si cancella con un tratto di penna.

Tredici famiglie senza lavoro. Cento famiglie coinvolte se consideriamo l’indotto. Un’intera valle che perde un pezzo della sua economia e della sua anima. E il Casentino, e con lui l’Italia intera, che perdono un prodotto d’eccellenza riconosciuto in tutto il mondo.

Siamo di fronte all’incapacità di fare sistema“, ammonisce il segretario provinciale Cgil Alessandro Tracchi. “Alla mancanza di una strategia di lungo periodo, all’ennesimo smantellamento del patrimonio industriale nazionale“.

Se non ora, quando?

È facile parlare di Made in Italy quando conviene. Quando si tratta di vendere l’immagine dell’Italia all’estero, di attirare turisti, di riempirsi la bocca con le nostre eccellenze. Ma poi, quando queste eccellenze hanno bisogno di essere difese, protette, rilanciate? Dove sono gli investitori? Dove sono i grandi marchi della moda italiana che su quei tessuti hanno costruito imperi? Dove sono le istituzioni?

L’azienda ha dato un ultimatum: trenta giorni prima di smontare definitivamente le macchine. Trenta giorni per trovare qualcuno disposto a credere che il panno del Casentino meriti di continuare a esistere. Gli amministratori sperano ancora nell’interesse di investitori pronti a salvare posti di lavoro e rilanciare il prodotto sui mercati internazionali.

Ma se non ci muoviamo ora, sarà troppo tardi. Non solo per questi tredici lavoratori. Non solo per il Casentino. Ma per tutti i piccoli artigiani, le manifatture storiche, le botteghe che custodiscono saperi antichi e che, una dopo l’altra, stanno tirando giù le saracinesche.

È ora di fare qualcosa. Chi ha la possibilità, chi ha i mezzi, chi ha la visione: si faccia avanti. Perché un paese che non sa difendere la propria eccellenza è un paese che ha scelto di non avere futuro. E noi italiani, un futuro, ce lo meritiamo ancora.

Abarth 500e insieme a Tshirt 1921: eccellenze italiane

Abarth 500e insieme a  Tshirt 1921: eccellenze italiane 

Il marchio Abarth da sempre incarna la sportività più estrema, vetture che hanno fatto la storia dell’automobile, sia su strada che nelle gara di velocità. Come Abarth, anche Tshirt 1921, nato nel 2015, celebra l’eleganza e lo stile senza tempo.

Il nome del brand  è un omaggio al mitico Gianni Agnelli, The King of Italy, classe 1921, figura iconica dello stile italiano nel mondo, al quale il brand ha dedicato la sua prima collezione. 

Tutte le creazioni, rigorosamente  made in Italy, sono un omaggio a personaggi, luoghi  e stili di vita che hanno segnato un’epoca, un tributo a icone intramontabili. 

La nuova Abarth 500 elettrica e’ una vettura estremamente divertente da guidare, con un motore elettrico che sviluppa una potenza massima di 155cv e 265 Nm di coppia, in abbinamento ad una batteria da 42 kWh che si potra’ ricaricare da zero all’80% in solo 35 minuti, presso una stazione di ricarica veloce.

Grazie poi alle tre diverse modalità di guida (Turismo, Scorpion Street e Scorpion Track) si potra’ decidere di guidare la propria Abarth in maniera più docile e tranquilla (in città per esempio) oppure in modalità puramente sportiva e piu’ aggressiva (nel misto o in pista) dove tutta la potenza del motore elettrico saprà farvi divertire.

Simboliche, alla moda e sportive sono le T-shirt e le felpe di 1921, che nel corso degli anni ha saputo diversificare  la propria collezione, dai personaggi del mondo delle spettacolo più iconici, come Paul Newman, Robert Redford, Brigitte Bardot, Audrey Hepburn a quelli sportivi del passato come Ayrton Senna, John Mc Enroe, Bjorn Borg, sino alle località turistiche più esclusive e famose, come Cortina, Saint Moritz, Courchevel e kitzbuhel. 

Piace tanto la nuova 500 Abarth elettrica, per le sue linee davvero grintose e sportive, con alcuni dettagli che lasciano davvero senza fiato, come i grandi cerchi da 18” con il mitico scorpione giallo al centro, la mascherina anteriore completamente ridisegnata con in rilievo la scritta Abarth, che ci fa capire di che pasta è fatta, sino alle minigonne laterali e al paraurti posteriore completo di convogliatore d’aria e luce di retromarcia al centro. 

Davvero originale il grande scorpione giallo con la scossa elettrica che lo attraversa, sulle fiancate, a testimoniare la natura “green” della vettura.

Internamente poi troviamo i bellissimi sedili a guscio rivestiti in alcantara, dalla conformazione spiccatamente corsaiola, il volante tagliato in basso, anch’esso in alcantara con inserto in pelle a ore dodici, il grande scherno touch lcd, al centro della plancia, che racchiude diverse informazioni, dal navigatore satellitare al controllo del clima, sino alla connessione Bluetooth e all’ Apple Car Play, senza tralasciare la retrocamera e la gestione del motore elettrico, con dati suoi consumi e sull’efficienza dello stesso . 

Tshirt 1921 piace tanto ai giovani, che pur non avendo vissuto l’epoca dei personaggi raffigurati nelle t-shirt e nelle felpe del brand italiano, sanno cosa questi personaggi hanno rappresentato nella loro storia, artistica e sportiva e ancora oggi, proprio da questi giovani, sono molto ammirati e amati, perché le leggende si sa, non muoiono mai . 

Anche Abarth, nella propria storia, ha creato vetture che ancora oggi sono il sogno di molti appassionati e grazie alla nuova 500 Abarth elettrica, potranno rivivere quelle emozioni che da sempre ci fanno battere il cuore, che sanno trasmetterci quel senso di libertà che tanto ci piace. 

T-shirt 1921, nella sua storia ormai decennale, ha saputo creare qualcosa di particolare, ridando vita a personaggi che hanno fatto la storia del jet set internazionale e a quei luoghi che il jet set lo hanno ospitato per decenni. 

Insieme questi due brand rappresentano un’eccellenza tutta italiana, quell’eccellenza che il mondo da sempre ci invidia. 

Abarth e’ un marchio, che sin dalla sua nascita, ha sempre contraddistinto vetture terribilmente sportive e la nuova Abarth elettrica, oltre ad essere terribilmente sportiva e anche dannatamente bella e affascinante. 

Con nuova 500e, il marchio Abarth apre le porte alla nuova era elettrica e siamo sicuri non deluderà affatto i propri affezionati clienti, ma al contrario li farà innamorare come la prima volta , in quel lontano 1949, quando il mitico Karl Abarth con Guido Scagliarini fondarono la Abarth & C. 

160 anni di cappelli Borsalino: un francobollo per festeggiare l’anniversario del brand

I cappelli Borsalino compiono 160 anni. Da piccola azienda, rilevata il 4 aprile 1857 da Giuseppe Borsalino, a icona del made in Italy, il marchio ha attraversato e testimoniato i cambiamenti della società, della moda e dello stile italiano. Nel giorno del suo centosessantesimo anniversario, le Poste Italiane hanno emesso un francobollo del valore di 95 centesimi che celebra il passato e il futuro di Borsalino. Il francobollo appartiene alla serie tematica “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico“. Borsalino, infatti, non è solo un’azienda di eccellenza nella manifattura di cappelli, ma è anche un simbolo dello stile italiano: attraverso alcune pellicole cult, il cappello da uomo Borsalino è diventato talmente iconico da ottenere lo stesso nome dell’azienda.


Un riconoscimento che vale come celebrazione di 160 anni di storia della moda, ma anche come ringraziamento all’imprenditore italo-svizzero Philippe Camperio, che insieme ad altri dieci soci ha deciso di investire nell’azienda e salvarla dal fallimento. «È un omaggio ad un marchio protagonista del Made in Italy, che con le sue creazioni ha contribuito a diffondere lo stile italiano in tutto il mondo. Ma è soprattutto un riconoscimento a chi continua a muoversi nel solco di questa tradizione, con creatività e sapienza artigianale» ha detto Giovanni Accusani, responsabile filatelia di Poste. Nonostante le controversie ancora in corso con l’Agenzia delle Entrate, Borsalino continua a produrre e a vendere, anche grazie all’inatteso ritorno del cappello tra gli accessori must del guardaroba maschile e femminile. «Questo è un pezzo di storia, i cappelli Borsalino sono un piccolo sogno in tutto il mondo -ha dichiarato l’assessore alle attività produttive Giuseppina de Santis, presente alla presentazione ufficiale del francobollo nella sede di Spinetta Marengo – Vorrei ringraziare Philippe Camperio che ha creduto nel salvataggio, senza di lui questa giornata forse non ci sarebbe stata». Non resta che sperare in una risoluzione definitiva dell’intricato caso Borsalino

Bottega Veneta e IUAV di nuovo insieme per un corso sul bag design

Bottega Veneta torna ad aprire le porte dei suoi laboratori artigianali per i giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo della moda. Per il terzo anno, dopo il 2013 e il 2015, a fine marzo 2017 prenderà il via il corso trimestrale in Bag design & accessories development in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia. Si tratta di un corso post-laurea rivolto a 12 selezionatissimi studenti provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo? Formare nuovi artigiani della pelletteria e non solo, che abbiano uno sguardo moderno sulla moda e gli accessori senza dimenticare la forte tradizione artigianale che ha reso il made in Italy famoso nel mondo.


Gli studenti parteciperanno a lezioni frontali presso l’ateneo IUAV di Venezia e con l’aiuto di insegnanti qualificati ed esperti inizieranno a progettare una capsule collection. La seconda parte del corso si svolgerà nella Scuola dei Maestri Pellettieri di Bottega Veneta, che si trova all’interno dell’atelier a Montebello Vicentino. Lì, nel luogo in cui Bottega Veneta venne fondata nel 1966 per diventare uno dei marchi di lusso del made in Italy, studieranno in lezioni pratiche le tecniche di produzione e di rifinitura, visiteranno concerie e boutique, conosceranno gli artigiani della maison dai quali impareranno i trucchi del mestiere. Per la prima volta il progetto non si concentrerà solo sulle borse, ma i ragazzi impareranno ogni segreto della creazione di abiti, calzature e gioielli, per poi produrre due prototipi della loro capsule collection. L’impegno di Bottega Veneta nella formazione di giovani designer e nel tramandare la maestria dei propri artigiani è dettato dall’amore per quelle tecniche e quelle lavorazioni uniche nel mondo, che fanno parte del bagaglio culturale italiano e che rischiano di andare perdute se lo stesso amore non si tramanda ai più giovani. La Scuola dei Maestri Pellettieri di Bottega Veneta accoglie da oltre 10 anni dipendenti appena assunti e studenti e permette loro di apprendere la delicata arte di creare sogni da indossare.

Made in Italy: il governo italiano stanzia 35 milioni per sostenere il sistema moda

Pitti Uomo 91 è iniziato, inaugurato dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda come tutte le edizioni degli ultimi tre anni. Il ministro ha ribadito l’appoggio che il governo intende fornire al sistema moda, nell’ambito del piano straordinario per il made in Italy. Un settore che sta vivendo un periodo difficile a causa della crisi dei consumi, delle tensioni geopolitiche e di una preoccupante tendenza internazionale verso il protezionismo. L’abbigliamento made in Italy però è una delle voci più importanti dell’economia del Paese. «L’Italia rappresenta il 35% dell’intero settore moda in Europa» ha dichiarato Claudio Marenzi, presidente di Smi – Sistema Moda Italia. È importante allora che anche il governo Gentiloni sia di sostegno all’intera filiera.


«Abbiamo compreso la necessità di investire in maniera massiccia in un settore così strategico per il sistema paese – ha dichiarato il ministro Calenda – imparando a selezionare, a dire dei no per scommettere su manifestazioni e realtà di successo come Pitti». Il governo ha deciso quindi di stanziare 35 milioni di euro per l’internazionalizzazione, gli investimenti, l’innovazione delle fabbriche di abbigliamento made in Italy. Si tratta del 45% in più rispetto allo scorso anno, il che testimonia l’importanza che il sistema moda riveste nell’intero tessuto economico italiano. «I soldi non sono un problema, il problema sono i progetti» continua Calenda, che sottolinea l’importanza di promuovere manifestazioni come Pitti Uomo, punta di diamante della moda maschile in Italia e in Europa. Pitti 91 sta portando a Firenze 1.220 marchi e 25mila compratori, numeri da capogiro. Il piano che il governo intende attuare, con i 35 milioni di euro stanziati all’Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane è «potenziare fiere come Pitti immagine uomo e mettere in atto azioni di vario tipo, anche non propriamente tradizionali, come la comunicazione e il commercio digitale o il sostegno della distribuzione multicanale all’estero per i giovani brand», sostiene il presidente dell’Agenzia, Michele Scannavini.

Andrea Insua: superba interpretazione del lusso

Dalla fusione di due culture, una italiana e l’altra guatemalteca, nasce Andrea Insua, il brand dell’omonima designer che focalizza l’attenzione su linee contemporanee rielaborate da studi certosini sulle origini dei due Paesi.

Vere opere d’arte, le borse Andrea Insua sono realizzate con pelle ed accessori italiani e prodotti artigianali della cultura antichissima dei maya di altissima qualità.

Il laborioso lavoro degli artigiani italiani, fa di Andrea Insua un marchio ricercato e di lusso.

 

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Chi è Andrea Insua?

Sono una designer, amante del proprio Paese e della sua cultura. Sono appassionata dei tessuti e prodotti fatti a mano da artigiani guatemaltechi, della loro storia e della loro identità; per questo mi piace creare articoli che hanno un gran valore artigianale e culturale. La moda italiana mi ha influenzato tantissimo ed è per questo che metto tanta attenzione a ogni minimo particolare dei pezzi che disegno. Cerco di eccellere nel mondo della moda per far eccellere insieme a me il mio Paese, Guatemala.

 

Perché sei diventata una bag designer?

La moda mi è sempre piaciuta, ma la mia passione è cresciuta dal momento in cui nel corso di laurea in disegno industriale ho scelto l’orientamento in fashion design. Ho avuto l’opportunità di fare una tesi sui tessuti degli indigeni del Guatemala in cui ho studiato tutto quanto su questi tessuti: la loro storia, i simbolismi, materiali e metodi di realizzazione, ecc.

Ho anche creato una collezione ispirata agli abiti tipici del Guatemala e alle collezioni dello stilista francese, Paul Poiret. Dopo la mia laurea ho ottenuto un Master in Comunicazione di Moda all’Accademia di Costume e Moda di Roma. Grazie alla mia passione per i tessuti del Guatemala e per gli accessori ho deciso di creare il mio marchio. Ho voluto diventare un’esperta di quello che facevo, per questo ho frequentato un corso di prototipazione di borse, dove ho imparato tantissimo e ho iniziato ad apprezzare il lavoro degli artigiani italiani

 

Tre aggettivi per descrivere te stessa.

Determinata, costante, creativa.

 

Tre aggettivi per descrivere il tuo marchio.

Esclusivo, handmade, affascinante.

 

Tre aggettivi per descrivere la collezione SS 17.

Divertente, vivace , pezzi unici.

 

Qual è la sua fonte di ispirazione?

Grazie alle mie origini e alla mia esperienza con entrambe le culture ho creato il mio concept che è la fusione delle eccellenze della cultura guatemalteca e la cultura italiana. La mia ispirazione nasce dal Guatemala, le mie borse raccontano le storie dei popoli maya, le loro tradizioni, i loro colori, il loro linguaggio.

 

Qual è il suo punto di forza?

Le mie borse sono pezzi d’arte unici. Sono realizzate interamente a mano da artigiani italiani qualificati, con pelle selezionata. I tessuti fatti a mano da talentuose tessitrici guatemalteche e i prodotti artigianali maya raccontano una storia ed ogni simbolo ha un significato. Ogni borsa è unica e irripetibile, i tessuti e i pezzi fatti a mano, non saranno mai uguali.

 

 Il tuo presente.

In questo momento mi sto preparando per presentare la collezione ss2017 nella fashion week in Guatemala e sto iniziando la mia ricerca per la prossima collezione fw2017-2018.

 

Il tuo futuro.

A breve termine intendo aprire nuovi canali di vendita negli Stati Uniti e in Europa e lavorare nelle mie prossime collezioni. A medio termine ho intenzione di creare un’associazione per aiutare agli artigiani indigeni a preservare le tradizioni maya in Guatemala.

 

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Photo courtesy Press Office

Ermenegildo Zegna e Maserati siglano una collaborazione esclusiva

Sarà disponibile a partire dal prossimo novembre, l’esclusiva collezione che lo storico marchio Ermenegildo Zegna ha siglato con Maserati: la casa italiana produttrice di automobili di lusso.

S’incontrano, dunque, i due capisaldi dell’eccellenza dell’artigianato nostrano con una serie di capi ed accessori ideati per un uomo elegante, che tiene a curare la sua immagine.

Ermenegildo Zegna Exclusively for Maserati pone l’attenzione sulle materie prime utilizzate, chiaramente di primissima qualità.

La collezione si compone di capispalla in daino, trolley performante grazie alla struttura interna in memory foam per una maggiore protezione contro gli urti, calzature in pelle pregiata, sciarpa in seta, coppola in cotone spigato, polo in cotone, scarpe in pelle, giacca sartoriale in cotone  chiusa da due bottoni con profilatura in leather e pantaloni grigi.

La palette di colore prescelta è stata declinata nei colori del testa di moro, grigio, marrone scuro e beige.

La linea, logata con lo stemma di Maserati, sarà venduta negli store e sullo shop online di Ermenegildo Zegna.

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Le immagini sono tratte da gqitalia.it