Il viaggio nel Centro America, attraverso il quale ci guida da anni, è di nuovo il fulcro per le novità San Andres Milano
Una comunità di indigene, intente a trasmettere i propri credo attraverso variopinte cromie e trame iconografiche, le Muzahua, è il leitmotiv che aleggia nella collezione Autunno/Inverno diSan Andres Milano.
Intente a danzare al suono della fisarmonica e della chitarra fanno vibrare gli abiti realizzati in cady e georgette e ricamati con cristalli swarovski, gli stessi che ritroviamo nei capispalla dalla duplice anima in lana e mohair. A completare questi ultimi opulenti colli di volpe che svelano sofisticati dettagli, come le calze in pizzo indossate con sensuali Mary Jane.
La “Mujer Muzahua” rivendica, così, anche sulle passerelle milanesi il suo profondo legame con l’estetica.
I giochi enigmistici scendono in passerella per la nuova collezione Autunno Inverno Au Jour le Jour
I 5 sensi sono operativi per soddisfare la curiosità dell’animo umano, che vive di giochi cifrati e simbologie note.
Questo è il concept su cui si basa la prossima stagione autunno/inverno di Au Jour le Jour.
I macro ricami tornano alla ribalta mentre il panno di lana e il Principe di Galles si alternano alla leggerezza del tulle e dell’organza. Per caratterizzare le pellicce, inoltre, vengono utilizzate giocose paillettes in plexiglass.
La stagione fredda sceglie cromie neutrali e stimolanti accessori per far rivivere il lato ludico di ogni donna.
L’orientalismo e gli anni 20 incontrano l’estro della designer che per la prossima stagione si ispira ad Ertè
Gli anni Venti e Trenta e il trionfo dell’Art Decò contestualizzano la prossima collezione della designer umbra Vivetta, oramai catapultata sulle passerelle milanesi. Uno show, il cui styling è curato dall’editor di fama internazionale Leith Clark, tributo ad Ertè, artista noto per le sue illustrazioni come quelle presenti sulle cover di Harper’s Bazaar.
L’Oriente e il military, ispirazioni e temi cari ad Ertè, si riconoscono nelle lunghe vestaglie stampate e negli alamari presenti sugli abiti, senza disdegnare la fusione con l’arte surrealista di Vivetta.
I colletti e gli abiti bon ton, core business della designer, si arricchiscono di minuscoli bouquet ispirati alle tappezzerie di un tempo.
Con un salto di cinquanta anni si approda agli anni ’70 grazie alle lunghezze mini e midi e alle silhouette smilze.
L’organza, il tulle di seta, il velluto di cotone e il delicato frisottino sono i tessuti scelti per la collezione che vanta cromie messe a contrasto: il cammello, il nero, il celeste “Ertè” e il rosso intenso incontrano i colori pastello, l’oro, il bianco e il verde inglese.
Uscita da ritratti e illustrazioni d’epoca vezzose e opulente la donna Vivetta della prossima stagione è destinata all’eleganza senza tempo.
Una killer queen placcata in oro calca le passerelle di Richmond sulle note della cantante americana, nonchè testimonial d’eccezione, Eve
Opulenza VS evanescenza sono i due mondi che si incontrano e scontrano nella nuova collezione Richmond.
Un viaggio al cardiopalma tra cromie decise, pelli, sete stampante, pellicce, broccati e grafiche raffiguranti gotici corvi.
Mille culture e credo si incontrano nel segno di preziosi e ricercati dettagli accompagnati dai migliori successi di Eve, cantante rap americana, che ha deciso di supportare la collezione con la propria performance.
JF LONDON HA PRESENTATO LA COLLEZIONE AUTUNNO/INVERNO 16/17 ALLA MILANO FASHION WEEK
Scarpe e accessori di rimando sadomaso, una collezione dal carattere strong quella di JF LONDON alla Milano Fashion Week 2016
Nel 2008, Madonna ci stupisce con un’altra delle sue “trasgressioni” e si esibisce sul palco crocifissa su un’enorme croce di Swarovski con tanto di corona di spine. Tutti gridano alla “blasfemia” e forse lei ottiene il risultato desiderato. Negli anni sono stati in tanti, tra cantanti e performers, a copiare quel tipo di show, ma sempre con scarsi risultati, perché brutte copie di un’originale.
Oggi croci e crocifissioni non destano così tanto scalpore e si vedono sfilare in passerella durante la settimana della moda – fa capolino anche nella collezione di JF LONDON, brand che già ha fatto parlare di sé per la sua originalità e per la sua “voce fuori dal coro”.
sx Madonna in una esibizione del 2008 – dx collezione JF LONDON
Madonna fotografata da Mert & Marcus
L’elemento sadomaso ha radici ben più profonde, tema di romanzi e pellicole storiche, in Histoir d’O una giovanissima Corinne Clery accetta di subire ogni sorta di rituale sadomasochistico in nome di un amore incondizionato e subisce numerose flagellazioni.
Osservando la collezione donna JF LONDON è impossibile non ripercorrere certe strade, i sandali si impreziosiscono di corde rosse che legano la gamba come facevano gli schiavi nell’antica Roma, gli stivali in pelle sono un intersecarsi di lacci e cinghie, le décolleté sfoggiano una ball gag rosso fuoco.
sx Crepax – dx stivale JF LONDON
sx scene tratte dal film Histoire d’O – dx scarpa JF London
Per le meno audaci, JF LONDON pensa a una serie che gioca sui contrasti: l’oro e il bordeaux si sposano sui sandali, contrasti anche nei materiali – e li accosta agli accessori, delle small bag con catenelle, dove non poteva mancare l’elemento firma della collezione: un piercing ad anello – il cerchio che tutto chiude e tutto aspetta…
Madonna in uno scatto di Mert & Marcus – dx sandalo JF LONDON
gold e bordeaux nella collezione JF LONDON F/W 16/17
Ascetismo e sottrazione per divise che esulano dal frastuono dell’apparire.
E’ la donna della prossima stagione di Lucio Vanotti.
Malinconico brutalismo che distacca dagli eccessi terreni è la regola militare che guida il pensiero creativo di Lucio Vanotti per l’Autunno 2016.
Il fascino dell’uniforme, come prigionia interiore, viene percorso da righe orizzontali beton brut. Svuotati di ogni vezzo i capi sono ridotti all’essenziale, pronti per il guardaroba di un soldato alieno.
A avvolgere l’etereo corpo le coperte, rubate alle brandine di un campo base, che diventano tuniche. Una prigionia immaginata con l’aura del Nord Europa che si manifesta nei motivi trapuntati e nei tessuti grezzi come il panno di lana, gli spigati, il velluto 1000 righe e i cotoni garzati.
Cromaticamente marziale, la riduzione di ogni tono squillante e la ricerca della disciplina sono presenti anche negli accessori: asettici boots con suola slippers.
La favola del duo di designer non smette di stupire trasportando lo spettatore in un nuovo universo onirico che prende spunto dall’immaginario fiabesco di Fedro
E’ il trionfo della realtà ovattata da cui trarre morali inaspettate a narrare la collezione Leitmotiv Autunno Inverno 2016 2017.
Lumache incantate, fiori rigogliosi, cigni incoronati, funghi dispettosi e farfalle variopinte, illuminati da un cielo pieno di stelle, si posano sugli abiti in tulle e sulle proposte dal richiamo boho. Il tutto per sublimare l’immaginario fiabesco che prende spunto dall’universo letterario di Fedro e dal logo del marchio: il cervo.
La ludo-couture, così ribattezzata, si evolve dando spazio a nuove forbite ispirazioni.
Vette incontaminate ma contaminate dalle influenze grunge anni ’90, dal tocco posh, per la passerella autunno inverno 2016 2017 di Aigner
Christian Beck, Direttore Creativo di Aigner, per la prossima stagione immagina montagne, foreste e paesaggi ghiacciati in grado di ispirare cromie ruvide e materiali grezzi. Tale idea è in grado di unirsi all’altissima sartorialità e alle più preziose rifiniture, come i ricami in paillettes fatti su misura.
La silhouette resta fluida per un look rilassato, ma comunque sofisticato, che da molto spazio alle sagome a clessidra. I materiali utilizzati per ispirare la natura selvaggia sono la lana cotta, il pizzo lavorato, la pelle scamosciata, la pelliccia e la flanella.
A decretare il successo della sfilata anche la presentazione della nuova it bag Tonda. Una borsa dalla forma circolare con dattagli innovativi. Un accessorio da indossare all day long per non passare inosservate restando, comunque, avventuriere discrete.
L’Alice pulp di Manuel Facchini vive le sue avventure lasciandosi affascinare da suggestioni stilistiche che la rendono 2.0.
Il lavoro di ricerca visiva di Byblos per il prossimo Autunno Inverno prende spunto dalle grafiche surrealistiche di Rocio Montoya e dall’universo onirico e fascinosamente pulp di Raymond Sepulveda.
La sua Alice nel Paese dei fiori salta di petali in corolle tridimensionali forte del suo imprinting che la conduce ad amare i tessuti del ricordo come il crochet, la lana tricot, il macramè e le lavorazioni patchwork.
Volumi cocoon per i capi che, in alcuni casi, vengono stravolti con l’effetto destroyed.
La palette cromatica abbraccia tutte le sfumature del nero, del rosa, del blu e del verde senza disdegnare il sapore vintage dato dalla corda.
Una donna velatamente nostalgica ma dinamicamente pronta per il futuro prossimo, senza mai perdere di vista lo stile.
Mode, tendenze e stranezze catturate tra le vie della capitale italiana della moda. Una settimana di show a cielo aperto, per non dimenticare che la moda è prima di tutto passione.
Cala il sipario sulla Milano fashion week 2016. Cinema finito ora tutti a casa. Eppure vi è quel qualche cosa che resta per le vie della città più fashion d’Italia, un qualche cosa che non puoi spiegare ma che se ami la moda, puoi capire. E sarà forse la nostalgia di quelle corse tra una sfilata e l’altra, di quel clima di fibrillazione all’arrivo di un’auto con i vetri scuri che non sai chi scaricherà o la miriade di fotografi per le vie del centro alla ricerca della blogger di turno. O più semplicemente sarà la mancanza di quelle stranezze che, diciamocela tutta, sono capaci di colorire anche una città spenta e piovosa del nord. Perché così ci ha accolto in questi giorni questa Milano della moda, un palcoscenico a cielo aperto che seppur un po’ cupa per il meteo, che non ci ha risparmiato, ha sfoderato comunque tutta la sua adrenalina ed il suo colore. Il colore degli outfit sfoggiati da loro ovviamente, blogger, giornalisti, buyer e star che per sei giorni hanno recitato al meglio il loro ruolo di protagonisti (alcuni), comparse, (altri). Ogni sfilata uno show, non solo quello vero, della passerella, delle collezioni che generano business da miliardi, ma anche fuori per strada. Bello, bellissimo… e chi ama la moda, questo lo sa. E così non puoi non carpire il dettaglio di una fascetta anni 70 tra i capelli, fatta di perle o fiori, abbinata a pelliccette eco colorate, cappotti oversize indossati con disinvoltura e abbinati a cappelli ampi di ogni colore, forma e dimensione. Non da meno le pellicce vestaglia o le cappe in cinigliato, come hanno sfoggiato al loro ingresso da Blumarine Anna Dello Russo e Candela Novembre. Più minimale Kylie Minogue in all black, ma bella come non mai, con i capelli raccolti in una coda e l’occhiale nero da vera star (nonostante la pioggia battente). E poi anticipazioni di primavera per le più temerarie che non hanno temuto freddo ed umidità, come si è visto nel pre-show di Ermanno Scervino e Cividini. Via libera così a cappottini fiorati, pantaloni ambi abbinati a bomber college style, qualcosa di militare che non guasta mai e poi capelli colorati a tutto andare. Sì, avete capito bene: rosa, grigio/azzurro, azzurro, le teste di molti fashion addict si sono tinte di gradazioni di colori così vivaci da contrastare solo loro il grigiore della pioggia. Ma alla fine si sa, la moda è un gioco e forse, in alcuni casi serve proprio per farci divertire e sorridere. Fino alla prossima fashion week, alla prossima passerella, al prossimo show.
Luminescente arcobaleno per la nuova collezione di Cristiano Burani dall’allure urbana e contemporanea.
Lo stilista reggiano Cristiano Burani porta in passerella una collezione variegata nella quale gioca con differenti tipologie di tessuti. Il femminile incontra il maschile nelle proporzioni aderenti e rilassate, degne di un nuovo Studio54. I capispalla sono abbinati a contrapposizioni e lunghezze insolite che danno massimo risalto all’iconica maglieria multicolor che ritroviamo anche nelle gonne in pelle e in cady laminato.
I grafismi anni ’70 e i motivi floreali sono accompagnati da maxi cardigan lavorati a mano e accessoriati con slip on glitterate, stivaletti in nappa, ankle boots in ciniglia e clutch envelope che rendono le modelle pronte per la storica pista da ballo newyorkese.