Rosamond Bernier: le mille vite di un’icona

Poche donne al mondo possono vantare una vita degna di un romanzo d’appendice: Rosamond Bernier, icona di stile tra le più longeve al mondo, ha vissuto in modo a dir poco avventuroso, forte di uno spirito indomito e di una personalità poliedrica e versatile. Donna dalla smisurata levatura culturale, l’esperta d’arte più glamour del mondo nel corso della sua rocambolesca esistenza ha pilotato aeroplani, domato animali selvatici e rivoluzionato più volte la propria vita, reinventandola secondo il proprio gusto personale, grazie ad una innata capacità di gestire in modo a lei favorevole gli eventi storici e le vicende personali. F. Scott Fitzgerald l’avrebbe adorata, per la proverbiale nonchalance con cui affrontò anche i momenti più difficili, sempre impeccabile, tra fili di perle e capi haute couture. Tra le intellettuali più amate del Dopoguerra, Rosamond Bernier, oggi centenaria, vanta una lunga e sfavillante carriera in perenne bilico tra moda e arte. Tre matrimoni alle spalle e tanti viaggi per l’icona di stile, che ha vissuto ad Acapulco, Parigi e New York.

Rosamond Margaret Rosenbaum è nata a Philadelphia il primo ottobre 1916. Suo padre, il facoltoso avvocato ed ex colonnello dell’esercito Samuel R. Rosenbaum, è figlio di immigrati ebrei ungheresi. La madre, l’inglese Rosamond May Rawlins, muore quando Rosamond ha appena 8 anni. Rosenbaum tiene molto alla formazione della figlia e assume per lei una governante francese che le insegnerà anche la lingua. Rosamond cresce di bell’aspetto, con una figura elegante e uno charme innato. Il glamour fa già parte del suo DNA quando la vediamo suonare come arpista alla Philadelphia Orchestra Association, di cui il padre è vice presidente nonché membro del consiglio di amministrazione dal 1928 al 1967. Qui Rosamond, di indole timida, si trova davanti a personalità illustri, tra cui Leopold Stokowski, Otto Klemperer, Aaron Copland e Leonard Bernstein, che resteranno suoi amici per la vita. Rosamond studia in Francia, in Inghilterra e al Sarah Lawrence College di New York. Ma abbandona ben presto il college per convolare a nozze con Lewis A. Riley Jr., con cui si trasferisce ad Acapulco, in Messico, Paese in cui vivrà per ben dieci anni.

Sono gli anni Quaranta e il Messico è ancora uno scenario incorrotto, tra le baie mozzafiato e la natura lussureggiante. Rosamond possiede uno zoo privato in cui figurano leopardi, scimmie e uccelli tropicali; si ha perfino notizia di un pinguino da lei salvato sulla costa. Numerose sono le foto che la ritraggono in costume da bagno, accanto ai suoi amati animali. Il marito Riley possiede un piccolo aeroplano che le insegna anche a pilotare. Tuttavia l’indomita curiosità di Rosamond non riesce a farle apprezzare pienamente la sua nuova vita da americana espatriata e le atmosfere esotiche non sono sufficienti a placare il suo spirito, alla costante ricerca di novità. Ben presto la giovane inizia ad organizzare mostre ed esposizioni d’arte insieme al marito. Nel suo circolo di amicizie spiccano Malcolm Lowry, Frida Kahlo e Diego Rivera, solo per citarne alcuni.

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Un ritratto di Rosamond Bernier, con collier Kenneth Jat Lane (foto di Jill Krementz)


Rosamond Bernier in caftano Zandra Rhodes a New York, durante una lezione d'arte al Metropolitan Museum of Art, 1972
Rosamond Bernier in caftano Zandra Rhodes a New York, durante una lezione d’arte al Metropolitan Museum of Art, 1972


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Rosamond Margaret Rosenbaum è nata a Philadelphia il primo ottobre 1916


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L’icona di stile predilige Chanel, Yves Saint Laurent, Balenciaga


Di Frida Kahlo dirà: “Il suo vocabolario, sia in inglese che in spagnolo, avrebbe fatto arrossire un camionista”. Fu proprio Rosamond Bernier a notare per prima la bellezza dell’artista, il suo stile iconico e, non ultima, la sofferenza derivante dalle tante infedeltà di Diego Rivera. Nelle sue memorie l’icona ricorderà che un giorno la celebre pittrice la prese da parte e le disse: “Vieni, ti sistemo io”. In pochi minuti Rosamond Bernier si ritrovò truccata e pettinata come la Kahlo, che la vestì secondo il suo stile, con le tipiche gonnellone a stampa patchwork e i gioielli in stile precolombiano.

Ricordando il periodo della sua vita trascorso in Messico, Bernier dirà: “Era un posto in cui sentivi che tutto doveva ancora essere inventato”. Lei ne amò l’architettura, l’arte popolare, i colori, la natura e il fermento culturale che proprio in quegli anni stava sbocciando.

Il matrimonio tra Rosamond e Riley giunge presto al capolinea. I due si lasciano senza serbare alcun rancore: lui si risposa con l’avvenente attrice Dolores Del Rio mentre Rosamond prende in affitto una casa di proprietà di Nada Patcevitch, moglie di uno dei capi di Condé Nast, Iva Patcevitch. Nel 1946 Rosamond si traferisce a New York. La sua formazione classica e l’interesse per le arti costituiscono quasi un unicum nel panorama intellettuale dell’epoca: Rosamond parla correntemente inglese, francese e spagnolo e possiede un amplissimo bagaglio culturale. Un nuovo prestigioso incarico non tarda ad arrivare: ad assumerla è Vogue America, la Bibbia della moda. Ed è proprio Patcevitch a notare per primo le sue qualità, insieme alla editor-in-chief Edna Chase e alla editor Allene Talmey. Dapprima Rosamond diviene fashion editor ma ben presto allarga la sua cerchia di indagine all’arte.

Nel 1947 Vogue la manda a Parigi per documentare la rinascita artistica e culturale della Capitale francese nel Dopoguerra. Qui la vita è difficile: Rosamond soffre il freddo e per la prima volta in vita sua si trova smarrita. “Non avevo idea di cosa dovessi fare”, dichiarerà anni dopo nelle sue memorie. Ma alla giovane non manca lo spirito di iniziativa: mette a punto una linea editoriale ben precisa e decide di partire da Marcel Proust, intervistando luoghi e persone associati al grande scrittore. Ad immortalare i suoi reportage il fotografo Erwin Blumenfeld. Il primo personaggio che intervista è Jean Cocteau. In breve l’editor stringe amicizia con Pablo Picasso, che ne adora l’accento messicano, Henri Matisse, Georges Braque, Fernand Léger, Joan Miró, David Hockney, Jerome Robbins, Max Ernst e Alberto Giacometti. Bernier risiede all’Hôtel de Crillon, dove può usufruire di molti privilegi, a partire dall’acqua calda. Perfettamente a proprio agio nei circoli bohémien, si diletta tra le stravaganze della baronessa Pauline de Rothschild, sua grande amica, che la ospita spesso a Château Mouton Rothschild.

Il secondo conflitto mondiale aveva lasciato cicatrici profonde in seno all’economia francese e l’haute couture stava lentamente riprendendosi. Come dichiarerà la stessa Bernier nella sua autobiografia, “Uno stipendio di Vogue all’epoca poteva nutrire un topolino ma i couturier erano straordinariamente carini con me”. Tra i suoi stilisti prediletti dell’epoca spicca Elsa Schiaparelli. Alexander Liberman, celebre art director di Vogue, si disse stupito, parlando di Rosamond Bernier, di come a volte proprio le persone più timide riescano ad osare di più. “Affascinò mia madre, il che non era impresa facile”, disse l’autrice Francine du Plessix Gray, figlia di Tatiana du Plessix Liberman e figliastra di Alexander Liberman. “Alex notò tutte le qualità che lei possedeva: carisma, intelligenza, sex appeal, preparazione artistica”. Rosamond aveva una grazia naturale ed era gentile con tutti, specie coi bambini, sebbene non divenne mai madre.


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Tanti furono gli scoop collezionati dalla giovane, come quello sull’opera di Matisse alla Chapelle du Saint-Marie du Rosaire di Vence e i dipinti di Picasso al Castello dei Grimaldi ad Antibes, oggi divenuto il Musée Picasso. Intervistò Miró nella sua nativa Barcelona, con foto realizzate da Brassaï. Tra gli altri artisti intervistati Henry Moore e Fernand Léger. Quest’ultimo, notando la predilezione della Bernier per le sue opere più controverse, le disse: “Sei una brava ragazza, hai uno stomaco forte”. Durante un’intervista ad Henri Matisse, questi le consigliò di indossare una sciarpa gialla sul suo cappotto arancione Balenciaga. Inoltre riuscì anche ad intervistare Gertrude Stein, immortalata in una celebre foto realizzata da Horst P. Horst nel salone di Pierre Balmain. Non era semplice ritagliarsi una fetta di pubblico sullo sfondo del Dopoguerra, periodo storico in cui gli intellettuali europei erano dichiaratamente anti-americani. Eppure lei ci riuscì e la sua nazionalità americana non smetteva di destare sorpresa data anche la sua perfetta padronanza delle lingue europee.

Nella capitale francese Rosamond trovò un nuovo amore nel giornalista Georges Bernier. La loro storia d’amore durerà vent’anni ma il nome di Bernier nelle sue memorie viene menzionato raramente. Resasi conto che Vogue non dava alle sue interviste lo spazio dovuto, nel 1950 maturò la decisione di lasciare il magazine. Con il nuovo marito nel 1955 diede vita a L’Œil, mensile dedicato all’arte, il cui motto era “Tous les arts, tous les pays, tous les temps.” Bernier diresse il magazine dal 1955 al 1970. La sua massima ambizione era vedere leggere la sua nuova creatura sulla metropolitana e vederne la diffusione, dato anche il prezzo, pari ai 50 centesimi di oggi. Intanto lei era diventata a tutti gli effetti un’icona di stile. Dopo la fondazione di L’OEIL, Madame Grès confezionò per lei ben nove outfit. Presenza fissa dell’International Best Dressed List, Rosamond Bernier sfoggiava abiti da diva. Tra le firme del suo leggendario guardaroba spiccano Chanel, Yves Saint Laurent, Bill Blass, Zandra Rhodes e i gioielli di Kenneth Jay Lane.

Rosamond Bernier con Fernand Léger, foto di Robert Doisneau, 1954
Rosamond Bernier con Fernand Léger, foto di Robert Doisneau, 1954


Rosamond Bernier ritratta con Henri Matisse da Clifford Coffin, 1948
Rosamond Bernier ritratta con Henri Matisse in uno scatto di Clifford Coffin, 1948


Ma ben presto anche la vita che si era creata a Parigi con tanto sudore va in frantumi e Rosamond è costretta ancora una volta a reinventarsi una nuova esistenza, quasi come un gatto dalle nove vite. Un bel giorno del 1970, dopo vent’anni di matrimonio, Georges Bernier le comunica che tra loro è tutto finito. Rosamond si ritrova improvvisamente divorziata e senza lavoro. Ma, granitica com’è, non si perde d’animo e decide di trasferirsi a New York. Qui si apre la terza fase della sua vita. La Grande Mela ha in serbo tante belle sorprese per lei: un nuovo lavoro e un nuovo amore. Rosamond diviene docente di arte al Metropolitan Museum of Art. Qui inizia a tenere lezioni su Matisse, Picasso, Léger, Max Ernst. È la nascita di un mito: le sue eccezionali doti oratorie sono chiare fin da subito e ottengono proseliti da tutto il mondo. Leonard Bernstein scrive di lei: “Madame Bernier ha il dono di una comunicazione di una spontaneità tale come raramente mi è capitato di incontrare”. Rosamond Bernier impartisce più di 250 lezioni di arte al Met dal 1971 al 2008. Inoltre tiene conferenze in numerosi musei di Parigi, come il Grand Palais, il Louvre e il Pompidou Center. Invitata a tenere lezioni di arte anche in India ed Israele, ha condotto interviste per la CBS e Canale Thirteen.

A New York Rosamond incontra anche l’amore della sua vita: è il critico d’arte John Russell, che aveva collaborato saltuariamente per L’OEil e che era da tempo innamorato di lei. Non si era perso una sua lezione al Met ed era solito mandarle fiori. Russell, pur di stare al suo fianco, lascia il suo lavoro al Sunday Times di Londra. Trasferitosi a New York, viene assunto dal New York Times. I due convolano a nozze nel 1975 con una cerimonia organizzata a casa del comune amico Philip Johnson. Tra gli invitati Pierre Matisse, Leo Castelli, John Ashbery, Virgil Thomson, Helen Frankethaler, Stephen Spender, Copland e Andy Warhol. Nel 2008 Russell muore e per lei arriva il ritiro dalle scene, dopo oltre 70 anni di carriera. Il 13 marzo 2008 tiene la sua ultima lezione al Met, dedicata alla sua vita nell’haute couture francese.

L’oratrice è anche autrice di libri di successo: numerosi sono gli aneddoti raccontati nelle sue autobiografie. In “Some of My Lives: A Scrapbook Memoir” (edito da Farrar, Straus and Giroux) ricorda Alberto Giacometti e Karl Lagerfeld. A renderla così amata sono state anche doti quali la sua umiltà e la sua eccezionale umanità, l’ironia, la disciplina e l’ottimismo. “Non mi considero in alcun modo eccezionale. Penso di avere avuto una fortuna eccezionale”, ha detto di sé.

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La visita di Gertrude Stein al salone di Pierre Balmain, documentata dalle foto di Horst P. Horst. Sullo sfondo compare Rosamond Bernier


Rosamond Bernier (in cappa Yves Saint Laurent) e il marito John Russell ritratti da Bill Cunningham al MET, 1991
Rosamond Bernier (in cappa Yves Saint Laurent) e il terzo marito John Russell immortalati da Bill Cunningham al MET, 1991


(Foto: Vogue)
Rosamond Bernier in uno scatto di Horst P. Horst (Foto: Vogue)


Numerose anche le onorificenze ricevute per il suo contributo alla cultura: nel 1999 ottiene la Legion d’Onore; nel 1980 le viene conferito il premio Chevalier de L’Ordre des Arts et des Lettres; nel 1999 il re Juan Carlos di Spagna le consegna il Cross of Order di Isabel La Catolica. Nel 1999 viene posizionata nella Hall of Fame dell’International Best Dressed List, grazie al suo stile iconico. Tra le sue pubblicazioni “Matisse, Picasso, Miró — As I Knew Them”, uno splendido volume illustrato edito da Alfred A Knopf, testo tradotto poi in francese, tedesco, spagnolo e italiano.

L’icona di stile, che ha da poco festeggiato il traguardo dei cento anni, abita ancora nell’appartamento sull’Upper East Side che ha condiviso per tanti anni con Russell, impreziosito dall’arredamento francese e dai moltissimi oggetti d’arte, come la scultura della coppia realizzata da Louise Bourgeois.

Una parte del suo guardaroba è stata inoltre da lei donata al Costume Institute del Met: trattasi di 19 outfit vintage dal valore inestimabile. Durante la sua ultima lezione, intitolata -neanche a farlo apposta- “Some of My Lives” (Alcune delle mie vite), sei mannequin indossavano alcuni dei capi a lei appartenuti. “Attraverso i vestiti”, disse l’icona in quell’occasione, “puoi raccontare la storia delle persone e dei tempi”.

I Millennials sbarcano a Capri per il nuovo spot Dolce & Gabbana

La splendida Piazzetta di Capri diviene location di un set fotografico: nasce così la campagna pubblicitaria primavera/estate 2017 di Dolce & Gabbana, intitolata #DGMillennials. Il duo di stilisti torna in Campania dopo la sfilata evento di Napoli, dello scorso luglio, dedicata al mito intramontabile di Sophia Loren, simbolo per antonomasia della bellezza mediterranea.

A posare per l’obiettivo di Franco Pagetti i Millennials, tra cui Cameron Dallas, idolo delle teenager, e Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber. Un omaggio al Bel Paese, per un tripudio di Italian Style: Dolce & Gabbana si riconfermano amanti dell’Italia, con una campagna pubblicitaria ambientata in uno dei sei naturali più suggestivi al mondo. Ed è così che prende corpo uno shooting suggestivo, tra la magia dei Faraglioni e il glamour della piazzetta. La collezione omaggia anche la cucina italiana, tra stampe di spaghetti, salsa al pomodoro e cuori ex voto.

Tra i volti della nuova campagna pubblicitaria anche Gabriel Kane Day Lewis, Luka Sabbat, Brandon Lee, Rafferty Law, Zendaya Coleman, Hailey Baldwin, Sonia Ben Ammar e Thylane Blondeau. Segni particolari: bellissimi e giovanissimi. Ma anche “figli di”, in quanto quasi tutti vantano genitori famosi.



«Stefano e Domenico sono fantastici. Sono eccitato per la mia prima volta a Capri», così Cameron Dallas commenta la sua partecipazione alla nuova campagna pubblicitaria di Dolce & Gabbana. La giovane web star, appena ventenne, vanta già oltre 16 milioni di follower su Instagram.

Lo stile di Agnese Renzi: i migliori look della First Lady

Negli ultimi giorni molto si è detto su di lei: Agnese Landini Renzi, First Lady italiana, è amata e odiata in egual misura. Tanti sono i detrattori che si sono apertamente scagliati contro il suo stile, soprattutto dopo la visita ufficiale alla Casa Bianca di qualche giorno fa. La professoressa si è ritrovata immortalata su tutti i giornali e molte parole sono state spese sui suoi outfit.

Nata a Firenze nel 1976, Agnese Landini Renzi non è una fashion icon ma il suo stile tradisce un amore per la sartorialità italiana e una sobrietà che non guastano. Una predilezione per Ermanno Scervino, la First Lady italiana è stata spesso paparazzata in capi firmati dallo stilista toscano.

Il suo guardaroba non lesina in capi in pizzo macramè dalle trasparenze audaci e in bodycon dresses che ne esaltano la figura sottile. Ed Ermanno Scervino è lo stilista scelto anche pochi giorni fa per la cena alla Casa Bianca: forse il modello indossato dalla Landini per l’occasione, un lungo abito iperfemminile dalle caleidoscopiche trame in pizzo, non esaltava al massimo la sua personalità. Noi la preferiamo in capi dalle linee più sobrie e contemporanee.

Alcuni dei look sfoggiati da Agnese Landini (Foto: Oggi)
Alcuni dei look sfoggiati da Agnese Landini (Foto: Oggi)




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Abitualmente la First Lady sfoggia abiti dal piglio minimal-chic, perfetti per il ruolo istituzionale da lei ricoperto ma anche idonei per esaltare il suo fisico sottile. Tra i brand prediletti anche Valentino, in un tripudio di made in Italy: ed era firmato proprio Valentino il lungo abito rosa sfoggiato pochi giorni fa durante la visita ufficiale alla Casa Bianca, con una delegazione al seguito, di cui facevano parte alcuni dei nomi che fanno grande l’Italia nel mondo, da Bebe Vio, campionessa paraolimpica, a Roberto Benigni. Gli outfit sfoggiati da Agnese Landini in più occasioni vedono una predilezione assoluta per nuance pastello e minimalismo raffinato. Per uno stile sobrio e garbato.

Agnese Renzi in Ermanno Scervino e Michelle Obama in Atelier Versace (Foto: Vanity Fair)
Agnese Renzi in Ermanno Scervino e Michelle Obama in Atelier Versace (Foto: Vanity Fair)

L’addio di Consuelo Castiglioni, stilista del brand Marni

20 anni fa Consuelo Castiglioni fonda Marni per dirne addio oggi 21 Ottobre 2016.
La decisione di lasciare il brand ad altre mani è stata presa in carico dalla sua fondatrice per questioni personali.
Niente di grave, nulla di scontato, solo il volersi occupare dopo anni della propria vita.
Sono stai anni frenetici ed entusiasmanti, che hanno assorbito tutte le mie energie per realizzare un progetto di cui sono orgogliosa. Grazie anche al supporto costante della mia famiglia che mi ha permesso di restare fedele alla mia idea, ho costruito un marchio con un’identità precisa e riconoscibile. E’ arrivato ora il momento di dedicarmi alla mia vita privata. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel mio progetto e che mi hanno, con fedeltà e dedizione, aiutato in questo fantastico percorso“, ha esordito la stilista.


Il marchio nel 2013 è entrato a far parte del gruppo Otb, ovvero Only The Brave di Renzo Rosso, imprenditore italiano, fondatore e azionista di Diesel, azienda di abbigliamento di rilevanza mondiale.
Al 2015 è indicato da Forbes quale 11° uomo più ricco d’Italia, così come cita Wikipedia.


A prendere le redini del brand sarà Francesco Risso, giovane stilista che lavora per Prada nella collezione sfilata donna dal 2008 e vanta un passato con Anna Molinari, Alessandro Dell’Acqua e Malo.
Così Francesco Risso si occuperà e sarà interno alle decisioni del brand per quanto riguarda le collezioni della stagione Autunno/Inverno 2017.


Un saluto caloroso, quindi, quello dedicato alla fondatrice di Marni Consuelo Castiglioni, commentato da Renzo Rosso con queste parole: “Il mondo rende omaggio all’originale visione della moda di Consuelo, e a un marchio unico che siamo orgogliosi di avere con noi. Le auguro il meglio che la vita possa offrirle. Sono felice di dare il benvenuto a Francesco, il cui talento contribuirà a scrivere un nuovo importante capitolo nella storia di questa casa di moda, italiana nel cuore, ma globale nello spirito“.


fonte foto: threeforfashion
fonte foto: threeforfashion



fonte foto: El País
fonte foto: El País



fonte foto: First
fonte foto: First

Sfila a New York la collezione Kenzo per H&M

Ha sfilato ieri sera a New York la collezione Kenzo per H&M. Atmosfere folk e colori accesi, tra stampe Navajo e silhouette scultoree: circa cento capi si sono alternati sulla passerella del Pier 36, sul molo nord del Manhattan Bridge. Tripudio di brio ed energia vitaminica sul défilé, tra le note di «Express Yourself» di Sam Spiegel: ad allietare l’evento, un’esclusiva coreografia creata da Ryan Heffington. La regia del fashion show era invece curata da Jean-Paul Goude, nome leggendario della moda.

Carol Lim e Humberto Leon, il duo creativo alla direzione creativa di Kenzo, rispolvera gli archivi storici della maison, fondata nel 1970 da Kenzo Takada, oggi 77enne. La capsule collection creata in esclusiva per il colosso svedese dell’abbigliamento low cost H&M ripropone pezzi storici dell’archivio Kenzo, brand entrato a far parte del gruppo LVMH nel 1993. Ecco quindi l’abito lungo a balze realizzato con nastri intrecciati, pezzo storico della maison, di cui esistono solo due esemplari originali: il capo è stato reinterpretato in chiave low cost accanto a pantaloni a gamba larga e dettagli sporty-chic, come le felpe.

Dominano i patchwork di stampe, tra suggestioni andine e animalier all over. Una giungla metropolitana fa da sfondo ideale alla collezione: ed è proprio «Kenzo Jungle Paris» il logo che domina le felpe, accanto al simbolo della tigre. Torna anche il kimono, capo passepartout degli archivi Kenzo, reinterpretato per l’occasione in chiave double-face con impunture matelassé e zip. Largo a crop top e pantaloni in jersey, per un mix & match dal forte impatto scenografico, in un melting pot etnico che strizza l’occhio ad elementi gipsy. Allegria e brio sono le parole d’ordine, in un catwalk quadrato dai risolti circensi in cui si esibisce dal vivo un’inedita orchestrina. Mood Youth nella performance live dei ballerini, in un inedito ponte tra passato e presente.

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(Foto: Amica)
(Foto: Amica)


(Foto: Amica)
(Foto: Amica)


Caleidoscopiche stampe impreziosiscono i capi, come i motivi floreali, una stampa a medaglioni proveniente dagli archivi storici del brand e un motivo a rete oversize. Proporzioni over e dettagli femminili nelle balze che impreziosiscono maxigonne plissé. Occhi puntati sui dettagli, come i bottoni a forma di fiore in metallo dorato e gli accessori, che si preannunciano già must have di stagione: le borse in pelle che ricordano la shopper Kenzo e gli stivaletti con gambale animalier, o ancora il berretto a stampa patchwork, i gemelli, i foulard, le calze e gli orecchini.

“Questa sera abbiamo reso omaggio a tutto quello che amiamo di Kenzo x H&M con un mix allegro, sorprendente e pieno di energia – così Carol Lim e Humberto Leon hanno commentato la sfilata evento- una fusione di vari mondi. È stata una sfilata indimenticabile”.

Una perfomance a sorpresa del rapper Ice Cube ha chiuso il défilé. Nel front row nomi celebri, tra cui la supermodella Iman, moglie del compianto David Bowie, l’attrice Chloe Sevigny, Rainey Qualley (figlia di Andie MacDowell), Rosario Dawson, Elisabeth Olsen, la cantante Soko, Joe Jonas. «La diversità è il futuro della moda», così ha esordito Iman Bowie, testimonial della campagna pubblicitaria accanto ad altre celebrities, tra cui Chloé Sevigny, Chance The Rapper, Riyuchi Sakamoto, Xiuhtezcatl Martinez, Rosario Dawson e Suboi.


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“Il lancio della collezione è stato davvero spettacolare – ha commentato Ann-Sofie Johansson, Creative Advisor di H&M – La collezione ha preso vita in passerella con le incredibili stampe, i colori e l’energia che la definiscono. È stato un grande onore avere come direttore Jean-Paul Goude, che ha catturato perfettamente lo spirito della collezione”.

La collezione arriverà in 250 punti vendita selezionati e online a partire dal 3 novembre prossimo: in Italia sarà possibile acquistare i capi negli store di Milano, Roma, Firenze, Venezia, Bologna e Treviso.

Dsquared2 veste il calcio, ecco lo stile del Manchester City

La squadra calcistica del Manchester City è vestita da un nuovo Club’s Exclusive Official Fashion Partner: Dsquared2.
Inoltre il marchio vestirà la squadra durante il pre-partita della Champions League.


Introduce Damian Willoughby, il Senior vice presidente della partnership con City Football Group:
Dsquared2 e il Manchester City hanno molti valori in comune».
Continua: «Entrambi, infatti, crediamo nell’importanza dell’attenzione ai dettagli, nel fornire sempre la miglior performance e nel mettere costantemente in discussione se stessi, per essere al top in ogni momento“.
Un valore aggiunto quello di Dsquared2 che porterà in campo una stimolante commistione tra la sartorialità e il lusso del Made in Italy e lo stile britannico elegante e preciso.


I due designer canadesi Dean e Dan Caten sono dal canto loro entusiasti e positivi nel vestire i calciatori della squadra: “Siamo davvero onorati di vestire la squadra del Manchester City“, spiegano.
Per l’occasione, abbiamo realizzato un look davvero unico per i giocatori e per tutto lo staff. Mr Guardiola e il suo team rappresentano e incarnano perfettamente lo stile Dsquared2“.


Il Manchester City sta lavorando molto sull’immagine e sul nuovo look forse più in linea con un approccio più informale alla moda calcistica europea.
I fan della Premier League potranno sfruttare questa nuova collaborazione anche in merito a prodotti brandizzati in linea con l’ideale del tifoso europeo.


Non sono ancora state svelate le divise ufficiali, ma le aspettative in merito sono altissime.
Nel frattempo Guardiola mostra un’anteprima del look della squadra: un bomber jacket con prezzo di £ 670, una camicia bianca con prezzo di £ 170 ed un pullover grigio con prezzo di £ 325.
I jeans scuri, poi, a £ 325, mentre le scarpe da tennis bianche a £ 305 per un totale di £ 1.735.


Che questa Champions League dia avvio a vestire bene anche al di fuori delle solite statiche divise in campo?

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Gigi Hadid: è lei la modella più amata

Volto perfetto, labbra a cuore e curve sinuose: Gigi Hadid è la modella del momento, amatissima da adolescenti di tutto il mondo e venerata dagli stilisti. Un fidanzato famoso, Zayn Malik, ex degli One Direction, e una famiglia in cui la moda è parte stessa del DNA: la bella Gigi Hadid è uno dei volti più famosi del fashion system.

Nata a Los Angeles, in California, il 23 aprile 1995, all’anagrafe Jelena Noura Hadid, detta Gigi, la modella è figlia dell’operatore immobiliare arabo-palestinese Mohamed Hadid e dell’ex modella olandese Yolanda Foster (nata Van den Herik). Gigi ha due fratelli più piccoli, Bella Hadid, anche lei modella di fama mondiale, e un fratello di nome Anwar. Inoltre la top model ha due sorellastre maggiori da parte di padre, Marielle e Alana.

Dopo aver conseguito il diploma nel 2012 al liceo di Malibù, la bella Gigi si è trasferita a New York. E qui è iniziata la sua carriera nella moda. Già l’anno prima, nel 2011, era arrivato il contratto con la IMG Models. Nel 2012 la splendida modella viene scelta come testimonial di Guess: curve da capogiro e bellezza da copertina, per lei inizia una carriera sfolgorante, che la porta, appena due anni dopo, a debuttare sulle passerelle di tutto il mondo. Da New York, dove sfila per Desigual, si impone in brevissimo tempo come uno dei volti più ricercati.


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Gigi Hadid è nata a Los Angeles il 23 aprile 1995


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Curve esplosive e viso da bambola, Gigi Hadid è la top model del momento


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Uno stuolo di followers sui social network per la modella statunitense


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Jeans strappati e occhiali da sole nel look della modella


Sempre nel 2014 sfila a Parigi per Jean Paul Gaultier, Somia Rykiel e Chanel. Inoltre compare nel videoclip di Surfboard, del cantante australiano Cody Simpson, e Simplethings del cantante Miguel. Nello stesso anno appare al fianco di Patrick Schwarzenegger nella nuova campagna Eyewear autunno/inverno dello stilista Tom Ford. Il suo fisico prorompente viene inoltre immortalato da Sports Illustrated Swimsuit Issue nel 2014 e 2015.


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Nel 2015 debutta sul Calendario Pirelli e diventa testimonial Maybelline. Inoltre, sempre nello stesso anno, sfila per nomi del calibro di Marc Jacobs, Chanel, Jean Paul Gaultier, Tommy Hilfiger, Michael Kors, Jeremy Scott, Tom Ford, Anna Sui, Dolce & Gabbana, Moschino, Max Mara, Emilio Pucci, Balmain e H&M. Iniziano a moltiplicarsi contratti milionari e copertine: la vediamo su Vogue e in altri videoclip, come Bad Blood di Taylor Swift. Posa per Balmain, Max Mara e Topshop e disegna anche una capsule collection in esclusiva per Tommy Hilfiger. Nel mese di agosto 2015 appare nel videoclip di Calvin Harris & Disciples “How deep is your love”, mentre nel mese di novembre sfila per la prima volta all’annuale Victoria’s Secret Fashion Show.

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La modella è sorella di Bella Hadid, anche lei top model


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Gigi Hadid è tra le it girl più amate


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La madre di Gigi Hadid, Yolanda Foster, è stata una modella famosa


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La carriera di Gigi Hadid nella moda è iniziata nel 2011


Amatissima da Donatella Versace, diventa la testimonial del brand accanto a Natasha Poly e Raquel Zimmermann. Inoltre partecipa al videoclip del singolo Pillowtalk del cantante Zayn: e proprio con quest’ultimo nasce una storia d’amore che appassiona i tabloid di tutto il mondo. Nel maggio 2016 vince gli MTV Award nella categoria “Best Look” e nell’agosto dello stesso anno viene inserita dalla rivista Forbes al quarto posto fra le modelle più pagate del mondo, con un guadagno di 9 milioni di dollari, ex aequo con la modella Rosie Huntington-Whiteley.

I migliori backstage di Milano Moda Donna: San Andres

Un concerto di cristalli accompagnato sulle note dei mariachi ha segnato la fine di Milano Moda Donna ma anche l’inizio dell’ascesa di San Andres. Il riservato e appassionato designer messicano Andres Caballero, da anni di base a Milano, racconta una romantica sognatrice e rinforza la palette cromatica a cui ci ha abituati nel corso delle ultime stagioni.

I capi, dalle nette geometrie e dai tessuti corposi e preziosi, come il jacquard e la seta prodotti in esclusiva a Como, danzano con il corpo della sua donna celebrando l’altissima artigianalità.
Ad accessoriarla nel suo stile neoretrò i sandali bassi, arricchiti di gemme, e le parure Stroilli, brand che ha premiato Andres con il premio “Stroilli loves fashion” grazie al suo forte carattere porgettuale e allo story telling che lo circonda.

Fashion editor Alessia Caliendo
Video director Andrea Bertolotti

THE ONE MILANO: a Milano la fiera del prêt-à-porter di lusso

Mipap (il salone del prêt-à-porter organizzato da Fiera Milano) e Mifur (salone della pellicceria e della pelle) uniscono la loro esperienza dando vita a The One Milano: un polo fieristico dedicato al prêt-à-porter di lusso.

La Fashion Week meneghina, oltre all’Expo del bello recentemente annunciato dal Premier Renzi (per maggiori informazioni clicca qui) vedrà dunque l’inserimento di THE ONE MILANO che presenterà in anteprima le collezioni femminili autunno/inverno 2017-18.

 

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Un contenitore che conta, attualmente, l’adesione di oltre trecento aziende nazionali ed internazionali e che accoglierà buyer provenienti da: Russia, Giappone, Corea, UK, Usa, Cina, Francia e Germania.

 

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Corrado Peraboni, amministratore delegato di Fiera Milano ha dichiarato alla stampa: “Si tratta di un ottimo esempio per il sistema fieristico della moda. L’obiettivo è quello di collaborare e sostenere insieme il comparto. In un mercato fieristico sempre più competitivo e internazionale, abbiamo scelto di ottimizzare le risorse creando sinergie tra due manifestazioni fortemente caratterizzate, per dare ulteriore vantaggio allo sviluppo del business. Questo accordo si inserisce, tra l’altro, nell’ottica del percorso di razionalizzazione del sistema fiere promosso dal ministero del Sviluppo Economico“.

L’appuntamento di THE ONE MILANO è stato fissato dal 24 al 27 febbraio 2017 in concomitanza con la Fashion Week.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.fieramilano.it 

 

 

Fonte immagini theonemilano.com

 

Come non sbagliare look: in autunno è velluto mania

Se c’è qualcosa che davvero non dovrebbe mancare nell’armadio della donna autunnale, è sicuramente il velluto.
Morbido, appariscente e sensuale, copre l’autunno-inverno 2016 di total glamour diventando must-have assoluto della stagione.
Abbinato e composto in diversi modi, può donare il mood desiderato a seconda dell’occasione nella quale lo si vuole indossare.
Basti pensare alla regalità del tessuto per una grand soirée, ai colori tenui e morbidi per un aperitivo in centro e alle tonalità forti e sgargianti per una mattina all’insegna di un deciso glam-rock.
Piace tanto non solo per le sue proprietà soffici, ma anche per la sua comodità.
Infatti, cade dolcemente sulla figura non fasciandola, è ottimo quindi per chi possiede forme e curve.


Come indossarlo?


1. TOTAL LOOK


Si indossa in blocco, come completo unico.
Può essere composto da pantalone e giacca come nel completo cipria di Alberta Ferretti o con ricami sulla parte anteriore della giacca come nel completo di Giorgio Armani.
Velluto bordeaux per Haider Ackermann e mix&match di giallo e rosa per il tailleur di Creautures of Comfort.



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2. ABITI


Gli abiti in velluto si presentano solitamente lunghi, tranne in alcuni casi.
Scollatura profonda bordeaux per Valentino, trendy retrò in blu ottanio per Luisa Beccaria, ricami all over per Prada, marrone scuro scivolato per Twinset e infine sensualissimo long dress in velluto nero per Armani Privè.
Per quanto riguarda l’abito corto, eccone uno di Prada con ricami floreali.


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3. MIX&MATCH


Parola d’ordine? Osare.
Il mix&match prevede accessori in velluto e abiti in pelle, gonna in velluto e giacca in lana, body in velluto e pantaloni lavorati a maglia.


.4 CATENE LOW COST


Non solo grandi brand, il velluto viene venduto anche da catene low cost del fast fashion a prezzi decisamente modici e accessibili. Perché non dare un’occhiata, quindi?


H&M, tra i capi più belli, propone una vestaglia in blu brillante con stivali ricamati in velluto e una giacca verde smeraldo con laccio in vita.
Zara, invece, un body rosa con scollatura a V, un mini dress con ricamo centrale, larghi pantaloni marroni e un abito rosso con spalline sottili.


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5. ACCESSORI

Come ultimo punto, è doveroso trattare gli accessori, il punto debole di ogni donna.
Dolce e Gabbana propone high heels in velluto rosso con tacco largo ricoperto da una colata di pietre brillanti, ricami floreali su stivaletti marroni per Alberta Ferretti, disegni optical per la Fendi Bag in velluto e stivaletto bordeaux con tacco a rete e collarino di perle per Dries Van Noten.


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Expo del bello, l’evoluzione della Milan Fashion Week

Durante la prossima Milan Fashion Week, ovvero Settembre 2017, Milano riunirà tutti gli eventi moda, gli showcase, le rassegne fieristiche e i mercati all’interno del capoluogo lombardo, dando così vita all’Expo del Bello.


Il sottosegretario Scalfarotto ha preso in carica un’analisi approfondita e ha dedotto che: “il settore moda allargato rappresenta il 14% del nostro export ed è cresciuto del 3% nel corso del 2015. L’Italia è l’unico paese al mondo ad ospitare la filiera nel suo insieme, dal filato ai tessuti, dalle confezioni all’accessorio. Un’imponente sintesi di talento creativo, eredità e memoria, innovazione e positiva contaminazione. Eccellenze e primati di cui siamo orgogliosi e che dobbiamo valorizzare, rendendo Milano il crocevia di una convergenza creativa senza eguali”.


Così, la moda milanese intesa fino ad ora convoglierà a nozze con il mercato internazionale dando vita a un solo ed unico contesto che raggrupperà tutte le novità e le tendenze del prossimo autunno.


È un passo senza precedenti per una realtà importantissima dal punto di vista economico e cruciale per l’identità italiana nel mondo“, continua Scalfarotto.


Sottoscritto il protocollo d’intesa a Roma il 12 Ottobre, Milano diventerà presto capitale della moda e unica vetrina del Made in Italy.
L’intesa prevede, inoltre, un potenziamento delle sfilate e degli eventi fieristici, ma non solo.
In programma anche numerosi eventi aperti ai quali partecipare liberamente.


Anche l’assessore al Commercio Moda e Design Cristina Tajani ha commentato: “Il protocollo conferma la vicinanza di tutte le Istituzioni nazionali e locali verso un comparto produttivo sempre più strategico per il Paese e la volontà di fare di Milano,una vetrina del Made in Italy, riconosciuta a livello internazionale. Oggi confermiamo anche un’alleanza tra operatori privati e del settore pubblico che consentirà di concentrare presenze di buyers, operatori e turisti in un’unica settimana strategica per la città“.