Colección Visionaria: arriva una nuova edizione limitata firmata Brugal
Il famoso marchio dominicano di rum ultra-premium Brugal, nato dalla passione di cinque generazioni e da oltre 135 anni di maestria nel campo del rum, presenta la prima edizione di una collezione di rum in edizione limitata, Colección Visionaria.
Una tecnica innovativa: ecco come nasce Colección Visionaria
Tutti i rum Brugal sono 100% dominicani e questa collezione non fa eccezione. Colección Visionaria parte infatti da una selezione dei migliori ingredienti naturali della Repubblica Dominicana, scelti con cura per creare un rum da sorseggio ultra-premium.
La tecnica innovativa con cui viene prodotto è stata brevettata da Brugal, ideata appositamente per creare la Colección Visionaria. Consiste nella tostatura delle botti con l’ausilio degli ingredienti naturali, in modo da arricchire il liquido con gli aromi organici utilizzati appunto solo per il legno. Il risultato non è quindi un rum aromatizzato, poiché nessun ingrediente viene mai a contatto con il rum, ma esclusivamente con le botti.
Ogni versione della collezione utilizzerà questa nuova tecnica di tostatura esclusiva di Brugal, in cui le botti più pregiate saranno tostate utilizzando un diverso ingrediente indigeno dominicano per infonderne gli aromi prima dell’invecchiamento.
Il processo, assolutamente unico, inizia con la selezione delle migliori botti vergini di rovere europeo. Ogni botte viene poi tostata con ingredienti che infondono le loro note organiche e aromatiche al legno. Gli ingredienti vengono poi rimossi, prima che il rum sia immesso nelle botti tostate. Il liquido assorbe quindi gli aromi creati dal processo di tostatura, per poi essere invecchiato al meglio, ovvero sotto il sole dominicano.
La prima edizione: il cacao
Questa prima edizione della serie, ovvero la Colección Visionaria Edición 01, è dedicata al cacao. Come quelle che seguiranno, è realizzata dalla Maestra Ronera Jassil Villanueva Quintana, membro della famiglia Brugal e Maestra Ronera di quinta generazione.
“Uno dei miei ricordi d’infanzia più cari è la passeggiata tra gli alberi di cacao che circondano la casa della mia famiglia. Ricordo i campi di cacao verdi e rigogliosi, il profumo agrodolce dei baccelli di cacao e i ricchi aromi dei semi tostati”, dice Jassil Villanueva Quintana. “È questo ricordo che ho voluto ricreare con la prima edizione della Colección Visionaria”.
I semi di cacao sono stati accuratamente selezionati a mano nella Repubblica Dominicana e sono al 100% di provenienza locale. Il risultato, dopo l’invecchiamento in botte, è un distillato ricco, elegante e rotondo, senza zuccheri o additivi aggiunti.
Colección Visionaria Edición 01 Cacao è composta da quattro lotti di rum in totale, destinati a tutto il mondo.
Ogni imbottigliamento è un pezzo da collezione, presentato in splendide bottiglie avvolte in una rete blu navy, omaggio all’iconica rete protettiva di Brugal.
Accuratamente sigillata a mano e firmata personalmente da Jassil Villanueva Quintana, ogni bottiglia riporta anche il numero di lotto sull’etichetta.
Degustazione
Colección Visionaria Edición 01 Cacao si presenta ambrato, con un aroma di cioccolato caldo, quercia tostata, spezie e agrumi perfettamente bilanciati da note morbide e delicate di vaniglia. Al palato offre sapori di vaniglia con sottili note di caramello, per poi lasciare spazio alla ricchezza del cioccolato fondente e della frutta secca con un tocco di noci tostate. Il finale, morbido e duraturo, con note di quercia tostata, permane a lungo dopo la dolcezza del liquido. L’Edición 01 Cacao si beve lentamente, liscio o con ghiaccio.
SNOB e Brugal rinforzano la partnership con un bellissimo Workshop a premi.
Ma cos’hanno in comune un progetto editoriale che sottolinea l’importanza della cultura e della sua condivisione, con un marchio che rappresenta uno dei migliori rum al mondo? La scelta del saper fare bene. E bere bene, così come il mangiar bene e il saper fare bene, firma del nostro Made in Italy, è certamente cultura.
Nella splendida location Casa Tobago, nuova apertura milanese di Viale Umbria 120, giornalisti e ospiti speciali hanno partecipato al Workshop organizzato da SNOB in partnership con Brugal; la lezione tenuta dal Brand Manager di Brugal, Matteo Melara, è stato solo l’incipit di una lunga serata all’insegna del divertimento.
Suddivisi in gruppi, gli ospiti si sono cimentati in una vera e propria gara con in palio il primo premio per il cocktail migliore. Non solo gusto e scelta degli ingredienti, reperibili in un’apposita stanza/dispensa alla Masterchef, ma anche creazione di un naming per il cocktail e di un giustificato storytelling. Quattro i team in totale, che hanno dovuto ispirarsi a tematiche legate al progetto editoriale SNOB: Scrittori, Personaggi iconici, Film, Paesi del mondo. Come non pensare ad un viaggio nei ’40 nella Cuba di Hemingway, sempre con un bicchiere di rum in mano; o agli infiniti cocktail del noto agente 007, che hanno sfilato nelle innumerevoli uscite della serie cinematografica…
Tra un cocktail ispirato al metaverso e uno dedicato a Daisy, la bella ereditiera protagonista de “Il grande Gatsby”, si è aggiudicato il primo posto la squadra dei Personaggi, che alla melanconica e sexy Marilyn Monroe ha omaggiato “Spicy Marilyn“, un cocktail a base Brugal, peperoncino, cioccolato, una bevanda pensata per raccontare la grande passione che ha legato la sensuale attrice divenuta icona mondiale, al Presidente John F. Kennedy.
La squadra si è aggiudicata un bellissimo trofeo in vetro stratificato trasparente e l’ultimo numero da collezione di SNOB, disponibile anche nei migliori bookstores selezionati.
“Siamo felici di consolidare la partnership che lega SNOB, il nostro progetto editoriale che ha a cuore lo sviluppo e l’approfondimento culturale, con un grande marchio simbolo dei distillati lusso, Brugal1888. Una collaborazione che si rinnova da anni ormai e che ci accomuna per valori e passioni.” – Miriam De Nicolò, Founder e Direttore Responsabile di SNOB. Continua – “Attraverso questo tipo di attività, Workshop, Eventi e Masterclass, vogliamo portare nelle case di tutti, il valore della qualità e delle eccellenze, e Brugal rimane certo tra le eccellenze nel mondo del beverage. Ringraziamo particolarmente per l’accoglienza Casa Tobago, la magnifica dimora che tutti vorremmo come maison, uno spazio elegante con una cura certosina del dettaglio. Rimandi alle culture orientali e preziosi pezzi di antiquariato, fanno di questo spazio non un semplice cocktail bar, non un semplice ristorante. Casa Tobago, fresco di apertura, siamo certi diventerà il nuovo place to be della città di Milano.“
Matteo Melara, Brand Ambassador del marchio Brugal aggiunge: “L’idea è stata creare un’attività dove i partecipanti potessero condividere un momento educativo del saper bere bene, e farlo responsabilmente. La collaborazione ormai cementata tra SNOB e Brugal ha lo stesso spirito del doppio invecchiamento del brand di rum, dove due botti lavorano assieme creando un mix perfetto di complessità e dove gli aromi si accompagnano e si completano, tutto sotto il caldo sole domenicano. E’ stato bello e gratificante vedere tutti gli invitati interagire ed essere così immersi prima nel workshop e poi nella competizione amichevole. Ciascun gruppo è stato in grado di presentare creazioni di qualità valorizzando il nostro rum Ultra Premium Brugal 1888, districandosi con abilità in un compito non proprio di primo livello, rivelandosi veri e propri bartender per una notte.“
India oggi. 17 fotografi dall’Indipendenza ai giorni nostri
a cura di Filippo Maggia
11 novembre 2023 – 18 febbraio 2024 Magazzino delle Idee Corso Cavour, 2 | Trieste
Dall’11 novembre 2023 al 18 febbraio 2024 il Magazzino delle Idee di Trieste presenta India oggi. 17 fotografi dall’Indipendenza ai giorni nostri, a cura di Filippo Maggia, prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, prima mostra a raccogliere e a presentare a livello europeo settant’anni di fotografia indiana in un unico grande progetto espositivo composto da oltre 500 opere tra fotografie, video e installazioni.
Attraverso racconti visivi, esperienze, testimonianze e indagini, India oggitraccia un percorso storico-sociale che muove dal Mahatma Gandhi e dal decennio immediatamente successivo all’indipendenza dall’Impero britannico nel 1947 fino ai nostri giorni. Dal passato postcoloniale all’affermazione fra le maggiori economie internazionali, la mostra testimonia la radicale trasformazione di cui è protagonista il subcontinente indiano, forte di uno sviluppo esponenziale che deve fare i conti con profonde contraddizioni e disuguaglianze sociali. A cogliere i molteplici aspetti di questa evoluzione, fra tradizione e cambiamento, è lo sguardo fotografico di diciassette artisti in mostra: Kanu Gandhi, BhupendraKaria, Pablo Bartholomew, Ketaki Sheth, Sheba Chhachhi, Raghu Rai, Sunil Gupta,Anita Khemka, Serena Chopra, Dileep Prakash, Vicky Roy, Amit Madheshiya, SenthilKumaran Rajendran, Vinit Gupta, Ishan Tanka, Soumya Sankar Bose, Uzma Mohsin.
Autori affermati e nuovi protagonisti della fotografia indiana contemporanea, interprete sempre più attenta e profonda del presente e del prossimo futuro che contraddistinguono il subcontinente indiano.
“Il processo di repentina e inarrestabile evoluzione economica e industriale in atto in India dalla fine dello scorso millennio – scrive Filippo Maggia nel suo testo di introduzione al catalogo – sta provocando gravi conseguenze sia sociali, quali questioni di genere, identità e religione, sia ambientali. L’inevitabile spopolamento delle campagne e delle zone rurali, dalle pendici dell’Himalaya sino all’estremo sud del Kerala, ha portato al sovraffollamento di metropoli quali Mumbai, Nuova Delhi o Calcutta, con un forte impatto sull’ambiente, che alle volte implica addirittura lo spostamento coercitivo di milioni di persone da una regione all’altra. È di questi temi che si occupa oggi principalmente la fotografia indiana, ormai emancipata dall’immagine tradizionale dell’esotica India colorata di salgariana memoria”.
La mostra presenta le opere dei 17 artisti seguendo un ordine cronologico che avanza per decenni, dalla metà del ventesimo secolo fino al nuovo millennio, lasciando poi ampio spazio ai lavori degli autori contemporanei. Un racconto fatto attraverso le immagini che gli artisti hanno scattato vivendo l’esperienza diretta, del momento consapevolmente partecipato e restituito attraverso la fotografia, adottata in questo caso come testimone. Nel percorso espositivo ogni autore viene introdotto da uno statement che descrive la genesi e lo sviluppo della ricerca del lavoro svolto.
Completano la mostra 15 interviste audio video realizzate in India lo scorso marzo con gli artisti.
Si parte da Kanu Gandhi, nipote del Mahatma, che ha ritratto in pubblico come in privato Mohandas Karamchand Gandhi negli anni in cui professava la disobbedienza civile, viaggiando in treno da una città all’altra e incontrando politici e militanti, raccogliendo emozionanti immagini dell’India impaziente nel volersi affrancare dal dominio britannico, pronta e solerte nel seguire il suo leader e abbracciare l’attivismo nonviolento da lui esercitato.
Con Bhupendra Karia, insegnante, teorico, curatore (partecipa alla fondazione dell’International Center of Photography di New York con Cornell Capa) la fotografia assume nuove valenze: nell’esplorazione dell’India rurale post indipendenza, visitando piccole città e villaggi, Karia associa a un’indagine di carattere antropologico e documentaristico personali riflessioni sulle sfide sociali, politiche e ambientali che il subcontinente dovrà ora affrontare. Gli anni Settanta sono gli anni di formazione di Pablo Bartholomew: Outside In è la sua narrazione in prima persona di dieci anni trascorsi tra Delhi, l’allora Bombay, e Calcutta con l’entusiasmo e l’incoscienza caratteristici di un ventenne affamato di vita, di strada, di esperienze, proiettato verso la scoperta e la sperimentazione, abile nell’inventarsi inchieste in ambiti sociali sovente difficili da fronteggiare.
A cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta Ketaki Shethannota sulla pellicola 35 millimetri la metamorfosi in atto già da qualche anno a Bombay a seguito del boom edilizio e del massiccio arrivo di immigrati da altri stati indiani, attratti dalla forza propulsiva della metropoli del Maharashtra. Le sue immagini fortemente contrastate coniugano tradizione e cambiamento, in un classico esercizio di street photography dove l’uomo è sempre al centro.
Manifesto esplicito di un primo importante cambiamento nel Paese è il lavoro di Sheba Chhachhi, attivista e cronista del movimento femminista indiano. Particolarmente interessante è la serie Seven Lives and Dreams avviata all’inizio degli anni Novanta, in cui la Chhachhi, con la collaborazione di sette donne, abbandona l’approccio reportagistico per riflettere sulla natura del reale comunemente percepito in un esercizio di stage photography. Raghu Rai, considerato oggi unanimemente uno dei maestri della fotografia indiana (dal 1977 è membro dell’agenzia Magnum, ove fu introdotto da Henri Cartier-Bresson), riunisce nelle sue fotografie i quattro decenni che intercorrono tra gli anni Sessanta e il Duemila. La sua narrazione per immagini del subcontinente indiano, pur scorrendo secondo un registro documentaristico che annovera non a caso i celebri reportage su Madre Teresa di Calcutta o il disastroso incidente industriale di Bhopal del 1984, presta molta attenzione alla costruzione formale della scena ripresa.
Nel nuovo millennio la fotografia indiana inizia a circoscrivere il proprio campo d’indagine affrontando temi e questioni urgenti come, ad esempio, i diritti della comunità LGBT. Diari privati, raccolte di immagini e album fotografici pazientemente assemblati negli anni: così si presentano i lavori di Sunil Gupta, Anita Khemka,
Serena Choprae Dileep Prakash, storie individuali che assumono valore universale. Anita Khemkaci ricorda che gli Hijra (transessuali) esistono da secoli nella sottocultura del subcontinente indiano, tanto da essere sovente citati nei racconti della tradizione popolare e in letteratura. Sono tollerati e vivono di espedienti, in diversi casi riunendosi fra loro in comunità dirette da un guru. Nepal, Pakistan, Bangladesh e India hanno riconosciuto gli Hijra come appartenenti a un terzo sesso transgender. Per oltre due decenni la fotografa ha seguito l’evoluzione di Laxmi che ha fatto carriera in politica, e oggi presenta la sua vita in un’installazione che vuole restituire il personaggio per quello che è, nella sua naturale schiettezza e genuinità, oltre la diversità.
Serena Chopraper otto anni ha frequentato il campo profughi di Majnu ka Tilla, raccogliendo immagini e testimonianze sonore, scritti e disegni realizzati dagli esuli tibetani. Il suo non è solo un diario, ma un contenitore di memorie e un termometro generazionale, utile a misurare quanto la cultura tibetana riesca a sopravvivere e tramandarsi di generazione in generazione pur lontano dal proprio Paese d’origine.
Dileep Prakashha speso oltre due anni viaggiando e visitando diverse comunità, con l’obiettivo di capire quanto il legame fra due differenti culture perduri vivo e autentico. In particolare, ha indagato sulle eredità postcoloniali, le comunità anglo-indiane formatesi nel corso di un secolo di commistioni fra inglesi e indiani. I suoi ritratti, più che riprendere uomini, donne, giovani e anziani, coppie e nuclei familiari, sono frutto di attente osservazioni ambientali e valutazioni collettive.
Vicky Royscappò di casa all’età di undici anni e visse per le strade di New Delhi fino a che venne salvato da un’organizzazione no profit che lo aiutò e lo sostenne negli studi. Il suo lavoro come fotografo affronta un dramma irrisolto e di costante attualità della società indiana: sono oltre dieci milioni i bambini indiani orfani o abbandonati che vivono per strada mendicando, vittime di abusi e sfruttamento. Le sue fotografie restituiscono un’immagine piena di vita e di speranza di questi adolescenti, vogliono essere un appello per riuscire a dare loro un futuro, soddisfare le loro speranze e sogni.
Amit Madheshiyanelle sue fotografie ritrae i volti perduti, stupiti e rapiti di indigeni che assistono alla proiezione di film sotto tendoni improvvisati di cinema itineranti. Sono in gran parte allevatori di bestiame e agricoltori e rappresentano l’altra faccia dell’India contemporanea, quella che vive nei villaggi e assiste, impotente, alla grande trasformazione in atto nel subcontinente. Di loro trattano anche i lavori di Senthil KumaranRajendran, VinitGupta, IshanTankae SoumyaSankarBose.
Al centro del lavoro di Senthil Kumaran Rajendranc’è la difficile convivenza fra tigri e umani, un conflitto causato da fattori quali l’aumento demografico e i conseguenti nuovi insediamenti (sono circa 56.000 le famiglie che vivono all’interno delle riserve naturali), la deforestazione, il ricollocamento delle 3.000 tigri selvatiche indiane in spazi sempre più contenuti, in condivisione o ai confini con i campi coltivati, i pascoli del bestiame, fiumi e laghi dove si pratica la pesca.
L’installazione multimediale di VinitGuptaè un invito per la costituzione di una coscienza ecologica collettiva capace di opporsi ai crescenti interessi industriali che stanno distruggendo l’ambiente, sconvolgendo identità, memorie e tradizioni di intere comunità fino ad allora vissute in perfetta armonia con la natura. Nel suo lavoro, Vinit Gupta testimonia le lotte condotte dalle popolazioni indigene della città mineraria di Singrauli.
Ishan Tankavuole testimoniare le proteste dei jal satyagrahis e degli adivasi: i primi si oppongono alla costruzione di un imponente progetto di sbarramento per la costruzione di dighe e conseguente allagamento di terre e spostamento di centinaia di migliaia di persone, i secondi lottano contro lo sfruttamento delle loro terre ricche di carbone e ferro.
Per non dimenticare, e per ricordare quanto il passato ciclicamente ritorni con le medesime modalità, ragioni e obiettivi, SoumyaSankar Boseha ricostruito attraverso testimonianze dirette orali e video, ripercorrendo i luoghi e incontrando i superstiti, il cruento e disumano massacro di Marichjhapi, a Sundarban, nel Bengala occidentale, perpetrato dalle forze di polizia contro i rifugiati bengalesi di casta inferiore nel 1979.
Uzma Mohsincon il suo coraggioso lavoro dall’emblematico titolo Songkeepers analizza i meccanismi che regolano la protesta civile, e soprattutto le conseguenze che questa azione provoca oggi in India. Il fatto che il dissenso sia considerato al pari di “slealtà, antinazionalismo e sedizione” come lei stessa rammenta, è un indice estremamente allarmante per la tenuta democratica di una nazione.
“Per un’India che avanza, dunque, che morde affamata il domani, ce n’è un’altra che soffre, tenuta in disparte a guardare e subire i danni collaterali che il progresso e la necessità di avere largo consenso popolare portano con sé – conclude Filippo Maggia – Come sarà l’India del prossimo decennio, quando siederà al tavolo con le altre potenze economiche mondiali? Hum Dekhenge. Hum Dekhenge, recita in lingua urdu una poesia di Faiz Ahmad Faiz. Vedremo, vedremo…”.
Gli artisti in mostra: Kanu Gandhi, Bhupendra Karia, Pablo Bartholomew, Ketaki Sheth, Sheba Chhachhi, Raghu Rai, Sunil Gupta, Anita Khemka, Serena Chopra, Dileep Prakash, Vicky Roy, Amit Madheshiya, Senthil Kumaran Rajendran, Vinit Gupta, Ishan Tanka, Soumya Sankar Bose, Uzma Mohsin.
24 ORE Cultura per la prima volta aLucca Comics & Games 2023 dall’1 al 5 novembre presenta la nuova linea editorialededicata alla graphic novel e al fumetto
24 ORE Cultura Libri partecipa per la prima volta aLucca Comics & Games per presentare al pubblico le novità editoriali dedicate al mondo del fumetto. Da ottobreè infatti in libreria e online 24 ORE Cultura Comics la nuova linea realizzata in collaborazione con fumettisti e illustratori italiani e internazionali, da giovani emergenti ad autori affermati. Tanti gli autori, tra cui Maicol & Mirco, Vanna Vinci, Hurricane, Otto Gabos, Massimo Giacon e Silvia Rocchi, che dall’1 al 5 novembre saranno presenti a Lucca per incontri e momenti di firmacopie allo stand NAP 523 del padiglione Napoleone.
Evento speciale in programma per sabato 4 novembre alle 18.30,all’Auditorium San Girolamo la presentazione della linea editoriale Comics con undialogo tra tre grandi nomi del mondo del fumetto: Maicol & Mirco (presente con il nuovo libro Natura Morta. Una domanda a Giorgio Morandi), Vanna Vinci (autrice del bestseller Frida. Operetta amorale) e Massimo Giacon (autore di Ettore Sottsass e il mistero degli oggetti).
In anteprima al festival anche la linea di merchandising firmata Maicol & Mirco, “Gli scarabocchi di Maicol & Mirco”, e la riedizione della collezione “I’m Frida”creata da Vanna Vinci. Gli autori saranno disponibili per un inedito“firma oggetti” su prodotti di cancelleria, t-shirt, mug e shopper delle loro collezioni realizzate per art&design24, il brand di 24 ORE Cultura dedicato all’oggettistica “d’autore” ispirata ai temi dell’arte, del design, dell’architettura, della musica e della moda.
La nuova linea editoriale dedicata alla graphic novel e al fumetto – nata per raccontare con il linguaggio immediato e universale dei comics temi legati al mondo contemporaneo e all’attualità, ma anche all’arte, alla cultura, ai viaggi e al cibo – esplora svariati argomenti, con una grande attenzione alla qualità e alla ricerca attraverso una selezione accurata di firme eccellenti e di tematiche attente ad aspetti di grande interesse nel mondo di oggi.
Dopo il successo dei volumi già pubblicati, tra cui la graphic novel Roberto Bolle di Francesco Cattani, ispirata alla vita dell’étoile, i surrealiSinfonia Infernale e Coccodrilli squisiti. Generatore automatico di vite surrealiste di Hurricane, Ettore Sottsass e il mistero degli oggettidi Massimo Giacon, dedicato a uno dei più grandi geni italiani dell’architettura e del design e Frida. Operetta amorale di Vanna Vinci, un best seller da 20.000 copie vendute in tutto il mondo, 24 ORE Cultura Libri presenta un catalogo di 9 nuovi titoli dedicati al fumetto in uscita nel 2023, in crescita per l’anno 2024.
I volumi della nuova linea sono suddivisi in tre collane – Grandi Artisti, Visionaria, Guide a fumetti “24 ORE a…”, che diventeranno quattro nel 2024 con l’uscita della serie Contemporanea, composta da opere di grandi autori – che approfondiscono ciascuna un tema specifico.
GRANDI ARTISTI. I grandi artisti dell’arte moderna e contemporanea raccontati con lo sguardo disincantato e talvolta ironico di geniali fumettisti e illustratori.
VISIONARIA. Giovani autori si misurano con energia dirompente sui temi dell’esistenza quotidiana, con un linguaggio innovativo che ha molti punti di contatto con il mondo digitale dei social media, dal quale spesso nascono i progetti presentati.
GUIDE A FUMETTI 24 ORE A…. Le città viste con gli occhi di chi ci è nato, o magari solo trasferito e poi di chi se ne è innamorato al punto da poterla descrivere nei suoi aspetti più insoliti, intimi e sconosciuti. I luoghi ordinari diventano straordinari percorsi alternativi e tematici da compiere in 24 ore. Una scelta di mete per conoscere la città, anche quando si ha poco tempo a disposizione.
24 ORE Cultura Comics stand NAP 523 – padiglione Napoleone Lucca Comics & Games 1-5 novembre 2023
La prestigiosa catena apre la sua prima boutique a Tirana
Rocca, l’unica catena di gioielleria e orologeria di alta gamma in Italia, intraprende un processo di espansione internazionale e approda in Albania con l’apertura di una nuova boutique nella capitale Tirana.
L’Albania rappresenta un mercato ad alto potenziale e la capitale Tirana è il principale centro economico del Paese: non stupisce quindi la scelta di Rocca di aprire la boutique proprio qui. Ampio e luminoso, dagli eleganti spazi espositivi elegantemente progettati, il nuovo store è situato presso il centralissimo Maritim Hotel Plaza, noto per la sua imponente architettura moderna. Qui gli appassionati di gioielli e orologi potranno ammirare, oltre alle creazioni di Damiani – in un corner dedicato, Salvini e Venini, gli splendidi orologi di altri prestigiosi marchi del lusso, come Cartier, Girard Perregaux e Zenith.
Il Gruppo Damiani, del quale Rocca fa parte, promuove l’eccellenza Italiana attraverso la sinergia di realtà e marchi complementari creati o acquisiti nel corso della propria storia: Damiani, marchio di alta gioielleria fondato a Valenza nel 1924 ed ora conosciuto in tutto il mondo; Salvini attivo nella gioielleria contemporanea grazie a collezioni eleganti e moderne; Calderoni storico marchio milanese di alta gioielleria esperto nella vendita di diamanti, ed infine Venini, vetreria storica di Murano le cui opere sono esposte nei più importanti musei del mondo.
ROCCA è l’unica catena di negozi di gioielli e orologi di lusso presente in Italia e una delle più importanti al mondo: conta oltre 25 boutique localizzate nelle vie dello shopping delle città più importanti del Bel Paese oltre che a Lugano, Tirana e negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Linate. L’eccellenza delle marche internazionali distribuite, il valore intrinseco dei prodotti offerti, l’efficiente servizio di assistenza, i laboratori all’avanguardia, la professionalità dei maestri orologiai, la shopping experience unica nel suo genere sono gli elementi chiave del suo DNA.
Dedizione e cultura del servizio sono i capisaldi che caratterizzano l’intera attività di ROCCA, fin dalla sua fondazione: la cura e l’attenzione verso la propria clientela si traducono in un’assistenza tecnica eccellente sia durante la vendita, sia dopo l’acquisto. La scelta di personale qualificato e attento, in grado di consigliare con competenza e soddisfare le esigenze e i desideri di ogni cliente, garantisce un servizio veloce e completo.
In una delle aree più rappresentative del Valdobbiadene DOCG, si trova Andreola, l’azienda vinicola che dal 1984 fa della viticoltura eroica il suo segno distintivo. Chiave di lettura, infatti, per comprendere la qualità dei vini a cui dà vita, è il lavoro totalmente manuale che viene effettuato in vigna – reso necessario dalla particolare pendenza delle colline – e che risulta in un prodotto in grado di raccontare tutte le molteplici sfaccettature che offre questo terroir unico al mondo. Punto di partenza: una profonda comprensione della terra e l’arte di saper coniugare tradizione e moderne tecnologie, sapienza enologica e innovazione, per restituire vini veramente eroici.
IL TERRITORIO di Cantina Andreola. Nel cuore pulsante del Valdobbiadene DOCG
A metà strada tra il mare e le montagne, in un fazzoletto di terra dalle favorevoli caratteristiche pedoclimatiche, si trova Andreola, l’azienda vinicola con sede a Col San Martino, nel comune di Farra di Soligo, da sempre impegnata nella produzione, pressoché esclusiva, di Valdobbiadene DOCG.
Questi declivi, infatti, rappresentano l’anima della denominazione: qui il susseguirsi di catene collinari a forte pendenza (compresa tra i 100 e i 500 metri) è il racconto di una storia geologica che ha reso questo territorio naturalmente vocato alla viticoltura sin da tempi antichi e in cui, poi, il lavoro unicamente manuale dell’uomo e il favore di un clima temperato con costante ventilazione e una buona escursione termica, ha conferito la conformazione che ammiriamo tutt’oggi.
Una combinazione di condizioni particolarmente fortunata, quindi, tanto da far valere all’intero territorio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Un ulteriore valore aggiunto che mette il sigillo sulle caratteristiche d’eccezione di questa terra tra cui la coltivazione della vite su ciglione inerbito, necessaria per adattarsi alla forte pendenza collinare; la disposizione geometrica delle viti e la presenza, quindi, di un mosaico agronomo fortemente parcellizzato, risultato di pratiche rispettose dell’ambiente in cui vigneti coesistono con angoli di foresta, piccoli boschi, siepi e filari di alberi in modo da creare un sistema interconnesso e ricco di biodiversità.
UNA VITICOLTURA EROICA per vini “fatti a mano” che raccontino il territorio
Intervallate da foreste, boschi e vigne, protagoniste indiscusse del territorio di Conegliano Valdobbiadene sono senza dubbio le colline scoscese. Ma non è solo il paesaggio ciò che disegnano e definiscono in modo così peculiare. Esse determinano anche la particolare tipologia di coltivazione della vite che, sin da sempre, si rende necessaria in aree come questa; si parla, infatti, di una viticoltura “eroica”, caratterizzata cioè da fatica e lavoro manuale. Proprio a causa della forte pendenza del terreno, ancora oggi, molti tratti vitati non sono raggiungibili dai mezzi meccanici, che non riescono quindi a passare tra i filari e agevolare il lavoro dell’uomo, la cui cura diventa così il fattore determinante del lavoro nei campi.
Condizioni complesse, dunque, ma che non hanno impedito che, nel corso dei secoli, la viticoltura venisse praticata e divenisse elemento di primo piano del territorio e delle comunità che lo abitano.
A partire da questi presupposti si evince come per Andreola sia fondamentale ascoltare il proprio territorio, confarsi alle sue esigenze, rispettare le sue peculiarità e riuscire così ad entrarci in piena sinergia, per dare vita a un vino letteralmente “fatto a mano”.
Da qui la consapevolezza che solo con un lavoro paziente, quotidiano e interamente manuale è possibile coltivare la vite tra le ripide colline del Valdobbiadene. Una difficoltà per molti, un valore aggiunto per Andreola che vede in questa forma di viticoltura un’opportunità per valorizzare i propri prodotti. Non solo l’azienda l’ha resa protagonista del proprio marchio – da due anni, sotto il nome Andreola, c’è sempre la dicitura “EroicoinValdobbiadene” – ma già nel 2010 la cantina è diventata il primo produttore di Valdobbiadene DOCG iscritto al CERVIM (Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura Montana) facendosi così primo sostenitore della promozione della viticoltura di montagna. Il CERVIM è un organismo internazionale nato nel 1987 con lo specifico compito di promuovere e salvaguardare la viticoltura eroica, definendone i criteri che la identificano, tra cui la pendenza del terreno superiore al 30% e sistemi viticoli su terrazze e gradini. Al fine di creare un’identità definita, il CERVIM ha elaborato, creato e registrato a livello europeo un marchio collettivo denominato “Viticoltura Eroica”, che identifica i vini compresi in questa definizione e che tutti i prodotti DOCG di Andreola riportano in etichetta.
LA STORIA, dal 1984 la viticoltura eroica di Andreola plasma il territorio di Valdobbiadene
L’azienda vinicola Andreola non sarebbe quella di oggi se non fosse per Nazzareno Pola, padre di Stefano Pola, attuale proprietario, che nel 1984 decide di fondare la cantina “Andreola Orsola” per produrre vini con una propria etichetta a partire dai terreni della madre (a cui si deve il nome iniziale dell’azienda) sui quali lavorava e di cui fino a quel momento aveva venduto le uve solo a cantine esterne.
Una storia di famiglia, dunque, che da quel momento lavora incessantemente focalizzando il proprio impegno sulla consapevolezza che per produrre Valdobbiadene DOCG sia necessario innanzitutto comprendere il territorio, partire dal suo ascolto e dalla sua tutela: solo così, sarà possibile valorizzare il vino che vi nasce, capire che il prodotto è qualcosa di vivo, frutto delle tante sfaccettature che la terra conferisce e, soprattutto, risultato di un lavoro interamente manuale.
È questa la filosofia in cui crede fortemente la famiglia Andreola ed è con questo spirito che negli anni 2000 vengono realizzati importanti investimenti in nuovi macchinari e tecnologie al fine di definire lo stile unico che caratterizza il proprio vino: un mix di tutte le caratteristiche più naturali ed originarie del prodotto, che regalano ad ogni sorso cremosità, intensi profumi fruttati ed eleganti, armonia ed equilibrio.
Un importante cambio di passo avviene tra il 2009 e il 2010 quando Stefano Pola diviene ufficialmente il nuovo proprietario e avviene il totale rinnovamento dell’immagine e della bottiglia realizzata con uno stampo appositamente disegnato per l’azienda, il cui nome da quell’anno diventa semplicemente “Andreola”.
Da qui in avanti Andreola non ha smesso di innovarsi, stando al passo con i tempi pur mantenendo un legame forte con l’autenticità del proprio territorio: è del 2014 il completamento della nuova cantina e, nello stesso anno, l’azienda firma una partnership con l’Autodromo Nazionale di Monza, per il quale è nata la speciale linea Monza Collection, dedicata al Gran Premio d’Italia di Formula 1, a dimostrazione di una spiccata volontà di aprirsi a mondi diversi in ottica sinergica e di valorizzazione dei prodotti e del territorio. Sempre con l’obiettivo di promuovere il territorio, nel 2018 Andreola presenta “L’Eroico in Valdobbiadene”, il corporate magazine sulla cultura del territorio e della viticoltura eroica del Valdobbiadene DOCG. Più recentemente è stata inoltre ampliata la sede attuale con i nuovi uffici, è stato aperto il nuovo wine shop e la Experience Room e, infine, ha aperto le porte il Wine Garden, una serra d’inverno che diventa luogo di eventi, degustazioni, incontri di eccellenze.
UNA PRODUZIONE DEDICATA AL CONEGLIANO VALDOBBIADENE DOCG. Massima espressione di queste colline.
A conferma del suo impegno nella ricerca della massima qualità, Andreola ha deciso di focalizzare la sua produzione esclusivamente sul Conegliano Valdobbiadene DOCG.
Prodotto prevalentemente con uva Glera e piccole percentuali di vitigni autoctoni minori, e solo nei 15 comuni consentiti, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, è la Denominazione che dal 2009 identifica il massimo livello qualitativo del vino prodotto da uva Glera, il Prosecco Superiore. Da oltre tre secoli questo vitigno trova infatti in queste colline il suo ambiente ideale, grazie ai terreni bagnati dall’acqua ma senza presenza di ristagno e a un clima temperato, costantemente ventilato e con una corretta esposizione solare, che ne favorisce la coltivazione. Ma non solo: qui, terreni profondi, costituiti da roccia, sabbia e molta argilla insieme alle diverse combinazioni di pendenza ed esposizione, fanno sì che ciascuna microzona presenti caratteristiche peculiari, grazie a cui vengono identificate le tipologie Rive e Cartizze, massima espressione qualitativa della DOCG. “Rive” indica una specifica sottozona della denominazione (in totale ce ne sono 43) ed è usato proprio per esaltare le peculiarità che territorio e microclima confluiscono al vino prodotto in quel particolare frangente di territorio. Alle Rive si aggiunge poi la tipologia Cartizze, punta di diamante della DOCG che indica una zona di soli 107 ettari di vigneto, compresa tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene.
Andreola non poteva che trarre il meglio da questa caratterizzazione delle sottozone ed oggi, grazie alla produzione di ben cinque etichette di cui una da vigneti a conduzione biologica, la cantina vanta il maggior numero di Rive in catalogo nell’ambito del Valdobbiadene DOCG. Le etichette della “Rive Line” di Andreola sono: “26° I°” Rive di Col San Martino, “Mas de Fer” Rive di Soligo, “Col del Forno” Rive di Refrontolo, “Vigna Ochera” Rive di Rolle, “XXXIII bio” Rive di San Pietro di Feletto. Ed è attraverso questi prodotti, insieme al Superiore di Cartizze, che l’azienda esprime il suo apice qualitativo della denominazione.
Accanto alla Rive Line, la Stefano Pola Line, una raccolta di sette etichette con diverse espressioni del Valdobbiadene DOCG; la Asolo Line, una linea di spumanti dedicata alla limitrofa DOCG dell’Asolo Prosecco Superiore e la Bollè Line, una raccolta di tre spumanti, di cui due Cuvée 100% Glera e un Rosé, giovani e perfetti per ogni occasione.
VINITALY 2023: AL VIA IL NUOVO PROGETTO DI ANDREOLA CHE PORTA IN FIERA LA MASSIMA ESPRESSIONE DEL VALDOBBIADENE DOCG
In occasione dell’edizione 2023 di Vinitaly, Andreola conferma ancora una volta il suo impegno per l’alta ricerca qualitativa e lo fa presentando una nuova speciale referenza, l’Etichetta del Fondatore, che segna l’inizio di un nuovo progetto destinato a ripetersi ogni anno e pensato per rappresentare il vertice dell’eccellenza del Valdobbiadene DOCG.
L’Etichetta del Fondatore è realizzata proprio per esprimere la personale visione di Nazzareno Pola e nasce come ulteriore selezione di uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il Dirupo, una cuvée ottenuta da uve dislocate nelle varie vigne della zona storica di produzione della denominazione. Con l’Etichetta del Fondatore, Andreola fa un ulteriore passo avanti verso la ricerca del massimo livello qualitativo, individuando la miglior produzione di uve dell’anno, nelle vigne selezionate per il Dirupo.
Caratterizzata da aromaticità, finezza olfattiva e intensità, oltre che da un aroma di frutta fresca e fiori primaverili, la prima Etichetta del Fondatore, vendemmia 2022, è l’espressione perfetta della filosofia di Andreola dove l’apice qualitativo si incontra con la migliore espressione del territorio.
SNOB Club, il membership Club che organizza eventi culturali, ha lanciato uno speech sul tema “EMPOWERMENT FEMMINILE”, una round table con 5 importanti Guest speaker
SIMONA TIRONI Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, della Regione Lombardia; NICOLETTA BESIO Director di Twitch Italia; AYA YAMAMOTO Amministratore Delegato di Gastronomia Yamamoto (associata Ambasciatori del Gusto); SARA ZUCCHINI Founder ViaFratelliLombardi1; GAIA ROMANI Il più giovane assessore donna del Comune di Milano ai Servizi Civici e Generali
Il video integrale:
“Ridurre la disparità di genere nel mondo del lavoro rappresenta non solo una grande sfida ma una reale opportunità per le aziende con effettivi benefici sul piano sociale ed economico. La situazione dell’Italia risulta preoccupante, i dati ci rivelano che è tra i Paesi europei con il più basso tasso di occupazione femminile. Quest’ultima rappresenterebbe statisticamente un valore aggiunto in termini di produttività e competitività; secondo le stime di Banca d’Italia, qualora si arrivasse al 60% di tasso di occupazione femminile, il PIL dell’Italia aumenterebbe di 7 punti percentuali. Per raggiungere tale risultato bisognerebbe scardinare stereotipi di genere ancora radicàti nella nostra società e incuneati ad una concezione patriarcale della famiglia.“
Con questa fotografia, il Direttore Responsabile di SNOB, progetto editoriale di approfondimento culturale e Founder del membership Club SNOB, Miriam De Nicolò, ha aperto il dibattuto della round table che si è tenuta il 18 ottobre presso Doping Club di Milano. 5 importantissime speaker, ma soprattutto 5 storie di leadership femminile totalmente diverse tra loro, talune contrapposte, che ci hanno reso possibile uno spaccato italiano da cui raccogliere idee, spunti, ispirazione, per poter migliorare la condizione femminile in Italia.
Uno speech che ha mosso gli animi e ha lasciato grandi domande in sospeso (è così che iniziano i cambiamenti, con i dubbi, non con le certezze).
Come abbattere gli stereotipi di genere?
In che modo un’azienda può facilitare l’equilibrio tra lavoro e vita privata e come le imprese possono intraprendere azioni concrete per promuovere l’equa condivisione delle responsabilità assistenziali?
Possiamo affermare che esistono aspettative più alte quando una donna rivendica la propria responsabilità in ambito lavorativo?
Quali sono le misure che la Regione Lombardia ha adottato al fine di ridurre la disparità di genere?
A questa domanda ha risposto l’Assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione della Regione Lombardia, Simona Tironi:
“Numerose le misure che la Regione ha adottato al fine di eliminare le differenze di genere. A favore delle donne ci battiamo tutti i giorni con progetti di orientamento, incentivi alle aziende per l’assunzione di forza lavoro femminile. Sono state create misure come “Formare per assumere”, deliberate da poco misure per donne manager over 50 con destinazione 500.000 euro all’empowerment delle donne che rientrano in questa categoria, per l’aiuto al reinserimento lavorativo e aggiornamenti di competenze, e creato progetti solidali sempre a favore delle donne. Ma il concetto che vogliamo far passare all’imprenditore, prima di tutto, è il valore della donna, in qualità di profitto, in termine di gestione aziendale, in termini di risultati di compattezza all’interno del gruppo di lavoro, che dalle statistiche risulta più sano, e in termini di profitto più alti rispetto ai periodo precedenti. La Regione ha messo a disposizione 10 milioni di euro per le aziende lombarde (stessa cifra stabilita dal Governo), al fine di ridurre questa disparità, andando a coprire costi della consulenza e il rimborso del 100% di tutte le pratiche che lo accompagnano.”
La Regione Lombardia offre numerose misure e altrettanti canali per le Pari Opportunità, offre formazione ai giovani per inserimenti in ambienti lavorativi, e concede contributi per il sostegno di progetti e iniziative a tutela delle donne. Lasciamo qui il link dei bandi online per la Regione Lombardia.
Per rimanere in ambito politico, il più giovane assessore donna del Comune di Milano, Gaia Romani (25 anni quando iniziò il mandato, 15 quando iniziò a fare politica), spiega l’enorme lavoro di una delega strettamente legata al territorio e i grandi risultati che ne sono derivati, l’apertura del primo centro MILANO DONNA (oggi ne esistono 8), la creazione di Onde Rosa (un collettivo di giovani under 30 che combatte le disuguaglianze tra i sessi), la Stop tampon tax, il ciclo non è un lusso (petizione sottoscritta da oltre 600.000 persone per chiedere l’abbassamento dell’Iva dal 22% al 4% sui prodotti per l’igiene femminile), un lavoro costante a contatto diretto con i cittadini di Milano.
“Ho sentito dire da qualcuno “Se ricopre quella posizione alla sua età, sarà sicuramente una miracolata”, ignari che il mio inizio avviene ben 11 anni fa in politica, all’età di 16 anni , quando ancora studiavo. Tre anni da Consigliere in Municipio, poi Presidente alla Commissione Politiche Sociali, con deleghe sulle politiche giovanili, pari opportunità, i servizi socio-sanitari e l’associazionismo.“
Il cambiamento, a nostro parere, dovrebbe partire dai banchi di scuola, incoraggiando le studentesse a superare gli stereotipi e avvicinarsi al campo dell’innovazione e della tecnologia, discipline dove il divario di genere è ancora fortissimo. A tal proposito il Pnrr ha previsto un investimento di 1,5 miliardi di euro per incrementare l’offerta formativa degli Istituti Tecnici Superiori; Amazon ad esempio ha scelto di aderire a questa iniziativa quale socio fondatore di un ITS della logistica.
Ma per discutere del tema abbiamo chiesto a Nicoletta Besio, Director di Twitch Italia, che ha esperienze lavorative nel mondo tech (Google, Microsoft…), qual è la fotografia di genere nella realtà dove lavora.
“Ho dovuto ricorrere ad un coach per superare il senso di inadeguatezza di sedere ad un tavolo dove l’unica donna ero proprio io. Ma il mio motto è sempre stato – L’insuccesso è solo uno step per il successo – e da questo mantra il mio team, il primo di Twitch in Italia, è fatto al 50% da donne e 50% da uomini. Non amo sentire frasi come – quella donna ha le palle – perché trovo sia scorretto mascolinizzare terminologie ad una natura femminile, è corretto invece dire che una donna porti valore aggiunto all’azienda, valore e cultura.”
Oggi più che mai ci appare chiaro che l’EMPOWERMENT FEMMINILE sia un tema trasversale, parte di una sfida più ampia che consiste nel costruire società capaci di accogliere le differenze, per cui inclusive. Ci racconta la sua esperienza personale Aya Yamamoto, Amministratore Delegato di Gastronomia Yamamoto, che dal Giappone decide di investire nel campo della gastronomia in Italia.
“Ero così giovane che i fornitori in negozio mi chiedevano di parlare con il proprietario (il proprietario ero io), ero così diversa che un agente immobiliare mi ha intimato di non fare trattative perchè io cosa ne potevo sapere del mercato di Milano! Mi ha aiutato la psicoterapia in quel periodo.“
Oggi Aya Yamamoto è Ad di Gastronomia Yamamoto, due libri pubblicati con Corraini Edizioni tradotti in tre lingue, una collab con Uniqlo ed è associata italiana di Ambasciatori del Gusto, l’Associazione che riunisce tutte le eccellenze gastronomiche italiane.
Importante testimonianza arriva da Sara Zucchini, Founder di ViaFratelliLombardi1, concept store che tratta brand moda artigianali e made in Italy; un’esperienza diversa dalle big tech che possono accedere ai crediti d’imposta, ed una realtà più piccola che quotidianamente si scontra con grandi difficoltà monetarie e di risorse:
““Le istituzioni chiedono a noi giovani di rimanere in Italia, di fare impresa, io sono felice di farlo e non pretendo di essere aiutata, ma nemmeno di essere presi a schiaffi dal sistema. Burocrazia ed imposte sono provanti. In più aggiungiamo la grande difficoltà di capire come ottenere sgravi o finanziamenti, abbiamo bisogno di semplicità, ad oggi siamo soli”“.
Il Direttore di SNOB, Miriam De Nicolò, chiude il dibattito con una frase:
“Credo sia tempo di lasciare andare le rivoluzioni (su cui spesso a mio parere si scade) e annunciare il tempo della Comprensione. Per farlo, noi donne abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di parlare.“
A fine serata, per tutti gli ospiti, si è tenuta una degustazione guidata curata da Matteo Melara, Brand Ambassador Brugal, marchio storico di eccellenza del rum, oggi capeggiato da Jassil Villanueva Quintana, quinta generazione della famiglia Brugal, prima donna maestra ronera per la famiglia e la più giovane Master of Rum della Repubblica Dominicana, un esempio di leadership femminile in un contesto da sempre dominato dagli uomini.
Un grazie a Doping Club e alla sua Community Manager Maria Bellotto per l’accoglienza.
EMPOWERMENT FEMMINILE è un evento organizzato da SNOB CLUB, il membership Club che ha a cuore il tema culturale.
Per iscriversi al Club e partecipare ad eventi, speech, tour culturali ed exclusive party, scrivere una mail a info@snobnonpertutti.it con oggetto “SNOB CLUB”. Vi aspettiamo numerosi. Crediamo nella forza delle unioni. Grazie
Savoir-faire locale, heritage e spirito veneziano: le friulane Gondolina
Nel cuore del Friuli, storico mainland della Serenissima Repubblica di Venezia, nasce una calzatura che è il frutto dell’artigianato e del savoir-faire locale tramandato da generazioni: le friulane.
Storicamente usate come scarpe “da festa”, le friulane non ci misero molto a diventare popolari anche Venezia e grazie alla loro comodità diventano le calzature preferite non solo delle classi più abbienti, ma anche dei gondolieri; la tradizionale suola in gomma permetteva infatti di non rovinare il legno delle imbarcazioni e rendeva la scarpa perfetta per l’utilizzo di tutti i giorni.
Ancora oggi, grazie a un design essenziale e chic, la friulana rimane una calzatura amata non solo nel nord Italia, ma esportata in tutto il mondo, emblema del vero spirito “veneziano”. Ed è proprio in questa icona di stile che Javier Fernandez e Agnese Cosulich, in un pomeriggio trascorso tra le calli della città lagunare, hanno visto un prodotto unico e autentico, che poteva incarnare i valori della tradizione friulana. «Le Gondolina, in quanto friulane, sono calzature che incarnano un mix di spirito veneziano e friulano, attraverso la loro autenticità, l’artigianalità italiana e l’uso di materiali di alta qualità.» ci racconta Javier Fernàndez, Strategic Business Consultant & Co-Founder di Gondolina Shoes. «Riflettono anche l’impegno per la bellezza e la raffinatezza che per secoli sono stati simboli della Repubblica di Venezia.»
Ma le Gondolina non sono friulane qualsiasi; dietro c’è infatti non solo una lunga tradizione manifatturiera, ma anche moltissima ricerca per renderle comode e confortevoli: «abbiamo prestato particolare attenzione alla qualità artigianale, all’uso di materie prime italiane di alta qualità e dimostrato il nostro impegno per la sostenibilità con una suola in gomma che fosse confortevole ma anche riciclabile» spiega Fernandez. L’aspetto artigianale gioca un ruolo fondamentale per il brand, che si appoggia ad artigiani friulani altamente qualificati, ultimi esponenti di una tradizione di savoir-faire che si sta lentamente spegnendo, di fronte a un consumo sempre più inconsapevole e all’ascesa del fast fashion e imitazioni di scarsa qualità. «Abbiamo avuto la fortuna di trovare manodopera italiana, produttori che realizzano le Gondolina nella regione originale del Friuli, famosa per la sua tradizione di artigianato. La collaborazione con questi artigiani è nata dal desiderio mio e di Javier di creare scarpe autentiche e di alta qualità» racconta Cosulich.
Disponibili nei modelli classici (sia da uomo che da donna) e nel Mary Jane con il cinturino, le Gondoline sono disponibili in velluti made in Italy dai colori accesi o in fantasia toile de jouy – è anche possibile disegnare il proprio modello e personalizzare la calzatura fin nei minimi dettagli. «Ogni modello di Gondolina è progettato con un’attenzione particolare ai dettagli» spiega Fernandez. «Offriamo la possibilità di personalizzare le Gondolina per eventi speciali come matrimoni o occasioni particolari. I clienti possono contattarci direttamente e lavoreremo con loro per creare un design personalizzato, scegliendo materiali, colori e dettagli che rispecchiano il loro stile.»
Le Gondolina non sono però solo una incarnazione dell’amore per il bello della Serenissima e della tradizione friulana, ma – come spiegano i fondatori – uniscono anche lo spirito sivigliano e quello veneziano: «combinare queste due identità significa far incontrare due culture ricche di storia, arte e passione. Questa unione crea un brand che diventa un ponte tra due mondi, portando l’essenza di entrambe le città nei nostri prodotti» commenta Fernandez. E la mission del brand va anche oltre, perseguendo ideali non solo di sostenibilità, ma anche di solidarietà: «con Gondolina vogliamo davvero fare la differenza e lasciare un’impronta positiva nel mondo;» spiega Cosulich. «Contribuiamo finanziariamente a progetti umanitari, come quelli dell’ONG El Gancho Infantil, per migliorare la vita delle persone e sentire che stiamo facendo la nostra parte.» La Fondazione El Gancho Infantil opera dal 2018 in Spagna con l’obiettivo di fornire sostegno materiale, psicologico ed emotivo ai minori malati e alle loro famiglie e di migliorare la qualità della vita di bambini, adolescenti e famiglie in situazioni di vulnerabilità.
Ma come si indossano le Gondolina? Pensate per essere confortevoli anche senza calze nei mesi più caldi, «possono essere indossate anche in inverno, eventualmente con calze e calzini sottili,» racconta Cosulich. «Si adattano perfettamente a outfit eleganti o informali, offrendo versatilità in termini di stile.» E prosegue, «le Gondolina si abbinano perfettamente a abiti eleganti come vestiti lunghi o abiti da sera, ma possono anche essere indossate con jeans o abbigliamento casual per un tocco di eleganza in ogni occasione. Completano splendidamente un look sofisticato e chic, molto made in Venice: queste sono le Gondo Vibes. La nostra cliente ideale è una donna elegante, consapevole, che cerca qualità e sostenibilità. È una persona che condivide il nostro impegno per le cause umanitarie e vuole sostenere progetti benefici attraverso i suoi acquisti. È qualcuno che apprezza il comfort e l’autenticità delle nostre scarpe.»
Speech EMPOWERMENT FEMMINILE, 5 top AD raccontano storie di donne, successi, difficoltà dell’imprenditoria femminile
Mercoledi 18 Ottobre ore 18.30 un evento unico sul tema sempre più importante dell’EMPOWERMENT FEMMINILE.
Una round table con 5 Top AD donne sull’uguaglianza di genere, fenomeni socio-culturali della forza lavoro femminile, suggerimenti concreti per la promozione dell’indipendenza finanziaria delle donne.
Storie di donne e di successi, ma anche di difficoltà e lotte continue. Un evento unico dove avrete l’occasione di accedere a contenuti super esclusivi e di poter conoscere di persona figure che sono l’eccellenza dell’imprenditoria femminile del nostro paese.
Modera il talk il Direttore Responsabile di SNOB (www.snobnonpertutti.it), progetto editoriale printed e digital di approfondimento culturale, Miriam De Nicolò che dichiara:
” L’empowerment femminile non è solo una questione politica, ma soprattutto culturale, legata a continui cambiamenti sociali ed è sempre più importante parlarne per eliminare gli stereotipi di genere. SNOB vuole, attraverso la sua community, promuovere eventi e network, condividendo preziose fonti di conoscenza, per incentivare sempre più meccanismi e processi di evoluzione rapida e virtuosa.”
INTERVERRANNO:
SIMONA TIRONI Assessora all’Istruzione, Formazione, Lavoro, della Regione Lombardia
NICOLETTA BESIO Director Sales di Twitch Italia
AYA YAMAMOTO Amministratore Delegato di Gastronomia Yamamoto (associata Ambasciatori del Gusto)
SARA ZUCCHINI Amministratore Delegato ViaFratelliLombardi1
GAIA ROMANI La più giovane Assessora del Comune di Milano ai Servizi Civici e Generali
A seguire, cocktail per tutti gli ospiti, firmati Brugal, marchio storico di eccellenza del rum, oggi capeggiato da Jassil Villanueva Quintana, quinta generazione della famiglia Brugal, prima donna maestra ronera per la famiglia e la più giovane Master of Rum della Repubblica Dominicana, un esempio di leadership femminile in un contesto da sempre dominato dagli uomini. La degustazione guidata è curata dal brand Ambassador Matteo Melara.
L’evento si terrà presso Doping Bar di Piazza XXIV Maggio 8, MIlano, location di Aethos Club. Maria Bellotto, Community Manager dichiara:
“Parità di genere ed empowerment femminile sono argomento estremamente importanti ed è un vero piacere sostenere SNOB e il suo Direttore, Miriam De Nicolò, in questo progetto. Sono sicura che questa tavola rotonda, per la levatura delle sue ospiti, sarà di ispirazione e potrà contribuire al cambiamento che desideriamo vedere non solo nel contesto lavorativo, ma anche nella società.“
PER ISCRIZIONI E COSTI SCRIVETE UNA MAIL A INFO@SNOBNONPERTUTTI.IT O MANDATE UN MESSAGGIO WHATSAPP CON “INFO EMPOWERMENT FEMMINILE” AL NUMERO 320-2822948
Miracolo a Milano, è questo il nome della mostra che rappresenta il primo passo di un’inedita collaborazione tra tre artisti , diversi per background e formazione , ma che si ritrovano uniti sotto il nome dell’arte.
Alvin, Nina Zilli e Raptuz sono gli ideatori dai quali prende vita un progetto artistico che racconta la città di Milano come crocevia che da sempre ha unito storie e persone, la città dei sogni che si avverano, la città delle azioni e delle possibilità. Una vera contaminazione, questo intreccio tra arte e persone ci insegna che ci si incontra diversi per poi riconoscersi simili: si perché l’arte riesce a potenziare questo processo, perché aiuta a far emergere i mondi interiori di ognuno.
Alvin, conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano, è molto apprezzato anche come artista. Un aerografo regalatogli a 12 anni lo traghetta nel mondo dell’arte e in Italia, una delle crew più quotate e stilose della street art, in quegli anni, era la TDK di cui faceva parte Raptuz. “Ho sempre stimato il suo stile internazionalmente riconosciuto, inconfondibile e la sua padronanza nell’uso delle bombolette spray. Il suo interesse nei confronti del mio linguaggio artistico e la proposta di fare un muro ed un’esposizione dei nostri lavori insieme allo spiccato senso artistico dell’amica Nina Zilli, mi ha fatto immenso piacere. La grande stima reciproca che c’è e l’entusiasmo di fare qualcosa insieme ci ha portato ad incontrarci spesso per parlare di arte, filosofia e consumare ricche colazioni a casa di Nina fino a partorire MIRACOLO A MILANO”.
Paolo Noise;Alvin;Marco Mazzoli
J-Ax
Nina Zilli è un tornado, un vulcano, un’innamorata della musica che ti inchioda con le sue passioni e fantasie prima ancora che tu abbia il tempo di ascoltare una sola delle sue canzoni. Oltre ad essere una cantautrice di successo, Nina nel 2019 pubblica il suo primo libro “Dream City” (Rizzoli) in cui svela un talento artistico che non tutti conoscevano: quello di illustratrice e soprattutto di sognatrice. “Dream City” è il racconto della città dei sogni di Nina, tra l’amore per la musica e quello per il disegno. “Realizzare la mia prima mostra al fianco di due artisti che stimo e due grandi amici è per me una splendida occasione per far prendere vita, forma e materia a quello che ho immaginato illustrando e scrivendo “Dream City”. Milano è la città che ci ha accolto, che ci ha dato grandi speranze e opportunità. È la città che ha fatto prendere vita ai nostri sogni, che ci ha fatto incontrare e ha fatto nascere cose più o meno grandi, dando vita a tutti i nostri progetti e regalato gli amori e le soddisfazioni più grandi. Quando Raptuz mi ha chiesto se avessi voluto esporre insieme a lui e Alvin, una prima volta per me, per celebrare la Milano che ci unisce, non ho saputo dire di no”
Raptuz è uno stimato artista, designer e grafico presente da oltre 36 anni nel circuito artistico internazionale, pioniere nella scena italiana dei Graffiti e dell’Arte Urbana. Raptuz è co-fondatore della storica TDK Crew (Milano, 1990) e, insieme agli amici J-Ax e Space One, co-fondatore anche del famoso collettivo “Spaghetti Funk Crew”. “Conosco e stimo Alvin e Nina da moltissimi anni, ma solo di recente ho appreso delle loro skills ed è stata subito una ventata di aria fresca. Ho scoperto che Nina è un fantastica artista a 360° dotata di un talento cristallino e travolgente. Alvin invece è energia positiva, con uno stile unico e puro entusiasmo. Da li a proporre l’idea di organizzare un evento assieme non ci è voluto molto, è stato quasi automatico, noi tre siamo artisticamente molto diversi, abbiamo alle spalle vissuti ed esperienze completamente differenti, ma parliamo la stessa lingua quando si tratta di creare quello che amiamo con sincerità, amicizia ed entusiasmo. A loro quindi, posso solamente dire: grazie amici per l’energia che mi regalate, mi sto divertendo un sacco!”
Nina Zilli;Danti
Alexia
Domenico Zambelli;Alvin
Silvia Provvedi;Giulia Provvedi
Stefano Sala
Raptuz;J-Ax;Paolo Jannacci
Saturnino Celani
Paolo Jannacci
J-Ax
Marco Mazzoli
Nina Zilli;Alexia
Gaia Bermani Amaral
Gaia Romani
Alvin
Alvin;Saturnino Celani
Alvin;Pippo Ricci
Ad ospitare la mostra Miracolo a Milano, dal 1 al 12 ottobre 2023,dalle 16:00 alle 20:00 (ingresso libero), sarà la Cittadella degli Archivi di Milano, luogo che, per diversi motivi, è incubatore e scrigno perfetto per questo progetto. Un museo “indoor e outdoor” che comunica con la città. Il passato e la memoria sono qui racchiuse e guardano al futuro, come simbolo di progresso per tutto il Paese. Questa location, per la mostra di Miracolo a Milano, si trasforma in luogo espositivo dove i tre artisti installeranno loro opere selezionate e acquistabili, tra must riconoscibili ed altre realizzate per l’occasione, come la creazione di un’opera su muro realizzata con spray ecologici all’acqua. Giocando tra i loro diversi stili e approcci stilistici Alvin creerà la scritta di MIRACOLO A MILANO, Nina Zilli realizzerà lo sfondo e Raptuz disegnerà se stesso e i suoi compagni di “rullo” realizzando così una vera e propria rivisitazione della locandina dell’evento.
«Vogliamo raccontare una città che non vuole ripercorrere gli errori commessi, ma espandersi con le sinapsi dei suoi abitanti»
L. WANG, IMPRENDITRICE E STILISTA DA MILIONI DI FOLLOWER SU TIKTOK, HA DEBUTTATO A MILANO
Stilista, imprenditrice, attrice, modella e regina di TikTok, dove i suoi video registrano milioni di like, Loora Wang, ha debuttato a Milano con il suo brand Loora Pwd, il 25 Settembre a Palazzo Serbelloni con uno show che è stato una vera e propria case history. Presente anche Tik Tok International che le ha dedicato uno speciale.
Un debutto a Milano inaspettato: basti pensare che Loora era un promettente ingegnere nucleare prima di abbandonare la carriera per dedicarsi alla sua più grande passione, la moda. Dopo gli studi, muove i primi passi nel mondo del fashion prima a Parigi e poi a Milano, città di cui Loora si innamora per l’artigianalità, il savoir fare e la creatività tipica dello stile italiano.
Nel 2017 fonda il suo brand e nel 2018 debutta con la sua prima collezione alla Shenzhen Fashion Week: un successo che porta oggi la sua azienda a fatturare circa 500 milioni di euro. Con un organico produttivo tutto al femminile e 200 monomarca nei più importanti shopping mall della Cina oggi Loora Pwd è uno dei brand più ricercati anche sul web.
Nei suoi video Loora non solo mostra le sue collezioni ma si propone come il simbolo di una femminilità consapevole, interprete delle nuove esigenze femminili cinesi e della loro naturale evoluzione. Determinata, femminista, emancipata e indipendente, la stilista si presenta ai suoi 10 milioni di follower come “una donna per le donne” con collezioni che vanno oltre i look di passerella o da red carpet ma che sanno esprimere personalità e incarnano un nuovo modello al femminile che trova riscontro nella sua moda, fatta di collezioni adatte al day by day, tanto da essere il secondo brand più venduto sul web in Cina.
Dopo aver sfilato durante le principali Fashion Week cinesi come Bejing e Shenzhen e dopo aver ricevuto numerosi premi e prestigiosi riconoscimenti, oggi Loora ha fatto un passo in più: presentare la sua collezione a Milano il 25 settembre a Palazzo Serbelloni durante la settimana della moda.
Precursore di una moda senza limiti e prima designer in Cina a far sfilare sulle sue passerelle modelle transgender e nogender, oltre ad essere fondatrice del suo brand è anche Presidente del Comitato Permanente dell’Associazione degli Industriali dell’Abbigliamento della Provincia di Henan, Direttore esecutivo di China Garment Association e di China Haute Couture Association, oltre che Vice Presidente di Shenzhen Garment Association.
Il debutto a Milano è stato per l’intraprendente stilista cinese, un passo fondamentale per il suo brand sempre più orientato a una produzione maggiormente sostenibile: in programma per settembre l’accordo con una delle maggiori aziende italiane specializzate in materiali ecosostenibili che permetterà a Loora Pwd di dare ai suoi capi un indirizzo ancora più green e inclusivo.