Training Day: nasce a Roma l’appuntamento che ispira e connette la nuova community del bartending

Training Day: nasce a Roma l’appuntamento che ispira e connette la nuova community del bartending

REM e Led Dragon lanciano Training Day, un appuntamento mensile pensato per costruire e rafforzare la community del bartending italiano attraverso momenti autentici di dialogo con alcuni dei protagonisti più influenti del settore. Non un evento vetrina. Ma uno spazio reale di incontro, scambio e crescita collettiva.

Elemento distintivo dell’iniziativa è la sua totale gratuità: Training Day nasce dalla volontà di restituire valore alla community, offrendo a bartender, giovani professionisti e appassionati un’occasione concreta per avvicinarsi a chi ha trasformato la miscelazione in una scelta di vita e in un percorso professionale di successo.

A differenza delle tradizionali masterclass — spesso frontali in cui si forma una netta separazione fra lo speaker e il pubblico — Training Day propone un format immersivo e partecipativo. Gli ospiti hanno la possibilità di entrare davvero in relazione con il guest: non solo tecniche e preparazioni, ma visione, errori, intuizioni, sacrifici e momenti decisivi che definiscono una carriera. Un percorso umano in cui motivare, umanizzare e ispirare.

L’appuntamento si sviluppa in due momenti complementari.
Il primo è un incontro aperto e interattivo, in cui gli speaker si mettono a nudo e raccontano curiosità ed esperienze personali, in cui il knowledge sharing diventa esperienza concreta: i drink vengono preparati dal vivo, osservati da vicino, analizzati e raccontati senza filtri.

Il secondo prende forma dietro al bancone, con il guest shift serale, durante il quale tutto ciò che è stato condiviso si trasforma in esperienza diretta per il pubblico, creando un filo continuo tra apprendimento, ispirazione e convivialità.

Il progetto ha preso il via con l’inizio del 2026 con Gianni Zottola, riferimento internazionale della cultura tiki, inaugurando un format che punta a diventare un punto di riferimento per la scena italiana.

Il prossimo appuntamento vedrà protagonista Anthony Murcia di Piano35 a Torino, cocktail bar presente nella selezione 50 Best Discovery, confermando la volontà di portare a Roma voci autorevoli capaci di generare confronto e contaminazione.

Con Training Day, ogni mese REM e Led Dragon ribadiscono la propria visione: i bar non sono solo luoghi di consumo, ma piattaforme culturali dove far crescere relazioni, competenze e nuove generazioni di professionisti. 

Perché una community solida non nasce dalla competizione, ma dalla condivisione.

L’evento è gratuito con registrazione consigliata. Per informazioni e richieste:

@led.dragon
@castel_g
@rem.trastevere

mail: ledragontrastevere@gmail.com

La donna guerriero di Sabrina Persechino ad AltaRoma

Sabrina Persechino sfila ad AltaRoma con la collezione pret a couture privamera estate 2020. La passione per l’architettura ha condotto la stilista ad approfondire l’affascinante storia della città romana di Tellenae, citata da vari storici antichi ma mai effettivamente ritrovata.

 

“Mi sembra dunque che i Romani, mirando soprattutto alla semplicità, preferiscono assoggettarsi alla fatica di scavare fosse e di costruire opere, perché l’accampamento risulti sempre uguale, a tutti noto e semplice a costruirsi” Polibio, VI, 27-32

 

La ricerca architettonica degli spazi e delle suddivisioni negli accampamenti degli eserciti romani è stata riportata nelle creazioni della stilista tramite geometrie quadrangolari realizzate grazie a tecniche di taglio laser, richiamando così lo schema di costruzione romana, presentato sotto forma di “pizzi contemporanei”. Questo tipo di lavorazione viene ugualmente applicata per la realizzazione di maglie metalliche in acciaio e rame, portando in passerella un esercito di donne guerriere.

 

Sabrina Persechino, tramite queste allegorie stilistiche, presenta una donna tenace e fiera, capace di portare con eleganza e raffinatezza gli abiti adornati da fermagli per capelli e fibbie, richiamando le varie parti di un’armatura romana.

 

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 Linee regolari e geometriche accompagnate da tinte unite e tessuti morbidi contrapposti alla rigidità delle composizioni metalliche applicate sugli abiti e tra le acconciature delle modelle sono state il fil rouge della sfilata.

 

Anche in questa collezione sono presenti tute e coprispalla, segno distintivo del brand. La palette, ispirata agli intonaci di un’antica Roma ormai sbiadita, spazia tra i toni bronzei senza gli immancabili bianchi e neri spesso usati tra gli outfit della stilista.

Il tutto accompagnato da una suggestiva performance musicale composta dal maestro Stefano Rossini e impreziosita dalla voce del mezzosoprano russo Anna Konovalova.

 

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TOUCH ME – GLI STUDENTI DELLO IED SFILANO AD ALTAROMA

“TOUCH ME”, è questo il centro nevralgico attorno al quale si è svolto l’ultimo fashion show presentato dall’Istituto Europeo di Design durante le sfilate di Altaroma.

La presentazione è stata introdotta dalla lettura di un monologo, invitando gli osservatori ad addentrarsi in un mondo moda che vuole essere toccato, vissuto e indossato con una consapevolezza sensoriale profonda nei confronti dei diversi materiali che avrebbero sfilato in passerella. Vedere, osservare e immaginare la sensazione che potremmo avere a contatto con i vari capi, è stata questa la sfida che ha dato il via all’evento.

La selezione dei migliori studenti dell’accademia ha fatto di questo concetto il topos centrale di ogni creazione, riportando nelle loro creazioni una profonda concentrazione sensoriale dettata dalla sperimentazione che è avvenuta tra l’alta sartoria e l’innovazione tecnologica.

Questa sperimentazione, come dichiarato dal direttore IED Moda Roma Paola Pattacini “ha avuto un importante ritorno alla manualità, alla tradizione e alle lavorazioni artigianali senza dimenticare il supporto che hanno potuto trarre dalla tecnologia, che in TOUCH ME diventa un ulteriore stimolo per la creatività”.

Nella condizione di spettatore seduto durante la sfilata, il titolo “TOUCH ME” diventa una vera e propria provocazione che spinge ogni individuo nella totale immedesimazione mentale che si può avere nei confronti dei diversi materiali utilizzati per la realizzazione dei capi e degli accessori. Questo conduce ad una tale intensità da “poter essere sentita in profondità, anche senza poter essere toccata”, come afferma il Direttore IED Roma Laura Negrini.

 

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Gli abiti realizzati dai giovani studenti hanno dato spazio a innovazioni realizzative e ad una profonda ricerca individuale, portando in passerella collezioni pret-a-porter, abiti da sera, sportswear, gioielli ed accessori

Questa trasversalità di stile e di concetto porta alla conclusione e all’invito finale di non rinunciare a nessuno dei propri sensi, ma di vivere la vita servendosi di tutte le nostre capacità sensoriali.

Trasparenze, applicazioni elaborate, linee estreme e tagli semplici insieme a tanti altri fattori sono state la carta vincente per una nuova generazione di fashion designer che ha dimostrato di aver non solo le capacità ma anche il carattere per introdursi nella grande industria della moda.

 

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La sfilata svolta venerdì 5 luglio è stata la conclusione di un importante traguardo per l’Istituto Europeo di Design, riconosciuto come uno tra le più importanti Fashion School al mondo in seguito alla classifica elaborata dalla Business of Fashion Education Council.

Le collezioni presentate dagli studenti in questa edizione di Altaroma non possono che confermare il riconoscimento attribuito allo IED di Roma.

 

 

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Copyright foto © Alessandro Amico

Il fenomeno TOPTREND arriva in Italia

Il fashion brand TOPTREND finalmente anche in Italia

L’abito perfetto a costi accessibili esiste, e grazie a TOPTREND il sogno si è tramutato in realtà!
Il brand britannico TOPTREND sbarca in Italia con la nuova capsule collection, presentato con un cocktail party di benvenuto, l’evento ha destato curiosità tra i fashionisti della movida romana, 12 straordinari abiti che hanno sbalordito i presenti alla serata, celebrities incluse.

Daniele Morena insieme a Paola Caruso
Daniele Morena insieme a Paola Caruso

Premiato nella categoria “Moda e Accessori”, dedicato alla migliore “esperienza d’acquisto digitale” sul mercato europeo al NETWEB AWARD 2016, TOPTREND ha superato notevolmente le aspettative e fatto schizzare le vendite on line anche nel 2017.
Il valore del brand per un’azienda è tutto, se poi si parla di moda, nell’insieme, tutto assume un valore indefinito, generando fenomeni in forte crescita tra i giovani e i meno giovani, TOPTREND promette tutto questo e grazie a una costante analisi delle tendenze, al lavoro di designer qualificati e alla creatività, è possibile sempre trovare nell’e-shop l’outfit giusto, quello che magari non si riesce a trovare nei negozi.


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L’e-commerce è un settore in forte crescita, basta pensare che dal 2016 le vendite on line sono aumentate del 18%, ogni azienda deve essere in linea con le tendenze del momento e sono diversi i brand che si sono aggiudicati primati importanti, come ad esempio TOPTREND, un e-commerce di moda e beauty nato nei primi mesi del 2016 che ha già fatturato numeri importanti.
Il brand sta conquistando una fetta importante di mercato, offrendo ben presto la possibilità di nuovi posti di lavoro anche in Italia.

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Seguitissimo anche sui social come Instagram, il brand garantisce spedizioni celeri e fornisce un’interfaccia semplice, veloce e creativa; scopo del brand è di acquistare l’outfit dei propri sogni (magari indossato da personaggi famosi) a prezzi accessibili: “Riteniamo che lo shopping sia un diritto, non un lusso – afferma Daniele Morena, Brand Manager Europa TopTrend – quindi puntiamo a fornire le migliori tendenze a prezzi accessibili”.
Per essere delle vere It Girl basta poco grazie a TOPTREND!


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In difesa di Virginia Raggi

Scritto da me, con questo titolo, può sembrare fuorviante o strano, ma in realtà lo penso davvero.
Io personalmente Virginia Raggi la difendo. Molto, ma molto meno, il popolo romano.
Certo, i romani avevano un’attenuante. Le classi politiche precedenti di ogni colore, il malaffare, la città lasciata a se stessa, le periferie non ne parliamo, Mafia Capitale (a proposito, dopo tanto clamore 113 persone indagate non sono nemmeno state rinviate a giudizio perché “il fatto non sussiste” o “non costituisce reato”, ma ovviamente è passato in sordina).


Hanno ceduto alle lusinghe ed alle facili promesse di un “pseudo nuovo” che si prometteva rivoluzionario. Eppure quello pseudo nuovo lo conoscevano bene. Sapevano chi era Virginia Raggi e conoscevano le beghe interne e la “qualità” della lunga lista di parlamentari laziali.
Perché dunque oggi attaccare una Virginia Raggi che tutti sapevamo essere quella che si è dimostrata?


Andiamo con ordine: quale novità nel fatto che fosse telecomandata da Grillo e nelle mani della Casaleggio? Lei, scelta con finte selezioni online dove si fronteggiavano Taverna, Lombardi, Di Maio, Di Battista e tutte le fronde di quel micromondo grillino degli ex meet-up che tutti conoscono. Scelta in una guerra di potere interno – che oggi emerge in tutta la sua esasperazione, e decisamente squallore – a caccia di una garanzia di riconferma per quattro comici-sparuti-guerrieri miracolati dal populismo. Scelta anche “aprendo e chiudendo” la possibilità di votare non si sa bene a chi, con dati verificabili da nessuno, e su cui nessuno di quelli anche chiamati a testimoniare in tribunale si presenta a spiegare.


Lei, tutto sommato un faccino pulito telepresentabile. Lei considerata dai “big” dell’ormai archiviato “direttorio” (Chi se lo ricorda? Scelto da chi? Nominato a fare che?) come una “non minaccia” alla loro leadership e visibilità. Già, dopo il “gran rifiuto” di Di Battista che dietro la linea della coerenza malcela le due verità personali: uscire dalla Camera e non pesare più per la corsa al Governo, doversi impegnare nell’amministrare (arte meno mediatica e più problematica). Macché.
Lei che tutti potevano “gestire” per mettere lì “i propri uomini” per rafforzare la propria capacità di rielezione e di potere personale.


Ma “sta porella” cui tutti hanno imposto qualcosa per stare lì, in fondo, che doveva fare?
Certo – lei – non è esente da furberie. Forse la più brillante in Campidoglio (soprattutto a scansarsela in tempi bui) se fosse rientrata come consigliere avrebbe da consigliere concluso la sua carriera. Già, la storia dei due mandati la ricordate? Due turni e poi a casa. È questo che brucia ai Frongia e compagnia. E questo “count down” scuote i movimentisti della prima ora. Quelli che hanno dato forza al Movimento e che oggi “che c’è da raccogliere” (risultati, visibilità e poltrone) rischiano di trovarsi “al secondo mandato e a casa”.
Ma non temete. Come sempre è stato nella creatura Grillina – come nella fattoria degli animali di Orwell – di notte qualcuno (nominato e scelto da nessuno) con sommi poteri cancellerà queste regole con qualche nuova opportunistica eccezione. E noi, qui, attendiamo la prossima.


Dunque la domanda è sempre la stessa, cosa ci si aspettava di più da questa furbetta che si è presentata come innocua, ha semplicemente omesso – piccolo opportunismo che derubrichiamo a peccato veniale – di dire che ha lavorato nello studio Previti (perché nel Movimento dei duri e puri non faceva bello)? Che ha omesso di dichiarare gli incarichi ricevuti da altre amministrazioni pentastellate (e di chi altri potevi fidarti), e che si è presentata come giovane avvocato acqua e sapone che al webbe tanto poteva piacere? Del resto a quella vittoria romana credevano in pochi, ed era un modo per uscirne puliti.


Certo, da un avvocato ci si poteva aspettare qualcosa in più di alcune nomine in abuso di potere in atto pubblico, ma in fondo che ha fatto? Quelli – i Romeo, i Marra, le Muraro – sono solo passate a incassare un credituccio, le hanno detto “nominami…” e lei, ingenua, ha solo assegnato dei ruoli. Del resto, di chi poteva fidarsi?
Scopre poi una polizza a lei intestata. Ovvio che sia “un amore non corrisposto”. Qualcuno – tra cui la Procura di Roma – parla e indaga su un “sistema polizze”. Ma si sa – il concetto è abbondantemente sdoganato – che la magistratura vede il marcio anche dove non c’è, non concepisce un amore non corrisposto. E la macchina del fango dei poteri forti che controllano la stampa di regime è pronto a fermare la rivoluzione. Si sa.
Dunque, da “sta porella”, un po’ tutti – cittadini rimani inclusi – ma che ci aspettavamo?
Che doveva fare, o meglio, che poteva fare?


Un non partito senza classe dirigente, senza persone capaci e formate, senza alcuna selezione, in preda alla guerra di potere interna, dove qualsiasi consiglio e suggerimento è un tassello che guarda altrove… e del resto “dopo anni di malgoverno vuoi che in pochi mesi si risolva tutto?”
Qualcuno potrebbe eccepire “risolvere tutto no, ma almeno una giunta…”
Già, la giunta. Dove nessuno di veramente alto e qualificato si assume la responsabilità di firmare un bilancio e alla terza sostituzione nomini al bilancio i tesoriere della tua campagna elettorale, che con tutto il rispetto non è proprio la stessa cosa.


Intanto ha detto due no pesanti. No alle Olimpiadi – che è tutto un magna magna – e no allo Stadio della Roma, che non costava un euro di soldi pubblici.
Ah no, quel no lo ha detto l’assessore all’urbanistica.
Già Berdini quello che ha detto “su certe scelte sembra inadeguata per il ruolo che ricopre. Sembra impreparata strutturalmente, non per gli anni” e “si è messa in mezzo a una corte dei miracoli”, “s’è messa vicino una banda”.
Il riferimento – spiega Repubblica – sembra essere a quei “quattro amici al bar” – così si chiamava la chat Telegram che comprendeva Raggi, l’ex vicesindaco Daniele Frongia, l’ex capo del personale Raffaele Marra (arrestato per corruzione il 16 dicembre) e l’ex capo della segreteria politica Salvatore Romeo, ora indagato insieme alla sindaca per abuso d’ufficio a proposito della sua nomina (con cui era passato dal ruolo di semplice dipendente a quello di dirigente mettendosi in aspettativa e con lo stipendio triplicato sopra i 100mila euro, poi ridotto a 93mila per l’intervento dell’Autorità anticorruzione).


Insomma, tutti ex, non sappiamo se sempre amici e sempre al bar, e qualche peccatuccio veniale sul quale – in coerente stile italico – ne vedremo ancora uscire fuori di cose. Perché sullo sfondo di questa vicenda quello che rimane è lo scontro “tra ladri di galline” dei big parlamentari di un movimento che ormai ha più correnti che eletti.
Disse Fassino a Grillo “provaci a fare un partito, vediamo se ci riesci”. Prendere voti “alla Grillo” è facile, è fare un partito che è tutta un’altra storia. E di questa mancanza, ancora una volta, davvero la colpa e della Raggi?
Io non credo. Lei al massimo ha colto la sua opportunità. Diciamo un’altra miracolata di quella corte dei miracoli senza arte né parte di un movimento che doveva rappresentare i cittadini, e che invece rappresenta la parte peggiore dell’italietta provinciale.

Your 7 Ways to Rome: il libro di Fendi dedicato a Roma

Fendi omaggia Roma con “Your 7 ways to Rome”, una guida glamour alla Città Eterna. La maison fondata a Roma nel 1925 celebra la bellezza della Capitale con una guida che ne svela i luoghi più iconici.

Moda, arte, parchi e molto altro: la guida contiene una cartina di Roma, una serie di sticker e pagine per annotare commenti e ricordi di viaggio. Il volume è composto da sette capitoli, un omaggio ai sette colli: “Introduction – The magic of Rome”, “A stroll through art and history”, “Barefoot in the park”, “Shopping”, “A taste of Rome”, “Body and soul” e “Your own personal Rome”.

Precede ogni capitoli un’antologia di brani musicali, perfetta colonna sonora per visite e passeggiate nei luoghi che hanno reso Roma una delle capitali europee più visitate. Non poteva certo mancare il glamour e la moda: gli esperti della maison hanno steso una lista degli indirizzi dello shopping e dei luoghi da visitare, come ristoranti e locali alla moda. La guida, edita da Rizzoli, è disponibile in italiano e in inglese in tutte le boutique Fendi dalla fine del 2016. Un regalo chic per il Natale 2016.

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Secondome: la galleria capitolina compie 10 anni

Secondome, galleria capitolina dedicata al design, compie dieci anni. Per celebrare l’importante traguardo è stata organizzata un’importante mostra antologica, che ne ripercorre la storia e i protagonisti. La sua fondatrice, Claudia Pignatale, architetto e appassionata di arte e design, ha fondato una struttura che negli anni si è distinta per aver organizzato numerosi progetti innovativi e aver contribuito a scoprire nuovi designer.

Una mostra collettiva ed un volume celebrano una delle gallerie più attive sulla scena romana: con sede in un elegante spazio a pochi minuti da Ponte Testaccio, la galleria si rivolge al design: dopo aver rappresentato anche un marchio con una sua produzione, Secondome ha collaborato con istituzioni del calibro de La Triennale di Milano, il New York Museum di New York e il Vitra Design Museum di Weil am Rhein.

Negli spazi della galleria è stata inaugurata la collettiva Bussare coi piedi, una mostra di inediti di designer interessanti, che si sono concentrati sulla tematica della presenza dell’oggetto come dono, come scambio e crescita. Gli artisti, tutti di età compresa tra i 30 e o 40 anni, sono 4P1b, Sam Baron, Giovanni Casellato, Matteo Cibic, Nigel Coates, Dum Dum, Henzel, Lanzavecchia+Wai, Massimo Lunardon, Coralla Maiuri, Stefano Marolla, Marco Raparelli, Servomuto, Gio Tirotto, Giorgia Zanellato e Zaven.

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Valentino firma l’albero di Natale di Roma

Valentino regala anche quest’anno il suo omaggio a Roma: la celebre maison dona alla Città Eterna un albero di Natale illuminato che impreziosisce Piazza Mignanelli. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo del brand, ha acceso il grande abete alto 15 metri, rivestito da 40mila luci.

Un evento esclusivo che come di consueto inaugura le festività natalizie: Palazzo Mignanelli, sede storica della maison, è illuminata dall’albero firmato Valentino. Ad accendere le luci tanti ospiti esclusivi, come la cantante Tia Architto, accompagnata dal gruppo Bresstheme, che si è esibita dal vivo in un concerto suggestivo, circondata da una scenografia spettacolare.

Presenti inoltre all’evento Rosario e Beppe Fiorello, Matilde Gioli, Nicoletta Romanoff, Antonio Folletto e Ilaria Spada. Seguito sui social, l’evento ha anche un hashtag ufficiale, #ValentinoPerRoma.

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Presentata a Roma la collezione di MVP per Trussardi

Ha avuto luogo nella boutique di Trussardi di via Frattina il party esclusivo per il lancio della nuova collezione di bijoux disegnati da Maria Vittoria Paolillo per la maison del Levriero: un’esclusiva capsule collection per la prossima primavera/estate. I gioielli, che hanno già sfilato lo scorso settembre, durante la Milano Fashion Week, sono stati ora presentati ufficialmente al pubblico, in una serata ricca di ospiti illustri.

Un’affinità elettiva lega la designer a Gaia Trussardi, direttore artistico del brand, presente all’evento. Galeotto fu Instagram: proprio sul celebre social network Gaia Trussardi rimase colpita dalla visione architettonica dei gioielli di Maria Vittoria Paolillo. Da qui l’inizio di una collaborazione.

Maria Vittoria Paolillo, giovane designer (appena 25enne), crea il proprio marchio dopo gli studi di gemmologia e i numerosi viaggi che l’hanno ispirata: dietro l’acronimo MVP si cela la volontà di emanciparsi: la passione per le gemme, trasmessale dal nonno, capostipite dell’azienda di famiglia, la rende ora pronta per svincolarsi dal lavoro della famiglia Paolillo e confrontarsi con materiali più accessibili come l’argento. Il brand che porta il suo nome si caratterizza per un’estetica nuova, in un connubio di arte ed alta gioielleria. La collezione MPV per Trussardi è composta da monili in bronzo dai cromatismi accesi e dalle suggestioni Eighties: largo a tinte fluo, dall’appeal vitaminico, perfette per accompagnare la collezione disegnata da Gaia Trussardi per la prossima stagione estiva.

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Orecchini, anelli e collari declinati in cinque colori, dall’oro giallo al rosa fino al verde, al rosso e al fucsia. Già disponibile nei negozi Trussardi di Roma, Milano e Napoli, la collezione è stata presentata nell’ambito di un esclusivo cocktail party, che ha visto la presenza di numerosi ospiti, da Michela Andreozzi a Fortunato Cerlino, da Gabriele Mainetti a Paola Turci fino ad Ilaria Spada.


SFOGLIA LA GALLERY:




Nella collezione Trussardi Primavera/Estate 2017, Gaia Trussardi utilizza la moda alla stregua di una forma di dialogo universale che unisce mondi, culture e domande sulle conseguenze del post-moderno. Numerosi i riferimenti filosofici e pop, dalle teoria post-moderniste di Theodor W. Adorno alla filmografia di Baz Luhrmann. Largo a suit pop e cromie lampanti tipicamente anni Ottanta: tra la logomania e denim laminato, largo ad un’estetica nuova, che rompe con il passato e attinge alle controculture e all’era digitale, in un ponte ideale tra passato e presente.

Torna a Roma il Natale dei 100 alberi d’autore

Si è svolto ieri sera a Roma l’evento che da anni anticipa il Natale: “Il Natale dei 100 alberi d’Autore è la manifestazione ideata da Sergio Valente, l’hair stylist più amato dalle dive. Giunta alla XXIII edizione, la kermesse quest’anno ha avuto luogo presso l’Hotel Gran Melia’ di Roma, sito ai piedi del Gianicolo.

Una manifestazione che coniuga charity ed eleganza: tanti gli obiettivi solidali raggiunti nel corso degli anni, grazie alla sensibilità dei grandi nomi della moda, del design e dell’arte, che ogni anno realizzano opere da collezione. I proventi di quest’edizione saranno devoluti alla Onlus Andrea Tudisco, che opera sul territorio per tutelare il diritto alla salute dei bambini, offrendo ospitalità e assistenza in una comunità-famiglia.

Tanti gli artisti e gli stilisti che hanno aderito alla manifestazione: le Accademie di Costume e Moda e Koefia, Agatha Ruiz De La Prada, Antica Murrina, Antonio Grimaldi, Sabrina Persechino, Carlo Pignatelli, Chiara Boni, Enrico Coveri, Enrico Miglio, Erika Calesini, Ermanno Scervino, Etro, Ettore Bilotta, Jaeger-LeCoultre, Marella Ferrera, Missoni, Nino Lettieri, Renato Balestra, Simone Guidarelli, Talo’ Design, Gianni Molaro, Martino Midali, Brunello Cucinelli. La serata è stata presentata dalla giornalista di moda Cinzia Malvini. Tosca D’Aquino e Camilla Filippi, insieme al campione di rugby Martin Castrogiovanni, i testimonail di quest’anno. Gli alberi d’autore saranno esposti fino al 10 dicembre.

Hermes, la Città AEterna tra i successi dei suoi 180 anni

Alla vigilia dei suoi 180 anni, Hermes festeggia la sua presenza nella Città AEterna da ben 50 con una nuova boutique in via Bocca di Leone.
Lo spazio già occupato in via dei Condotti, sarà adibito a eventi e mostre.


Unica apertura europea del 2016 per Hermes che ha scelto 630 metri quadri all’interno del Palazzo Arconati-Negroni-Caffarelli nel quale dar lustro alle sue linee d’abbigliamento e non solo.
Infatti, sarà presente anche una limited edition di borse iconiche e palloni da football in colori giallorossi e biancocelesti.


Non un negozio, come sostiene Francesca di Carrobio, bensì un luogo per sentirsi a casa.
Con l’apertura della nostra seconda boutique romana nel 2011 in via di Campo Marzio ci siamo accorti di quante potenzialità avesse per noi questa città — e ci siamo messi in cerca di uno spazio che ci permettesse di esprimere tutto il nostro stile. Ci sono voluti due anni soltanto per ristrutturarlo con un lavoro di collaborazione tra la maison, i Beni culturali e gli architetti dello studio parigino Rdai. Adesso, in questo luogo, non mi piace chiamarlo “negozio”, riusciremo ad accogliere le persone come in una casa: ci sono infatti tende, quadri, poltrone e anche una biblioteca dove poter leggere e riposare“.

Ma come nasce Hermes?



Nel 1837 il sellaio Thierry Hermès creò una bottega per bardature e finimenti da cavallo, bottega che si trasferì presto (nel 1870) nel quartiere in rue du Faubourg-Saint-Honoré che è ancora la sede commerciale della maison.
Nel 1920 il brand iniziò a creare capi in pelle di daino ed ebbe subito una sua successione con la creazione di gioielli dedicati al mondo equestre e con la prima collezione di moda femminile disegnata da Lola Prusac.
Solo il decennio successivo però portò alla maison i riconoscimenti dovuti, come nel caso della creazione della borsa da sella poi riadattata e ridimensionata che piacque tanto a Grace Kelly e dalla quale prese il suo nome.
Il vero e proprio giro d’affari avvenne nel 1951 con la direzione di Robert Dumas e Jean Guerrand i quali aprirono diversi punti vendita e nel 1960 con il debutto coi profumi.
L’azienda oggi ha tagliato il traguardo della quinta generazione con la direzione di Patrick Thomas ma è allo stilista di punta Jean Paul Gaultier che deve la direzione creativa e l’impegno profuso attivo dal 2003 al 2011 e al suo successore Christopher Lemaire proveniente da Lacoste.