Anteprima per Inkiostro Bianco featuring Kei Takemura

Anteprima per Inkiostro Bianco featuring Kei Takemura

La Galleria, lo spazio espositivo all’interno della Boutique Anteprima di Milano, in Corso Como 9, ha ospitato lunedì 15 aprile, la live performance di pittura dell’artista contemporanea Kei Takemura su una speciale carta da parati, creata in esclusiva da Inkiostro Bianco, azienda italiana che reinterpreta il concetto di design d’interni creando carte da parati, tappezzerie, tessuti e arredi.

Una partnership innovativa nata dall’incontro tra l’artista giapponese e Izumi Ogino, creative director di ANTEPRIMA, e ispirata dall’iconica opera di Kei Takemura “Playing Cards – Memories and stories overlaid on playing cards”, un’artwork che prende ispirazione dalla millenaria tradizione delle carte da gioco, dove i 4 semi delle carte, vengono interpretati come simboli della società e dell’energia umana.

Le carte sono state le protagoniste assolute della live performance che ha inaugurato la Design Week di Milano, all’interno della quale Kei Takemura ha portato la sua visione, su una esclusiva carta da parati appositamente creata da Inkiostro Bianco, un vero e proprio laboratorio di ricerca visiva e decorativa nato nel 2013 in Italia.

L’opera di Kei Takemura ha inoltre ispirato la collezione SS 24 di Anteprima “Game On!”, che ne ha catturato la gioia e l’emozione, invitandoci a riscoprire i piaceri semplici del gioco. Questo ha dato vita a una special edition di Wirebags e Knitwear, che spazia da una palette di colori unica, a una femminilità delicata, fino a sensibilità architettoniche, esprimendo una moltitudine di personalità.

“Come sostenitrice e appassionata di arte e di designer che sfidano i confini, sono orgogliosa che ANTEPRIMA stia collaborando con alcuni dei principali talenti nell’arte e nel design per suscitare conversazioni stimolanti”, ha commentato Izumi Ogino, Creative Director di ANTEPRIMA,“continueremo a fornire una piattaforma per gli artisti per mostrare le loro.”

ANTEPRIMA, fondato nel 1993 da Izumi Ogino, si distingue per i suoi elevati standard di qualità e bellezza. Le collezioni, pensate per donne moderne e sofisticate, incarnano l’eleganza e la creatività in ogni dettaglio. Izumi ha debuttato nel mondo della moda al Milano Moda Donna nel 1998, conquistando il pubblico con il suo stile contemporaneo e raffinato. ANTEPRIMA continua a trasmettere l’amore per la qualità attraverso ogni creazione, mantenendo viva la passione e l’attenzione ai dettagli fin dall’infanzia di Izumi..

KEI TAKEMURA è nata nel 1975 a Tokyo. Dopo aver conseguito una laurea in Belle Arti e un master in Pittura presso l’Università delle Arti di Tokyo, ha studiato e poi risieduto a Berlino. Attualmente è basata a Takasaki. Takemura presenta principalmente installazioni che incorporano strati di tessuto bianco ricamato su fotografie e disegni. Il talento straordinario di Kei Takemura si manifesta nel suo meticoloso lavoro di ricamo artigianale dedicato, che conferisce nuova vita a queste carte cariche di storia. Il risultato finale è una fusione armoniosa tra tradizione e arte contemporanea.

Oltre il design: l’eredità di Gaetano Pesce nell’arte e architettura contemporanea

Oltre il design: l’eredità di Gaetano Pesce nell’arte e nell’architettura contemporanea

All’età di 84 anni ci lascia Gaetano Pesce. Designer, architetto, scultore, urbanista, una personalità difficilmente inquadrabile in categorie rigide, che ha fatto proprio dell’elisione delle barriere una sua marca identitaria.

Di madre veneziana e padre fiorentino, Pesce studia Architettura all’università di Venezia alla fine degli anni ’50, in pieno periodo modernista. Alimentato da forte curiosità, è stato un ricercatore di novità costante, che ha deciso di esprimersi solo qualora possedesse un messaggio da veicolare, poiché, come egli stesso ha dichiarato,quando si parla troppo il rischio è quello di ripetersi”. 

Ha dimostrato grande capacità visionaria con la realizzazione di strutture come la maestosa Organic Building ad Osaka, ultimata nel 1993, precorritrice dell’architettura eco-compatibile. Come quest’ultima, in generale le sue opere trasmettono un forte valore simbolico e narrativo. Infatti Pesce “non accetta che un oggetto sia muto”, ma ha bisogno che questo parli alla gente. Un oggetto può essere la sua funzione e allo stesso tempo esprimere una posizione ideologica. E questa carica comunicativa è ciò che ha animato le sue idee architettoniche e di design, in tutto il suo percorso.

È esempio di un creare che veicola messaggi, oltre a funzioni, la Bahia House in Brasile: essa racchiude nel suo aspetto le istanze della cultura del luogo in cui è immersa, “una cultura legata al colore, alla danza, al canto”; o la famosa poltrona Up5, realizzata nel 1969, chiamata anche Big Mama e ispirata ad una antica dea della fertilità: assieme ad essa è stato realizzato un poggiapiedi a cui è legata con una catena, simbolo dell’oppressione riservata alla donna nei secoli.

L’importanza dell’innovazione nell’arte è una colonna portante della concezione creativa di Pesce. Egli sosteneva che un grande problema dell’istruzione odierna è che “gli insegnanti educano in base a ciò che hanno imparato quando erano giovani” ignorando ciò che conta nel presente per il futuro. E il futuro “è fatto di diversità. Non a caso Pesce ha vissuto per buona parte della sua vita a New York: questa per lui è una città “fatta di frammenti”, priva di ripetizioni anche nei suoi abitanti, costituiti principalmente da minoranze. Questo amalgama eterogeneo è secondo lui essenziale per comprendere il nostro tempo.

A tal proposito confessa che il suo lavoro consiste proprio “nell’ intuire quello che il tempo sta comunicando oggi e cercare di trasmetterlo attraverso le sue creazioni”. E quello che i nostri giorni ci stanno insegnando è la liquiditàdi un periodo in cui i valori scompaiono e ci si trova a cambiare idea sul mondo quanto mai rapidamente. 

Seppur disorientante “è proprio questa fluidità a costituire la bellezza del nostro presente”, perché una vita statica è orribile, è come morire prima del tempo” e “e se rivivi ogni giorno lo stesso giorno, allora hai vissuto un solo giorno”. 

I suoi lavori sono stati esposti nei maggiori musei di tutto il mondo, dal Louvre di Parigi al Moma di New York in  mostre con le quali ha cercato “un nuovo modo di esporre, un nuovo modo di provocare e suscitare emozioni, perché sono le emozioni che ci aprono verso la novità”. Quello di Gaetano Pesce è stato, ed è, un lavoro ottimistico che cerca per l’avvenire “qualcosa di migliore, di più buono, di più vitale”.

Cambiamenti nel settore dell’ospitalità, ecco le novità

Il nuovo evento dedicato al design e al contract nel mondo dell’ospitalità.

Hospitality Design Conference è l’evento di approfondimento e networking dedicato al design e al contract, con particolare attenzione al mondo dell’ospitalità, un’occasione per scoprire idee e soluzioni per la progettazione e la riqualificazione alberghiera e conoscere le tendenze e l’evoluzione del design in Italia.

Organizzata da Teamwork Hospitality, società di consulenza e formazione alberghiera di Rimini, Hospitality Design Conference si terrà mercoledì 8 maggio 2024, all’Hotel Melià di Milano.Negli ultimi anni sono state profonde le trasformazioni del comparto dell’ospitalità.I player del settore si stanno muovendo per offrire un’accoglienza innovativa e sostenibile, oltre a soluzioni efficaci, per migliorare la qualità dell’esperienza degli ospiti.

Hospitality Design Conference rappresenta un evento unico di approfondimento, per scoprire le migliori soluzioni per la progettazione e la riqualificazione nel settore dell’hotellerie e per conoscere i trend del design che influenzeranno il settore nel prossimo futuro, concentrandosi sull’estetica, ma anche sull’efficiente e funzionale utilizzo degli spazi.

Rinomati brand e albergatori di grande esperienza nazionale e internazionale, importanti designer, consulenti e architetti specializzati in strutture alberghiere ed extralberghiere condivideranno testimonianze, punti di vista e concepts sostenibili, per lo sviluppo di un nuovo business di successo.

Un’intera giornata rivolta a investitori, direttori, imprenditori, costruttori, designer e developer di settore, occasione per conoscere i fattori di successo che caratterizzeranno l’industria alberghiera, fare networking, scambiarsi idee con le migliori aziende di arredo e contract specializzate nel mercato hospitality.Intenso il programma di seminari che affronteranno numerose tematiche, dai future trends, a soluzioni tailor made, dalla tecnologia, alla sostenibilità.

Non mancheranno approfondimenti sulla Luxury experience, sullo storytelling, sulle nuove frontiere dell’ospitalità, sui fattori che influenzeranno maggiormente il settore alberghiero per la generazione Z, nonché dibattiti tra architetti e albergatori committenti.

Gli argomenti nello specifico:

  • I fattori critici e di successo del settore alberghiero italiano – Pregi e difetti della realtà alberghiera italiana, gli aspetti su cui investire, quelli da migliorare e perfezionare.
  • I trend del design alberghiero – I clienti hanno richieste ed esigenze nuove: come ci si prepara a soddisfarle? Le migliori tesi sul futuro del design alberghiero e le tendenze del settore.
  • La nuova generazione di hotel nel mondo – I concept più innovativi, le caratteristiche degli alberghi di nuova generazione, raccontati dai brand manager dei più importanti gruppi.
  • Il progetto e la sua gestione – Come ideare un albergo di successo? Quali professionisti coinvolgere? Come definire il budget?
  • Layout funzionale e budget cost efficace – Pianificare attentamente un progetto alberghiero, valutando la funzionalità degli spazi, nel rispetto del budget disponibile.
  • Gli architetti si raccontano – Architetti italiani e internazionali specializzati nel settore si racconteranno e presenteranno case studies di successo.

A Hospitality Design Conference tavole rotonde e seminari si alterneranno a dibattiti e momenti di incontro, per un’intera giornata di formazione e networking.

 

RITZWELL, LA NASCITA DEGLI SPAZI

MASATOSHI  UEDA, PROPRIETARIO DI SECONDA GENERAZIONE DEL RYOKAN ASEBINO NELLA PENISOLA DI IZU, RACCONTA LA NASCITA DELL’ALBERGO E LA SCELTA DI USARE I MOBILI RITZWELL PER RENDERE ANCORA PIÙ ELEGANTE E ACCOGLIENTE LO SPAZIO.
“Non c’è niente che apprezzi di più della natura rigogliosa di questo luogo.
Anche i giorni di pioggia qui sono meravigliosi.”
Asebino è un ryokan pensato per coppie che prende il nome dall’andromeda giapponese (Asebi in giapponese), una sempreverde originaria dell’Asia che cresce in questa zona fin dai tempi antichi e ha bellissimi fiori simili a quelli del mughetto, velenosi ma dai significati simbolici romantici. Ne crescono molte intorno alla struttura ma svetta tra tutte la pianta di fronte all’ingresso alta più di 5 metri. Il ryokan si trova all’incrocio di due torrenti sui monti Amagi nella penisola di Izu, famosa per le sue sorgenti termali, le splendide coste, l’entroterra montuoso e il clima mite, situata a circa 100 chilometri a sud-ovest di Tokyo.

“I miei genitori hanno fondato Sagasawakan”, racconta Masatoshi Ueda. “Un onsen (centro termale giapponese) a poca distanza da qui nel 1928 che fu purtroppo distrutto da un tifone trent’anni dopo. Mia madre scelse di ricostruirlo e per fortuna la sorgente termale continuò a scorrere quindi gli ospiti tornarono a sostenerci. Asebino aprì nel 2002 dove prima c’era un centro ricreativo aziendale che rilevammo per poter dare un’ospitalità diversa dai grandi gruppi accolti Sagasawakan e riservare un ambiente più intimo a chi viaggia in coppia.”


Un luogo magico dotato di acqua termale calda dove ascoltare il mormorio delle montagne, respirare il profumo dei fiori e godere dei colori della natura che mutano con l’alternarsi delle stagioni, per rivitalizzare corpo e mente.  
“Il nostro ryokan dispone di 18 camere, tutte dotate di vasca all’aperto affacciata sulla foresta. Per il progetto di Asebino ci siamo affidati a Mr. Suzuki di Ishii Architect & Associates, un designer specializzato in ryokan che conosco dai tempi di Sagasawakan. Sebbene questa locanda abbia la facciata di una tipica antica casa privata (Kominca in giapponese) volevamo creare un’atmosfera il più possibile moderna all’interno, utilizzando pareti di terra e legno di cedro di provenienza locale. Credo che il progetto sia venuto ancora meglio di quanto avessimo immaginato. Nonostante siano passati più di 20 anni dalla costruzione risulta ancora molto attuale.”
Costruito su tre livelli sul pendio di una valle che circonda un ruscello di montagna è una struttura in perfetta armonia con la natura rigogliosa che la circonda in cui anche all’interno il protagonista assoluto è il paesaggio naturale che si scorge attraverso le grandi vetrate dell’ingresso.
“Quest’area, la hall, è il luogo in cui avviene il primo incontro tra noi e i nostri visitatori e tra loro e la struttura. L’ospite entra, si siede su una sedia e guarda il paesaggio. Se in quel momento riesce a percepire un relax assoluto si sentirà soddisfatto e completamente diverso.” Con questa sensazione in mente Mr. Suzuki ha proposto a Ueda i mobili Ritzwell. 

“Tutto è molto coerente. Il tessuto del divano (LEEWISE EXCLUSIVE SOFA) è stato scelto dall’architetto per adattarsi allo spazio della lobby mentre la struttura ha un design in stile giapponese quindi si è integrato facilmente. I divani e le poltrone (RIVAGE EASY CHAIR) Ritzwell sono davvero molto comodi e credo che la loro introduzione abbia amplificato l’eleganza dell’intero spazio. È importante che i mobili evochino un’atmosfera rilassata. Le poltrone che avevamo in precedenza non trasmettevano le stesse vibrazioni e la loro sostituzione ha fatto una grande differenza. Dato che i nostri ospiti ci visitano con l’intenzione di trascorrere un periodo di relax, si potrebbe addirittura dire che i mobili Ritzwell svolgano il ruolo di un importante membro dello staff di Asebino. I mobili sembrano sorridere l’uno con l’altro, assaporando la brezza della valle mentre l’estate si avvicina”.

Salone del mobile 2022, i premiati

Dopo l’edizione speciale del 2021, svoltasi a settembre in una versione completamente diversa dal passato, il Salone del Mobile 2022 di Milano, giunto quest’anno alla 60esima edizione, torna da oggi nella sua veste tradizionale.

Un posto d’onore per la collezione Eden di Gal Gaon e Irene Goldberg

La collezione Eden è frutto di una collaborazione tra Gal Gaon e la sua compagna, Irene Goldberg. Entrambi architetti formati, hanno cercato di creare una collezione che riflettesse le loro visioni complementari del design.

Il punto di partenza del progetto Eden è stata una domanda esistenziale che ha dato il nome alla collezione: “Potremmo mai tornare al Giardino dell’Eden?”

Da tempo immemore, quando Adamo ed Eva furono espulsi dall’Eden per aver ceduto alla tentazione di gustare il frutto proibito dell’albero della conoscenza del bene e del male, le menti creative hanno cercato di ripristinare una forma di armonia originale che creasse un nuovo ordine utopico e aprisse nuove possibilità.

Per Gaon e Goldberg, la collezione Eden è un veicolo attraverso il quale ristabilire un punto di partenza della creazione, attraverso forme pure che esprimono la narrazione personale delle loro identità maschile e femminile, in una relazione armoniosa tra oggetti che coesistono nello spazio; Eden suggerisce l’energia dell’unione degli opposti.

La collezione Eden è un esercizio sensoriale alimentato dalla giustapposizione dinamica delle forme. Le forme sono organiche e geometriche, in un gioco di luci e ombre, di opaco e lucido, e di materiali e finiture che contrappongono il calore del legno al freddo del metallo.

La bellezza della Collezione Eden si ritrova nell’armonioso gioco degli opposti, metafora perfetta del Giardino dell’Eden.

PULSEE presenta la prima collezione di NFT ad impatto zero

In occasione della Milano Design Week 2022, Pulsee brand digitale per luce e gas di Axpo Italia, ricorda la centralità dell’impegno per contrastare i cambiamenti climatici. L’iniziativa, frutto della collaborazione con l’artista digitale e grande esperto di ambiente Giuseppe La Spada e realizzata negli spazi della House of Switzerland – Casa degli Artisti, mette al centro sostenibilità e innovazione.

Quattro le opere digitali che compongono la mostra, la prima esposizione di NFT – Non Fungible Token ad impatto zero visitabile fino al 12 giugno presso House of Switzerland – Casa degli Artisti e incentrata sulle problematiche ambientali più impellenti e pericolose: siccità, aumento delle temperature, scioglimento dei ghiacci ed emissioni di CO2. Elementi che rischiano di mettere a repentaglio la salvaguardia di luoghi dall’alto valore per il territorio.

Le opere esprimono la visione personale dell’artista dei quattro elementi chiave in natura – terra, acqua, aria e fuoco – associati ad altrettanti luoghi unici e iconici del nostro paese. La prima opera è dedicata al Ghiacciaio dei Forni, un ghiacciaio la cui superficie si riduce inesorabilmente di anno in anno. Basti pensare che a metà ottocento misurava 20 Km2 ed oggi ne misura meno di 11 con la sua fonte (la parte più bassa) che si è ritirata di 2 Km.

La seconda opera cristallizza nell’osservatore la Laguna di Venezia, colonizzata da varie specie di alghe non autoctone. Il loro aumento progressivo costituisce una delle principali emergenze ambientali poiché comporta una grave perdita di biodiversità su scala globale. 

Il terzo protagonista del progetto NFP è il Fiume Po che dopo aver visto nell’inverno passato uno dei meno piovosi, vive una situazione di siccità più gravi della storia con un aumento di temperatura misurato dalle ARPA delle quattro regioni interessate dal suo passaggio del +2.1 C°.  

L’Isola di Vulcano, che chiude l’esposizione, ritrae la sommità del vulcano che potrebbe non essere più visitabile dopo la recente interdizione a causa di emissioni che rendono irrespirabile l’aria circostante. Nell’autunno del 2021 a Vulcano si sono registrati valori anomali nelle emissioni di anidride solforosa (SO2), acido solforico (H2SO4) e anidride carbonica (CO2). Un aumento inaspettato che ha reso indispensabile l’evacuazione della popolazione residente nel novembre scorso. 

Le opere sono state realizzate dall’artista di origini siciliane Giuseppe La Spada che, da sempre attento a sensibilizzare le nuove generazioni sugli impatti antropici attraverso l’utilizzo dell’arte, contestualizza così lo starting point dell’idea creativa: ”La separazione creata dall’essere umano negli ultimi 150 anni ci ha reso sempre più distanti e incuranti degli effetti dei processi evolutivi e, soprattutto, di quanto la relazione uomo natura sia importante per la nostra sopravvivenza”. 

A seguito dell’esposizione verrà effettuata un’asta e il completo ricavato verrà devoluto in beneficenza. 

Nella grande serra di Savio Firmino tra Edere e Strelitzie

Savio Firmino ridefinisce, per la 60esima edizione del Salone del Mobile, il concetto di spazio abitativo in un immaginario continuum tra interno ed esterno.

Un edizione speciale quella della Maison Fiorentina, che raggiunge, con questa, i 50 anni di presenza ad uno degli eventi ormai più attesi dell’anno e non solo per gli addetti ai lavori.

Per l’occasione, il brand presenta una inedita lettura dell’home interior che lo porta verso nuove soluzioni decorative e inattesi accostamenti cromatici. Nasce così un design che coniuga, con continuità ed innovazione, una marcata ricerca estetica per lo stile eclettico, alle più raffinate atmosfere ispirate dalle maestose dimore italiane. Una semantica fatta di sovrapposizioni e di memoria in cui il metissagge culturale diventa la vera cifra stilistica della Maison. Pareti dai colori intensi, ma volutamente naturali, grandi specchi a creare giochi prospettici, esotici foliage, ma anche una rinnovata interpretazione dei preziosi intagli che dal 1941 contraddistinguono il mondo di Savio Firmino.

Nuovi colori e texture tridimensionali si sposano alle nuove finiture metalliche. Le nuance dell’oro rosa e del vermeil scaldano e impreziosiscono le rarefatte cromie dei neutri Beton e Ardoise. Savio Firmino riscopre, con una personale attitude e un marcato gusto volutamente più “fashion”, il piacere per il decoro e le sovrapposizioni stilistiche.

L’intaglio, simbolo del più alto artigianato fiorentino ed espressione massima dei valori del marchio, accoglie finiture inattese. Dai toni sorbetto e delicati, fino a raggiungere tocchi e punte eccentriche di rosso, rosa e blu elettrico. I rilievi si accendono e illuminano.

La nuova sfida della Maison Firmino: un equilibrio armonico che si sviluppa attraverso nuovi angoli da vivere all’interno della casa. Credenze, console, tavolini da gioco, piccole sedute imbottite, colonne e pouf imbottiti. Ogni angolo è vissuto in modo teatrale, ma con la grande eleganza “all’italiana” di cui Firmino è custode. Tessuti grafici si sovrappongono a fantasie animali, disegni floreali, si intrecciano con preziose paglie. Stili ed epoche diverse creano un ponte tra passato e presente, tra continuità ed innovazione.

TAI PING FLORÆ FOLIUM BY Sam Baron

L’eccezionale scenografia site-specific ideata dal designer che ha dato vita a tre inediti tappeti, Regalis, Borealis e Anamorphosis, per un’esperienza immersiva. 

Durante il Fuori Salone, Tai Ping presenta per la prima volta nel suo showroom milanese Floræ Folium, una scenografia firmata da Sam Baron. Per l’evento, il designer francese ha immaginato una mise-en-scène unica incorporando tre tappeti originali che giocano sui limiti tecnici del brand per, ancora una volta, superargli al meglio.

Pe realizzare questi tappeti Sam Baron è tornato alla sue origini utilizzando fogli di carta e matite, grafite, gesso, pennelli e colori, gli strumenti che gli hanno permesso di creare composizioni oniriche in cui il nostro sguardo è invitato a perdersi. Lavaggi, pennellate e sfumature hanno preso forma nel corso delle prove. Sono così nati tre pezzi: Regalis, Borealis e Anamorphosis.

I vincitori del SaloneSatellite Award 2022

La giuria ha premiato tre progetti che si distinguono per il messaggio che contengono, privilegiando non solo l’incisività formale del design ma anche la componente sostenibile e inclusiva.

PRIMO PREMIO

Lani Adeoye Nigeria (Stand C26) RemX

Lo scopo era quello di progettare un deambulatore che trasmettesse un senso di dignità e desse forza al suo fruitore, qualcosa di piacevole da avere nel proprio ambiente e che si potesse usare volentieri.

DESCRIZIONE PROGETTO

Lo scopo era quello di progettare un deambulatore che trasmettesse un senso di dignità e desse forza al suo fruitore, qualcosa di piacevole da avere nel proprio ambiente e che si potesse usare volentieri.

MOTIVAZIONE 

Sposa eleganza e dignità in un oggetto utile per tutti. È un valido esempio di artigianato contemporaneo che riesce a unire lavorazioni locali e ispirazioni progettuali globali. Risponde infine in modo incisivo e semplice al tema del SaloneSatellite 2022: Designing for our future selves.

SECONDO PREMIO

Belgium is Design / Studio Gilles Werbrouck, Belgio (B04/C03) Lamps

DESCRIZIONE PROGETTO

Una serie limitata di lampade che realizza la fusione di due tecniche. Versando del gesso bianco su un nastro nero VHS lavorato all’uncinetto emerge un pezzo unico: il paralume all’uncinetto e un cilindro in gesso semplificato.

MOTIVAZIONE 

Il progetto utilizza la memoria unendo elementi di giocosità, artigianalità e design. Il risultato è un oggetto bello da guardare e funzionale, oltre che sostenibile per il materiale utilizzato e la lavorazione.

TERZO PREMIO

Young Balkan Designers / Djurdja Garčević Serbia (B02/C01) Meenghe

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il concetto è l’uso di trucioli di pneumatico per modellare oggetti di mobilio urbano come cestini per rifiuti, paraurti, vasi, sgabelli, ecc. Lo scopo è evitare i materiali vergini, realizzare nuovi prodotti e liberarsi dei rifiuti.

MOTIVAZIONE 

È un progetto trasversale che pensa all’allungamento del ciclo di vita del prodotto interpretando con impatto amichevole il materiale basato su trucioli di pneumatico riciclato. In questo modo facilita in particolare la lettura dell’arredo urbano con un progetto sostenibile, anche godibile esteticamente.

MENZIONE SPECIALE

Rasmus Palmgren Finland (A37) Ease Chair

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Ease Chair è pensata come punto di equilibrio tra materiale, comfort ed estetica. Resistente ma leggera, confortevole e impilabile. La struttura come elemento chiave del design le conferisce un carattere esclusivo.

MOTIVAZIONE 

Semplice, ben disegnato con un design appagante, e funzionale nell’uso è un prodotto maturo per la produzione.

MENZIONE SPECIALE

Atelier Ferraro Germany (C28) +1,5 Celsius

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Questa sedia è un autentico camaleonte della sostenibilità. Grazie alla sua flessibilità ed estetica si trasforma in diversi elementi di arredo, riutilizzando gli scarti di truciolato.

MOTIVAZIONE 

È un progetto contemporaneo che risponde alle esigenze degli spazi più piccoli per via della sua flessibilità costruttiva che esprime il buon design.

ALTAROMA 2017 – PASSATO E FUTURO IN PASSERELLA

Rani Zakhem torna a sfilare sulle passerelle di AltaRoma all’insegna delloStudio 54, dei colori, dei ricami e della audacia.  La palette è una costante mutazione di colori, dal giallo al bluette, che si susseguono negli abiti in organza di seta, chiffon, tulle o raso prezioso.
La donna di Rani Zakhem è una donna coraggiosa che si mette in mostra senza mai essere volgare.


RANI ZAKHEM -  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
RANI ZAKHEM –  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

RANI ZAKHEM -  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
RANI ZAKHEM –  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

RANI ZAKHEM -  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
RANI ZAKHEM –  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

RANI ZAKHEM -  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
RANI ZAKHEM –  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

RANI ZAKHEM -  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
RANI ZAKHEM –  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

RANI ZAKHEM -  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
RANI ZAKHEM –  (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino



Dopo le sfilate di alta moda autunno-inverno 2017 /2018 della Haute Couture di Parigi, Antonio Grimaldi apre le porte del suo nuovo atelier, presentando la sua collezione nella suggestiva scenografia di Palazzo Besso a Largo di Torre Argentina. la sua proposta è quella di sottolineare forme e pregi della donna.


“Vivo e lavoro a Roma, Palazzo Besso è la mia seconda casa e sono felice di festeggiare l’apertura del nuovo atelier nella Capitale. In questa città sono nato professionalmente e qui ho imparato l’arte della Couture e i segreti dell’alta moda” dichiara Antonio Grimaldi.


ANTONIO GRIMALDI - (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino
ANTONIO GRIMALDI – (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino

ANTONIO GRIMALDI - (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino
ANTONIO GRIMALDI – (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino

ANTONIO GRIMALDI - (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino
ANTONIO GRIMALDI – (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino

ANTONIO GRIMALDI - (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino
ANTONIO GRIMALDI – (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino

ANTONIO GRIMALDI - (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino
ANTONIO GRIMALDI – (ph) S. Olivieri / Luca Sorrentino



L’Accademia Koefia ha presentato una collezione realizzata dai 46 studenti del terzo anno ispirata alla “STRADA”: ai suoi stili, ai suoi ritmi e i suoi artisti circensi di Felliniana memoria. Tema dominante è il Denim che, personalizzato, ricamato, dipinto e mixato con altri materiali, crea un filo conduttore tra le storie raccontate in passerella.


I blue jeans vengono contaminati da preziosi dettagli, accostamenti di tessuti come il tulle, la seta oltre a molteplici trattamenti.
La strada narra, anche oggi, il grande circo della vita e del quotidiano, come quello di Roma: città eterna, amata e maledetta. Un racconto che parla di lei, dei suoi usi e costumi perché, in fondo si sa, tutte le strade portano a Roma.


ACCADEMIA KOEFIA - (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
ACCADEMIA KOEFIA – (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

ACCADEMIA KOEFIA - (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
ACCADEMIA KOEFIA – (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

ACCADEMIA KOEFIA - (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
ACCADEMIA KOEFIA – (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

ACCADEMIA KOEFIA - (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
ACCADEMIA KOEFIA – (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

ACCADEMIA KOEFIA - (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino
ACCADEMIA KOEFIA – (ph) S. Dragone / Luca Sorrentino

ALTAROMA – ALTA MODA

Dal 6 al 9 Luglio la città eterna splenderà di stile, glamour e alta moda, accogliendo non solo i brand già affermati ma anche giovani talenti, in un continuo rimando tra passato, presente, futuro.


In questi giorni saranno presentate le tendenze per le collezioni primavera / estate e autunno / inverno 2018, oltre a premiazioni e concorsi importanti. Da non sottovalutare anche la presenza del cinema, della musica e dell’arte.


Per questa edizione le proposte sono state la leggerezza e la raffinatezza abbinate a una palette di colori vivaci mescolati con quelli più tenui.


MORFOSIS ha aperto le danze, brand finalista di “who is the next? 2008”, nato dalla creatività e maestria di Alessandra Cappiello. Che ci ha portato in un mondo di abiti con colori vivaci mescolati con quelli più sobrie, per una collezione sofisticata e incisiva.
Vediamo i colori come il rosa e il blu che sfiorano gli oro, rame e argento, mentre il verde, il giallo e il viola che si sposano con le combinazioni di neri e bianchi.


Morfosis
MORFOSIS – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MORFOSIS - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MORFOSIS – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MORFOSIS - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MORFOSIS – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MORFOSIS - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MORFOSIS – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MORFOSIS - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MORFOSIS – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MORFOSIS - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MORFOSIS – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino



Torna a sfilare sulle passerelle della città eterna MOI MULTIPLE brand della designer Anna Francesca Ceccon, presentando la sua collezione primavera / estate 2018 “Plus-que-parfait”.
Una collezione vivace di effetto solare ispirata negli anni ’60 ma allo stesso tempo contemporaneo. MOI MULTIPLE propone accostamenti inediti tra arancio, pesca, cedrata, rosa e il verde tiffany con dettagli come l’argento e l’oro e pezzi che possono essere abbinati con diversi looks.


MOI MULTIPLE - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MOI MULTIPLE – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MOI MULTIPLE - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MOI MULTIPLE – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MOI MULTIPLE - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MOI MULTIPLE – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MOI MULTIPLE - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MOI MULTIPLE – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MOI MULTIPLE - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MOI MULTIPLE – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino

MOI MULTIPLE - (ph) S. Dragone / L. Sorrentino
MOI MULTIPLE – (ph) S. Dragone / L. Sorrentino



Per concludere la giornata è scesa in passerella la purezza, la sensualità e un’eleganza semplificata e raffinata di GRETA BOLDONI. Lo fa sovvertendo i codici stilistici, intersecando abbigliamento di ispirazione clericale e outerwear tecnico, sartorialità e sportswear, dove semplice magliette lavorate con carré in bava di nylon con effetti trasparenti e l’abito lungo diventa un capo da giorno.
Il must have della collezione sono i ricami che conferiscono un raffinato tocco etnico.
I capi sono tutti adatti per una passeggiata in città dopo il lavoro a concludere con un aperitivo con gli amici.


GRETA BOLDINI - (ph) F. Fior / L. Sorrentino
GRETA BOLDINI – (ph) F. Fior / L. Sorrentino

GRETA BOLDINI - (ph) F. Fior / L. Sorrentino
GRETA BOLDINI – (ph) F. Fior / L. Sorrentino

GRETA BOLDINI - (ph) F. Fior / L. Sorrentino
GRETA BOLDINI – (ph) F. Fior / L. Sorrentino

GRETA BOLDINI - (ph) F. Fior / L. Sorrentino
GRETA BOLDINI – (ph) F. Fior / L. Sorrentino

GRETA BOLDINI - (ph) F. Fior / L. Sorrentino
GRETA BOLDINI – (ph) F. Fior / L. Sorrentino

GRETA BOLDINI - (ph) F. Fior / L. Sorrentino
GRETA BOLDINI – (ph) F. Fior / L. Sorrentino

My Home Collection al Salone del Mobile 2017

Creatività, colore e dinamismo costituiscono il filrouge di My Home Collection, che in occasione del Salone del Mobile 2017 sforna un design funzionale in cui il buon vivere diviene fondamentale: un ecosistema confortevole, ideato per vivere i piccoli piaceri della vita, che trasformano “la routine del quotidiano in poetica del quotidiano”. A cimentarsi nella filosofia del brand sono stati quest’anno quattro talenti della nuova generazione –Serena Confalonieri, Ilaria Innocenti, Vito Nesta ed Elena Salmistraro– che, sotto la direzione artistica dello studio Angeletti Ruzza design, hanno espresso la propria visione attraverso progetti che interpretano con sensibilità la filosofia dell’azienda. Colore e brio ma anche funzionalità e design avanguardistico caratterizzano le poltroncine Ulu & Baba ideate da Serena Confalonieri, che si ispirano alle cromie degli abiti e degli accessori delle tribù africane. Giochi di contrasti nei rivestimenti in contrapposizione alla struttura in tubolare creano un mix divertente di volumi che rispecchiano l’anima del progetto: non sono semplici sedute ma “modelle da valorizzare con abiti colorati”. In bilico tra note rétro e suggestioni contemporanee Chemise, la poltroncina dalle forme delicate disegnata da Ilaria Innocenti è morbida al tatto e cattura l’occhio con brio e charme timeless. Proposta in tre varianti cromatiche, invita al relax assoluto con una classe moderna nell’abbondanza voluta della stoffa che ricopre l’anima strutturale in tubolare di metallo. Progettato seguendo le dinamiche più contemporanee, Freely è il letto disegnato dallo studio Angeletti Ruzza, tripudio di design funzionale che non perde di vista l’eleganza e lo stile. Rivestito con tessuto bicolore, è stato pensato anche nella versione con contenitore per chi ama le soluzioni salva spazio ma non vuole rinunciare al design.

Ulu & Baba di Serena Confalonieri
Ulu & Baba di Serena Confalonieri


Chemise di Ilaria Innocenti
Chemise di Ilaria Innocenti



(Foto cover: Freely di Angeletti Ruzza – myhomecollection.it)

Material Immaterial: la mostra evento del Fuorisalone compie 20 anni

Material Immaterial –la mostra-evento organizzata nell’ambito del Fuorisalone da Interni- ha compiuto vent’anni. Una manifestazione che non smette di ottenere proseliti, che ha festeggiato il ventesimo compleanno con il tema Material-Immaterial: l’immateriale, l’idea diviene protagonista assoluta di installazioni sperimentali di architettura e design. Il focus è ora sul processo di creazione, che trasforma le idee astratte in nozioni concrete e materiali. La manifestazione, nata nel 1997, anno dopo anno si è allargata fino a toccare diversi punti nevralgici della città: l’Università degli Studi di Milano è la sede istituzionale dell’evento, che per il quarto anno consecutivo si presenta anche all’Orto botanico di Brera (fino al 15 aprile) e per la prima volta sceglie come location la suggestiva cornice del palazzo secentesco dell’ex Seminario arcivescovile, in corso Venezia 11. Tanti i quartieri milanesi coinvolti, in un appuntamento considerato ormai tappa obbligata durante il Salone del Mobile. Cortili segreti, appartamenti privati, palazzi abitualmente chiusi e loft allestiti divengono location in cui trionfa il design contemporaneo. La manifestazione ha anche il merito di mettere in contatto creatori e produttori, in un dialogo prolifico, che pone l’accento sui grandi nomi del design e dell’architettura accanto a realtà emergenti, concretizzando le loro visioni. I luoghi prescelti assumono nuova personalità, in una trasformazione inedita che conferisce loro nuova vita. Tantissimi gli incontri organizzati in un programma ricchissimo: dai concerti ai dibattiti fino alle performance, tante sono state le occasioni di dialogo, in uno degli eventi più attesi del Fuorisalone.

A dx “Intrecci di luce” di Caterina Tosoni, a sx “La finestra” di Ermenegildo Pannocchia – Orto botanico di Brera . (Foto di Laura Tasso)
A dx “Intrecci di luce” di Caterina Tosoni, a sx “La finestra” di Ermenegildo Pannocchia – Orto botanico di Brera . (Foto di Laura Tasso)


To Good To Waste” di Benedetta Tagliabue (EMBT), AHEC (American Hardwood Export Council) e Benchmark – Università degli studi di Milano
To Good To Waste” di Benedetta Tagliabue (EMBT), AHEC (American Hardwood Export Council) e Benchmark – Università degli studi di Milano


L'nstallazione sonora “Sonic Pendulum” by Yuri Suzuki – ex Seminario Arcivescovile di Milano. (Foto di Marco Mancini)
L’installazione sonora “Sonic Pendulum” by Yuri Suzuki – ex Seminario Arcivescovile di Milano. (Foto di Marco Mancini)

Mindcraft17: l’artigianato danese in mostra al Fuorisalone 2017

Si è conclusa ieri Mindcraft17, mostra organizzata nell’ambito della Milano Design Week 2017, che intende celebrare l’artigianato danese. Un percorso suggestivo che offre spunti inediti sulla produzione danese, incentrando il percorso tematico sul tempo. L’esposizione, organizzata dalla Danish Arts Foundation, illustra i diversi momenti della giornata, esplorandone i rituali e le reciproche influenze sul processo creativo. Il design scandinavo diviene protagonista assoluto nella suggestiva location scelta per l’esposizione, la Basilica di San Simpliciano: qui sono state esposte le opere e le installazioni di diciotto designer danesi coinvolti nel progetto.

“La Danish Arts Foundation conta molto sull’impatto della mostra durante la Milan Design Week. MINDCRAFT rappresenta il meglio del Design danese ed è una grande opportunità di visibilità per tutti i partecipanti. Henrik Vibskov ha selezionato alcuni tra i migliori artigiani e designer danesi dal grande potenziale”, così ha commentato Astrid Krogh, presidente del Danish Arts Foundation’s Committee for Crafts and Design Project Funding.

Lo scorrere del tempo, silenzioso testimone delle nostre giornate e protagonista immemore dei nostri ricordi, dalla quotidianità alle occasioni speciali, diviene protagonista assoluto ed ispiratore di un progetto sperimentale che celebra la creatività danese: tante le ispirazioni alla base delle singole installazioni presentate, dal living alla cucina, fino al decor e agli arredi. Mindcraft17 si conferma una autentica fucina di talenti, crocevia di artisti che condividono la medesima estetica, pur presentando un’ampia varietà di progetti, ciascuno caratterizzato dalla forte valenza artistica e poetica.

Tante le discipline toccate, dalla grafica alla ceramica, dall’arredamento alla moda, fino ai tessuti e al vetro. L’artigianato scandinavo viene celebrato con tutta la sua progettualità avanguardistica in uno degli eventi più interessanti del Fuorisalone 2017.

Spinning Time Machine di Isabel Berglund
Spinning Time Machine di Isabel Berglund

Starting All Over Again di Marianne Eriksen Scott Hansen
Starting All Over Again di Marianne Eriksen Scott Hansen


Lunch Recipes di Christina Schou Christensen
Lunch Recipes di Christina Schou Christensen



Foto cover: Five Part Black Twill Collection di Tobias Møhl
Photo credit per le immagini: MINDCRAFT /jeppegudmundsen.com

Les Sculptures Utilitaires: Pierre Cardin in mostra alla Galleria Carla Sozzani

Ha inaugurato lo scorso 3 aprile la mostra “Pierre Cardin, Les Sculptures Utilitaires”: in occasione del Salone del Mobile 2017, la Galleria Carla Sozzani omaggia il genio di Pierre Cardin con una esposizione iconica che ne celebra le forme e gli oggetti di design che, dai lontani anni Sessanta ad oggi, hanno definito i canoni dell’estetica del couturier. Les Sculptures Utilitaires sono oggetti dal design avanguardistico: tra geometrie e grafismi arditi si sviluppa il linguaggio stilistico di Pierre Cardin, in bilico tra funzionalità e design. Una collezione iconica di complementi d’arredo ed illuminazione, che vede armadi, cassettiere e lampade declinati in forme astratte e superfici laccate. “Volevo dar forma a mobili come a sculture da poter guardare da diverse angolazioni come i corpi che vesto”, così il couturier di origine italiana ha commentato la mostra, che resterà aperta fino al 1° maggio 2017. Pierre Cardin, all’anagrafe Pietro Cardin, è nato a Sant’Andrea di Barbarana, frazione di San Biagio di Callalta (TV), il 2 luglio 1922. Nel 1924 i genitori, facoltosi agricoltori finiti in povertà dopo la prima guerra mondiale, si trasferirono in Francia. Nel 1936 il giovane iniziò l’apprendistato presso un sarto a Saint-Étienne e nel 1945 giunse a Parigi, dove lavorò prima da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli. Primo sarto della maison Christian Dior (dopo essere stato rifiutato da Cristobal Balenciaga), fu partecipe del successo del maestro che definì il New Look. Nel 1950 fondò la sua casa di moda, cimentandosi poi con l’haute couture nel 1953. Sperimentatore e futurista, Cardin è noto per le sue suggestioni spaziali. Nel 1954 introdusse il “bubble dress”, il vestito a bolle. Nel 1959 Cardin fu il primo stilista ad aprire in Giappone un negozio d’alta moda. Les Sculptures utilitaires decorano il Palais Bulles, progettato dall’architetto Lovag Antti ed acquistato dal couturier negli anni Ottanta: tutto è riempito con forme sferiche. L’interno del castello ospita i pezzi di design dall’incommensurabile valore artistico, disegnati da Cardin a partire dal 1977.