Miroslava Duma: la zarina della moda

Tra le icone fashion contemporanee è la numero uno, la più affascinante e la più ammirata. Immancabile presenza nei front row delle sfilate, blogger e it girl, Miroslava Mikheeva Duma, detta Mira, è nata il 10 marzo 1985 a Surgut, nella ricca regione del Tyumen, in Siberia. Figlia di un senatore, nel 2008 si laurea in International Business and Business Administration presso il Moscow State Institute of International Relations (MGIMO).

In pochissimi anni Miroslava Duma si impone come icona di stile, autorevole trendsetter e fashion editor. Amatissima dai suoi followers su Instagram, per la sua bellezza minuta e la creatività dei suoi outfit si è imposta all’attenzione dei media a livello internazionale.

La sua carriera è iniziata come quella di quasi tutti i blogger, postando le foto dei suoi outfit su siti come The Sartorialist. La svolta si profila quando viene scelta come Special Projects Editor di Harper’s Bazaar: entra così nel giornalismo di moda dalla porta principale. Lavora poi come scrittrice contributor freelance per Vogue, Tatler, Forbes, Glamour Russia e OK Magazine.

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Miroslava Duma è nata il 10 marzo 1985 a Surgut, in Siberia
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Trendsetter ed icona di stile tra le più ammirate, la carriera di Miroslava Duma è iniziata come fashion blogger
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Mood optical per la fashion editor alla New York Fashion Week
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Suggestioni orientali ed eleganza esotica per Mira Duma
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La sua carriera nel giornalismo inizia da Harper’s Bazaar

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Mira Duma ha alle spalle numerose collaborazioni con magazine del calibro di Vogue, Glamour, Tatler Russia


Nel 2011 fonda Buro 24/7, una piattaforma online che tratta di arte, architettura, cinema, moda, lifestyle, musica e stile. Buro 24/7 viene definito dalla stessa giornalista come “un ufficio informazioni aperto 24 ore al giorno, sette giorni su sette”. La piattaforma dal lancio è cresciuta fino a contare undici Paesi, tra cui Australia, Azerbaijan, Europa centrale, Kazakistan, Malesia, Medio Oriente, Mongolia, Russia, Singapore e Ucraina.

Brillante investitrice, Miroslava Duma è stata ambasciatrice per la collezione di gioielleria di Chanel ispirata al design del 1932 e ha lavorato per Louis Vuitton per il lancio di una campagna intitolata “Small is Beautiful” per celebrare la nuova linea di mini borse.

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Una mise romantica nel trench Valentino
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Dalla Russia con amore in total look Chanel
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Una predilezione per capi bon ton
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Nel 2011 Miroslava Duma fonda Buro 24/7, portale di moda, lifestyle e cultura
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Lo stile della fashion editor non teme accessori importanti, meglio se abbinati a capi low cost

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Tanta femminilità nelle gonne e nella camicia col fiocco


Definita dal Financial Times “una forza dell’industria del fashion”, lodata da Vogue per le sue doti di brillante imprenditrice, per Fashion Diva Design lei è “la It Girl”. Icona dello streetstyle, il suo stile è sfarzoso e sofisticato: l’opulenza tipicamente sovietica si mixa brillantemente al misterioso charme siberiano. Largo a colbacchi di pelliccia, stampe optical, accessori importanti, per un mood barocco ed eclettico. Ma lo stile di Mira Duma non lesina elementi bon ton, evidenti nella sua predilezione per cappottini ladylike e colori pastello, nelle camicie con fiocco e nelle gonne. Outfit studiati con precisione certosina: il segreto dell’eleganza di Mira Duma è la capacità di osare, mixando capi extra lusso come le borse Hermès ad elementi low cost. La fashion editor è sposata con il magnate Aleksey Mikheev, dal quale ha avuto due figli, George nato nel 2010 e Anna nata nel 2014. Una icona che ci riserverà ancora molte sorprese.

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Miroslava Duma per Vogue UK, marzo 2014
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Sposata con un magnate russo, la Duma ha già due figli
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Immancabile presenza nei front row delle sfilate,, gli outfit di Miroslava Duma sono sempre studiati fin nei minimi dettagli.

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Fascino in miniatura per la blogger, che non arriva al metro e settanta



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Il glamour anni Cinquanta visto dall’obiettivo di Lillian Bassman

Fotografie come schizzi, in cui il colore tratteggia scene di un’antica e forse perduta eleganza. Mistero, allure e glamour, la filigrana spessa che sa di antico, l’arte di padroneggiare con disinvoltura l’esposizione e le sfumature: gli scatti di Lillian Bassman ci portano in una dimensione onirica in cui moda e arte si incontrano, in un mirabile gioco di chiaroscuri.

Un profilo appena illuminato da un raggio di luce, la curva delicata di un cappellino, l’ombra di un fiocco, e ancora la suggestione dei viaggi in treno, gli sguardi persi fuori dal finestrino, i pensieri che vagano: le foto di Lillian Bassman raccontano delle storie. Scatti intimi e delicati, all’insegna di un buon gusto oggi tristemente in disuso e di una femminilità che sa ancora di trine e vezzi. Fotografie che sanno di magia, l’artista Bassman riesce ad emozionare ad ogni scatto.

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Mary Jane Russell fotografata da Lillian Bassman per Harper’s Bazaar, Le Pavillon, New York, 1950
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Barbara Mullen con un cappotto di Ben Khan, Harper’s Bazaar New York, Novembre 1954
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Suzy Parker, Harper’s Bazaar, New York 1955
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Lillian Bassman nasce a New York il 15 giugno 1917

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Nella sua lunghissima carriera Lillian Bassman ha lavorato a lungo per Harper’s Bazaar


Nata il 15 giugno 1917 a Brooklyn da due intellettuali ebrei immigrati dall’Ucraina, Lillian studia alla Textile High School di Manhattan con Alexey Brodovitch e consegue il diploma nel 1933. Durante i suoi studi conosce il fotografo Paul Himmel, con cui convola a nozze nel 1935. Lillian Bassman è stata una delle fotografe di moda più longeve in assoluto: la sua lunghissima carriera inizia negli anni Quaranta, dapprima come assistente dello stesso Brodovitch, all’epoca direttore artistico di Harper’s Bazaar. Lillian firma un contratto per Junior Bazaar e successivamente per la rivista principale.

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Un ritratto di Lillian Bassman
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Evelyn Tripp per Harper’s Bazaar, New York 1954
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Barbara Vaughn in abito Ficol, New York, 1956

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Dovima. New York, 1954


Le prime foto sono a colori; sotto la guida di Brodovitch inizia invece a scattare prevalentemente in bianco e nero, dando vita a degli insuperabili capolavori stilistici. Tra i suoi maestri vi furono anche Richard Avedon e George Hoyningen-Heune, che la iniziò ai segreti della camera oscura. Dalla fine degli anni Quaranta fino ai primi anni Settanta il lavoro di Lillian Bassman nella fotografia di moda è incessante: la fotografa è mirabile testimone del glamour anni Cinquanta.

Le sue modelle in lingerie incantano e seducono con classe, le donne da lei ritratte mentre viaggiano da sole a bordo di eleganti vagoni di prima classe sono donne indipendenti, molto diverse dall’angelo del focolare tipicamente anni Cinquanta. Donne forti, come forti sono i contrasti delle sue foto.

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Lillian Bassman studiò presso la Textile High School di Manhattan con Alexey Brodovitch
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Suzy Parker fotografta da Lillian Bassman per Harper’s Bazaar, luglio 1955
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Il treno è una costante nelle foto di Lillian Bassman, dove sofisticate signore viaggiano in eleganza
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Delusa dalla fotografia di moda, negli anni Settanta la celebre fotografa distrusse i negativi che aveva conservato durante la sua vita

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Barbara Mullen in giacca Pauline Trigère e cappello Lilly Dachè. 1955


Presto delusa dalla fotografia di moda contemporanea, alla quale si sente via via più estranea, negli anni Settanta la Bassman distrugge tutti i negativi che aveva messo da parte: è il lavoro di una vita, e sarebbe stata una irrimediabile perdita se quegli stessi negativi non fossero stati ritrovati, nel corso degli anni Novanta. Un patrimonio smisurato dal valore incommensurabile, che testimonia quasi mezzo secolo.

Negli ultimi anni della sua vita Lillian Bassman si dedica alla pittura e all’insegnamento alla Parson’s School of Design. L’artista fa un ritorno trionfale nella moda solo negli anni Novanta, dove coniuga la camera oscura alla fotografia digitale. Sicura di sé, l’avvento del digitale non la spaventa e l’artista padroneggia con naturalezza anche Photoshop per manipolare le immagini.

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Mary Jane Russell, Le Pavillon, New York, Harper’s Bazaar, aprile 1955
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Uno scatto risalente al 1955
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Ancora il topos del viaggio in treno in uno scatto che cattura il glamour anni Cinquanta
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Cappellino Philipp Treacy, Vogue Germania, 1998
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Celebrazione della femminilità Fifties, i corsetti e le piume

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La lingerie anni Cinquanta protagonista degli scatti di Lillian Bassman


Nonostante gli anni di assenza dalla scena, Lillian Bassman viene acclamata come un guru della fotografia di moda ed è ricercatissima: John Galliano le commissiona diversi lavori, così come le riviste Vogue e New York Times. Nel 2009, dopo una vita trascorsa insieme e ben 73 anni di matrimonio, muore il marito Paul Himmel. La fotografa si spegne a Manhattan tre anni più tardi, il 13 febbraio del 2012, all’età di 94 anni. Ma i suoi scatti sono ricordati come degli assoluti ed originalissimi capolavori.

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La fotografa si è spenta nel febbraio del 2012
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Suzy Parker in turbante, 1952
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La fotografia di Lillian Bassman vede un delicato gioco di luci e una femminilità antica e sofisticata
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Ancora protagonista la lingerie
Barbara Mullen, 1958
Barbara Mullen, 1958

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Lillian Bassman per Gossard, 1997



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L’arte fotografica di Louise Dahl-Wolfe

A Milano torna la Vogue Fashion’s Night Out

Alla vigilia della fashion week milanese torna la notte dedicata allo shopping: il 22 settembre a Milano è prevista l’edizione 2015 della Vogue Fashion’s Night Out. La sesta edizione della notte bianca promossa da Vogue Italia coniuga la passione per lo shopping ad eventi charity. Amanti della moda fatevi avanti, con un obiettivo solidale.

Inserita per quest’anno all’interno di “Expoincittà” e patrocinata dal Comune di Milano, la VFNO prevede l’apertura straordinaria fino alle 23 delle boutique e degli store del centro e del quadrilatero della moda: da Brera e Corso Como a Corso Vittorio Emanuele fino a Corso Venezia, Corso Genova e Porta Nuova, con Piazza Gae Aulenti. Un fitto calendario di eventi esclusivi, con un parterre d’eccezione, esponenti del jet set internazionale e celebrities, insieme ad eventi dal vivo.

La notte bianca si inaugura con un cocktail offerto a Palazzo Morando da Martini, partner ufficiale dell’evento. Tra un cocktail e un altro largo a veri e propri percorsi di stile, come quello ispirato alla Belle Époque curato da Elisabetta Invernici che si terrà nella location di Palazzo Castiglioni, in Corso Venezia.

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La Terrazza Martini, punto di incontro per gli amanti della Milano by night, viene celebrata da quattro fotografi selezionati all’interno del progetto di Photo Vogue con un’esposizione dei loro scatti presso il Padiglione Italia di Expo Milano 2015.

A Piazza Meda, nel Salone Centrale della Banca Popolare di Milano, Vogue Talents espone le opere di cinque designer. Per gli amanti del vintage sarà organizzata una sfilata di abiti d’epoca promossa dalla Regione Abruzzo. Un connubio di glamour e charity con un obiettivo solidale: l’intero incasso della notte bianca della moda quest’anno sarà devoluto all’Istituto Monzino per la ricerca sulle malattie cardiovascolari. Tantissime le boutique che hanno aderito all’iniziativa: la lista completa è online sul sito di Vogue Italia. Una serata da non perdere, per fare le ore piccole con stile.

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Inside Bag di Prada: must have dell’autunno 2015

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Colori pastello, linea iperfemminile e design accattivante: si chiama Inside Bag ed è la nuova borsa culto di Prada. Come un gioco di matrioske, Prada Inside Bag nasconde al suo interno un’inattesa sorpresa: una borsa gemella, in un’altra tonalità cromatica.

Un simpatico escamotage ideato dallo storico brand per la nuova it bag, che è già uno dei più amati fashion trend per l’ Autunno/Inverno 2015-2016. Chi non ha avuto nel proprio guardaroba una borsa Prada questa stagione può fare il bis.

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Tonalità cromatiche classiche, nel rispetto del design e della tradizione italiani si coniugano ad abbinamenti ton sur ton per un accessorio da non perdere assolutamente. Un must have tra i più ambiti per la stagione autunnale, che completa una collezione all’insegna del colore fluo e di suggestioni Sixties.

Innovazione tecnologica e creatività permettono ai maestri artigiani della maison di unire la borsa esterna al suo doppio interno attraverso un meccanismo d’avanguardia, mediante due soffietti privi di struttura interna. Morbida pelle, colori accattivanti e giovanili, la nuova it bag vanta già tra le sue fan la top model Elisa Sednaoui e le attrici Valeria Golino e Kate Bosworth.

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Margherita Missoni per Videdressing: quando la charity fa tendenza

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Dal 15 settembre è in vendita online su Videdressing parte del guardaroba personale di Margherita Maccapani Missoni Amos. Novanta pezzi esclusivi dell’armadio della giovane Margherita in vendita a prezzi esclusivi, a partire dai 40 euro: capi di Missoni ma anche di Diane von Fürstenberg e altri brand di lusso, che stanno già andando a ruba.

Un’iniziativa a favore dei bambini del Ghana: il ricavato della vendita in esclusiva sarà infatti devoluto all’associazione OAfrica, fondata da Lisa Lovatt-Smith, già fashion editor di Vogue Spagna, e presieduta in Italia proprio dalla giovane erede Missoni. Ancora molti pezzi dell’esclusivo guardaroba di Margherita sono online su www.videdressing.com.

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Margherita Maccapani Missoni Amos mette in vendita novanta pezzi del suo guardaroba a favore di OAfrica
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Classe 1983, la giovane erede Missoni è presidente per l’Italia dell’associazione OAfrica
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Margherita Missoni posa per Jürgen Teller, campagna pubblicitaria Missoni, P/E 2010
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Margherita Maccapani Missoni per Vogue Brasile, 2012

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Su Videdressing i capi esclusivi del guardaroba della giovane erede Missoni


Classe 1983, la giovane erede dell’impero Missoni, creato dal nonno Ottavio, è designer, modella e attrice. Convolata a nozze nel 2012 col pilota di auto da corsa Eugenio Amos, dal quale ha avuto un figlio nel 2013, Margherita Maccapani Missoni è da sempre attiva sul sociale e non è nuova ad iniziative di charity a favore dei più sfortunati. Perché la beneficenza è chic.


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Stella Tennant nuovo volto di Pringle of Scotland

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Pringle of Scotland festeggia 200 anni di stile e sceglie tra i suoi testimonial la modella più blasonata e iconica del Regno Unito: Stella Tennant.

La campagna pubblicitaria per l’A/I 2015-2016 vede ritratti numerosi artisti, tra cui Robert Montgomery e David Shrigley e l’attore Luke Treadway. Le personalità più importanti del Regno Unito omaggiano il celebre brand e non poteva mancare la celebre top model, qui ritratta in scatti di di notevole intensità ad opera di Albert Watson. Mood intimista e drammaticità per celebrare i 200 anni dalla nascita del brand, con una adv in cui le trame delle textures provenienti dall’isola di Skye vengono esaltate dalla fotografia di Watson e dall’interpretazione degli artisti ritratti.

Stella Tennant, classe 1970, nasce in una famiglia aristocratica: la top model è infatti nipote diretta di Andrew Cavendish, undicesimo duca del Devonshire, e di Deborah Mitford. I genitori della modella sono l’onorevole Tobias William Tennant e Lady Emma Cavendish.

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Stella Tennant per Pringle of Scotland, Autunno/Inverno 2015-2016
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La top model britannica è protagonista della campagna pubblicitaria di Pringle of Scotland per i 200 anni del brand

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Il backstage della campagna pubblicitaria, scattata da Albert Watson


Un fisico androgino e un volto dai lineamenti marcati si uniscono al portamento aristocratico e ad uno spirito ribelle: Stella è già pronta ad intraprendere una sfolgorante carriera nella moda. Quando la ragazza ha 23 anni ed è ancora una studentessa di scultura presso la Winchester School of Art viene notata da Plum Sykes, giornalista di Vogue UK, il quale la presenta al celebre fotografo Steven Meisel. L’immagine da lady dell’upper class inglese viene stravolta quando la modella si presenta con un piercing al naso che le conferisce un tocco punk-rock: l’insolito connubio, very British, fa sì che la modella si imponga all’attenzione del fashion biz. Nel settembre del 1993 Stella Tennant ottiene la sua prima cover per l’edizione canadese di Flare. Seguono i magazine più prestigiosi al mondo, a partire da Vogue, che la vede protagonista delle edizioni britannica, italiana e francese, fino ad Harper’s Bazaar e Numéro.

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Stella Tennant ritratta da Steven Meisel per W Magazine

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Look da bad girl per la modella, col piercing al naso che l’ha resa famosa


Nel 1994 avviene il debutto della modella sulle passerelle e due anni più tardi la sua apparizione in un minuscolo bikini durante la sfilata di Chanel desta scalpore. La Tennant calca le passerelle più importanti, da Alexander McQueen ad Anna Sui, Calvin Klein, Alberta Ferretti, Chanel, Anna Molinari, Christian Dior, Dolce & Gabbana, Donna Karan, Fendi, Gianfranco Ferré, Gianni Versace, Helmut Lang, Givenchy, Valentino, Gucci, solo per citarne alcuni.

Musa di Karl Lagerfeld, è stata testimonial di Burberry, Chanel, Christian Dior. Collocata dall’emittente statunitense Channel 5 al ventisettesimo posto tra le migliori supermodelle del mondo, Stella Tennant nel 1999 ha sposato il fotografo francese David Lasnet, dal quale ha avuto quattro figli.

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Lineamenti androgini e volto interessante per la modella inglese

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Stella Tennant è la nipote di Andrew Cavendish, undicesimo duca del Devonshire, e di Deborah Mitford


Una bellezza particolare, ora celebrata da Pringle of Scotland in una campagna pubblicitaria suggestiva ed emozionante.


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Buon compleanno, Mariacarla

Buon compleanno, Mariacarla

Spegne oggi 35 candeline Mariacarla Boscono, una delle più famose top model italiane degli ultimi anni. Sguardo profondo, lunghi capelli scuri e fisico androgino, la top model ha già all’attivo una lunga carriera costellata di successi internazionali.

Nata a Roma il 20 settembre 1980, Mariacarla nella sua infanzia viaggia moltissimo a causa del lavoro del padre. Prima della sua nascita i genitori vivevano in Thailandia e in America, prima a Providence e poi a Key West, Florida. Mariacarla inizia a frequentare la scuola negli States, salvo poi rientrare in Italia per volontà dei genitori, che pensano sia opportuno che la bambina torni a casa. Ma questo dura poco: quando Mariacarla ha appena 9 anni la famiglia si trasferisce in Kenya, tra Malindi e Mombasa. La top model ricorda questo come il periodo più fantastico della sua vita.

Influenzata dalla cultura americana e da quella africana, poliglotta e cittadina del mondo, Mariacarla a diciassette anni viene notata da un fotografo amico di famiglia, durante una cena. La madre è favorevole ad una carriera della figlia nella moda ma la ragazza preferisce terminare prima gli studi. La scelta si rivela saggia e nonappena conseguita la maturità la futura top model vola a New York City, dove firma immediatamente un contratto con la DNA Model Management.

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Mariacarla Boscono è nata a Roma il 20 settembre 1980
Mariacarla Boscono ritratta da Zoe Ghertner per Hermès, autunno 2013
Mariacarla Boscono ritratta da Zoe Ghertner per Hermès, autunno 2013
Fisico androgino e volto unico per la top model romana
Fisico androgino e volto unico per la top model romana

Mariacarla Boscono in una foto di Txema Yeste per Harper's Bazaar Spagna, marzo 2015
Mariacarla Boscono in una foto di Txema Yeste per Harper’s Bazaar Spagna, marzo 2015


Gli occhi scuri, il viso affilato e drammatico, lo sguardo intenso: in breve la Boscono diventa la modella prediletta da Karl Lagerfeld ed una diva a livello internazionale. Regina delle passerelle, contesa dai brand più prestigiosi, Mariacarla Boscono ottiene numerose cover di Vogue e prende il posto di Kate Moss come testimonial di Hennes & Mauritz.

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Musa di Riccardo Tisci e amata da Karl Lagerfeld, Mariacarla Boscono è una delle top model più famose al mondo

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La top model da piccola ha vissuto tra Stati Uniti e Africa


Musa di Riccardo Tisci per Givenchy, amata dai più famosi fotografi al mondo, Mariacarla è una delle top model più famose al mondo: in pochissimi anni diventa il volto di Chanel, Blumarine, Etro, Moschino, Yves Saint Laurent, Alessandro Dell’Acqua, Marc Jacobs, Dolce & Gabbana, Roberto Cavalli, Salvatore Ferragamo, solo per citarne alcuni. Inserita nel 2005 da Forbes nella classifica delle modelle più pagate al mondo, tre anni dopo diventa testimonial di Emilio Pucci, Hermès, Moschino e John Galliano.

Fotografata da Peter Lindbergh per Vogue Italia, febbraio 2014
Fotografata da Peter Lindbergh per Vogue Italia, febbraio 2014
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La Boscono è stata selezionata da Vogue Paris tra le trenta modelle più famose degli anni Duemila

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Nel 2006 la modella ha debuttato come attrice teatrale a New York


Divisa tra Roma e New York -sua seconda patria- la modella ha all’attivo anche tre edizioni del calendario Pirelli, precisamente l’edizione del 2003, 2004 e 2009, scattata dal grande Peter Beard e ambientata nell’Africa che l’ha vista crescere. Inserita da Vogue Paris tra le 30 modelle del 2000, l’espressività del volto della supermodella non lascia indifferenti: nel 2006 Mariacarla ha debuttato come attrice teatrale con uno spettacolo di Jean Genet presso il Lee Strasberg Theatre Institute di New York. Sposata con l’imprenditore italiano Andreas Patti, dal quale ha avuto una figlia, Marialucas, Mariacarla Boscono è una delle italiane più famose all’estero. Una bellezza decisamente interessante.


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Lo stile di Elisa Sednaoui

Marella Agnelli: l’eleganza del “cigno”

Tra le icone di stile è la più aristocratica e famosa, è stata musa di numerosi fotografi, socialite internazionale e vedova dell’indimenticabile avvocato Gianni Agnelli. La principessa Marella Caracciolo di Castagneto ha incarnato la quintessenza dello chic italiano, universalmente riconosciuto.

La classe nella figura eterea, il lunghissimo collo eburneo, che incantò artisti di tutto il mondo, da Richard Avedon a Truman Capote, che la ribattezzò “The Last Swan”: Marella Agnelli è un’icona di stile tra le più ammirate, per la sua eleganza discreta e raffinata. Mai sopra le righe, spesso low profile, caratteristica di chi non ha bisogno di ostentare nulla. Ça va sans dire, sembra dire con il suo sguardo tagliente e il portamento austero. Una donna di grande spessore, ultima erede della dinastia torinese che più ha fatto discutere l’Italia.

Nata a Firenze il 4 maggio del 1927, il padre di Marella è il principe napoletano Filippo Caracciolo di Castagneto e la madre è l’americana Margaret Clarke, originaria dell’Illinois. Marella trascorre l’infanzia in giro per l’Europa al seguito del padre, diplomatico. La bellezza eterea della giovane spicca nei saloni dei palazzi dell’aristocrazia romana e nei circoli più esclusivi, ma la sua è un’eleganza diversa, fatta di sottrazioni e di un autentico charme. La fanciulla, alta e filiforme, fa il suo ingresso in società in lunghi abiti in impalpabile chiffon di seta: tra i couturier prediletti dalla principessa spicca il genio partenopeo di Federico Forquet, Balenciaga e Courrèges.

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Marella Agnelli ritratta da Erwin Blumenfeld, 1950
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Marella Agnelli, foto di Horst P. Horst, 1967
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Un altro scatto di Horst P. Horst, 1967

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Marella Caracciolo di Castagneto è nata a Firenze il 4 maggio del 1927


Inserita da Vanity Fair nella Hall of Fame dell’International Best Dressed List creata da Eleanor Lambert, insieme al marito Gianni Agnelli e al controverso nipote Lapo Elkann, la sua bellezza così diversa dai canoni vigenti negli anni Cinquanta la portò a divenire musa di fotografi del calibro di Richard Avedon e Henry Clarke; inoltre fu immortalata da Clifford Coffin e Andy Warhol.

Dopo aver ultimato gli studi superiori in Svizzera, la giovane studia presso l’Académie des beaux-arts e poi presso l’Académie Julian di Parigi. Successivamente inizia a lavorare a New York, come fotografa: sarà l’assistente del celebre fotografo di moda Erwin Blumenfeld. Successivamente al suo rientro in Italia, Marella Caracciolo lavora come fotografa e redattrice per la Condé Nast, celebre casa editrice di Vogue.

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Marella Agnelli in posa per Philippe Halstman, abito Balenciaga, Villefranche sur Mer, Villa Leopolda, 1963
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Nata in una famiglia dell’antica aristocrazia napoletana, Marella Agnelli è designer e collezionista d’arte
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Ritratta da Richard Avedon, 1953

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Marella Caracciolo Di Castagneto in un ritratto giovanile di Arturo Ghergo, abito di Federico Forquet, Vogue, 1945


Nel 1953 sposa l’erede della Fiat Gianni Agnelli, nella sfarzosa location del castello di Osthoffen, a Strasburgo, in Francia. L’unione sancisce la scalata sociale del celebre avvocato, eccentrico protagonista della Dolce Vita. Dalle nozze nascono i figli Edoardo, morto suicida, e Margherita, madre di John e Lapo, componenti dell’attuale board di FIAT e della Juventus. Intima amica di Truman Capote, indimenticabile il suo ingresso al celebre Black & White Ball organizzato da quest’ultimo in un caftano in seta firmato Mila Schön e scenografico copricapo di piume nere. Amica di John e Jacqueline Kennedy, spesso fotografata con loro a Capri e Positano, a differenza del marito Gianni non fu mai presa d’assalto dai paparazzi, forse in virtù del suo aristocratico savoir-faire, roccaforte assai ardua da espugnare.

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Dopo aver studiato Arte, Marella Agnelli ha lavorato come assistente fotografa per Erwin Blumenfeld
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Il 19 novembre del 1953 Marella Caracciolo di Castagneto ha sposato Gianni Agnelli
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Un ritratto del 1955
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Uno scatto della vita dei coniugi Agnelli
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Marella Agnelli indossa un abito da sera di Jean Patou, foto di Henry Clarke, 1956

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Ritratta da Richard Avedon, 1976


Nel 1973 Marella Agnelli intraprende l’attività di designer di alta moda, specializzandosi nella realizzazione di disegni per stoffe d’arredamento, attività questa che la principessa continua tuttora. Tra le passioni coltivate dalla vedova Agnelli il giardinaggio è al primo posto: un pollice verde di notevole talento, il suo, al punto che la principessa ha curato personalmente la progettazione dei giardini nelle sue dimore, da Villa Frescot sulla collina di Torino a Villar Perosa nei pressi di Torino fino alla sua abitazione a Marrakech in Marocco, dove si è trasferita nel 2005.

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Marella Caracciolo in uno scatto di Riccardo Moncalvo risalente agli anni Settanta
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Ritratta ancora da Avedon, che ne adorava il lunghissimo collo, che le fece ottenere il soprannome di “cigno”
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In uno scatto di Pasquale de Antonis, la principessa indossa un abito di Carosa, Palazzo Torlonia, 1948
Marella Agnelli in posa per Andy Warhol, 1972
Marella Agnelli in posa per Andy Warhol, 1972
Marella Agnelli per Harper's Bazaar, 1965
Marella Agnelli per Harper’s Bazaar, 1965

La principessa Marella Caracciolo di Castagneto in posa per Henry Clarke, 1962
La principessa Marella Caracciolo di Castagneto in posa per Henry Clarke, 1962


Marella Agnelli è autrice di numerosi libri di giardinaggio e fotografia. Membro dell’International Council del MOMA di New York, del Tate International Council di Londra, del Board degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury, nonché presidente dell’Associazione Amici Torinesi Arte Contemporanea, la principessa è anche una grande collezionista d’arte: famosa la collezione posseduta dai coniugi Agnelli, che includeva opere di Canaletto, Bellotto, Canova, Manet, Renoir, Picasso, Matisse, Severini e Modigliani. La classe non è acqua.


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Talitha Getty, icona boho-chic

Fashion trends A/I 2015-2016

Le passerelle per l’Autunno/Inverno 2015-2016 ci hanno fatto sognare, proponendo tanti stili e tendenze diverse da cui trarre ispirazione nella scelta del nostro guardaroba.

Tanti sono i look da imitare e a volte ci si può riuscire anche senza avere un enorme budget a disposizione. Inoltrandoci nei trend per la stagione A/I, protagonista è il mood boho-chic, brillantemente proposto da Burberry Prorsum, in una collezione di netta ispirazione Seventies. Largo a maxi abiti a stampe floreali e paisley, come il lungo abito rosso in stampa patchwork.

Un look simile si può ottenere anche con un mini budget: tanti sono i brand che hanno abbracciato la tendenza bohémien, a partire da Band of Gypsies, che propone un lungo chemisier a listini patchwork con inserti paisley mixati a stampa floreale. Un look di grande impatto, perfetto per il giorno e per la sera, a seconda degli accessori da abbinare. Che si tratti di sandali rasoterra o tacchi alti a listini, si può ultimare lo styling con un cappello a tesa larga e una borsa con le frange, in perfetto mood gipsy.

Burberry Prorsum
Burberry Prorsum

Band of Gypsies
Band of Gypsies


Ironiche, divertenti e colorate sono le stampe cartoon, portate alla ribalta da Moschino, in una collezione all’insegna dell’ironia: full immersion nel colore, intriso di suggestioni Eighties, tra maxi bomber a colori fluo. Le felpe con i personaggi dei cartoon sono un nuovo fashion trend, che si può facilmente imitare. Ci si può sbizzarrire nella scelta, che si tratti dei Loonie Tunes o dei personaggi Disney. Da abbinare a jeans e sneakers o ad una gonna di paillettes, per un look ancora più eclettico.

Moschino
Moschino

Vans Disney
Vans Disney


Ritorna il mood boho-chic da Roberto Cavalli, che propone maxi dress stile caftano, da abbinare a gioielli ed accessori etnici. Bellissimo e low budget l’abito giallo proposto da ASOS. Il brand inglese Missguided propone diversi look in stile Festival, perfettamente in linea con le tendenze attuali. Per un look da gitane di lusso.

Roberto Cavalli
Roberto Cavalli
ASOS
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Chloé
Chloé

Missguided
Missguided


Incontrastato must have di stagione per l’autunno/inverno è il poncho, declinato in tutte le varianti: sofisticato e caldo, per contrastare le rigide temperature invernali, il poncho è un capo irrinunciabile del guardaroba femminile. Motivi aztechi o stampe floreali hanno calcato le passerelle e sono state riproposte da diversi brand.

Anna Sui
Anna Sui
Paisie
Paisie
DAKS
DAKS

Missguided
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Un tuffo negli anni Sessanta ha caratterizzato le collezioni di diversi designer, che hanno proposto deliziosi shift dresses, in stampe optical. Suggestioni tratte dalla Swinging London nel modello DAKS. Un capo irrinunciabile del guardaroba invernale è il fur coat o pelliccia, che dir si voglia. La moda impone proporzioni oversize e bicromie, come visto da Emilio Pucci. Un evergreen irrinunciabile.

Emilio Pucci
Emilio Pucci
Story of Lola
Story of Lola

Happy Birthday, Twiggy!

È la modella che ha rivoluzionato il concetto di bellezza. La più fotografata e la più amata in assoluto. Dopo aver segnato un’epoca col suo volto, Twiggy spegne 66 candeline. Una carriera sfavillante, iniziata per caso, fino a divenire icona quasi mitologica degli anni Sessanta. Figlia di quella Swinging London che ne ha forgiato lo stile, Twiggy ha incarnato lo spirito di quegli anni.

Nata a Neasden, un sobborgo di Londra, il 19 settembre del 1949, Lesley Hornby -questo il suo vero nome- è una ragazza gracile e dai lineamenti fanciulleschi. Assai diversa dallo standard allora vigente, che identifica la bellezza in donne dal fisico meno acerbo, l’appena sedicenne Lesley viene notata dal fotografo di moda Justin de Villeneuve, mentre lavora in un parrucchiere.

Tra i due nasce un rapporto sentimentale e lavorativo: Villeneuve ha fiuto e intuisce subito che quel viso così grazioso ha una marcia in più. Dopo esserne diventato il manager, è lui stesso a lanciare la ragazza e a scegliere per lei il soprannome di Twiggy, letteralmente “grissino”, un esplicito riferimento alla sua magrezza adolescenziale.

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Twiggy ha incarnato lo stile della Londra anni Sessanta
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Twiggy su Vogue, 1967
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Nata a Neasden, un sobborgo di Londra, la modella è stata scoperta all’età di sedici anni
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Tipico look anni Sessanta per Twiggy
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La modella è stata testimonial di Mary Quant, che con la sua minigonna ha rivoluzionato la moda
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Entusiasmo fanciullesco per la modella grissino
Sugli autoscontri al Bertram Mills Circus, Londra, 1967
Sugli autoscontri al Bertram Mills Circus, Londra, 1967

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Foto di Bert Stern, New York, 1967


Basta fare circolare qualche foto della ragazza e tutto ha inizio: quel volto così particolare ben si addice al fermento rivoluzionario della Londra di quegli anni. Grandi occhi da cerbiatto, sguardo innocente e sorriso spontaneo su gambe nervose, Twiggy emana una freschezza che incanta tanto la gente comune quanto gli addetti ai lavori della moda. In appena un anno la modella grissino diviene una star. Le ciglia finte e il make up disegnato ad esaltare gli immensi occhioni, gli abitini a trapezio e le minigonne: il suo stile incarna l’anima più swing degli anni Sessanta. Idolatrata, imitata e ambita dai designer inglesi e non, viene nominata dal Daily Express “Il volto del ’66”.

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Foto di Ronald Traeger
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Un altro scatto di Ronald Traeger

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Twiggy fotografata davanti ad un dipinto di Bridget Riley, tuta di Gene Shelly, Vogue, 1967, foto di Bert Stern


Successivamente diventa il volto di brand del calibro di Biba e Mary Quant, che la sceglie come testimonial della sua celebre minigonna. Una rivoluzione dentro la rivoluzione: sullo sfondo della liberazione dei costumi si consuma un altro epocale cambiamento, per cui il concetto standard di bellezza e femminilità vigente viene completamente stravolto dal candore della nuova icona: Twiggy è la prima modella a rappresentare una nuova donna, giovane e gioiosa.

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Uno scatto per Vogue, maggio 1967, foto di Ronald Traeger
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Mood spaziale in uno scatto di Bert Stern, 1967
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Twiggy Lawson per Sangeran, 1970, foto di Bert Stern

Twiggy in un celebre scatto di Richard Avedon, acconciatura di Ara Gallant, Parigi, gennaio 1968


Compiuti i diciotto anni, Twiggy rompe la relazione sentimentale con Villeneuve. La sua fama è ormai mondiale, tutti la acclamano e nuove occasioni si profilano presto all’orizzonte. Parallelamente al lavoro di modella, Twiggy compare in alcuni film, come “Il Boyfriend”, di Ken Russell (1971). Per il suo ruolo vince due Golden Globe. Nello stesso tempo inizia ad incidere dei cd, con un discreto successo: tra i generi prediletti dalla nuova pop star troviamo il rock, il pop, la musica disco e country. Ormai divenuta un personaggio, posa accanto a David Bowie per la copertina del suo album “Pin Ups”, nel 1973. Dal celebre film “The Blues Brothers” fino ad un cameo all’interno del Muppet Show, il volto di Twiggy diviene emblema di un secolo.

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Twiggy in completo maschile, 1968
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Twiggy indossa scarpe di George Cleverley in una foto di Justin de Villeneuve, anni Settanta
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Uno scatto tratto da Vogue, 1967
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Twiggy ritratta da Bert Stern, New York, 1967
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Con cappellino Snoopy, foto di Bert Stern, novembre 1967
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Twiggy indossa un cappotto di Emeric Partos dipinto a fiorellini da Giorgio di Sant’ Angelo, foto di Richard Avedon per Vogue, New York, 14 Aprile 1967
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Ritratta da Richard Avedon, 1967

Ritratta da Cecil Beaton per Vogue, 1967
Ritratta da Cecil Beaton per Vogue, 1967


La sua carriera, variegata e in continua evoluzione, la vede presentatrice televisiva negli anni Novanta, con un suo show, “Twiggy’s People”, dove intervista personalità del calibro di Dustin Hoffman, Lauren Bacall e Tom Jones. Nel 2005 torna a posare come modella e diviene il volto di Marks & Spencer. Inoltre è stata giudice di America’s Next Top Model dalla quinta alla nona stagione, celebre show televisivo condotto da Tyra Banks.
Tanti auguri ad un mito vivente.

Ritratta da Bert Stern per Vogue, 15 marzo 1967
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Vogue 1867, foto di Bert Stern
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Suggestioni Roarin’ Twenties nello scatto di Terry Fincher, Londra 1966

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Twiggy Lawson, all’anagrafe Lesley Hornby, è nata a Londra il 19 settembre 1949



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Carmen Dell’Orefice: la regina delle passerelle

Ha sdoganato i capelli bianchi rendendoli un fashion trend; ha eliminato tutti i tabù riguardanti il tempo che passa. Se pensate che l’età sia qualcosa da nascondere non avete ancora conosciuto Carmen Dell’Orefice.

Classe 1931, alla veneranda età di 84 anni è la top model più longeva del mondo. La sua falcata elegante, il viso intenso e i lineamenti che trasudano charme, la top model è ancora richiestissima nelle passerelle e nei servizi di moda.

Nata a New York City da genitori di origine italiana ed ungherese, Carmen vive un’infanzia difficile a causa della burrascosa relazione dei genitori. La piccola viene affidata a lontani parenti e a case famiglia fino agli undici anni, quando va a vivere con la madre. Il portamento fiero, la curva gentile del mento e il lungo collo da cigno non passano inosservati.

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Carmen Dell’Orefice è nata a New York il 3 giugno 1931
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Una carriera iniziata ad appena tredici anni, Carmen Dell’Orefice è la top model più longeva al mondo

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La top model ha sdoganato i capelli bianchi come fashion trend


Ad appena tredici anni Carmen viene notata dalla moglie del fotografo Herman Landschoff. La ragazzina posa per dei test fotografici che però, a detta della stessa top model ammette, non furono all’altezza delle aspettative. Ma la sua bellezza non tarda a portarle il successo: è il 1946 quando la giovane viene presentata a Vogue, la Bibbia della moda. Qui firma un contratto per 7 dollari l’ora e diviene modella prediletta del fotografo di fama mondiale Erwin Blumenfeld, che la ritrae nella sua prima cover per Vogue, nel 1946. Il suo volto conquista immediatamente gli addetti ai lavori, ben consapevoli di trovarsi di fronte ad una futura stella della moda. Ma i guadagni derivanti dalla sua attività di modella non bastano a sostenere Carmen e la madre: le due sono sprovviste persino del telefono e le redazioni di moda sono costrette a mandare dei fattorini a casa della modella per darle le notizie sui nuovi lavori.

Denutrita al punto che i celebri fotografi Horst P. Horst e Cecil Beaton sono costretti ad appuntare il retro dei vestiti da lei indossati, Carmen e la madre si inventano un lavoro e iniziano a creare dei vestiti. Tra le loro clienti vi furono la modella Dorian Leigh e la sorella minore di quest’ultima, la celebre top model Suzy Parker.

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Una vita piena di avversità e nuove sfide, quella di Carmen Dell’Orefice
Carmen Dell'Orefice, foto di Richard Avedon, 1957
Carmen Dell’Orefice, foto di Richard Avedon, 1957
Carmen Dell'Orefice al Folies Bergère, foto di Richard Avedon per Harper's Bazaar, 1957
Carmen Dell’Orefice al Folies Bergère, foto di Richard Avedon per Harper’s Bazaar, 1957
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La top model è stata la modella più giovane ad essere apparsa sulla cover di Vogue America, ad appena sedici anni

La prima cover di Carmen Dell'Orefice per Vogue, 1947
La prima cover di Carmen Dell’Orefice per Vogue, 1947


Nel 1947 le quotazioni di Carmen Dell’Orefice iniziano a salire e lo stesso avviene per le sue finanze. Nell’ottobre dello stesso anno ottiene una cover di Vogue ad appena 16 anni, entrando nella storia come la modella più giovane ad essere apparsa sulla copertina del celebre magazine. Nella sua carriera sfolgorante, Carmen Dell’Orefice ha posato per fotografi del calibro di Irving Penn, Richard Avedon, Francesco Scavullo, Norman Parkinson e Melvin Sokolsky, che la immortala per Harper’s Bazaar nel 1960 e per Vanity Fair.

Musa di Salvador Dalí, le condizioni di salute di Carmen non sono buone e la sua magrezza allarmante ritarda anche l’avvento della pubertà. Dopo un iniziale rifiuto, nel 1953 l’agenzia di Eileen Ford accetta di rappresentarla: dopo aver seguito delle terapie ormonali Carmen ha una nuova bellezza. Sul suo fisico un tempo androgino e sottile sono esplose delle curve mozzafiato che ne hanno addirittura accresciuto la bellezza e le hanno procurato nuovi ingaggi come modella di cataloghi di lingerie.

Carmen dell'Orefice in abito da sera Ceil Chapman, Vogue America 1949
Carmen dell’Orefice in abito da sera Ceil Chapman, Vogue America 1949
Carmen Dell'Orefice in una foto di John Rawlings 1948
Carmen Dell’Orefice in una foto di John Rawlings 1948
Carmen Dell'Orefice a Londra, settembre 1960
Carmen Dell’Orefice fotografata da Norman Parkinson per Queen Magazine, Londra, settembre 1960

1958, foto di F. C. Gundlach
Uno scatto di F. C. Gundlach, 1958


La modella decide di ritirarsi dalle passerelle nel 1958, dopo il suo secondo matrimonio, con il fotografo Richard Heimann. Dopo un ventennio trascorso lontana dai riflettori, al suo terzo divorzio, nel 1978, Carmen ritorna a sfilare. Il passare del tempo non ne ha scalfito minimamente lo charme e la top model è ancora ricercatissima. Nuove copertine la vedono immortalata, da Vogue a Harper’s Bazaar a W Magazine.

Insignita nel 2011 di una laurea honoris causa dalla University of the Arts di Londra, per il suo contributo nel fashion biz, è stata anche celebrata con una retrospettiva curata dal grande illustratore di moda inglese nonché suo grande amico David Downton.

Carmen Dell'Orefice alle Bahamas, foto di Norman Parkinson per Vogue, luglio 1959
Carmen Dell’Orefice alle Bahamas, foto di Norman Parkinson per Vogue, luglio 1959
Foto di Erwin Blumenfeld
Foto di Erwin Blumenfeld
Town Country Magazine 1981
Town Country Magazine 1981
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Town Country Magazine, 1981

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Carmen Dell’Orefice è ancora richiestissima come modella, sia per le passerelle che per le riviste


Una vita vissuta spesso su un ottovolante, Carmen Dell’Orefice è una donna forte, che ha attraversato indenne momenti molto duri. Investimenti sbagliati l’hanno portata, tra gli anni Ottanta e i Novanta, a perdere nuovamente il suo intero patrimonio. Coinvolta nella frode fiscale di Bernie Madoff, la top model si è ritrovata in bancarotta. Tre divorzi e numerosi aborti alle spalle, il rapporto conflittuale con la figlia e gli spaventosi crolli finanziari non ne hanno scalfito la serenità. I suoi occhi guardano oltre, il suo sorriso è celestiale e il suo proposito è di morire indossando i tacchi alti. Una grande lezione di stile, per tutte le donne che temono l’età.


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